Posts tagged ‘amici’

16 marzo 2017

Daniela Sacerdoti fa coming out sul nostro blog: “sono cattolica!”

di autori vari

di Daniela Sacerdoti*

Non è il momento migliore per diventare cristiani, tantomeno cattolici. Non è per niente di moda. Anzi, è decisamente da kamikaze: prova a esprimere un concetto vagamente cristiano sui social, e preparati ad essere fatto a pezzi (metaforicamente, per ora.) Quando ho cominciato a rivelare, con cautela, che ho cominciato il cammino catecumenale, l’unico non cattolico che ha accolto la notizia con gioia e lealtà è stato mio marito, scozzese protestante e ufficialmente Persona Meravigliosa, il cui commento è stato: sono contento, perché so che hai cercato tanto. Le altre reazioni, per ora, possono essere raccolte in tre categorie:

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12 dicembre 2016

Aborto e altri rimedi

di autori vari

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di Benedetta Moreschini

 La mia amica ha abortito. Me lo dice mandandomi una valanga di lunghissimi sms dopo mesi interi senza sentirci. Aborto terapeutico. Non capisco. Gli sms continuano ad arrivare e si accavallano ai miei di risposta. Non ci capisco niente. Basta, ti vengo a trovare. Dopo anni che non ci vediamo  sono a casa sua. Confusamente mi racconta tutto, parla e non si ricorda ciò che ha appena detto, è assente, come se vivesse in una realtà parallela. Mi dice che va vanti a forza di ansiolitici e antidepressivi. Continua a ripetermi la parola chiave, un parolone altisonante che fa paura solo a sentirlo e che è stato la causa di tutto: citomegalovirus. L’ha contratto all’inizio della gravidanza. Le hanno  fatto profezie apocalittiche, l’hanno messa davanti a scenari paurosi che lei, da sola, non poteva sostenere: ritardo di sviluppo, cecità, sordità, ritardo mentale del feto. Lei ha cercato per settimane, paralizzata sul divano, informazioni su questo terribile sconosciuto. Informazioni sbagliate da fonti sbagliate.

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15 ottobre 2016

I regali sono sempre immeritati

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Una volta il mio padre spirituale mi chiese di che marca fossi. Voleva farmi capire che ognuno di noi è marchiato a fuoco dal desiderio di qualcosa che manca, dal desiderio e dal bisogno di Dio. “Io sono di marca vuoto” – diceva lui.
Io guardai quello che indossavo, e realizzai in quel momento che, né quel giorno né mai, avevo niente, assolutamente niente, di marca addosso. Era tutto comprato al mercatino o all’ovs o in posti simili. Erano gli anni dei bambini piccoli, del lavoro precario, delle case da comprare ogni volta che la famiglia si allargava. Soldi pochi, e tutti necessari per acquisti più urgenti dei vestiti.

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10 settembre 2016

Appunti di viaggio a New York

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Mentre il volo sta per riportarci nell’amata Roma, mi viene voglia di condividere un po’ di quello che ho visto a New York. Più che averne voglia – a dir la verità avrei un gran sonno, non so bene neppure che ore sarebbero secondo il mio corpo – mi fa piacere condividere quello che mi porto a casa. Se una mia amica fosse partita, io vorrei curiosare tra le cose che ha visto, soprattutto le più insignificanti, tipo come ci si veste per correre o che borsa va di moda (se poi parto con l’analisi polito-sociologica potete sempre smettere di leggere).

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1 settembre 2016

Nessuno è stato lasciato solo

di Costanza Miriano

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Alla fine ognuno dei nomi dei morti del terremoto ha il suo asterisco accanto, e il nome di una persona che si è presa l’impegno di passare una Porta Santa a suo nome. Almeno una, che lo abbia comunicato a noi. Chissà quante altre lo hanno fatto e lo faranno in silenzio. Più siamo meglio siamo. Io per esempio il nome della signora per cui ho passato io la Porta l’ho affidato anche a un’amica, le preghiere non sono mai troppe. Per questo coloro ai quali non sono riuscita a rispondere possono prendere da soli un fratello o una sorella da accompagnare. Nessuno è stato lasciato solo.

C.M.

25 agosto 2016

Che vadano in Paradiso

di Costanza Miriano
La Madonna tra le macerie di Pescara del Tronto

La Madonna tra le macerie di Pescara del Tronto

di Costanza Miriano

È ingiusto fare una classifica del dolore, però non c’è niente da fare: ci colpisce quello che per qualche motivo avvertiamo più vicino. Anche io mi sdegno perché i miei colleghi, giornalisti, danno diverso peso specifico ai morti nel mondo: un parigino vale, a occhio e croce, una novantina di nigeriani. Ogni volta mi ci arrabbio di nuovo, ma poi faccio anche io lo stesso: credo che sia inevitabile. Il nostro cuore non è infinito come quello di Dio, possiamo tenere solo alcuni legami, affezionarci ad alcune cose, sentirci vicini ad alcune persone. Guardando le immagini di altri terremoti non mi sono angosciata tanto. Forse non mi fa onore, ma è così.

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6 luglio 2016

I regista (mancato) e la bidella

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Al liceo avevo il terrore di diventare, crescendo, patetico. Guardavo con sospetto i commessi, gli autisti di pullman, i camerieri. Persone che, a mio parere, si erano accontentate di un ingaggio da mediano, tradendo la loro naturale aspirazione a fare i capo-cannonieri.

Lo pensava anche Fabio, che dopo la quinta è partito per Bologna dedicandosi alla scrupolosa costruzione del suo sogno: fare il regista di cinema. Nei week end io lo andavo a trovare, sprecavamo serate insieme. Il capoluogo emiliano, con la prima università per lo spettacolo, era il paese dei balocchi di chi pretendeva da se stesso un futuro anticonvenzionale. Condividevamo il tavolo in disordine della sala con sceneggiatori in erba che aspettavano la firma di un contratto per offrire da bere, attrici a venire, direttori della fotografia che entro l’anno si sarebbero dovuti accontentare di un posto come elettricista.

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17 giugno 2016

I 5 linguaggi dell’amore

di autori vari

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di Pierluigi Bartolomei

Che fine fa l’Amore dopo il fidanzamento? E’ ancora lecito e percorribile il sogno di un Amore per sempre?
Dopo che mia moglie mi aveva detto che se volevo sapere qualcosa in più di lei avrei dovuto leggere i 5 linguaggi dell’Amore di Gary Chapman, pur avendo risposto che quello che sapevo già mi bastava….anzi mi avanzava pure, mi sono, comunque e per obbedienza (tanto finisce sempre così), improvvisato sceneggiatore/form-attore. Prima leggendo il libro di nascosto, in bagno; poi decidendo di metterlo in scena, forte del successo che aveva avuto vendendo milioni di copie in tutto il mondo.

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26 maggio 2016

Metti una sera con Costanza

di emanuelefant

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di Emanuele Fant

L’algida bigliettaia mi sorride da dietro al bancone: “Lei ha proprio capito male. Senza prenotazione non si entra”. Costanza Miriano appare nei pressi del mio paesino, e io devo presenziare. Non ho chiamato il giorno prima e sono fuori dalla lista. “Siamo pieni!”. I parcheggiatori si danno da fare per regolare gli inusuali ingorghi. Dai manifesti col suo primo piano, l’ospite sbriciava la mia via da più di un mese. Come posso non ricambiare?

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25 maggio 2016

Il bonus fiducia

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Ieri ho scritto su facebook un post su Pierluigi Bartolomei, che è nostro amico ormai da qualche tempo, e ultimamente, per motivi scolastici, lo sono anche i nostri figli. Lo avevo intervistato dovendo parlare di giovani e periferie: chi meglio di lui, un preside di una scuola professionale in una zona difficile di Roma, che accoglie tra i cinquecento studenti anche diversi ragazzi abbandonati, violenti, violentati, disagiati in diverso modo? Durante l’intervista si era commosso, i ragazzi lo avevano spontaneamente applaudito e abbracciato, e andandocene anche l’operatore Rai aveva sentito il desiderio di abbracciarlo. Poi in privato mi aveva detto: “vorrei fare qualcosa per lui, qualcosa che gli possa essere utile” (chi conosce gli operatori tv, abituati a vedere di tutto, sa che non è cosa comunissima). Questo piccolo episodio mi aveva molto colpita, perché Pierluigi è uno che fa venire voglia di fare il bene, per quanto si lascia compromettere dalle persone che gli chiedono aiuto. Ho scritto questa cosa semplicemente col desiderio di condividerla, come faccio spesso quando mi succede qualcosa di bello.

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10 maggio 2016

La Chiesa bella

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

La cosa bella di andare in giro per l’Italia è che incontro persone che vivono vite nascoste e sante, davvero, vite di sofferenza, di fatica economica, di dolore e malattia, o di gioia e ricchezza, comunque persone che, si capisce, hanno incontrato il Signore veramente, e veramente credono. Persone che, magari, non hanno avuto i soldi per venire a Roma al Family day, ma hanno sempre qualcosa da darmi. Persone colpite dalla sofferenza in modo misterioso, ma tese verso il Signore con una docilità commovente. Persone che con il loro volersi bene sono prova dell’esistenza di Dio.

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4 aprile 2016

Pregare per credere

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

I tratti di somiglianza con mia figlia Livia si fanno sempre più evidenti. Durante la via Crucis del venerdì santo, per esempio, quando ha sentito che una lettura era tratta dal Libro delle Lamentazioni, si è girata verso di me spalancandomi la bocca sdentata, e il suo sorriso complice mi ha detto che era fiera di sapere che la nostra arte lamentatoria, la disciplina nella quale io e lei eccelliamo (ma anche Lavinia non scherza) era stata elevata al rango di libro biblico. Le somiglianze tra di noi sono davvero tante, e non vorrei tediarvi, credo siano interessanti solo per me, al massimo forse la nonna potrebbe trovarle avvincenti, o fingere di interessarsi al fatto che se facciamo i test sui libri delle principesse rispondiamo alle stesse domande nello stesso identico modo anche da due stanze separate.

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7 marzo 2016

Cara Marisa…

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Cara Marisa

che dono infinito mi hai fatto! Perché non solo mi hai dato la vita, ma l’hai caricata di quella gravità che tocca solo ai sopravvissuti, agli scampati. A chi esce da un massacro per un colpo di fortuna, perché l’hanno creduto morto, o qualcuno s’è preso le pallottole per lui.

Oggi ho rubato un sussurro che m’ha gelato il cuore, prima di accenderlo. Parlavano di santi e beati e s’è fatto il nome di quella Gianna che fece il gran rifiuto per muovere il cielo e le altre stelle. E si diceva che nell’accettare la vita eterna per offrire quella terrena alla nascitura, stava proteggendo i figli già nati, che se avesse scelto la sua di esistenza a costo di sopprimere l’altra, che eredità avrebbe lasciato? Non avrebbe forse affermato che la sua vita era più importante della loro? E che era solo un caso che loro fossero vivi e non soppressi dai colpi di una battaglia di sopravvivenze.

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24 febbraio 2016

Corpo dato per amore

di admin @CostanzaMBlog

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di Costanza Miriano

Quando è morta Elisa aveva 37 anni, quattro figli, un marito e centinaia di amici in tutto il mondo. Era il 28 febbraio 2015, ed Elisa stava partorendo Maddalena, che in questi giorni compie un anno. Una complicanza rarissima e imprevedibile del parto, tecnicamente una “coagulazione intravascolare disseminata” l’ha uccisa in poche ore, mentre il marito infermiere e i medici dell’ospedale di Orvieto ce la mettevano tutta per salvarla, e mentre in pochissime ore una rete di amici si era attivata nella preghiera da mezzo mondo. Io, ricordo, stavo andando a vedere Villa d’Este con marito e figli, e mi era arrivato un sms dalla Toscana. Poi avevo aperto la mail, e avevo trovato un messaggio analogo proveniente da Parigi. Tornata a casa mi ero sintonizzata su Mistero Grande, e ho scoperto che stavano pregando da Verona. Già questo può dare una piccola idea di chi fosse Elisa, di quanto bene avesse sparso e costruito nella sua vita da quel luogo piccolo e così poco metropolitano in cui viveva, Orvieto.

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23 febbraio 2016

Storia di un’avventura che non finirà mai: come conobbi Costanza Miriano.

di autori vari

Per festeggiare i cinque anni dall’uscita di “Sposati e sii sottomessa” ci concediamo un post che è un vero distillato d’affetto. Grazie, Francesco Natale, vero amico.

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di Francesco Natale

Come taluni di voi sanno, io mi porto fieramente dentro un quartino di Sangue Napoletano: mio Nonno Paterno, Pasqualino Natale (chi ride scioccamente per la festosità onomastica aspetti di sapere che sua Moglie si chiamava Natalia. Ecco), nacque a Capua.
Quindi da buon “guaglione”, più spesso “mariuolo”, indulgo ogni tanto nella millanteria di credito spavalda e nel dar sfoggio curriculare di conoscenze altolocate, famose, vip e vippissime.
Il punto è che io Costanza la conosco veramente. E ora vi racconto come è accaduto.
Bazzicavo estenuato per quella fucina di disagio mentale che si chiama Facebook.
In mezzo a pagine di gruppi Heavy Metal, sedicenni sfoggianti il taglio stile Viennetta Algida in testa, qualunquismi vari scritti rigorosamente col CAPS-LOCK in overdrive, “opinionisti” i cui “secondo me…” risultavano entusiasmanti quanto la vernice che asciuga su una panchina, FB si permette di suggerirmi l’amicizia con una tal Costanza Miriano. Gran bella Donna, per altro. Scorro il mouse sul suo profilo e, strabuzzando gli occhi, leggo il titolo del suo blog: “Sposati e sii sottomessa”. Inorridisco. E mi sale la ferocia.

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22 febbraio 2016

Lettera aperta agli omosessuali

di autori vari
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di Joseph Marlin
Caro amico,
non pensare che non ti capisco. No, ti capisco benissimo. Non voglio dire che so tutto, non mi ermetterei mai. Ogni persona è diversa, ognuno ha la sua storia. Due parole pero vorrei dirtele. Cerca di ascoltarmi. Togliamo di mezzo tutto, il ddl Cirinnà, le coppie omogenitoriali, i diritti civili, la chiesa retrograda. Togliamo di mezzo tutto per un secondo. Oggetto di questa lettera è una cosa diversa: è la felicità. Voglio parlare di come ti senti veramente. Come stai? Non a livello superficiale, davvero. Sei felice? È vero, puoi rispondermi che nessuno lo è, che la felicità non esiste. Ma stai camminando per cercarla in qualche modo?
Probabilmente si, e il modo migliore che hai trovato dopo tante sofferenze è quello che, forse, stai vivendo ora: l’affermazione della tua identità omosessuale. Non voglio mettere in discussione le tue scelte, può darsi siano le più giuste per te, e che lì tu stia vivendo la tua completa felicità. Per me le cose sono andate un pò diversamente.
Vorrei parlarti della mia esperienza, dirti ciò che ho vissuto. Già, ma da dove cominciare? È così difficile esprimere a parole un’esperienza umana, che non è fatta solo di concetti e parole ma anche di carne, sangue, vista, tatto, intuizioni più o meno coscienti. Provo ad andare con ordine.

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18 febbraio 2016

La bellezza vi renderà liberi

di autori vari

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di Massimiliano Coccia

C’è una cosa che mi piace fare più di tutte: togliere le erbacce. Alle volte lo faccio anche sui terrazzi degli amici, nei giardini comunali o nei cimiteri. Non posso vedere un fiore che quasi soffoca con l’ortica a lato, oppure un’edera che sale e magari ha un convolvolo che lo stritola. Quegli attentati alla bellezza non li porta qualcuno ma li genera la natura stessa, ingannando alle volte l’occhio più esperto, perché l’erbaccia somiglia quasi sempre alla pianta che vuole soffocare.

“Non li raccoglie quelli, che se chiamano pisciacani”, diceva spesso mio nonno riferendosi ai fiorellini gialli che infestano giardini e marciapiedi, un fiore che si sviluppa e sopravvive grazie a cotanto prodotto di scarto, che però ha come unico obiettivo quello di ammazzare le margherite bianche, perché la natura sa essere crudele con poco.

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17 febbraio 2016

Noi siamo quelli che non hanno alzato il braccio

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Lo diciamo adesso che l’esito è incerto: comunque vada noi saremo orgogliosi di avere contribuito a far alzare in piedi un popolo di fratelli che, in silenzio e senza offendere mai nessuno, ha difeso i più deboli. I bambini tolti alle mamme e a volte scambiati per denaro, le donne sfruttate, gli uomini ingannati e ridotti alla loro tendenza sessuale. Avremo compattato le fila di una schiera di amici che non sapeva dove ritrovarsi, noi che abbiamo visto sotto i nostri occhi nascere un vero e proprio popolo, abbiamo stretto legami fraterni, abbiamo messo in comune il tempo il cibo il denaro l’affetto, a volte le case, ci siamo abbracciati senza mai esserci visti prima, ci siamo incontrati riconoscendo nei nostri cuori l’eco di quelle parole profetiche di Giovanni Paolo II:

Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata …Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita viene attaccata prima della nascita. Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l’autorità di distruggere la vita non nata … Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso o solo come un mezzo per soddisfare un’ emozione e grideremo che ogni bambino è un dono unico e irripetibile di Dio … Ci alzeremo quando l’istituzione del matrimonio viene abbandonata all’egoismo unano …e affermeremo l’indissolubilità del vincolo coniugale …Ci alzeremo quando il valore della famiglia è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche … e riaffermeremo che la famiglia è necessaria non solo per il bene dell’individuo ma anche per quello della società …

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