Casa comune

 

di Raffaella Frullone

Ma è davvero così?  Può succedere davvero di tutto? Anche  l’happy ending proposto da Trentamenouno presentandoci la scena finale di “Storia di noi due” in cui Michelle Pfeiffer e Bruce Willis, nei panni di Katie e Ben, a un passo dal rivelare ai propri figli che hanno deciso di separarsi dopo 15 anni di matrimonio, decidano di fare invece un passo l’uno verso l’altra e si dichiarano amore eterno? Mah, sarebbe un sogno, dicevo sabato, sarebbe veramente un sogno… Continua a leggere “Casa comune”

Figli di nessuno

di Paolo Pugni 

Abbiamo strappato via il nostro cognome dalla faccia e lo abbiamo gettato al vento, perché lo sentivamo come una gabbia.

Mi chiedo se non ci sia la medesima ribellione nella proliferazione dei nickname, e mentre lo scrivo vedo già la vostra faccia che s’impenna e ostenta sofferenza. Continua a leggere “Figli di nessuno”

Loro due

 

Qualche giorno fa Maria Elena (trentamenouno)  ha mandato a Costanza la trascrizione del dialogo della scena finale di un film.  Questo mi ha fatto venire in mente due cose: intanto che c’è qualcosa di importante da imparare anche da un filmino sentimentale, e poi che pur avendo visto il film questa scena mi era rimasta pochissimo in mente, a dimostrazione  dei danni che può fare un pessimo  doppiaggio (per questo in fondo al post ho linkato la scena in versione originale ma se volete farvi un’ idea c’è anche la versione italiana).

P.S. by Costanza – Il cinefilo ritiene che sia un problema di doppiaggio. La sua consorte ritiene invece che dipenda dal fatto che i dialoghi pieni di sentimento, nei quali non vengono conferite informazioni stringate, operative e utili lui li dimentica nel tragitto che compie dalla tv alla cucina. Quando sente che sta per arrivare un “ti amo” o cambia canale o va a prendere del succo d’arancia. Continua a leggere “Loro due”

Ancora vivi

di Costanza Miriano

Qualche sera fa guardavo la televisione. Seduta. Sul divano. Insieme a mio marito.

Già tali affermazioni racchiudono diverse notizie notevoli, e infatti credo che ci siano stati diversi lanci di agenzia su questo. L’evento ha del sensazionale, da breaking news della Cnn come minimo, se contate, poi, che non dormivo. E così durante un filmetto western (indovinate chi teneva il telecomando) mi sono imbattuta in una grafica inquietante, con un rullo a scorrimento: “Avete un figlio tra i due e i dieci anni e siete ancora vivi? Telefonate allo 02…” Continua a leggere “Ancora vivi”

Che Angelo

di LetteraE

Meno male che c’è l’angelo custode a proteggermi così posso sentirmi meno in colpa davanti ai giudizi di parenti, “amiche”, psicologi, esperti vari dell’educazione, pediatri, portinaie che hanno la ricetta giusta per essere perfetti genitori. Dico meno male che c’è l’angelo custode perchè so di non essere sola, so di aver il Capo (come Lo chiama Costanza) in contatto diretto se mi metto ad ascoltarLo. Soprattutto da quando mi ha travolto questa nuova “professione”: essere mamma.

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A che servono i mariti?

di Paolo Pugni 

“A che cosa serve un marito? Me lo sono chiesta tante volte”: comincia così il 2012 di mia moglie. Abbiamo da poco recuperato la nostra lucidità in questa stanza-camper in muratura, neanche13 metri quadratiin questo momento per lo più ricoperti dal letto(-divano) aperto dal quale appunto con una squisita tenerezza mi guarda, mentre io preparo il caffè. continua a leggere

Le radici profonde non gelano mai

di Paolo Pugni

E poi scopri che quell’essere orfano ti pesa più di quando pensassi. Ti guardi dietro, e vedi il vuoto. Scopri che la radice è stata recisa, appena sotto di te e che ormai sei tu che tieni il peso, che reggi l’albero. Sei radice.

Radice di che?

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Il grande vuoto

di Costanza Miriano

Conosco molte meravigliose teorie sul fatto che la lettura deve essere un piacere, e come ogni piacere deve essere libero e scelto. Le conosco ma mi guardo bene dall’applicarle. Io personalmente con i miei figli adotto piuttosto subdole forme di persuasione occulta, e posso anche arrivare a vigliacche minacce terroristiche (“se non provi a leggere due capitoli, alla xbox stanotte potrebbe anche capitare un incidente, per dire…”), convinta come sono che il piacere della lettura non è immediato come quello che viene dai videogiochi, ma alla fine attraente lo stesso o di più anche per un ragazzino. continua a leggere

La sera del dì di Natale

di Paolo Pugni

La sera del Natale mi rende triste, ma di una mestizia sana, pacata, lieve.

(Per inciso: che bella parola è lieve, così trascurata e derisa, forse proprio per quella leggerezza pastello che la rende inavvertita a chi non sa che farsene delle sfumature, della voce della brezza morbida e prudente.

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Lo chiamavano priorità

di Jane 

Visto che siamo a Natale, e Natale vuol dire “nascita”, e “nascita” vuol dire nuova vita che si affaccia alla bellezza e alla complessità del mondo, non si può non pensare anche alla famiglia. In essa la nuova vita trova accoglienza, riparo, certezza, fiducia, sicurezza, radici. Se si pensa ad una nuova vita, si pensa all’amore di una madre e di un padre, che guardano al frutto della loro unione con stupore, meraviglia, gioia. Una nuova nascita significa anche l’emergere di uno spontaneo senso di responsabilità da parte del padre, di una naturale predisposizione alla cura e all’accoglienza da parte della madre.

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Mio padre si chiama donatore

di Raffaella Frullone   La Bussola Quotidiana
 «Ho passato anni della mia infanzia a fantasticare su di lui. Costruivo castelli sulle poche cose che sapevo: capelli biondi, occhi azzurri, laureato. Giorni frenetici e notti insonni passate a immaginare il suo carattere, le sue passioni. “Forse era un musicista, come me”, mi dicevo, “forse era un’artista squattrinato, per questo l’ha fatto,  aveva bisogno di soldi”. Poi ho scoperto che il donatore numero 81 era un professionista affermato, un medico che si definisce credente. Il mio padre biologico».

Emergenze teologiche

di Costanza Miriano

A una mamma capita di affrontare emergenze teologiche affettando la carne o infliggendo minestroni. L’altra sera, appunto, una delle mie bambine, cinque anni, mi ha chiesto a bruciapelo: “mamma, chi non crede in Gesù bambino ma solo in babbo Natale va all’inferno?” Poiché sono stata io, non posso negarlo, a raccontarle che Gesù ha detto “chi crede in me avrà la vita eterna”,  mi sono trovata costretta a rispondere l’unica cosa che non mettesse in discussione la mia coerenza. “Be’, sì, se lo rifiuta fino alla fine sì”. “Oddio! Quindi anche la mia amichetta?” Di nuovo, in nome della coerenza ho dovuto dire che sì, è così, anche se l’amichetta ha quattro anni, ed è ancora in tempo per cambiare idea.

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L’equilibrista

di Jane 

C’è una figura circense che riesce a mantenere in equilibrio una certa quantità di piatti, facendoli roteare con dei bastoncini, più o meno tutti allo stesso ritmo, senza farli mai cadere. Un’operazione di questo tipo, detta in inglese “spinning plates”, richiede davvero grande abilità, coordinazione, organizzazione, concentrazione. continua a leggere

Senza domande

di Paolo Pugni

Lo scrittore è un po’ profeta, nel senso che aiuta a discernere che cosa capiti, scruta nelle profondità della scrittura, non quella sacra, ma quella quotidiana, che si compone per le strade, nelle case, sui giornali. Nella vita.

Ora capisco che già definirmi scrittore è peccato che grida di presunzione, ma posso vantare l’attenuante di un po’ di chilometri di carta, vera e virtuale, imbrattata per arrogarmi questo ruolo di scrutatore dell’umanità, dalla quale emergere non con esiti della votazione sul bene e il male, ma con una consapevolezza più ricca e cruda e perciò da condividere, per portarne peso e dono. continua a leggere

La solitudine dei numeri pari

di Raffaella Frullone

Dicembre è un mese particolarmente caro alla mia memoria, ripenso a quando ero bambina. Non soltanto per la magia ed il calore del Natale, ma perché nella mia Bergamo, come in altre città italiane, si festeggia Santa Lucia.

Secondo la tradizione nella notte tra il 12 e il 13 dicembre la vergine siracusana dagli occhi splendenti illumina l’oscurità con la sua grazia e dona un regalo speciale a tutti i bimbi buoni. continua a leggere

Tutta la vita in uno squarcio

di Paolo Pugni

La nostra comunità pastorale gioca con un inedito 4-1-3-1-1 nel senso che abbiamo

4 parrocchie

1 parroco

3 coadiutori

1 sacerdote ospite

1 diacono

E siamo in un quartiere molto popoloso a nord ovest di Milano, tra la montagnetta e Molino Dorino, in una terra che evoca scenari da mulino bianco appunto e che comunque vive serena e verde, grazie ad un numero impressionante di parchi e giardini decisamente inusuale per la nostra metropoli.

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Me tapina!

di Raffaella Frullone

Insieme al freddo e alla nebbia, l’inverno porta con sé una serie di patologie a dir poco fastidiose: raffreddore, tosse, sinusite, influenza, dolori articolari, mal di gola, bronchite, mal di testa. Spesso, come al supermercato, c’è una sorta di offerta speciale, paghi due prendi tre, perché la tosse non può certo viaggiare senza mal di gola, e l’influenza non può stare senza i dolori articolari. continua a leggere