Storia di un’avventura che non finirà mai: come conobbi Costanza Miriano.

Per festeggiare i cinque anni dall’uscita di “Sposati e sii sottomessa” ci concediamo un post che è un vero distillato d’affetto. Grazie, Francesco Natale, vero amico.

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di Francesco Natale

Come taluni di voi sanno, io mi porto fieramente dentro un quartino di Sangue Napoletano: mio Nonno Paterno, Pasqualino Natale (chi ride scioccamente per la festosità onomastica aspetti di sapere che sua Moglie si chiamava Natalia. Ecco), nacque a Capua.
Quindi da buon “guaglione”, più spesso “mariuolo”, indulgo ogni tanto nella millanteria di credito spavalda e nel dar sfoggio curriculare di conoscenze altolocate, famose, vip e vippissime.
Il punto è che io Costanza la conosco veramente. E ora vi racconto come è accaduto.
Bazzicavo estenuato per quella fucina di disagio mentale che si chiama Facebook.
In mezzo a pagine di gruppi Heavy Metal, sedicenni sfoggianti il taglio stile Viennetta Algida in testa, qualunquismi vari scritti rigorosamente col CAPS-LOCK in overdrive, “opinionisti” i cui “secondo me…” risultavano entusiasmanti quanto la vernice che asciuga su una panchina, FB si permette di suggerirmi l’amicizia con una tal Costanza Miriano. Gran bella Donna, per altro. Scorro il mouse sul suo profilo e, strabuzzando gli occhi, leggo il titolo del suo blog: “Sposati e sii sottomessa”. Inorridisco. E mi sale la ferocia. Continua a leggere “Storia di un’avventura che non finirà mai: come conobbi Costanza Miriano.”

La magia del «second wind»

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di Andreas Hofer

Senza la famiglia siamo indifesi di fronte allo Stato,
che nella nostra moderna situazione coincide con lo Stato Servile
.
(G. K. Chesterton)

È dunque legge il cosiddetto “divorzio breve”. Decretare la fine di un matrimonio ora avrà tempi più rapidi, procedure più snelle. È grande il giubilo di Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia. La nuova normativa, dichiara, «è un indubbio passo avanti di civiltà giuridica e sociale, in linea con i tempi e con gli ordinamenti degli altri paesi». È solidale con questo giudizio anche la vice presidente della Camera Marina Sereni, per la quale siamo indubbiamente di fronte a una «norma di civiltà». Continua a leggere “La magia del «second wind»”

Uomovivo alla Sapienza

Manifesto incontri extralight

Prima di raccontarvi cosa accadrà lungo il mese di ottobre (ormai alle porte), nell’università Sapienza, desideriamo ringraziare Costanza, che ci ospita in questo spazio divenuto familiare e caro a tanti: il buonumore e la sana ironia che qui si respirano ci mettono a nostro agio.

Siamo un gruppo di studenti e amici desiderosi di condividere la bellezza è la sorpresa che ci è venuta addosso (letteralmente) nell’incontro con Gilbert Keith Chesterton (che molti di voi, lo sappiamo, già apprezzano e conoscono a fondo).

A partire dal due di ottobre e per tutti i giovedì del mese, nella città universitaria della Sapienza Continua a leggere “Uomovivo alla Sapienza”

La natalità come salvaguardia della libertà

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di Andreas Hofer

Ogni bambino è di per sé simbolo e sacramento della libertà personale. È un nuovo libero arbitrio che si aggiunge ai liberi arbitri del mondo.

(G. K. Chesterton)

Distruggere la famiglia. È l’imperativo categorico che in ogni tempo ha animato le macchine totalitarie. (1)

Le ideologie sono vere e proprie agenzie di separazione familiare. Sempre, con ostinazione pari solo alla loro ferocia, hanno cercato di dare vita alla più assurda e innaturale delle astrazioni: il mito di un « individuo puro ». Nella realtà storica, infatti, non si dà un individuo assoluto: non esiste un essere emancipato da ogni legame, privo di relazione con qualche suo simile. Continua a leggere “La natalità come salvaguardia della libertà”

La «nuova tirannia» dal volto umano

di Andreas Hofer

L’oppio è ormai la religione dei popoli.
(Ennio Flaiano)

Mentre gli araldi dell’amore multiplo fanno passi da gigante, ci comunica Rodolfo Casadei su “Tempi”, Juan Manuel De Prada, un Chesterton spagnolo dalla penna tagliente e la mente lucida, non ha dubbi di sorta sulla sorte disumana che attende l’homo eroticus avvinghiato dalle spire del poliamore: sotto gli auspici luccicanti di una falsa promessa di liberazione s’avanza una «nuova tirannia» che De Prada, ispirandosi al celebre film dei fratelli Wachowski, battezza «Mátrix progre» («Matrix  progressista»).
Con vigore ed efficacia il Matrix ha ormai imposto una mentalità egemonica che sembra aver omologato gli schieramenti politici sotto l’egida del PC (Politicamente Corretto) e di un pensiero unico edonistico-relativistico. Continua a leggere “La «nuova tirannia» dal volto umano”

Poveri diavoli in cerca d’Autore

In seguito ai numerosi commenti e le controversie nate dall’articolo di Claudia Mancini su Halloween, Andres Hofer ci ha proposto questa riflessione che pubblichiamo molto volentieri.

di Andreas Hofer

In attesa che la vexata quaestio dei legami tra Halloween e il satanismo venga sciolta, vale a dire dimostrata (si ricordi che affirmanti incumbit probatio, l’onere della prova da sempre spetta agli accusatori), la dose di buon senso inoculataci da Claudia incoraggia ad abbozzare qualche ulteriore considerazione. continua a leggere

Ritorno al virile

Non immaginate che gioia ricevere questa bella riflessione di Andreas, che, oltre a mettermi un buonumore incoercibile al pensiero di quale intelligenza circola tra le nostre fila, mi conferma anche in quello che sto scrivendo nel mio libro dedicato agli uomini (per il quale, ammettiamolo serenamente, sto procedendo pressoché a caso). Grazie Andreas! 

C.M.

di Andreas Hofer

Anche oggi consueta scena di ordinaria, devastante indulgenza paterna nel corso della messa domenicale. La pietosa sceneggiata del solito Peter Pan di mezza età in pauroso deficit di assertività, intento a mercanteggiare, con tanto di sorriso beota stampato in volto, coi capricci e le manfrine infantili del figlioletto urlante mi ha consegnato una volta di più un’ineluttabile verità: sono tramontati da un pezzo i tempi in cui il duo kattoliko Papini-Giuliotti poteva permettersi di inneggiare all’«omo salvatico». continua a leggere

Il diritto della stupidità

Dopo la pubblicazione del post di ieri di Raffaella Frullone, si è sviluppato un interessante confronto tra alcuni commentatori sul tema della verità e del diritto. In particolare l’ultimo intervento di Andreas Hofer ci ha colpito molto e abbiamo pensato di metterlo in evidenza per continuare la discussione (trattandosi di un commento di risposta è stato leggermente modificato per dargli un tono generale ).

Partiamo da un concetto di verità “ipotetico” largamente diffuso:  in base a un simile criterio non si è in grado di stabilire se una rivendicazione sia illegittima o meno, dunque volens nolens bisogna accettarle tutte. continua a leggere

I figli peluche

di Costanza Miriano

Le sto ancora aspettando. Adesso arriveranno, mi dico. Sicuramente le faranno.

Senza dubbio le femministe organizzeranno delle manifestazioni di piazza contro l’uso del corpo delle donne. I giornali leveranno gli scudi, gli editorialisti faranno sentire le loro voci indignate e piene di compassione, contro questa cattiveria che si fa alle donne. No, non a quelle fotografate in pose discinte per vendere qualcosa, che non è niente in confronto. E neanche a quelle che si vendono al piacere degli uomini.

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Porca Svizzera, mi hanno presa!

 

La notizia è del tutto inspiegabile. Non ci sono motivazioni plausibili, logiche. Devo vederci chiaro.

Dunque. E’ successo questo. Mia sorella una settimana fa al bar bevendo il cappuccino sfoglia il Messaggero e legge una notizia che può interessare me, che in teoria sarei una giornalista, e dovrei stare sulla notizia, e avere una panorama serio, organico ed equilibrato di tutto ciò che succede intorno a me, non scoprire ogni volta per sbaglio che è scoppiata una guerra.

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Grazie a Dio non sono adolescente

 

Da adolescenti essere maschi e femmine significa vivere non su due pianeti, come da adulti, ma su due universi mai in nessun momento collidenti. Ne ho avuta l’ennesima conferma vedendo ieri in anteprima europea il film Il diario di una schiappa, tratto dall’omonimo libro di Jeff Kinney. Anzi dal primo dei quattro (più due) volumi che in casa mia si leggono, si rileggono e si venerano con devozione religiosa. Il signor Kinney fra parentesi ha venduto una quarantina di milioni di copie con i suoi esilaranti volumi (ma nonostante sia miliardario si è tenuto la mia penna da tre euro, ieri mattina, adesso che ci penso), mantenendo la sua aria da bambinone, quella che caratterizza quasi tutti gli americani che conosco.

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