di Costanza Miriano, padre Maurizio Botta, Marco Scicchitano e Mario Adinolfi
Ci chiedono perché andiamo a Milano. La domanda ha varie connotazioni e gradazioni – dal “chi te lo fa fa’?” (alla romana), imputabile probabilmente ai nostri coniugi o agli amici più sinceri, al più sottile “che ci guadagni?”, passando per il complottista “ma chi c’è dietro, che movimento politico rappresentate?” – e ricorre abbastanza spesso. La verità è che andiamo a Milano perché siamo amici e ci piace mangiare e bere insieme (va be’, alla femmina non tanto, ma insomma). Continua a leggere “Perché andiamo a Milano”→
Un’amica – forse atea forse cattoprogressista, di certo intelligentissima, radical chic – me lo aveva detto due giorni dopo l’uscita del mio primo libro: bello. Dici cose vere anche per me che non sono così allineata alla Chiesa. Ma sta’ attenta, perché tutti ti tireranno per la giacchetta, e cercheranno di farti diventare una bandiera di idee che non avrai mai espresso né pensato. Io, col mio formidabile fiuto strategico, pensavo che si sbagliasse. Figurati, chi mai potrebbe ascoltare o addirittura tirare per la giacchetta una come me, che da giorni cerco invano qualcuno che ospiti una presentazione del mio libro (alla fine la moglie di un collega, nel suo negozio peraltro non di libri, ha avuto pietà di me, e tra i figli, i suoceri, le amichette di scuola e due valorose amiche del mare che hanno valicato l’Appennino abbiamo raggiunto la venticinquina di persone). Continua a leggere “Come sono finita qui?”→
Buoni propositi per il nuovo anno, elencati assolutamente alla rinfusa, in ordine di venuta in mente alle 4 e 19 di notte, al termine di una giornata faticosa e di una notte passata a scrivere sotto i fumi della Coca light e del taleggio. Allora, si diceva dunque propositi per il nuovo anno:
Uscirne indenne.
Uscire dalla dipendenza da sostanze non sane quali il taleggio, le arance disidratate, il Nespresso Arpeggio con la panna.
Uscire prima la mattina per portare le piccole a scuola (non ci riesco mai) e cercare così di risalire nella scala sociale delle madri che arrivano sul piazzale della scuola un quarto d’ora prima della campanella già truccate e aggiornate sulla ricerca di storia, e poi arrivare anche in tempo a messa, invece che essere una paria delle genitrici, sempre per ultima (se arrivo), con la tuta sopra la sottoveste da notte, e sempre in ritardo alla ..ssa (l’inizio lo manco sempre).
Uscire (amo le anafore) più spesso con uomini approvati dalla Chiesa cattolica (mio marito) per andare al cinema o in altri posti strambi quali il fast food srilankese a mangiare lenticchie alla salsa di cocco abbuffandoci con sette euro a testa. Continua a leggere “Buoni propositi per il nuovo anno, elencati alla rinfusa”→
Pur essendo stata citata decine e decine di volte da Costanza ci siamo accorti di non aver mai pubblicato la storia di Gudbrando il montanaro. Eccola.
C’era una volta un uomo di nome Gudbrando che aveva una fattoria lontano lontano, là, sulla montagna: perciò tutti lo chiamavano Gudbrando il montanaro. Dovete ora sapere che egli aveva una mogliettina e che essi si amavano e si comprendevano l’un l’altro, tanto che la moglie trovava che tutto ciò che faceva il marito era fatto nella maniera migliore ed era sempre contenta qualunque cosa egli facesse. La fattoria era tutta loro e così pure la terra; avevano poi qualche soldo nascosto sotto il materasso e due mucche legate nella stalla. Un giorno la moglie disse a Gudbrando: Continua a leggere “Gudbrando il montanaro”→
Metti una sera milanese, di quelle che tutto il giorno hai corso e lavorato così, come nelle più crude e reali barzellette sui polentoni imbruttiti. Metti che la sera hai un invito a cena da amici in occasione di una conferenza che loro hanno organizzato e che include la presenza dell’ospite d’onore. Metti che questa persona la conosci e hai una grande voglia di rivederla. Metti che riesci a incastrare tutto alla perfezione, che riesci –non tu, Gudbrando, ma lei la moglie- a cuocere anche una focaccia da portare come contributo alimentare e gli amici che porti con te ci mettono i salumi d’eccellenza. Metti che poi intorno al tavolo ci siano anche altri amici che non vedi magari da tempo –ah, maledetta metropoli che disperdi e diluisci le occasioni di stare insieme!- e che rivedi con gran piacere. Continua a leggere “Milano mia portami via”→
Ogni volta che, tra mezzanotte e l’una, intravedo con la coda dell’occhio, il mio cellulare “illuminarsi”….cara dolce Costanza, penso a te. Perché quella lucina sei tu…è il tuo articolo finito e postato, e allora penso (da tua alleata): ‘forse ora, finalmente,vedrà di striscio il suo cuscino!!! E magari dormira’!’ Continua a leggere “Solo Dio basta”→
Scrive di notte, mentre di giorno si “divide” fra marito, figli, lavoro, preghiera e mille altre commissioni o impegni che affollano la sua agenda. Dichiarandosi perennemente «in ritardo su tutto», Costanza Miriano svela che le piacerebbe avere tempo per correre le maratone ma che preferisce affiancare i figli nei compiti. E lo dice con un sorriso in cui dolcezza e autoironia si mescolano inesorabilmente, suscitando simpatia. Una donna multitasking come tante, a cui piace curare il suo look non solo esteriore, innamorata della vita e della fede che cerca di testimoniare in giro per l’Italia.
Una giornalista televisiva, Costanza Miriano, un giornalista ex-deputato e tra i fondatori del Partito democratico, Mario Adinolfi, uno psicoterapeuta, Marco Scicchitano, e un sacerdote dell’oratorio di San Filippo, Padre Maurizio Botta. Sono loro i “quattro moschettieri” che lunedì sera a Lerici, nell’ambito della Festa di Avvenire, hanno tenuto l’incontro-dibattito “Contro i falsi miti di progresso”, che ha tenuto in Rotonda Vassallo fino a tarda ora, anche quando i tuoni minacciavano il temporale, un pubblico attento e partecipe, di oltre quattrocento persone, molti dei quali giovani e famiglie.
Quando correvo, facevo atletica leggera in modo serio (o forse dovrei dire folle), avevamo coi miei amici corridori alcuni indicatori della riuscita dell’allenamento. Intanto se vomitavi alla fine delle ripetute l’allenatore cominciava a pensare che forse avessi fatto quasi abbastanza. Poi, se correvi meno di un’ora non potevi manco dire di avere corso. Cinquanta minuti non valevano, non era omologato. Ormai questo modo di pensare mi è rimasto (corro da oltre trenta anni, il mio cervello ne è rimasto irreparabilmente danneggiato), e così penso che andare in giro con Padre Maurizio Botta, Mario Adinolfi e Marco Scicchitano non vale neanche, è troppo facile, è troppo bello. Niente fatica, niente meriti.
Così non so se l’incontro del 28 luglio a Lerici con i miei tre amici moschettieri, alla festa di Avvenire, me lo posso far cambiare in punti paradiso. Continua a leggere “Tre amici moschettieri ed io”→
Sul sito di Repubblica dicono “a parte che chi le ha consigliato il titolo è un genio del marketing, per il resto no comment”. Vorrei chiarire che:
a) Obbedire è meglio è preso dal Primo libro di Samuele, che è parola di Dio. Direi che Dio è un genio, sì, come minimo.
b) Di usare queste parole me lo ha suggerito Roberto Dal Bosco, che anche lui è un genio, seppure leggermente meno.
c) Non avevo intenti di marketing, e vorrei chiarire qui una volta per tutte che si guadagna decisamente di più facendo la baby sitter che la scrittrice, quanto al rapporto ore di lavoro/reddito, e che il marketing è l’ultimo, diciamo il penultimo dei miei pensieri (appena prima del calciomercato).
Dopo Sposati e sii sottomessa e Sposati e muori per lei, Costanza Miriano è tornata in libreria con un nuovo libro: Obbedire è meglio. Le regole della compagnia dell’agnello (Sonzogno, pp 173, 15 euro). Alla scrittrice e giornalista piacciono i titoli che ribaltano i luoghi comuni. È il caso anche di quest’ultimo volume che, come i precedenti, mostra con prosa scanzonata e profonda che la vera rivoluzione oggi è il cristianesimo. «Sempre più impopolare, perché incompreso», spiega Miriano.
Miriano, lei vive per trasformarsi in agnello, ma questa è una società di lupi. Non ha paura?
Il libro parla della “compagnia dell’agnello”, cioè dell’amicizia cristiana. Per me vivere come Cristo significa vivere al meglio. Si può diventare agnelli solo con qualcuno che lo incarni, che lo segua e che ci faccia vedere che è possibile vivere così. Dio non ci ha consegnato delle regole da applicare da soli. Al contrario, si è fatto parte di me e di te, vive negli uomini che appartengono alla sua Chiesa con cui abbiamo necessità di bere, mangiare, ridere e piangere. È così che passa la paura: io il matrimonio l’ho imparato guardando spose felici che si barcamenano fra figli e lavoro. Dalla bontà di donne che servono docilmente amici, colleghi e parenti. Da donne abbandonate ma fedeli alla famiglia, tanto belle e femminili da fare invidia. Continua a leggere “Se fossimo perfetti non ci converrebbe obbedire”→
Per i tanti che ce lo hanno chiesto fra pochi giorni sarà disponibile su youtube il video della serata, realizzato grazie ai potenti mezzi e alla disponibilità e professionalità dello straordinario staff dell’Auditorium Antonianum.
All’Antonianum alle 23.30 ieri sera guardavo tutte le vostre facce: eravate tanti, tanti, tanti e nessuno si alzava per andare via. Nessuno correva a casa per non perdersi Beppe Grillo a Porta a Porta, nessuno si ricordava che all’indomani la sveglia avrebbe suonato presto per mandarci a lavoro, eravate lì ad ascoltare un prete piemontese che con il pudore degli uomini coraggiosi diceva una cosa bella e sfrontata. Prendiamoci Roma. E il primo passo di un cammino era compiuto. Continua a leggere “Cronache da una serata all’Antonianum”→
La rivoluzione, oggi, è partire dalla realtà. Da quello che c’è, prima che da quel che si pensa, da quello che esiste prima che da quello che si sente. Tutto il mondo suggerisce il contrario. Salvo impantanarsi in sistemi che alla fine negano la natura dell’uomo, persino nel suo dato biologico. Questa sera con Mario Adinolfi, padre Maurizio Botta, Costanza Miriano, Marco Scicchitano ci confronteremo su questo. Venite in tanti!Continua a leggere “Questa sera all’Auditorium Antonianum”→
Lunedì 19 si terrà a Roma all’Auditorium Antonianum, Viale Manzoni 1, alle ore 21 si terrà un incontro dal titolo “Contro i falsi miti di progresso”. Promotori della iniziativa il dottor Marco Scicchitano, psicologo psicoterapeuta e ricercatore clinico, i giornalisti e saggisti Mario Adinolfie Costanza Miriano e con padre Maurizio Botta esperto di pastorale giovanile. Aleteia ha raggiunto il dottor Scicchitano per una introduzione agli argomenti della serata. Continua a leggere “Contro i falsi miti di progresso. Intervista a Marco Scicchitano”→
Ore 19 e 02. Calcolando che la strada è rallentata dai lavori, basta uno in doppia fila che faccia scendere la nonna finta invalida e posso contare ancora in un’ora e diciotto minuti prima che gli ospiti arrivino. Devo solo: preparare la cena, tutta tranne la carne – quella l’ho già bruciata (ho dovuto mettere la muta alla Barbie surfista nel momento decisivo, e secondo me lei era un po’ ingrassata) – apparecchiare (ho solo sei forchette uguali, ma pare che la tavola spaiata faccia molto degagee), correggere due dettati e riascoltare storia, fornire a quattro figli quattro travestimenti da ragazzi a modo, possibilmente della taglia giusta o con una ragionevole approssimazione, più alcune rapide formalità tipo demolire il fortino costruito sul divano con le insegne delle femmine (“io mi lamento per principio” e “vietato ai maschi”), nascondere con poche abili mosse orsi dentro a ripostigli e furetti sotto i letti. Continua a leggere “Obbedire è meglio. Le regole della compagnia dell’Agnello.”→
Avviso. Questo è un noiosissimo post di puntualizzazione. Astenersi affetti da narcolessia.
A febbraio sono stata invitata da Matteo Maggisano, un ragazzo che scrive per il giornale della Luiss, a parlare nell’aula magna dell’Università sul tema della famiglia, con Monsignor Paglia, presidente del Pontificio Consiglio della famiglia. Pur avendo duemiladuecento, e non è un numero iperbolico, mail arretrate, i due nomi tanto prestigiosi – Luiss e Pontificio Consiglio – mi hanno risvegliata dal letargo postale, e ho avuto la prontezza di leggere e ovviamente accettare di buon grado l’invito.
Domenica, l’altro ieri, a tre mesi dall’invito, comincio a ricevere da varie fonti notizie di qualche malumore sollevato dalla mia presenza, soprattutto – pare, mi riferiscono – dai simpatizzanti delle organizzazioni LGBT. Arruolo subito i più imponenti dei miei amici, Mario Adinolfi e padre Maurizio Botta, per l’eventuale “servizio d’ordine”. Lunedì, già pronta col paradenti e la tuta di seta – sul ring sì ma con stile – ricevo l’invito da parte degli organizzatori a sedere al tavolo con alcuni esponenti di organizzazioni per i diritti degli omosessuali. Più che un invito in realtà si rivela un diktat, perché al mio diniego l’incontro viene cancellato (non posticipato) anche se mi dico disponibile, ovviamente, a rispondere alle domande di chiunque a fine incontro. Chiedo di motivare per iscritto la decisione, e ricevo una mail che parla di non meglio specificati problemi organizzativi, e di rispetto delle varie correnti studentesche. Continua a leggere “Un po’ di chiarezza”→
Dialogo con Costanza Miriano intorno al menù di Pasqua, pretesto culinario per incontrare la virtù dell’obbedienza, il sacramento della confessione, i pericoli del vegetarianesimo e una domandina sullo Ior
di Camillo Langone
Costanza, cosa preparerai di bello per il pranzo di Pasqua? Io infornerò l’agnello e spero che non si asciughi troppo, è la cosa che più mi preoccupa.
Da me il piatto forte sarà l’agnello in fricassea.
Non ricordo com’è l’agnello in fricassea.
Cotto semplicemente con olio sale e pepe. A fine cottura si aggiunge un uovo sbattuto e il succo di un limone. Una vecchia ricetta imparata come tutte dalla mamma, che a sua volta l’ha imparata da qualche donna della famiglia. Lo servirò con i carciofi, le erbe amare, la scarola… Continua a leggere “La compagnia dell’agnello”→
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.