L’adozione non è un gioco

di autori vari

2016-04-05_234542

di Sangeetha Bonaiti

C’era una volta, 31 anni fa circa, una donna curva sul suo dolore. Quel dolore inspiegabile che prova solo chi sente che il momento che il figlio che porta  in grembo sta per nascere. Quella donna era mia madre…mi fece nascere in ospedale e poi morì. In India in quegli anni si moriva ancora per il parto. C’era una volta, circa un anno e mezzo dopo, una donna, italiana alla quale una telefonata dall’ India scombussolò la vita. Quella era mia mamma, la mia meravigliosa e unica mamma. C’era una volta, dopo circa trent’anni, una donna, una madre di tre bambini meravigliosi.

Tutti avevano soggiornato per nove mesi ciascuno nel suo grembo. E lì dentro era avvenuto il miracolo. E poi anche lei aveva provato quel dolore di chi sa che quei figli custoditi e curati dentro di lei sarebbero nati di lì a poco. C’è ora una donna, moglie e madre che pensa ancora a come sarebbe stato incontrare e conoscere la sua madre indiana. Quella donna che l’ ha portata in grembo a l’ha data alla luce! A lei sará grata per sempre. E poi c’è sua mamma adottiva. La vita a quella grande donna ha chiesto pazienza e fede. Si sposa. Desiderano dei figli e dopo 6 anni i figli ancora non arrivano. Niente! Nisba! Nada! Dolore, frustrazione, solitudine. Ma una luce, un amico comune che li sostiene e propone loro un cammino. “Non si adotta un figlio per una mancanza che vivete, ma per una sovrabbondanza”. “Non è il momento giusto per voi. Aprite la porta di casa e imparate ad accogliere chi ha bisogno.” .

I due, tristi, ma fiduciosi nell’amico, si coinvolgono nella vita che c’è intorno a loro, aiutano ragazzi a studiare, ospitano persone che hanno parenti ricoverati in ospedale, in casa loro. Aprono il cuore. Non sono più ripiegati sul loro dolore, ma vivono e sperimentano che esiste un modo di essere madre e padre di tutti quelli che incontrano! Finché tornano dal loro amico, raccontano quel che hanno vissuto e lui dice loro che sono pronti per adottare un bimbo!

E ora la donna che sta scrivendo e quella bimba che è in lei, pensa a quante volte (da quando ne ha coscienza) ha chiesto al Cielo perché mai sia stata lasciata sola, in quell’ospedale quando è nata…e chissà che bella che era sua madre e chissà cosa le piaceva fare. E chissà cosa ha provato quando quella bimba scalciava nella sua pancia! Perché quella sensazione che quando sei nata, per sfortunate circostanze, non sei potuta stare tra le braccia di tua madre e tuo padre ha scelto di lasciarti nelle mani delle ostetriche (forse per salvarti la vita!) nessuno e dico nessuno può toglierla di dosso. Rimane, anche se sembra che è superata lei torna, quando meno te lo aspetti, torna a farti compagnia. E neanche l’amore di una mamma ed un papà adottivi meravigliosi possono colmare quel piccolo, fragile senso di abbandono che hai dentro. L’adozione non è un gioco a chi salva un bimbo povero! È roba seria. La figlia adottiva che è in me si chiede: ma se per me è una ferita la mia storia così com’è andata, per quei bimbi che vengono da madri che hanno prestato il loro grembo x crescerli e poi li hanno dovuti lasciare nelle braccia di altri genitori (sulla quale capacità di amare o orientamento sessuale non voglio esprimere giudizi ora) che roba potrebbe essere? Perché cari genitori adottivi o quasi si può non dire la verità ad un figlio adottato, poi se magari è del tuo stesso colore di pelle, te la cavi che ti assomiglia pure, ma in quel figlio ci sarà sempre e dico sempre qualcosa di strano. Un piccolo tarlo, un tassello che non combacerá mai…e quella ferita tornerà a galla. La ferita di non poter essere stato anche solo per 5 minuti in braccio alla donna che ti ha tenuto nel grembo e non aver potuto sentire vicino a te quel battito del suo cuore che ha scandito il tempo per nove mesi. Lo chiamano utero in affitto perché forse madre in affitto faceva brutto o forse perché vogliono creare una certa surreale distanza tra madre e figlio. Ovviamente a parole perché nella realtà dei fatti questo legame determinerà per sempre la vita e la storia di ognuno di noi.

22 commenti to “L’adozione non è un gioco”

  1. Come sempre cio’ che facciamo puo’ essere santo o demoniaco. A ognuno di noi trovarsi dalla parte della Giustizia in ogni azione facciamo incluso addottare una persona. Paul

    • Come sempre siamo liberi! E come sempre c’è un Dio che ci è fedele da quando veniamo concepiti. Il cuore umano per tutto il male che fa ha sempre la possibilità di redimersi in Lui. Ed il Suo Amore può arrivare ad illuminare qualsiasi buio interiore, qualsiasi ferita e qualsiasi mancanza. Anche quella che questi bambini generati da uteri che hanno dovuto abbandonare (per condizioni volute e scelte da altri adulti) si portano dentro da sempre. Ciò che è impossibile all’uomo è possibile a Dio. Questo è ciò che mi permette di non soccombere alla tristezza e perdere la speranza nel futuro. Ed io continuo come posso a far compagnia a chi questa ferita se la porta dentro.

      • Gentile Signora Sangeetha Bonaiti,

        grazie della sua risposta che mostra una coscienza Cristiana fedele ed ubbidiente alla Catechesi che ci viene dal Magisterio Ufficiale della Chiesa Cattolica Romana.

        E’ sempre piu’ difficile, “specie nei dettagli” trovare cristiani fedeli all’Insegnamento integrale della Chiesa, ma sempre piu’ facile trovare cristiani del fai da te religione e dottrina a modo di razionalismo umano e coscienza personale.

        O se vogliamo: un dilagare sempre maggiore dell’apostasia, l’azione della forza del Male/satanica di trasformare la Chiesa in una Istituzione Sociale per distruggere a tal fine Cristo e la Sua Chiesa.

        Satana si serve di errori dottrinali da parte di ecclesiastici, non tutti, con mentalita’ d’ accettazione al secolarismo, modernismo, razionalimo materialista, teologia di liberazione, infedelta’ pratica al Magisterio Ufficiale della Chiesa per non attenersi integralmente ad essa e in spirito e in azione, ecumenismo ecclesiale in comunione di pensiero con il Mondo a forma democratica e facendo propaganda, a non finire, di tali distorsioni catechetiche/apostasia /eresie attraverso i mezzi di telecomunicazione di ogni specie.

        Non mi dilungo.

        “Vigiliamo e preghiamo per non cadere in tentazione”.

        Cordiali saluti, Paul

  2. Grazie per aver scritto queste parole…io sono una mamma adottiva e ogni volta che sento storie di bimbi nati da uteri in affitto non posso non pensare alla ferita e al dolore dei miei figli. E immagino che per questi bimbi sarà la stessa cosa, la stessa domanda: perchè mia mamma mi ha abbandonato? O forse peggio, perché a loro qualcuno forse un giorno racconterà che la loro mamma li ha abbandonati perchè pagata dai loro genitori…
    Non solo l’adozione non è un gioco….i figli non sono un gioco

  3. Sangeetha: grazie per questa condivisione. Mi hai fatto piangere, di sofferenza. Ma sono contenta di questo. Vorrei che piangessero in tanti, soprattutto quelli che intendono adottare un bambino… qualunque sesso e orientamento sessuale abbiano.

    Lancio un appello: chiedo preghiere per alcune situazioni molto pesanti e dolorose. Ne segnalo una sola ma sono tante:
    Samuele è un bimbo di 8 anni.ammalato di leucemia. Ieri ha avuto un ictus.
    Grazie di cuore a chi si unisce a me e altri!

  4. …non ci ho capito nulla! Chi era la mamma’ Chi era la figlia’ Chi era al telefono?

  5. …ho capito, pure te non hai capito!

    • Ci sono 3 mamme. La persona che scrive e le sue due mamme: quella naturale morta di parto e quella adottiva.

  6. Grazie Sangheeta della tua testimonianza, del dono che ci fai. Qualcosa del genere sul dolore dei figli adottati avevo scritto agganciandomi ad un post vecchio e che non c’entrava nulla. Chiedo scusa se lo scrivo di nuovo. Costanza dice che gli studi sulla serenità dei figli nati da utero in affitto sono troppo recenti perché si abbia un’opinione seria sul danno che si fa ai questi bambini. Tutto vero ma abbiamo tanta esperienza e studi sui figli adottivi… In carcere ho fatto esperienze che mi hanno lasciato il segno. Proprio quando la mamma adottiva aveva tanto amato e il ragazzo sapeva che la madre biologica l’aveva abbandonato, forse per incapacità, egli sognava, idealizzandolo, un rapporto con la sua “vera madre”. Poi ci sono le leggi sul diritto dei figli della provetta a conoscere i genitori biologici e le cause che hanno portato a fare queste leggi. Riguardo poi alla paternità maternità concetto antropologico, ricordo un libro letto in francese tanti anni fa, di due autori americani sulla neuropsicologia, cioè sulla preconfigurazione neurologica del maschio e della femmina umani e le loro conseguenze sulla psicologia. I rilievi sul campo visivo, sulla misura delle distanze, sulla sensibilità dell’epidermide, sui centri del linguaggio, ecc. sono tutti veri e facilmente constatabili da chiunque nella vita comune. Questi autori non parlavano di Dio né di Creazione, e, anzi, ammettevano che l’evoluzione non è finita. eppure la loro conclusione era questa: la specializzazione che si è operata in milioni di anni tra il maschio e la femmina umani ha talmente conformato la nostra natura che pretendere di ignorarla o contraddirla perché da 50 anni si è operato una rivoluzione dei costumi è una vera follia e porterà solo danni all’umanità.
    fra’ Francesco Maria – Napoli

    • Fra Francesco Maria,

      non si proccupi/moci delle follie=degradazione morale del genere umano.

      Quando non piace piu’ al Padrone di Casa questo andazzo mondano di come vive l’Uomo pulisce la Faccia della Terra di nuovo e si ricomincia da capo: dopottuto la profezia che recitiamo giornalmente “venga il tuo Regno” deve concretizzarsi in realta’.

      La Pazienza virtu’ dei Forti.

      Come sicura protezione contro questi “imminenti” avvenimenti farsi trovare in grazia di Dio .

      Cordiali saluti, Paul

  7. Sono mamma di tre figli adottati in paesi diversi e a età diverse. Li amo con tutta me stessa e so che il nostro amore di genitori non basta per curare completamente il loro cuore ferito dal distacco dalla madre che li ha portati in grembo e presentati al mondo.Perché alimentare abbandoni a priori? Come è possibile?

  8. L’ha ribloggato su l'ovvio e l'evidentee ha commentato:
    “L’adozione non è un gioco a chi salva un bimbo povero! È roba seria. La figlia adottiva che è in me si chiede: ma se per me è una ferita la mia storia così com’è andata, per quei bimbi che vengono da madri che hanno prestato il loro grembo x crescerli e poi li hanno dovuti lasciare nelle braccia di altri genitori (sulla quale capacità di amare o orientamento sessuale non voglio esprimere giudizi ora) che roba potrebbe essere? Perché cari genitori adottivi o quasi si può non dire la verità ad un figlio adottato, poi se magari è del tuo stesso colore di pelle, te la cavi che ti assomiglia pure, ma in quel figlio ci sarà sempre e dico sempre qualcosa di strano. Un piccolo tarlo, un tassello che non combacerá mai…e quella ferita tornerà a galla. La ferita di non poter essere stato anche solo per 5 minuti in braccio alla donna che ti ha tenuto nel grembo e non aver potuto sentire vicino a te quel battito del suo cuore che ha scandito il tempo per nove mesi. Lo chiamano utero in affitto perché forse madre in affitto faceva brutto o forse perché vogliono creare una certa surreale distanza tra madre e figlio. Ovviamente a parole perché nella realtà dei fatti questo legame determinerà per sempre la vita e la storia di ognuno di noi.”

  9. invece,quest’altro tipo di “adozione” pare sia un gioco.
    soprattutto il gioco diventa una beffa:

    “la croce” del 6-4-2016 p.1

    È stata definitivamente assolta una coppia napoletana che ha fatto ricorso all’utero in affitto in
    Ucraina secondo il principio, affermato per la prima volta nella giurisprudenza italiana, per cui l’utilizzo
    della maternità surrogata in una nazione in cui essa è legale non comporta gli effetti previsti in Italia
    dalla legge 40. Affittare un utero italiano è reato, punibile con 2 anni di carcere e 1 milione di multa.

    alle sentenza di ieri della Cassazione
    che esplicitamente afferma che l’utero in affitto
    italiano è reato, quello ucraino è bene accetto.
    Tenete presente che nel novembre 2014 la stessa
    Corte di Cassazione aveva sentenziato in modo
    diametralmente opposto. Cosa significa questo?

    Che in quattordici mesi si è ribaltato il mondo. In
    un annetto quel che era inaccettabile è diventato
    immediatamente adottabile dal nostro ordinamento
    senza neanche passare da una discussione
    su quella legge 40 che ancora oggi afferma
    che il ricorso all’utero in affitto è punito con
    due anni di galera e un milione di euro di multa.

    prosit

    • …chiunque abbia un minimo di esperienza di cose giuridiche sa che
      le sentenze sono sucettibili di cambiamenti.
      Non credo che la Cassazione “esplicitamente” affermi che l’utero ucraino è ben
      accetto. Dire questo è fare un’operazione di basso giornalismo (come si è soliti dire).

  10. a Paul Candiago. Lasciamo perdere il non preoccuparsi che ci pensa il Padrone. Certo tutto è nelle sue mani e noi però siamo i suoi servi che devono servire. Ma il mio intento era un altro. A me almeno, convince il fatto che se non possiamo o non vogliamo parlare di Natura (creata o meno) possiamo parlare scientificamente di Storia, Storia dell’evoluzione in questo caso. Non bastano 50 anni di cambiamento di costume, una ideologia, una sentenza di tribunale per determinare ciò che è paternità e maternità.

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