Sposati e sii sottomessa reloaded

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di Costanza Miriano

Esce oggi la nuova edizione aggiornata del mio primo libro, con delle appendici alla fine di ogni capitolo, un “come è andata a finire, tre anni dopo”

“Ma alla fine le tue amiche si sono sposate e sottomesse?” – mi ha chiesto Patricia, la editor della Sonzogno che stava per ripubblicare Sposati e sii sottomessa (per una complicata spiacevole serie di motivi che vi risparmio).

Il bello di dare consigli non richiesti è che non debbano essere necessariamente giusti, quindi non avrei tanto voluto chiedermelo. Però mi è toccato. E così ho riletto le lettere, ficcato di nuovo il naso nelle vite di amici, consapevoli e non di essere finiti nel mio libro, raccontato un altro piccolo pezzetto delle loro vite. Qualcuna si è sposata, qualcuna no, qualcuna ha fatto un altro figlio, qualcuna continua a fare la vita di prima, ma forse con uno sguardo nuovo sul marito, qualcuno sulla moglie. Lo stesso è successo a tantissimi lettori, a leggere le lettere che mi hanno mandato, tantissime. A un sacco di gente avrà fatto anche schifo, il mio libro, solo che quelli per lo più non mi hanno scritto, quindi non so, per fortuna. Credo che lo abbia letto anche il grande capo indiano Estiqaatsi.

Piano piano, alla fine, lo hanno comprato quasi quarantamila persone (no, purtroppo no, non sono diventata ricca). Se questo è successo, è certo perché si sono riconosciute, riconosciuti nel desiderio di riaffermare la differenza tra maschio e femmina, contro la propaganda dell’ideologia di genere.

C’è una schiera di donne che ha ricevuto la libertà in eredità sin dalla nascita, donne risolte e pacificate, che non deve rivendicare nulla, che non grida in piazza perché questa libertà non è più in pericolo (e a volte non sa neanche molto delle battaglie grazie alle quali può studiare, votare, lavorare: sono cose che dà per acquisite), e che anzi desidera fare spazio nella propria vita, che sa mettersi in relazione e metterci gli altri, mediando, smussando, accogliendo. Una schiera di donne che non si preoccupa tanto, direi per niente, delle quote rosa, di strappare un posto in un consiglio di amministrazione. Sono tantissime, sono quelle che incontro tutti i giorni davanti alle scuole dei miei figli, sono quelle che mi scrivono, che non trovano cittadinanza sui giornali. Sono quelle che sanno fare spazio, proprio perché sanno di non essere uguali all’uomo, né vogliono esserlo. Sono quelle che a volte amano anche il proprio lavoro, ma a un certo punto, alle cinque del pomeriggio di un giorno di sole, guardano fuori dalla finestra dell’ufficio e capiscono che preferirebbero essere a casa a preparare la merenda ai loro bambini. E magari per alcune è persino difficile ammetterlo, perché loro invece sono cresciute con l’imperativo di realizzarsi, trovare se stesse, dedicarsi del tempo, e i bambini non li hanno neanche fatti.

Ci sono anche tanti uomini che quando incontrano donne così belle desiderano davvero dare la vita per loro, fare sul serio, essere veri uomini appunto.

Anche se ogni tanto vorrei sentirmi una scrittrice, so bene che non è per la mia prosa che tante persone hanno sentito l’urgenza di invitare gli amici a comprare questo libro (io veramente la musa della letteratura l’avrei anche cercata, ma si vede che era in ferie; d’altra parte io non ho “una stanza tutta per me”, come raccomanda Virgina Woolf a ogni donna che voglia scrivere, ma solo un tavolino a cui mi siedo di notte, di giorno ingombro di  fumetti di Calvin e Hobbes, cani di plastica e diari segreti di peluche rosa con lucchetti). Insomma, niente stanza, niente musa, ma evidentemente per una fortuita serie di eventi mi sono trovata a dare voce a tutte queste donne che non hanno paura di perdere terreno se fanno spazio a un uomo, che lo scelgono per sempre, così com’è, senza volerlo rendere più simile a sé, anzi, lo vogliono proprio perché irreparabilmente diverso (capace, per esempio, di leggere la storia dipanando fili misteriosi di complotti sovranazionali, ma disabile alla memorizzazione di vicende esistenzial-sentimentali che non riguardino fondi monetari o mercati energetici, ma solo cugine di secondo grado della moglie. “Caro, sai quello che ti ho detto ieri di Elisabetta?” “Elisabetta chi?”).

Quanto a me, personalmente, il cambiamento più evidente nella mia, di vita, è innanzitutto che ho una marea di nuovi amici; inoltre se di notte (spesso sono alzata a scrivere) incrocio un figlio per il corridoio, il disgraziato mi abbraccia esclamando: “no, non ci posso credere, Costanza Miriano!!!”, e mi chiede un autografo. Io comunque gli dico di parlare col mio agente, e lo rimando a letto.

25 pensieri su “Sposati e sii sottomessa reloaded

  1. Sei fantastica!!! Io il secondo lo prenderò sulla fiducia (visto che il primo l’ho accantonato dopo l’ennesima lite col sottomettitore)…e prometto di leggerli entrambi entro Natale…ciò significherebbe che il mio matrimonio non è (ancora) finito 😉

  2. Maria elena

    Sveglia, già sveglia, con IPad per cercare di fare Lodi e Ufficio, ma si sono dimenticati le letture su I Breviary, allora pigramente ho pensato, mi faccio un ufficio dal blog di Costanza, (perché ormai sei amichevolmente così) e cosa c’è di meglio di leggere che le donne si sono affidate ad una Parola e non sono rimaste deluse, la Parola di Dio e allora io cosa sto aspettando percesserevfelice? Grazie …

  3. cinzia

    Nooo!!!! L’ho da poco comprato e ho appena cominciato a leggerlo…. ovviamente l’edizione non aggiornata!

  4. Chiara

    Ma presentando in libreria la copia originale della prima edizione, si può avere uno sconto sull’acquisto della seconda???

  5. Monica

    Ciao Costanza,
    sono una tua accanita lettrice, nel senso che da quando ho comperato i tuoi libri, sono rimasti in pianta stabile sul mio comodino perché li ho letti e riletti tantissime volte, trovandoci ogni volta spunti di riflessione e conferme.
    Ho deciso che quest’anno saranno il regalo di Natale per la maggior parte delle mie amiche: per quelle già “sottomesse”, per confermare loro che hanno fatto la scelta giusta, nonostante si cerchi di farci credere il contrario, e per quelle che cercano con tanti sacrifici di non esserlo, per suggerire loro che forse la strada per la felicità è più semplice di quanto credono.
    Ti volevo da tanto tempo ringraziare, perché hai scritto tu tutti i pensieri che ho sempre avuto dentro e che ho sempre sperato fossero la strada giusta, anche se non la più “trendy”.
    Come ha detto ieri sera Vito Mancuso a Che tempo che fa, “credere è la conferma che l’istino di bene che sentiamo in noi è reale” (più o meno, o almeno questo è quello che ho percepito!) e questo è senz’altro l’effetto che le tue parole hanno avuto su di me
    Grazie di nuvo.
    Ti auguro ogni felicità e ti prego di continuare per questa meravigliosa strada, sempre con lo stesso entusiasmo!
    Monica (umbra anche io!)

  6. Matteo

    Congratulazioni, scrivere un libro è bello. Sapere che altri lo leggono stupendo. Poterne discutere con chi lo ha letto straordinario. Brava !

  7. Fantastico. Ora acquisto anche questa nuova edizione e magari lo regalo alle mie cognate. 4 copie sono garantire!!!

    Un abbraccio e grazie ancora: mi hai strappato una sonora risata.

    A presto!

  8. nadia

    per me, dopo la Bibbia ci sono i tuoi libri, cara Costanza, a pari merito con quelli del pediatra Gonzales. 🙂

  9. 61Angeloextralarge

    Carissima Costanza, cercavo la prima edizione perché quello che ho letto non era propriamente mio e per poter dire “io già c’ero!”… L’ho pure trovata… ma adesso compro anche questa… per leggere i tre anni “dopo”.
    Il termine “dopo” mi ha un po’ toccato, in bene ovviamente. Sono già tre anni che ci “conosciamo” e, oltre al fatto che mi sono volati, trovo che siano stati tre anni molto interessanti, costruttivi.
    Personalmente ho ricevuto tantissimo dal questo libro e anche dal secondo. In particolare ho ricevuto gli amici del blog, anche loro splendidi collaboratori della mia crescita cristiana, culturale, etc. Ho condiviso tantissimo con te, con Admin e con ciascuno di loro. Di questo ringrazio il Signore perché è Lui l’autore di questo mosaico colorato di fede, a volte vivace, a volte allegro e divertente, altre volte prurigginoso, ma comunque vivo e quindi positivo. Grazie di cuore a tutti! Smack! 😀
    Poi… come non pensare a quei frutti che ho potuto constatare al di fuori di me? Ai tanti che conosco che si sono messi in discussione proprio grazie ai tuoi libri, alla tua presenza in qualche trasmissione tv e a questo blog? Ho ancora nelle orecchie le parole di alcuni amici intervenuti alle presentazioni dei due volumi: hai toccato! E quando si viene “toccati” le probabilità di un miglioramento non sono proprio sotto zero. 😉

    1. Sara

      Già! Tuttavia, credo che non saprò resistere: dovrò ricomprare il libro!
      Complimenti, Costanza, soprattutto per l’importante missione che, grazie ai tuoi libri, stai portando avanti!
      Ad maiora!

    1. vale

      sono talmente rivoluzionarie- le donne, e pure certi uomini- che se sulla rivista dei dehoniani “il regno” compare :
      Commissione luterana – cattolica romana sull’unità
      Titolo: 2017: la Riforma. Dal conflitto alla comunione :
      «Cattolici e luterani si rendono conto che… appartengono allo stesso corpo di Cristo. In essi sta germogliando la consapevolezza che il conflitto del XVI secolo è finito. Le ragioni per condannare reciprocamente la fede gli uni degli altri sono tramontate». Nel 2017 ricorreranno i 500 anni dall’affissione delle tesi di Lutero a Wittenberg…ecc.

      in fondo a parte il battesimo, nessun altro sacramento- cresima, eucaristia,matrimonio,ecc.- ci accomuna. l’importante è essere ecumenici e le ragioni( che importa se gli uni non credono alla presenza reale di Cristo nella particola. dettagli….)son dettagli ininfluenti….

      e pure l’articolo sulla donna vescovo luterana nuovo presidente della chiesa luterana americana. più ecumenismo di così…..

      1. Alessandro

        sull’ecumenismo conviene forse ricordare le parole di Benedetto XVI (Colonia, 19 agosto 2005):

        “Ed ora chiediamoci: che cosa significa ristabilire l’unità di tutti i cristiani? Sappiamo tutti che esistono numerosi modelli di unità e voi sapete anche che la Chiesa cattolica si prefigge il raggiungimento della piena unità visibile dei discepoli di Gesù Cristo secondo la definizione che ne ha dato il Concilio Ecumenico Vaticano II in vari suoi documenti (cfr Lumen gentium, nn. 8;13; Unitatis redintegratio, nn. 2; 4 ecc.). Tale unità, secondo la nostra convinzione, sussiste, sì, nella Chiesa cattolica senza possibilità di essere perduta (cfr Unitatis redintegratio, n. 4); la Chiesa infatti non è scomparsa totalmente dal mondo. D’altra parte questa unità non significa quello che si potrebbe chiamare ecumenismo del ritorno: rinnegare cioè e rifiutare la propria storia di fede. Assolutamente no! Non significa uniformità in tutte le espressioni della teologia e della spiritualità, nelle forme liturgiche e nella disciplina. Unità nella molteplicità e molteplicità nell’unità: nell’Omelia per la solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, lo scorso 29 giugno, ho rilevato che piena unità e vera cattolicità nel senso originario della parola vanno insieme”.

    2. Alessandro

      Bellissima lettera!
      Ci vuole una benedetta virilità femminile per scrivere parole come queste:

      “le vere rivoluzionarie sono le donne che vogliono, come Maria, servire, non quelle che chiedono maggior potere nella Chiesa…Noi donne al servizio della vita non vogliamo contare di più, né tanto meno diventare cardinali: non ne abbiamo tempo, dobbiamo crescere i nostri figli!
      Se le donne si perdono gli uomini si perdono!”

      1. 61Angeloextralarge

        In effetti, Maria è una vera rivoluzionaria… anzi, è Lei la parte femminile della rivoluzione, una autentica Pasionaria, visto che era anche sotto la Croce.

  10. Fantastica come sempre! Hai dato una luce nuova e “felicemente sottomessa” al mio matrimonio.. Grazie! Inserisco il nuovo libro nella lista per Gesu’ Bambino!

  11. Lulu

    Mi hanno prestato il primo.Prenderò il secondo e il primo aggiornato solo per me..perchè voglio rileggermeli,sottolinearli e pastrocciarli almeno un miliardo di volte.

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