“Virtù, amore, opinione, scienza, coscienza, tutto divenne commercio”. La sorprendente visione di Karl Marx

di autori vari

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” (…).
Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevavano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio, di traffico e poteva essere alienato; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate – virtù, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. – tutto divenne commercio.
È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà, morale e fisica, divenuta valore venale, viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore”.

Karl Marx (Miseria della filosofia)

18 Responses to ““Virtù, amore, opinione, scienza, coscienza, tutto divenne commercio”. La sorprendente visione di Karl Marx”

  1. Sembra che dal passato non siamo stati capaci di imparare nulla!
    Quanta miseria e squallore e dolore

  2. Se facessero leggere Marx, ma anche Hegel e Kant, nei seminari e nelle scuole cattoliche e cristiane insieme alle altre letture ci sarebbe la rivoluzione.

  3. beh,d’altronde sapeva bene che si compra e si vende o svende tutto : dopo essersi fatto spedire come un pacco postale dalla famiglia nobile di sua moglie, una von westphalen, devota e gelosa ( che gli diede 7 figli ), la domestica-helene delmuth-dote di nozze della moglie,la mise incinta e la accollò a engels chiedendogli il segreto per evitare lo scandalo ( ma in punto di morte,però,engels rivelò la faccenda).

    l’uomo che pronunciava la parola “borghese” con ben visibile schifo, aveva”borghesissime” preoccupazioni. naturalmente per la causa…..

  4. ops,accollò a engels la paternità,ovviamente. la delmuth andrà a lavorare da engels solo dopo la morte di marx.

  5. No, bisogna leggere le opere non la biografia di certi autori. Chi se ne frega di ciò che faceva. Peraltro niente di grave. Fatti non riprorevoli ma semplicemente disdicevoli per la mentalità dell’epoca. Ma non è questo il punto.

  6. Che Vendola abbia “tradito il comunismo” è un luogo comune molto radicato e molto sbagliato, che viene costantemente alimentato dalla stampa di sinistra. Diego Fusaro interpreta la pratica dell’utero in affitto come una conseguenza del “capitalismo che mercifica le persone”. Ma se è una pratica capitalistissima, perché vi ricorre il comunistissimo Vendola? Semplice: perché l’utero in affitto è una conseguenza non del capitalismo ma dell’ugualitarismo forzato comunista. Il comunismo mette l’uguaglianza al di sopra di tutti gli altri valori. Dopo avere risolto le disuguaglianze economiche con la “ridistribuzione delle ricchezze”, il neocomunismo risolve le disuguaglianze fra coppie feconde e coppie infeconde con la “ridistribuzione della fecondità”, che paradossalmente mercifica le persone. Più in generale, il totalitarismo politico comunista mira a distruggere la famiglia separando la generazione dal suo contesto naturale: l’unione fra uomo e donna. Non a caso, nella società iper-totalitaria di Orwell il partito sta finendo di perfezionare tecniche di riproduzione senza il sesso, mentre nella società iper-totalitaria di Aldous Huxley gli uomini sono prodotti in catena di montaggio.Comunque del legame genetico fra utero in affitto e “materialismo dialettico” marxista ne parlo nel mio articolo pubblicato sul numero di venerdì 1 aprile sulla Croce: “E se Marx avesse teorizzato l’utero in affitto?”

    • Non sono certo esperto di comunismo, ma credevo che avesse come obiettivo la fondazione di una società nuova con il popolo al potere. Mi pareva che i comunisti volessero lottare contro lo sfruttamento da parte borghese del proletariato e che il bene della nuova società fosse al di sopra dell’interesse dei singoli. Per quanto riguarda la famiglia, credevo che volessero l’uguaglianza tra uomo e donna e l’aiuto dello Stato nell’educazione (scuola statale per tutti), non la sua eliminazione. O sbagliavo o questa teoria che l’utero in affitto deriva dal marxismo è un po’ forzata.

      • Infatti: ti sbagliavi.
        Il comunismo dice di volere il bene del popolo, in realtà ammazza il popolo. Ovunque i liberatori del popolo dallo sfruttamento capitalista hanno peso il potere, il popolo è morto. Ovunque ha trionfato il liberal-capitalismo, il popolo ha prosperato.

        • Evidentemente mi sono spiegato male. Io non stavo tessendo le lodi del comunismo, bisogna avere i paraocchi per non vedere che ha fallito ovunque. Io ho descritto quello sapevo essere nei loro programmi. Cosa intende per neocomunismo? Il fatto che il comunista, vero o presunto, Vendola ricorra all’utero in affitto non fa di quest’ultimo una cosa comunista. Elton John è comunista?

          • Neocomunismo è la socialdemocrazia ridistribuzionista, che è un comunismo “light” che si insinua subdolamente nella società liberale per distruggerla dall’interno. Se il vecchio comunismo parlava solo di distruggere la classe borghese per riscattare il proletariato, il neocomunismo da una parte “ridistribuisce le ricchezze” tramite politiche fiscali e keynesiane (che alla lunga distruggono l’economia) e dall’altra difende tutti i comportamenti edonistici contrari alla famiglia: per questo il neocomunismo converge nella ideologia gender. Lo aveva detto Del Noce più di 30 anni fa: i comunisti sono destinati a diventare radicali alla Pannella che promuovono la distruzione della famiglia e il libertinaggio sfrenato. Quindi si, Vendola ed Elton John sono comunisti dentro.

            • Il comunismo è il movimento nato dalle idee di Marx ed Engels (che presero nettamente le distanze dal socialismo dell’epoca). Se mostra i legami tra le idee di Marx e l’edonismo antifamiliare allora possiamo chiamare quest’ultimo neocomunismo. Sciolto il PCI, svanite le speranze di mettere in pratica l’ideologia marxista, a sinistra si sono guardati intorno e, non avendo altro, si sono avvicinati alle idee radicali. Ripiego, non evoluzione.

        • Mi era sfuggito: ovunque ha trionfato il liberal-capitalismo, il popolo ha prosperato. Anche per scrivere questa cosa bisogna avere i paraocchi.

          • Porello: glié sfuggito che in Urss il popolo doveva fare la fila dalle 4 di mattina per avere un tozzo di pane secco mentre in Occidente anche l’ultimo lavoratore proletario aveva il frigorifero, la televisione e la macchina. Guarda al boom italiano degli anni 50 e 60. Ma se non i credi, devi fare una sola cosa: trasferirti in Corea del nord o in uno degli ultimi “paradisi dei lavorator”i ancora esistenti: lì si che starai bene.

            • Porello: gli è sfuggita qualche enciclica in cui si metteva in guardia anche dal capitalismo. Come se le alternative fossero solo quelle, come se per migliaia di anni l’uomo non avesse vissuto anche senza queste due ideologie. Gli è anche sfuggito che negli anni 50-60 lo Stato italiano aveva ancora il controllo della situazione. Gli è anche sfuggito che grazie al capitalismo 62 (sessantadue) persone possiedono la metà della ricchezza mondiale.

  7. Comunismo e capitalismo si equivalgono nella riduzione della persona a un oggetto: un bene disponibile dalla societa’ nel caso del primo, un bene commerciabile sul mercato nel caso del secondo.

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