Auguri Benedetto. Il custode di Dio

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“Ratzinger, il custode di Dio” è la puntata dello speciale proposto da Rai2 e Rai Vaticano. Il legame spirituale, la comune visione teologica di Chiesa tra Giovanni Paolo II e Ratzinger, il passaggio di consegne, il Pontificato, nell’inchiesta che ospita, tra l’altro, le testimonianze di Joaquin Navarro Valls, Giuliano Ferrara e Mons Josef Clemens, già segretario di Ratzinger, oltre a padre Maurizio Botta e agli amici di santa Maria in Vallicella.

Il viaggio di Rai 2, iniziato con due speciali dedicati a Giovanni
Paolo II, continua sabato 26 aprile, sempre alle 8.15, con una puntata dedicata a Papa Francesco.

 

 

 

 

89 pensieri su “Auguri Benedetto. Il custode di Dio

  1. Paola Metkel Spadoni

    Grazie Costanza! I tuoi post, i tuoi scritti e le tue riflessioni sono sempre un balsamo per le ferite di questo tempo caotico e aggressivo. E GRAZIE all’amatissimo Benedetto, custode e lavoratore nella vigna del Signore. Gli auguro di sentirsi a sua volta custodito dal nostro affetto e dalla nostra riconoscenza, e che nessuno piu’ lo ferisca con subdole manipolazioni del suo pensiero e con la cattiveria che, in giorni non lontani, gli e’ stata cosi’ indifferentemente buttata addosso. So che e’ persona mite e umile e che rifugge dal plauso delle masse, ma – posso dirlo? – e’ stato un grande papa, un vero “trascinatore di cervelli”!

  2. BELLO BELLO BELLO BELLO…

    Grazie a Costanza e a tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione di questo documentario.

    Un omaggio, una testimonianza, un ricordo, ma direi meglio un “memoriale”, che infondo abbraccia la figura di due Grandi Papi… non solo Benedetto XVI, ma anche Giovanni Paolo II.
    E questo ben si comprende da quanto le loro due storie e la loro Opera è stata da Dio tanto unita e compenetrata a favore della Sua Chiesa e di tutti noi… noi, intesi come Umanità intera.

  3. Giancarlo

    Mi domando come sia possibile che, dopo due giganti come GPII e BXVI, la chiesa possa trovarsi nell’attuale sfacelo.

    1. Io mi domando come tu possa dire che la Chiesa si trovi allo sfacelo…

      Certo se si da retta alle sole voci che continuamente gridano allo scandalo, ai più papisti del Papa, hai profeti di sventura, ai “puri e duri”… e a chi grida allo sfacelo, c’è poco da stare allegri.

      Ma tu sei in grado di valutare l’Opera che Dio sta portando avanti con la Sua Chiesa attraverso lo Spirito Santo?
      Hai questa illuminata, globale, alta e spirituale visione?

      O stai sempre a guardare agli umani limiti e peccati (spesso altrui o supposti tali) senza mai alzare gli occhi al Cielo?

      Questo è un tempo di grande martirio per la Chiesa… e non parlo di quello ben misero delle nostre idee, ma di quello del sangue versato come mai in questo tempo.
      E quando mai il sangue dei martiri non ha portato frutto?

      Se poi mi parli dell’oscurità dei tempi rispetto il mondo, questa è altra cosa e forse siamo solo agli inizi, ma per favore sulla Chiesa Nostra Madre evita simili arditi, spericolati e funesti giudizi.

      1. Giancarlo

        Vocazioni in caduta libera, fedeli in caduta libera, sacramenti, specialmente quello della confessione, in caduta libera.

        …Nooo, ma la chiesa sta bene, la chiesa è forte, hai voglia te. Poi c’è lo Spirito santo, figurati se la chiesa può star male: scoppia di salute!

        1. Vabbè Giancarlo veditela così se ti piace…

          Naturalmente le “statistiche” (SIC) hanno sempre ragione. Ma tu lo hai visto il filmato? Hai visto quanti giovani (ma anche su quelli quanti sputan sentenze)? Siamo noi che passiamo… Io so di diversi seminari pieni di giovani, ma non rientrano nelle statistiche (chissà com’è).

          Tieniti strette le tu “cadute libere” e scegliti bene il paracadute, perché a sentir te “poi c’è lo Spirito Santo” che evidentemente è poca cosa. Buon atterraggio.

          1. Giancarlo

            Non travisare quello che ho detto, Bariom. Io farei volentieri a meno di certe statistiche, ma i numeri sono numeri e dobbiamo farci i conti. Non ho detto neanche che lo Spirito Santo è poca cosa. Lo Spirito Santo è Dio, ma i numeri restano quelli. Anzi, proprio questo è strano: che lo Spirito Santo anima la Sua chiesa, ma la chiesa sta morendo. Infatti, non solo i numeri, tutti i numeri, sono in caduta libera, ma anche tra i cristiani praticanti, quelli che abbracciano davvero la dottrina, tutta intera, sono davvero pochi. Per verificarlo basterebbe osservare quanti fedeli, la domenica, fanno la comunione e quanti, di costoro, si preoccupano di confessarsi e di essere in grazia di Dio, prima di fare la comunione. Basterebbe riflettere un attimo su questo semplice fatto per capire a cosa è ridotta la chiesa cattolica.

            1. Giancarlo, permettimi di inserirmi. Se dovessimo vedere i meri numeri, a livello mondiali i cattolici crescono (di poco) di anno in anno in tutto il mondo. Vi sono lievi flessioni percentuali in Amerca e Europa. Ho linkato il report dettagliato che l’Agenzia Fides rilascia ogni anno, ricco di dati.

              Anticipo solo un paragrafo a mo’ di anteprima:

              “Alla stessa data del 31 dicembre 2011 il numero dei cattolici era pari a 1. 213.591. 000 unità con un aumento complessivo di 17.920.000 persone rispetto all’anno precedente. L’aumento interessa tutti i continenti, e come in precedenza è più deciso in Africa (+8.047.000), America (+6.312.000) e Asia (+2.577.000); seguono Europa (+822.000) e Oceania (+162.000).
              La percentuale dei cattolici è cresciuta globalmente dello 0,04% (stesso incremento dell’anno precedente) attestandosi al 17,50%. Riguardo ai continenti, si sono registrati aumenti in Africa (+ 0,35), Asia (+ 0,03) e Oceania (+0,1), mentre lievi diminuzioni riguardano America (-0,09) ed Europa (-0,02).”

              http://www.fides.org/it/news/53782-VATICANO_Giornata_Missionaria_2013_le_statistiche_della_Chiesa_cattolica#.U095KeZ_v00

              http://www.fides.org/ita/attachments/view/file/STATISTICHE_GMM_2013.doc

              Questa è la situazione, se si vuole restare sul campo dei numeri nudi e crudi, ricordando che, come dice Messori, l’unica “contabilità” esatta ce l’ha il Padre Eterno e la vedremo alla fine dei tempi.

              Tornando allo scambio intercorso tra te e Bariom, mi sento di dire questo. Se, come presumo, conosci un po’ di storia della Chiesa, credo tu possa convenire su queste tre considerazioni:

              1) che un periodo “idilliaco” nella Chiesa non c’è mai stato.
              2) che questo che stiamo vivendo, per quanto problematico, non è il momento peggiore che la Chiesa si trova ad affrontare.
              3) che SEMPRE lo Spirito Santo è intervenuto, in mille modi, in soccorso alla Chiesa nei momenti più bui.

              Ergo:

              1) Credo che la Chiesa abbia “anticorpi” abbastanza forti per cavarsela anche stavolta 😉
              2) Credo che lo Spirito Santo, se necessario, interverrà anche in questa occasione. Anzi, secondo me sta già intervenendo.

              Non voglio con questo sminuire le tue considerazioni, se c’è del male va sicuramente svelato e vanno cercati i mezzi per estirparlo senza se e senza ma, ci mancherebbe, ma credo che dobbiamo fare attenzione a non focalizzarci solo su quello, altrimenti è breve il passo che ci porta a diventare profeti di sventura anziché annunciatori di speranza, magari senza rendercene conto.

              Come sarebbe sbagliato un eccessivo fideismo del tipo “tanto ci pensa Dio”: sguardo verso il cielo, ma piedi ben saldi a terra, mi diceva un sacerdote tempo fa. Aggiungendo anche che “In Dio c’è SEMPRE una speranza”.

              Insomma, credo che per la Chiesa valga la stessa massima che Sant’Agostino rivolgeva ai singoli: “Agisci come se tutto dipendesse da te, ricordando che tutto è nelle mani di Dio”. Realismo e concretezza, uniti a fede e speranza incrollabili, anche di fronte a ciò che umanamente sembra insuperabile (Mura di Gerico, Golia, etc… 😉 )

              “Non praevalebunt” (non ho studiato latino, ma mi piace tanto, si scrive così? 😉 )

                1. @senm_webmrs:
                  Anche a me piacciono quelli a cui piace il latino 😉 e credo che dal nick si possa intuire… 😀

                  Vedo però che per i neologismi non si stanno affidando in toto all’Opus Fundatum Latinitas (http://www.vatican.va/roman_curia/institutions_connected/latinitas/documents/index_lt.htm) che ha stilato la seguente lista di “neologismi” latini: http://www.vatican.va/roman_curia/institutions_connected/latinitas/documents/rc_latinitas_20040601_lexicon_it.html .

                  Infatti, per fare un semplice esempio: il titolo “Evanuit aëronavis” (http://ephemeris.alcuinus.net/nuntius.php?id=923) non tiene conto della proposta “aëria navis” fatta in detto elenco (per “aeronave” si intendono sia i dirigibili sia gli aeroplani di grande dimensioni usati per lunghe tratte).

                  E almeno per le lingue morte sarebbe auspicabile una standardizzazione dei “neologismi”. 😉

                  1. Grazie dei link, interessantissimi.

                    In effetti Stanislaus Tekieli, Polonus Varsoviensis mette le mani avanti: “Exspectabam tamen hoc temporis momentum cum Latinitas mea plus Ciceroniana esset. Quod cum numquam fieri intellexissem, pessima mea Latinitate rem nihilominus pergere ausus sum.”
                    http://ephemeris.alcuinus.net/quisimus.php

                    Nella versione dall’italiano in latino sempre valsi pochissimo ma mi verrebbe voglia di cimentarmici traducendo i tuoi commenti per mandarli a Stanislaus 😉

                    1. @senm_webmrs:

                      «Nella versione dall’italiano in latino sempre valsi pochissimo»

                      Sì anche io! Ma neppure dal latino all’italiano eccello… 🙂 Adoro il latino ma non sono affatto portato per le lingue (morte o vive che siano)! Però per tradurre dall’italiano al latino sarebbe stato più utile apprendere la lingua col metodo naturale applicato da Ørberg: http://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Henning_%C3%98rberg solo che… valli a trovare professori di latino in grado di applicarlo 😀

                      «ma mi verrebbe voglia di cimentarmici traducendo i tuoi commenti per mandarli a Stanislaus ;-)»

                      Ehehe 🙂 Comunque anche molti nostri sacerdoti non lo conoscono più: nei seminari si sta perdendo un po’ troppo quella sana abitudine di insegnare il latino sin dai primi anni di formazione. Ormai si insegna solo in corsi avanzati, che io sappia.

  4. Claudio

    Giancarlo, sei sicuro che quanto tu affermi sia vero a scala mondiale e non riguardi soltanto alcune tra le nazioni più ricche (ancora per poco credo) del mondo occidentale? Io avrei dei dubbi,ma francamente non dispongo di dati sufficienti.

    1. Giancarlo

      Ma che me lo sono inventato io che la gente non si confessa più? Questa è apostasia, rinnegamento della dottrina. Sui dati, io non sono bravo a reperirli, ma quello che sta succedendo in Europa è sotto gli occhi di tutti. Anche se il crollo delle vocazioni, dei fedeli e dei sacramenti riguardasse solo l’Europa, Si può immaginare una cristianità senza l’Europa? Senza l’Italia?

      Non è un sfacelo quello che sta imperversando nella chiesa cattolica?

      1. Daniele

        Giancarlo ti consiglio di leggere ”Il trionfo del cristianesimo” di Rodney Stark… troverai, tra l’altro, tante informazioni e statistiche interessanti 😉

        1. vale

          oppure mysterium iniquitatis di quinzio. dove la chiesa fa la fine del suo fondatore….
          in fondo, già allora, Lui non si domandava già se ,quando sarebbe ritornato, avrebbe trovato ancora la fede?

            1. vale

              p.s.
              da: http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3213
              IL FILM SU NOE’ MANIPOLA LA BIBBIA IN CHIAVE ECOLOGISTA

              Un’indagine del Barna Research rivela che il 60% degli americani adulti non è in grado di dire neanche cinque dei Dieci comandamenti. Il teologo battista Albert Mohler scrive che la suddetta indagine “ci dice che almeno il 12% degli adulti crede che Giovanna d’Arco sia la moglie di Noè. Un’altra inchiesta svolta tra i laureandi ha rivelato che oltre il 50% degli intervistati crede che Sodoma e Gomorra fossero marito e moglie. E un numero considerevole di intervistati a un altro sondaggio ha risposto che il Discorso della Montagna è stato pronunciato da Billy Graham (un famoso telepredicatore americano, ndr). Siamo davvero nei guai”.

              sembrerebbe dar ragione a giancarlo…

              1. Questi dati rivelano ciò che da molto si conosce.
                La secolarizzazione e la scristianizzazione del mondo (che novità), non la “morte” della Chiesa, caro Vale.

                Anche un “mero dato”, ha sempre più chiavi di lettura… poi ognuno scelga cosa vi vuol leggere.

                1. sara s

                  scusa ma più che scristianizzazione io la chiamerei ignoranza crassa … sodoma e gomorra marito e moglie ahahahaha, sembra una battuta da zelig!:)

                  1. Giusi

                    A proposito di ignoranza crassa ve ne racconto una fresca fresca. Martedì pomeriggio ho conversato con un signore che, a causa di un’accidente, si è ritrovato con il 70% di invalidità. Ha sposato la sua badante, vedovi entrambi e fin qui nulla quaestio. Si sono sposati in comune ma pensano di farlo anche in Chiesa. La signora, di religione ortodossa, ogni domenica va a messa cattolica e anche su questo nulla quaestio. Mi sono invece permessa di interloquire quando mi ha raccontato che la signora prende la comunione, mette l’ostia in una bustina e la mattina dopo la mangiano a colazione mezza a lui (credente ma non praticante come da sua definizione) e mezza a lei! Ho evitato di chiedere se per caso la intingano pure nel latte! Gli ho detto che non si può, che è un sacrilegio ma lui mi ha risposto che pensa che si
                    possa fare! Sono rabbrividita non tanto per questa vicenda grave ma fatta in buona fede perlomeno da lui, ma pensando a quello che possono combinare i satanisti con le ostie consacrate! D’altro canto, in quegli esorcismi nei quali gli esorcisti qualificati dicono che satana, messo alle strette non può mentire, il principedi questo mondo lo ha detto più volte e chiaramente: la comunione in mano è opera mia!

                    1. E’ molto probabile che la signora di Religione Ortodossa si rifaccia in buona fede ma comunque errando, alla loro consuetudine della distribuzione dell’ “antidoro”.

                      “Alla conclusione della Divina Liturgia, ai partecipanti viene distribuito l’antìdoro, un pezzo del pane dell’offerta eucaristica, che è stato benedetto durante il rito della Presentazione dei doni, ma non consacrato. Dato il suo nome (anti-doro, ovvero “al posto del dono”), esso viene consumato da coloro che, per diverse ragioni, non hanno ricevuto la Santa Comunione.
                      La distribuzione dell’antidoro non è regolata ovunque dalle stesse tradizioni (alcuni sostengono che l’antidoro, così come la Santa Comunione, andrebbe consumato a digiuno; gli ortodossi più rigoristi tavolta escludono dall’antidoro i non ortodossi).
                      In assenza di indicazioni contrarie, comunque, tutti coloro che hanno partecipato alla Divina Liturgia sono invitati a ricevere l’antidoro, e, se lo desiderano, a portarne a casa per consumarlo con i propri cari, come segno di fraternità cristiana.”

                      Errando perché comunque l’antidoro NON è pane consacrato.
                      Domanda lecita invece chi sia a distribuire l’Eucarestia senza vegliare cosa faccia il fedele della particola, che in mano o in bocca che sia, può essere facilmente sottratta o nascosta… facilmente ripeto, se non si seguono mai, anche fosse con “la coda dell’occhio” i movimenti della persona in questione.

                      La tesi secondo cui la comunione in mano sarebbe opera di satana, rientra tra quelle affermazioni che ritengo “ardite”, che possono solo gettare confusione e ingiusta preoccupazione in chi in buona fede e in semplicità di cuore, adotta questa prassi (che sarebbe quindi di per sé quasi o senza quasi “opera del demonio”) che è e resta – sin che non vi sia pronunciamento diverso – approvata dalla Chiesa.

                      1844
                      La Conferenza episcopale italiana nella XXXI assemblea generale ordinaria (C4/1669) (15-19 maggio 1989) ha esaminato e approvato con la maggioranza prescritta la delibera di carattere normativo circa l’introduzione nelle diocesi d’Italia dell’uso di distribuire la comunione nelle mani dei fedeli e la relativa Istruzione Sulla comunione eucaristica, in attuazione della concessione prevista dal Rito della comunione fuori della messa e culto eucaristico al n. 21 (V4/2531).

                      DELIBERA N. 56

                      1845
                      La santa comunione può essere distribuita anche deponendo la particola sulla mano dei fedeli, in conformità alle norme emanate dalla Santa Sede e alle istruzioni date dalla CEI

                      Ergo suddetta tesi, me la terrei per me…

                    2. Giusi

                      Bariom non è un mistero per nessuno che i satanisti si procurino le ostie per le messe nere grazie alla pratica della comunione in mano…..

                    3. E ribadisco che non è un granche difficile farlo – se quello è lo scopo – anche ricevendola in bocca…
                      Se poi l’unica razio fosse sempre solo quella di impedire a chicessia far danno, non dovremmo manco vendere le automobili (fatte le debite differenze d’importanza).

                    4. vale

                      @giusi
                      infatti in Italia pare vi sia il record di utilizzo “improprio” di particole…

                      Ora ci sono i dati, e sono sempre più allarmanti. L’odio verso tutto ciò che è cristiano colpisce i simboli, i luoghi, le abitudini della cristianità. Non si tratta solo di concetti, di punti vista o di qualcosa che può apparire sfumato, ma di azioni precise che si ripercuotono fisicamente e con sempre maggior frequenza.
                      Vederli tutti insieme, in un report che raccoglie i fatti del 2013, solo i fatti, produce un effetto estraniante, come se ci trovassimo in regioni del mondo diverse da quella in cui abbiamo sempre vissuto.

                      Pochi giorni fa, l’importante Osservatorio di Vienna sull’Intolleranza e sulla Discriminazione contro i Cristiani in Europa ha pubblicato un rapporto di 170 pagine sugli atti di odio verso la cristianità. In totale sono schedati 158 casi, quasi uno ogni due giorni, avvenuti in tutta l’Europa, in particolare in Francia, in Germania, in Spagna, in Italia, ma anche in Austria, Regno Unito, Polonia. Il numero è in crescita, ovunque, in maniera impressionante.

                      L’Italia è uno posti dove è stato registrato il maggior numero di episodi nel 2013: oltre un quarto di quelli riportati, circa 40. Si va da tentativi di incendi contro le Chiese, ad atti di vandalismo generico, scritte, danneggiamenti, fino a rituali satanici avvenuti all’esterno o dentro di luoghi di culto. I segni lasciati sono inequivocabili e dimostrano un’indifferenza glaciale verso la sacralità cristiana

                      http://www.corrispondenzaromana.it/cristianofobia-un-nuovo-report-conferma-lescalation-in-europa/

                      per quanto riguarda le confessioni:

                      …Ma mostra anche una familiarità priva di illusioni con la realtà concreta e le indagini sociologiche. È il Papa della Confessione, e in pubblico e in privato ha confidato quanto sia sconcertato dai dati secondo cui molti preti passano pochissimo tempo in confessionale ed essi stessi si confessano raramente. Il gran numero di sacerdoti che chiedono ogni anno la riduzione allo stato laicale non è poi certo un indizio di buona salute.

                      http://www.lanuovabq.it/it/articoli-guai-ai-sacerdoti-mediocri-8960.htm

                      ovvero: ma se nel confessionale ci stanno poco e pochi preti, tutte queste confessioni, chi le farà mai ?

                    5. @Giusi:

                      «La signora, di religione ortodossa, ogni domenica va a messa cattolica e anche su questo nulla quaestio.»

                      Nulla quæstio per chi? Per te o per la signora?
                      Perché per entrambe avrei da eccepire: gli ortodossi sono ligissimi al divieto di far comunicare nelle loro Divine Liturgie cristiani non ortodoss, nella stessa pagina riportata in parte da Bariom lo si chiarisce bene:

                      “Il requisito fondamentale per ricevere la Santa Comunione (che spesso viene dato tanto per scontato da non essere neppure nominato) è quello della fede. Uno può accostarsi al Santo Calice solo se professa la fede ortodossa […]. La stessa ricezione della Comunione, infatti, è di per sé una professione di fede; il comunicante testimonia con il suo atto che nella chiesa che gli offre il Corpo e il Sangue di Cristo è presente la pienezza della fede apostolica. In un senso più profondo, colui che riceve i santi Misteri nella Chiesa Ortodossa denuncia la propria appartenenza a tale Chiesa, impegnandosi a professarne la fede, e a seguirne le norme e la disciplina.
                      Per questa ragione, ai non ortodossi non è solitamente concesso di ricevere la Comunione. È pur vero che, in casi eccezionali di una certa gravità, a cristiani non ortodossi, interamente tagliati fuori dai ministri di culto della propria Chiesa, viene concesso con permesso speciale il privilegio di accostarsi alla Comunione ortodossa, pur senza diventare di fatto membri della Chiesa Ortodossa. Bisogna ricordare, però, che tale privilegio è di norma riservato al Vescovo del luogo, e che un singolo prete non ha l’autorità di stabilire eccezioni.

                      La signora lo saprà senz’altro, ma per ragioni varie (lontananza di Divine Liturgie più prossime a lei, ortodossia non ferrea etc…), si comporterà altrimenti.

                      Analogamente, per noi cattolici, vige il divieto di comunicarsi in Divine Liturgie ortodosse, se nelle vicinanze si ha la possibilità di partecipare a Sante Messe.
                      Non so se ci sono documenti della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti che dispongano come si deve comportare un sacerdote cattolico di fronte ad un ortodosso che si dichiari tale ma intenda comunicarsi in una Santa Messa, anche se immagino che noi si sia molto meno “rigidi” sotto questo punto di vista.

                    6. @Ubi se mi permetti un ulteriore precisazione, salvo ulteriori, di chi ne sa più del sottoscritto…

                      Stando nei termini della “stretta ortodossia” da una parte e dall’altra (sulle libere interpretazioni e libere prassi poi, “tutto vale”) per gli Ortodossi, NOI siamo gli eretici, quindi è passibile di scomunica chi si accosta all’Eucarestia consacrata da sacerdote Cattolico (è di fatto per gli Ortodossi strettamente osservantie consacrazione sacrilega), mentre per il cattolico è possibile – con le premesse che giustamente hai indicato – accedere al rito e all’Eucarestia ortodossa, giacché sono loro considerati come si usa dire”fratelli separati” di altra confessione, ma cristiani.

                      Nella prassi, non è poi difficile essere “mal visti” in una chiesa Ortodossa, quando da cattolici, si partecipa alla “Divina Liturgia” o si acceda all’Eucarestia.

                    7. @Bariom:

                      «per gli Ortodossi, NOI siamo gli eretici, quindi è passibile di scomunica chi si accosta all’Eucarestia consacrata da sacerdote Cattolico»

                      Non so come ci definiscano. Che io sappia però noi li definiamo “scismatici”, più che “eretici” (eretico è chi ha dottrina difforme su verità di fede, come tutte le Comunità ecclesiali della Riforma, ossia tutte le “Chiese” Protestanti. Tranne il primato petrino, e il famoso “Filioque” non so quanti altri siano i punti di divergenza, ma sicuramente infinitamente meno che con i Protestanti, e specie con alcuni Protestanti).
                      Però non mi stupirebbe se ci definissero “eretici”, in quanto generalmente le loro posizioni sul Cattolicesimo sono estremamente più critiche delle nostre su di loro. In CattoliciRomani.com nella sezione ecumenica scrive assyrian, un ortodosso italiano, proverò a chiedere a lui.

                      «per il cattolico è possibile – con le premesse che giustamente hai indicato – accedere al rito e all’Eucarestia ortodossa, giacché sono loro considerati come si usa dire”fratelli separati” di altra confessione, ma cristiani.»

                      Sì, i loro sacramenti sono tutti validi anche per noi cattolici, avendo anch’essi mantenuto una successione apostolica, mentre i Protestanti – pur cristiani – non l’hanno affatto mantenuta (è sufficiente vedere quante “Chiese” protestanti nascano anche oggi, e quanto alcuni dei loro pastori siano lontani dal Vangelo nei loro sermoni).

                      «Nella prassi, non è poi difficile essere “mal visti” in una chiesa Ortodossa, quando da cattolici, si partecipa alla “Divina Liturgia” o si acceda all’Eucarestia.»

                      Già… Che io sappia in diversi casi sono stati allontanati dagli stessi sacerdoti ortodossi dei fedeli cattolici che volevano comunicarsi durante la Divina Liturgia.

                    8. @Ubi, “non so quanti altri siano i punti di divergenza..” ve ne sono ancora altri, ma più a livello di prassi (anche sui matrimoni, se ne è già su questo blog parlato…)

                      Ma il vero “punto dolens” è proprio il famoso “Filioque” (lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio) che essendo diffirme dal Credo Ortodosso ci rende appunto ai loro occhi “eretici” (chi ha dottrina difforme su verità di fede, appunto dal loro punto di vista).

                      Se poi si guarda alla storia di come questa particolare forma è stata introdotta nel Credo niceno-costantinopolitano, è veramente triste che questo ci renda ancora tanto distanti – stando al solo Credo Apostolico il “problema” non sussisterebbe…

                    9. Giusi

                      Ubi nulla quaestio per il fatto di andare a messa, sulla Comunione sono d’accordo con te tanto più che la signora in questione se la porta persino a casa! Ma non ci vedo niente di male nel fatto che un ortososso assista ad una messa cattolica. Anche io sono andata a messe ortodosse in Grecia senza fare la loro comunione.

                    1. vale

                      eh, ho sbagliato tastino di risposta( se c’era) .cmq non era una risposta. solo una segnalazione su particole e confessioni.

                    2. Io no! 😉

                      Ti dirò se qualcuno anche solo mi porge mani sporche (non quelle di chi lavora duro e che ormai non cambiano colore…), preferisco dare l’Eucarestia direttamente in bocca.

                      E anche su quella ci sarebbe da dire, care signore dalle labbra super imbellettate e rosse…
                      Sono tremendo vero? 😉

                      Per fortuna Nostro Signore non ha avuto schifo della nostra umanità…

                2. vale

                  @bariom
                  te continui a puntualizzare. ma guarda che chi scrive,presumo, con: morte della chiesa, non penso intenda dire che non vi sono più cristiani. ma che sono tanti coloro che dicono di esserlo e pochi coloro che provano ad esserlo.( e che sanno di che stanno parlando). e che questi ultimi-quelli che lo dicono e basta-, pare, siano la maggior parte.
                  la riprova ne è,per esempio , quell’elevato numero di politici sia negli usa che in argentina che in italia,francia,ecc(i nomi li sappiamo tutti) che continuano a proporsi come cristiani, per non dire cattolici, e che poi propongono, firmano ed attuano leggi e legislazioni contro la morale della chiesa. magari con la scusa che non è al passo coi tempi.
                  e, naturalmente, tutti coloro che li votano. 🙂

                  1. @Vale io puntualizzerò anche (e mi renderò pure antipatico, lo capisco), ma “chi scrive” tu presumi e magari io ho inteso o presunto altro e ad ogni modo, credo che qualsiasi affermazione su simili temi è bene sia ben chiarita ed espressa (anche se di segno critico)… non buttata lì e lasciata alle presumibili interpretazioni…
                    E comunque le parole hanno un preciso senso e significato.

                    Mi dispiace, se mi prenderò del pedante, me lo prenderò. 😉

                  2. @Bariom:

                    «Ti dirò se qualcuno anche solo mi porge mani sporche (non quelle di chi lavora duro e che ormai non cambiano colore…), preferisco dare l’Eucarestia direttamente in bocca.»

                    Posso chiederti se sei un diacono permanente, un accolito o un ministro straordinario della comunione? Grazie!

              2. Comunque se diamo retta a Rodney Stark (nel libro citato da Daniele 17 aprile 2014 alle 00:36) nelle campagne europee del Tre-Quattrocento le cose non andavano molto meglio. (Non dico che abbia ragione Stark, forse sbaglia ma forse anche no, se si pensa al fenomeno delle “missioni popolari”)
                http://it.cathopedia.org/wiki/Missione_popolare

                E mi sono tornate in mente “le Indie di quaggiù” di cui parlava il gesuita Silvestro Landini
                http://storiaisoladicapraia.com/2013/06/27/1552-silvestro-landini-e-emanuele-gomez-de-montemayor-due-gesuiti-a-capraia-nel-cinquecento/

                Dai rapporti ai suoi superiori, emerge l’immagine di un basso clero impossibile da distinguere, per costumi e ignoranza, dai laici (“non ho ancora incontrato un sacerdote che sappia la forma […] del sacramento dell’altare; […] tutto il giorno vanno nella foresta a zappare et guadagnar il vitto per li suoi figlioli et concubine”). I laici, poi, ignoravano le più elementari verità della fede cristiana (non sapevano “quanti dei ci fossero” e “interrogati sul segno della croce, pochi lo facevano bene”).

              3. @vale:

                «Un’indagine del Barna Research rivela che il 60% degli americani adulti non è in grado di dire neanche cinque dei Dieci comandamenti. Il teologo battista Albert Mohler scrive che la suddetta indagine “ci dice che almeno il 12% degli adulti crede che Giovanna d’Arco sia la moglie di Noè. Un’altra inchiesta svolta tra i laureandi ha rivelato che oltre il 50% degli intervistati crede che Sodoma e Gomorra fossero marito e moglie. E un numero considerevole di intervistati a un altro sondaggio ha risposto che il Discorso della Montagna è stato pronunciato da Billy Graham (un famoso telepredicatore americano, ndr).»

                Beh ma questo è vero per ogni campo dello scibile umano: è notorio che la cultura dell’americano medio è davvero imbarazzante. Recentemente hanno chiesto a un campione di Americani di collocare su un mappamondo l’Ucraina… Potete immaginare dove sono finiti gli indici (ok, ci sta che qualcuno – offeso – abbia risposto volutamente male… Ma la stragrande maggioranza no! E si parla di Groenlandia o isolette sul Pacifico, come possibili ubicazioni).

          1. @Vale la Chiesa è certamenente destinata (mi azzardo a dire) a “fare la fine ” del Suo Fondatore, ma come per Gesù Cristo la morte, creduta dai suoi accusatori il mezzo per “spazzarlo via”, fu dovuta ai molteplici motivi che ben conosciamo, ma sostanzialemente riconducibili ai termini di “ingiusta e vile persecuzione”, questa si riproporrà per i primi Suoi Discepoli, sino ai giorni nostri. Oggi poi siamo di fronte a persecuzioni inaudite (soprattutto in relazione ad un mondo che si fregia di attenzione ad ogni libertà e alle “fasce dei più deboli”) e che sono ben lungi dal mitigarsi.
            Oggi io sarei molto più preoccupatto dell’avanzata dell’Islam (ad esempio) che non dal vagliare chi si confessa come e quando – cosa che poi non posso sapere.

            Seppure sia una preoccupante realtà (che io non nego) la “disaffezione” di una parte dei fedeli (una parte…, ma fedeli poi a cosa?) a determinati sacramenti, liturgie, prassi o quel che si vuole, se “morte della Chiesa” ci sarà, questa verrà appunto dal Suo Martirio, non da lenta agonia o da propria “eutanasia”.

            La Sposa di Cristo è dallo stesso Cristo animata e resa Santa e splendente, da Lui tramite lo Spirito Santo ogni giorno rinnovata e rigenerata… e questo non è dire banalmente “ci penserà lo Spirito Santo”… è desiderare e lasciare che lo Spirito Santo rinnovi OGNI GIORNO profondamente la Chiesa iniziando dal MIO CUORE, così che quando la Croce si presenti (fosse anche quella del Martirio), io non abbia a fuggire da Essa.
            E quando il Nemico, il Nemico Antico, quello di sempre, crederà di aver annientato la Chiesa e con essa l’Immagine di Cristo sulla terra, quando avrà come in questi giorni, sigillato la pesante pietre che chiudeva il sepolcro, la Potenza di Dio si manifesterà, la pietra verrà frantumata, la tomba aperta, il velo del Tempio squarciaito (quello che ancora vela lo sguardo del antico Popolo Eletto) e i morti risorgeranno. Il Signore verrà con potenza e ogni ginocchio sulla terra si piegherà, le superbe intelligenze vacilleranno ammutolendo. Chi aveva acceso la fiamma sotto la fornace, come per i tre giovani Anania Azaria e Misaele, da quella stessa fiamma verrà investito. Non ci sarà più tempo per i se o per i ma… sarà tardi per prendere la decisione sempre rimandata. Sarà la definitiva Parusia!

  5. Claudio

    “Negli Stati Uniti, secondo una revisione della Official Catholic Directory, negli ultimi 8 anni -dal 2005 al 2012- circa un milione di adulti sono entrati nella Chiesa cattolica attraverso il sacramento del Battesimo, e 6 su 10 erano stati precedentemente battezzati in altre comunità cristiane”. Questo riporta UCCR in data odierna. Non mi sembra propriamente un segno di sfacelo. Certo, poi bisogna vedere che tipo di cattolici sono, ma questo lo giudica solo Dio e certamente non sono in grado io di farlo. Quanto alla confessione, di gente che si confessa ne vedo sempre molta, in particolare in questi giorni c’è sempre una discreta fila. Il che naturalmente non toglie tanti facciano come dici tu, non te lo sei certamente inventato; ma io discorsi del tipo “perché devo raccontare gli affari miei a un prete?” li sento fare da tanto tempo (sono prossimo ai 60) e non mi sembrano proprio una novità recente. Sulla crisi delle vocazioni, certamente questa è un dato reale, purtroppo, ma penso che sia, in parte, anche un frutto della crisi demografica che affligge, appunto, soprattutto i paesi ricchi dell’occidente.

    1. Ma il “buon” Giancarlo oltre ai numeri e alle statistiche ha un acuto spirito di osservazione…
      Così alle Messe osserva gli altri, soppesa quanti fanno la comunione e quanti senza prima confessarsi (che bel lavoraccio Giancarlo…), per cui sa quanti sono in grazia di Dio e quanti no!!

      E tu ti confessi Giancarlo di questi giudizi che tagli addosso ai tuoi fratelli… oh scusa, forse non sono degni di essere chiamati tali.

      Il suo occhio poi è così lungo che osserva insieme la realtà di chissà quante chiese in chissà quante Diocesi sparse per il mondo!
      Così – secondo lui – la Chiesa sta morendo!!

      “…lo Spirito Santo anima la Sua chiesa, ma la chiesa sta morendo.” (parole tue Giancarlo! e sarebbe pure un ossimoro…)

      Così ora sappiamo che in questa Pasqua, Cristo risorgerà invano (dimmi ora non travisare le mie parole… non è travisare, è semplicemente portare a logica conclusione)!

      Che aridità e che protervia in simili affermazioni. Questo è il vero sfacelo ed ahimè hai ragione… siete in tanti, ma questa chiesa, questa si andrà morendo del suo stesso male… quella superbia che Dio guarda da lontano.

      1. @Bariom:

        «Così alle Messe osserva gli altri, soppesa quanti fanno la comunione e quanti senza prima confessarsi (che bel lavoraccio Giancarlo…), per cui sa quanti sono in grazia di Dio e quanti no!!»

        Sono d’accordo che il catastrofismo non porti da nessuna parte, ma neppure il prosciuttagliocchismo… 😀
        È giusto che ognuno di noi si curi solo delle proprie travi, però non ci vuole uno spirito farisaico per notare che quando ci si incammina per comunicarsi le file sono spesso sostanziose, mentre quando ci si confessa (anche ben distanti dalla Santa Messa) le file sono quasi sempre inesistenti (tranne in determinati giorni – noti – o in determinati santuari).

        Sarà che per confessarsi si ha un numero sterminato di ore possibili nella settimana, però personalmente non credo che Giancarlo stia dicendo una fesseria…

        P.S.: lo scrivo in un giorno che è penitenziale per definizione. Speriamo che oggi ci sia davvero la fila! 😉

        1. @Ubi, io non vivo con il prosciutto sugli occhi, né ho detto che Giancarlo ha detto una “fesseria”…

          E’ il “catastrofismo” (come tu lo chiami) che non condivido, partendo poi da una valutazione su un dato di fatto che non può essere generalizzato, per tanti e tanti motivi… alcuni li indichi: la confessione non è sempre solo legata al pre-celebrazione (che dire poi del durante-celebrazione?Meglio di niente, ma per perdersi tutta la parte dedicata alla Parola…), poi il fatto che vi sono realtà nella Chiesa dove, grazie a Dio, troviamo ben altro “afflusso” a questo Sacramento, quindi non possiamo, partendo da alcune (tante, poche, quel che sia) realtà delle nostre magari “stanche”, “borghesi”, un po’ farisaiche parrocchie (ho detto magari…) arrivare all’assioma: la chiesa è allo sfacelo.

          Questo è il mio parere, non voglio riaprire polemiche o lanci di statistiche.

          Sul tema confessione forse ti può interessare leggere il mio commento sull’ultimo articolo pubblicato:
          https://costanzamiriano.com/2014/04/18/di-tombe-e-di-erbacce/#comment-77894

          1. @Bariom:

            «E’ il “catastrofismo” (come tu lo chiami) che non condivido, partendo poi da una valutazione su un dato di fatto che non può essere generalizzato, per tanti e tanti motivi… alcuni li indichi: la confessione non è sempre solo legata al pre-celebrazione (che dire poi del durante-celebrazione?Meglio di niente, ma per perdersi tutta la parte dedicata alla Parola…), poi il fatto che vi sono realtà nella Chiesa dove, grazie a Dio, troviamo ben altro “afflusso” a questo Sacramento, quindi non possiamo, partendo da alcune (tante, poche, quel che sia) realtà delle nostre magari “stanche”, “borghesi”, un po’ farisaiche parrocchie (ho detto magari…) arrivare all’assioma: la Chiesa è allo sfacelo.»

            Sì, concordo. Non avevo intenti polemici, oramai avrai capito che amo usare linguaggi coloriti, ma (almeno stavolta) non avevo intenti polemici 😉 Scusami se ti ho dato questa impressione.

            1. @Ubi, avevo correttamente inteso che non c’era alcun intento polemico… 😉
              Ho approfittato per chiarire ulteriormente il mio pensiero.

        2. Sara

          Sono d’accordo. E sono davvero stufa di sentir sempre gridare al fariseismo (grida molto farisaiche, fra l’altro…) quando si sta semplicemente constatando un fatto che basta avere gli occhi per notare! A scanso di polemiche, non mi sto riferendo a Bariom, ma ad un costume ahimé sempre più diffuso.

          P.S.: il prosciuttagliocchismo mi è piaciuto!

  6. Blas

    Giancarlo e Bariom discutono sul numero dei appartenenti formalmente a la Chiesa per determinare se é in crisi o no. Sarebbe piú importante vedere se la Chiesa é oggi in miglior o peggior grado di proporre il vangelo, se vive piú meno o uguale il Vangelo. É meglio o peggior testimone di Cristo, e sopratutto di quale Cristo.

    1. Caro Blas ti sbagli.. io non discuto affatto “sul numero dei appartenenti formalmente a la Chiesa”.

      Se minimamente ti è mai capitato di leggere altri miei interventi (non che sia “doveroso”), sapresti che la mia preoccupazione – semmai di preoccupoazione vogliamo parlare – è ben più simile a quella che tu indichi che non ad altro… 😉

    2. vale

      @blas
      appunto. la sciùra Miriano aveva ragione quando ricordava che siamo fatti ad immagine e somiglianza. e che, alla fine, non praevalebunt. e può anche darsi-anzi, è probabile-che il numero di coloro che si dicono cristiani sia in aumento.(anche come conversione da altre religioni,come suggerirebbero alcune statistiche).
      è che sembra-anche- che questo dirsi cristiani includa un numero di posizioni e credenze genericamente “cristiane”.ma lo sono davvero?come ricordava sopra bariom( stavolta la m l’ho messa 🙂 ) lo sono davvero o è solo una generica dichiarazione di riferimento culturale?

      1. Di fatto un’altra della “chiavi di lettura” che potremmo applicare ai nostri tempi è questa:

        Oggi una “generica” appartenenza “culturale” ad un’area di “pensiero cristiano” e ancor più cattolico, si vede sempre più messa alle strette, se non addirittura messa alla berlina e tacciata di oscurantismo, omofobia, anti-progressismo, integralismo e chi ne ha più ne metta.
        Laddove poi questa “generica” appartenenza, proprio perché tale, perde il senso del Sacro, del “sacrum facere”, il valore dei Sacramenti e quindi dell’intima e spirituale appartenenza alla Chiesa e al Cristo, ecco che le “fila” si vanno assottigliando.
        Ma oggi non è più tempo di “generiche appartenenze”… questo tempo ha bisogno di salde e sante testimoninze di vita che sono annuncio credibile per una generazione che appare disperata (seppure tale non si riconosce).
        Possiamo quindi pensare che Dio nella sua infinita misericordia, agendo nella storia, stia “preparando un popolo” (o ri-preparando un popolo) che come ai tempi dell’antico Popolo d’Israele, brilli per la sua appartenenza a Dio, sia diverso da tutte le altre Nazioni e per loro sia Luce e Testimonianza?
        La Storia della Salvezza ci insegna che Dio si serve di “un resto”… storicamente le “masse” sono entrate nel cristianesimo e da tempo le “masse” hanno preso ad uscire, ma Dio non ha bisogno di “masse” per annunziare il Suo Vangelo… gli Apostoli se non erro erano poco più di una decina 😉 e oggi è tempo di una “Nuova Evangelizzazione”.

        Questo non per tornare al concetto di “duri e puri” che mai mi è piaciuto, né per far io distinguo di chi si o chi no (ci mancherebbe), ma, come ho detto, per dare un’altra chiave di lettura… fare un’ipotesi su cui riflettere (ammesso sia degna di riflessione…).

        1. Alessandro

          qualche spunto tratto da una celebre conferenza del cardinal Ratzinger del 2005:

          “Ciò di cui abbiamo soprattutto bisogno in questo momento della storia sono uomini che, attraverso una fede illuminata e vissuta, rendano Dio credibile in questo mondo.
          La testimonianza negativa di cristiani che parlavano di Dio e vivevano contro di Lui, ha oscurato l’immagine di Dio e ha aperto la porta all’incredulità.
          Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità.
          Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all’intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri.
          Soltanto attraverso uomini che sono toccati da Dio, Dio può far ritorno presso gli uomini.

          Abbiamo bisogno di uomini come Benedetto da Norcia il quale, in un tempo di dissipazione e di decadenza, si sprofondò nella solitudine più estrema, riuscendo, dopo tutte le purificazioni che dovette subire, a risalire alla luce, a ritornare e a fondare a Montecassino, la città sul monte che, con tante rovine, mise insieme le forze dalle quali si formò un mondo nuovo. Così Benedetto, come Abramo, diventò padre di molti popoli. Le raccomandazioni ai suoi monaci poste alla fine della sua regola, sono indicazioni che mostrano anche a noi la via che conduce in alto, fuori dalle crisi e dalle macerie.
          “Come c’è uno zelo amaro che allontana da Dio e conduce all’inferno, così c’è uno zelo buono che allontana dai vizi e conduce a Dio e alla vita eterna. È a questo zelo che i monaci devono esercitarsi con ardentissimo amore: si prevengano l’un l’altro nel rendersi onore, sopportino con somma pazienza a vicenda le loro infermità fisiche e morali… Si vogliano bene l’un l’altro con affetto fraterno… Temano Dio nell’amore… Nulla assolutamente antepongano a Cristo il quale ci potrà condurre tutti alla vita eterna” (capitolo 72).”

          http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/27262

          1. Interessante spunto Alessandro (come sempre…)

            Si potrebbe obiettare che la riflessione sia destinata più che altro a chi si fa monaco… ma a questo aggiungo io un altro spunto:

            “Quanto all’etimologia del termine «monaco» già nell’antichità vennero proposte diverse interpretazioni: «solitario» (san Girolamo), persona «unificata» interiormente (i padri orientali), persona mirante all’«unanimità» coi fratelli (sant’Agostino), mentre nel mondo siriaco si era affermata l’idea che il monaco fosse un imitatore dell’«unigenito», cioè di Cristo.

            Estratto da “Il monachesimo” di Gregorio Penco O.S.B. – Ed. Mondadori

            Da cui non è difficile comprendere come un certa forma di “monachesimo” appartiene e deve appartenere ad ogni Cristiano che voglia essere tale.

              1. fortebraccio

                Ciao

                Mi fermo alla prima frase (perdonami Alessandro) e penso: vada per i monaci (e santi), ma (mi “accontenterei” di essere) anche buon marito e padre.
                Sembrerà poco, ma un buon esempio alle volte val più di dieci prediche…
                no?

  7. Elisabetta

    Cara Costanza, un grazie di cuore per questo servizio su Benedetto. Le persone che hai intervistato hanno detto bene quello che anche io ho nel cuore: vorrei anch’io poterlo incontrare, per dirgli grazie e per chiedere la sua benedizione. Buona Pasqua a tutti. Elisabetta

  8. @Costanza: devo ancora vederlo ma ti ringrazio in anticipo perché il tuo contributo è già evidente da quel “oltre a padre Maurizio Botta e agli amici di santa Maria in Vallicella” 🙂

    Nello speciale per Papa Francesco chi hai interpellato/interpellerai? Restando a Roma, spero don Fabio Rosini!

    1. Ah dimenticavo!

      Grazie al Signore per averci dato un Papa come Benedetto XVI! E che possa servire ancora a lungo la Chiesa, con la sua saggezza, la sua umiltà e la sua preghiera.

      Oremus pro Pontifice emerito nostro Benedicto!

  9. Sara

    Benedetto XVI, il custode di Dio.
    Già. E per giunta si chiama Joseph! Che grande Papa! Lo amo anch’io spudoratamente.

  10. Giancarlo

    Vorrei precisare le parole che mi sono state attribuite: “morte della chiesa”. Non ho mai detto che la chiesa è morta. Se lo fosse, Gesù Cristo sarebbe stato smentito. Ho detto che la chiesa sta morendo. Mi pare evidente che stia morendo, e la cosa è tanto più preoccupante quanto più numerosi sono quelli che non se ne accorgono.

    I segni di una crisi devastante sono visibili ovunque, basta guardarsi intorno. Mi riferisco agli attacchi sempre più vergognosi e violenti portati contro la chiesa cattolica e contro i suoi fedeli. Sarebbe stupido non accorgersi che l’odio del mondo contro la chiesa sta montando; folle, in questo clima, non domandarsi cosa ci aspetta e non prepararci al peggio. Ma mi riferisco, anche e soprattutto, all’odio strisciante contro la tradizione che serpeggia nelle sacrestie e nei conventi, alla ribellione sempre più manifesta tra i fedeli e i pastori, alle spropositate ed ingiustificate aspettative di tanta parte dei cristiani nei confronti di papa Francesco. E’ un bubbone che sta crescendo dentro la chiesa. E si continua a negare, minimizzare, si fanno spallucce. Quando parlo di sacramenti in caduta libera, soprattutto del sacramento della confessione in caduta libera, mi si accusa di aridità e di protervia. Allora potrei parlare di una lobby omosessuale in tonaca che agisce, più o meno, indisturbata. Oppure potrei parlare di tanti preti, vescovi e cardinali che si permettono di dire qualunque cosa, in aperto e clamoroso contrasto con il catechismo della chiesa cattolica, senza che nessuno riesca a farli tacere. Potremmo poi soffermarci a considerare l’inarrestabile crisi di vocazioni.

    Davvero, lo dico senza voler fare polemica, non capisco come ci siano tante persone che non vedono la crisi enorme, epocale, che sta vivendo la chiesa. Non sto dicendo che siamo all’apostasia finale, non dico che siamo alla fine. Dico però che così non può durare. Io credo che, eccettuata la fine dei tempi, ci sia toccato in sorte di vivere il momento più drammatico della storia della chiesa e dell’umanità. La profezia di Fatima non si è ancora conclusa. I segreti di Medjugorje stanno per cominciare.

    1. Sara

      Giancarlo, le cose che dici sono tutte indiscutibili: basta guardarsi intorno per vedere come stanno le cose. Però sulle conclusioni che ne hai tratto si può forse ribattere. Sai che di solito la penso come te, e anche questa volta credo di comprendere la tua preoccupazione. Ma personalmente, pur constatando le stesse cose che vedi tu, io mi sento più serena: voglio dire, certamente dobbiamo preoccuparci per ciò che sta accadendo (e non farlo sarebbe ingenuo e superficiale), ma dobbiamo anche avere fede e fiducia nel fatto che Dio ha tutto sotto controllo. Dobbiamo fidarci di Lui come ciechi che si fanno guidare per mano, come bambini che si fanno condurre in braccio dove vuole il loro padre, come servitori che obbediscono anche quando non comprendono ciò che il padrone chiede loro. Io sono sicurissima che, se di questi tempi il Signore permette che avvengano tutte queste cose (e dico “permette”, cosa che già ci dà certezza del Suo controllo), non solo “va bene” così e sarà a Sua maggior gloria, ma nulla è perduto, perché la signoria e la potestà sull’universo sono Sue e perché ci ha promesso che il male non prevarrà. Rimaniamo saldi nella fede e nella preghiera, manteniamo le lampade sempre accese, ma non lasciamo che niente ci turbi troppo: sarebbe dubitare di Lui e questo proprio non dobbiamo mai farlo, neanche di fronte all’evidenza del male, perché anch’essa è fallace e transitoria. Gesù sembrava schiacciato ma era vittorioso; così la Chiesa sembra già caduta ma è sempre Suo Corpo glorioso. Gesù ha già vinto! Buona Pasqua a te e a tutti!

      1. @Sara:

        grazie! :-):-)

        «Gesù sembrava schiacciato ma era vittorioso; così la Chiesa sembra già caduta ma è sempre Suo Corpo glorioso. Gesù ha già vinto! Buona Pasqua a te e a tutti!»

      2. Giancarlo

        Grazie anche da parte mia, carissima Sara, per i tuoi richiami. Io però non ho mai dubitato che Dio abbia tutto sotto controllo, né penso che il male possa prevalere. Tuttavia, come giustamente tu stessa hai detto, “basta guardarsi intorno per vedere come stanno le cose.”. Allora, se i problemi ci sono, e ce ne sono come mai ce ne erano stati, nella chiesa e nel mondo, bè dico… vogliamo farcene carico o preferiamo continuare a fare spallucce? Il santo padre, ad esempio, insiste molto sul problema della confessione, che è un problema drammatico: vogliamo prenderne atto e ribadirlo, in sintonia con papa Francesco, ad ogni occasione utile? Quando poi qualche vescovo o cardinale dice autentiche eresie, vogliamo sollevare almeno un ciglio di disapprovazione? Di fronte alla drammatica crisi delle vocazioni, vogliamo interrogarci sulle cause e mettere sotto la lente di ingrandimento i seminari? Dio, su tutte queste cose, certamente interverrà e risolleverà la sua chiesa; ma vuole la nostra collaborazione, non le nostre spallucce. Poi, personalmente, credo fermamente alle profezie di Fatima e di Medjugorje. Ecco, in queste profezie si parla di penitenza, di castigo di Dio; e pare che siamo ormai alla vigilia di queste cose. Per carità, si può anche non credere a queste apparizioni della Madonna; qualcuno però dovrebbe spiegarmi come può fare la chiesa cattolica a tirarsi indietro e dichiarare false queste apparizioni, dopo tutto quello che è successo in questi ultimi decenni (mi riferisco a Medjugorje soprattutto).

        Le mie preoccupazioni non sono motivate dalla mancanza di fede, io so che Dio esiste e non ci abbandonerà. So anche, però, che Dio punisce i suoi figli quando questi rifiutano ogni altro argomento. Diciamo allora che, nel mio cuore, mi sento come il bambino che troppo ha tirato la corda ed alla fine si è spezzata; e sa che ora non potrà mancare una sonora sculacciata. Se è vero che le punizioni di Dio sono sempre per la nostra salvezza, però non posso dimenticare che sempre di punizioni si tratta.

        La Madonna, da buona madre, da diversi secoli ormai sta avvisando l’umanità di cambiare. Nelle apparizioni di Medjugorje poi, ci invita a prepararci al castigo di Dio che non può più essere evitato.

        1. Direi Giancarlo riguardo le vocazioni che più che mettere i seminari sotto la lente, dovremmo mettere le nostre stesse famiglie…

          Non mi pare che il problema siano i giovani che “scappano” per qualche motivo dai seminari… i giovani nemmeno ci arrivano!!
          E da dove nasce il desiderio di aprirsi a questa vocazione, se non, nella generalità dei casi, dal seno delle nostre stesse famiglie? E invece i nostri figli a 12/13/14 anni dichiarano (loro) di essere “atei”, di non voler più partecipare alla Liturgia (a scuola però ce li mandiamo – anche a pedate se necessario…). D’altronde in quante famiglie si prospettata sin da tenerà età questa possibile strada per (anche) la propria realizzazione, oltre a diventare astronauta, pompiere, calciatore (calciatore poi tutti!), vincitore/trice di X Factor”? Ben che vada è il meno deterministico “farsi una posizione”.. nel mondo ovviamente.
          “Cosa ti piacerebbe che facessi da grande papa?” “Mi piacerebbe tu facessi la Volontà di Dio, figlio…”
          (che certo non vuol dire solo esser preti o suore… ma è porsi in ascolto)

          E’ un discorso che parte da lontano, che è segno dei tempi, non tanto e in quanto mancanza di punto d’arrivo, ma come assenza di un punto di partenza… (temo).

          Lo stesso discorso si potrebbe fare per il Matrimonio e per il Fidanzamento (!!) tempo di discernimento che lo precede.

          1. Giancarlo

            Certamente, Bariom, la famiglia gioca un ruolo cruciale nella battaglia contro satana. Direi però che, più che metterla sotto accusa, occorre proteggerla dagli attacchi continui che le vengono portati dai nemici di Dio e dell’uomo. I fallimenti, le miserie, le difficoltà di tante famiglie sono il risultato di questi attacchi, non la causa. Le madri che mandano a prostituirsi le proprie figlie, i padri che abbandonano le proprie famiglie, i figli che uccidono i genitori, gli sposi che si tradiscono a vicenda e via miserando; tutto questo sfacelo della famiglia è il risultato di decenni di attacchi indegni, condotti in nome della libertà e dell’autodeterminazione. Oggi lo stato di salute della famiglia è sotto gli occhi di tutti; eppure c’è ancora qualcuno che resiste, non tutti si sono lasciati trascinare via dalla piena del male. Ecco allora l’ultimo colpo, quello che potrebbe essere davvero finale e mortale per la famiglia: l’ideologia gender. Dopo l’aborto, dopo il divorzio, dopo la colpevolizzazione delle mamme, dopo l’uccisione del padre, ora Il colpo finale: una falsa famiglia costruita non sui pilastri della terra, maschio e femmina, ma sulla follia dell’autodeterminazione. Non resta più niente dei riferimenti che una volta erano semplicemente scontati per tutti e che tanta sicurezza e serenità davano alle persone. Oggi le persone sono fragili, deboli, facili vittime degli inganni di satana. E la chiesa, naturalmente, risente di tutta questa situazione e non sta messa bene neanche lei. Ma questi sono i risultati delle “libere scelte” degli uomini di oggi. L’intera umanità, non solo la chiesa, è sull’orlo dell’abisso.

            Cosa possiamo fare, noi cattolici, oggi? Ripartire dai fondamentali. E la famiglia è certamente uno di questi fondamentali. Ma occorre essere consapevoli dell’urgenza e della gravità della situazione. Io sono colmo di speranza e di fiducia per il futuro, ma sarebbe stupido, se non diabolico, non considerare l’enormità delle difficoltà che ci aspettano. Sono sicuro che Dio ci aiuterà, ma sono anche consapevole che spesso la medicina è amara.

            1. Concordo Giancarlo e il mio non era un “atto d’accusa” alle (nostre soprattutto) famiglie, ma un invito ad una seria e schietta riflessione… diciamo un serio esame di coscienza.

              Mi piace dire che le “medicine” di Dio sono alla fine, sempre, come balsamo, proprio sulle ferite di cui parli… 😉

              ***Buona Santa Pasqua***

              1. Giancarlo

                Buona e santa Pasqua anche a te ed a tutti i frequentatori del blog, cominciando da Costanza e da Admin.

                1. Sara

                  Grazie a te, Giancarlo, soprattutto per quello che hai scritto nell’ultimo commento che condivido in pieno. Sì, ripartiamo dai fondamentali e rimaniamo in Gesù!
                  Buona Pasqua a tutti!

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