È profanare Dio proclamarsi terroristi in nome di Dio

di autori vari

Dal messaggio del santo padre GIOVANNI PAOLO II per la celebrazione della XXXV GIORNATA MONDIALE DELLA PACE – 1° GENNAIO 2002

È la pace fondata sulla giustizia e sul perdono che oggi è attaccata dal terrorismo internazionale. In questi ultimi anni, specialmente dopo la fine della guerra fredda, il terrorismo si è trasformato in una rete sofisticata di connivenze politiche, tecniche ed economiche, che travalica i confini nazionali e si allarga fino ad avvolgere il mondo intero. Si tratta di vere organizzazioni dotate spesso di ingenti risorse finanziarie, che elaborano strategie su vasta scala, colpendo persone innocenti, per nulla coinvolte nelle prospettive che i terroristi perseguono.

Adoperando i loro stessi seguaci come armi da lanciare contro inermi persone inconsapevoli, queste organizzazioni terroristiche manifestano in modo sconvolgente l’istinto di morte che le alimenta. Il terrorismo nasce dall’odio ed ingenera isolamento, diffidenza e chiusura. Violenza si aggiunge a violenza, in una tragica spirale che coinvolge anche le nuove generazioni, le quali ereditano così l’odio che ha diviso quelle precedenti. Il terrorismo si fonda sul disprezzo della vita dell’uomo. Proprio per questo esso non dà solo origine a crimini intollerabili, ma costituisce esso stesso, in quanto ricorso al terrore come strategia politica ed economica, un vero crimine contro l’umanità.

Esiste perciò un diritto a difendersi dal terrorismo. E un diritto che deve, come ogni altro, rispondere a regole morali e giuridiche nella scelta sia degli obiettivi che dei mezzi. L’identificazione dei colpevoli va debitamente provata, perché la responsabilità penale è sempre personale e quindi non può essere estesa alle nazioni, alle etnie, alle religioni, alle quali appartengono i terroristi. La collaborazione internazionale nella lotta contro l’attività terroristica deve comportare anche un particolare impegno sul piano politico, diplomatico ed economico per risolvere con coraggio e determinazione le eventuali situazioni di oppressione e di emarginazione che fossero all’origine dei disegni terroristici. Il reclutamento dei terroristi, infatti, è più facile nei contesti sociali in cui i diritti vengono conculcati e le ingiustizie troppo a lungo tollerate.

Occorre, tuttavia, affermare con chiarezza che le ingiustizie esistenti nel mondo non possono mai essere usate come scusa per giustificare gli attentati terroristici. Si deve rilevare, inoltre, che tra le vittime del crollo radicale dell’ordine, ricercato dai terroristi, sono da includere in primo luogo i milioni di uomini e di donne meno attrezzati per resistere al collasso della solidarietà internazionale. Alludo specificamente ai popoli del mondo in via di sviluppo, i quali già vivono in margini ristretti di sopravvivenza e che sarebbero i più dolorosamente colpiti dal caos globale economico e politico. La pretesa del terrorismo di agire in nome dei poveri è una palese falsità.

Chi uccide con atti terroristici coltiva sentimenti di disprezzo verso l’umanità, manifestando disperazione nei confronti della vita e del futuro: tutto, in questa prospettiva, può essere odiato e distrutto. Il terrorista ritiene che la verità in cui crede o la sofferenza patita siano talmente assolute da legittimarlo a reagire distruggendo anche vite umane innocenti. Talora il terrorismo è figlio di un fondamentalismo fanatico, che nasce dalla convinzione di poter imporre a tutti l’accettazione della propria visione della verità. La verità, invece, anche quando la si è raggiunta — e ciò avviene sempre in modo limitato e perfettibile — non può mai essere imposta. Il rispetto della coscienza altrui, nella quale si riflette l’immagine stessa di Dio (cfr Gn 1, 26-27), consente solo di proporre la verità all’altro, al quale spetta poi di responsabilmente accoglierla. Pretendere di imporre ad altri con la violenza quella che si ritiene essere la verità, significa violare la dignità dell’essere umano e, in definitiva, fare oltraggio a Dio, di cui egli è immagine. Per questo il fanatismo fondamentalista è un atteggiamento radicalmente contrario alla fede in Dio. A ben guardare il terrorismo strumentalizza non solo l’uomo, ma anche Dio, finendo per farne un idolo di cui si serve per i propri scopi.

Nessun responsabile delle religioni, pertanto, può avere indulgenza verso il terrorismo e, ancor meno, lo può predicare. È profanazione della religione proclamarsi terroristi in nome di Dio, far violenza all’uomo in nome di Dio. La violenza terrorista è contraria alla fede in Dio Creatore dell’uomo, in Dio che si prende cura dell’uomo e lo ama. In particolare, essa è totalmente contraria alla fede in Cristo Signore, che ha insegnato ai suoi discepoli a pregare: « Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori »

fonte: vatican.va

8 commenti to “È profanare Dio proclamarsi terroristi in nome di Dio”

  1. Saggezza. Bellissimo.

  2. A sentire un pensiero così complesso, strutturato, intelligente e ispirato su questioni di politica pressante ci stiamo del tutto disabituando. E quando ce ne rendiamo conto, il cuore si stringe.

  3. “Il Papa sbaglia, stiamo subendo l’odio da parte di una religione”, dice patriarca Antiochia, eppure al Sommo Pontefice sono dati due Carismi le Chiavi di Pietro e l’Infallibilita’ in quanto riguarda il Deposito della Fede.

    Privato di questa assistenza Divina da parte dello Spirito Santo e la Speranza assicuratagli da Gesu’ Cristo: saro’ con voi fino alla consumazione dei secoli, la Chiesa Cattolica Romana sarebbe stata estinta secoli e secoli or sono: come lo prova la sua storia di Chiesa Pellegrina su questa Terra formata da persone deboli e peccaminose.

    Il comportamento umano e ben tutt’altra cosa e peculiare di ogni Papa, ma non sta a me o a lei pronuciarsi in termini definitivi perche’ se qualsiasi persona le chiedesse da dove riceve la Luce di illuminazione di Verita’ per confermare il suo scrivere non avrebbe rispost.

    Solo congetture di certo presunto razionalismo umano persolale o preso a prestito per l’occasione di aprire la bocca a critica.

    Sia ben chiaro e’ libero di scrivere come vuole, pare e piace, ma non significa che lo possa provare o sia vero ma solo strumetalizzato in modo deviante.

    Neppure Santa Caterina da Siena, in circostanze molto piu’ stringenti della confusione religiosa della Chiesa Cattolica Romana si pronuncerebbe in premesse e contenuto come da lei espresse o sostenute dalle spalle di altri: dopotutto come lei sappiamo leggere e scivere nel discernimento del nostro intelletto catechizzato dalla Chiesa Madre e Maesta che ci informa sempre delle canne sbattute dal vento e dei falsi profeti ora professione soprappopolata.

    Non so di che credo o fede lei sia, ma e’ meglio tacere e pregare che previcare la religione sua o di altri senza cognizione di causa, autorita’ o documentazione, ma deduzioni astratte solo capaci di creare confusione nel Gregge di Cristo e la sua Chiesa.

    Speriamo il suo intento sia privo di malizia o faccia parte delle forze del Male perche’ in quell caso sarebbe veramento Satanico e Massonico.

    Vi sono molte forme di dare scandalo ed una e’ anche quella di mormorare, in qualsiasi forma, contro il sommo Pontefice giusto per il gusto di farlo. “Dalle loro Opere li riconoscerete se sono miei seguaci” e per ora questo Santo Padre Francesco e’ una Colonna di evangelizzazione della Parola,Tradizione e Magisterio.

    Forse e’ tempo di riflessione e meditazione per lei e per tutti noi prima di sparare sentenze che trovano il tempo che hanno ma purtroppo vendono bene.

    Cordiali saluti, Paul

    • Sparare sentenze capita a tutti. Qualche volta sparando si può perfino centrare il bersaglio. Poniamo per esempio che il Papa parli del Palio di Siena e che gli capiti di dire che santa Caterina è “La santa di Salicotto”: avrebbe torto marcio, mi creda…

  4. @Dile
    Già.
    Ognuno ha il suo carisma, però credo possiamo dire con quale, personalmente, ci si trova più in sintonia, senza toglier nulla ad alcuno e senza criticare.

  5. forse candiago dovrebbe andarsi a ripassare i limiti ed i criterii con i quali il Papa parla infallibilmente. e, per quanto apprezzi certe sue spiegazioni-non tutte,eh- ed anche di G:P:II, vi sono due evidenti errori di interpretazione della realtà nel discorso del post:

    1-“non può essere estesa a nazioni, etnie o religioni.” purtroppo la realtà non è questa.e,nel caso di una guerra-sia essa “classica” “asimmetrica” o guerriglia o guerra civile, impraticabile.

    pertanto resta solo una affermazione di principio che non ha riscontro nella vita reale.

    2- “significa violare la dignità dell’essere umano e, in definitiva, fare oltraggio a Dio, di cui egli è immagine”.Nessun responsabile delle religioni, pertanto, può avere indulgenza verso il terrorismo e, ancor meno, lo può predicare.

    certamente vale per il cristianesimo.

    sicuramente non vale per l’islam o il buddhismo o l’induismo. in codeste,l’uomo non è imago dei. e fra i doveri di alcune di queste religioni c’è il dovere di predicare la conversione e la conquista degli infedeli.o la loro cacciata e/o eliminazione.

    • 1-“non può essere estesa a nazioni, etnie o religioni.” purtroppo la realtà non è questa.e,nel caso di una guerra-sia essa “classica” “asimmetrica” o guerriglia o guerra civile, impraticabile.
      L’impraticabilita’con gli odierni mezzi non rende pero’automaticamente falso l’enunciato mi sembra.

  6. Guarda, guarda, anche GPII sostiene che il terrorismo è figlio di un fondamentalismo fanatico,. Non l’ha nemmeno detto a braccio, è un discorso che immagino abbia accuratamente preparato.

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