Osanna Yeah

di autori vari

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di Paola Belletti

Se guardando le vetrate istoriate-astratte (istoriastratte?) color verde mare e arancio di una chiesa moderna Isabella urla a favore di tutti i fedeli presenti “guarda mamma ci sono le Winx”. Se al “Santo o-o-o-o-o-o Santo- Osa-a-a-a-nnnnnnnna, Osanna eh! Osanna eh!” Margherita si lancia in una coreografia un po’ rock un po’pop nel corridoio e chiude il canto con “Osanna nell’arco dei cieli” e la mossa che usa Violetta nei finali di performance.

Se la stretta di mano del segno della pace assomiglia al gioco della bottiglia senza bacio e il coretto che già urla un po’ viene amplificato come alla festa di fine liceo. Se al minimo aumento del livello di pathos nell’assemblea parte all’unisono il desiderio di applaudire tutt’insieme-dai (e comunque il Padre Nostro diciamolo per mano edddai che tti costa?!). Se in tanti pensano che il grosso della celebrazione sia l’omelia e finita quella se ne vanno con una mezza piroetta  e uno strano geroglifico gestuale fatto sul petto, forse abbiamo un problema.

Io ne ho tanti.

Di sicuro ho un grossissimo problema di contegno delle figlie durante la Messa che finora ho controllato con minacce verbali e  intense strette alle braccia perché il più classico scappellotto si noterebbe. Che poi subito ripenso tra me e me: “ma che caspita sto insegnando loro se le costringo con la forza a stare buone?”

Aspetto un upgrade di competenze psicoeducativopedagogicogenitoriali, avrò il sistema operativo un po’ desueto. E pure il vocabolario. Desueto: alzi la mano chi usa questo aggettivo non in stato di  trance. Aspetto di migliorare il mio “funzionamento genitoriale e di misurarne l’efficacia affinché anche da adolescenti i miei figli mi riconoscano come genitore” (espressione quasi  testuale sentita  con tutte e due le mie orecchie durante una trasmissione radio tipo “l’esperto risponde” ..a caso – aggiungerei ).

Nel frattempo vado alla vecchia e mi pento e mi dolgo molto con tutto il mio scalcagnato cuore e mi sforzo di non farlo più e di ingegnarmi nell’ amarle amorevolmente. Comunque a Messa si sta fermi. Fermaaaaaaaa  – urlo afona a  Margherita – non si balla. E Il presepe lo guardi dopo.

Sì certo che ci sarà Gesù Bambino, è il Protagonista. Eh, lo so che il nostro stamattina era sparito e ti eri giustamente preoccupata, ma Isabella ci ha rassicurato quasi subito informandoci che era andato a fare il bagno dalla zia, la Lavandaia.

Poi lo zio , il Soldato Romano, lo avrebbe riaccompagnato a casa. Alla capanna.  Quella fatta a mano dal papà Matteo con alcuni ceppi del camino che non avremo mai e che giacciono in garage (ma Dio dispone tutto nella Sua infinita saggezza. Però sinceramente cos’è che ci fanno dei ceppi di legna da ardere nel nostro garage da qualche anno? ) e che gli è costata un’infiammazione al gomito dall’Immacolata a S.Lucia. (5,6 giorni, per farla breve). Che c’è ancora? A no sta partecipando ora: “Annunciamo la Tua morte Signore proclamiamo la Tua Resurrezione nell’attesa della Tua Avventura”.

Brava Marghe, ci siamo quasi.

E tu Martina restami un po’ più di basso profilo, per cortesia.  Non è che mentre sono impegnata a digrignare i denti per tenervi a un livello seppur infimo  di presentabilità tra i banchi della chiesa, proprio oggi che abbiamo azzardato e non siamo là in fondo contro il muro e vicino all’uscita come dei derelitti ma addirittura ci siamo messi tra le genti civili, mi puoi chiedere così a bruciapelo: “Perchè Gesù vuole che noi Lo mangiamo e che beviamo il Suo sangue? Ma poi è  contento di entrare in tutte le persone?”

Ragazze, meno gioia di vivere per favore, un po’ più di opacità , poche domande sul senso ultimo delle cose e soprattutto restate composte.

Scherzo, siete perfette.

fonte: La Croce quotidiano

72 commenti to “Osanna Yeah”

  1. “…e mi pento e mi dolgo molto con tutto il mio scalcagnato cuore e mi sforzo di non farlo più e di ingegnarmi nell’ amarle amorevolmente…”
    Fantastica!
    Anch’io ne ho tanti di problemi a messa. Dall’anno scorso poi ne ho una ventina, i miei bimbi del catechismo, la messa è diventata una prova della mia pazienza. Ma poi penso, così è anche nella vita, scendi dal Tabor e immischiati nella loro gioia di vivere e cerca di trasmettere un senso, il senso… poi prego per loro…

  2. Mah…

    Ognuno può leggerci quel che vuole (e parecchie cose alla rinfusa…) o attaccarsi a questo o a quello per le solite filippiche… ma sinceramente mi sfugge il senso ultimo di un simile “articolo” (articolo?)
    😞❓❓

    • @ Bariom.

      L’unica parte che spero i più condividano è l’imbarazzo per il troppo fai-da-te infantilistico che invade buona parte delle nostre messe.
      Nell’ordine Paola Belletti ricorda:

      – il Santo dello Zaire (Osanna eh), già vietato dal Repertorio Nazionale di Canti per la Liturgia della CEI, per i suoi errori teologici oltre che per la sua sensibilità così estranea al culto europeo (ossia: i djembè in chiesa hanno diritto di starci, ma laddove sono sempre stati usati per il culto, cioè a Kinshasa non a Torvajanica, dove invece sono da sempre considerati strumenti legati alla musica “di tutti i giorni”, quella che non è pensata precipuamente per elevare a Dio!);

      lo scambio della pace, scambiato anche con l’amico riconosciuto tre file più indietro, e talvolta anche con amici e conoscenti dell’altra fila di banchi… Metti che si offendono! Il problemino qui è “solo” che il clima di raccoglimento è l’ultimo dei problemi;

      – nel punto precedente la Belletti ha dimenticato di ricordare che è norma in molte delle nostre chiese musicare anche lo scambio della pace, e che solo recentemente la Congregazione per il Culto Divino ha preso posizione su questo abuso, ricordando che non è previsto alcun canto, che tra l’altro rischia di oscurare il canto lecito, immediatamente successivo, dell’Agnus Dei;

      – gli applausi nei momenti più inopportuni… Ossia: gli applausi non sarebbero mai previsti, ma un applauso non appena un bimbino diventa figlio di Dio è difficilmente contenibile, in un momento di così grande gioia (quante volte mi sono commosso in quel momento?!), mentre molto più contenibili sarebbero tanti altri applausi nei momenti più impensabili e inopportuni;

      – il Padre nostro tenendosi per mano non sarebbe espressamente vietato, né dal Vaticano né dalla CEI, eppure la CEI volutamente omise di citarlo come gesto lecito nelle sue “Precisazioni sulla celebrazione eucaristica” del 1983, ricordando invece la posizione dell’orante (braccia allargate con i palmi rivolti verso il Cielo). Infatti il tenersi per mano subito dopo lo Scambio della pace non è solo un’inutile ripetizione, ma svia anche dal senso stesso della preghiera insegnataci da Nostro Signore, mettendo l’accento sulla comune fratellanza, e non su quel rivolgersi gioiosi al Cielo;

      – l’andarsene all’omelia “con mezza piroetta e uno strano geroglifico gestuale fatto sul petto” è invece una delle usanze infelici meno riscontrate nella mia esperienza personale, sebbene l’abbia visto proprio ieri in una chiesa che non era la mia parrocchia ma che era molto più frequentata della mia;

      L’autrice dimentica altri evergreen come:

      – andare subito davanti alla statua del santo dopo essersi comunicati (hai nostro Signore completamente con te e vai a ricercare un santo?!);

      – se il tabernacolo è nei paraggi di un altare differente rispetto a quello in cui si celebra, tutti (o buona parte di) coloro che si comunicano si inginocchiano riverenti al passaggio del sacerdote con la pisside (hai nostro Signore completamente con te e anziché meditare un mistero così grande ti genufletti a Gesù eucaristico?)

      – la fuga scomposta di molti al saluto finale del sacerdote: “La messa è finita. Andate in pace”. Spesso il “Rendiamo grazie a Dio” viene recitato già nei paraggi degli ingressi delle chiese 🙂 Quasi che si sia andati controvoglia nella casa del Signore;

      tutti piccoli/grandi gesti che fanno capire quanto bisogna lavorare sull’educazione e la formazione liturgica nelle nostre parrocchie, senza scadere nei catastrofismi (è stato sempre così, non crediamo a chi dice che la situazione sta peggiorando, ma è comunque un bene nonché doveroso migliorare la situazione!)

      • Ubi Deus ibi pax: mi sa che quella di far funzionare liturgicamente una Messa o una qualsiasi funzione religiosa sia una battaglia persa. Spesso la interpretiamo a secondo dei nostri gusti, a partire dal sacerdote.
        Credo che ci sia una battaglia persa ancora più importante: educare il nostro cuore alla Messa e altro. Mea culpa per prima. E’ una lotta tenere il cuore attaccato sinceramente a quello che si sta vivendo. Distrazioni? Superficialità? E vvvai?

        • 61angeloextralarge: certo che è una battaglia persa, l’ho scritto anche io. Però tocca impegnarcisi comunque (io personalmente non ho ancora fatto granché: mea culpa!).

          Però credo che l’educare il nostro cuore alla Messa vada di pari passo col comprendere i segni e i gesti che vengono compiuti (da noi e dal celebrante). Se non si comprendono i segni e i gesti è impossibile restare “attaccati sinceramente” col cuore a ciò che si vive.

          Detto ciò è ovvio che le distrazioni e la superficialità ci possono essere e ci saranno anche ben conoscendo la profondità dei gesti e dei segni compiuti nel mistero eucaristico 🙂 Approfondire il senso della liturgia è solo uno dei tanti modi per migliorarsi e santificarsi, solo per questo vale la pena parlarne in parrocchia col proprio parroco (a cui comunque competerà ogni scelta!).

          • Siamo tutti in corsia e la strada non è proprio diritta…

          • @Ubi, non posso star qui a raccontarti quanto ami la Liturgia e la “liturgia ben fatta” (o meglio ben celebrata), ma mi accodo più al commento di 61angeloextralarge che non allo “stracciamento di vesti” che più e più volte si alza dai finissimi e purissimi desiderosi di impraticabili (intendo proprio nella pratica) Celebrazioni date dalla presenza di bimbi o baldi giovinetti (e ringraziamo che ancora ce ne sono) o improbabili cantori che non hanno studi o non sono avvezzi al Gregoriano ( e meno male che prestano servizio – certo sperando non divenga una pre-prova per X-Factor 😉 ).

            Poi spesso ricadiamo nei giudizi del tutto soggettivi e mooolto opinabili (un’opera artistica astratta non è comprensibile da tutti – ma ne ho viste di stupende – e se una bimba/o la confonde con una Winx non è uno scandalo…), per cui quando questi vengono mescolati a quelli che potrebbero essere oggettivi, storco il naso sulla possibile completa oggettività di chi li riporta… certamente mea culpa)

            Quindi a meno che non si parli di *oggettvi* abusi Liturgici o *scandalosi* (sempre oggettivamente) atteggiamenti, eserciterei una giusta e anche quaresimale elasticità mentale più che propriamente elasticità di rigore…

            Oh…Yeah !! 😀

            Poi guarda i punti che elenchi li sottoscrivo tutti…

            Vogliamo aggiungere l’inutilità e come giustamente ricordi il senso fuorviante, del farsi l’ennesimo segno della Croce o inchino (verosimilmente al tabernacolo) appena assunta l’Eucarestia che fa sostanzialmente del nostro stesso corpo un Tabernacolo vivente, che dovrebbe rapirci i un’estasi di adorazione interiore ?

            O della ridondanza del segno della croce uscendo attingendo all’acquasantiera (quando ancora la troviamo…) che è segno di ENTRATA prettamente PENITENZIALE e che non trova più alcun senso quando usciamo portando nel nostro corpo quello Santissimo di Gesù Cristo…

            Del fare riti o atti di devozione (privati o anche a gruppi) negli immediati momenti a seguire il termine delle Celebrazione Eucaristica a cui si è partecipato…. che senso avrebbero (o hanno) giacché si è già celebrato il CULMINE di qualunque forma di devozione e della stessa Liturgia?
            Piuttosto ci si trattenga in amorevole e silenzioso colloquio orante con Cristo Nostro Signore…

            Quindi come vedi la lista si allungherebbe all’infinito, ma nell’attesa che tutto il Popolo sia meglio istruito sull’importanza e la valenza dei Segni (che se poi l’istruzione non viene data in pochi ci si arriva per altre vie…), valga un po’ di elasticità di cui sopra soprattutto su quanto NON è espressamente vietato.

            Poi mi sbaglierò io, certamente Oh Yeah…

            • Mario, Ubi, etc.: non ho mai amato chi critica troppo le devianze liturgiche, anzi mi correggo… non ho mai amato e non amo le critiche alle devianze liturgiche. Ciò non toglie che anche io amo tantissimo la Liturgia. Ho partecipato pure a due corsi per approfondirne la conoscenza. Il primo con una cima nel settore… e il secondo pure. Peccato che l’uno con l’altro si siano contraddetti su alcune cose molto importanti. Risposta che ho avuto, poiché le domande le faccio tranquillamente: dipende dalla scuola dalla quale il liturgista proviene…

              N.B.: amo tantissimo la Liturgia ma questo non mi ha impedito ieri di partecipare (e animare assieme ad altri) alla Messa della mia comunità di Rinnovamento Carismatico. Liturgia? Non so quanta… anzi forse il minimo esistenziale… ma il Signore c’era, la preghiera era profonda, la comunione tra i presenti era palpabile anche se personalmente ne conoscevo meno della metà, frutti di grazia più di uno e di vari aspetti. Che dire? Lo Spirito Santo è come il vento…

              • @ 61angeloextralarge: qualche domanda

                a. perché non ami chi fa osservare le devianze, se anche lo fa con mero spirito costruttivo (“Dai, rimbocchiamoci le maniche per migliorare la situazione della nostra parrocchia! Se poi il parroco dirà che va bene tutto com’è, ci tireremo indietro in silenzio!”);

                b. su cosa si sono contraddetti? Non dico che sia impossibile, sia perché su molti aspetti non ci sono rubriche precise, sia perché a volte le rubriche incredibilmente si contraddicono vicendevolmente nel tempo, ma magari in quei dati punti una risposta esaustiva c’era e solo uno dei due sbagliava (anche i luminari possono sbagliare!);

                c. perché dici che non c’era liturgia nella messa del Rinnovamento Carismatico? Non confondiamo la liturgia con il rubricismo! Liturgia non è un mortificare i moti dello spirito, ma il convogliarli in forme e modi certamente santi (il fai-da-te non è sbagliato perché è sicuramente “diabolico”, ma perché allontana dalla strada-maestra-sicura-e-certa che traccia per noi la Chiesa… “Tutto qui!”);

                d. lo Spirito Santo soffia dove e come vuole, nessuno potrà mai arginarlo. Ma certamente la Chiesa non potrà mai proporre un modo impreciso o addirittura errato di adorarlo! Quindi nessuno mette in dubbio che ne siate usciti edificati e in comunione col Signore e tra voi, ma non è bene che tu metta in dubbio che rispettando i libri liturgici si rischi l’opposto.

                In amicizia! 🙂

                • Ubi: leggi bene il mio commento… Ho specificato, correggendomi, che non amo le critiche. Aggiungo… perché spesso provengono da una posizione molto rigida. E qui chiudiamo il punto A.

                  C: Inoltre non ho detto che nelle Messe carismatiche etc… ma che in quella di ieri… L’ho detto perché così è stato. Anche per opera mia poiché faccio parte dell’animazione della preghiera e del canto. Per esempio la durata… quasi due ore non solo di canti ma anche di gesti simbolici che non appartengono propriamente alla Messa. Uno: inchiodare ad una grande Croce di legno dei biglietti dove, chi voleva, aveva scritto il peccato che fa più fatica ad abbandonare, cercando di affidare questa difficoltà a Colui che è morto per i nostri peccati e che quindi, Lui solo, può aiutarci. Oppure la lunga preghiera spontanea di ringraziamento dopo aver ricevuto la Santa Comunione e, prima quella d’intercessione al posto della preghiera dei fedeli. Anche lo scambio della pace tra tutti, ma proprio tutti (eravamo in tanti) e personalmente mi sono alzata (al momento zoppico) per andare a stringere un fratello che da tempo non vedevo ma con il quale ho un fortissimo legame spirituale e di amicizia: era tutto da un’altra parte da dove ero io.
                  Mi dirai che questo rientra nella Liturgia? A me, in entrambi i due corsi è stato detto di no.

                  B: mi ricordo la spiegazione dell’Offertorio. Il significato è stato dato completamente al rovescio l’uno dall’altro. Lasciamo stare i particolari che farebbero solo confusione.

                  D: non ho detto che rispettando i tempi liturgici si rischia l’opposto. Ho solo raccontato che nonostante ieri siamo stati al limite liturgico… il Signore c’era lo stesso.

                  In amicizia mi va più che bene. Smack! 😀

                  • 61angeloextralarge:

                    a. Scusami, ma trovo riduttivo dire “non amo le critiche”. L’amore per la liturgia è amore per la Chiesa. L’anarchia liturgica non è solo sciatteria (nulla di umano è degno di Dio! Quindi il discorso non si pone nemmeno…), ma proprio mancanza di amore per la Chiesa. Certo il rischio di rubricismo e di pedanteria è dietro l’angolo (e sicuramente risulto pedante), ma non mi sembra affatto meno rischioso del rischio di anarchia cultuale.

                    c. No, non ci rientra. Ma è decisamente meno grave di molte delle cose che ho descritto :).
                    Comunque non ho mai partecipato alla messa delle Chiese orientali (cattoliche e ortodosse), che loro chiamano Divina Liturgia (sempre con le maiuscole), ma mi dicono che dura mediamente sulle 4 ore! 🙂
                    Sai che ad esempio una figura molto comune e utile (se ben fatta), come quella del “commentatore” liturgico, è perfettamente lecita? Anzi, dovrebbe essere ben visibile dall’assemblea, sebbene non nel presbiterio.

                    d. Allora scusami 😉

                    • Ubi: sarò l’eccezione che conferma la regola… amo la Chiesa e non amo le critiche… non solo alla Liturgia ma a qualsiasi cosa riguardi la Chiesa. A meno che non siano costruttive ma questo è un altro discorso. 😉

                    • @ 61angeloextralarge: le mie volevano essere critiche costruttive 🙂 Amici come prima.

                    • Ubi:
                      Farebbe forse meglio a partecipere ad una Divina Liturgia: il rito bizantino è splendido e la durata non si avvicina lontanamente alle quattro ore, a meno che non sia la Grande Veglia Pasquale

            • @ Bariom:

              grazie al Cielo hai compreso lo spirito del mio messaggio, che non era quello del bacchettatore (lo sto facendo già abbastanza con Anonimo69!), quanto quello analitico che mi contraddistingue 🙂

              Invece se mi aiuti a comprendere il messaggio di Giusi…… 🙂 non ho capito se è più per il “che ci vuoi fare? È sempre stato così, famosene ‘na ragione” o più sul “Mamma mia, qualcosina per rimediare almeno alle corbellerie più grosse toccherebbe farla!”. Quale delle due identifica di più il Giusi-pensiero, Giusi e/o Bariom?? 😀

              • @Ubi, il Giusi pensiero, per quel che mi è dato di conoscerla qui, è certamente il 2°: “Mamma mia… ecc, ecc.” 😉 (e lo dico senza alcuna ironia…)

                Ma potrebbe rispondere da sé su di sé…

                Ti chiedo scusa invece perché mi erano sfuggiti i tuoi evergreen e ne ho ripetuti almeno un paio (vale almeno per dire che siamo sulla stessa lunghezza d’onda…) 😉

                Scherzando con mia moglie, quando dice: «Se rimani vedovo di nuovo, basta mogli!… Fatti prete»
                Le rispondo: «Se mai diventassi prete e poi magari parroco, la “mia” chiesa andrebbe deserta dopo solo un paio di settimane!!» 😉 😐

    • Bariom tu me fai morì! Tanto delle volte ti profondi in delle filippiche in stile “il più buono del reame” (a volte persino per difendere l’indifendibile – a mio avviso s’intende!) quanto altre volte, con quattro parole, affossi uno scritto (ovviamente essendo “cattiva” per definizione ti preferisco in quest’ultima veste – a prescindere dallo scrtitto in questione). Riguardo al tuo timore dell’attaccarsi alle solite filippiche giuro non volevo ma poi ho letto l’elenco di Ubi e mi è scattato un meccanismo alla Alberto Sordi della serie “Maccarone mi hai provocato e io te magno”! Anche perchè questa (verificatissima!) le supera tutte: Vescovi cileni partecipano ad un rito pagano in onore del “dio Tata Inti, dio del Sole Inca” http://www.cooperatoresveritatis.net/it/la-grave-apostasia-avanza-e-lo-scandalo-di-alcuni-vescovi

      Stando a quanto afferma questo blogger cattolico era presente anche il Nunzio Apostolico in Cile Monsignor Ivo Scapolo…., http://www.catapulta.com.ar/archivos/14256

      • Ma scusa Giusi, cosa vuoi che affossi io !?

        Ho detto la mia… è una str…. finisce per ata? Bon, mi sono affossato da solo…
        Io l’ho letta e vista così e se avrai il buon animo di leggere la mia risposta a Ubi, mi sono spiegato un po’ meglio…

        Ho peggiorato la situazione? Ho aumentato la profondità della fossa e mi sono pure tirato la terra addosso? Amen… in quaresima proprio male non fa 😉
        Mi aiuterete a fare penitenza…

        Come direbbe Angela: SMACK! (di cuore… non ironico)

      • Io una spiegazione l’avrei…. ma non ve la dico! ahahahah
        (cattivissimo me!)

        No sul serio sarebbe un po’ lungo… e non necessariamente risolutivo

      • @giusi
        purtroppo le hanno viste in molti ,quelle foto.
        poi ci si domanda perché le sette protestanti,battiste e chissà cos’altro si espandono in sudamerica.
        e, soprattutto,se costoro credono ancora-i vescovi ed arcivescovi presenti e,sottolineo, partecipanti al rito pagano-a quel che dovrebbero professare e del quale essere custodi.( ma la prima ai corinzi 10,20 se la ricordano ancora?)

        [19]Che cosa dunque intendo dire? Che la carne immolata agli idoli è qualche cosa? O che un idolo è qualche cosa? [20]No, ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; [21]non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. [22]O vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse più forti di lui?

    • Accetto ben volentieri critiche circostanziate. Solo forse conviene che contestualizzi e quindi ridimensioni lo scritto. Nelle sue pretese, che non ha. E nei suoi errori o orrori che forse lei vede. Era un pezzo un po’ rapsodico che ho inviato a La Croce, dove, del tutto indegnamente, scrivo raccontando pezzi di vita vissuta perché mi è stato chiesto. Per la pagina 4 che si chiama Storie. Non aveva una gran pretesa questo “pezzo” “articolo” “post”..? ( Le allusioni così un po’ dispregiative, devo essere sincera, mi feriscono. Ma pazienza!)
      E’ effettivamente un po’ confuso. E di basso profilo. Ma faceva parte del gioco. Racconto in modo concitato un po’quello che succede a messa con le mie figlie, un po’ quello che penso o anche solo mi interroga. Non era, nelle mie intenzioni almeno, un trampolino per critiche sistematiche alle derive liturgiche. Io almeno non ne sono titolata, ma mi pare che su questo nessuno abbia dubbi. Costanza, che è una vera giornalista e scrittrice e per me soprattutto una grande amica, mi aveva chiesto di poter pubblicare qualche mio “pezzo”, “articolo”, “post”? Ecco. Tutto qua. Grazie intanto. Cerco di fare tesoro delle sue osservazioni senza soccombere al senso di soggezione. Buona serata.

      • @Paola troppo gentile a rispondermi direttamente (è proprio necessario il lei?)…

        e anche a dare tanto peso alla mia reazione a caldo a termine della lettura del suo (tuo) scritto.
        Non volevo fare allusioni “dispregiative”, mi domandavo come definirlo suddetto scritto… sinceramente poi mi rendo conto non ha tanta importanza il definirlo, lo ha lei (tu) ridefinito meglio spiegandone la genesi e gli intendimenti.

        Non ho minimamente pensato volesse nelle intenzioni essere “un trampolino per critiche sistematiche alle derive liturgiche”, ho pensato lo sarebbe facilmente diventato… a volte ci facciamo trampolini anche da soli con una semplice cunetta 😉

        Direi non poter aggiungere altro… né cercherò di ribaltare il senso del mio non “felpato” primo commento, mi sembrerebbe puerile oltreché un insulto alla sua (tua) intelligenza. 😉

        Buona serata anche a lei (te)

  3. stato di TRANCE (per usare la parola ‘desueto’…), ché trans non mi pare adatto de ‘sti tempi…

  4. Posso dire la mia sull’articolo? Meno la messa è carnevalesca, meglio i bambini si comportano. Io “desueta” non solo lo dico, ma proprio lo sono! Pretendo che i miei si comportino bene, nel senso di silenzio e compostezza, tutto in proporzione alla loro età, ovviamente. Non pretendo l’impossibile, ma uno sforzo lo richiedo sempre, e quando non riesco le scenette comiche ci sono, ma cerco di interromperle sul nascere. Quando il silenzio e il raccoglimento regnano, non si fa grande fatica con i bambini, anche i più piccoli. Un trucco è dire loro: tutti stanno pregando, lasciamoli parlare con Gesù senza disturbarli; oppure: adesso, stiamo in ginocchio e in silenzio, perché qui arriva Gesù. Devo dire che alla cagnara di certe messe domenicali italiane non ho mai assistito in altri paesi d’Europa, forse è un fattore non solo liturgico ma anche culturale. La mia idea è che bisogna fare sempre lo sforzo massimo su noi stessi, e i propri pargoli, anche quando ci pare che una parolina o una piccola distrazione sarebbero innocue. Sforzarsi anche nel senso di approfondire e studiare la liturgia, capirne il senso. Sono convinta che il buon esempio sia contagioso. Da parte del sacerdote e di chi cura la liturgia vedo una responsabilità enorme: l’atteggiamento del celebrante, la scelta dei tempi, delle parole e dei canti, fanno quasi tutto. Le persone, se immerse nel clima giusto, percepiscono il sacro e lo seguono con il comportamento adatto. Se corpo e mente sono ben “impostati”, il cuore è libero.

  5. Però, sta Paola. Brava e frizzante come Costanza.

  6. Qualcuno di voi ha mai assistito alla Santa Messa celebrata secondo il rito tradizionale (gregoriano, tridentino, vetus ordo, in latino o che dir si voglia)?

    • Io si… nulla da dire, anzi. (qualche difficoltà con il latino certo – non ho studi classici).

      Ma non condivido l’idea (se questa è l’idea) che la sua estensione ad unico rito possa essere ipso facto, la panacea di tutti mali 😐

      • Unico no però se il novus ordo mutuasse da quello la sacralità……

        • Giusi tu sai benissimo che la Liturgia di un Popolo è anche specchio del suo vivere la fede…
          La desacralizzazione nella vita e nella fede del nostro popolo è in atto già da troppo tempo e le conseguenze si vedono su molteplici fronti (Liturgia compresa)…

          Credere che da domani “lo famo sacro” (scusa la battuta) sia 1) fattibile 2) risolutivo, temo (dico temo perché non ho certezze e *magari* fosse così semplice) che sia una pia illusione.

          • Lo so bene ma sognare non è reato…….

            • Lo famo sacro però è bello! 😀

            • Non è reato ma è stare FUORI della realtà e mai come oggi abbiamo bisogno di essere reali e concreti, pur nella trascendenza… Cristo si è mostrato in carne e ossa – e sangue – poteva farlo nei sogni, ma così non è stato.

              So che ne sei ben consapevole… ho approfittato solo del “gancio” che mi hai porto 😉

    • @ franz:

      la dicitura ufficialmente utilizzata dalla Chiesa è “rito romano in forma straordinaria”, così come la cosiddetta “messa di Paolo VI” è il “rito romano in forma ordinaria”. Vetus e Novus Ordo sono espressioni in genere usate da lefebvriani e criptolefebvriani, dunque non li userei 😉

      • P.S.: Naturalmente “Vetus Ordo” e “Novus Ordo” erano anche le diciture usate prima del motu proprio di Benedetto XVI… Ma ora come ora sono troppo legate a certi modi scismatici di pensare la Chiesa 😦 Quindi meglio evitarli!

  7. No, certo, unico no. Va da sé che il nuovo rito è pienamente legittimo e ha in sé elementi positivi. Una Messa N.O. celebrata bene e con devozione è bella e santa. Il vecchio rito, tuttavia, ha il pregio di non consentire alcuna discrezionalità al celebrante e al fedele, tutto è orientato alla gloria di Dio e per la salvezza delle anime, nulla è ambiguo. Io ho scoperto tardi una Messa col rito tradizionale nella mia zona, poco prima che la sopprimessero, vincendo immotivate e recondite resistenze. Ho potuto assistervi alcune volte, col groppo in gola e gli occhi lucidi, e notate che non sono un debosciato sentimentale! Davvero ne ho una profonda, puntuta nostalgia.

    • @Franz non faccio fatica a crederlo…

    • Bariom: c’è però anche un aspetto … diciamo “educativo” della Liturgia. Non può essere specchio della secolarizzazione, ma deve promuovere il sacro nei fedeli. Anche se non mi piacciono per niente i termini che ho impropriamente usato, perché qui non si sta parlando di marketing!

      • E’ così. Per fare un paragone improprio quando c’era solo la RAI i Fratelli Karamazov o i Demoni di Dostoevskij facevano un audience pazzesca. Oggi si guarda l’Isola dei Famosi. Dipende pure da quello che propini….

    • @ franz:

      Eppure “i nostri vecchi” più informati in ambito liturgico (e penso ad esempio ad Ambrosiano su cattoliciromani.com) riferiscono di quanto fossero assolutamente diffusi gli abusi liturgici anche in quella che ora è la forma straordinaria del nostro rito… Insomma i “bei tempi” sarebbero più un’immagine idilliaca ed artefatta contemporanea che una realtà storica.

      Io sono troppo giovane per poterlo affermare per esperienza diretta: sono nato quando era già in vigore da tempo la “messa di Paolo VI”.

      • “Nostro vecchio” sarai te. A me non risulta che fossero diffusi abusi liturgici di nessun tipo nella Messa tradizionale ed ho frequentato parecchie chiese e parrocchie. Certo, ogni sacerdote aveva un suo stile, ma nel pieno rispetto della liturgia.

        • @ Vanni: permalosetto eh? “Nostri vecchi” l’avevo virgolettato proprio nella speranza che il buonsenso lasciasse capire che si trattava di un tono affettuoso e tutt’altro che irrispettoso. 🙂

          A me non risulta che fossero diffusi abusi liturgici di nessun tipo nella Messa tradizionale ed ho frequentato parecchie chiese e parrocchie. Certo, ogni sacerdote aveva un suo stile, ma nel pieno rispetto della liturgia.

          Non la pensavano come te non dico qualche prete di campagna, o qualche monaco cistercense o qualche suora missionaria… ma fior di concilij e papi, anche santi!

          Ecco alcuni casi eclatanti (e in alcuni casi molto attuali)…
          _____________________

          Tra i documenti del Concilio di Trento (l'”altroieri” insomma…) si legge:

          «Quanta cura sia necessaria, perché il sacrosanto sacrificio della messa sia celebrato con ogni religiosità […] E poiché, sia per colpa del tempo che per negligenza e malvagità degli uomini, si sono introdotti molti elementi alieni dalla dignità di un tanto sacramento, perché sia restituito il dovuto onore e culto, a gloria di Dio e ad edificazione del popolo fedele, questo santo Sinodo stabilisce che i vescovi ordinari si diano cura e siano tenuti a proibire e a togliere di mezzo tutto ciò che hanno introdotto o l’avarizia, che è servizio degli idoli, o l’irriverenza, che si può difficilmente separare dall’empietà, o la superstizione, falsa imitazione della vera pietà.
          E, per dirla in breve, prima di tutto –
          per quanto riguarda l’avarizia, – essi proibiscano assolutamente qualsiasi compenso, i patti e tutto ciò che viene dato per celebrare le nuove messe; ed inoltre quelle, piú che richieste, importune e grette esazioni di elemosine; ed altre cose simili, che non sono molto lontane, se non proprio dalla macchia della simonia, certo da traffici volgari.
          In secondo luogo, per evitare l’irriverenza, ognuno, nella sua diocesi, proibisca che qualsiasi prete girovago e sconosciuto possa celebrare la messa. A nessuno, inoltre, che abbia commesso un delitto pubblico e notorio, permettano che possa servire al santo altare, o assistere alla santa messa; e neppure che in case private, e, in genere, fuori della Chiesa e degli oratori destinati solo al culto divino da designarsi e visitarsi dagli ordinari – questo santo sacrificio sia celebrato da qualsiasi secolare o regolare, e senza che prima i presenti, in atteggiamento composto, mostrino di assistere non solo col corpo, ma anche con la mente e con affetto devoto del cuore.
          Bandiscano, poi, dalle chiese quelle musiche in cui, con l’organo o col canto, si esegue qualche cosa di meno casto e di impuro; e similmente tutti i modi secolari di comportarsi, i colloqui vani e, quindi, profani, il camminare, il fare strepito, lo schiamazzare, affinché la casa di Dio sembri, e possa chiamarsi davvero, casa di preghiera.

          Da ultimo, perché non si dia occasione di superstizione, con editto e con minacce di pene facciano in modo che i sacerdoti non celebrino se non nelle ore stabilite e che nella celebrazione delle messe non seguano riti o cerimonie, e dicano preghiere diverse da quelle che sono state approvate dalla Chiesa e accettate da un uso consueto e lodevole.
          Tengano lontano assolutamente dalla Chiesa l’uso di un certo numero di messe e di candele, inventato piú da un culto superstizioso, che dalla vera religione. E insegnino al popolo quale sia e da che principalmente provenga il frutto cosí celeste e cosí prezioso di questo santissimo sacrificio.
          Lo ammoniscano anche che si rechi frequentemente nella propria parrocchia, almeno nei giorni di domenica e nelle feste piú solenni.»

          In altro punto:

          «E durante il tempo delle funzioni sacre, non si chiacchieri e non si raccontino storie, ma si assista il celebrante con la bocca e col cuore.»

          Per tacer della capacità del popolo di comprendere seppur minimamente i sacri misteri che stavano vivendo:

          «il santo Sinodo comanda ai pastori e a tutti quelli che hanno la cura delle anime, di spiegare frequentemente, durante la celebrazione delle messe, personalmente o per mezzo di altri, qualche cosa di quello che si legge
          nella messa e, tra le altre cose, qualche verità di questo santissimo sacrificio, specie nei giorni di domenica e festivi.»

          _____________________

          Papa san Pio X, nel motu proprio Inter Sollicitudines:

          «Non tocchiamo partitamente degli abusi che in questa parte possono occorrere. Oggi l’attenzione Nostra si rivolge ad uno dei più comuni, dei più difficili a sradicare e che talvolta si deve deplorare anche là dove ogni altra cosa è degna del massimo encomio per la bellezza e sontuosità del tempio, per lo splendore e per l’ordine accurato delle cerimonie, per la frequenza del clero, per la gravità e per la pietà dei ministri che celebrano. Tale è l’abuso nelle cose del canto e della musica sacra. Ed invero, sia per la natura di quest’arte per sé medesima fluttuante e variabile, sia per la successiva alterazione del gusto e delle abitudini lungo il correr dei tempi, sia per funesto influsso che sull’arte sacra esercita l’arte profana e teatrale, sia pel piacere che la musica direttamente produce e che non sempre torna facile contenere nei giusti termini, sia infine per i molti pregiudizi che in tale materia di leggeri si insinuano e si mantengono poi tenacemente anche presso persone autorevoli e pie, v’ha una continua tendenza a deviare dalla retta norma, stabilita dal fine, per cui l’arte è ammessa al servigio del culto, ed espressa assai chiaramente nei canoni ecclesiastici, nelle Ordinazioni dei Concilii generali e provinciali, nelle prescrizioni a più riprese emanate dalle Sacre Congregazioni romane e dai Sommi Pontefici Nostri Predecessori.

          _____________________

          Papa Pio XII, molto più recentemente, nell’enciclica Mediator Dei:

          «Innovazioni temerarie

          […] tuttavia è severamente da riprovarsi il temerario ardimento di coloro che di proposito introducono nuove consuetudini liturgiche o fanno rivivere riti già caduti in disuso e che non concordano con le leggi e le rubriche vigenti. Così, non senza grande dolore, sappiamo che accade non soltanto in cose di poca, ma anche di gravissima importanza; non manca,difatti, chi usa la lingua volgare nella celebrazione del Sacrificio Eucaristico, chi trasferisce ad altri tempi feste fissate già per ponderate ragioni; chi esclude dai legittimi libri della preghiera pubblica gli scritti del Vecchio Testamento, reputandoli poco adatti ed opportuni per i nostri tempi.

          […]

          Allo stesso modo si devono giudicare gli sforzi di alcuni per ripristinare certi antichi riti e Cerimonie. La Liturgia dell’epoca antica è senza dubbio degna di venerazione, ma un antico uso non è, a motivo soltanto della sua antichità, il migliore sia in se stesso sia in relazione ai tempi posteriori ed alle nuove condizioni verificatesi. Anche i riti liturgici più recenti sono rispettabili, poiché sono sorti per influsso dello Spirito Santo che è con la Chiesa fino alla consumazione dei secoli, e sono mezzi dei quali l’inclita Sposa di Gesù Cristo si serve per stimolare e procurare la santità degli uomini.

          […]

          Così, per fare un esempio, è fuori strada chi vuole restituire all’altare l’antica forma di mensa; chi vuole eliminare dai paramenti liturgici il colore nero; chi vuole escludere dai templi le immagini e le statue sacre; chi vuole cancellare nella raffigurazione del Redentore crocifisso i dolori acerrimi da Lui sofferti; chi ripudia e riprova il canto polifonico anche quando è conforme alle norme emanate dalla Santa Sede.

          […]

          Questo modo di pensare e di agire, difatti, fa rivivere l’eccessivo ed insano archeologismo suscitato dall’illegittimo concilio di Pistoia,

          […]

          Tutto, dunque, sia fatto nella necessaria unione con la Gerarchia ecclesiastica. Nessuno si arroghi il diritto di essere legge a se stesso e di imporla agli altri di sua volontà. Soltanto il Sommo Pontefice, in qualità di successore di Pietro al quale il Divin Redentore affidò il gregge universale, ed insieme i Vescovi che, sotto la dipendenza della Sede Apostolica, «lo Spirito Santo pose . . . a reggere la Chiesa di Dio», hanno il diritto e il dovere di governare il popolo cristiano.»

          • Tutto questo popò di citazioni, Vanni, solo per mostrarti come il mito della “messa di sempre immune da abusi” è per l’appunto un mito, sfatato nei secoli ma purtroppo sempre ripresentato dai più integerrimi tradizionalisti…

            Tra l’altro, come puoi vedere nelle citazioni del Concilio di Trento, di san Pio X e di Pio XII, molti dei gravissimi abusi rilevati in tutti e tre i documenti sono abusi attualissimi, c’è persino quello dell’«eccessivo ed insano archeologismo»… e parliamo di Pio XII! Non propriamente un papa vicino a tesi progressite 😉

          • Si vede che ai “miei” tempi (un po’ dopo il Concilio di Trento, per la verità) i richiami dei Papi erano stati ascoltati e non si verificavano abusi degni di nota; se ce ne sono stati, non erano così “assolutamente diffusi” (esagerato) come dicono i “tuoi vecchi” tanto informati.
            E sulla permalosità, guarda che sei tu che non hai capito il tono scherzoso della mia risposta (purtroppo non so mettere le faccine).

            • Secondo me dipende più dal fatto che non si era spesso in grado di comprenderli gli abusi, perché la formazione liturgica media era mediamente minore, e perché il rito in sé era più complesso (un esempio su tutti le precedenze liturgiche: la forma straordinaria è un vero dedalo!)
              Meno male che non t’eri offeso 😛

              • Credo però Ubi che oggettivamente il cuore di molti aspetti della Liturgia fossero vissuti più intensamente… forse con minor preparazione “teologica”, ma la Fede non è (esclusivamente) per dotti e sapienti e quella dei “semplici” spesso sopravanza quella dei primi.

                Ad ogni modo credo sia molto difficile dare un “giudizio” storico, perché si finisce per dover soppesare lo stato delle “anime” e chi potrebbe dare tale giudizio?
                Forse oggettivamente potremmo attenerci al riconoscere lo stato di un “albero” dai suoi frutti… 😉

                • Bariom: sicuramente c’era molta ma molta più partecipazione di popolo, e questo è insindacabile! Suoi cuori e sulla partecipazione dei fedeli abbiamo avuto il buon gusto di non proncunciarci né io né Vanni 🙂 Qui si parlava solo di abusi. Comunque noi possiamo agire solo sul presente, e siamo chiamati a farlo. Il resto tanto per… 😀

              • @ Ubi Deus ibi pax

                un piccolo OT: volevo dirti che, anche se fra noi 2 c’è stato un dibattito acceso, io non ti porto alcun rancore e la mia considerazione per la tua preparazione e per la tua intelligenza rimane immutata.
                Se ho usato qualche espressione un po’ colorita o inopportuna, credi che non era diretta propriamente contro di te, come persona, ma al mio “contraddittore” nella foga della discussione.
                I dissapori che possono essere emersi, da parte mia, sono dimenticati. A69

                • Caro Anonimo69, non ti ho mai portato rancore. È stato un normale scontro dialettico tra due visioni della vita molto diverse. Ma la tua presenza costante qui fa sperare che in futuro aumenteranno le comuni convergenze verso Colui che è principio e fine di tutto.

  8. Credo che possa venire in aiuto questo passaggio del CCC (naturalmente troviamo TANTISSIMI spunti di riflessione nello stesso Catechismo e in Encicliche, Esortazioni ecc.)

    III. Lo Spirito Santo e la Chiesa nella liturgia

    1091 Nella liturgia lo Spirito Santo è il pedagogo della fede del popolo di Dio, l’artefice di quei «capolavori di Dio » che sono i sacramenti del Nuovo Testamento. Il desiderio e l’opera dello Spirito nel cuore della Chiesa è che noi viviamo della vita di Cristo risorto. Quando egli incontra in noi la risposta di fede da lui suscitata, si realizza una vera cooperazione. Grazie ad essa, la liturgia diventa opera comune dello Spirito Santo e della Chiesa.

    Come si può ben comprendere (anche da quanto ho evidenziato nel testo) la Liturgia che è certamente anche “pedagogia”, esige però una concreta risposta che è la stessa risposta che la Fede suscitata dallo Spirito Santo, esige dal cuore di ogni Uomo.

    Ecco perché scrivevo che la Liturgia è “specchio” della Fede di un Popolo o se vogliamo “termometro dello stato di salute” di questa Fede…
    C’è da mettere mano seriamente al rinnovamento della Fede, alla ri-Evangelizazione, a riportare un visione Cristocentrica non solo della Fede ma della VITA a riaprare i danni di una scristianizzazione e una desacralizzazione avvenuta da decenni…

    Ecco che le nostre Liturgie – qualunque Liturgia – brillerà dello splendore di Dio, saranno senza imposizioni di paletti o impalcature di sostegno, prefigurazione della LITURGIA CELESTE che ci attende…

    Sarà veramente (visto che a Giusi è piaciuta mi perdonerete) “lo famo sacro”…. 😉

  9. Quoto Bariom.
    E poi, ragazzi, non mitizziamo ” i tempi andati”…magari la liturgia era ineccepibile ma non per questo agevolava nei fedeli il senso del sacro:quando mia nonna era giovane la liturgia era rigidissima, la messa era in latino, ma la stragrande maggioranza della gente non capiva un accidenti di quello che diceva, ripeteva una filastrocca cantilenante ( con esileranti strafalcioni)…ok niente carnevalate ( quelle danno fastidio anche a me) ma non si può pretendere che quando il prete, ad esempio, alza il neonato appena battezzato in alto, l’assemblea non applauda…

    Ps: sul punto bambini in chiesa comunque io ha concluso che i mie figli per ora a messa non li porto: a 20 mesi e quasi 3 anni, passo il mio tempo a rincorrerli ( letteralmente) e a impedire che smontino la chiesa.

    • Dice Elisa:
      “ma la stragrande maggioranza della gente non capiva un accidenti di quello che diceva, ripeteva una filastrocca cantilenante ( con esileranti (sic) strafalcioni)”.
      Penso che sia tu a mitizzare i tempi andati. Con poca carità verso i fedeli di una volta.

      • Quand’ero piccola c’era la messa in latino. Le Chiese erano gremite. Non è vero che la gente non capiva.Mia nonna non sapeva il latino ma recitava tutte le preghiere a memoria e aveva una grande devozione.Il senso veniva inteso da tutti. I canti erano bellissimi. Io come bambina ero scatenata ma in Chiesa stavo buona perchè la Chiesa era un luogo sacro questo ci veniva trasmesso sin da piccoli. Ora in chiesa si balla, si parla, si schitarra se ne fanno di tutti i colori e dunque cosa ci si può aspettare?

        • Il peggio del peggio oppure una svolta…
          (Che poi ovviamente non so che chiese frequenti tu, ma a me capitano tante fuori dalla mia e in varie città d’Italia dove vivo delle gran belle Celebrazioni… sarò così “fortunato”?)

          • Si pure io Bariom qualcosa c’è per carità però son comportamenti diffusi. Qualcosa di comico c’era nelle messe in latino ma senza intaccare il senso. Ricordo la fine dell’eterno riposo da parte delle vecchiette del mio paese. Andavano a senso. Più o meno era così. L’eterno riposo schiattano quindi requieschiatta in pace!

            • 😀 😀
              La cosa meravigliosa e che noi abbiamo un, anzi, IL Dio di una simpatia unica, che guarda alle intenzioni più che al lessico così, dopo essersi fatta una “divina risata”, anche gli “eterno riposo schiattati” sono andati a buon fine! 😉

  10. A parte il discorso che poi è andato nello specifico liturgico, il post m’è subito piaciuto anche perché lo stile mi è sembrato fresco e vivace come quello di un’altra autrice che “amo”. Mi è sembrato quasi di essere ad una delle tante Messe d’orario domenicale nella mia parrocchia o in altre che a volte frequento per praticità. Però pensandoci bene, anche ieri c’erano bambini. Una in particolare, con due guanciotte da bacio, si è avvicinata a noi per via degli strumenti musicali e, trovando la strada sbarrata dalla mia presenza e dai fili dei microfoni, si è dovuta accontentare di me, raccogliendo da terra a fianco della mia sedia le bottigliette di acqua che immancabilmente mi seguono. Me le porgeva e poi mi dava da mangiare (non sapeva che sono a dieta? No, mi sa di no!) con una forchettina e una ciotola con dei disegni simpatici. L’ho considerata dono del Signore perché troppo carina e dolce… quindi mi sono persa in sorrisi e tentativi di conquistarla. Forse ci sono riuscita perché è rimasta nei nostri paraggi per un po’.

  11. Ubi: rispondo qui per praticità… Amici come prima? Certo! Ci mancherebbe. Smack! 😀
    Da parte mia non c’erano critiche nemmeno costruttive e so che non c’erano da parte tua, quindi non ci sono feriti… 😉

  12. Una riforma della Messa potrà essere pertanto più o meno felice, potrà avere bisogno successivamente di un’altra riforma o del recupero di quanto si aveva dismesso, ma non potrà mai alterare l’essenza della Messa. Supporre che il Papa possa indire una Messa eretica o modernista o filoprotestante, è a sua volta un’eresia, non in riferimento al suo potere pastorale, ma in quanto maestro della fede, dato che la Messa è un Mysterium fidei. Nella Messa bisogna quindi distinguere il cerimoniale dal rituale. Il primo può cambiare ed è di diritto ecclesiastico: il secondo è immutabile ed è di diritto divino.

    Le norme della celebrazione della Santa Messa — il cosiddetto cerimoniale — possono quindi mutare nel corso dei secoli, come dimostra la storia stessa della liturgia. Ma l’essenza della Messa è immutabile, come pure è dimostrato dalla storia, fino alla Messa novus ordo, al di là di mutamenti che appaiono a volte profondi, ma che in realtà non intaccano la sostanza, come la ho definita sopra.

    Il Sommo Pontefice non ha la facoltà di mutare la sostanza dei Sacramenti e quindi la struttura essenziale del rito della Santa Messa, sostanza o essenza che non è difficile enucleare al di là delle variazioni del cerimoniale avvenute nel corso della storia.

    Ora però, la Messa novus ordo, è stata motivata dal Concilio Vaticano II con gravi ragioni note a tutti [Sacrosanctum Concilium, nn. 47-58]. Essa ha certamente un aspetto ecumenico, ma è stoltezza dire che è filo-protestante o infetta di modernismo o che essa cambia la Messa tradizionale.

    La Chiesa può concedere a chi lo desidera il permesso di celebrare solo nel vetus ordo — come lo fece con San Pio da Pietrelcina —, che ovviamente resta valido; ma a patto che non lo si faccia come se la Messa valida fosse solo questa. La Chiesa consiglia ed ordina, ordinariamente, il novus ordo, perché pastoralmente è più adatto alla situazione odierna.

    padre domenicano Giovanni Cavalcoli

    http://isoladipatmos.com/domanda-la-messa-di-paolo-vi-e-veramente-valida/

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