Perché tornino a battere cuori di cavalieri

fellowshipofthering
di Andreas Hofer

L’uomo contemporaneo è in crisi di virilità. Roberto Marchesini in un aureo libretto traccia una preziosa mappa per permettergli di riscoprire se stesso e la grandezza della sua vocazione attraverso il difficile – e al tempo stesso esaltante – cammino delle virtù. Solo così nel petto dell’uomo del terzo millennio tornerà a battere il cuore di un cavaliere medievale. Le prime fra tutte le virtù sono, naturalmente, quelle dette “cardinali”. Continua a leggere “Perché tornino a battere cuori di cavalieri”

Francesco e il sultano

francesco_sultano-252x300

Il Sultano d’Egitto sottopose a Francesco D’Assisi un’altra questione: “II vostro Signore insegna nei Vangeli che voi non dovete rendere male per male, e non dovete rifiutare neppure il mantello a chi vuol togliervi la tonaca,dunque voi cristiani non dovreste imbracciare armi e combattere i vostri nemici”.

Rispose San Francesco: “Mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo. Il perdono di cui Cristo parla non è un perdono folle, cieco, incondizionato, ma un perdono meritato. Continua a leggere “Francesco e il sultano”

È profanare Dio proclamarsi terroristi in nome di Dio

Dal messaggio del santo padre GIOVANNI PAOLO II per la celebrazione della XXXV GIORNATA MONDIALE DELLA PACE – 1° GENNAIO 2002

È la pace fondata sulla giustizia e sul perdono che oggi è attaccata dal terrorismo internazionale. In questi ultimi anni, specialmente dopo la fine della guerra fredda, il terrorismo si è trasformato in una rete sofisticata di connivenze politiche, tecniche ed economiche, che travalica i confini nazionali e si allarga fino ad avvolgere il mondo intero. Si tratta di vere organizzazioni dotate spesso di ingenti risorse finanziarie, che elaborano strategie su vasta scala, colpendo persone innocenti, per nulla coinvolte nelle prospettive che i terroristi perseguono. Continua a leggere “È profanare Dio proclamarsi terroristi in nome di Dio”

La giustizia di Coccolino. Quale rapporto tra giustizia e misericordia?

2016-02-12_092108

Nella locandina di questo passo, magistralmente illustrata da Andrea Pucci, abbiamo voluto sintetizzare esaurientemente tutte le attuali distorsioni delle virtù della Misericordia e della Giustizia.
Un pelouche rosa simboleggia un sentimento che non è virtù, ma un incondizionato e soffice atteggiamento di generica bontà, che non considera la debolezza dell’uomo e la sua innata malizia.

Di contro, una spada, rappresenta l’altra faccia della stessa medaglia. L’uomo che commette errori non merita perdono, è predestinato ad una vita senza redenzione e possibilità di riscatto. L’unica soluzione sembra una giustizia simile alla vendetta, che porti all’esclusione dalla famiglia umana.

Nell’uomo moderno, misericordia è sempre più sinonimo di “condono”, sinonimo di un perdono incondizionato senza un previo pentimento e una volontà di conversione. Una totale attitudine all’impunibilità che non lascia spazio alle ragioni della giustizia e della legge. Continua a leggere “La giustizia di Coccolino. Quale rapporto tra giustizia e misericordia?”

La lieve e tosta misericordia dei Padri

misericordia-fede-gudiziodi Andreas Hofer

Come molte case editrici, anche la Tau di Todi ha editato una collana di agili strumenti per chi voglia approfondire le varie sfaccettature del tema che domina il Giubileo appena aperto. Giovanni Marcotullio ha curato un’antologia patristica popolata da antichi e umanissimi giganti “dagli occhi ardenti”. Continua a leggere “La lieve e tosta misericordia dei Padri”

Le urla in quell’aula: «Uccidete Asia Bibi!»

asia-bibi-islam-ashiq-masih

Non c’è uno straccio di prova contro Asia Bibi. Eppure il giudice dell’Alta corte di Lahore ha confermato la condanna a morte ai danni di questa madre cattolica di cinque figli, in prigione da oltre cinque anni, per blasfemia. Com’è possibile?

Una spiegazione la offre il marito di Asia Bibi, Ashiq Masih (nella foto sopra con due figlie), che quando il giudice Anwar Ul Haq ha pronunciato di nuovo la condanna a morte era presente in aula. Parlando con la ONG British Pakistani Christians, l’uomo rivela che «c’era anche un gran numero di imam e leader islamici che gridavano in continuazione: “Blasfemi!” e “Uccidetela!”». Continua a leggere “Le urla in quell’aula: «Uccidete Asia Bibi!»”

Giustizia universale, misericordia personale

sinodo-panoramica

di Costanza Miriano

Lo so, mi ero ripromessa di non parlare del Sinodo. Prima di tutto perché una figlia della Chiesa – a cui pure l’autonomia di giudizio non è negata, anzi è incoraggiata – cerca di mettersi sempre in una disposizione di obbedienza, ma molto di più perché non sappiamo realmente di cosa parliamo, finché non ci sarà un documento definitivo (e non mi riferisco tanto a quello che verrà votato il 19 ottobre, perché anche quello sarà preparatorio del sinodo che si chiuderà tra un anno, seppure qualcosa di significativo ce lo dirà).

Continua a leggere “Giustizia universale, misericordia personale”