Un po’ di chiarezza

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di Costanza Miriano

Avviso. Questo è un noiosissimo post di puntualizzazione. Astenersi affetti da narcolessia.

A febbraio sono stata invitata da Matteo Maggisano, un ragazzo che scrive per il giornale della Luiss, a parlare nell’aula magna dell’Università  sul tema della famiglia, con Monsignor Paglia, presidente del Pontificio Consiglio della famiglia. Pur avendo duemiladuecento, e non è un numero iperbolico, mail arretrate, i due nomi tanto prestigiosi – Luiss e Pontificio Consiglio – mi hanno risvegliata dal letargo postale, e ho avuto la prontezza di leggere e ovviamente accettare di buon grado l’invito.

Domenica, l’altro ieri, a tre mesi dall’invito, comincio a ricevere da varie fonti notizie di qualche malumore sollevato dalla mia presenza, soprattutto – pare, mi riferiscono – dai simpatizzanti delle organizzazioni LGBT. Arruolo subito i più imponenti dei miei amici, Mario Adinolfi e padre Maurizio Botta, per l’eventuale “servizio d’ordine”. Lunedì, già pronta col paradenti e la tuta di seta – sul ring sì ma con stile – ricevo l’invito da parte degli organizzatori a sedere al tavolo con alcuni esponenti di organizzazioni per i diritti degli omosessuali. Più che un invito in realtà si rivela un diktat, perché al mio diniego l’incontro viene cancellato (non posticipato) anche se mi dico disponibile, ovviamente, a rispondere alle domande di chiunque a fine incontro. Chiedo di motivare per iscritto la decisione, e ricevo una mail che parla di non meglio specificati problemi organizzativi, e di rispetto delle varie correnti studentesche.

I problemi organizzativi non devono essere gravissimi, perché l’incontro con mons. Paglia rimane in piedi (poi anche il vescovo preferisce declinare l’invito, fra l’altro ha da poco subito il lutto della perdita della madre). Quanto al rispetto delle varie correnti chiedo delucidazioni. In che modo “famiglia nel politeismo dei valori” può offendere qualche studente, chiedo? Come fanno a sapere quello che dirò? Chi permette loro di esercitare una censura preventiva nei miei confronti? Mi hanno lasciata parlare ovunque, nei teatri e nelle piazze, nelle aulae magnae e alla BBC, e mai nessuno si è potuto sentire insultato. E nei miei libri c’è qualcosa di offensivo per qualcuno? La Fiscalia spagnola ha indagato per quattro mesi e ha concluso che no, non c’è niente di offensivo, e io tra parentesi mi ammazzo dalle risate al pensiero che un giudice per lavoro si è dovuto leggere di mia figlia Lavinia che tutte le mattine si infila “la canottiela, le calze, il senso di umolismo”.

Riesco a sapere da fonti che non rivelerò neanche sotto tortura (sono una giornalista e ho il diritto di proteggerle) che il problema sarebbero le mie posizioni “omofobe”. A parte che io rifiuto questa parola perché come ho dimostrato in questa vicenda non ho paura di nessuno, tanto meno degli omosessuali, ma solo del mio peccato. A parte che evidentemente chi ha paura è piuttosto chi vorrebbe impedire la libertà di espressione. A parte che io non so niente di omosessualità, ma so qualcosa di famiglia, ed è di quello che vorrei parlare. A parte tutto, quando e dove avrei usato parola offensive nei confronti degli omosessuali. Viene tirata in ballo la solita intervista della Zanzara, in cui io ho detto che il progetto naturale sull’uomo prevede che un uomo e una donna facciano i figli, e che i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre. È ovvio che questo sarò disposta a ripeterlo sempre, in ogni sede e luogo e contesto e lo rivendico. Ma come può essere offensivo per qualcuno?

Trovo violento e arrogante da parte di alcuni omosessuali che le loro rispettabilissime problematiche siano messe all’ordine del giorno ogni volta che si parla di famiglia, in modo da occupare tutto il tavolo di discussione. Io conosco un sacco di famiglie in carne ed ossa, so i loro problemi, e voglio parlare di educazione, sostegno alla maternità, politiche di conciliazione per le madri che lavorano e non vogliono appaltare i loro figli a terzi, voglio parlare di dinamiche maschili e femminili, del difficilissimo cammino per imparare ad amarsi tutta la vita, del linguaggio maschile e femminile, e soprattutto, alla fine di Dio, che è l’unico che garantisce il nostro amore e che può dire “per sempre”. Chi invita me sa che dirò queste cose. Lo sa da febbraio. Sa che non voglio assolutamente parlare di omosessualità, non ne so niente, non sono un’esperta, so quello che dice la Chiesa e mi basta, e l’unica opinione che ho in merito è che i bambini hanno bisogno di confrontarsi col padre e con la madre, anche per odiarli all’occorrenza. Ma per me ci sono prima i diritti dei bambini, – mentre i bambini non sono un diritto degli adulti, anche se nessuno come una mamma può capire il lancinante desiderio di figli che si può avere – perché i piccoli non possono scegliere, e in tutte le civiltà si difende sempre il più debole prima di tutto.

Uno può sempre non andarci, a un incontro. C’è il bowling, il ricamo a punto croce, il nuoto sincronizzato, tante meravigliose attività con cui impiegare i pomeriggi.

Detto questo, devo rendere onore e merito al direttore generale della Luiss Giovanni Lo Storto, che saputo della vicenda, che nel frattempo dilagava sui social network e su qualche giornale e rischiava di approdare anche più in alto, mi ha chiamata a casa assicurandomi che l’incontro si farà nei modi precedentemente stabiliti e nel giro di pochi giorni, nel rispetto della libertà di espressione che è uno dei valori fondanti della sua prestigiosa università. Si è trattato di una cosa voluta e organizzata dagli studenti ai quali la direzione generale aveva dato libertà e fiducia. Ma a un certo punto si è reso necessario un intervento autorevole. L’ho detto io che ci vuole un padre, sempre.

p.s. Appena sapremo quando, vi aggiorneremo.

96 pensieri su “Un po’ di chiarezza

  1. Anonimo

    Sarebbe interessante poter seguire virtualmente questo incontro. E’ prevista qualche forma di pubblicazione online (streaming o altro) del video del dibattito?

  2. “Trovo violento e arrogante da parte di alcuni omosessuali che le loro rispettabilissime problematiche siano messe all’ordine del giorno ogni volta che si parla di famiglia, in modo da occupare tutto il tavolo di discussione.”

  3. Paola

    Well done! Che dono riuscire ad esprimere in italiano corretto, elegante e cortese gli stessi concetti che io direi male, in modo incompleto e con una certa rabbia,

    1. angelina

      Mi associo ai complimenti per lo stile e la perfetta coerenza dei contenuti. Brava Costanza, ci voleva proprio.

      Non si può dire lo stesso del comunicato dell’associazione studentesca.
      … posizioni piuttosto nette espresse di recente dalla dott.ssa Miriano riguardo al mondo omossessuale; posizioni delle quali non eravamo inizialmente a conoscenza.
      ….Speriamo di riuscirci in futuro, e che la dott.ssa Miriano sia ancora disponibile a prenderne parte. La sua voce ci interessa moltissimo.
      …se questo dibattito non ha ancora avuto luogo, in fondo, è solo perché abbiamo cercato di renderlo più aperto.​​

      C’è qualcosa di cui non erano a conoscenza che li fa “esitare”, poi annullano … e poi fanno marcia indietro, ma vogliono migliorare l’incontro… BOH! Saranno studenti di scienze della comunicazione?

      http://www.agenparl.com/?p=31415

      1. JoeTurner

        Tra l’altro bisogna precisare che Costanza era stata invitata a parlare ad una conferenza non a partecipare a un dibattito, c’è una bella differenza. Se poi a poche ore dall’evento hanno voluto cambiare le carte in tavola, trasformando forma e contenuto dell’evento (che dalle premesse aveva tutta l’aria di trasformarsi ulteriormente da dibattito a Tribunale del Popolo Gay), è un loro problema, e giustamente Costanza non ci è cascata.

        1. angelina

          C’è un preciso riepilogo dei fatti in questo articolo
          http://www.lanuovabussolaquotidiana.it/it/articoli-la-luiss-ha-pauradella-mirianoadesso-chieda-scusa-9147.htm

          “L’incontro è stato deciso per tempo, il pdf che lo pubblicizzava è andato sul sito della Luiss, con il logo dell’università e con la precisazione che l’evento era autorizzato dalla stessa; d’altronde, era fissato nell’Aula magna di via Parenzo, che mai sarebbe stata concessa senza un consenso esplicito e risalente nel tempo.”
          “Fino a pochi giorni prima gli organizzatori confermano il convegno ai relatori, esortandoli a diffondere la notizia nei loro circuiti. Nel pomeriggio del 5 il contrordine: Miriano riceve una mail di scuse con la quale si comunica “un problema organizzativo e uno interno concernente gli equilibri delle diverse associazioni studentesche” (sic); per questo niente convegno. “Un problema organizzativo” appena un giorno prima di un incontro programmato da due mesi? Se vi è un “problema organizzativo”, che c’entrano “gli equilibri delle diverse associazioni studentesche”? E se il problema è solo “organizzativo”, come può capitare, ci si accorda per una nuova data; qui invece c’è più una soppressione senza rinvio.”

  4. silvia

    Cara Costanza, Gesù ci aveva avvisati “hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. Ogni volta che ci perseguitano rallegriamoci perché significa che siamo sulla buona strada, quella che Lui ha percorso e percorre insieme a noi. Il nostro Re ha detto “non prevarranno”. Ringrazio Dio per la tua testimonianza, Egli ti benedica e ti accompagni ora e sempre. Silvia

  5. stefania

    “Trovo violento e arrogante da parte di alcuni omosessuali che le loro rispettabilissime problematiche siano messe all’ordine del giorno ogni volta che si parla di famiglia, in modo da occupare tutto il tavolo di discussione.”Forse perché non volete riconoscere che le loro famiglie sono come le vostre? Forse perché fate di tutto per impedire loro di avere i vostri stessi diritti?

    1. @Stefania, la cosa “tristemente ridicola” è la dichiarazione intrinseca di “debolezza di pensiero” (e di capacità di portarle avanti eventualmente) che chi mette questi veti, di fatto dichiara…

      Voglio dire, è così “pericoloso” che un donna come Costanza (ma chiunque fosse), porti il suo pensiero in un qualsiasi contesto (in alcuni il timore semmai dovrebbe essere dell’invitato…)? Pensiero che potrebbe anche non sfiorare la questione omosessuale, ma si sa, per chi vive questa situazione anche solo nomunare la famiglia etero è un affronto.
      Oppure è così “offensivo”, da ferire orecchie e cuori così sensibili? O si teme qualcuno passi “al nemico”…?

      E comunque non c’è nulla da fare… una “famiglia omo” non è uguale una famiglia etero.
      Da qualunque prospettiva la si guardi, non sono la stessa cosa. E la costatazione di un fatto oggettivo.
      Poi, come sempre uno può anche sostenere che l’acqua va in salita… 😉

        1. frank

          Quindi dei genitori con figli (perchè di questo si tratta)non sono famiglia unicamente in base all orientamento sessuale (o peggio,in base a ció che sta in mezzo alle gambe)? Non vi rendete nemmeno conto che state denigrando e insultando la FAMIGLIA dei loro figli,che state insultando i figli stessi, nevvero?

    2. Roberto

      Se è per questo, non è che noi “non vogliamo riconoscere che le loro famiglie sono come le nostre”. Noi disconosciamo che esse siano in qualsiasi modo “famiglia” – di famiglia ce n’è una sola – e chi usa il manganello per silenziarci non è altro che un fascistello che rifiuta agli altri il diritto di avere un pensiero proprio e agire coerentemente in base a esso – e così il “liberismo” si fa ideologia che zittisce chi osa non essere omologato al vostro pensiero debole che, proprio perché radicalmente debole, ha bisogno di imporsi con la forza e la prepotenza.

      1. Roberto

        Ecco, ci siamo incrociati con Bariom dicendo con parole diverse la stessa cosa 😉

    3. @stefania:
      «Forse perché non volete riconoscere che le loro famiglie sono come le vostre? Forse perché fate di tutto per impedire loro di avere i vostri stessi diritti?»

      Siamo al punto in cui bisogna intendersi su cosa si intenda per famiglia (un gran bel brutto punto, non c’è che dire)!

      “Famiglia è un insieme di persone che si vogliono bene”? No, eppure è l’unica definizione valida inclusiva di tutte le unioni che l’attivismo LGBT ingloba nel concetto di “famiglia”…

      Però questa definizione è valida per due cari amici studenti universitari fuori sede che decidano di convivere per risparmiare. Va bene per la badante che si affeziona profondamente all’anziana signora che assiste, va bene persino per quelle tre lesbiche americane che si dicono sposate (e due di loro per lo Stato americano lo sono “davvero”!).

      La famiglia è una sola. Questa non è più una banalità, purtroppo.

      Non tutto ciò che desideriamo è un (vero) diritto, stefania.

      1. frank

        Ripeto: dei genitori con figli (biologici o adottivi) ,non sono famiglia ? Di questo si tratta: genitori ,con figli. E voi li volete privare di una parola come se ne possedeste il copyright. Piantatela di insultare le famiglie altrui , e i figli altrui. Non sapete manco cosa voglia dire per loro sentirsi dire da dei perfetti estranei “la tua non è una famiglia”.

        1. “Se i fatti non si adeguano alla teoria, tanto peggio per i fatti”, come disse Hegel.
          La famosa locuzione – che secondo il filosofo Dario Antiseri denota il prevalere dell’ideologia rispetto ad un approccio realistico – ci sta a fagiolo…

        2. Forse Frank è meglio che tu vada a studiarti il senso e l’etimologia delle parole Famiglia e genitori (e di come siano strattamente connessi) e di come la famiglia (nel senso unico ed originario del termine) da sempre sia aperta all’adozione restando assolutamente tale…

          Poi se vuoi chiamare mela l’anguria (come dice bene Mauro qui) o viceversa, problemi tuoi…
          Non credere che il cambiare senso alle parole sia una cosa di poco conto, un giorno potresti trovarti anche tu denominato come qualcosa che non sei, poi mi saprai dire…

          1. Stefano

            Sarebbe infatti meglio conoscere il significato delle parole e la loro etimologia.
            Famiglia: dal latino familia, famelia, dall’osco famel e antico latino famul, da faama, CASA. Il complesso di coloro che abitano nello stesso luogo e condividono la stessa economia di sostentamento. Nell’antica Roma definiva tutti coloro che abitavano la stessa casa e rispondevano allo stesso Pater Familia. Pater, padre, dal sanscrito Pita, radice Pa- colui che protegge, nel senso anche di colui che nutre (Padre e Pastore hanno la stessa radice, nell’Antico Testamento Dio e’ sia Padre che Pastore).
            Familia in latino raramente definisce i genitori (coloro che generano) con i loro figli (coloro che sono generati). L’identificazione piu’ stringente e’ successiva e il cristianesimo ne assume la definizione dopo il 300 a.C, quando diventa religione di Stato mutuando gran parte dell’organizzazione sociale tipica della romanita’ pagana. Fino a quel momento la famiglia era la comunita’ senza alcun legame di sangue.
            La famiglia come entita’ sacra e relativa al legame di sangue, tipica sia dei romani che degli ebrei, viene in realta’ rifiutata dai primi cristiani, secondo quando viente attribuito a Gesu’ Cristo sia in Matteo (12:48) sia in Luca (14:26). La famiglia tradizionale tardo-romana viene sostituita dall’ekklesia, la comunita’, recuperando in questo senso il significato originale della parola famiglia: ekklesia e’ la comunita’di coloro che sono chiamati da Dio, ed al tempo sono la Sua casa attraverso Gesu’, cfr Giovanni 14:23 e 1 Corinzi 3:16.
            Vi sono diverse tradizioni che identificano diverse tipologie di famiglia, da quella “occidentale” (romano-cristiana), a quella matrilineare sino-tibetana e sikkim, pertanto il termine “famiglia” e’ oggi piu’ generico di quanto riterrebbe lei, che apparentemente si rivolge solo alla famiglia cristiana tradizionale (che come gia’ spiegato non e’ quella originaria del cristianesimo, ma quella mutuata dalla tradizione romana ed ebraica in un secondo momento).

            1. Stefano

              Mi scuso per l’errore di battitura, la frase corretta ovviamente e’ “L’identificazione piu’ stringente e’ successiva e il cristianesimo ne assume la definizione dopo il 300 d.C, quando diventa religione di Stato…”.

              1. Sara

                Vorrei sommessamente far notare come il punto non sia l’etimologia di “famiglia”.
                Il fatto che l’italiano, per indicare una (e una sola e ben definita) realtà, usi un termine che nel latino e in culture precedenti indicava altro, non autorizza a negare l’oggettiva naturalità di ciò che il termine indica nell’italiano di oggi. Sempre l’italiano, per fare un altro esempio, chiama “donna” l’essere umano di sesso femminile, mentre in latino “domina” – da cui il nostro “donna” – significava “signora, padrona”: ma non per questo oggi dovremmo mettere in discussione la realtà oggettiva (cioè l’essere umano di sesso femminile) per designare la quale usiamo il termine “donna”. Dunque, il fatto che “famiglia” un tempo designasse altro da ciò che designa ora, non compromette affatto la realtà naturale designata oggi con lo stesso termine: la famiglia (nel senso con cui l’italiano usa tale termine) è una sola e perciò, per designare altre forme di aggregazione umana, non si può usare lo stesso vocabolo, perché farlo tradisce la sostanza di ciò che esso indica. E’ questione di differenza tra “significante” e “significato”: il “significante” scelto per designare una certa realtà può anche variare nel passaggio dal latino all’italiano, mentre il “significato” di quella stessa realtà rimane lo stesso. Del resto, non è che gli antichi non conoscessero la realtà per designare la quale noi utilizziamo il termine “famiglia”.

                1. Stefano

                  Buonasera Sara, concordo che il punto non sia l’etimologia, troppo spesso elevata a dimostrazione di qualcosa con cui non ha nulla a che fare. Per questo facevo notare come l’etimologia in questo caso ha poco a che fare con cio’ che il termine “famiglia” ha assunto nella cultura occidentale, e specificatamente cristiana (che pur ha poco a che fare con il cristianesimo degli esordi e molto con la cultura greco-romano-giudaica dei Padri della Chiesa). E’ chiaro che ci si riferisca a questo significato in questo contesto, tuttavia non e’ corretto affermare che l’italiano usi il vocabolo solo in questo senso, e il termine famiglia viene utilizzato sia in altri contesti (es biologia) che nello stesso contesto per altre forme che non siano quelle della famiglia coniugale monogama.
                  Il punto non e’ cosa dica l’etimologia, ne’ cosa faccia intendere la “natura”, ma qual e’ il significato di famiglia e cosa rappresenta la famiglia nella comunita’ cristiana (per lo meno dal 300 d.C. in poi). Un cristiano non deve cercare alcuna giustificazione al di fuori della dottrina della sua fede, sia essa erroneamente di tipo etimologico o naturale, o giustamente di tipo culturale.
                  Il punto e’ se uno stato laico, che quindi per definizione e’ aconfenssionale e imparziale rispetto alle ideologie, non debba porsi il problema di tutelare forme familiari (nel senso piu’ ampio del termine) che, nel rispetto degli individui che le compongono, si differenzino dalla forma piu’ tradizionale, e cioe’ quella coniugale monogama.
                  E’ altrettanto pacifico che chi volontariamente formi una famiglia al di fuori di quella coniugale monogama (sia essa una famiglia omogenitoriale, o poliginica, poliandrica ecc), secondo la dottrina delle principali chiese cristiane, si ponga al di fuori del cristianesimo.

                  1. Sara

                    Non sono d’accordo. Né sul fatto che si parli di più forme di famiglia, perché la famiglia è una sola e non si tratta di dottrina della fede né di tradizione, ma di natura; né sul fatto che uno Stato laico non debba tener conto di ciò che è per natura: lo Stato che non tutelasse ciò che è inerente alla natura umana (per quanto molti non vogliano agire di conseguenza) non solo non sarebbe autenticamente laico (perché laicista), ma in maniera biecamente relativista non agirebbe neanche “nel rispetto degli individui che” compongono tali aggregazioni umane, poiché rispetto per gli uomini non è permettere/riconoscere per legge ciò che non è nella natura umana.

                    Sottoscrivo il post “Le ragioni della famiglia, le ragioni di un incontro. Domani a Piacenza”, che molto meglio di me sa spiegare quanto intendo dire.

      1. Sara

        Già. Io spesso dico che una bottiglia e un bicchiere, anche se servono entrambi a contenere liquidi, non sono la stessa cosa. Sarebbe dunque improprio e indebito voler sostenere che si possa chiamare bottiglia anche un bicchiere! Il fatto che si viva sotto lo stesso tetto, che ci si voglia bene, che si abbiano persino dei figli, etc., non fa di altre forme di convivenza l’equivalente della famiglia!

  6. giuliana75

    Costanza, che classe. Io li avrei mandati al paese del piffero in un nanosecondo.

    1. admin

      Giuliana, una risata li seppellirà, Per favore copia e incolla quello che hai scritto su facebook, sono stato un quarto d’ora a ridere!!!

  7. giuliana75

    “La Libera Università Internazionale della sottoscritta Mediowoman ha indetto una conferenza di astrofisica dal titolo “Cosmologia. Le stelle nel politeismo delle teorie intergalattiche”. Avevo invitato due esperti di astrofisica di chiara fama. Purtroppo però a causa di problemi di equilibrio tra astrologi (Branko e Paolo Fox nello specifico), la direzione non è in grado di garantire l’effettiva realizzazione dell’evento.”

    🙂

  8. claudio

    “tutto concorre al bene”, verra’ meglio che se fosse andato tutto liscio.
    Ora si gioca a carte scoperte.

  9. Al solito gli “illuminati” che si proclamano detentori del sapere totale cercano di azzerare chi non reputano loro simile levandogli diritto di parola o mettendolo sotto la tutela di qualche loro “rieducatore”. Non mollare, Costanza!

  10. E’ importante che nessuno di noi si faccia intimidere: sono sicuro che Costanza Miriano continuerà a dire ciò in cui crede. Anzi, questi attacchi dei pecoroni del politically correct (tipo i figli di papà della LUISS) generatori delle nuove discriminazioni, ebbene questi attacchi ci fortificano. Tonino Cantelmi

    1. @AIPPC:

      Grazie al Presidente dell’AIPPC (Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici) per il suo significativo intervento 🙂

      Spero che tutto si risolva al più presto con una nuova data del convegno. E se e quando vogliono, gli studenti della LUISS invitino pure ad un convegno Vladimiro Guadagno o Ivan Scalfarotto o qualche altro attivistà per i diritti LGBT (che sono altra cosa rispetto al tema del convegno al quale era stata invitata Costanza Miriano).

  11. Ivana Marzocchi

    Nei numerosi incontri cosiddetti formativi per genitori, che sono invitata a tenere, e anche in quelli per fidanzati (i famosi corsi prematrimoniali per chi si vuole sposare in chiesa) cerco sempre di raccontare che cosa può succedere ai loro figli a scuola grazie alla teoria del gender, che sta facendo proseliti a non finire tra gli insegnanti, e raccomando di vigilare, entrando negli organi collegiali e informandosi sempre su ciò che accade nella scuola e sui messaggi che gli insegnanti fanno passare agli alunni. Regolarmente trovo chi mi contesta pesantemente con l’accusa non tanto esplicita di essere omofoba, e molto chiaramente espressa di fare politica non essendo quello il luogo.
    Mi sono resa conto che non c’è argomentazione razionale e ragionevole, né concretezza di prove addotte che possa convincere chi è bloccato dentro i pregiudizi alla moda. A volte torno a casa piena di sconforto e demotivata, poi mi trovo a leggere un post come questo di Costanza, e il tono “leggero” con cui mostra di contenere emotivamente la questione e di essere così sicura della bontà e verità delle sue tesi mi ricarica in modo sorprendente.
    Grazie, Costanza, non prima di tutto per quello che dici, ma per il modo in cui lo dici e per l’esempio di forza interiore che mi dai: davvero la tua fede è grande se ti dà tanto coraggio e sicurezza!
    Mi sei mancata a Napoli il 27 e ti ho pensata, mentre ricordavo con nostalgia i bei momenti vissuti insieme a Forlì !
    Un abbraccio con tanto affetto! Ivana

    1. ClaudioB

      “Mi sono resa conto che non c’è argomentazione razionale e ragionevole, né concretezza di prove addotte che possa convincere chi è bloccato dentro i pregiudizi alla moda”. Io ho forse qualche anno più di te e me ne sono reso conto sin dalle assemblee degli anni settanta. Solo che allora pensavo che l’adesione all’ideologia impedisse di ragionare, da tempo invece mi sono convinto che è il desiderio di risparmiarsi la fatica di ragionare a spingere verso l’adesione a un’ideologia, quale che sia. Comunque, la conclusione è una soltanto: non si può discutere con chi si comporta così, o comunque non si può sperare di convincerlo, si può solo pregare per lui.

  12. a @Stefania ha già risposto Miriano (questione diritti, diritto ai figli, diritti dei bambini): invece di ripetere sempre la stessa domanda sarebbe più utile controbattere a quanto ha scritto Costanza (argomentando). Ma dato che nemmeno una famiglia etero ha “diritto” ai figli, non vedo nessun argomento ragionevole a favore delle richieste LGBT.

    Mentre la mia domanda, sicuramente dovuta al fatto che la mentalità dominante mi ha assalito, parte dall’osservazione che, per motivi analoghi, non si è voluto far parlare Luxuria in una scuola emiliana. Certo l’età degli studenti è fattore importante, ma è anche decisivo? Mi spiego: non manderei mio figlio 15enne a sentire Vladimiro spiegare quanto è normale sentirsi gay eccetera, eccetera, ma a 19 anni gli dico di andare pure. Perchè mi auguro che sia corazzato a sufficienza da giudicare in autonomia.

    (ora che è scritto è più chiaro) risulta evidente che è fondamentale vivere e proporre una educazione il più chiara possibile, più cattolica possibile, e con Cristo come riferimento ultimo. solo in questo modo non ci saranno organizzazioni studentesche (ah ah) che si opporranno alla libera espressione di esperienze.

    1. Roberto

      Veramente, mi pare che il Vladimiro abbia potuto parlare, ma il problema è a monte e si divide in due parti:
      – la prima, questa è una decisione educativa relativa ai figli, su cui i genitori hanno la parola definitiva, mentre questo diritto-dovere dei genitori è stato violato e scavalcato bellamente, nascondendosi dietro il dito di una decisione “democratica” fatta da una esigua minoranza ideologizzata di studenti che hanno di fatto imposto la loro volontà a una maggioranza, come sempre, inerte. Ciò comporta la sottrazione della potestà dei genitori sui figli affinché una struttura ideologica se ne appropri per procedere a una infida “rieducazione”;
      – in secondo luogo, si è negato qualsiasi diritto al contradditorio, perché chi avversa l’ideologia “gender” è un “omofobo” e come tale non ha neppure diritto di parola.
      Non bisogna farsi ingannare dagli stratagemmi dialettici dei sofisti-vittimisti che dietro il loro fasullo vittimismo nascondono la loro vera natura intollerante e fascistoide.

      Consiglio poi a tutti, di non mutuare il linguaggio “gender”, cioè “famigliE”, “famiglia etero”, “famiglia omo”. Di famiglia ce n’è una sola e non ha bisogno di ulteriori declinazioni.

      1. @Roberto ecco perché nel mio commento ho messo “famiglia omo” tra virgolette e famiglia etero no… 😉

        Poi in qualche modo ci si deve intendere anche a seconda dell’interlocutore, ma è un giusto memorandum il tuo.

        1. Roberto

          Infatti anch’io uso un sacco di virgolette affrontando questi discorsi, come si può vedere sopra 😉

  13. vale

    posso fare il “cassandro” di turno?
    aspettiamo che dicano quando sarà il nuovo incontro…

    1. admin

      Hai ragione Vale, a Costanza è stato detto che sarebbe stato entro il 22 maggio. Vedremo se il direttore manterrà la parola data.

  14. Baldo

    Con il disegno di legge Scalfarotto avranno risolto per sempre il problema, e chi si azzarderà a parlare esplicitamente e impudentemente di famiglia con padre, madre e figli sarà finalmente “normalizzato” nell’indifferenza dei più, assuefatti a questa strisciante dittatura del gender!

    (Per non incorrere in sanzioni, urge aggiornare il correttore ortografico del blog: alle parole Scalfarotto, gender, omofobo, me li sottolinea come fossero un errore!) 🙂

    1. Baldo

      Quello che preoccupa, o perlomeno infastidisce,, è che ogni iniziativa in ambito pubblico che riguarda la famiglia debba passare al vaglio di qualche comitato di salute pubblica costituito da qualche “associazione che ha a cuore i diritti LGBT”.

    1. vale

      @joe
      ed infatti nel sito da me riportato si fa riferimento proprio e guardacaso ad un comunicato della redazione liberaLuiss dove si cita la luiss arcobaleno..
      l’intento era ovvio.e, giustamente, la sciùra Miriano l’ha evitato. ma la cosa divertente è che chi ha invitato la Miriano afferma di non essere a conoscenza del pensiero della invitata: ” Luiss Arcobaleno è un’associazione che ha a cuore i diritti LGBT e ci ha chiesto di poter intervenire anche a seguito delle posizioni piuttosto nette espresse di recente dalla dott.ssa Miriano riguardo al mondo omossessuale; posizioni delle quali non eravamo inizialmente a conoscenza.”

      forse pensavano di invitare qualcun altro/a/u/i/e (visto la proliferazione di generi,le vocali le metto tutte. si sa mai…) e si son ritrovati la Miriano…

  15. @Costanza Miriano:
    «L’ho detto io che ci vuole un padre, sempre.»

    Uno però, il padre, non “due”, i “padri”… 😉

    Ben scritto, Costanza! Mi rispecchio appieno nella riflessione di Ivana Marzocchi, poco più sopra:

    «mi trovo a leggere un post come questo di Costanza, e il tono “leggero” con cui mostra di contenere emotivamente la questione e di essere così sicura della bontà e verità delle sue tesi mi ricarica in modo sorprendente.
    Grazie, Costanza, non prima di tutto per quello che dici, ma per il modo in cui lo dici»

  16. annarita

    Pare ormai che parlare di cose normali, quali la famiglia sia offensivo per alcuni, mi chiedo se c’è qualcuno che non sia nato grazie ad un uomo ed una donna. Non so gli omosessuali sono venuti al mondo per diverse vie a noi sconosciute? Parlare di famiglia non offende nessuno. Brava Costanza!!!!!

  17. stefania

    Signora Ivana Marzocchi, lei scrive: “cerco sempre di raccontare che cosa può succedere ai loro figli a scuola grazie alla teoria del gender, che sta facendo proseliti a non finire tra gli insegnanti”. Lo può spiegare anche qui che cosa, secondo lei, può succedere?

  18. Giuspe

    “Con questa storia della libertà non ci rendiamo conto che viviamo in una splendida rappresentazione della schiavitù” (cit.)

  19. frank

    Il bello è che lei , miriano, mi denigra come denigra qualsiasi omosessuale minorenne o maggiorenne , quando lotta contro il nostro futuro,la nostra uguaglianza e i nostri diritti, tra l altro trasmettendo il puro terrorismo becero della “teoria gender”. Inutile cercare di spiegarle che l omofobia non si limita esclusivamente a una fobia psicologica (così come questo vale per il termine idrofobo) , ma indica un avversione generale per l uguaglianza giuridica/sociale/umana degli omosessuali. Cosa in cui lei rientra appieno. Quindi mi spiace,ma lei è comunque omofoba. Poi sul fatto che lei non abbia paura degli omosessuali si potrebbe anche discuterne..perchè alla base delle “lotte” contro la mia uguaglianza e diritti , lei (come altri) mostra uno spiccato terrore: terrore che ció danneggerà la sua famiglia, che ció provocherà un ondata di “teoriagender onsisaancorabenecosa”, ecc. se non è paura, è terrorismo in malafede. Premesso questo, è bello leggere che “lei non sa niente di omosessualità”. È un ammissione non da poco, visto che questo tema è rimasto sulla sua bocca e dita da tastiera per mesi e mesi, praticamente full time. Purtroppo è sempre così: chi non sa niente di noi, si permette di giudicarci,condannarci, e pretendere che rimaniamo in un angolino, nascosti e senza uguaglianza e diritti al pari degli altri. Detto questo, la sua lamentela è assai fasulla e un bel pó ipocrita ,visti i tuoni e lampi che eran stati fatti in merito alla presenza passata di luxuria a scuola. Ah ma c è una differenza: luxuria l hanno voluta gli studenti. Lei invece ,miriano, sono proprio gli studenti che non l hanno voluta. Inizi a domandarsi il perchè e magari senza gridare immaturamente alla “lobbygaobbygay” .

    1. vale

      che lagna e che palle…
      non so alla Miriano, ma a me l’ovviofobo frank, pare abbia poche idee ma confuse.
      il comunicato di liberaluiss dice che avevano invitato la Miriano. il frank dice che sono gli studenti che non l’hanno voluta.
      insomma s’era autoinvitata alla luiss e poi s’è disinvitata da sola.
      oltre che ovviofobo anche pravdofobo.

      1. admin

        Infatti Vale, certi commenti li accetto volentieri perché si commentano da soli, nella forma e nel contenuto.

    2. Quanti paroloni sig. Frank…

      E visto che lei fa un discettare di termini, il termine omofobia, non significa un bel nulla…
      Es. omozigote (dal greco “coppia di uguali”) – Omo: Primo elemento di composti col valore di “uguale”, “medesimo”.
      Per nulla qundi paragonabile o associabile ad esempio al termine “idrofobo”.

      Ammesso e non concesso il termine, comunque l’ “omofobia” sarebbe fobia (paura) di ciò che è “uguale”, in senso perdippiù patologico, quindi non pienamente ascrivibile come colpa al soggetto che ne è “portatore” o si potrebbe dire “vittima”.
      Ergo, chi l’ha inventato, poteve inventarsi qualcosa di meglio…

      Venendo ai diritti, i diritti pretesi non è detto che perché tali siano sempre e comunque ammissibili…
      Io vorrei avere in diritto di “far fuori” chiunque violi la mia libertà, o la mia proprietà, o anche solo la mia tranquillità…
      E’ un’iperbole ma spero di aver reso il concetto.

      Non entro nel merito dei “diritti” sociali, ma mi attengo solo a quelli (chiamiamoli) religiosi.
      Lei che certamente non è un sciocco, ben comprenderà, come sia inammissibile ad esempio la richiesta, che pure taluni avanzano come “diritto”, di poter accedere al Sacramento come coppia omosessuale (qui il suffiso omo ha una senso…).
      Se le sfugge il perché è evidentemente, non ha conoscenza del preciso e profondo motivo che questo impedisce.
      Se non ha questa conoscenza, la invito ad acquisirla e per onesta intellettuale (almeno), riconoscerne la validità.

      Questo scrivo, non a condannare lei come persona, che non conosco (e pur conoscendola non starebbe a me…), ma per ribadire la non approvazione di una scelta, di una filosofia, una prassi di vita che ritengo negativa e dannosa non solo per la vita sociale, ma ancor più per la vita spirituale di chi questa scelta, filosofia, prassi ha scelto.
      Comprendo che lei non possa trovasi in accordo, difendendo come tutti infondo facciamo, scelte che riteniamo profondamente personali, ma questo è… e lo è per un discernimento più alto del mio, al quale io stesso mi attengo nelle e mi rimetto (adeguandomi laddove me ne dovessi allontanare) per mie personali scelte di vita, di “filosofia”, di prassi.

      Questo poi faccio di buon grado avendo potuto sperimentare sulla mia pelle che laddove ho modificato, scelte, “filosofia” e prassi nella mia vita, adeguandomi e facendo mio, il discernimento che sulle cose mi viene da Dio (tramite anche la Sua Chiesa) SEMPRE ne ho tratto infinito beneficio per la vita mia e di chi mi sta accanto.
      ………………………………..
      Non ho certo voce di pubblico difensore della Sig.ra Miriano, ma credo di poter dire, che per sommi capi, il suo dire o scrivere riguardo all’omosessualità ed alle sue implicazioni, non si discosti molto da alcuni dei concetti che ho qui espresso.
      Sono portato a considerare quindi alcune sue affermazioni indirizzati alla Sig.ra Miriano, come giudizi del tutto gratuiti.

    3. Quello di “frank” è un esempio lampante di terrorismo intellettuale dove si incita all’odio contro gli “omofobi” dopo aver violentato la logica e la realtà. Inutile dire che “gay” o LGBT non è sinonimo di “omosessuale” tout court. Con il secondo termine si identifica semplicemente l’individuo con orientamento omosessuale, il vocabolo “gay” evoca l’omosessualità-ideologia. Con “gay” si fa riferimento a una varietà “militante” dell’omosessualità ego-sintonica, una identità socio-politica assunta da chi si prefigge la normalizzazione in seno alla società dell’omosessualità e la sua accettazione come variante naturale dell’orientamento sessuale. Non tutte le persone con tendenze omosessuali si identificano nell’agenda politica e con l’approccio militante del movimento gay-LGBT, né qualificano se stesse come tali. Il sofisma sta nell’identificare “gay” e “omosessuale”, criminalizzando tutti coloro che si oppongono alle rivendicazioni politiche gay (come il matrimonio omosessuale). Così come nessuno nega nemmeno che gli omosessuali debbano godere, e ci mancherebbe, dei diritti collegati alla persona umana. Altra cosa è invece chiedere di sconnettere le relazioni di parentela e filiazione dal sesso biologico. Cose dette e ridette ma è chiaro che con certi soggetti è un dialogo tra sordi.

  20. LiberaLUISS deve aver capito di averla fatta sporca, e sta diffondendo il suo comunicato anche su twitter:

    1. urbi et orbi https://twitter.com/LiberaLuiss/status/463679267814244352 (dove tra le risposte c’è anche quella di un’altra associazione studentesca della LUISS che prende chiaramente le loro difese, la LUISS Contest, qui: https://twitter.com/LuissContest/status/463730887864369153

    2. ad Avvenire: https://twitter.com/LiberaLuiss/status/463690863613599745

    3. direttamente a Costanza: https://twitter.com/LiberaLuiss/status/463690941602488320

    4. a Mario Adinolfi: https://twitter.com/LiberaLuiss/status/463691726616809472

    5. ad AgenParl Lazio, un'”Agenzia indipendente di informazione politica, economica, sociale e sportiva”:

    1. Alessandro

      “La nostra volontà di dibattere i temi della famiglia e le aperture della Chiesa in questo senso”: in quale senso? Quali sarebbero queste “aperture della Chiesa”?
      E’ mai possibile che degli studenti universitari usino locuzioni bolse e insulse come “aperture della Chiesa”? scrivano con un linguaggio da titolo di rotocalco?

  21. andrea

    È incredibile come, queste persone così intelligenti, che studiano all’università, non si accorgano dell’errore. La stessa libertà per cui lottano non è un diritto più per tutti quelli che hanno una opinione differente dalla loro. Io vorrei dire a queste persone che si, la Chiesa ha delle opinioni in merito all’omosessualità, come anche io ho delle opinioni su come si pesca la spigola al mare o su altre cose, e come ognuno di noi su questo mondo ha diritto alle proprie idee, ma mai alla chiesa è venuto in mente di tappare la bocca a qualcuno, dice solo la sua, poi chi vuole seguire i suoi insegnamenti li segue chi invece no, non li segue. Mi rivolgo a voi che non volete permettere a qualcuno di esprimersi solo perché la pensa differentemente, permettetemi una domanda: Non vi è mai capitato che in un giorno qualsiasi, in un posto qualsiasi, ad un’ora qualsiasi qualcuno, che sia vostra madre, vostra sorella o fratello, un cugino, un amico un passante sull’autobus, dicendo la sua vi abbia fatto cambiare punto di vista? A me si!
    Io amo il messaggio evangelico della Chiesa e quindi di Gesù Cristo, e proprio grazie a Lui voglio imparare ad amare tutti, anche quelli che non comprendo per miei limiti o peccati. Ho molti amici omosessuali e mai ci è venuto in mente di tapparci la bocca reciprocamente o di scappare di fronte a ragionamenti e controversie, ma sempre abbiamo accettato ed accolto le diversità come una ricchezza a cui attingere.

    1. JoeTurner

      Non so chi sia ma è una notiziona!!! Sai pure se è su piazza? Avrei un paio di amici interessati…

  22. Paix

    Complimenti Costanza per il grande equilibrio di questo resoconto. Come già altri hanno detto, non so se io sarei riuscita ad astenermi da un sonoro invito a recarsi a quel paese.

  23. Veramente il Signore ha una fantasia infinita!!! Penso al giudice della Fiscalia spagnola che per lavoro ha dovuto leggere il tuo libro…. forse questa era l’unica via perché potesse essere raggiunto da una parola di vita e di allegria, da una testimonianza di fede…. e forse proprio grazie a tutto ciò che è successo la sua vita potrebbe essere cambiata, in meglio e per sempre…

  24. Lalla

    Scusate, so che è OT, ma so che molti di voi sono fedeli e generosi nella preghiera e, sconvolta dalla lettura degli ultimi aggiornamenti sul rapimento delle studentesse nigeriane da parte dei terroristi in Nigeria, vorrei invitare chi vorrà a pregare per la loro salvezza e liberazione. Vorrei credere in un miracolo, questo e molti altri…

  25. Simona

    Una bella famiglia, un bel lavoro ma soprattutto tanta fede in Dio, il tutto concentrato in una sola persona è troppo per chi tutte queste cose non ce l’ha e non accetta che ce l’abbiano gli altri. Troppa Grazia di Dio. Costanza tu fai paura a chi non ti vuole sul palcoscenico, altrimenti non avrebbero problemi ad ascoltarti. Il paradosso ? Quelli che non rispettano gli altri siamo noi che nella famiglia ci crediamo. Ma un omosessuale non è venuto fuori da una mamma e un papà?

  26. Perché non invitano anche José Bové? un verde finalmente coerente: «Sono contrario a tutte le manipolazioni sugli esseri viventi, sia che si tratti di coppie omosessuali, che di coppie eterosessuali. Penso che il diritto alla vita e il diritto al figlio siano due cose diverse. Non credo che il diritto al figlio sia un diritto. Bisogna combattere la fecondazione perché non sappiamo dove andremo a finire»

    🙂

    http://www.tempi.it/francia-bove-contro-fecondazione-assistita-eugenetica

  27. Luciano

    Benissimo Costanza, ma questo è nulla…
    in parlamento stanno preparando da tempo, grazie soprattutto al sempre presente scalfarotto, un legge per punire reati di omofobia (e già la parola ha in sè la schizzofrenica dei tempi).
    Un prete a messa non potrà più dire che la famiglia è quella naturale uomo-donna.
    Prepariamoci ad una bella battaglia, come i cugini francesi

  28. Ivana Marzocchi

    Gianfranco Amato, il presidente di “giuristi per la vita”, ha concluso il suo documentatissimo ed efficacissimo intervento a Forlì con queste parole: “I tempi della fede a costo zero sono finiti. Ora comincerà anche per noi l’epoca del martirio”.

  29. Ivana Marzocchi

    Interessante quello che, a proposito dell’incontro con Amato, ha scritto un consigliere regionale del PD : ci ha definiti una “serie compatta di realtà e aggregazioni cattoliche” colpevoli di aver organizzato quell’incontro. Dice che l’iniziativa è frutto di un’anacronistica visione, legata a “pregiudizi non più tollerabili”.
    Mi piacerebbe sapere come reagirebbe se gli mandassero a casa da scuola il figlio col rossetto, vestiti da femmina, dopo averlo fatto svestire e giocare al dottore con altri bimbi pure denudati, e che gli dicesse: “Sai, papà, io sono maschio o femmina quando mi pare, perché decido io chi voglio essere e tu non puoi farmi “seguire passivamente i modelli ereditati dalle generazioni precedenti” perché io sono “un attore sociale competente, protagonista della costruzione della mia vita” e non accetto più “modelli educativi stereotipati” (v. “Guida operativa” finalizzata a diffondere la cultura di genere” dal titolo “Impari a scuola” e diffusa nelle scuole di Milano e Monza, per iniziativa della Provincia).

  30. Stefania

    Dai Costanza…. il 22 Maggio, il giorno di Santa Rita: la santa degli impossibili, la santa che e’ stata moglie, madre e suora, la santa che ha riportato la pace tra famiglie che si odiavano di un odio fratricida…… vedrai che la cara santa Rita ti dara’ tanta forza!
    Un bacio

  31. admin

    Il Direttore Generale della Luiss Giovanni Lo Storto è stato di parola!
    Ecco la locandina dell’incontro del 14 maggio

    1. @admin:

      bene! E ora vediamo quanto si scateneranno in domande provocatorie i giovini di LUISS Arcobaleno, e gli attivisti di altre associazioni pro “diritti” LGBT… 😉

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