L’artigianato educativo

di Costanza Miriano

Quando ho letto la traccia degli argomenti previsti per l’incontro di Milano mi sono detta che sarebbe stato proprio interessante da ascoltare: usi di internet, alleanza tra genitori, come vivere la spiritualità in famiglia, e soprattutto adolescenza oggi. Magari mi spiegano questi oggetti misteriosi – soprattutto quelli femminili – che mi girano per casa. Poi ho realizzato che a parlare sarò io, e questo è il problema.

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È nel rapporto vitale con i genitori che sta l’interesse vero di Charlie

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di don Vincent Nagle

 

Mentre scrivo Charlie Gard è ancora vivo in un Ospedale a Londra. Charlie, il bambino di dieci mesi che ha una rara malattia genetica, che sta peggiorando e non può sopravvivere senza l’aiuto di una macchina che lo fa respirare, è figlio di due giovani genitori  che non vogliono mollare le cure, mentre l’ospedale dice d’aver provato tutte le vie  loro conosciute per aiutare il bambino e dicono che è ora di cessare le cure invasive  e permettere che la vita di Charlie segua il suo corso naturale verso la morte perché soffra inutilmente.

Voglio offrire un paio di osservazioni prese dalla mia lunga esperienza nell’accompagnare sia famiglie come quella di Charlie e anche operatori sanitari come quelli dell’ospedale.

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Questa è una generazione a cui abbiamo mentito

di Costanza Miriano

Una volta sono stata invitata alla festa della famiglia della Diocesi di Ferrara,e mi avevano detto che monsignor Negri sarebbe stato contento di incontrarmi. Mi ero preparata un bel discorso da fare alle famiglie, anche per fare colpo su di lui. L’ho trovato che mi aspettava sulle scale; mi ha dato una specie di pacca sulle spalle che somigliava pochissimo a una carezza, ha detto qualche parole di solidarietà verso mio marito, e se ne è andato perché aveva un altro impegno. “Hai visto come è stato affettuoso?” – mi ha detto la persona che era venuta a prendermi alla stazione. Affettuoso veramente no, tutto meno che affettuoso – ho pensato. “Vedi, tu non lo conosci. Lui esprime così l’affetto: ti ha invitata, ti ha aspettata prima di andarsene, ma poi non è il tipo che si perde in formalità”.

E così, anche da amici che lo conoscono meglio, ho avuto la conferma: monsignor Negri è una persona ruvida. Per questo, quando ho letto la sua lettera ai ragazzi di Manchester non ho proprio fatto caso agli spigoli delle sue parole, e al netto di quelli ci ho visto solo una grande dolcezza, una paternità sicura, una sincera preoccupazione per i nostri figli. Soprattutto, più che concentrarmi sull’autore o sul tono di quelle parole sicuramente forti, mi sto interrogando. Che genitori siamo? Che genitori sono quelli degli amici dei nostri figli? Continua a leggere “Questa è una generazione a cui abbiamo mentito”

“Piuma”: la leggerezza della vita

di mons. Riccardo Mensuali

Qualche giorno fa, di ritorno dal Malawi, mi imbarco sul volo Addis Abeba-Roma che parte a mezzanotte e al decollo l’unica preoccupazione è come prender sonno il prima possibile visto che alle cinque e mezzo si atterra a Roma, pronti – si fa per dire – per una nuova giornata. Un film sembra la scelta migliore, ma non ne trovo uno che abbia almeno i sottotitoli in italiano, e l’inglese dei film mi sembra incomprensibile, almeno a mezzanotte su un volo notturno. Mentre sto per rinunciare trovo, alla fine, un film italiano, Piuma, che non avevo visto quando uscì, lo scorso anno. Dal titolo non sembra pesante e lo scelgo.

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Lettera semiseria ai neogenitori

Illustrazione di Emanuele Fucecchi
Illustrazione di Emanuele Fucecchi

di Emanuele Fant per Credere

Cari neogenitori, voi non dovete temere che crescere un figlio vi potrà costare fino a 14000 euro annui, né le battaglie notturne con le colichine. Voi non dovete deprimervi al pensiero che potrete pure regalare il vostro abbonamento a teatro. Dovete risparmiare energie per affrontare l’unico, vero, lato irrimediabilmente negativo che comporta la scelta di avere un bambino: le feste dei compagni delle elementari.

Adesso il vostro neonato sonnecchia sereno, da solo, protetto da un velo di tulle. Ma presto camminerà, rovescerà le pappine, pretenderà l’iscrizione all’asilo e, prima che possiate prendere delle contromisure, si farà degli amici a sua scelta. Continua a leggere “Lettera semiseria ai neogenitori”

Gli adulti desiderano, gli adulti decidono

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di Costanza Miriano

Conosco purtroppo sempre più persone che soffrono per un doloroso desiderio di figli che non arrivano. Una mancanza, uno strazio persino, che a volte, immagino, toglie il fiato, soprattutto alle donne. La sensazione del tempo che passa, che rende mese dopo mese un po’ più lontana la speranza di un compimento, diventa una cappa. A volte accanto a queste donne ci sono uomini che riescono a convivere meglio con l’assenza, e hanno meno voglia di imbarcarsi nell’interminabile impresa dell’adozione (quando ci si occuperà seriamente di renderla più possibile?). Così gli anni passano, e ognuna di queste amiche, di questi miei amici ha dato la sua risposta al dolore e al vuoto. C’è chi diventa fecondo in altro modo, aiutando chi incontra ed è nel bisogno, chi invece investe sul lavoro, chi converte l’attesa in creatività, chi semplicemente non ci pensa più e convive abbastanza in pace con una zona buia nella sua vita, chi è nel lutto. Continua a leggere “Gli adulti desiderano, gli adulti decidono”

Santa imperfezione

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di Andrea Torquato Giovanoli

Prima che diventassi genitore, la mia idea di paternità girava attorno all’aspirazione di essere per i miei figli un padre anche solo leggermente migliore di quanto lo era stato il mio per me: essendo stato lui tutto sommato un buon padre, mi dicevo, in tal modo avrei portato un miglioramento qualitativo alla generazione successiva e, se i miei figli avessero condiviso la mia stessa idea di paternità, a loro volta sarebbero stati per i miei nipoti, padri anche solo leggermenete migliori di me, perpetuando in tal modo una sorta di circolo virtuoso della paternità nella nostra famiglia. Continua a leggere “Santa imperfezione”

Papà e mamma

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di Andrea Piccolo

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Ero andato a trovare i miei genitori e avevo passato la giornata da loro. Ero lì senza il resto della famiglia perché dovevo aiutarli in alcune commissioni e piccoli lavori in casa dove, per l’età, non riescono più ad essere completamente autonomi. Nel pomeriggio, al momento di ripartire, quando già avevo raccolto i sacchetti – pieni di cibo per lo più – di cui sempre mi caricano quando vado a trovarli, per quanto possa essere stata recente la mia ultima visita, ho baciato mia madre per salutarla. Lei ha indugiato in quel saluto, teneramente mi ha stretto il volto tra le sue mani trattenendolo, mentre fissandomi intensamente continuava a ripetermi «Grazie che sei venuto a trovarci, grazie che sei venuto a trovarci».

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Come educare?

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PAPA FRANCESCO – UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 20 maggio 2015

Oggi, cari fratelli e sorelle, voglio darvi il benvenuto perché ho visto fra di voi tante famiglie, buongiorno a tutte le famiglie! Continuiamo a riflettere sulla famiglia. Oggi ci soffermeremo a riflettere su una caratteristica essenziale della famiglia, ossia la sua naturale vocazione a educare i figli perché crescano nella responsabilità di sé e degli altri. Quello che abbiamo sentito dall’apostolo Paolo, all’inizio, è tanto bello: «Voi figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino” (Col 3, 20-21) . Continua a leggere “Come educare?”

Al servizio del cittadino

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di Paola Belletti

“Dunque signora, per prima cosa mi deve portare il certificato del pediatra fatto sul sistema Inps”.

Vado.

Pediatra un po’ nervoso (ha ragione anche lui però! Hanno una montagna di burocrazia da sbrigare) mi compila questo certificato incalzando la segretaria ad ogni bivio imposto dalle tendine che si aprono  e dalle diverse spunte possibili. E ogni tanto chiede a me. “Qui cosa metto?”

Comunque lo ottengo, questo benedetto certificato, in duplice copia. In busta chiusa. Continua a leggere “Al servizio del cittadino”

Genitori, se potete, adottate i figli che si vogliono sposare

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di Costanza Miriano

Diceva Longanesi che lui non si appoggiava ai princìpi, che dopo un po’ si piegano. Anche io preferisco piuttosto appoggiarmi agli amici, che sono un po’ più solidi e robusti, soprattutto se a loro volta si appoggiano all’unico vero amico che non delude mai, Cristo. Con questo gruppo di amici in Cristo ogni tanto ci vediamo davanti a qualche buon piatto e del vino (che mi dicono ottimo, ma io bevo solo Coca light e non saprei dire: in compenso per la Coca ho un palato sopraffino, e saprei distinguerne la data di scadenza a occhi chiusi). Quando parliamo e mangiamo insieme vengono sempre fuori nuove idee per la “buona battaglia”, e l’altro giorno Ivan Quintavalle, futuro  sacerdote della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, mi ha folgorata con una proposta che secondo me ha del geniale. Continua a leggere “Genitori, se potete, adottate i figli che si vogliono sposare”

Osanna Yeah

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di Paola Belletti

Se guardando le vetrate istoriate-astratte (istoriastratte?) color verde mare e arancio di una chiesa moderna Isabella urla a favore di tutti i fedeli presenti “guarda mamma ci sono le Winx”. Se al “Santo o-o-o-o-o-o Santo- Osa-a-a-a-nnnnnnnna, Osanna eh! Osanna eh!” Margherita si lancia in una coreografia un po’ rock un po’pop nel corridoio e chiude il canto con “Osanna nell’arco dei cieli” e la mossa che usa Violetta nei finali di performance.

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Al bambino serve un padre e una madre

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di Silvia Vegetti Finzi   (Corriere della Sera, 02.1.2013)

Da tempo la psicoanalisi ha perso la capacità di sollecitare la riflessione collettiva sulle strutture profonde che reggono l’identità individuale e sociale e ciò proprio nel momento in cui si delineano radicali trasformazioni. A rompere questo silenzio giunge quanto mai opportuno l’invito che Ernesto Galli della Loggia rivolge agli psicoanalisti perché non temano di far sentire la loro opinione, anche quando non è conforme al «mainstream delle idee dominanti». Continua a leggere “Al bambino serve un padre e una madre”

Generazione Telemaco

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di Claudia Mancini   

Il gruppo marmoreo “Enea, Anchise e Ascanio”, conservato nella Galleria Borghese a Roma, fu realizzato da Gian Lorenzo Bernini nel 1619. Il soggetto è tratto dall’Eneide di Virgilio: Enea fugge da Troia in fiamme, portando sulle spalle il vecchio padre Anchise e tenendo per mano il figlioletto Ascanio.

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Gli adulti hanno paura di educare

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Intervista di Pietro Vernizzi a Costanza Miriano  per Il Sussidiario

“All’origine della proposta inglese di abbassare ai 15 anni l’age of consent, cioè l’età a partire dalla quale un adolescente è considerato pienamente consenziente nei confronti di qualsiasi attività sessuale, c’è la volontà di sgravare i genitori dal problema dell’educazione”. Lo afferma Costanza Miriano, giornalista e autrice dei libri “Sposati e sii sottomessa” e “Sposala e muori per lei”. L’obiettivo della proposta inglese è ridurre dai 16 ai 15 anni l’età a partire dalla quale un teenager può ricevere informazioni sulla contraccezione e sull’aborto. Di fatto però il limite dei 16 anni finora, almeno sul piano teorico, aveva scoraggiato il coinvolgimento sessuale dei minorenni al di sotto di questa età. L’idea è partita da un’intervista del professor John Ashton, preside della facoltà di Salute Pubblica, e per ora il premier David Cameron si è detto contrario.

La proposta di abbassare l’età al di sotto della quale gli atti sessuali sono ritenuti normali, parte da un cambiamento già in atto nella società o mira a provocarlo? Continua a leggere “Gli adulti hanno paura di educare”

Il Dio masticabile

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di Andrea Torquato Giovanoli 
Ho avuto modo di crescere quattro figli maschi, e per ciascuno di essi, ogni volta che li tiro fuori dalla vasca del bagnetto serale, avvolgendoli nell’asciugamano e lasciando fuori solo il visetto vispo e sorridente, puntualmente mi viene da pensare a Gesù bambino avvolto in fasce, e mentre il mio cuore di padre si squaglia, la mia carne vibra dalla voglia di spellarli di baci quei furbetti tenerelli, accompagnando il mio pensiero a quella domanda ricorrente: chissà se anche San Giuseppe ha provato la stessa cosa con il Dio-bambino in braccio. Continua a leggere “Il Dio masticabile”

La legge dell’Amore

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di Sara T.

Mi chiamo Sara e questo è un pezzo della mia storia.

Sebbene abbia superato i trent’anni, non sono ancora andata in moglie a nessuno, perché il demonio Asmodeo ha ucciso tutti i sette uomini a cui ero promessa sposa. Mi sono così rivolta al mio Signore, so che la mia preghiera è stata accolta dal mio Dio e ora sono in attesa di una Sua risposta. Continua a leggere “La legge dell’Amore”

La cozza

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di Andrea Torquato Giovanoli

Ieri sera mia moglie ha enucleato una sacrosanta verità: nostro figlio, il piccolino, “è ‘na cozza”!

In effetti non lo si può lasciare un attimo che inizia a strepitare, lamentando con evidenza un’impellente necessità d’esser preso in braccio, e non smette di piangere fino a quando o viene accontentato, oppure esaurisce in un sonno inquieto. Continua a leggere “La cozza”