È la famiglia a essere invisibile

di Costanza Miriano

“Tiziano Ferro risponde al ministro contro le famiglie arcobaleno” – dice Vanity Fair – e chiede “solo di non essere invisibile”.

Allora. Innanzitutto il ministro Fontana non è contro le famiglie con due persone dello stesso sesso, solo, a una domanda fattagli al volo al telefono da una collega, ha semplicemente chiarito un dato di fatto: le famiglie “arcobaleno” (in realtà monocolore) non esistono perché neppure la legge Cirinnà osa definire famiglie due uomini e due donne che non possono generare la vita – li chiama “specifica formazione sociale ” – e non esistono neanche nella nostra legislazione perché le persone possono fare tutto quello che vogliono in privato ma non possono legalmente comprare bambini, affittare uteri e dichiararsi padri o madri di figli che non sono i loro (come non lo può fare nessuna persona anche eterosessuale che non sia unita stabilmente a una dell’altro sesso, e che non abbia superato un lungo iter grazie al quale un magistrato lo abbia valutato idoneo, e uno dei criteri di buon senso è che un bambino sia affidato a un padre e a una madre).

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Il triste mercato della maternità moderna

CONVEGNO : IL TRISTE MERCATO DELLA MATERNITA’ MODERNA

Biblioteca Ambrosiana, Milano,

Giovedi’ 28 Settembre 2017,

ore 15-18.30

CORE cerchera’ di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla realta’ dei vari aspetti della riproduzione assistita – in particolare
la compra-vendita di ovuli e sperma, e l’affitto di utero – secondo prospettive nuove che saranno trattate da esperti di vari
ambiti. Continua a leggere “Il triste mercato della maternità moderna”

Farsi chiamare “padre” per legge per negare la realtà

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di Costanza Miriano

Vorrei tanto capire cosa ha spinto i giudici di Trento che hanno deciso di sentenziare, ignorando un estenuante dibattito parlamentare, ignorando le due più grandi manifestazioni di piazza degli ultimi anni in Italia, ignorando, quello che è più grave, il fatto che non esiste una legge in Italia che autorizzi la stepchild adoption. Si sono infilati, immagino – non sono una giurista – in un silenzio della legge, un vuoto legislativo, come si dice, con un meccanismo – la modifica delle leggi per via giurisprudenziale – che noi popolo del family day avevamo previsto. Abbiamo provato a denunciarlo prima che succedesse, e ci siamo presi gli insulti, siamo stati derisi dai media mainstreaming, ignorati da tutti, compresa gran parte della gerarchia della Chiesa italiana, con alcuni sacerdoti e vescovi e leader di movimenti che dicevano che sì, una regolamentazione ci vuole, “alla fine anche loro hanno diritto a volersi bene”. Continua a leggere “Farsi chiamare “padre” per legge per negare la realtà”

Ricky Martin vuole “avere” una bambina. Ma si sapeva già. La sorpresa di Trump

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di Raffaella Frullone

“Mi sposerò e *avrò* una bambina”. Così titolava Rtl 102.5 divulgando l’intervista al superospite della prima serata del Festival. Ma guarda che combinazione, sono finiti a parlare di utero in affitto. Ovviamente non era preparato no, è stato semplicemente un caso. In effetti sono stati i conduttori a fargli la domanda“Come stanno i tuoi figli?”, la classica domanda che si fa in un’intervista di sei-minuti-sei, a un ospite internazionale prima di salire sul palco dell’Ariston, certamente la faranno anche a Robbie Williams e Keanu Reeves. Comunque i bambini stanno bene, ha detto Ricky Martin che poi ha aggiunto “Ne voglio di più, voglio una bambina”. Continua a leggere “Ricky Martin vuole “avere” una bambina. Ma si sapeva già. La sorpresa di Trump”

UCM Umanità Culturalmente Modificata

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di Costanza Miriano

Sono stata a un istruttivo corso di aggiornamento dell’Ordine dei giornalisti – sono obbligatori, che non si pensi che io sia così coscienziosa – tenuto da Monica Cirinnà, chiamata a parlare della sua legge. È stato istruttivo non perché ci fosse qualcosa che non sapessi già (ho letto del tema fino alla nausea), ma perché ho avuto conferma del fatto che il vero obiettivo della legge sulle unioni civili era e rimane un cambiamento di mentalità, di costume. Un cambiamento che procederà, o meglio, vorrebbe procedere anche più speditamente, e lo farà se vincerà il sì al referendum, cosa che secondo la senatrice trasformerebbe il congresso del PD direttamente in Parlamento, come ha detto in un’intervista a Gazebo (“il prossimo Parlamento, il prossimo congresso del Pd avrà il matrimonio egualitario in tutte le mozioni, dopo la riforma faremo la legge” ). Ovviamente è stata riproposta tutta la retorica delle povere persone con tendenza omosessuale impedite di vivere liberamente la loro vita, i loro sentimenti, l’amore, la felicità e via col linguaggio petaloso: “qual è stata la cosa più difficile, senatrice?” “coniugare sentimenti e diritti, cuore e codice”. Continua a leggere “UCM Umanità Culturalmente Modificata”

Thérèse Hargot: la nuova schiavitù della rivoluzione sessuale

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di Andreas Hofer

La cosa incantevole di questa giovane scrittrice, blogger, terapeuta e insegnante, è che le domande che pone sono sempre di più delle risposte che dà. Eppure queste sono molte, spesso spiazzanti, quasi sempre controtendenza: il “segreto”, per così dire, sta forse nella formazione filosofica della Hargot, che non approccia il sesso quale quintessenza e fine della vita umana, bensì come orizzonte privilegiato in cui si manifesta il mistero della persona umana. Continua a leggere “Thérèse Hargot: la nuova schiavitù della rivoluzione sessuale”

Gli adulti desiderano, gli adulti decidono

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di Costanza Miriano

Conosco purtroppo sempre più persone che soffrono per un doloroso desiderio di figli che non arrivano. Una mancanza, uno strazio persino, che a volte, immagino, toglie il fiato, soprattutto alle donne. La sensazione del tempo che passa, che rende mese dopo mese un po’ più lontana la speranza di un compimento, diventa una cappa. A volte accanto a queste donne ci sono uomini che riescono a convivere meglio con l’assenza, e hanno meno voglia di imbarcarsi nell’interminabile impresa dell’adozione (quando ci si occuperà seriamente di renderla più possibile?). Così gli anni passano, e ognuna di queste amiche, di questi miei amici ha dato la sua risposta al dolore e al vuoto. C’è chi diventa fecondo in altro modo, aiutando chi incontra ed è nel bisogno, chi invece investe sul lavoro, chi converte l’attesa in creatività, chi semplicemente non ci pensa più e convive abbastanza in pace con una zona buia nella sua vita, chi è nel lutto. Continua a leggere “Gli adulti desiderano, gli adulti decidono”