Il sassolino covid nell’ingranaggio dell’utero in affitto

di Costanza Miriano

Quando mi hanno raccontato che a causa dell’emergenza Covid e della chiusura delle frontiere dell’Ucraina 46 bambini partoriti da uteri in affitto erano stati lasciati in un albergo in attesa che i committenti venissero a ritirarli ho pensato: beh, almeno una cosa buona questo virus l’ha fatta. Ha permesso che i bambini restassero con le loro mamme. Che venissero allattati al seno almeno questi mesi. Che qualcuno parlasse loro con la voce che avevano sentito da dentro per nove mesi. Che si addormentassero appoggiati con la testa sul cuore il cui battito avevano imparato a memoria.

Invece quando ho visto il video,  ve lo assicuro, mi sono sentita morire. 46 neonati messi uno accanto all’altro, in fila, in cullette di plastica, nella hall di un albergo, l’hotel Venezia a Kiev, piangono disperati. Poi arriva il volto calmo (dovrebbe essere rassicurante ma a me sembra gelido) dell’amministratrice dell’albergo che dice che i neonati sono monitorati dalle baby sitter, e che i genitori possono stare tranquilli.

Devo dire che il video ufficiale della Biotexcom   mostra un’altra situazione: niente pianto disperato dei bambini, tutto pare sotto controllo, musica di carillon in sottofondo, ma per me è forse ancora più angosciante, perché chiunque ha avuto un neonato sa che i bambini NATURALMENTE piangono e vogliono la mamma. Vogliono che si parli con loro, che si canti, che li si sbaciucchi, che si affondi il naso nelle pieghe della loro pelle. Non vogliono un trattamento professionale o i grammi giusti del latte giusto, cosa che sicuramente verrà fatta con la massima cura e professionalità in quell’albergo. E comunque il costo del mantenimento dei bambini, assicura l’azienda, è stato ridotto da 50 a 25 euro al giorno (!).

Ma perché non li hanno lasciati con le mamme, almeno adesso?

Perché infliggere questo dolore che lascerà segni incancellabili nei bambini, privati dell’imprinting materno? Il perché lo sanno anche quelli della Biotexcom, la società che ha organizzato queste gravidanze di donne che ricevono un compenso e lasciano andare il proprio figlio a pochi minuti dalla nascita, spesso senza neanche vederlo. Il perchè è questo: “i bambini delle madri surrogate vengono portati via non appena nascono, per ridurre il rischio di attaccamento”, dice letteralmente il sito della Biotexcom. Lo sanno bene, dunque, cosa succede, tra un bambino e la mamma. Lo sa tutta la medicina moderna, che infatti favorisce il rooming in, cioè il fatto che il bambino stia nella stanza dove è ricoverata la mamma, da subito. Lo sa tutta la pediatria che favorisce l’allattamento al seno, e possibilmente a richiesta: quando il bambino lo chiede, la mamma lo attacca al seno. Non come avviene, necessariamente, nelle nursery, a orario fisso. In quel video terribile vediamo poche donne (infermiere professionali? Semplici baby sitter, come dice la signora dell’albergo?) alternarsi tra troppe culle.

Le viscere di ogni donna e uomo si spaccano a vedere una cosa simile. Monica Ricci Sargentini, del Corriere della Sera, una collega che si sta battendo tantissimo contro l’utero in affitto, riferisce che “ la Rete Italiana contro l’Utero in Affitto, che rappresenta diverse associazioni tra cui In Radice- per l’Inviolabilità del Corpo Femminile, RadFem Italia, Se Non Ora Quando Libere , Udi e Arcilesbica Nazionale, ha inviato una lettera all’ambasciatore italiano in Ucraina Davide La Cecilia e, per conoscenza al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in cui si chiede «di verificare le effettive condizioni di salute dei bambini e quanti e chi siano gli italiani clienti di Biotexcom e di altre cliniche». Le firmatarie ricordano che in Italia «la gestazione per altri o utero in affitto è un reato e chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con una multa da 600.000 a un milione di euro». Poi ha chiamato anche l’ambasciatore, e riferisce: “Chiamo l’ambasciatore italiano in Ucraina Davide La Cecilia per chiedergli se ha ricevuto la lettera della Rete contro l’utero in affitto sul caso dei 46 neonati stipati nella hall di un hotel a Kiev. Non mi lascia nemmeno parlare. Mi zittisce con un no comment. Io rispondo: scusi ma non sa nemmeno cosa voglio chiederle? Lui: va bene, mi dica. Non appena pronuncio la parola bambini dice nuovamente no comment e attacca. Alla faccia della diplomazia. Una reazione veramente scomposta che fa pensare”.

Gli amici di Decani  ci dicono che tra le coppie che non riescono ad andare a ritirare i bambini (mi dispiace di usare un linguaggio da merce…) “ci sono delle coppie italiane, undici da indiscrezioni di persone vicine alle Biotexcom, sette eterosessuali e quattro omosessuali. … L’avvocato della clinica, Denis Herman, sollecita attraverso email e lettere, tutti i clienti a rivolgersi ai Ministeri degli Esteri dei rispettivi Paesi, perché richiedano al Governo ucraino un permesso speciale in deroga alle regole del lockdown, per recarsi a ritirare i neonati. È un orrore senza fine, che ben conosciamo e che combattiamo ogni giorno nella nostra realtà di Kosovo e Metohija. A tal proposito abbiamo affidato a diversi parlamentari il testo di una interrogazione affinché si concentri la massima attenzione su questo caso, richiamando il Sig. Ambasciatore d’Italia in Ucraina, il dott. Davide La Cecilia a vigilare su questa vicenda e si ammonisca il Sig. Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio perché si astenga dal concedere qualsiasi tipo di permesso per venire incontro agli interessi di questa azienda. Come da comunicazione del sito, la Biotexcom, “vende” procedure sottese alla maternità surrogata, cioè bambini, per un importo compreso tra i 5.000 e i 15.000 euro. Impossibilitati a rimanere immobili di fronte a questa vera tragedia umana, oltre all’iniziativa parlamentare sopra riportata, abbiamo scritto una lettera sia al Metropolita Onufry della Chiesa Ortodossa Ucraina, che all’elemosiniere del Papa, S.E. Card. Konrad Krajewski, recentemente impegnato nell’aiuto alla comunità transgender di Torvaianica, per individuare qualsiasi azione che possa far cessare questa mercificazioni di innocenti, prendendosi cura dei bambini e delle povere madri, costrette a quest’abominio da una condizione di assoluto degrado morale, culturale e sociale”.

Insomma, l’utero in affitto è reato, e ci auguriamo che il governo non si renda complice, dando addirittura permessi in deroga alle severissime regole anti Covid per favorire gli spostamenti di chi ha fatto ricorso a questa pratica. La Biotexcom è solo una delle 48 società accreditate in Ucraina, e pare che ce ne siano anche di non autorizzate. E’ sconvolgente per me vedere il sito tradotto in italiano, e raggiungibile da tutti gli italiani, quindi promuovere sotto gli occhi di tutti una pratica che nel nostro paese è reato!

Piuttosto, cogliamo l’occasione di questa pandemia che ha inceppato il meccanismo, facciamo qualcosa di veramente umano. Non so come si possa decidere, sinceramente, perchè in molti casi si tratta di bambini che hanno almeno in parte il patrimonio genetico delle persone che hanno pagato la madre, e capisco sinceramente anche il loro dolore, e l’ansia di questo tempo. E’ difficile decidere proprio perché si sta cercando di violare la natura. Vorrei dire che il nostro governo dovrebbe lasciare quei bambini alle madri che li hanno partoriti, magari aiutandole economicamente a crescerli, ma capisco che sto sognando, e che non è una questione di facile soluzione.  Ma, almeno, se siamo umani, non dico brave persone ma esseri umani, che questo ingranaggio rotto sia l’occasione per dire MAI PIÙ UTERO IN AFFITTO.

 

leggi anche: Diamo una mamma ai bambini di Kiev
di Eugenia Roccella

45 pensieri su “Il sassolino covid nell’ingranaggio dell’utero in affitto

  1. Quello che veramente mi fa paura è la calma e la professionalità con cui questa “azienda” espone il problema. Disumano!.
    E’ il momento di rilanciare lo slogan #Torniamo umani.
    Ma dubito che quelli che lo utilizzavano per agli immigrati ora lo possano lanciare anche contro chi considera dei neonati come una merce, rimasta ferma in magazzino! 😦

    1. Lucia

      Cara Costanza so che molti avevano gioito perche il lockdown intralciava la ” consegna” di questi bambini e anche l ‘ aborto e l ‘ eutanasia , ma e ovvio che adesso tutto tornera come prima e secondo me andra anche peggio .Non mi meraviglierei se il governo Conte mandera a prendere questi bambini quanto prima , questo governo e di estrema sinistra e sa che avendo garantito al vaticano la regolarizzazione di 500 mila disperati e illusi dell’ Africa e dell ‘ Asia che non sono riusciti a raggiungere il nord- Europa potra fare tutto cio che vorra senza che nessuno , si opporra .Le Messe tolte e concesse sono solo un assaggio .Il fatto e che l ‘ utero in affitto viene considerato da sempre piu persone come un diritto ormai acquisito.In Francia ormai e stato sancito il diritto alla gravidanza per tutti e di certo in Italia non si vorra restare indietro.Che squallore……

  2. Fabio

    In che abisso siamo finiti!
    Pratiche degne del peggior medico nazista, vengono sdoganate come legittimi desideri di maternità …
    Ma quanta pazienza avrà ancora il nostro Creatore? Nemmeno questa epidemia ci insegna qualcosa? Grazie Costanza per questo articolo.

  3. Valeria Maria Monica

    Se esistesse giuridicamente la possibilità di riconoscere almeno a una parte di quei bambini la riconducibilità a una cittadinanza italiana, sarebbe bello se quei bambini fossero portati in Italia e dati in adozione alle famiglie già giudicate idonee alla adozione e in lista d’attesa: la situazione si risolverebbe subito, quei bambini troverebbero subito le braccia di una mamma e di un papà, e non mancherebbe loro nulla per una crescita serena.
    Credo che i diritti di chi li ha “commissionati”, compiendo un reato e una azione in sé umanamente terribile, non possano essere considerati meritevoli di tutela giuridica ai sensi del nostro ordinamento (che già del resto prevede la perdita della patria potestà sui figli come pena accessoria per alcuni reati).
    Temo però che, in assenza della iscrizione all’anagrafe dei bambini da parte dei clienti della clinica, iscrizione che immagino avrebbe dovuto avvenire dopo il rientro in Italia, (anche se, mi chiedo, sulla base di quali false dichiarazioni?) non esista una possibilità di affermare la cittadinanza italiana di quei bimbi.
    A meno che la clinica non collaborasse, (pagandola, ovviamente), e il governo concedesse a quei bimbi una sorta di cittadinanza onoraria, come avvenne per Alfie Evans…
    Si, vabbè. Sogni. Farneticazioni.
    Ma che accadrà se la situazione non si sblocca presto? In che limbo finiranno quei bambini?
    Una cosa è certa: il modo in cui verrà gestita questa vicenda creerà inevitabilmente un precedente.

    1. Francesco Paolo Vatti

      Valeria Maria Monica, purtroppo di precedenti ce ne sono già tanti. Non mi risulta che i famosi che hanno comprato figli in Italia abbiano visto le cose andare diversamente da come le avevano progettate….

  4. Ale

    Grazie per questo articolo. Si tratta di una pratica davvero terribile. Purtroppo è anche una di quelle situazioni in cui la natura viene talmente forzata e compromessa che non è facile trovare soluzioni accettabili per proteggere quei poveri bambini. Costanza, tu dici che bisognerebbe lasciarli alle madri che li hanno partoriti… Purtroppo, e lo dico con infinita tristezza, molto spesso queste stesse donne non accetterebbero una soluzione simile e non vorrebbero tenerseli. Quando vivevo negli USA ho conosciuto una donna che aveva fatto da madre “surrogata” come dicevano lì…era incredibile la freddezza con cui riusciva a parlare del bambino che pure stava portando in grembo. Sin dall’inizio, queste donne sanno che il bambino non è il loro e si impediscono l’attaccamento. È tutto raccapricciante… Se penso a come sin dal grembo materno questi poveri bambini ricevano un messaggio di “rifiuto”… Da mamma, mi si spezza il cuore.

  5. Ale

    In alcuni paesi si può fare un certificato di nascita lasciando fuori il nome della partoriente, se questa dichiara di non essere la madre biologica, e inserendo invece sul certificato della “madre biologica” (ossia la donatrice dell’ovulo). Quindi la donna torna in Italia col bambino e il certificato estero che attesta che lei è la madre, come se lo avesse partorito lì. E voilà, il gioco è fatto, si fa riconoscere il certificato estero dall’ordinamento italiano. Nessuno controlla nulla…

    1. Lumpy

      Cara Costanza,
      Condivido quello che ha scritto una lettrice sopra: la maggior parte delle madri surrogate non vorrebbe il bambino, anzi! Anche io -che ho vissuto non lontano da Kiev per un periodo, a causa del lavoro di mio marito- ho conosciuto donne che sono state surrogate e veramente non hanno alcun attaccamento. A volte per il bambino che portano in grembo hanno quasi astio , in quanto sanno che andrà a stare in famiglie molto benestanti, sarà viziato come un principino, avrà il meglio di tutto. La prospettiva che qualcosa vada storto e loro si ritrovino effettivamente a tenere quel bambino è la loro più grande paura, non il loro sogno. A volte capita che qualcosa con i committenti vada storto (esempio: la coppia si lascia), e in questo caso il bambino viene messo in orfanotrofio e la madre surrogata se ne disinteressa del tutto, anche se potrebbe contare sulla penale piuttosto elevata pagata dal committente, ma difficilmente lo fa. Ho sentito donne essere deluse perché erano state “prenotate” per una gravidanza gemellare, ma l’impianto non era riuscito ed era sopravvissuto solo un feto, e per questo avrebbero ricevuto meno soldi, ho sentito donne mentire sulla data dell’ultimo parto per poter avere un subito un’altra inseminazione ecc. insomma: in molti paesi “affittare il proprio utero” è diventato una sorta di lavoro come un altro e le donne si comportano col bambino con lo stesso distacco con cui un aiuto cuoco di un ristorante stellato prepara un piatto molto costoso da servire a ricchi clienti. È agghiacciante, lo so.

      1. Credo senz’altro a quello che scrive la Sig.ra Lumpy. L’umanità si abitua a tutto ed anche maternità surrogata, che anche a me fa orrore, diventerà prima o poi, un business accettato anche dai cattolici come “male minore”, perché il “diritto di avere o non avere figli” sarà sempre considerato prevalente rispetto a quello dei neonati. Dopotutto non c’è il filosofo australiano Singer (sostenuto anche da alcuni italiani) che si dichiara favorevole all’uccisione del neonato fino a 4 o 5 mesi di età, quando permangono le condizioni che avrebbero consentito l’aborto? Ma se si ammettono tranquillamente l’aborto e l’eutanasia, volete che non si ammetta la compravendita di gestazioni quando l’aspirante “madre” non vuole avere le seccature e le limitazioni di una gravidanza? E se qualcosa in quella gravidanza commissionata va storto, si fa abortire sena problemi la madre “ingaggiata2 per la bisogna. Poi dicono che il Covid 19 non è la punizione di Dio per i nostri misfatti …

      2. Lucia

        Cara Lumpy hai dimostrato che cio che ho letto in giro e vero.In Ucraina , Usa e nei Paesi occidentali dove l ‘ utero in affitto e legale le donne nella stragrande maggioranza dei casi lo vivono come un mestiere .Alcune lo fanno per poter avere una casa piu bella , negli Usa le studentesse che vogliono conseguire un master , oppure ad es le mogli dei miltari per poter offrire ai loro figli un futuro diverso e c ‘ e chi lo fa per sentirsi a loro dire generose e permettere a chi non puo avere figli di diventare genitori.Credo che Costanza Miriano sia rimasta un po indietro , forse ha presente i casi delle ” fattorie di bambini ” in Nigeria, Tailandia , India , dove in genere ad essere sottoposte a queste pratiche sono ragazze semianalfabete e poverissime , spesso costrette con la forza da qualche familiare avido.No , adesso nella maggioranza dei casi , almeno in Europa e America ,si tratta di donne laureate che semplicemente vogliono costruirsi una villa o avviarsi una carriera con un bel gruzzolo in banca .Tenersi i bambini ? Pura utopia .Credo che molti genitori ordinanti stiano gia partendo e mi aspetto ripeto che il governo italiano mandi un aereo a prendere i” nostri”.Buona giornata

        1. Ale

          Negli USA la signora che ho conosciuto personalmente aveva una situazione famigliare medioborghese del tutto normale, due figli, un marito e doppio reddito. Mi aveva detto che però lei e il marito avevano stipendi piuttosto bassi, grazie all’utero in affitto si sarebbero potuti permettere la ristrutturazione della casa e una bella vacanza. Visto che lei aveva avuto gravidanze molto facili e senza particolari fastidi, le sembrava valesse la pena. La “committente” era una professionista italiana. Alla signora surrogata fu richiesto di fare tutti i possibili accertamenti prenatali ( avrebbe abortito senza problemi in caso di anomalie fetali). La donna “acquirente” venne negli USA le ultime settimane prima del parto programmato e, in qualità di donatrice degli ovuli, si fece registrare in ospedale come unico “genitore biologico”. La partoriente dichiarò di non avere nessun legame con il bambino e la signora piemontese tornò in Italia con un neonato e un certificato di nascita americano in cui figurava solo il suo nome, come se le fosse semplicemente capitato di partorire mentre era in vacanza negli USA.

          La madre surrogata ebbe una forte depressione dopo, ma si rifiutava categoricamente di fare 2+2 e analizzare le radici del suo malessere… Mi disse che era forse perché era rimasta sovrappeso e non si accettava.

    1. Erica

      Parlo a nome di tutti i genitori adottivi Italiani ( io e mio marito compresi) che hanno scelto il percorso dell’adozione internazionale e che dopo anni di burocrazia ( perché la legalità è la principale tutela per i minori) e mesi di attesa ( noi abbiamo visto la prima foto di nostra figlia 11 mesi fa ) ad un passo dal prendere l’aereo ci siamo trovati bloccati da questa situazione. Abbiamo adottato legalmente e sapere che questa azienda e tutte le altre in Ucraina stanno suggerendo di contattare il ministero degli esteri ci riempie di rabbia , per farsi dare cosa? Corridoi umanitari? Per una pratica illegale in Italia? Questi bambini vanno messi in adozione SUBITO. Le donne che hanno affrontato la gestazione non hanno alcun interesse a curarli. L’unica cosa che gli rimarrà è la depressione post parto , i segni di una gravidanza e i soldi che hanno ricevuto per far fronte , senza ombra di dubbio , ad una situazione di disagio sociale e povertà in cui vivono che poi è lo stesso motivo che le spinge a farsi carico di un percorso così estremo. E quel che è peggio , che ancora una volta , i protagonisti di questo orrore sono i bambini , e loro subiranno i danni più gravi. Il governo Ucraino , che sta limitando le adozioni internazionali che poco business fanno , mentre incrementa l’eterologa perché la sì che c’è business va messo di fronte alle sue responsabilità. Deve attivarsi per portare questi bambini negli istituti o negli ospedali e inserirli nel circuito adottivo legale , altrimenti sarebbe uno schiaffo in faccia al sistema adottivo , che ruota attorno ad un principio fondamentale , la tutela del minore , che qui è ridotta ad un becero scambio di soldi e umanità perduta. Poi qualcuno ci deve spiegare come è possibile che dall’Italia , che rinnega ( per fortuna) questo tipo di genitorialità , partire in due e rientrare in tre . Quale documentazione legale viene presentata al momento del rimpatrio in Italia? Perché nel sistema adottivo la documentazione è tanta , tutta timbrata dalle autorità competenti , firmata in calce dai genitori , istituti , e non mi prolungo oltre perché è davvero immensa la documentazione. In questo caso? Fanno finta di averlo adottato?
      Allora penso che questa pandemia abbia da una parte ostacolato le procedure legali , per ovvie ragioni , dall’altra abbia fatto emergere un mondo orribile.
      In tutti i casi , nessuna di queste coppie Italiane dovrà partire . Pagheranno il mantenimento di questi bambini ( non riesco neppure a dire figli!) dall’Italia , verranno allo scoperto e faranno fronte a tutte le sanzioni previste dalla nostra legge , e in tutti i casi ci auguriamo, noi genitori adottivi , di poter partire presto , e che qualcuno ci presti attenzione , per abbracciare i nostri figli ,per cui abbiamo lottato per anni e che abbiamo adottato nel rispetto delle leggi italiane e internazionali.

      1. Lucia

        Cara Erica le auguro di avere al piu presto la gioia di abbracciare il suo bambino.Lei si chiede con che documentazione i genitori ” paganti ” si presentano .Da cio che so quando si avvicina la data del parto la coppia va in Ucraina e si fa consegnare il bambino dichiarandolo figlio della moglie ” ordinante” .La pandemia ha fatto saltare il giochino , ma l ‘ escamotage c ‘ e : dichiarare che il bambino e figlio di una relazione extraconiugale tra il marito italiano e la ragazza ucraina che ha rinunciato alla custodia del bambino et voila , sono gia sul volo di ritorno.Credo proprio che accadra questo, a meno che questa storia del video non faccia cambiare idea a chi di dovere al ministero degli esteri , ma gli italiani sono impegnati in altro e quindi…..
        Comunque per evitare casi simili in futuro secondo me le associazioni dei genitori adottivi dovrebbero alzare la voce altrimenti come afferma lei l’ adozione internazionale fra qualche anno sara un lontano ricordo.Buona giornata

  6. Silvana

    Non ci sono parole! Solo una grande tristezza. Ma ai bambini nessuno pensa più: davvero merce, giocattoli per soddisfare l’egoismo dell’uomo (se questo è un uomo)

  7. Michela

    Considerato che in Italia la pratica dell’utero in affitto è reato io mi domando come facciano le undici coppie italiane a far registrare i bambini alla anagrafe e fare riconoscere qui in Italia il rapporto di filiazione. Anche questo si dovrebbe indagare e verificare
    Michela

  8. Roberto C

    Quel video di puro merchandising è veramente raggellante e suscita una tristezza infinita, oltre che testimoniare quanto sia aberrante e disumana la pratica dell’utero in affitto e quant’altro. La nuda realtà schiaffata in faccia da quel video, è più eloquente di qualsiasi discorso per chi ha occhi per vedere.

  9. Lumpy

    Purtroppo, almeno per quanto riguarda i paesi dell’est (di cui appunto posso parlare per esperienza) bisogna un po’ rimuovere l’immagine edulcorata della mamma piangente a cui è stato strappato il figlio dal seno. Nella maggior parte dei casi si tratta di ragazze di 25 anni circa, col culto dell’occidente (e dell’america) e che hanno disperato bisogno di soldi non per mangiare, ma per sottoporsi a interventi di chirurgia estetica (per poi lanciarsi su internet come influencer o su siti di incontri nella speranza di farsi sposare da uomini occidentali e americani), oppure che vogliono frequentare costosi master in business o comprarsi un appartamento. Praticamente nessuna sarebbe stata disposta ad allattare e praticamente nessuna sviluppa attaccamento: fanno le surrogate perché è il modo più rapido per fare soldi e più sei giovane più ti pagano. Ma più sei giovane e – in molti casi- più sei imbottita di cultura televisiva, di internet americano col loro culto del LGBT e della famiglia arcobaleno, quindi le ragazze lo fanno convinte, sia per i soldi, sia nella speranza di farlo per una di quelle famiglie di beverly hills che tanto sognano. mi ricordo di aver parlato con una ragazza di 24 anni, completamente abbacinata dai “valori” dell’occidente, secondo cui il fatto stesso che in America esistessero donne talmente ricche da poter avere un figlio senza accollarsi le noie della gravidanza e il rischio di ingrassare, rappresentava il top della vita. Mi ricordo che lei stessa diceva di sperare – un giorno – di poter avere i suoi figli via surrogata (e lo diceva mentre era incita di un bambino su commissione!), proprio con la leggerezza con cui diceva di sperare di avere una borsetta di chanel. Perché il bambino via surrogata e la borsa firmata rappresentano per molte ragazze dell’est gli stessi segni esteriori di ricchezza e benessere. E li venerano. Insomma: se ora si andasse a bussare alla casa di quelle ragazze offrendo loro il bebè che sta in albergo, il 90% scoppierebbe a ridere e chiuderebbe la porta. La maggioranza dei contratti porta esplicitamente la clausola che IN NESSUN CASO il prodotto verrà lasciato alla madre, ma (attenzione!) sono le surrogate stesse a far inserire tale clausola e infatti si raccontano spaventate storie di quella amica o quell’altra che aveva firmato contratti privi di tale clausola e poi si era ritrovata un bambino in braccio ecc ecc – bambini che poi vengono immancabilmente lasciati all’orfanotrofio, perché le 24enni ucraine, proprio come la maggior parte delle nostre 24enni, un figlio non lo vuole proprio. La situazione delle madri surrogate è dunque complessa: se non si può negare che nel mondo esistano aree di sfruttamento, questo è pochissimo valido per l’est, dove per molte è l’occasione della vita e dietro un bambino surrogato vedono solo e essenzialmente soldi. Permettetemi di chiudere con una battuta un po’ spinta, ma efficace. La fece un collega di mio marito durante una cena in cui parlavamo appunto di questa agghiacciante situazione: portare un bambino alla surrogata e dirle “ora è tuo,crescilo” in molti casi equivarrebbe a portare un marito fedifrago dalla prostituta che frequenta abitualmente e dirle “ora è tuo, sposalo”. In entrambi i casi le donne sbatterebbero la porta in faccia dicendo “ma a me interessavano i soldi, non lui”.

    1. Lucia

      Cara Lumpy integro cio che affermi sull ‘ Europa dell ‘ Est e che vale anche per l ‘ America con la triste constatazione da cio che ho letto che adesso probabilmente cio sara vero , se gia non lo e , anche per le ragazze africane giunte in Europa .Ormai anche le associazioni antitratta ammettono che le ragazze e i ragazzi che vengono da li non sono piu i rapiti o gli illusi che hanno creduto alle fandonie dei loro schiavisti , no vengono gia sapendo che quasi sicuramente dovranno spacciare , rubare , prostituirsi e nel migliore ( per noi ) lavorare nei campi a 10 € al giorno .Un articolo di ‘ Associazioni amici di Lazzaro ” riportava che una nigeriana aveva detto ” Vabbe , mi dovro prostituire, ma se mi posso poi permettere di comprarmi un appartamento che male c ‘ e ? ” .Questa e la verita , adesso gli schiavi fanno a gara ad essere tali un po dappertutto.Infatti ho letto che adesso in giro per l ‘ Europa a fare le madri surrogate si sono aggiunte molte ex prostitute africane .Buona giornata

  10. Alessandro

    OT

    No, scusate, ma non posso tacere:

    http://www.iltimone.org/news-timone/lecito-insultare-la-giornalista-rai-non-sta-sinistra-caso-miriano/

    Minacce e insulti social i più spregevoli contro Costanza Miriano. Non lo sapevo, perché non sto sui social.

    Esprimo solidarietà a Costanza.

    Campioni e campionesse del femminismo zitte/i, ovviamente, perché tutte le donne sono uguali ma alcune sono più uguali delle altre.

    Che vengano a predersela coi maschi antifemministi come me, questi vigliacchi e vigliacche.

    E adesso scrivo qualche bella email a chi di dovere, a difesa di Costanza e di tutti coloro, maschi e femmine, che hanno ricevuto ricevono o riceveranno trattamento analogo a quello subìto da Miriano.

    Scusate l’OT, buona giornata a tutti.

    1. Silvia

      Non uso nemmeno io nessun social a grande diffusione…
      Non sapevo di questo attacco a Costanza e me ne addoloro molto.
      Stimo e ammiro Costanza per moltissime ragioni: in primis il coraggio che sempre dimostra in questi frangenti.
      Stamane a S.Marta, papa Francesco, commentando il bravo del vangelo di oggi Gv14,27-31, ha descritto bene il dono della pace che è dono del Signore, diversa da quella del mondo.
      “La pace di Gesù è gratuita, è un dono, è feconda, ti porta sempre avanti.
      La pace di Gesù ti mette in movimento, non ti isola , ti fa andare dagli altri, ti mette in comunicazione.
      La pace di Gesù è aperta al Paradiso per sé e per gli altri, è una pace che dà speranza, che crea comunità e che guarda la pace definitiva del Paradiso.”

      Credo proprio che Costanza abbia ricevuto questo dono e testimoni bene la forza ed il coraggio che promanano da questa Pace.
      Grazie cara Costanza per questa tua testimonianza: prego per te, condivido le tue opinioni e nel mio piccolo cerco di combattere la buona battaglia.
      Spero di poter tornare presto a pregare insieme in connessione Wi-FI ma anche solo a qualche metro di distanza l’una dall’altra.
      Grazie per tutto ciò che fai.

    2. Vale

      Siamo diretti al bipensiero obbligatorio.
      Nn so se si riuscirà a resistere senza essere penalizzati.
      Solidarietà a la sciura Miriano.

  11. Simonetta

    Cara Costanza non sono riuscita a finire il tuo articolo…ieri pensavo a quando avrebbero abolito la festa della mamma per non discriminare i mammi o per non offendere per qualche strampalato motivo. Oggi penso a tutti gli animalisti che pensano al benessere psicologico delle galline…ma perché non vanno a protestare? Mi chiedo fino a quando durerà la pazienza di Nostro Signore

  12. Pingback: Il lockdown fa saltare il mercato dell'utero in affitto

  13. Pingback: Nati da maternità surrogata e “stoccati” in un albergo di Kiev. Che ne sarà di loro? - Dino Valle

  14. Raffaella di Ciro

    Ho guardato il video su youtube della BioTexCom e sotto ci sono 51 commenti delle persone che hanno comprato, visto che in Italia è reato, non si possono rintracciare, e denunciare?

  15. Marina Umbra

    Con la nostra magistratura??,Verresti condannato tu.. Purtroppo il mondo cattolico con il furore di “far pace col mondo” ha abbandonato l umanità a Satana… Ora ci sarà bisogno di Martiri.. Di lacrime o di sangue…

    1. Francesco Paolo Vatti

      Il mondo cattolico siamo anche noi…
      Penso che la grande maggioranza dei cattolici siano contro questa barbarie, il problema è che siamo diventati pochissimi… Poi, effettivamente, ci sono quelli che non sono più sale del mondo, ma non credo che siano i più…

  16. Francesco Paolo Vatti

    Però c’è una cosa che proprio non capisco. Viviamo in una società iperfemminista, dove essere maschio, spesso, è colpa grave, se non c’è del dolo. Eppure, pratiche come questa, che trattano la donna che partorisce più da fattrice di una vacca, più da cosa che da essere, vengono criticate, almeno in Italia, per lo più dai cattolici e dalle persone di destra… Come mai le femministe accettano questa barbarie? Sento tanto spesso il Leitmotif “il corpo delle donne” o simili, eppure, mai come in questo caso si dovrebbe usare e non lo sento mai dire….
    Il mondo s’è capovolto!

    1. Lucia

      Signor Francesco Paolo e semplice: esiste un femminismo radicale estremo , un esponente e la boldrini che come dice lei : il corpo e mio e ne faccio cio che voglio , per cui se lo voglio affittare per soldi o per amicizia verso una coppia amica o un single perche non dovrei farlo? Lei temo si sbagli , molti cattolici adesso considerano l ‘ utero in affitto qualcosa di positivo o comunque qualcosa di meno grave che dire ad una nave ong straniera. , i vostri schiavi portateli nella vostra nazione .Ehe si tra le ragazze che sono sbarcate e poi si sono ritrovate nei bordelli del Nord- Europa ci sono secondo cio che ho letto anche quelle che poi hanno prestato il proprio utero .Buona giornata

      1. Francesco Paolo Vatti

        Gentile Sig.ra Lucia,
        Non nego che lei dica giusto, ma se c’è una cosa che mi pare umiliare proprio la femminilità (insieme all’umanità) è proprio questa triste pratica….
        Per quanto riguarda i cattolici, non so, personalmente non ne conosco di favorevoli all’utero in affitto, ma può darsi che il mio campione non sia statisticamente significativo… Però mi piacerebbe aver ragione!

    2. martam

      Salve. La sua sensazione è sbagliata . La battaglia contro l’utero in affitto è trasversale, come può vedere da questo link
      https://www.documentazione.info/le-femministe-di-tutto-il-mondo-contro-lutero-in-affitto
      Ovvio che noi cattolici la facciamo partendo da altri principi, ma non dobbiamo sempre credere di essere soli in certe battaglie.
      Purtroppo anche al nostro interno c’è chi tenta di farci credere che solo noi teniamo a certe cose, isolandoci e creando barriere anche verso chi invece, su singoli temi, potrebbe essere d’accordo con noi.

      1. admin @CostanzaMBlog

        infatti nell’articolo è scritto testualmente:
        la Rete Italiana contro l’Utero in Affitto, che rappresenta diverse associazioni tra cui In Radice- per l’Inviolabilità del Corpo Femminile, RadFem Italia, Se Non Ora Quando Libere , Udi e Arcilesbica Nazionale, ha inviato una lettera all’ambasciatore italiano in Ucraina…”

  17. Pingback: Il sassolino covid nell’ingranaggio dell’utero in affitto | Sopra La Notizia

  18. rosa

    Guardate un pò cosa blocca FB

    Questo commento viola i nostri Standard della community in materia di spam
    Aperto
    Cosa puoi fare
    Vedi le opzioni
    Scopri di più su questo commenti e vedi cosa puoi fare
    Attività

    Informazioni sul tuo commento
    oggi alle ore 15:36
    Il tuo commento non è visibile a nessun altro.
    RUA Resistenza all’Utero in Affitto Marina Terragni DALLA RETE ITALIANA CONTRO L’UTERO IN AFFITTO NUOVA LETTERA ALL’AMBASCIATORE D’ITALIA IN UCRAINA DAVIDE LA CECILIA (E PER CONOSCENZA AI MINISTRI DI MAIO, BONAFEDE, LAMORGESE) SULLA TRAGEDIA UMANITARIA DEI NEONATI DETENUTI NELLE CLINICHE UCRAINE CAUSA LOCKDOWN E SUI COMMITTENTI ITALIANI ALL’ AMBASCIATORE D’ITALIA IN UCRAINA DOTT. DAVIDE LA CECILIA e p/c AL MINISTRO DEGLI ESTERI DOTTOR LUIGI DI MAIO ALLA MINISTRA DELL’INTERNO DOTT. LUCIANA LAMORGESE AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA DOTT. ALFONSO BONAFEDE Gentile Ambasciatore La Cecilia, facendo seguito al suo cortese riscontro non possiamo che augurarci che le sue sollecitazioni alle autorità ucraine vadano a buon fine. Apprendiamo che il numero di quei bambini sarebbe ulteriormente cresciuto (oltre i 50) in seguito a nuove nascite. Apolidi, senza nome, privi di qualsivoglia tutela, in stato di abbandono, quelle bambine e quei bambini non possono essere più a lungo detenuti nelle mani di speculatori privati che non hanno alcun titolo, in violazione dei diritti umani più elementari. Chiediamo al governo italiano che si attivi in ogni modo per favorire un’immediata soluzione di questa tragica emergenza che fa inorridire il mondo intero. Da articoli di stampa (https://4w.pub/excess-babies/… ) apprendiamo addirittura che una parte dei committenti intenderebbe rinunciare al “ritiro” in quanto i bambini avrebbero già qualche settimana. Insomma, non sarebbero pù prodotti nuovi di zecca. Il governo ucraino è tenuto a farsi carico senza ulteriori indugi di quelle creature, anzitutto verificando la possibilità di affidamento alle madri che li hanno messe al mondo e/o in seconda battuta, individuando famiglie disposte a prendersene cura. Chiediamo inoltre che qualora – in seguito a eventuale sblocco delle frontiere – i bambini venissero portati in Italia, non si proceda in nessun caso a trascrizione automatica dell’atto di nascita registrato in Ucraina. In conformità con la legge vigente nel nostro Paese e con la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione -che ribadisce il superiore interesse del minore alla verità sulle proprie origini- all’anagrafe dovrà infatti essere trascritto solo il genitore biologico, ammesso che ve ne sia uno. Vi sono stati casi infatti in cui tra il bambino commissionato e i committenti non vi era alcun legame genetico. La vergogna della vicenda ucraina, con quelle immagini che lei stesso definisce “aberranti”, mette in luce tutta la disumanità e l’inaccettabilità della pratica dell’utero in affitto, eufemisticamente detta “gestazione per altri”. Sono centinaia le coppie italiane che ogni anno si rivolgono alle cliniche di Kiev, aggirando il divieto e le sanzioni previste dal nostro ordinamento. Allo scopo di porre fine a questa intollerabile “fraude à la loi”, com’è stata definita dalla Corte Costituzionale francese, chiediamo al Ministero di Grazia e Giustizia che il reato sia perseguibile anche qualora commesso all’estero –ovvero nella quasi-totalità dei casi- come avviene per altre fattispecie di reato a danni di minori, dalla pedofilia alla mutilazione dei genitali. Ringraziandola nuovamente per la sua attenzione, le inviamo i più cordiali saluti. RETE ITALIANA CONTRO L’UTERO IN AFFITTO In Radice- per l’Inviolabilità del Corpo Femminile, ArciLesbica Nazionale, ArciLesbica Modena, Arcidonna, Associazione Salute Donna, RadFem Italia, RUA-Resistenza all’Utero in Affitto, Se Non Ora Quando- Genova, Se Non Ora Quando-Libere, Trame, Protocollo Napoli, L’Agenda e i Luoghi delle Donne, Udi, Udi Napoli, I-Dee, Gli Stati Generali delle Donne, Women For Human Rights, Giù le mani dai bambini e dalle donne, One Billion Rising Napoli, Terra di Lei, Resistenza Femminista

  19. giuila

    Con le nuove norme mascherine fino al 31 luglio RAGAZZI!
    Hanno già DECISO come andrà indipendentemente da come andrà nella REALTà!

  20. luthien

    L’idea che l’epidemia e il confinamento , per il solo fatto di esserci stati e di essere stati vissuti rendano migliori i singoli ed una società e’ un ‘illusione! Temo piuttosto che alcuni fenomeni ,l’ aborto a domicilio ,per esempio, ma qnche l’utero in affitto subiranno un ‘accellerazione.
    La situazione di questi bambini suscita una rabbia ed una tristezza infinita,eppure sono stati voluti , desiderati , comprati come oggetti di lusso , e’ come se imparassero sin dal concepimento la legge del nostro mondo: i desideri sono diritti e tutto si puo’ comprare, basta avere denaro a sufficienza.
    Spesso si pensa che le donne che si prestano alla pratica dell’utero in affitto , siano sempre e comunque vittime, ma non sempre è così, le donne non sono tutte madonne e sono capaci di scegliere ciò che è male e di compierlo anche per motivi meschini .
    Alcune donne, ” si vendevano” nel passato, lo fanno anche ora , sia pure in un modo più sofisticato. Quindi non può stupire che le madri, talvolta, non abbiano o non si permettano di avere, né sviluppino sentimenti materni per il bambino che hanno portato in seno: in fin dei conti sono solo mezzi, per raggiungere un risultato.
    Temo, inoltre, che una parte del mondo cattolico nutra troppe illusioni nei confronti dei paesi dell’ Europa orientale, e’ vero si osserva un attaccamento alla fede , ma e’ anche arrivata, soprattutto tra le giovani generazioni, la cultura occidentale nella sua versione più” consumista, piu’ materialista .
    Siamo, in ultima analisi, davanti a a quel fenomeno che Giovanni Paolo II definiva struttura di peccato: tutti cooperano, in forme diverse al male , nessuno è veramente innocente, salvo i bambini

  21. Valeria Maria Monica

    Sono passati alcuni giorni. Non leggo in giro nessun aggiornamento su questa vicenda. Ho firmato la petizione di citizen go, ma sembra che di questa vicenda non parli nessuno.
    O forse sono io che non sono informata: qualcuno sa se ci sono stati sviluppi?
    Certo, se la fine sarà la peggiore possibile, se i bambini finiranno in un orfanatrofio, la società lo farà nel massimo riserbo.
    Altrettanto farà se i “clienti” riusciranno finalmente ad andare a ritirare la “merce”.
    Alla faccia della società della informazione globalizzata in tempo reale, di quei bambini non sapremo più nulla.

    1. giovi

      Valeria, credo che la fine peggiore possibile sia che i bambini commissionati finiscano nelle mani dei compratori, soprattutto se questi fossero due uomini !
      E purtroppo credo che l’investimento dovrà fruttare e finirà proprio così.

  22. Lucia

    Cara Valeria Maria Monica secondo un articolo di 2 giorni fa di Acistampa i bambini erano ancora nell ‘ hotel , ma non facciamoci illusioni le frontiere fra pochi giorni riapriranno e i genitori ordinanti li andranno a prendere .Buonaserata

I commenti sono chiusi.