“Una proposta, intera e piena, di vita cristiana”

di Don Riccardo Mensuali

Cara Costanza,

mentre sta finendo la Domenica, l’ultima di quest’anno, ho appena terminato di leggere il tuo nuovo libro, Si salvi chi vuole e, per continuare un’amichevole tradizione, mi fa piacere scriverti qualche riga. Chi conosce i tuoi libri precedenti ti riconosce presto, dopo poche pagine. C’è la stessa leggerezza di sempre nel dire cose “pesanti”, nel senso che “pesano”, che contano. Questa volta però l’ambizione è cresciuta. Si salvi chi vuole è per l’uomo e la donna di oggi. È la presentazione di una spiritualità.

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“Osare dove nessun altro ha osato: introdurre la risata nella teologia”

di Pippo Corigliano

Ho letto il nuovo libro di Costanza Miriano “Si salvi chi vuole”. E’ un libro comico, cioé che fa ridere. Non solo umoristico: in fondo l’umorismo non è altro che sorridere delle debolezze umane, contemplandole. Costanza non solo contempla le sue debolezze ma le presenta in modo così vivo e reale che una risata sorge spontanea. Una risata liberatoria perché siamo tutti Costanza, tutti abbiamo debolezze alcune delle quali rasentano la follia.

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La regola di Kurt (alla ricerca di una strada per uscire vivi dall’adolescenza)

Ruggero fa il liceo dalle suore. È un tipo strano, veste solo di nero e ama disegnare. Il suo idolo è Kurt Cobain dei Nirvana, morto suicida a causa della regola spietata che, secondo Ruggero, non risparmia chi nella vita ottiene troppe soddisfazioni. Ecco perché lui vuole attraversare i suoi anni migliori senza farsi troppo notare, temendo come una condanna la possibilità di stare bene. 
Quando in classe si presenta Alessio, il nuovo professore di storia dell’arte al primo incarico, Ruggero scopre che sono la stessa persona, vent’anni prima e vent’anni dopo. A causa di questa strana coincidenza, la convivenza non è facile: Ruggero non si aspettava da se stesso un grigio futuro come insegnante, la sua versione adulta non fa altro che cercare occasioni per dialogare. 
Tra i muri dell’istituto privato Maria Regina la tensione cresce, fino a una svolta imprevedibile.

Un romanzo che difende l’importanza degli errori, mescolando il grunge e Michelangelo, vecchie suore e improbabili alternativi, alla ricerca di una strada per uscire vivi dall’adolescenza.

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Cara Benedetta

di Costanza Miriano

Cara Benedetta, la mattina del vostro matrimonio, alle 10, stavo ancora calcolando se avrei fatto in tempo a saltare su un treno, lasciare tutto, chiedere alla tata di venire a casa mia per una dozzina di ore (Guido doveva lavorare), scoprire che aveva da fare con la nipotina, cercarne un’altra, far arrabbiare mio marito, lasciare a tre quarti il cambio di stagione e la battaglia contro i tarli della credenza della cucina, coprire con un telo il chilometro quadrato di pentole abbandonato in salotto per pulire la credenza, mettere il vestito verde da cerimonia (non stirato), tirare fuori i sandali del mio matrimonio, ricoprire sommariamente le unghie dei piedi con uno strato di smalto nuovo sopra quello vecchio e partecipare almeno alla messa, per essere al vostro fianco in questo inizio di un’avventura che è cominciata e non finirà mai. Continua a leggere “Cara Benedetta”

Daniela Sacerdoti fa coming out sul nostro blog: “sono cattolica!”

di Daniela Sacerdoti*

Non è il momento migliore per diventare cristiani, tantomeno cattolici. Non è per niente di moda. Anzi, è decisamente da kamikaze: prova a esprimere un concetto vagamente cristiano sui social, e preparati ad essere fatto a pezzi (metaforicamente, per ora.) Quando ho cominciato a rivelare, con cautela, che ho cominciato il cammino catecumenale, l’unico non cattolico che ha accolto la notizia con gioia e lealtà è stato mio marito, scozzese protestante e ufficialmente Persona Meravigliosa, il cui commento è stato: sono contento, perché so che hai cercato tanto. Le altre reazioni, per ora, possono essere raccolte in tre categorie: Continua a leggere “Daniela Sacerdoti fa coming out sul nostro blog: “sono cattolica!””

Aborto e altri rimedi

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di Benedetta Moreschini

 La mia amica ha abortito. Me lo dice mandandomi una valanga di lunghissimi sms dopo mesi interi senza sentirci. Aborto terapeutico. Non capisco. Gli sms continuano ad arrivare e si accavallano ai miei di risposta. Non ci capisco niente. Basta, ti vengo a trovare. Dopo anni che non ci vediamo  sono a casa sua. Confusamente mi racconta tutto, parla e non si ricorda ciò che ha appena detto, è assente, come se vivesse in una realtà parallela. Mi dice che va vanti a forza di ansiolitici e antidepressivi. Continua a ripetermi la parola chiave, un parolone altisonante che fa paura solo a sentirlo e che è stato la causa di tutto: citomegalovirus. L’ha contratto all’inizio della gravidanza. Le hanno  fatto profezie apocalittiche, l’hanno messa davanti a scenari paurosi che lei, da sola, non poteva sostenere: ritardo di sviluppo, cecità, sordità, ritardo mentale del feto. Lei ha cercato per settimane, paralizzata sul divano, informazioni su questo terribile sconosciuto. Informazioni sbagliate da fonti sbagliate.

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I regali sono sempre immeritati

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di Costanza Miriano

Una volta il mio padre spirituale mi chiese di che marca fossi. Voleva farmi capire che ognuno di noi è marchiato a fuoco dal desiderio di qualcosa che manca, dal desiderio e dal bisogno di Dio. “Io sono di marca vuoto” – diceva lui.
Io guardai quello che indossavo, e realizzai in quel momento che, né quel giorno né mai, avevo niente, assolutamente niente, di marca addosso. Era tutto comprato al mercatino o all’ovs o in posti simili. Erano gli anni dei bambini piccoli, del lavoro precario, delle case da comprare ogni volta che la famiglia si allargava. Soldi pochi, e tutti necessari per acquisti più urgenti dei vestiti.

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