La nostra vita può essere una cosa immensa

di Costanza Miriano

Se questo non fosse un paese profondamente, ostinatamente anticristiano, il libro di Paola Belletti se lo litigherebbero a suon di anticipi la Mondadori e la Feltrinelli (e lascia stare che lei pubblicherebbe lo stesso nella collana Uomovivo, per amicizia), sarebbe finalista a qualche premione tipo Strega o Campiello, e la intervisterebbero nei salotti buoni in tv, il che le darebbe una scusa per farsi truccare professionalmente, che è sempre una bella goduria per noi mamme che ci infiliamo matite negli occhi ai semafori.

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Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più

di Andreas Hofer

Dopo il successo di Osservazioni di una mamma qualunque, ritorna in libreria un’autrice che non ha bisogno di presentazioni per i lettori di questo blog: la regina Paola Belletti con Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più (ancora nella collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio” di Berica Editrice). Anche questo secondo libro, arricchito dalla brillante prefazione di Annalisa Sereni, non è tanto un saggio quanto un insieme di prose filosofiche, poetiche, narrative, giornalistiche attraverso cui Paola, col suo inconfondibile stile, propone una lettura in chiave femminile di quella ecologia integrale a cui papa Francesco ha consacrato una intera enciclica. Continua a leggere “Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più”

Tre (delle 5) colonne su cui costruire il proprio edificio spirituale. E difenderlo

di Paola Belletti

Dieci capitoli, cinque pilastri, una cosa sola – sbam! – al centro di tutto. Anzi una Persona. Così posso offrirvi un assaggio del più recente libro di Costanza Miriano, Si salvi chi vuole. Manuale di imperfezione spirituale, edito da Sonzogno, uscito il 16 novembre, atteso da tanti.

Al centro non c’è lei eppure ce la figuriamo di continuo. Il suo profilo, magroetonico – naturalmente – si staglia netto nello schermo della mente fino a che non diventa tremulo a causa delle lacrime.

Sì, è commovente, ma fa anche parecchio ridere. Sono piacevoli ricreazioni, le sue, alla Santa Teresa d’Avila (anche lei patrona del libro!)

Di cosa parla?

No niente, di farsi monaci. Di avere una regola, di amare la propria croce, di uscire dalla nostra palude. Di decidere che fare della nostra vita. Di vivere da salvati. Ah! E di procurarsi un quaderno.Con copertina in cuoio per noi donne; per gli uomini invece vada per il retro del foglio della revisione auto. E su quello vergare il nostro progetto, attestare la nostra decisione e poi difenderla.

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“Non più due”, il cuore di un papà

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di Paola Belletti
Non più due è un titolo bellissimo.
Intanto obbedisce alla regola dei titoli efficaci: tre, massimo quattro parole. E poi è l’eco cristallina di un passo evangelico, e a Nostro Signore nessuno deve insegnare a comunicare con artifici e trucchetti.
“Non sono più due, ma una sola carne” (Mt 19, 3-12): così, ci ricorda Gesù, ci ha pensati il Padre.
Non ci sono sconti, non soffieranno mai venti abbastanza forti per piegare questo albero.
Guardatevi in Dio, così come vi ha voluti. Guardate in alto, più che indietro.

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Osservazioni di una mamma qualunque

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di Costanza Miriano

“Stanotte ti prefo”. Mando l’sms a Paola intorno alle due di notte, ho sonno, poco tempo e non aggiungo spiegazioni. Tanto so che lei è una delle due o tre persone al mondo che capiscono sempre tutto senza bisogno di traduzione. Prefo, è ovvio, è la prima persona singolare indicativo del verbo “adesso se non mi addormento ti scrivo la prefazione al tuo libro, anche se tu credi che a qualcuno verrà voglia di leggerlo perché lo consiglio io, invece questo è un libro che tutti leggeranno perché si innamoreranno di te, amica mia meravigliosa”. Tutto questo vuol dire ti prefo, e Paola lo sa, infatti risponde solo “grazie” con molti punti esclamativi perché è una femmina e sa che una parola secca verrebbe sempre interpretata male da un essere della sua stessa specie. Continua a leggere “Osservazioni di una mamma qualunque”

Un’ostrica di parole

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di Andrea Torquato Giovanoli
Beato me che l’ho già letto, dico io. “Tutta invidia”, direte voi, che prima di assaggiare quest’ostrica avete ancora qualche giorno per gustarvi l’attesa. Mentre voi ora ne sentite soltanto l’aroma, a me è rimasto il sapore in bocca, e siccome non voglio rovinarvi la sorpresa non vi darò nemmeno uno spoiler. Se non questo (che poi giustifica l’immagine gastronomica): sappiate che dopo aver consumato il contenuto del guscio, ci troverete dentro anche la perla. Fuor di metafora, comunque, quello che fa il titolo a questo libro è pubblicità ingannevole. Continua a leggere “Un’ostrica di parole”

Abbattete la Principessa

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 di Paolo Pugni

E non se ne può proprio più, diciamolo, di questi articoli di Paola Belletti su LaCroce che ti rovesciano addosso i suoi dolori e le sue rabbie. Che questo suo scrivere chioccio graffia l’anima, te la scortica strato dopo strato, non ti lascia lì tranquillo al tramonto a guardare la tua vita che si sorregge a fatica in equilibrio. Non se ne può proprio più di questo grido continuo, come un acufene, straziato giorno dopo giorno in tutto ciò che ti avvolge. Perché non ti lascia riposare, non ti lascia ciondolare dentro la tua autocommiserazione, dentro quella voglia di startene tranquillo a fare la vittima, a sentirti così sensibile che nessuno si accorge di come ti stai portando addosso l’universo, tu solo, tu capace di farlo con generosità e silenzio e grande, grande magnanimità. Continua a leggere “Abbattete la Principessa”

Al servizio del cittadino

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di Paola Belletti

“Dunque signora, per prima cosa mi deve portare il certificato del pediatra fatto sul sistema Inps”.

Vado.

Pediatra un po’ nervoso (ha ragione anche lui però! Hanno una montagna di burocrazia da sbrigare) mi compila questo certificato incalzando la segretaria ad ogni bivio imposto dalle tendine che si aprono  e dalle diverse spunte possibili. E ogni tanto chiede a me. “Qui cosa metto?”

Comunque lo ottengo, questo benedetto certificato, in duplice copia. In busta chiusa. Continua a leggere “Al servizio del cittadino”

Osanna Yeah

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di Paola Belletti

Se guardando le vetrate istoriate-astratte (istoriastratte?) color verde mare e arancio di una chiesa moderna Isabella urla a favore di tutti i fedeli presenti “guarda mamma ci sono le Winx”. Se al “Santo o-o-o-o-o-o Santo- Osa-a-a-a-nnnnnnnna, Osanna eh! Osanna eh!” Margherita si lancia in una coreografia un po’ rock un po’pop nel corridoio e chiude il canto con “Osanna nell’arco dei cieli” e la mossa che usa Violetta nei finali di performance.

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I capelli della mia bambina e l’infinito

Continuano le anteprime de La Croce – Quotidiano che sarà in edicola e online dal 13 gennaio 2015. QUI tutte le informazioni per abbonarsi

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di Paola Belletti    per La Croce

Ho una domanda seria. L’ho copiata da mia figlia, la più grande. Che però me l’ha posta quando aveva sei anni mi pare. “Perché Gesù i denti nuovi ce li fa crescere piano piano?”

Vi lascio un po’ di tempo per pensarci.

O per andarvene, ovvio. Magari vi scade il parcheggio o avete altre degnissime urgenze.

Però trovo sia una bellissima domanda. Continua a leggere “I capelli della mia bambina e l’infinito”

Ho pianto e ho pure riso molto

Continua la pubblicazione degli articoli di presentazione de La Croce quotidiano in edicola e online dal 13 gennaio 2015

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di Paola Belletti per la Croce

Sono andata a confessarmi. Cerco di farlo almeno una volta al mese. Desidererei farlo di più.
Ho scelto il Santuario vicino a casa, un bel santuario mariano come ce ne sono molti in Italia.
Anche ad un’osservazione frettolosa ci si accorge subito che è frequentato, vivace.
Tutto un via vai di pullman, ondate di pellegrini over ’60, facciamo anche over ’75, che si dirigono acciaccati ma spediti dalla madonnina e poi al negozio di souvenir. Ma anche molti giovani, molte persone e basta insomma. Anche alla Messa delle 7.00 e a quella delle 9.00. nei giorni feriali. Continua a leggere “Ho pianto e ho pure riso molto”

Così si fa. Parte seconda.

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di Paola Belletti

Un’amica talmente amica che ha omesso di dire tutto quello che lei ha fatto;  e detto e non detto e speso di tasca propria in senso materiale e spirituale . E così ci ha permesso di calare , novelli Visigoti,  su una Roma abituata ai sacchi (a pelo) e di compiere questo pellegrinaggio in modo piacevole, divertente, altrimenti impossibile.

Che ha convocato , sotto mentite, dolcissime e ricciolute spoglie, un angelo custode di nome Filomena (e di fatto. “Filomena”, participio medio passivo femminile di fileo. Colei che è amata. Ps: fare riferimento di continuo all’etimo greco o latino delle parole fa parte del mio progetto di vita “si capisce che ho fatto il classico, nevvero?”) Continua a leggere “Così si fa. Parte seconda.”

Così si fa

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di Costanza Miriano

Va bene, lo confesso, se non fosse stato per la mia amica, io in piazza per la canonizzazione dei due Papi non ci sarei andata. Non mi sarei alzata alle quattro, non sarei arrivata in via della Conciliazione alle cinque, non avrei percorso tunnel e strade e marciapiedi intasati, non mi sarei lasciata pressare da orde di persone incontrollabili e sinceramente anche un po’ inquietanti (e se ora, esattamente ora, dovessi andare di corsa da uno dei miei figli che è caduto e ha battuto la testa?), non avrei fatto file spiaccicata contro transenne, non avrei rischiato un malore come tanti. Sarei rimasta a casa con i miei figli, a fare la mamma e la moglie, certa che non sarei stata meno fedele alla Chiesa né meno devota al Papato se fossi mancata. Continua a leggere “Così si fa”