I puntini sullo Ior…perché no?

di Costanza Miriano

Se io fossi Ettore Gotti Tedeschi, cosa che, con sollievo della finanza e dell’economia, non sono, personalmente me ne andrei in giro a parlare, a spiegare, a chiarire, a mettere puntini sulle i ed eventualmente anche su qualche o, per essere sicura. Concederei interviste a chiunque mi volesse ascoltare, e non credo ci sia un giornale in nessuna parte del mondo che non vorrebbe ascoltare in questo momento le ragioni dell’uomo più importante della finanza vaticana, a parte forse il gazzettino del Kirghizistan, tutto occupato da uno speciale sulla transumanza. Concederei interviste, se è per questo, anche ai vicini di casa, alle mamme della scuola, fermerei i passanti per spiegare le mie ragioni.

Invece lui non parla. Tace. Lo fa per non sollevare ancora fango, per amore e rispetto del Papa, l’unico che potrebbe ascoltare chiarimenti riservati e diretti.

Continua a tacere anche dopo una perquisizione: non è indagato ma chiunque di noi può immaginare quanto sia piacevole avere qualcuno che fruga tra le proprie cose, anche se non si è accusati di niente. Tra parentesi io vorrei solo dire che per quanto riguarda me se venissero a casa mia (probabilmente alla ricerca di foto compromettenti di me quando non mi ricordo di ritirare la pancia) aprirebbero la porta e immediatamente la richiuderebbero: “qui sono già passati i colleghi” direbbero al vedere cassetti rovesciati dai miei figli e cataste di disegni a terra.

Scopro le carte: provo una grande e particolare stima e simpatia personale per l’ex presidente dello Ior, e questo forse spiega la sofferta partecipazione con cui ne sto leggendo le vicende dai giornali. Ma certo nessuno può rimanere indifferente al modo in cui uno stimato professionista è stato liquidato con una freddezza davvero inusuale in un mondo di solito, almeno formalmente, felpato come quello della finanza (per non parlare di questa perquisizione: non un’indagine, ma un’ombra davvero sgradevole). A parte la mia simpatia, però, credo che tutti noi e anche Gotti Tedeschi avremmo diritto a capire qualcosa di più.

Esiste qualcuno, un commissario, una commissione che possa analizzare, super partes e da un punto di vista tecnico, come è stato diretto lo Ior, quali eventuali manchevolezze ci siano state, e contribuire a fare un po’ di chiarezza almeno in un lato di questa storia di veleni e fazioni vaticane?

Sarebbe un bene per tutte le persone coinvolte: per l’ex presidente, che avrebbe modo di esporre tecnicamente e oggettivamente le sue ragioni, per chi lo ha sfiduciato, che potrebbe spiegare cosa abbia sbagliato, ma anche per chi dentro e fuori la Chiesa è rimasto scandalizzato. Quando si parla di Ior, soldi, Vaticano, infatti è facile persino per chi crede e ama la Chiesa pensare qualcosa di non trasparente, figuriamoci per chi invece la Chiesa la odia, e continua a pensarla ricca potente sporca e conforme alle leggi del mondo. Chi ha letto Il nemico di O’Brien non può non ripensare con inquietudine a quella trama che vede il Vicario di Cristo e il suo nemico per eccellenza combattere proprio dentro al cuore della sede di Pietro.

Noi qualunque cosa succeda continueremo a credere la Chiesa, sacramento di Cristo, una, santa, cattolica e apostolica. Proprio perché non la vediamo così lo crediamo. Ma gli altri?

La verità va ristabilita, perché non siamo del mondo ma ci viviamo dentro, e se è vero che il nostro parlare sia sì sì, no no, tutto il resto viene dal maligno, allora è bene parlare più chiaro possibile.

133 pensieri su “I puntini sullo Ior…perché no?

  1. pierpaolo

    Anche io apprezzo molto il silenzio del prof. Gotti Tedeschi, che ho sempre ritenuto persona per bene. IN queste situazioni, per quanto dolorose, serve tempo. Il tempo ristabilisce sempre la verità. Ma al momento il silenzio è la scelta giusta.

  2. dongiovanniferrara

    Grazie Costanza! Di nuovo, il suo amore per la verita’ la porta ad amare sul serio.

  3. paolopugni

    Anch’io mi associo al ringraziamento per aver evidenziato con così tanta delicatezza sia l’ineccepibile comportamento di Ettore (Iesus autem tacebat!) sia la richiesta di chiarimento per il bene di tutti.
    Grazie.

  4. crescenzo

    Messori dice che la Chiesa è l’emblema dell’et-et, dell’equilibrio (questo e quello) ; non siamo né protestanti con i loro dogmi “letteralistici” né atei con le loro (in)certezze scientiste … siamo cattolici dell’et-et, quindi, e come tali oltre al rispettoso silenzio aspettiamo le opportune chiarificazioni … brava Costanza, sempre delicata, ironica e … diretta …

    1. E chi ci potrà mai dire se le (eventuali) chiarificazioni saranno vere o false?
      Io da un banchiere non mi aspetto nulla di nulla, tantomeno la verità, e poi non me ne frega, che vada per la sua strada, noi abbiamo i nostri sentierucoli da seguire senza mai dover rendere conto a nessuno, perché NON abbiamo nulla di cuoi dover rendere conto. E’ questo l’immenso vantaggio di essere dei miserabili!!!

  5. roberto

    A volte, penso, la Verità ultima, per quanto umanamente avvicinata e con ogni cura ragionevole esposta non si può dire, perché è in se e per se incomprensibile, è poi è stata già detta, rivelata, ed è scandalosa, parla di Risurrezione, ma “passando” attraverso la croce, tradimenti, fughe, rinnegamenti, solitudine, sacrificio, morte. Credo davvero che sia un tempo di grande tribolazione ed afflizione, Tempo di terremoti e impensabili sconvolgimenti che intanto, impercettibilmente per i “media” (tranne il caso di cronaca nera) coinvolgono le persone e le loro famiglie, le piccole comunità, laddove “costruiamo” le nostre relazioni fondamentali, ma anche ovviamente gli stati e le loro economie, talvolta esteriormente le terre ed i luoghi dove “costruiamo” quel futuro che vorrebbe dimenticare e perfino violentemente recidere i fili con il proprio passato, le proprie radici. E’ difficile rinunciare e non considerare “totalmente sicuro”, anche ad un solo luogo, momento o persona su cui possa almeno un attimo “riposare” la nostra tensione, e poter anzi correre al pozzo di Giacobbe per trovare acqua che disseti la nostra sete di speranza e vero amore. Non fu nessuno dei sei uomini che avevano accompagnato la samaritana, e su cui lei aveva riposto la sua fede, giocato le sue illusioni umane. Fu il Settimo, vero uomo e vero Dio, a darle quell’acqua, Come dice il Signore:… è venuto il momento, ed è questo, che (il vero Dio) deve essere adorato non qua e là (cioè rincorrendo “sicurezze” al nostro malessere), ma adorato “in Spirito e Verità”…Penso che intenda nell’abbandono totale al Mistero di Cristo e della Sua croce, perché possa sprigionarsi la potenza amorevole dello Spirito Santo… che è Signore e dona la Vita. Restiamo vicino alla Sposa, alla Chiesa, e lo Spirito ci consiglierà, giorno per giorno, anche nella tenebra più oscura della notte, quanto è conveniente e necessario per attendere viglianti, con le nostre lampade accese, l’arrivo dello Sposo.

  6. Sulla medesima questione l’altro ieri ho inviato al direttore di Avvenire Marco Tarquinio, di cui ho grande stima, questa lettera:
    “Caro Direttore, cosa succede allo IOR? I termini, per me di anomala violenza, della sfiducia votata dal Consiglio contro il Presidente dell’Istituto stridono fortemente con la personalità e l’altissimo profilo etico e morale, che tutti conoscono, di Ettore Gotti Tedeschi, e, come attestato dalle reazioni di molta parte della stampa e dell’opinione pubblica, paradossalmente appaiono anche per questo poco credibili. Le ombre paiono ispessite dalla mancata ratifica (nonostante che il tenore della sfiducia ne potesse far presumere l’inevitabilità), da parte della Commissione Cardinalizia di Vigilanza, delle dimissioni conseguentemente rassegnate dal Presidente, le cui ragioni rimangono custodite dietro il silenzio che Gotti Tedeschi, con scelta di altissimo stile, ha inteso mantenere sulla vicenda, per amore e rispetto al Santo Padre. Se i peccati degli uomini di Chiesa non devono essere strumentalizzati per attaccarla, come fa il mondo, è pur vero che essi possono suscitare nei più deboli scandalo o disaffezione, e che tutti noi, semplici fedeli, e la Chiesa stessa, abbiamo forse bisogno di una verità che disperda ombre ed opacità, nel caso specifico in tema di lotta al riciclaggio nel campo della attività finanziarie della Chiesa, contro le quali lo stesso Benedetto XVI si era schierato con il motu proprio del 30/12/2010. Perché, allora, non istituire una Commissione d’Inchiesta, o non procedere alla nomina di Commissario di personale fiducia del Santo Padre, per fare piena ed opportuna luce sul caso IOR – Gotti Tedeschi? Perché non dare a quest’ultimo, oggetto di un attacco di tale portata e gravità, l’occasione di esprimere le proprie ragioni al di fuori di un contesto polemico che lui stesso ha mostrato di voler rifuggire? Noi tutti vorremmo saperle, queste ragioni, e credo che la verità, che di per sé non può mai essere un male, nel caso specifico sia una vera necessità imposta dai fatti e dalla storia. Con stima”.
    Non so, tuttavia, se la mia lettera sarà pubblicata (ieri non lo era, oggi ancora non so); né se il direttore darà una risposta. Il tema è delicato, probabilmente imbarazzante, e su certi argomenti il giornale dei Vescovi credo non sia facile da gestire.
    Sul caso IOR – Gotti Tedeschi qualcuno, forse, già sa la verità; altri forse è bene che la sappiano, dando a chi è stato colpito, nella sua dignità e professionalità, al limite dell’insulto, una possibilità di difesa.
    Considero Gotti Tedeschi un amico, ne ho grande stima, mi onoro di averlo come ospite in tutte le iniziative che mi capita di organizzare, soffro per lui, a vederne così colpita l’immagine, pur consapevole che la correzione di Dio per quelli che Lui riconosce come figli passa anche attraverso queste vicende umane.
    Spero che il tempo gli renda la giustizia che merita. Magari cominciando, da subito, a dargli la possibilità di difendersi.

  7. Alessandro

    “uno stimato professionista è stato liquidato con una freddezza davvero inusuale in un mondo di solito, almeno formalmente, felpato come quello della finanza”

    direi che è stato liquidato in modo peggio che freddo. In modo sgarbato, ruvido, mordace, acrimonioso.
    Un modo che lascia trasparire che il futuro dello Ior per il quale lavorava Gotti si scontra aspramente per aspetti non marginali con la concezione che dello Ior hanno personalità vaticane molto influenti (tanto da poter allontanare il presidente dell’Istituto).
    Per Gotti parlare oggi sarebbe certamente una via per ristabilire la propria onorabilità brutalmente lesa. Ma parlare significherebbe anche mettere in pubblico questo dissidio con assai altolocate personalità vaticane, presumibilmente palesandone quelle che Gotti ritiene essere errori di gestione e scorrettezza di condotta. E Gotti sa che una circostanziata e severa critica ad altolocate personalità vaticane proveniente da persona autorevole e informata (e non dall’invidioso arrivista di turno) mostrerebbe un’ulteriore deformità in quel volto della Curia romana che da molti mesi non riesce a celare di non essere avvenente. Ma mostrare gravi crepe e magagne della Curia equivale ad arrecare dolore al Papa, poiché puntare i riflettori sulle serie disfunzioni curiali può attirare a Benedetto XVI l’accusa di non sapervi porre rimedio e può stornare l’attenzione dei fedeli dalle priorità che Ratzinger ha assegnato al proprio pontificato, indebolendolo.
    Ecco perché il silenzio mi pare sia oggi la dolorosa ma unica scelta da fare per Gotti, sacrificando all’amore per il Papa il diritto a dire la propria sulle impietose contestazioni che gli sono state indirizzate nell’atto di sfiduciarlo.

  8. nonpuoiessereserio

    Io esprimo la mia solidarietà totale a Ettore Gotti Tedeschi, non conta nulla, lo so. Pregherò comunque per lui.

    1. 61Angeloextralarge

      nonpuoiessereserio: mi accodo alla solidarietà. Ho sempre pensato a Ettore Gotti Tedeschi come ad un “signore” uno di quelli veri. Il suo comportamento di oggi sta confermando questo mio ensiero.

  9. Alessandro

    Penso inoltre che l’eventuale insediamento di una Commissione d’Inchiesta per fare luce su ciò che è accaduto nella vicenda dell’allontanamento di Gotti darebbe l’impressione che in Curia accadono ancora una volta fatti oscuri, sui quali i fedeli non riescono a vedere chiaro e sui quali è quindi necessario, indagando, gettare fasci di luce per cogliere finalmente di che si tratti.
    Temo insomma che anche il solo fatto che s’istituisca una Commissione d’Inchiesta sarebbe un implicito atto d’accusa all’efficienza e alla saggezza dell’operato della Curia. Ma – come dicevo – mostrare crepe e magagne della Curia equivale ad arrecare dolore al Papa, poiché puntare i riflettori sulle serie disfunzioni curiali può attirare a Benedetto XVI l’accusa di non sapervi porre rimedio e può stornare l’attenzione dei fedeli dalle priorità che Ratzinger ha assegnato al proprio pontificato, indebolendolo.
    Rinunciare a puntare i riflettori sulle serie disfunzioni curiali comporta oggi, per Gotti, sia il silenzio (di cui dicevo) sia la rinuncia – a mio parere -a invocare l’insediamento della Commissione d’Inchiesta. Sempre per amore del Papa.

    1. Alessandro

      Penso abbia ragione Massimo Franco che scrive oggi sul Corriere:

      “La cosa sorprendente è che Gotti Tedeschi sembra quasi aver deciso di non difendersi, mentre dall’interno del Vaticano gli scaricano addosso di tutto. Eppure conosce ogni documento, e i suoi avversari sanno che sa.
      Forse, la spiegazione più plausibile è che aspetta un cenno del Papa. Ha sempre detto che ritiene Benedetto XVI l’unica persona alla quale pensa di dover rispondere del proprio operato.
      E alla quale ubbidire.”

  10. C’è tante persone che hanno DAVVERO bisogno delle preghiere(non da parte mia, ovviamente)!!!
    Sono giochi di potere tra banchieri, pezzi grossi della Chiesa e della Finanza o quant’altro, forse c’è lo zampino di Della Valle, di Passera, o quant’altra gentaccia. Lasciamo che si facciano fuori tra loro. Pensiamo a essere meglio noi. No, solidarietàzzero, con quest i SIGNORI!!!

    1. admin

      Nessuno TI ha chiesto preghiere ne tantomeno solidaritá. Hai espresso le tue opinioni, te ne siamo grati, ora spero che basti.

  11. Alessandro

    Stima a Gotti è arrivata anche da Avvenire:

    “stimo molto Ettore Gotti Tedeschi. Nel mio lavoro di giornalista ho avuto modo di conoscerne il valore professionale, la dedizione e la generosità nel tentare, in diversi campi, di risolvere in modo limpido i problemi aperti guardando sempre a un bene più grande. E da cattolico annoto che, pur in un momento di grande sofferenza personale, il suo costante, delicato e prioritario pensiero è stato ed è per Papa Benedetto. Penso che questo confermi su di lui qualcosa di importante.”

    http://www.avvenire.it/Lettere/Pagine/sconcerto-e-amore.aspx

  12. Costanza Miriano

    Livio, la tua lettera è bellissima!!
    Alvise, su di noi non indagano perché non abbiamo servito la Chiesa a quei livelli alti. Non è per i suoi “privilegi” che viene maltrattato Gotti, ma per il lavoro che ha svolto. Di solito sugli autori di muretti e sulle piegatrici di calzini ci sono meno riflettori puntati.

  13. admin

    L’ampio cortile interno, così simile a un chiostro dei palazzi vaticani, era ancora avvolto nell’oscurità alle 5.25 di ieri mattina, quando Ettore Gotti Tedeschi, con la valigia in mano, ha sceso l’ultimo gradino del grande scalone e si è avviato verso la macchina. Doveva partire per Milano, come al solito prima dell’alba. Cinquanta minuti di viaggio, lettura dei giornali, messa quotidiana alle 8. Poi nel pomeriggio, doveva prendere un treno per Roma. Tra le carte che portava con sé, anche un documentato memoriale che avrebbe voluto consegnare a Benedetto XVI, per ricostruire le ultime vicende che hanno portato al suo clamoroso licenziamento dallo IOR.
    continua su VATICAN INSIDER

    1. Grazie Costanza!
      Meno male che l’hai scritto tu l’articolo perché io, in via straordinaria, avrei aggiunta qualche parolaccia.
      L’ho conosciuto, brevemente, ma quanto basta per dare qualche giudizio sulla persona umile e di fede profonda.
      Non ho alcun dubbio sulla sua professionalità. Vorrei sapere, eccome!
      Stamattina ho letto l’articolo di Vatican Insider e, forse, il carattere di E. Gotti Tedeschi, si comprende nell’ultima, e forse unica parola sua, dopo aver letto il documento di perquisizione: FRANCESCA! Il nome di sua moglie.
      Le preghiere continuano. Spero vivamente che il fascicolo da consegnare Benedetto XVI l’abbiano lasciato nelle sue mani.
      Sono davvero…e qui mi fermo.

  14. Erika

    Il mondo della finanza non lo definerei certo “felpato”.
    A me pare un ambiente piuttosto violento.

    Personalmente non condivido le idee economiche di Ettore Gotti Tedeschi, decisamente liberiste.
    Mi aveva lasciato assai perplessa anche il suo rifiuto di applicare le norme antiriciclaggio che avrebbero, a mio modestissimo parere, contribuito a migliorare la percezione che la gente ha della banca vaticana.

    Non ci si può stupire più che tanto se una banca in cui circolano solo contanti, con livelli di segretezza ineguagliati da altri istituti di credito, venga percepita come una realtà “losca”, anche se magari nella realtà fa solo opere meritorie, non voglio metterlo in dubbio.

    Detto ciò l’ex Presidente dello Ior è certamente un gentiluomo, che è stato trattato con particolare rudezza, questo mi dispiace: la Chiesa Cattolica però dovrebbe interrogarsi molto seriamente sul modo in cui gestisce le questioni finanziarie, perché ne va della sua credibilità.

    1. Alessandro

      Erika, sulle norme antiriciclaggio ti sbagli. Gotti è stato fautore della massima trasparenza dello IOR , anche in tema di contrasto al riciclaggio.
      Scrive il vaticanista Magister:

      “[Gotti Tedeschi si è battuto] per l’ammissione alla “white list” internazionale degli Stati con i più alti standard di contrasto al riciclaggio di denari sporchi.

      Stupisce che nel comunicato contro Gotti Tedeschi non vi sia cenno a questo essenziale nodo del contendere.

      Per scrivere tale normativa, Gotti Tedeschi e il cardinale Nicora avevano chiamato i due massimi esperti italiani in materia, Marcello Condemi e Francesco De Pasquale, entrambi della covata della Banca d’Italia. La legge, la 127 nella numerazione vaticana, entrò in vigore il 1 aprile 2011, e contestualmente Benedetto XVI, con un motu proprio, dotò il Vaticano di un’Autorità di Informazione Finanziaria, presieduta da Nicora, con poteri di controllo assoluti su ogni movimento di denari compiuto da qualsiasi ufficio interno o collegato con la Santa Sede, IOR e segreteria di Stato compresi.

      Ma appena questa normativa fu varata, subito partì la controffensiva.

      Il management dello IOR, la segreteria di Stato e il governatorato obiettarono che con essa il Vaticano perdeva la sua sovranità e diventava una “enclave” di poteri esterni bancari, politici e giudiziari. Affidarono a un avvocato americano di loro fiducia, Jeffrey Lena, la riscrittura della legge, e l’inverno scorso, per decreto, ne fecero entrare in vigore una seconda stesura, che limitava i poteri ispettivi dell’Autorità di Informazione Finanziaria, sottomettendoli a quelli della segreteria di Stato.

      Secondo i suoi promotori, la nuova normativa sarebbe anche la più rispondente alle richieste internazionali di trasparenza.

      Ma sia Nicora che Gotti Tedeschi sono di parere diametralmente opposto. Giudicano la nuova legge 127 “un passo indietro” che costerà alla Santa Sede la non ammissione alla “white list”.

      Un primo responso delle autorità internazionali sulla normativa antiriciclaggio in vigore in Vaticano è atteso per luglio.

      Ma i giudizi preliminari espressi dagli ispettori di Moneyval dopo due tornate di indagini in Vaticano non fanno presagire bene.

      La prima versione della legge 127, esaminata sotto dieci diversi aspetti, aveva ricevuto sei voti a favore e quattro contro.

      La seconda versione ha avuto invece otto voti contro e solo due a favore.”

      http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350256

  15. Marco De Rossi

    Non entro nel merito specifico di questo avvenimento, ma credo possa cogliere l’occasione in quanto comunque in tema, per riportare una recente Catechesi del Santo Padre (di cui trascrivo una piccola parte) che puo’ essere d’aiuto a ciascuno di noi:

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2012/documents/hf_ben-xvi_aud_20120418_it.html

    BENEDETTO XVI

    UDIENZA GENERALE

    Piazza San Pietro
    Mercoledì, 18 aprile 2012

    “Cari fratelli e sorelle,

    …. omissis ….

    Gli Atti degli Apostoli narrano che, in seguito alla guarigione di un paralitico presso il Tempio di Gerusalemme (cfr At 3,1-10), Pietro e Giovanni vennero arrestati (cfr At 4,1) perché annunciavano la Risurrezione di Gesù a tutto il popolo (cfr At 3,11-26). Dopo un processo sommario, furono rimessi in libertà, raggiunsero i loro fratelli e raccontarono quanto avevano dovuto subire a causa della testimonianza resa a Gesù il Risorto. In quel momento, dice san Luca, «tutti unanimi innalzarono la loro voce a Dio» (At 4,24). Qui san Luca riporta la più ampia preghiera della Chiesa che troviamo nel Nuovo Testamento, alla fine della quale, come abbiamo sentito, «il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono colmati dello Spirito Santo e proclamavano la Parola di Dio con franchezza» (At 4,31).

    Prima di considerare questa bella preghiera, notiamo un atteggiamento di fondo importante: di fronte al pericolo, alla difficoltà, alla minaccia, la prima comunità cristiana non cerca di fare analisi su come reagire, trovare strategie, come difendersi, quali misure adottare, ma, davanti alla prova, si mette in preghiera, prende contatto con Dio.

    … omissis …

    Facciamo un passo ulteriore: che cosa chiede a Dio la comunità cristiana in questo momento di prova? Non chiede l’incolumità della vita di fronte alla persecuzione, né che il Signore ripaghi coloro che hanno incarcerato Pietro e Giovanni; chiede solamente che le sia concesso «di proclamare con tutta franchezza» la Parola di Dio (cfr At 4,29), cioè prega di non perdere il coraggio della fede, il coraggio di annunciare la fede. Prima però cerca di comprendere in profondità ciò che è accaduto, cerca di leggere gli avvenimenti alla luce della fede e lo fa proprio attraverso la Parola di Dio, che ci fa decifrare la realtà del mondo.

    … omissis …

    Proprio per questo la richiesta che la prima comunità cristiana di Gerusalemme formula a Dio nella preghiera non è quella di essere difesa, di essere risparmiata dalla prova, dalla sofferenza, non è la preghiera di avere successo, ma solamente quella di poter proclamare con «parresia», cioè con franchezza, con libertà, con coraggio, la Parola di Dio (cfr At 4,29).

    Aggiunge poi la richiesta che questo annuncio sia accompagnato dalla mano di Dio, perché si compiano guarigioni, segni, prodigi (cfr At 4,30), cioè sia visibile la bontà di Dio, come forza che trasformi la realtà, che cambi il cuore, la mente, la vita degli uomini e porti la novità radicale del Vangelo.

    Alla fine della preghiera – annota san Luca – «il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono colmati di Spirito Santo e proclamavano la parola di Dio con franchezza» (At 4,31), il luogo tremò, cioè la fede ha la forza di trasformare la terra e il mondo.

    …omissis…

  16. jepitiegrace

    Questo post mi tocca particolarmente e personalmente … nel senso che pur non essendo un personaggio noto come il citato Gotti Tedeschi, anch’io ho avuto un episodio importante della vita in cui ho scelto di tacere per ‘difendere’ altri pagandone sino ad oggi le conseguenze e anch’io ho dovuto subire i leciti ‘interrogatori’ delle persone coinvolte a cui sarebbero spettate di diritto ‘spiegazioni’ …. ma a me è stato insegnato di ‘parlare bene di coloro che ti fanno del male’, di ‘lasciare la vendetta a Dio ‘ (che per esperienza personale a questo punto, credo ci difenderà in un’altra dimensione non certo questa terrena), di rispondere alle accuse e alle domande con il silenzio lasciando appunto a Dio la difesa (e in questo caso si scatenano i pettegolezzi o peggio calunnie di rito, anche dei cattolici giusti incalliti).
    Sono anni che mi dibatto in questo dilemma e anch’io mi sono posta il problema di difendere la fede dei deboli, di chi comunque avrebbe diritto a delle spiegazioni per quantomeno ‘farsi un’idea’ …. ma poi osservando bene il comportamento di Gesù che non si è mai difeso, non ha mai proferito parola, lasciando che perfino Pietro lo tradisse e che tutta la sua via crucis fosse una passerella di umiliazioni e offese etc … e allora ho cercato di comprendere che in quella scelta c’era molto altro a cui attingere e a cui ispirarsi, rendendo ragione della propria coscienza in confessionale e lasciando agli uomini le difese e le arringhe umane, ma a DIo la sapienza di un comportamento difficle da comprendere e soprattutto da imitare.
    Tutta la mia stima e ammirazione a Gotti Tedeschi.
    Dio SA e ciò gli basta.
    E personalmente mi consolo ricordandomi che in quel giorno tutto sarà noto, perfino i pensieri e le intenzioni segrete dei cuori e allora ognuno riceverà la sua parta da DIo.
    Di là, appunto, però quel giorno ci sarà.
    Grazie!

  17. 61Angeloextralarge

    Grazie Costanza per questo post! Se penso alla violenza, perché è sempre una violenza, con la quale è stata perquisita la sua abitazione, mi vengono i brividi. Estranei che entrano nel tuo privato e rovistano tutto quello che per te è prezioso, non tanto per il valore economico quanto per quello affetivo: la sua vita messa in mano di persone sconosciute che rovistano, spostano, curiosano. Tra l’altro dopo aver subito già la sfiducia e trovarsi in una posizione che agli occhi dei tanti mangiapreti e anticlericali equivale alla forca. Non lasciatelo solo! Chi lo conosce bene gli faccia sentire la sua presenza! Anche se avesse compiuto le cose più abominevoli (ma la sola idea mi da un senso di rifiuto… ci rimarrei troppo male), non lasciatelo solo, anzi non lasciamolo solo, ognuno con i mezzi che ha.

  18. vale

    sì,va bene,gli è che ,in genere,la giustizia divina-neppure immaginabile da noi-arriva troppo tardi. per noi.
    vero è che un battito delle ciglia di Dio è un granello di sabbia nel deserto del tempo,ma….
    ma ,ogni tanto , ed è umano-oserei dire troppo umano- che non i giusti- chi sono lo sa solo Dio- ma gli empi, ogni tanto, avessero un “anticipo” di quel che loro spetta anche quaggiù. magari si ravvedono….
    ed un anima ravveduta( ravveduta, non solo a parole, ma anche a fatti: porre rimedio ai danni fatti,come minimo. o provarci)
    e se è vero,come sosteneva Quinzio nel suo “Mysterium iniquitatis” che ogni generazione cristiana non può far altro che percepirsi come l’ultima che aspetta quella parusia – rimandata per eccesso di misericordia( come per Ninive nel libro di Giona?)- è anche vero che nulla deve essere taciuto. pena il nascondimento della Verità. non so se Gotti Tedeschi taccia nell’attesa di un cenno del Papa. So che la pulizia,per quanto dolorosa, non può nascere dal nascondimento dei fatti.
    Nè dalla copertura -per quanto misericordiosa- di atti che nulla hanno a vedere con la Fede, ma con il potere, ed il desiderio smodato di cose nuove( Rerum novarum),sì…
    insomma, fino a quando la riservatezza e la “scusa”( tra virgolette, s’intende) della: “la vendetta è mia,dice il Signore”, non è complicità oggettiva contro “il tuo sì sia sì, il no il no. il resto viene dal demonio?”

  19. Erika

    @Alessandro: hai ragione, avevo mal interpretato i fatti.
    In effetti Gotti Tedeschi aveva appoggiato la prima (e più trasparente) proposta.

    Ciò rende ancora più grave il fatto, sia per lui personalmente, che si trova così al centro di uno scandalo che aveva segnalato e cercato di scongiurare, che per l’immagine della Santa Sede.
    Ripeto: troppe persone legate alle Ior hanno fatto una brutta fine.
    Tanta segretezza non può non destare sospetti.
    Sarei sinceramente curiosa di sapere perché uomini che hanno consacrato la loro vita a Dio ritengono la normativa antiriciclaggio talmente pericolosa da distruggere la reputazione di una persona per bene.
    Magari hanno ottimi motivi, ma sarebbe importante che li spiegassero, prima o poi.

  20. Gli ULTIMI saranno i PRIMI:
    ciabattini, stagnini,imbianchini, elettricisti, tecnicuzzoli, scribacchini, avvocaticchi, magistratucoli, ingegnerucoli, insegnantucci, ragionierucoli, geometricchi, pellettieri, attorucoli, scavafosse tappabuchi, tornitori, raschiatori, pulitori, legnaioli, pastori etc. etc. etc….

    1. che palle Alvise, tu e il pauperismo…… icchè c’entra Gotti Tedeschi con i poveri e gli ultimi?! anzi, direi che sta facendo una gran bella figura con la sua condotta umilissima ed obbediente, a prendersi in faccia gli sputazzi del mondo, zitto, in attesa che il Santo Padre stabilisca il giusto tempo per fare luce su tutto il casino IOR….

  21. Alessandro

    …calzolai, setacciai, maniscalchi, impagliatori, canestrai, materassai, mondine, carbonai…

    1. … farmacisti, alchimisti, qualunquisti, cardatori, fustellatori, contatori, fattucchiere, indovini, tessitori, lottatori, assessori, sterratori, giostrai…..

        1. Quello che io volevo dire è che tutto sommato non mi sento di dovermi anche io rattristare se un a un grosso papavero capita di avere delle grane sia per l’ostilità di altri grossi papaveri sia per manfanaggini procedurali della nostra cara magistratura. Il mondo è pieno di poveri diavoli che non sono mai stati direttori non solo di nessuna banca, am nemmeno mai entarti in banca, perché non hanno un conto. Per quanto riguarda le questioni interne vaticane nulla di nuovo che tutto sia sempre stato avvolto dalle tenebre: Se Gotti Tedeschi voleva trasparenza e sia stato buttato fuori per questo non ci sarebbe da meravigliarsi. ma , per piacere, non compatiamo una persona che non ha bisogno di essere compatita: Non l’hanno mica messo su una strada come capita a tanti. E anche l’onore sarebbe salvo. E allora?
          Mi ricordo di quando la figlia di Gotti Tedeschi scrisse quel post dove si parlava del presidente della banca mondiale.
          Aveva ragione, Il grosso papavero era stato messo in mezzo da altri grossi.(a Laura fu solo rimproverato il linguaggio poco rispettoso verso le cameriere di New York,) Ma chi mai si sognerebbe di compatire uno squalo della politica e della finanaza per essere stato morso da altri squali? Est modus in rebus.

          1. paolopugni

            Quindi Alvise, a prescindere ci sono ci sono persone di serie A e persone di serie B che, non per come agiscono non per quello che sono ma per il mestiere che svolgono, sono da considerare non meritevoli di rispetto o misericordia.
            Fantastico esempio di comunismo alla toscana nella versione orwell-fattoriadeglianimali-quelli che tutti glianimali sono uguali ma alcuni più uguali degli altri…. grazie Alvise per regalarci queste chicche di pensiero nobile… noi più miseramente ci si accontenta di fidarci di quel tale che accolse un furfante esattore nell’atto delle sue funzioni al tavolo delle imposte e uno speculatore-imbroglione arrampicato sul sicomoro e quel suo figlio che disse di 100 anime ce ne interessano 100. Già 100 non 99, compresa la tua.

            1. Paolo Pugni:
              ma non stiamo mica parlando di una persona malata, o caduta in miseria o altro di terribile. Un direttore di una banca che non voleva fare le cose (sporche?) che i padroni della banca volevano che facesse è sato mandato via.
              E’ è tutto un lamentìo “ma era un bravo ragazzo, ma era un buon cattolico etc.”.
              Non è questione di serie A o B, non mi sembra il caso di rammaricarsi per un banchiere trombato.
              Tantopiù che non credo che ora gli manchino i soldi per campare.
              Per quanto riguarda la verità io non lo so quale sia e nemmeno credo verrà fuori. Sono prevenuto, lo ammetto, verso gli affari finanziari della Chiesa e chi ci è dentro. Se Gotti Tedeschi ha eroicamente sfidato i poteri vaticani ha fatto bene. Gli è andata male (per ora)
              Ma chi lo sa davvero come sono le cose?

                1. Perché reputazione sputtanata?Io questo non lo capisco.Non lo vedo sputtanato. Anzi, se ha voluto la trasparenza, mi sembra che questo gli abbia fatto onore.
                  Allora non lo dovevano mandare via dal Vaticano per non sputtanarlo?
                  O è perché è stato perquisito abusivamente?

                  1. JoeTurner

                    ci hanno provato e ci stanno provando a infangarlo e sputtanarlo, il fatto che questa operazione per il momento non stia riuscendo del tutto non vuol dire che non sia ignobile

              1. paolopugni

                quindi una reputazione sputtanata non è un dolore? il dileggio e il disprezzo non sono oggetto di misericordia e di compassione? solo perché è un banchiere trombato non merita voci di sostegno? alla faccia del rispetto per le persone carissimo! Altro che classismo: questo è razzismo! è cattofobia, banchierofobia bella e buona.
                Tu ti permetti di dare giudizi sulla base dei titoli… complimenti….
                cresce molto la misericordia nei tuoi confronti e la mia richiesta di perdono a Dio perché altrettanto sale l’irritazione e il fastidio per questi sragionamenti.
                Ma che cosa cavolo ci stai a fare qui oltre che a deride ed insultare? Ti diverte così tanto? Perché oltre a questo che fai? Ti auguro solo che quella frase che minaccia ognuno di noi di essere giudicato con il metro con il quale abbiamo giudicato gli altri possa essere ammorbidita dalla misericordia e dall’intercessione di una Mamma come la Gospa (sì, proprio Lei: sai quanto sarà divertente!).

    2. lidia

      Alessandro tu sei troppo un grande!!
      I tuoi dialoghi con Alvise (ciao Alvise!) mi fanno morire. Tu sei un mito, riesci sempre a farmi sorridere e pensare 🙂

  22. elisabetta

    Grazie Costanza per quello che hai scritto. Tutti quelli che conoscono Ettore stanno condividendo la sofferenza sua e della sua famiglia, per quest’umiliazione tanto grande quanto ingiusta. La fede diritta, l’amore al Santo Padre e alla Chiesa, e la rettitudine schiva e profonda di Ettore mi sono sempre state d’esempio. E’ chiaro che Ettore è in una prova terribile, ma sono anche certa che questa sofferenza non è permessa dal cielo senza uno scopo, e che “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”. Continuo a pregare per lui, per la sua famiglia, e per la nostra amata Chiesa, concordando totalmente con quanto ha scritto Socci domenica su Libero: Chi fa parte della Curia deve decidere se convertirsi o no.

  23. Costanza Miriano

    FINMECCANICA: PDL, CHIAREZZA SU PERQUISIZIONI GOTTI TEDESCHI
    INTERROGAZIONE MANTOVANO-PAGANO A MINISTRO GIUSTIZIA
    (ANSA) – ROMA, 6 GIU – Chiarezza sull’attività svolta nelle
    ultime ore da pubblici ministeri della Procura della Repubblica
    di Napoli nei confronti dell’ex presidente dello Ior, Ettore
    Gotti Tedeschi. La chiedono in un’interrogazione al ministro
    della Giustizia, Alfredo Mantovano e Alessandro Pagano (Pdl).
    In particolare, i due deputati hanno chiesto chiarimenti:
    ”sulla circostanza che il prof. Gotti Tedeschi sia stato
    sottoposto a perquisizione nella propria abitazione a Piacenza e
    nel proprio studio a Milano senza essere formalmente indagato:
    uno strumento di acquisizione di elementi di prova così invasivo
    non poteva essere evitato, o quanto meno preceduto, da un invito
    a mettere a disposizione i documenti cercati dagli
    investigatori? Sul fatto che, al momento delle perquisizioni –
    proseguono Mantovano e Pagano – non sia stata permessa da subito
    l’assistenza di un difensore; sulla necessità di allontanare
    l’ipotesi che scopo delle acquisizioni sia di avere la
    disponibilità di documenti sullo Ior. Se così dovesse essere –
    osservano – ci si troverebbe di fronte al tentativo di una
    articolazione della magistratura italiana di intromettersi in
    attività di un organismo di uno Stato estero, superando il
    limite della giurisdizione, e al di fuori delle regole che
    disciplinano i rapporti fra lo Stato italiano e la Città del Vaticano”. (ANSA).

    1. 61Angeloextralarge

      Se le premesse sono queste… è urgentissimo farlo, e per chi lo fa già… aumentare la dose!

  24. vale

    Marco Lillo per il “Fatto quotidiano”Ettore Gotti Tedeschi temeva di essere ucciso e aveva preparato – come polizza sulla vita – un memoriale sui i segreti dello IOR. L’ex presidente della cosiddetta banca vaticana, dal settembre 2009 al maggio 2012, aveva consegnato un paio di esemplari del dossier agli amici più fidati, con una postilla a voce: “Se mi ammazzano, qui dentro c’è la ragione della mia morte”…….PADRE GEORG E BERTONE
    I pm sono in possesso persino di conversazioni che riguardano il segretario del Papa, Georg Ganswein e il Segretario di Stato Tarcisio Bertone, su argomenti delicatissimi. Inoltre a casa di Gotti Tedeschi sono stati trovati una serie di dossier su personaggi importanti che potrebbero avere avuto rapporti con il banchiere e con lo IOR. Centinaia di pagine che sono state fotocopiate, nome per nome, dossier per dossier, e consegnate ai pm romani.

    dal che si evince( la perquisizione adesso si capisce a che serviva, a metter le mani su quei dossier…) che ,forse, e dico forse, la “cosa” è un po’ più grossa-e per Gotti Tedeschi( che si era anche procurato una scorta personale) pericolosa di quanto si possa,allo stato dei fatti, sospettare.
    e poi: ma gl’inquirenti italiani possono intercettare il ministro degli esteri di uno stato straniero e sovrano?
    mi pare un’enormità.
    speriamo bene. per lui e per il Papa….

  25. Twentyrex

    Le vicende dello IOR sono da troppo tempo al centro di casi che vedono protagonisti uomini ed organizzazioni che nulla hanno a che fare con la Chiesa. Dai tempi di Marcinkus e Sindona, quando si è squarciato per la prima volta il velo dell’isolamento e riservatezza che avvolgevano l’istituto, è stato un susseguirsi di indiscrezioni e, purtroppo, di atti e comportamenti ufficiali o provati che avrebbero meritato ispezioni e conseguenti provvedimenti sanzionatori. Per quanto concerne il Prof. Gotti Tedeschi non credo che si possa dare un giudizio senza avere un quadro esatto della situazione della banca e della gestione che egli ha esercitato. I nove punti che costituiscono le contestazioni del CdA sembrano infatti colpire quest’ultima, ma non fanno riferimento a precedenti sollecitazioni che lo stesso organo avrebbe dovuto muovere nel tempo. Un punto mi sembra, tuttavia, legittimo ed, al tempo stesso, non secondario: la mancata partecipazione ai lavori del CdA. Se questo corrisponde a verità e stando ai numerosi incarichi che egli riveste, trovano giustificazione le contestazioni su una carente gestione. Comunque sia, è tempo che si faccia ordine e che lo IOR assolva i compiti che gli sono propri e che non sono quelli di una banca. L’Istituto deve svolgere un servizio di tesoreria per il Vaticano e per la Chiesa. L’esercizio di una attività creditizia è ben altra cosa. E la scelta del Prof. Gotti Tedeschi, dunque, sarebbe stata sbagliata, al pari dei suoi concorrenti del tempo. Se finalmente si percorre questa strada, cesseranno tutte le manovre e gli interessi che ruotano attorno all’istituto (Opus Dei, gruppi bancari e finanziari diversi).
    E cesseranno anche certi intrusioni ed appetiti della Curia che avranno certo indotto il Prof. a dotarsi di dossier “a futura memoria”.
    Dobbiamo proprio pregare, cara Costanza, ma non solo per il nostro fratello, ma per la Chiesa e per il Papa che di questa vicenda sono certo che soffre non poco. E, purtroppo, essendo un tecnico del settore ed avendo avuto qualche rapporto con l’Istituto, ti lascio immaginare lo sgomento, la rabbia e l’amarezza nel prendere atto di certe cose e, poi, giustificare ai miei colleghi che la mia fede è altrove.

  26. Marco De Rossi

    Padre Georg? Cardinal Bertone? Marcinkus? Opus Dei?
    E’ uscito un nuovo libro di Dan Brown?
    Per quanto riguarda la storia consiglio:
    “Contro la chiesa – Miti, leggende nere e bugie” di Michael Hesemann.
    Per l’attualita’:

    http://www.news.va/it/news/tra-le-mura-vaticane

    2012-06-06 L’Osservatore Romano

    Quando dall’informazione si passa alla deformazione delle notizie, questa ottica sfalsata può offuscare anche le realtà più positive. Curia romana e Governatorato sono nel loro complesso una comunità di lavoro al servizio del Papa, anche se qualcuno può venire meno ai suoi doveri. Diversità di opinione non significa divisione e tra i porporati personalità diverse per nazionalità, cultura e sensibilità esprimono ovviamente giudizi differenti. I cardinali di Curia intorno al Romano Pontefice, incoraggiati ogni giorno dalla grande bontà di Benedetto XVI e dalle sue sapienti direttive, sono lieti di poter lavorare per Benedetto XVI, alla messa nella Cappella Paolinaper il suo ottantacinquesimo compleanno, saluta il cardinale decano Angelo Sodano (16 aprile 2012)lui. Sono questi i punti principali di un’intervista a «L’Osservatore Romano» del cardinale decano Angelo Sodano, al servizio della Santa Sede da oltre cinquant’anni, sedici dei quali come segretario di Stato.

    Come giudica l’atteggiamento dei media di fronte agli ultimi episodi verificatisi in Vaticano?

    La stampa ha certamente la missione di informare l’opinione pubblica sulla Santa Sede. Ad esempio, ho visto con piacere che si è dato grande risalto alla visita di Benedetto XVI a Milano per l’Incontro mondiale delle famiglie; e così al contributo del Papa e della Chiesa per aiutare i terremotati in Emilia e per sostenere i cristiani della Nigeria, provati da avvenimenti drammatici. Un giudizio diverso viene però spontaneo quando dall’informazione si passa alla deformazione delle notizie. In realtà, di fronte ai fenomeni negativi c’è talora la tentazione di inquadrarli in un’ottica sfalsata che può offuscare la bellezza del tutto.

    Il Vaticano è un piccolo mondo variegato, nei diversi uffici della Curia romana come del Governatorato. Che dire al riguardo?

    Come è noto, la Curia è l’insieme dei dicasteri e degli organismi che coadiuvano il Romano Pontefice nel servizio alla Chiesa universale. Il Governatorato invece è preposto alla guida dello Stato della Città del Vaticano. Data la natura della Curia, il suo personale è soprattutto ecclesiastico, mentre quello del Governatorato è in prevalenza laico. Sono uomini e donne delle nazionalità più diverse, che conoscono bene l’importanza del loro lavoro per il successore di Pietro, Pastore della Chiesa universale. Secondo le ultime statistiche, prestano il loro servizio in Curia 2.843 persone e nel Governatorato 2.001. Per esperienza personale posso assicurare che in generale vi è l’impegno a costituire una vera comunità di lavoro, al servizio del Papa. Ovviamente, in una comunità così numerosa, qualcuno può anche venire meno ai suoi doveri. Impeccabili sono solo gli angeli e i santi del Paradiso!

    Qualche organo di stampa ha anche parlato dell’esistenza di divisioni fra i cardinali di Curia.

    A dire il vero questa affermazione mi ha meravigliato. In realtà non avrei dovuto sorprendermi. Il nostro vecchio professore di filosofia, durante gli studi liceali nel Seminario di Asti, ci diceva: «Non meravigliatevi di nulla, meravigliatevi solo quando vedrete che il Po non ha più le sponde!». Eppure l’insinuazione di manovre varie mi ha meravigliato, perché diversità di opinione non significa divisione. Quante volte ho votato in riunioni di cardinali, senza mai stupirmi che un confratello votasse a favore e l’altro contro. Amici eravamo e amici rimanevamo. Alla fine, alla luce dei vari voti, il Santo Padre poteva così decidere liberamente, con tutti gli elementi di giudizio che gli venivano offerti. Ciò succede pure nei concistori, ai quali sono invitati tutti i porporati del mondo. Come è noto, oggi i cardinali sono 209. E lo stesso accade nelle riunioni di quelli preposti ai dicasteri di Curia o comunque residenti a Roma: qui in tutto siamo 75. È quindi ben comprensibile che fra personalità diverse, diverse per nazionalità, per cultura, per sensibilità sociale, esistano giudizi differenti sui vari metodi di lavoro. Chi non ricorda che già all’inizio della Chiesa vi erano discussioni? Ad esempio, fra Paolo e Barnaba nell’annuncio del Vangelo. «Il dissenso fu tale che si separarono l’uno dall’altro» si legge negli Atti degli apostoli (15, 39). E Barnaba andò a Cipro, mentre Paolo si diresse in Siria. Nei secoli sono poi sorti nella Chiesa gli ordini religiosi più diversi. Fra i loro metodi apostolici appaiono talora antinomie, ma tutto poi si ricompone nell’unità fondamentale dello stesso spirito di servizio alla Chiesa di Cristo.

    Segretario di Stato per sedici anni, cosa può dire di questo ufficio e di chi ne ha avuto la responsabilità?

    Ognuno ha la sua personalità e ognuno trova problemi differenti, a seconda dei tempi. Anche se per breve tempo, ho conosciuto il cardinale Domenico Tardini, morto nel 1961. Ho avuto poi contatti frequenti con i successivi compianti segretari di Stato: Amleto Cicognani, Jean Villot e Agostino Casaroli. Ora sono lieto di collaborare, in ciò che ancora posso, con il mio successore, il cardinale Tarcisio Bertone, al quale mi legano un’antica familiarità e un comune spirito di servizio al Romano Pontefice. Tutti noi cardinali di Curia cerchiamo di costituire un «cenacolo apostolico» riunito intorno al successore di Pietro, senza meravigliarci delle difficoltà del momento. In ciò siamo ogni giorno incoraggiati dalla grande bontà di Benedetto XVI e dalle sue sapienti direttive, lieti di potergli prestare il nostro servizio. Monsignor Giuseppe Del Ton, che era un grande latinista, in una poesia composta nella lingua di Virgilio e di Orazio aveva descritto la cupola di San Pietro come simbolo della stabilità della Chiesa. Erano gli anni difficili dell’ultima guerra mondiale e al prelato sembrava che il Cupolone dicesse: ho visto altri venti, ho visto altre tempeste (alios vidi ventos, aliasque tempestates). Questa è la serenità che la storia, maestra di vita, insegna anche a noi.

    1. Twentyrex

      La realtà supera sempre la fantasia e, quindi, non è necessario scomodare Dan Brown perchè, volendo, potrei anche ricostruire certe operazioni poste in essere dallo IOR con personaggi ben noti alle cronache giudiziarie. Non dobbiamo avere paura della verità e dobbiamo avere il coraggio di pretendere da coloro che ricoprono certi ruoli di avere l’umiltà di confessare gli errori commessi. Non mi scandalizza che le spoglie di un killer della banda della Magliana trovino posto in una Chiesa, ma credo di avere il diritto di pretendere che chi lo ha consentito dichiari apertamente i motivi che lo hanno convinto ad accoglierlo e quali rapporti ha intrattenuto con lo stesso.
      Mi sono permesso, poi, da credente e da tecnico di precisare che la funzione dello IOR non deve essere l’esercizio di attività creditizia e, men che mai, finanziaria. Averne fatto una banca ed una banca d’affari ha provocato che il Vaticano divenisse un paradiso fiscale, al pari di certi ben noti statarelli che vivono di questa loro attività. Persino la Svizzera che ha sempre avuto un sistema bancario particolarmente protetto ed impenetrabile a qualsiasi ingerenza esterna, ha da oltre un decennio aperto le porte ai normali controlli sui movimenti sospetti. Lo IOR ha recepito solo da un paio d’anni alcune norme sull’antiriciclaggio.
      Ho solo citato Monsignor Marcinkus, del quale sono note ed ufficiali certe sue particolari gestioni, e l’Opus Dei che, come tutte le organizzazioni complesse, viene rappresentato, talora, da persone che non riescono a coinugare validamente i principi della nostra fede con comportamenti coerenti. Non dimentichiamo la storia dell’ex governatore Antonio Fazio, cattolicissimo e vicino a Legionari ed Opus. E non mi riferisco tanto alla sua carente gestione, sanzionata da sentenze della magistratura, ma all’ordine di bastonare un giornalista. Quando un uomo delle istituzioni ed un cattolico arriva a questi estremi………………….!

      1. Marco De Rossi

        Ma anche no.
        A volte la fantasia supera la realta’, la distorce o ne crea un’altra.
        Quale verita’ poi?
        La verita’ giudiziaria, la verita’ mediatica, la verita’ storica?
        Quello che pensiamo o la Verita’?
        No metterei “troppa carne al fuoco” altrimenti questo post lo continueranno i nostri pronipoti 🙂
        Marcinkus dalle fonti che ho citato risulta essere vittima anch’esso e non colpevole.
        E’ morto povero pur avendo avuto la possibilita’ di arricchirsi.
        La finanza e’ un male?
        Chi l’ha detto?

        Come ho potuto recentemente ascoltare direttamente dal Professor Gotti Tedeschi, la finanza e’ uno strumento neutro e come tutti gli strumenti si possono usare nel bene e nel male. La finanza e’ un mezzo non un fine.

        Che tramite lo IOR qualcuno abbia fatto delle operazioni illecite e’ vero, ma non e’ certo colpa di Marcinkus o della Chiesa e non per questo lo IOR non deve esistere.

        Da wikipedia:

        http://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_per_le_Opere_di_Religione

        “L’Istituto per le Opere di Religione (meglio noto con l’acronimo IOR e comunemente conosciuto come Banca Vaticana) è un istituto privato, creato nel 1942 da papa Pio XII e con sede nella Città del Vaticano. È erroneamente considerato la banca centrale della Santa Sede[2], compito invece svolto dall’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA).”

        http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/lombardi-su-finanze-vaticane-e-trasparenza.aspx

        9 febbraio 2012

        P. Lombardi: «Ior non è una banca off-shore
        e rispetta tutti gli standard di legalità»

        “L’Istituto Opere di Religione è una Fondazione di diritto sia civile che canonico regolata da un proprio statuto; non mantiene riserve e non concede prestiti come una banca. Tanto meno è una ‘banca off-shorè”. Lo ha precisato oggi il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, tornando, a meno di 24 ore dal suo precedente intervento, a smentire quanto affermato da fonti giornalistiche ad assicurare la piena collaborazione dello Ior con la autorità di controllo finanziario vaticane, italiane e internazionali, e con i giudici italiani.

        “L’affermazione che lo Ior è una banca – dice Lombardi – non corrisponde a verità” e in particolare viene usato il termine “off shore” non per illustrare il vero carattere e la funzione dello Ior, ma “per creare un’impressione di illegalità”. In proposito, padre Lombardi ricorda che “lo Ior si trova all’interno di una giurisdizione sovrana e opera in un quadro normativo e regolamentare, che comprende anche la legge antiriciclaggio vaticana” adottata un anno fa “proprio per essere in linea con gli standard internazionali”.

        Ed è solo “un’insinuazione che le normative vaticane non consentirebbero le indagini o i procedimenti penali relativi a periodi precedenti all’entrata in vigore della Legge” come sostenuto in diretta tv sulla base di un “documento senza alcun valore ufficiale” che “rappresenta unicamente le valutazioni di chi l’ha scritto”.

        Per quanto riguarda la cooperazione con l’Aif, “lo Ior – assicura il portavoce della Santa Sede – ha cooperato nel fornire informazioni su transazioni avvenute anche prima di tale data” ed inoltre “l’autorità giudiziaria vaticana ha il potere di indagare anche transazioni sospette avvenute in periodi precedenti al primo aprile 2011, e ciò anche nel quadro della cooperazione internazionale con i giudici di altri Stati, inclusa l’Italia”. La dichiarazione diffusa oggi tiene anche a smentire che lo Ior abbia interrotto i suoi rapporti con le banche del nostro Paese, come è stato affermato. Infatti “i rapporti con banche non italiane sono sempre stati attivi e è stata ridotta solo limitatamente l’attività con le banche italiane”.

        “Come fanno anche gli enti finanziari italiani, lo Ior si avvale dei servizi di banche estere (italiane e non) quando essi sono più efficienti e a minor costo”, continua padre Lombardi rivelando che “tutti i movimenti in contanti sono certificati con documenti doganali” e che “come prassi, tutti i movimenti di denaro sono regolarmente tracciati ed archiviati”.

        Per quanto riguarda poi la norma che regola il movimento di denaro contante, “è importante precisare che lo Ior controlla e controllava anche i movimenti frazionati per un totale di 15.000 euro nei dieci giorni consecutivi”. Infine, non è giusto dire che il Vaticano non ha dato risposta alle rogatorie riguardanti il caso Banco Ambrosiano-Calvi: semplicemente “la rogatoria del 2002 non risulta pervenuta in Vaticano” ed “anche all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, dopo una prima ricerca effettuata negli Archivi, la richiesta di rogatoria internazionale presentata dal Tribunale di Roma nel 2002 non risulta mai pervenuta” mentre “alle altre due è stato fornito regolare riscontro”.

        1. Twentyrex

          Le nostre divergenze forse trovano la loro ragion d’essere nella iniziale citazione sul ruolo e sulla fine di Marcinkus. Il fattto che sia stato vittima non lo esime dalla responsabilità di una gestione poco trasparente (senza andare oltre). Ciascuno di noi risponde del proprio operato ed ha il dovere di ammettere i propri errori e se essi sono particolarmente gravi deve essere coerente e rimettere il mandato ricevuto. Questo vale nel mondo del lavoro “laico”, ma molto più in quello del Vaticano.
          La ringrazio per le informazioni che mi ha fornito e che, per certi versi, confermano alcune mie osservazioni, mentre sull’argomento “finanza” l’assunto del Prof. va preso asetticamente, ma sono convinto che in un confronto diretto emergerebbero tutta una serie di problematiche e dilemmi. Non ho difficoltà ad ammettere che quasi sempre dinanzi a certe operazioni finanziarie ho avuto seri dubbi non tanto sulla legittimità, quanto sugli aspetti etici. E da credente non è stato facile districarmi tra direttive dei vertici aziendali che spingevano senza scrupolo alcuno e la realtà operativa che avrebbe coinvolto anche il personale a me affidato.
          Mi fermo qui perchè, a parte che se mi sarà dato di avere pronipoti vorrei lasciar loro ben altro, mi auguro che finalmente lo IOR diventa una casa di vetro e non siano più necessarie smentite e rettifiche e cessino finalmente quelle ipotesi di collusione con la criminalità organizzata che forniscono la giustificazione ad iniziative come quella in corso che ha coinvolto il Prof. Gotti Tedeschi.

          1. Marco De Rossi

            In fondo (cosi’ le ultime novita’ del thread non sono ubicate in mezzo alla pagina, ma nel fondo) 🙂 segnalo altre informazioni.

  27. Marco De Rossi

    errata corrige
    nel primo paragrafo e’ da intendersi: “sono lieti di poter lavorare per lui.”
    La scritta “Benedetto XVI, alla messa nella Cappella Paolinaper il suo ottantacinquesimo compleanno, saluta il cardinale decano Angelo Sodano (16 aprile 2012)” e’ uscita fuori dal copia e incolla dalla pagina originale (era l’alternate message presente nel codice HTML della pagina relativo alla fotografia presente).

  28. Livio ieri scriveva, citando una sua lettera a L’Avvenire:
    “…le ragioni delle dimissioni dallo IOR rimangono custodite dietro il silenzio che Gotti Tedeschi, con scelta di altissimo stile, ha inteso mantenere sulla vicenda, per amore e rispetto al Santo Padre.”
    Oggi si legge sul “corriere della sera”: Adesso il banchiere Gotti Tedeschi collabora con i magistrati e consegna un memoriale sui due anni e mezzo trascorsi allo IOR”

    1. JoeTurner

      Livio non parlava delle dimissioni di Gotti Tedeschi, che infatti non si è dimesso ma è stato sfiduciato, ma del presidente della Commissione Cardinalizia di Vigilanza che non ha ratificato la sfiducia. Per quanto riguarda il memoriale c’era poco da consegnare, i magistrati se lo sono andati a prendere con la scusa di finmeccanica con una inusuale, efficiente e veloce collaborazione tra ben tre procure (se ti ricordi infatti già ieri mi domandavo che fine avesse fatto il memoriale che Gotti Tedeschi aveva preparato per il Papa).
      Ricorda che questo è il paese delle borse di pelle e delle agende rosse scomparse

      1. No, Livio parlava di Gotti Tedeschi. Ma non è questo il punto. Il punto è, o dovrebbe essere, che uno quando è a conoscenza di brutti affari, e Gotti Tedeschi ne era sicuramente a conoscenza, 1 si dimette, subito, no spettando di essere sfiduciato 2 dovrebbe denunciarli questi brutti affari e non come avete detto voi da “buoni cattolici” che lui fa bene a stare zitto (che poi ora non sta zitto)per proteggere il Papa.

          1. No, non lo so, ma è quello che sembra suggerire il brano sopracitato de “Il fatto”:”Nelle sue lunghe conversazioni di questi giorni con gli amici Gotti Tedeschi aveva confidato di avere scoperto in Vaticano cose di cui aver paura.”
            E poi “a sensazione è che Gotti Tedeschi nella contesa dello IOR, almeno da quanto emerso dagli atti di indagine dei magistrati napoletani, abbia svolto un ruolo positivo, opponendosi alle lobby contrarie alla trasparenza. E forse anche per questo temeva per la sua vita.” Che è quello che avevo anche detto io ieri, tra le altre cose, e sono stato tarttato di merda, e, io, davvero, sputtanato. Cioè, dicevo, chi è presidente di una organizzazione (ior) di delinquenti, se non collabora lo buttano fuori. Doveva parlare prima!!!

            1. Alessandro

              Una cosa è dire che nello IOR c’è del torbido, un’altra che lo IOR è “una organizzazione di delinquenti”!

        1. JoeTurner

          No Livio non parlava delle dimissioni di EGT per la semplice ragione che non si è dimesso.
          EGT voleva, forse utopisticamente, cambiare le regole dello IOR, e se vuoi cambiare qualcosa combatti anche contro i mulini a vento, anche quando i mulini si trasformano in mostri e ti accorgi con terrore che sono mostri veri e non allucinazioni. Credo sia stato proprio questa la sua “colpa”: pensare di cambiare qualcosa che invece dovrebbe solo essere chiuso.

        2. JoeTurner

          denunciarli certo ma a chi? ai solerti magistrati? a Bertone? ai giornali?
          io farei come lui cercherei di parlare prima di tutto con il Papa, ma è evidente che non abbia fatto in tempo….

      2. Livio scriveva:
        “Le ombre paiono ispessite dalla mancata ratifica (nonostante che il tenore della sfiducia ne potesse far presumere l’inevitabilità), da parte della Commissione Cardinalizia di Vigilanza, delle dimissioni conseguentemente rassegnate dal Presidente, le cui ragioni rimangono custodite dietro il silenzio che Gotti Tedeschi, con scelta di altissimo stile, ha inteso mantenere sulla vicenda, per amore e rispetto al Santo Padre. “

        1. Alessandro

          in realtà Commissione di Vigilanza ha ratificato la sfiducia:

          “«Le affermazioni pubblicate da alcuni quotidiani su una divisione tra i cardinali della Commissione di Vigilanza sullo Ior – ha affermato il portavoce vaticano – sono assolutamente non fondate». «Non c’è nessuna divisione – ha aggiunto – all’interno della Commissione cardinalizia». La comunicazione per iscritto a Gotti Tedeschi, ha ancora spiegato padre Lombardi, equivale alla «ratifica» della sfiducia votata all’unanimità dal board dei laici.”

          http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_02/ior-ratificata-destituzione-ettore-gotti-tedeschi_bc64cf24-acdd-11e1-9fc1-b5e83ca3680b.shtml

  29. corriere della sera 7 giugno 2012:
    “Ieri il banchiere è stato interrogato e ha deciso di rispondere. Al pm di Roma, chiamati dai colleghi partenopei per motivi di competenza, ha dato un memoriale con notizie su vicende legate allo Ior. Carte che contengono una lista di quei “nemici interni ” che provarono a convincerlo a lasciare la poltrona, prove di affri illeciti, nomi di politici e alti prelati”

    1. Alessandro

      Alvise, per quale ragione Gotti dovrebbe consegnare al pm un memoriale che tratta degli ultimi tre anni di vita dello IOR, cioè un memoriale il cui contenuto esula ampiamente dal merito dell’inchiesta per la quale Gotti ha subito questa (anomala) perquisizione?

        1. Alessandro

          Sì, il Corriere e la Stampa dicono cose differenti, ma la ricostruzione del Corriere che riferisci non è verosimile. Ribadisco: perché Gotti dovrebbe consegnare un memoriale che riguarda la vita dello IOR nel suo triennio di presidenza a un pm che indaga su Finmeccanica?

            1. Alessandro

              E invece no, continua a stare zitto, perché ai pm sta parlando di quello che sa della vicenda Finmeccanica, non sta parlando dello IOR

          1. Alessandro

            “Con persone a lui vicine, che lo hanno sentito stamane in privato, però, si è detto sorpreso per aver letto sui giornali che durante le perquisizioni in casa e nello studio il suo atteggiamento sarebbe stato collaborativo: Gotti Tedeschi ha spiegato in particolare di non aver consegnato spontaneamente i dossier, ma di averlo dovuto fare, non avendo alternative come in tutte le circostanze del genere.”

            “Il memoriale di Ettore Gotti Tedeschi posto sotto sequestro dai pm «non fa riferimento a nessun caso di riciclaggio, ma parla di come risolvere problemi relativi ai conti, adottando adeguate procedure anti-riciclaggio, che se applicate, avrebbero consentito di entrare nella white list, e che qualcuno aveva ostacolato, o comunque ne aveva criticato l’applicazione», afferma Fabio Palazzo, legale dell’ex presidente dello Ior, aggiungendo che «Gotti Tedeschi non era a conoscenza di nessun caso di riciclaggio»”

            http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=242&ID_articolo=5926&ID_sezione=524

            1. Alessandro

              “‘Intendo sottolineare il fatto che Ettore Gotti Tedeschi non ha consegnato spontaneamente, e cioè per sua decisione, alcun materiale ai magistrati: i PM di Napoli e Roma hanno acquisito tale materiale attraverso un sequestro da loro disposto all’esito delle perquisizioni eseguite su disposizione della Procura di Napoli”. Lo sottolinea in una nota il legale dell’ex-presidente dello Ior, Fabio Palazzo.
              Nel materiale sequestrato, spiega l’avvocato, ”vi erano degli appunti di lavoro che contenevano elementi utili per controbattere alle accuse che gli erano state fatte quando e’ stato sfiduciato nel suo ruolo di Presidente dello IOR”.”

              http://paparatzinger5blograffaella.blogspot.it/2012/06/lavvocato-di-gotti-tedeschi-intendo.html

  30. JoeTurner

    da IL FATTO QUOTIDIANO :

    Nelle sue lunghe conversazioni di questi giorni con gli amici Gotti Tedeschi aveva confidato di avere scoperto in Vaticano cose di cui aver paura. Stimava sempre il Papa ma si fidava ormai di pochissime persone Oltretevere, come il presidente dell’AIF, l’Autorità Antiriciclaggio con la quale aveva cercato di fare sponda per aprire gli archivi segreti dello IOR, il Cardinale Attilio Nicora. E poi il segretario del Papa George Ganswein, al quale cercava di spiegare perché la linea del segretario di stato Tarcisio Bertone, contraria ad aprire all’autorità giudiziaria italiana i segreti dei conti IOR, fosse miope e sbagliata. “Se seguiamo la linea di Bertone, non usciremo mai dalla black list”, spiegava ai suoi interlocutori Gotti Tedeschi, aggiungendo che forse era proprio quello che volevano i cardinali. Perché così potevano continuare a nascondere la verità alle autorità italiane. La sensazione è che Gotti Tedeschi nella contesa dello IOR, almeno da quanto emerso dagli atti di indagine dei magistrati napoletani, abbia svolto un ruolo positivo, opponendosi alle lobby contrarie alla trasparenza. E forse anche per questo temeva per la sua vita.

        1. admin

          se nel commento vengono inseriti più di due link il sistema lo riconosce come spam e quindi va recuperato manualmente come ho fatto

  31. …allora, per capirsi, mi permetto di autocitarmi da ieri:
    “Un direttore di una banca che non voleva fare le cose (sporche?) che i padroni della banca volevano che facesse è sato mandato via.
    E’ è tutto un lamentìo “ma era un bravo ragazzo, ma era un buon cattolico etc.”.
    Non è questione di serie A o B, non mi sembra il caso di rammaricarsi per un banchiere trombato.
    Tantopiù che non credo che ora gli manchino i soldi per campare.
    Per quanto riguarda la verità io non lo so quale sia e nemmeno credo verrà fuori. Sono prevenuto, lo ammetto, verso gli affari finanziari della Chiesa e chi ci è dentro. Se Gotti Tedeschi ha eroicamente sfidato i poteri vaticani ha fatto bene.”

    Per avere detto queste cose, che oggi sembrano confermate dai fatti, sono stato (io per davvero) sputtanato e trattato di merda!

    1. Alessandro

      Ma smettila! Non ti paragonerai mica a Gotti Tedeschi?
      Lui è stato liquidato in malo modo dalla presidenza IOR, dopo mesi di tensioni intestine, con motivazioni che lo fanno apparire un mezzo incapace, ha subìto una perquisizione che definirei “selvaggia”. E tu? Sei qui che scrivi commenti su un blog e al massimo hai ricevuto qualche secca espressione di dissenso dalle tue opinioni. Su, diamo alle cose le loro giuste dimensioni…

  32. Proprio così, diamo alle cose le loro giuste dimensioni, non mi paragono certo a Gotti Tedeschi, siamo incommensurabili (nel puro senso della parola) io sono un uomo, lui un banchiere. Io costruisco muri di pietra, lui riempie scartoffie.

  33. Alessandro

    “Era comprensibile che il board dello IOR intervenisse per spiegare le motivazioni della sfiducia, meno comprensibile che lo facesse rendendo pubblico un documento durissimo, scritto con uno stile che nulla ha a che vedere con la tradizione della Santa Sede.

    Gotti Tedeschi si è preso qualche giorno di tempo per scrivere un memoriale da consegnare al Papa. La sua versione dei fatti, corroborata da lettere, email, documenti. Martedì 5 giugno, mentre stava uscendo di casa per recarsi a Roma, Gotti è stato bloccato dai carabinieri inviati dalla Procura di Napoli per perquisirgli la casa nell’ambito di un’inchiesta su Finmeccanica. Trovate le carte IOR, i magistrati hanno fatto sequestrare anche quelli, coinvolgendo i colleghi della Procura di Roma. Così il memoriale preparato per il Papa è finito in tutt’altre mani.

    Non è dato di sapere quanto dirompente possa essere la ricostruzione offerta dal banchiere piacentino. Di certo, il licenziamento di Gotti e soprattutto le modalità con cui è avvenuto hanno rappresentato un autogol di dimensioni considerevoli. In altri tempi si sarebbe cercata una composizione, e in caso non ci si fosse riusciti, si sarebbe studiata la possibilità di un’uscita di scena onorevole.”

    http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/ior-15823/

  34. Paolo

    Un fatto è certo: c’è del marcio, e del marcio grosso, nello IOR. Ma è possibile che nessuno fa niente? EGT è stato silurato in modo brutale. Sarà perché onesto in un covo di vipere? O il contrario? Mah, non lo sapremo mai. Sulle polemiche contro Alvise non concordo troppo: è vero che anche EGT merita rispetto e compassione (qui, ovviamente, concordo), ma è pure vero che ci sono migliaia di poveri cristi che subiscono malagiustizia e che non hanno neppure i mezzi per difendersi (e di cui nessuno si occupa come di EGT)-

    1. JoeTurner

      se il marcio fosse solo nello IOR io ci starei pure. Il marcio dello IOR è un riflesso di qualcosa di più ampio e di più preoccupante per la Chiesa (e quindi per noi tutti)

      PS Paolo non vale. la battuta “c’è del marcio nello IOR” spettava a me!!!

  35. “Il Dott. Gotti Tedeschi ha risposto come persona informata sui fatti alle domande poste dai pubblici ministeri della Procura di Napoli”, ha dichiarato l’avvocato Fabio Palazzo. “Il giorno 6 ha risposto alle domande poste anche dai pubblici ministeri della Procura di Roma nell`ambito di un procedimento pendente da oltre un anno nel quale il Dott. Ettore Gotti Tedeschi non è indagato che avrebbe ad oggetto ipotesi di riciclaggio. Il Dott. Gotti Tedeschi è stato interrogato con la presenza del difensore in quanto è ancora pendente il procedimento per la violazione della normativa antiriciclaggio nel quale era stato coinvolto nella sua qualità di presidente dello Ior”.

  36. Come la pensano alcuni cristiani:
    “In questa vicenda su cui si sono espressi anche alti prelati a tutti i livelli, quello che non può essere accettata è la mistificazione che si fa. Costoro trattano i problemi dello Stato Città del Vaticano come se fossero i problemi della Chiesa, non so se in buona o in cattiva fede .Essi fanno un danno gravissimo alla credibilità del messaggio evangelico. Fortunatamente questi soggetti hanno da molto tempo perso la loro credibilità perché la Chiesa,quella vera, ha ritrovato un nuovo slancio soprattutto dopo il Concilio Vaticano Secondo che per alcuni prelati sembra non sia mai esistito.”

        1. Alessandro

          La mia opinione è questa:
          1) non sopporto il riferimento al Vaticano II come a “nuovo inizio” della Chiesa, mi pare un ritornello ormai logoro e senza molto senso
          2) è vero che l’immagine di una Curia in cui s’agitano rivalità e invidie e mene che ricalcano paro paro quelle che imperversano in un qualunque centro di potere fa un danno non indifferente alla credibilità della Chiesa, perché non è sempre facile distinguere tra l’organizzazione ecclesiastica, con le meschinità e le depravazioni degli uomini che la compongono, e la Chiesa di Cristo, santa, immacolata e incontaminata perché tale è il Suo Capo e Sposo.

          1. Alessandro:
            quanto al punto uno sono in tanti i cattolici che la pensano come te e tanti no, a me importava in particolare il discorso su religione&finanza sul quale uno può pensare quello che crede e portare i dati che crede più giusti.
            il punto due…non riesco nemmeno a immaginarmi cosa può voler significare “Chiesa Sposa di Cristo.”
            e poi….dimostrami che LA ragione è sempre TUA su qualsiasi argomento che sia.

            1. Alessandro

              Che la Chiesa sia Sposa di Cristo è materia di fede e quindi c’è niente da discutere e opinare a riguardo, le mie opinioni sono invece opinabili (va da sé)

              1. Marco De Rossi

                La domanda e’ pertinente e se scaturisce da un reale e sincera ricerca di Dio e’ una buona cosa.
                Vediamo come risponde Paolo VI a questa domanda:

                http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/audiences/1966/documents/hf_p-vi_aud_19660615_it.html

                PAOLO VI

                UDIENZA GENERALE

                Mercoledì, 15 giugno 1966

                La mistica Sposa di Cristo e Madre dei cristiani

                Diletti Figli e Figlie!

                Il nostro desiderio di offrire ai partecipanti di queste udienze generali un pensiero sulla Chiesa (come una volta – e forse anche adesso! – i visitatori dei luoghi celebri e sacri cercavano di portar via con sé un frammento a ricordo di quel luogo e di quella visita) Ci fa indugiare ancora sopra le figure, mediante le quali la Sacra Scrittura ci rivela qualche cosa della Chiesa, e ci aiuta a pensare alla Chiesa stessa, come a realtà cara e conosciuta. Ebbene Noi oggi vi invitiamo a pensare alla Chiesa, come la vedreste attraverso il cristallo trasparente di due figure note, ma sempre singolari: la Chiesa mistica Sposa di Cristo e la Chiesa Madre dei cristiani. E vi aiutino questi nomi eletti, ma strani (il primo specialmente) a riflettere e a capire qualche cosa della dottrina, tanto vasta e profonda, che alla Chiesa si riferisce, e che Noi non pretendiamo certo di trattare in queste familiari conversazioni.

                Perché la Chiesa è chiamata Sposa? Sposa di Cristo, s’intende. L’uso di questo appellativo, riferito al Popolo ebraico, risale all’antico Testamento, dove il rapporto fra Dio e il suo Popolo è più volte raffigurato nell’amore nuziale. È bene ricordare come nell’antico Testamento Dio si afferma, sì, Creatore trascendente, Legislatore esigente e Giudice severo; ma poi anche si rivela Amore sempre vigile e tenerissimo. Amore preveniente e gratuito; Amore fedele e misericordioso; Amore soave e inebriante; Amore, che castiga, che perdona e che salva; e così via (cfr. Cant.: Jer. 2, 2; Osea 6, 6; Is. 49, 15; 54, 4-10; Ez. 16, 59-63; etc.).

                Nel nuovo Testamento l’immagine dello Sposo è dal Precursore riferita a Gesù (Io. 3, 28-29; e cfr. nelle parabole: Matth. 22, 2-14; Matth. 25, 1-13). Egli stesso, una volta, si paragona ad uno Sposo che fa lieti i suoi amici (Matth. 9, 14-15). Ma è ancora San Paolo che dà all’immagine il suo significato ecclesiologico più preciso, nel famoso passo della lettera agli Efesini: «. . . Cristo ha amato la Chiesa . . .» (Eph. 5, 21-32); immagine, che sarà trasferita dall’Apocalisse nella gloria eterna lasciandoci intravedere nelle nozze dell’Agnello l’unione beata di Cristo con l’umanità redenta, insignita del titolo e della dignità di sua mistica Sposa (Apoc. 19, 7-9; cfr. Vonier, l’Esprit et l’Epouse p. 48 – Ed. Cerf, 1947).

                Che cosa c’insegna questa allegoria, che ci autorizza a chiamare la Chiesa Sposa di Cristo? C’insegna l’amore sopra ogni amore che Cristo ha avuto per la Chiesa, un amore, che può essere in qualche modo significato dal connubio umano, ma ch’è più di esso sostanziale ed abissale: dicano i teologi, dicano i mistici quale sia l’unione fra Cristo e l’umanità, derivante dall’Incarnazione (coniunctio nuptialis, scriveva S. Agostino, Verbum et caro, P.L. 36, 495), e derivante dal sacrificio della Redenzione: Cristo «se ipsum tradidit pro ea, s’immolò per la Chiesa» (Eph. 5, 25). Si è detto spesso che la Chiesa è un mistero; sì, ma ora possiamo sapere almeno di quale natura sia questo mistero; è un mistero di carità, d’innamoramento di Dio, mediante Cristo, nello Spirito Santo, del mondo dell’umanità, cioè della Chiesa; l’epigrafe della Chiesa può essere: Sic Deus dilexit, così Dio amò (Io. 3, 16); propter nimiam charitatem, per il troppo amore (Eph. 2, 4); ovvero: Cristo ci amò Christus dilexit nos (Eph. 5, 2; 2 The. 2, 15); ecc. C’insegna pertanto l’unione intima e indissolubile e insieme la distinzione di Cristo e della Chiesa. C’insegna che la Chiesa non è principio, né fine a se stessa; ella è di Cristo; da Lui riceve la sua dignità, la sua virtù santificatrice, la sua umile ed eccelsa regalità. C’insegna che la Chiesa non è solo strumento della salvezza, ma termine della salvezza, perché in essa termina il disegno e la carità del Signore; in lei si celebra l’apoteosi dell’umanità vittoriosa nel cielo (cfr. l’inno della Dedicazione: «Sposaeque ritu cingeris . . .»).

                Ci pensino coloro che per la Chiesa non hanno che giudizi di critica, o di antipatia; ci pensino coloro che la giudicano un diaframma inutile fra l’uomo e Dio, e non ricordano ch’essa è il punto d’incontro dell’amore di Cristo per noi; la casa delle nozze, cioè la santa Chiesa; «Nuptiarum domum, id est sanctam Ecclesiam», scriveva S. Gregorio Magno (Hom. 38; P.L. 76, 1287).

                E allora, pensando a questa necessità, che noi abbiamo della Chiesa, l’altra immagine subentra alla prima: la Chiesa è madre nostra; a lei tutto dobbiamo: alla vita nuova, quella della grazia, quella che farà la nostra eterna felicità, ella ci ha generati; ci ha dato la fede, e col suo magistero ce la conserva univoca, integra e feconda; ci ha dato la grazia; ella è la dispensatrice dei sacramenti; ci ha dato la carità, l’«agape», la società dei fratelli; ella ci unisce, ci educa all’amore, all’umanesimo vero, alla comprensione e all’edificazione di se stessa; ella ci guida, ci difende, ci allinea sui sentieri della speranza, ci anticipa il desiderio escatologico della vita futura e ce ne fa pregustare la felicità. Dal suo magistero, dal suo ministero «ogni fedele è sostenuto in maniera effettiva nel dono di se stesso a Cristo; . . . mediante la rete ch’essa va tessendo, ognuno si trova realmente collegato a tutti i suoi fratelli; . . . mediante la voce umana che insegna e che comanda, ognuno ascolta, ancor oggi, la voce del suo Signore» (cfr. De Lubac, Médit. 205).

                Vengono alla mente le parole di S. Ambrogio: «Mater ergo viventium Ecclesia est» (P.L. 15, 1585). La madre degli uomini vivi. Bisogna pensarci, figli carissimi. Bisogna goderne. Bisogna invidiare a Santa Caterina morente le parole conclusive della sua vita infiammata: «Io, in verità, ho consumata e data la vita nella Chiesa e per la santa Chiesa: la quale cosa mi è singolarissima grazia» (Joergensen, 518-519).

                Cosi Noi, così voi, carissimi Figli; con la Nostra Benedizione Apostolica.

  37. Marco De Rossi

    http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/28765.php?index=28765&lang=it

    ULTERIORE DICHIARAZIONE DELLA SALA STAMPA A PROPOSITO DI AFFERMAZIONI INFONDATE SU I.O.R. E A.I.F. , 09.02.2012

    In fine mattinata la Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato la seguente dichiarazione:

    Nella trasmissione “Gli Intoccabili” di La 7 di ieri, mercoledì 8 febbraio, sono state fatte affermazioni infondate e diffuse informazioni false sull’Istituto per le Opere di Religione e l’Autorità di Informazione Finanziaria.

    Al riguardo, facendo seguito a quanto già specificato nella Dichiarazione della Sala Stampa della Santa Sede di ieri, 8 febbraio, si precisa quanto segue:

    1. L’affermazione che lo I.O.R. è una banca non corrisponde a verità; lo I.O.R. è una Fondazione di diritto sia civile che canonico regolata da un proprio statuto; non mantiene riserve e non concede prestiti come una banca. Tanto meno è una “banca off-shore”. Di fatto, nella citata trasmissione viene usato tale termine non per illustrare il vero carattere e la funzione dello I.O.R., ma per creare un’impressione di illegalità. Lo I.O.R. si trova all’interno di una giurisdizione sovrana e opera in un quadro normativo e regolamentare, che comprende anche la legge antiriciclaggio vaticana. Quest’ultima, la Legge CXXVII, è stata adottata proprio per essere in linea con gli standard internazionali.

    2. L’insinuazione che le normative vaticane non consentirebbero le indagini o i procedimenti penali relativi a periodi precedenti all’entrata in vigore della Legge CXXVII (1° aprile 2011), non corrisponde a verità.

    La discussione durante il menzionato programma si riferiva alle parole riportate in un “memo esclusivo”. Tale documento è senza alcun valore ufficiale e rappresenta unicamente le valutazioni di chi l’ha scritto. Per di più, ivi non si afferma l’impossibilità di indagini o procedimenti penali per periodi precedenti al 1° aprile 2011; non emerge la resistenza dello I.O.R. a collaborare in caso di indagini o di procedimenti penali su fatti precedenti al 1° aprile 2011. Per quanto riguarda la cooperazione tra lo I.O.R. e l’A.I.F., lo I.O.R. ha cooperato nel fornire informazioni su transazioni avvenute anche prima di tale data.

    Le affermazioni fatte durante la trasmissione non corrispondono quindi a verità: secondo la normativa vaticana in materia di antiriciclaggio l’Autorità giudiziaria vaticana ha il potere di indagare anche transazioni sospette avvenute in periodi precedenti al 1° aprile 2011, e ciò anche nel quadro della cooperazione internazionale con i giudici di altri Stati, inclusa l’Italia.

    3. I rapporti dello I.O.R. con banche non italiane sono sempre stati attivi e, a differenza di quanto è stato affermato, è stata ridotta solo limitatamente l’attività con le banche italiane. Lo I.O.R., così come fanno anche gli enti finanziari italiani, si avvale dei servizi di banche estere (italiane e non) quando essi sono più efficienti e a minor costo. Tutti i movimenti in contanti, poi, sono certificati con documenti doganali. Come prassi, tutti i movimenti di denaro sono regolarmente tracciati ed archiviati.

    4. Per quanto riguarda la norma che regola il movimento di denaro contante, è importante precisare che lo I.O.R. controlla e controllava anche i movimenti frazionati (c.d. step transactions) per un totale di 15.000 nei dieci giorni consecutivi. Per di più, l’articolo 28, comma 1, lett. b), del nuovo testo della Legge CXXVII, modificato per Decreto del Presidente del Governatorato il 26 gennaio 2012, stabilisce che i soggetti sottoposti agli obblighi della medesima Legge (tra i quali lo I.O.R.) devono eseguire «gli obblighi di adeguata verifica: … quando eseguono transazioni occasionali il cui importo sia pari o superiore ad euro 15.000, indipendentemente dal fatto che siano effettuate con una transazione unica o con più transazioni collegate».

    5. L’affermazione del magistrato Luca Tescaroli secondo la quale il Vaticano non avrebbe dato risposta alle rogatorie riguardanti il caso Banco Ambrosiano-Calvi non corrisponde a verità. In merito si precisa che la rogatoria del 2002 non risulta pervenuta in Vaticano. Anche all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, dopo una prima ricerca effettuata negli Archivi, la richiesta di rogatoria internazionale presentata dal Tribunale di Roma nel 2002 non risulta mai pervenuta. Alle altre due è stato fornito regolare riscontro, indirizzato all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. Come affermato nella Dichiarazione di ieri, la Santa Sede e le autorità del Vaticano hanno doverosamente cooperato con la magistratura e le altre autorità italiane e ciò risulta dalla documentazione accessibile agli ufficiali sia della Santa Sede sia della Repubblica Italiana.

    I fatti sopra descritti dimostrano che la presentazione compiuta nella menzionata trasmissione risulta parziale e non contribuisce ad avere un quadro obiettivo della realtà descritta.

  38. Marco De Rossi

    http://www.news.va/it/news/dichiarazione-della-sala-stampa-a-proposito-di-aff

    Dichiarazione della Sala Stampa a proposito di affermazioni infondate su IOR e AIF

    2012-02-09 Radio Vaticana

    “Una notevole mancanza di serietà”. Così una nota della Sala Stampa Vaticana in merito ad un articolo pubblicato sull’Unità che getta ombre sulla trasparenza dello I.O.R. (l’Istituto per le Opere di Religione) e dell’Autorità vaticana di Informazione Finanziaria (AIF). A tale proposito viene precisato che si tratta di “notizie vecchie” e “affermazioni infondate”; che c’è stata sempre cooperazione con le Autorità italiane ad ogni livello e che le stesse hanno definito “tempestiva ed esaustiva” l’azione di controllo su attività sospette. Un articolo “diffamatorio” che parla di incriminazione del Presidente dello I.O.R., Gotti Tedeschi, e del Direttore Generale, Paolo Cipriani. Né l’uno né l’altro – si precisa – sono mai stati incriminati.

    Di seguito la Nota integrale

    Dichiarazione della Sala Stampa a proposito di affermazioni infondate su IOR e AIF

    L’articolo di Angela Camuso pubblicato su l’Unità in data odierna, a p. 23, intitolato: “Riciclaggio, quattro preti indagati. I silenzi del Vaticano sui controlli”, rappresenta, purtroppo, una notevole mancanza di serietà di indagine da parte dell’Autrice.

    Anzitutto vanno fatte due osservazioni introduttive.

    1.Il titolo parla dei silenzi del Vaticano. Come si chiarirà più avanti, ciò è del tutto infondato: la Santa Sede e le autorità del Vaticano hanno doverosamente cooperato con la magistratura e le altre autorità italiane.

    2. Le accuse avanzate nell’articolo riprendono critiche ormai superate. Una ricerca in internet, anche rapida, degli scritti dell’Autrice dell’articolo dimostra che il suo pezzo odierno in nessun modo fa “notizia”. Si tratta, infatti, di accuse “riciclate” e che la giornalista, in passato, ha già pubblicato più volte. Rievocarle nuovamente non serve a renderle vere. Ci si chiede se l’articolo non costituisca una sorta di pubblicità per una trasmissione televisiva serale.
    Per quanto concerne il contenuto dell’articolo si precisa quanto segue.
    L’articolo presuppone che vi siano quattro sacerdoti – Emilio Messina, Salvatore Palumbo, Orazio Bonaccorsi ed Evaldo Biasini – che hanno utilizzato l’Istituto per le Opere di Religione (I.O.R.) per riciclare del denaro. L’accusa principale è che lo I.O.R. è stato coinvolto in un’attività illegale e non ha dato assistenza alle Autorità italiane che perseguivano queste persone.

    Ciò non è corretto.

    Anzitutto, l’articolo non riferisce che, a partire dagli anni 2006-2007, lo I.O.R. si è impegnato con determinazione nell’analisi dei conti e nella verifica dei suoi clienti per accertare e riferire l’eventuale esistenza di transazioni sospette. Questo impegno dello I.O.R. (che la stampa, curiosamente, sembra ignorare), inteso ad individuare transazioni sospette, anticipa di alcuni anni la stessa adozione della Legge N. CXXVII contro il riciclaggio, del 30 dicembre 2010, da parte dello Stato della Città del Vaticano.

    Inoltre, come è noto alle Autorità italiane, e come risulta dalla documentazione accessibile agli ufficiali sia della Santa Sede, sia della Repubblica Italiana, lo I.O.R. ha cooperato ripetutamente con le Autorità italiane ad ogni livello. Ciò è avvenuto, su richiesta, in ambito giudiziario fra Autorità specificamente competenti ed amministrativo da parte dello I.O.R. con le sue controparti italiane. Vale la pena di sottolineare che lo I.O.R. ha fornito informazioni, anche al di fuori dei canali formali, nel periodo precedente la costituzione dell’Autorità vaticana di Informazione Finanziaria (A.I.F.). La cooperazione del Direttore Generale dello I.O.R., Dott. Paolo Cipriani, è stata definita “tempestiva ed esaustiva” in documenti di funzionari italiani. Infatti, in uno dei casi, è stata proprio l’azione rapida del Dott. Cipriani a permettere la messa sotto accusa di una delle persone indicate.

    Dopo aver consultato l’A.I.F., si può anche precisare quanto segue:

    Non è vero che lo I.O.R. non abbia fornito informazioni all’A.I.F. sulle materie in questione.

    Non è vero che l’A.I.F. non abbia inoltrato queste informazione alla U.I.F. (Unità di Informazione Finanziaria italiana).

    Quanto a una delle persone menzionate nell’articolo, Mons. Messina, le Autorità italiane non hanno mai avanzato una richiesta all’A.I.F. Perciò sarebbe stato evidentemente impossibile per l’AIF “rispondere” alla sua controparte italiana.

    Tutti questi punti, relativi alle comunicazioni fra l’A.I.F. e la controparte italiana, risultano nei documenti conservati dall’A.I.F. con specifici numeri di protocollo.

    L’articolo, inoltre, non riferisce che una delle persone in esso menzionate – il Reverendo Bonaccorsi – il 6 giugno 2011 è stata dichiarata innocente, con sentenza confermata in appello.

    L’effetto, purtroppo diffamatorio, dell’articolo risulta dall’utilizzo del termine “incriminato”, in relazione al Presidente dello I.O.R., Prof. Ettore Gotti Tedeschi, e al Direttore Generale, Dott. Paolo Cipriani. Né l’uno né l’altro sono mai stati incriminati, ma piuttosto indagati.

  39. Marco De Rossi

    http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/cultura/2011/100q04a1.html

    L’Osservatore Romano 1 Maggio 2011

    Solo uomini nuovi cambieranno i vecchi strumenti

    È stato appena pubblicato l’Annale 2010 della Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci), dal titolo Un’economia per l’uomo. Ragioni dell’etica e provocazioni della fede, a cura di Luca Bilardo ed Emanuele Bordello (Roma, Edizioni Studium, 2011, pagine 199, euro 16). Pubblichiamo ampi stralci del contributo del presidente dell’Istituto per le opere di religione.

    di ETTORE GOTTI TEDESCHI

    È da quando ho ultimato gli studi universitari, nel 1971, che, alla fine di una crisi economica – e personalmente ne ho viste tante – viene proposta come soluzione l’imposizione di nuove regolamentazioni e di nuovi controlli. La crisi in questo modo diventa ancora più complessa: quando si è in difficoltà e si stabiliscono sistemi di controllo si irrigidisce tutto il sistema. Resta poi una domanda che non trova mai risposta: chi controlla i controllori? Non è lo strumento che fa marciare i processi, ma è l’uomo. Max Weber distinse, in modo opportunistico e machiavellico, l’etica personale della responsabilità dall’etica della convinzione. Secondo il sociologo tedesco vi è quindi un’etica di chi ha la responsabilità di un determinato settore e quella di chi ne è veramente convinto. Come è possibile avere la responsabilità e praticarla, se non si è convinti? Il convincimento, cioè il riferimento a qualcosa di forte, di stabile, di vero, è determinante per poter ottenere risultati. Non esiste l’etica degli strumenti, l’etica del mercato, l’etica del capitalismo: esiste un uomo che dà senso etico ad ogni comportamento.

    Le famiglie americane, a causa della crisi, hanno perso circa il 50 per cento dei propri investimenti, percentuale corrispondente al valore del crollo della ricchezza americana. Questo perché negli ultimi venticinque anni è stata gonfiata del 50 per cento tutta l’economia statunitense. Le famiglie hanno avuto il dimezzamento del valore della casa, dei risparmi, del fondo pensione, di fronte ora hanno un futuro fatto di debiti da pagare e di un alto rischio di disoccupazione.

    Perché si è dovuto gonfiare per oltre dieci anni il Pil della più grande economia del mondo? La risposta corretta non la si trova di frequente, ma il Papa la fornisce nell’enciclica Caritas in veritate: perché trent’anni fa il sistema del mondo occidentale (Stati Uniti, Canada, Europa e Giappone) ha smesso di fare figli.

    Quando si afferma che l’origine della crisi è nell’uso sbagliato di strumenti finanziari, nell’avidità dei banchieri o nella mancanza dei controlli si dicono falsità. Perché l’economia è stata costretta a espandere il credito senza controllarlo? Perché si era inceppata negli anni Ottanta la crescita economica, il Pil dei Paesi occidentali cresceva troppo poco ed era legato alla crescita zero della popolazione. Se la popolazione non cresce, non può crescere l’economia e quindi bisogna accontentarsi. Il mondo occidentale, ricco, avido di cose ed egoista, ha deciso di non accontentarsi e si è quindi inventata la crisi economica.

    Benedetto XVI salverà il mondo: lo farà perché sta proponendo un radicale cambiamento culturale per l’uomo. Leggendo l’introduzione alla Caritas in ventate, si coglie come il Papa rimandi al primo comandamento del Decalogo, distinguendo esplicitamente e implicitamente verità e libertà.

    Nella cultura dominante la libertà, che dall’Illuminismo si condisce con positivismo, relativismo, fino all’odierno nichilismo, precede la verità. L’uomo deve essere libero di trovare la verità, ma così facendo, non solo non la trova, ma la confonde con la libertà stessa. Benedetto XVI invece ribadisce che occorre cambiare gli uomini, e non gli strumenti. Saranno infatti gli uomini nuovi a cambiare gli strumenti vecchi. La verità precede la libertà e non esiste vera libertà responsabile che non si riferisca ad una verità assoluta. Il Papa distrugge il pensiero nichilista, che porta l’uomo ad essere un animale intelligente, il quale orienta il suo agire solo all’appagamento dei bisogni materiali.

    Se l’uomo infatti vivesse solo di questo genere di soddisfazioni oggi dovrebbe esultare, perché le conquiste della scienza e della tecnologia lo hanno portato a livelli mai raggiunti in passato. Se l’uomo è solo figlio del caos o del caso, quale dignità potrà mai pretendere? Quella di vivere il più a lungo possibile, magari senza malattie, ma nulla più. Il Papa può salvare l’uomo, nel senso che gli riapre gli occhi sulla sua reale dignità di Figlio di Dio.

    Gli strumenti, in generale, sono tutti neutri. Le grandi iniquità che sono state compiute nel mondo della finanza non sono dovute soltanto a cattive interpretazioni o applicazioni delle regole della finanza. In più occasioni anche i Governi hanno sostenuto l’infrazione di alcune regole. Gli abusi veri ci sono perché si è permesso che ci fossero, non perché mancavano le strutture di controllo. Esistono 23 boards, strutture di regolamentazione dei mercati finanziari, dal Financial stability board fino a quelle più periferiche che riguardano determinate aree geografiche. Un istituto finanziario oggi deve sottoporsi a 23 nuove regolamentazioni immediate con la minaccia di sanzioni fortissime.

    Queste regole c’erano anche prima, ma non sono mai state rispettate. È l’uomo infatti che deve crescere da un’etica di responsabilità ad una nella quale crede veramente in quello che compie. Ecco perché oggi si parla di emergenza educativa, perché c’è bisogno di essere formati.

    Nel sesto capitolo dalla Caritas in veritate troviamo un passaggio chiave, in modo diverso, ma con lo stesso spirito, già presente nella Sollicitudo rei socialis. Giovanni Paolo II si domandava come può l’uomo tecnologico, che cresce enormemente nella capacità di elaborare tecniche e strumenti sempre più sofisticati, gestire tali conoscenze nell’immaturità che lo caratterizza. Ancora una volta Benedetto XVI mette in guardia l’uomo del nostro tempo dalla deriva etica, la definitiva autonomia morale degli strumenti.

    1. Marco De Rossi:
      qule che dice Max weber p.es.della politica, in “La politica come professione”
      Si vive “di” politica quando si cerca di trarre da essa un guadagno, più o meno consistente; al contrario, quando si vive “per” la politica, non viene perseguito nessun secondo fine, né alcun tornaconto economico, essendo la politica la ragione d’essere della propria esistenza. Quest’ultima condizione, definita da Weber di “idealismo politico”, è attribuibile solo a quelle realtà sociali le quali non hanno alcun interesse a conservare il loro assetto economico ed amministrativo e ciò si verifica esclusivamente in epoche eccezionali e “rivoluzionarie.

      1. Gotti Tedeschi (e Alessandro cha ha studiato ve lo potrà confermare) mostra di non aver capito nulla di Max Weber.
        Sicuramente sarà un bravo banchiere, ma la fiolosofia si vede che non l’ha studiata o che non è la sua materia.

    1. Marco De Rossi

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html

      LETTERA ENCICLICA
      CARITAS IN VERITATE
      DEL SOMMO PONTEFICE
      BENEDETTO XVI
      AI VESCOVI
      AI PRESBITERI E AI DIACONI
      ALLE PERSONE CONSACRATE
      AI FEDELI LAICI
      E A TUTTI GLI UOMINI
      DI BUONA VOLONTÀ
      SULLO SVILUPPO UMANO INTEGRALE
      NELLA CARITÀ E NELLA VERITÀ

      …….
      CAPITOLO SESTO
      71. …..Lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello del bene comune. Sono necessarie sia la preparazione professionale sia la coerenza morale. Quando prevale l’assolutizzazione della tecnica si realizza una confusione fra fini e mezzi, l’imprenditore considererà come unico criterio d’azione il massimo profitto della produzione; il politico, il consolidamento del potere; lo scienziato, il risultato delle sue scoperte. Accade così che, spesso, sotto la rete dei rapporti economici, finanziari o politici, permangono incomprensioni, disagi e ingiustizie; i flussi delle conoscenze tecniche si moltiplicano, ma a beneficio dei loro proprietari, mentre la situazione reale delle popolazioni che vivono sotto e quasi sempre all’oscuro di questi flussi rimane immutata, senza reali possibilità di emancipazione.
      …..

  40. Marco De Rossi

    http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/29318.php?index=29318&po_date=08.06.2012&lang=it

    COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE , 08.06.2012

    La Santa Sede ha appreso con sorpresa e preoccupazione le recenti vicende in cui è stato coinvolto il Prof. Gotti Tedeschi. Ripone nell’autorità giudiziaria italiana la massima fiducia che le prerogative sovrane riconosciute alla Santa Sede dall’ordinamento internazionale siano adeguatamente vagliate e rispettate.

    La Santa Sede conferma inoltre la sua piena fiducia nelle persone che dedicano la loro opera con impegno e professionalità all’Istituto per le Opere di Religione e sta esaminando con la massima cura l’eventuale lesività delle circostanze, nei confronti dei diritti propri e dei suoi organi.

    Si ribadisce, infine, che la mozione di sfiducia adottata nei confronti del Prof. Gotti Tedeschi da parte del Consiglio di Sovrintendenza è stata fondata su motivi oggettivi, attinenti alla governance dell’Istituto, e non determinata da una presunta opposizione alla linea della trasparenza, che anzi sta a cuore alle Autorità della Santa Sede, come all’Istituto stesso.

  41. Da “il fatto quotidiano”:
    Complotto giudaico-massonico

    …Gotti Tedeschi ha scritto una lettera al cardinale Tarcisio Bertone per affermare una tesi che non nasconde anche nei colloqui con alti prelati e personaggi delle istituzioni italiane. Il presidente dello Ior (che teme per la sua vita) sa di avere i giorni contati alla presidenza dello Ior. Con Bertone e i suoi referenti in Curia punta il dito contro un complotto massonico che vorrebbe farlo fuori. Indica anche i nomi dei suoi presunti nemici. Tra questi personaggi molto influenti non solo in Vaticano, come il notaio Antonio Maria Marocco di Torino, che in realtà è molto vicino al cardinale Tarcisio Bertone da decenni. Il presidente dello Ior poi cita l’avvocato Michele Briamonte dello studio Grande Stevens, che sarebbe secondo lui vicino alla lobby ebraica perché è uno dei fondatori della camera di commercio italo-israeliana della quale per la verità fanno parte anche personaggi di primissimo piano della vita pubblica italiana. I rapporti sono tesi con Gotti Tedeschi da quando aveva fatto dichiarazioni imprudenti, secondo la Segreteria di Stato, con la Procura di Roma, ammettendo l’esistenza di conti cifrati nello Ior”

  42. Marco De Rossi

    “Il fatto quotidiano”, “Espresso”, “La Repubblica” … tutte fonti attendibilissime quando si tratta di Chiesa e Vaticano.
    Che poi andando a leggere le carte che giustificherebbero i loro articoli, dicono tutt’altro.
    Ma il gioco e’ fatto.
    Nel sentire popolare c’e’ gia’ una certa diffidenza in materia.
    Per cui con un bel titolone ed un articolo composto per l’occorrenza si ha garantita la tiratura per un po’.
    Anche quando i fatti smentiscono le ideologie ed i pregiudizi, tanto peggio per i fatti.
    Allora lascio la parola a chi ci vive davvero dentro il Vaticano.

    http://www.news.va/it/news/le-carte-rubate-del-papa

    Le carte rubate del Papa

    2012-05-29 L’Osservatore Romano

    Amarezza e dispiacere per quanto è accaduto negli ultimi giorni in Vaticano, ma anche determinazione e fiducia nell’affrontare una situazione francamente difficile. Sono questi i sentimenti che si avvertono nel sostituto della Segreteria di Stato — l’arcivescovo Angelo Becciu, che per il suo ufficio ogni giorno lavora a stretto contatto con il Pontefice — durante un colloquio con «L’Osservatore Romano» sul tema che attira l’attenzione di moltissimi media in tutto il mondo, e cioè l’arresto, il 23 maggio scorso, di Paolo Gabriele, aiutante di camera di Benedetto XVI, per il possesso di un gran numero di documenti riservati appartenenti al Papa. Cosa dire dello stato d’animo di chi lavora nella Santa Sede? «Con le persone incontrate in queste ore — risponde il sostituto — ci siamo guardati negli occhi e certo vi ho letto sconcerto e preoccupazione, ma ho visto anche decisione nel continuare il servizio silenzioso e fedele verso il Papa». Un atteggiamento che si respira ogni giorno nella vita degli uffici della Santa Sede e del piccolo mondo vaticano, ma che ovviamente non fa notizia nel diluvio mediatico scatenatosi a seguito dei gravi e per molti versi sconcertanti fatti di questi giorni. In questo contesto, monsignor Becciu misura con attenzione le parole per sottolineare «l’esito positivo» dell’indagine, anche se si tratta di un esito amaro. Le reazioni in tutto il mondo, poi, per un verso giustificate, dall’altro «preoccupano e rattristano per le modalità dell’informazione, che scatenano fantasie senza alcuna rispondenza nella realtà».

    Si poteva reagire con più rapidità e completezza?

    Vi è stato, vi è e vi sarà un rispetto rigoroso delle persone e delle procedure previste dalle leggi vaticane. Non appena accertato il fatto, il 25 maggio la Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso la notizia, anche se è stato uno choc per tutti e questo ha creato un po’ di smarrimento. Del resto l’indagine è ancora in corso.

    Come ha trovato Benedetto XVI?

    Addolorato. Perché, stando a quanto sinora si è potuto appurare, qualcuno a lui vicino sembra responsabile di comportamenti ingiustificabili sotto ogni profilo. Certo, prevale nel Papa la pietà per la persona coinvolta. Ma resta il fatto che l’atto da lui subito è brutale: Benedetto XVI ha visto pubblicate carte rubate dalla sua casa, carte che non sono semplice corrispondenza privata, bensì informazioni, riflessioni, manifestazioni di coscienza, anche sfoghi che ha ricevuto unicamente in ragione del proprio ministero. Per questo il Pontefice è particolarmente addolorato, anche per la violenza subita dagli autori delle lettere o degli scritti a lui indirizzati.

    Può formulare un giudizio su quanto avvenuto?

    Considero la pubblicazione delle lettere trafugate un atto immorale di inaudita gravità. Soprattutto, ripeto, perché non si tratta unicamente di una violazione, già in sé gravissima, della riservatezza alla quale chiunque avrebbe diritto, quanto di un vile oltraggio al rapporto di fiducia tra Benedetto XVI e chi si rivolge a lui, fosse anche per esprimere in coscienza delle proteste. Ragioniamo: non sono state semplicemente rubate delle carte al Papa, si è violentata la coscienza di chi a lui si rivolge come al vicario di Cristo, e si è attentato al ministero del successore dell’apostolo Pietro. In parecchi documenti pubblicati, ci si trova in un contesto che si presume di totale fiducia. Quando un cattolico parla al Romano Pontefice, è in dovere di aprirsi come se fosse davanti a Dio, anche perché si sente garantito dalla assoluta riservatezza.

    Si è voluta giustificare la pubblicazione dei documenti in base a criteri di pulizia, trasparenza, riforma della Chiesa.

    I sofismi non portano molto lontano. I miei genitori mi hanno insegnato non solo a non rubare, ma a non accettare mai cose rubate da altri. Mi sembrano principi semplici, forse per qualcuno troppo semplici, ma certo è che quando qualcuno li perde di vista, facilmente smarrisce se stesso e porta anche altri alla rovina. Non vi può essere rinnovamento che calpesti la legge morale, magari in base al principio che il fine giustifica i mezzi, un principio che tra l’altro non è cristiano.

    E cosa rispondere a chi rivendica il diritto di cronaca?

    Penso che in questi giorni, da parte dei giornalisti, insieme al dovere di dare conto di quanto sta avvenendo, ci dovrebbe essere anche un sussulto etico, cioè il coraggio di una presa di distanza netta dall’iniziativa di un loro collega che non esito a definire criminosa. Un po’ di onestà intellettuale e di rispetto della più elementare etica professionale non farebbe certo male al mondo dell’informazione.

    Secondo diversi commenti le carte pubblicate rivelerebbero un mondo torbido all’interno della Chiesa, in particolare della Santa Sede.

    Dietro ad alcuni articoli mi pare di trovare un’ipocrisia di fondo. Da una parte si accusa il carattere assolutista e monarchico del governo centrale della Chiesa, dall’altra ci si scandalizza perché alcuni scrivendo al Papa esprimono idee o anche lamentele sull’organizzazione del governo stesso. Molti documenti pubblicati non rivelano lotte o vendette, ma quella libertà di pensiero che invece si rimprovera alla Chiesa di non permettere. Insomma, non siamo mummie, e i diversi punti di vista, persino le valutazioni contrastanti sono piuttosto normali. Se qualcuno si sente incompreso ha tutto il diritto di rivolgersi al Pontefice. Dov’è lo scandalo? Obbedienza non significa rinunciare ad avere un proprio giudizio, ma manifestare con sincerità e sino in fondo il proprio parere, per poi adeguarsi alla decisione del superiore. E non per calcolo, ma per adesione alla Chiesa voluta da Cristo. Sono elementi basilari della visione cattolica.

    Lotte, veleni, sospetti: è davvero così il Vaticano?

    Io quest’ambiente non lo percepisco e spiace che del Vaticano si abbia un’immagine tanto deformata. Ma questo ci deve far riflettere, e stimolare tutti noi a impegnarci a fondo per far trasparire una vita più improntata al Vangelo.

    Cosa dire insomma ai cattolici e a quanti guardano comunque con interesse alla Chiesa?

    Ho parlato del dolore di Benedetto XVI, ma devo dire che nel Papa non viene meno la serenità che lo porta a governare la Chiesa con determinazione e chiaroveggenza. Si sta per aprire a Milano l’incontro mondiale delle famiglie. Saranno giornate di festa dove si respirerà la gioia di essere Chiesa. Facciamo nostra la parabola evangelica che Papa Benedetto ci ha ricordato pochi giorni fa: il vento si abbatte sulla casa, ma questa non crollerà. Il Signore la sostiene e non vi saranno tempeste che potranno abbatterla.
    g.m.v.

  43. Marco De Rossi

    http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/lombardi-rogatorie-vaticano.aspx

    11 giugno 2012

    SANTA SEDE

    P. Lombardi: epocale cammino Ior verso la trasparenza finanziaria

    Il “cammino intrapreso dalla S.Sede per volontà del Papa” di adeguare le proprie attività economiche e le proprie norme a quelle di trasparenza finanziaria richieste a livello internazionale è un “fatto molto positivo, un cammino importante e epocale”. Lo ha detto padre Federico Lombardi, spiegando che i tempi del cammino non sono ancora chiari e che, di per sé non è necessario che il presidente dello Ior dimissionato, Gotti Tedeschi, sia sostituito prima della riunione di Moneyval di luglio.

    E’ UN MITO CHE VATICANO NON RISPONDA A ROGATORIE
    Una “rogatoria partita da Trapani in marzo è giunta in Vaticano il 9 maggio, la Segreteria di Stato l’ha ricevuta e passata al Tribunale”, sarà esaminata e si risponderà. Lo ha detto padre Federico Lombardi precisando che la rogatoria non ipotizza “né riciclaggio nè mafia”, ma “ammanchi nella diocesi di Trapani”. Bisogna “sfatare”, ha detto il gesuita “il mito che il Vaticano si rifiuti di rispondere a rogatorie, non è vero”.

    PAOLO GABRIELE NON E’ UN CAPRO ESPIATORIO
    “Mi sembra sia definitivamente chiaro che l’idea del capro espiatorio non risponda alla realtà”. Lo ha detto padre Federico Lombardi a proposito dell’arresto di Paolo Gabriele che, “finora resta unico indagato”. L’arresto, ha detto Lombardi, consente ulteriori inagini, “abbiamo trovato delle cose, ora cerchiamo e vogliamo capire, assolutamente non abbiamo trovato un capro espiatorio”.

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