Non so com’è, ma a criticare di più la Chiesa sono quasi sempre quelli che dichiarano orgogliosamente di non appartenerle. Un po’ come se io mi arrabbiassi, che so, per la disposizione tattica della Lazio (essere romanista è stata una delle precondizioni che mio marito ha posto al nostro matrimonio) o per le regole della stagione venatoria (non sono contro la caccia, ma non riconoscerei un fagiano neanche se mi si consegnasse spontaneamente, in manette). Continua a leggere “Donne che amano la Chiesa”→
Come molti bambini nati nei primi anni ’80, sono cresciuta con i cartoni animati giapponesi. Quelle serie lunghe, che duravano un’infinità di puntate, e che parlavano spesso di robot, di amici magici, di ragazzini che facevano sport.
Il mio preferito, su tutti, senza gara, è Lady Oscar. Lo sa bene la mia amica Barbara, con cui ho commentato quasi tutte le puntate, per telefono, durante tutta l’adolescenza.
Pensa che c’ero caduta anche io. Col fatto che da un mesetto rispondo a giornalisti stranieri che mi chiedono “perché sottomessa?” (in molteplici varianti tra cui “cos’è la sottomissione?” e, la più stupida, “chi lava i piatti a casa sua?”), e lo faccio in varie lingue (itagnolo, inglano) con abnegazione e grande padronanza di me, cercando di evitare alterazioni isteriche del tono di voce, mi ero ingenuamente convinta che fosse la parola sottomessa a disturbare nel titolo del mio libro.
Nell’invitarci a morire per loro, per le mogli, Costanza non intendeva in terra lontana, nella missione straniera, in crociata, abbandonata casa e famiglia, per combattere su territori distanti.
Ho il terrore che accanto alle marines che affollano le truppe di Gudbrando si debba creare una Legion d’Onore di Gudbranda, per difendere matrimoni e mogli da mariti sempre più ingobbiti e assenti. Volevo scrivere una lettera al Pierino della situazione, figura mitica che in realtà rappresenta più di un marito, ma preferisco andare giù piatto e sintetico.
Nella storia della Chiesa, le donne hanno già mosso molto. Hanno mosso vescovi e papi e sono certamente in grado di farlo anche con le conferenze episcopali. Molte grandi sante donne sono riuscite a fare questo nella storia della Chiesa. Sull’esempio di Maria di Magdala, apostola apostolorum, che la mattina di Pasqua ha svegliato gli apostoli dal loro letargo e li ha messi in moto». Così asseriva il cardinale Walter Kasper in una conferenza tenuta nel febbraio di quest’anno sul tema «La collaborazione tra uomini e donne nella Chiesa». Sono parole che anticipano e concorrono nella direzione indicata da papa Francesco nei suoi reiterati interventi riguardo alla questione femminile e al ruolo delle donne nella Chiesa. Dei suoi nove mesi di pontificato non uno è trascorso senza un pronunciamento riguardante le donne, e con dichiarazioni a dir poco incisive, sorprendenti, spiazzanti. Continua a leggere “Con Francesco le donne muoveranno la Chiesa”→
A cosa si deve il successo del suo libro in Italia?
Il libro inizia con me che rispondo a una telefonata di un’amica in crisi, che non si decide a sposarsi. Una telefonata tra amiche sul tema dell’identità femminile, che è, io credo, quello su cui si gioca la partita centrale della nostra culturale. Cosa vuol dire essere uomo e donna oggi. Teorie di genere o antropologia cristiana. Il tutto tradotto in un linguaggio pop, passando dalle calze parigine al Catechismo, dai trucchi per dormire in bagno quando ci sono i figli neonati (appoggiando la testa al rotolo di carta igienica) alla Bibbia.
Una mia amica mi ha chiamata arrabbiata perché nella sua libreria mi ha trovata nel settore umorismo. Invece non mi avrebbero potuto fare un complimento migliore. Ridere parlando di San Paolo! E così è partito un passaparola tra i credenti, che finalmente si sono visti rappresentati in modo non deprimente, molto deciso nei contenuti, molto allegro nella forma. All’inizio sono state stampate 1200 copie. Io telefonavo alla mia famiglia nella speranza che almeno loro ne comprassero una mezza dozzina. Poi il libro ha avuto non so più quante ristampe, ormai oltre venti credo. Continua a leggere “Ma di cosa state parlando?”→
Mi chiamo Feliciana Merino, dirigo il centro di studi per la donna Maryam e sono membro del consiglio direttivo della casa editrice Nuevo Inicio, di cui hanno parlato tutti i quotidiani e le televisioni per la recente pubblicazione del libro di Costanza Miriano “Sposati e sii sottomessa. Pratica estrema per donne senza paura”. Non scrivo queste righe per difendere il libro della Miriano. Come ogni libro, buono o cattivo che sia, conterrà cose giuste ed errori, parti migliori e altre con le quali i lettori o altre persone dissentiranno. In ogni caso, la nostra casa editrice lo ha pubblicato proprio perché propone una visione diversa, nuova e originale, che apre al dialogo e alla discussione e si allontana dalla ripetizione incessante delle parole d’ordine per la questione, peraltro del tutto inutili.
Cásate y se sumisa, el polémico libro editado por la editorial dependiente del Arzobispado de Granada, ha puesto en la picota a su autora, la italiana Costanza Miriano.
Esta periodista que trabaja en la RAI, madre de cuatro hijos, la petición efectuada por varios partidos político españoles para que retiren su libro de las estanterías, le ha dejado estupefacta. La obra es un auténtico betseller en Italia, país en el que se ha reeditado, gozando del favor de miles de mujeres que han tenido el sentido común que parece faltar en España, y lo han leído antes de tacharlo de su lista. Continua a leggere “No quise que en mi boda se leyera el texto de San Pablo sobre la sumisión de la mujer”→
Per chi mi conosce la cosa ha dell’incredibile, e, in caso di processo di beatificazione di Bergoglio, l’episodio verrà certo catalogato come miracolo: per la prima volta in tutta la mia vita sono arrivata in anticipo a un appuntamento, e con tutta la mia famiglia. Non c’è proprio alcuna spiegazione umana a questo fenomeno. L’appuntamento era per entrare in udienza dal Papa, e l’evento – avere infilato sei vestiti e dodici scarpe con ben quarantacinque minuti di anticipo – ha del soprannaturale.
Costanza, all’udienza privata per i partecipanti a un seminario sulla Mulieris Dignitatem, ha incontrato il Papa a cui ha consegnato una lettera. Non era previsto fosse pubblicata, ma l’amico Pippo Corigliano la scorsa settimana ha “strappato” a Costanza il consenso a pubblicarla sul suo blog (ripresa anche da Tempi.it), e noi oggi la pubblichiamo anche qui.
Caro Papa,
le vere rivoluzionarie sono le donne che vogliono, come Maria, servire, non quelle che chiedono maggior potere nella Chiesa. Noi sappiamo che il ministero mariano precede quello petrino, e sappiamo che solo l’amore è credibile, e che solo la croce rende vero l’amore, il resto non ci interessa. Noi sappiamo che l’unico privilegio a cui anelare è quello dello Spirito, e il sacerdozio che vogliamo per le donne è solo quello del cuore. Noi donne al servizio della vita non vogliamo contare di più, né tanto meno diventare cardinali: non ne abbiamo tempo, dobbiamo crescere i nostri figli! Continua a leggere “Lettera al Papa”→
Esce oggi la nuova edizione aggiornata del mio primo libro, con delle appendici alla fine di ogni capitolo, un “come è andata a finire, tre anni dopo”
“Ma alla fine le tue amiche si sono sposate e sottomesse?” – mi ha chiesto Patricia, la editor della Sonzogno che stava per ripubblicare Sposati e sii sottomessa (per una complicata spiacevole serie di motivi che vi risparmio). Continua a leggere “Sposati e sii sottomessa reloaded”→
È questa una delle parole chiave nel vocabolario di mia moglie.
Ma anche “eccomi”, “arrivo” oppure un pernicioso e fuorviante “sono pronta”.
Tutti slogans che sfoggia quando abbiamo i tempi contati, quando dobbiamo rispettare una scadenza o più semplicemente quando abbiamo un appuntamento di qualsiasi natura. Continua a leggere “L’attesa”→
Le colazioni con le amiche, specialmente se non ci si vede da lungo tempo, sono una grande risorsa.
Sono quei momenti che ti permettono di aggiornare le informazioni a tua disposizione sui gente mai più vista dal 2001, o di avere i consigli lucidi da chi ti ha visto nei momenti più delicati dell’adolescenza, quando gli occhiali erano troppo spessi e le sopracciglia troppo folte; ma soprattutto sono i momenti per parlare con sincerità , raccontarsi le cose che non vanno, ed essere felici per quelle che vanno. Continua a leggere “Ma cosa vogliono le donne?”→
Caro bambino che per nove mesi hai ascoltato una voce che non sentirai mai più, che hai mischiato il tuo sangue con quello di una donna che non ti cambierà i pannolini né ti leggerà le storie né ti racconterà dei suoi nonni, di cui pure porterai memoria nelle tue cellule per tutta la vita; caro bambino che non hai succhiato il latte pronto nel seno per te, che hai dormito, scalciato, e vissuto per nove mesi sotto il cuore di una mamma che non ti accarezzerà mai, perché è stata pagata per sparire; caro bambino nato da un utero in affitto, ti chiedo perdono a nome dell’umanità. Continua a leggere “Le nuove frontiere del dolore e dell’inganno”→
di Costanza Miriano – articolo pubblicato su IL FOGLIO del 3 agosto 2013
“Amiche cattoliche della mia rubrica telefonica, dei socialcosi, del blog e della posta, elettronica e a piccione, voi sperate di poter vivere la vostra diversità femminile più a fondo nella Chiesa, e aspettate che il Papa dica una parola su questo?” Lancio la domanda a un congruo campione di donne credenti. Ricevo di rimando una salva di pernacchie, sguardi interrogativi (da quelle in carne ed ossa), risposte del tenore di: “A Costa’, ma che stai a dì?”, “Aho, ma che davero davero?” “Più responsabilità? Ancora? Ma che, sei matta? Vuoi un po’ delle mie?”
Ritanna Armeni ha scritto sul Foglio che “anche le donne più rispettose e comprensive, che hanno dedicato la loro vita alla Chiesa, non possono non definirla misogina”.
Mariolina Migliarese ha molto in comune con Costanza Miriano. Innanzitutto la chiarezza sulla realtà. Quello sguardo secco che spesso le donne, sagge, sanno avere, che supera la superficie, che intuisce –quella caratteristica così femminile di cogliere senza la mediazione razionale: intus ire cioè andare al cuore nell’intimità- che svela. Continua a leggere “Gli afortweet di Mariolina”→
Vorrei possedere l’archivietto delle amiche di Sally, che sfogliavano prontamente lo schedario quando lei rimaneva sola, senza fidanzato, per vedere quale dell’elenco potesse adattarsi a lei. Dallo schedario toglievano solo i morti, mentre per gli sposati bastava fare un’orecchietta sul foglio, in attesa come il cinese sulla riva del fiume che il soggetto tornasse libero.
Stamattina ho aperto gli occhi e, come ogni giorno da quando ho imparato a parlare, ho ringraziato D-o per avermi dato una nuova opportunità di vita. Mi sono lavata e vestita. Una gonna di jeans che copre le ginocchia, una maglia bianca con la manica a tre quarti, un paio di orecchini di H&M. Ho percorso la tratta camera-cucina in punta di piedi. Come ogni madre nel mondo, godo di libertà vigilata. Da parte dei miei figli. Continua a leggere “La mia libertà? La ritrovo nella famiglia e nelle tradizioni religiose”→
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