Daniela Sacerdoti fa coming out sul nostro blog: “sono cattolica!”

di autori vari

di Daniela Sacerdoti*

Non è il momento migliore per diventare cristiani, tantomeno cattolici. Non è per niente di moda. Anzi, è decisamente da kamikaze: prova a esprimere un concetto vagamente cristiano sui social, e preparati ad essere fatto a pezzi (metaforicamente, per ora.) Quando ho cominciato a rivelare, con cautela, che ho cominciato il cammino catecumenale, l’unico non cattolico che ha accolto la notizia con gioia e lealtà è stato mio marito, scozzese protestante e ufficialmente Persona Meravigliosa, il cui commento è stato: sono contento, perché so che hai cercato tanto. Le altre reazioni, per ora, possono essere raccolte in tre categorie:

  • bocca aperta (ma veramente credi a quella roba? Modo relativamente gentile di dire ma sul serio ti sei fatta gabbare dalla Brigata del Turibolo?)
  • voto di sfiducia (sei una di loro, non mi fido più, d’ora in poi ti parlerò come se fossi Suor Gentilia venuta a prendere un caffè, anzi una tisana che il caffè fa troppo laico…)
  • e infine, il disprezzo (ecco, ora sei bigotta, vorrai mandare al rogo tutti, i non cristiani, i gay, i trans, quelli che vanno in discoteca, gli Hare Krishna, gli abbonati a Topolino, il postino, mia nonna e la signorina del Meteo).

Per questo ne parlo a pochi, e piano piano, a bassa voce.

Questo pezzo sul blog di Costanza è il mio coming out.

Se rivelassi che sono gay, i miei amici farebbero a gara per sostenermi. Se decidessi di essere trans assessori e sindaci farebbero la fila per acclamarmi simbolo di libertà, di autorealizzazione, di una nuova era in cui ciascuno si reinventa come vuole.

Ma la mia decisione, il mio cambiamento va controcorrente. Sarò una di quelle che sui social media vengono insultate e zittite, sarò una di quelle persone nemiche del progresso, masochiste e fondamentalmente intolleranti.

E invece non è vero.

E questa è la mia risposta.

1) La mia conversione non vuol dire che non uso il cervello: vuol dire che ho sentito la voce dell’anima, e che lo Spirito mi ha chiamato. Il cervello pensa, analizza, risolve, immagazzina informazioni: ma è col cervello che si ama? No. E’ col cuore. E lo Spirito Santo bussa alla porta del cuore. Se aver aperto quella porta mi rende improvvisamente non ignorante, ma semplicemente coi neuroni sul sedile di dietro e la fede al volante, ben venga, perche’ tutte le cose che so e conosco non hanno senso se non ho direzione ne’ speranza.

2) Sulla mancanza di fiducia, perché ora sono ‘una di loro’: amici, non ho vissuto 43 anni di vita, e una vita complessa e piena, per diventare improvvisamente uni-dimensionale. Se mi parli degli errori che hai commesso, di una vita che volevi pura e bella e che è uscita fuori piena di curve e vicoli ciechi, cosa credi che faccia? Che tuoni “PENITENZIAGITE!”? I cattolici credono, pregano, lottano, ma non sono perfetti. Nessuno di noi lo è, altrimenti non avremmo avuto bisogno di Gesu’ che prendesse su di se’ le nostre colpe per permetterci di sbagliare, di peccare, di soffrire, ma di non bruciare per sempre perché la Sua mano è sempre pronta a trascinarci fuori dall’abisso (o anche solo dalla buca), se solo la prendiamo. Non sono improvvisamente uscita fuori dal mondo, non sono diventata Nonna Eufrasia che sviene se c’e’ MTV in televisione e non scuoterò la testa in disapprovazione se mi dici che non vai a Messa da anni. E soprattutto, non tentero’ di convertirti.

Il Signore bussa anche alla tua porta, e non c’è bisogno che io faccia prediche e mi trasformi nel predicatore americano che grida col megafono agli angoli delle strade. Non ho bisogno di giudicarti, di pontificare, di fare la superiore o quella che ha capito tutto: Gesù ti attende come ha atteso me per 43 anni, e Lui non grida, non pontifica, non giudica con meschinità ma discerne per il nostro bene. Noi uomini e donne siamo uguali ai suoi occhi, preziosi in quanto figli e non in quanto più o meno perfetti.

Perciò, se andiamo a prendere un caffè, stai tranquillo/a, possiamo ancora parlare di Sex and the City e delle ultime puntate di Nashville. Sono ancora io con tutte le mie follie, imperfezioni e tanta voglia di ridere e stare bene – solo, ora, ho una colomba nel cuore.

3)L’odio va molto, anzi, per dirla nel Costanza style, “porta molto”! Chi odiamo oggi? I bigotti? I gay? Quelli che votano per Trump, quelli che votano contro Trump? I vegani, o quelli che mangiano carne? E via così. E’ una cultura del conflitto.

Ora, i cristiani combattono in un modo molto strano, direi quasi unico: con la pace. Certo, diciamo ciò che pensiamo, ma non odiamo nessuno, o almeno, non dovremmo. Diventare cattolica (che gioia ogni volta che dico queste parole!) non mi da’ una tessera valida per giudicare gli altri. Certe cose sono giuste, altre sbagliate – su questo non ci piove – ma le persone, i figli di Dio e i nostri fratelli e sorelle, sono tutti giusti. Dio ha voluto tutti noi, Gesù ha offerto la salvezza a tutti, lo Spirito può dare le grazia a tutti, Maria può stendere il suo mantello di mamma a tutti. Non sta ne’ a me ne’ a te decidere chi sarà salvato e chi no. Non esiterò a dirti cosa è giusto e cosa è sbagliato agli occhi di Dio, ma se ti aspetti che mi ponga a giudizio dei miei fratelli e delle mie sorelle, qualsiasi cosa scelgano di fare, puoi aspettare per sempre.

Ed eccomi qua, un coming out in style sul blog di una donna tanto spesso fraintesa, tanto calunniata, che ha sparso nelle pagine dei suoi libri tante piccole gemme. Le ho raccolte, queste gemme, e le guardo luccicare in questa bella giornata di primavera.

Con amore,

Daniela

*Daniela Sacerdoti, pronipote del celebre scrittore Carlo Levi, è nata a Napoli ed è cresciuta in Piemonte, ma durante gli ultimi dieci anni ha vissuto in Scozia. È laureata in Lettere classiche ed è stata insegnante di italiano, latino e greco. Scrive sia in italiano che in inglese. La Newton Compton ha pubblicato Ho bisogno di te, suo romanzo d’esordio, che è stato bestseller in Inghilterra, Se stiamo insieme ci sarà un perché e Amore zucchero e caffè. Per saperne di più, visitate il sito www.danielasacerdoti.com o seguitela su Facebook e su Twitter (@danisacerdoti).

37 Responses to “Daniela Sacerdoti fa coming out sul nostro blog: “sono cattolica!””

  1. Ebbrava Daniela e una Lode a Dio!

    • Grazie Bariom! E una lode alle persone che hanno fatto da collaboratori divini…con certi libri (non nomino nomi,una certa CM)

  2. Benvenuta nella compagnia dell’Agnello! Smack!
    Sarà faticoso, a volte faticosissimo, a volte peggio ancora? L’Agnello non mancherà mai di darti un bacio nella fronte o nella guancia… che ti doni occhi capaci di riconoscere sempre questo suo bacio! Sarà uno degli ingredienti del carburante necessario per far funzionare il motore.

  3. Che meraviglia❤. Lode

  4. grazie della una testimonianza …..ne avevo bisogno !!!!

  5. Bellissima testimonianza, nella sua semplicità è meravigliosa!! Ce ne vorrebbero tante così!

  6. Cara Daniela.
    Benvenuta tra coloro che hanno visto la luce e che la vogliono comunicare perchè da’ loro significato, speranza ed una bellissima voglia di vivere .
    Così come siamo, con le nostre vite, caratteri , imperfezioni, ma con la Bellezza del Credere. Buon cammino !!!

  7. Bellissima testimonianza sono commossa, meno male che anche tra persone famose c’e ancora gente che va contro corrente

  8. Io i neoconvertiti li preferisco più pacati, ma è una questione di gusti.

    • Ma in generale i neoconvertiti non sono mai molto pacati… 😉

      • Infatti, Edith Stein-S.Teresa Benedetta della Croce, espresse quasi subito dopo il battesimo (aveva superato da poco i 30 anni) il desiderio di entrare in monastero. Il suo direttore spirituale glielo impedì proprio per temprare lo zelo da neofita… E la fece attendere per 12 anni…

      • Ah e’ vero!:D Abbiate pazienza…e’ l’entusiasmo del neofita. Effettivamente la pacatezza non e’ il mio forte, ma non ho saputo contenermi!

  9. Bravissima. Cristiana, ma non bigotta. Mi verrebbe da dirti “ti voglio bene”.

  10. Benvenuta davvero!

    Permettimi una considerazione.

    Scrivi: “non tentero’ di convertirti. Il Signore bussa anche alla tua porta”

    Vedrai che qualche volta sarai tu, proprio tu (permettimi il “tu”), lo strumento, imperfetto ma eletto, attraverso il quale il Signore ha stabilito di bussare al cuore del fratello lontano.

    Ti auguro ardentemente di essere docile strumento nelle mani del Signore per la conversione di tanti (quelli che Egli vorrà) sorelle e fratelli (fermo restando che la conversione, per compiersi, necessita dell’assenso dell’intelletto e del cuore da parte dell’altro: e questo assenso è insurrogabile, non è delegabile, è un atto personalissimo, lo può compiere solo lui/lei).

    • Hai detto bene Alessandro… la presenza costante della mia migliore amica (trent’anni di amicizia) credente e persona veramente speciale, e’ stata fondamentale per me. Lei non ha mai “tentato” di convertirmi, ha posto il suo esempio, e basta. Mi ha accolta:) Per trent’anni….

      • Ecco, questa è di tutta la pagina, una delle cose più belle che ho letto: spesso leggo di persone che sono convinte che “bisogna convertire” i peccatori e giù con tentativi più o meno velati o, più spesso, esplicitamente spudorati, quasi come se tutto dipendesse da loro. Il guaio è che spesso invece di avvicinare a Cristo, ottengono l’effetto opposto.
        Qui in questa testimonianza, Daniela, ci ha offerto in modo lampante la dimostrazione che non è l’uomo mortale a convertire i cuori, ma Qualcun’Altro che all’uomo mortale chiede solo di essere ciò che deve essere:

        ” la presenza costante della mia migliore amica (trent’anni di amicizia) credente e persona veramente speciale, e’ stata fondamentale per me. Lei non ha mai “tentato” di convertirmi, ha posto il suo esempio, e basta. Mi ha accolta:) Per trent’anni…”

        Il resto lo fa Lui…

        • Solo Dio converte i peccatori, se questi Glielo permettono. Tuttavia Dio ha bisogno della nostra testimonianza. Testimonianza che può essere anche l’invito esplicito, da parte nostra, ad accostarsi al sacramento della confessione, per cominciare. Oppure l’invito ad entrare in chiesa ed inginocchiarsi di fronte al Santissimo. Tanti nostri fratelli sono ormai completamente estranei alla Chiesa, non hanno più alcuna familiarità con l’inginocchiatoio, con il tabernacolo, con l’altare. Hanno bisogno di essere riaccompagnati, di trovare qualcuno che li invita ad avvicinarsi e ad inginocchiarsi. Hanno bisogno di essere rievangelizzati.

          L’esempio è importante, ma occorre anche l’invito esplicito, il richiamo, l’annuncio. Proselitismo non è una parolaccia.

          • Sai cosa?
            Per accostarsi alla Confessione e soprattutto inginocchiarsi davanti al Santissimo, bisogna prima credere alle Realtà che Essi contengono, significano, attuano…

            Cioè avere già un… vogliamo chiamarlo “germe” di Fede?

            La Testimonianza, specie quella silenziosa – ma va benissimo quella esplicita – apre il cuore a Domande e Speranze, che portano il lontano, il peccatore e cercare risposte, arrivando alla Confessione, ad entrare in Chiesa e sostare davanti a Cristo Eucaristia.

            Certo se li si “accompagna”, li si invita, con amore, ma se SOPRATTUTTO hanno visto che in chi testimonia, queste Realtà hanno un Valore, va benissimo.
            Diversamente, vai da un lontano (ancorché peccatore) e digli “entra in Chiesa e parla con Dio… (o) vai a confessarti” e 9 su 10, vedrai cosa ti risponde… (al che tu scuoterai la tua polvere ecc. ecc.).

            Non parliamo poi della Confessione, Sacramento ormai in disuso per una gran parte di credenti (per cui perché dovrebbe crederci un non-credente)

            Poi per carità, i miracoli di conversione esistono taluni si sono convertiti a questo semplice invito, ma io non ne farei una “regola aurea”.

            Ad esempio Daniela su, ha parlato addirittura di “libri” e certamente di cosa ha “visto” in persone a lei vicine… il “resto” (Chiesa, Confessione, Eucaristia) è normalmente un “punto di arrivo”, meglio una ulteriore fondamentale “tappa”, ma più di rado (ho detto di rado – non mai) il “punto di partenza” – come d’altronde anticamente nel cammino di conversione dei neofiti o dei catecumeni.

            • Bravissimo Bariom, infatti io sono andata in chiesa per anni, ho frequentato la parrocchia da adolescente, ho sospirato per tre anni pregando in privato…solo ora mi sono decisa a fare il grande passo. E’ stata veramente una chiamata dello Spirito Santo che nel mio caso e’ coinciso con un momento di grande fragilità’ che mi ha costretto a essere, per la prima volta, veramente umile. Ma di tutto ciò’ parlero’ di più’, forse in un blog. Grazie!!!

              • Quando il Signore ci “tocca” nella vita per far vacillare tutte quelle pseudo-certezze che ci tengono lontani da Lui… 😉
                Giacobbe c’è rimasto mezzo azzoppato 🙂

                P.S. i “contacts” dal tuo sito ti arrivano?

          • Certo che no, anzi! Ma credo che ciascuno abbia i propri punti di forza e debolezza, mi sento più’ portata a dare l’esempio che ad esplicitamente insegnare come fa Costanza, anche perché’ io sono ‘nuova nuova’! Appena uscita dal guscio! E neppure ancora battezzata, ma in cammino catecumenale:)

  11. Bellissima testimonianza…….grazie…….buona notte…

  12. Non dimentico che la Chiesa ortodossa è purtroppo una Chiesa scismatica e forse, ma Dio non voglia, anche eretica.

    Ho visto il filmato della processione della Croce, a San Pietroburgo, il 12 settembre 2016. La processione, che si snoda dalla Cattedrale di Nostra Signora di Kazan lungo la celebre Prospettiva Nevskij, è stata ripresa nel 2013 dopo un’interruzione di 90 anni, nell’anniversario della traslazione delle reliquie del santo principe Alexander Nevskij.

    Mio Dio che meraviglia. Oh Signore, ma perché la Tua Chiesa Cattolica non torna ad essere bella e struggente com’era, perché non è più capace di renderti culto come si deve ad un Re… e Tu, Signore, sei il Re dei re. Sei il nostro Re.

    Signore abbi misericordia, soccorri la Tua Chiesa.

    • Quand’ero un ragazzino come lui c’era la grande processione del Corpus Domini con le autorità civili, militari, religiose, le associazioni giovanili, le diverse confraternite; tutta la città era pavesata a festa, la gente faceva ala, pregava e cantava, riconosceva e salutava parenti e amici presenti in corteo, si inginocchiava quando arrivava il Santissimo. Gente credente, gente allegra. Dove è finito tutto questo? Ritornerà anche da noi, come in Russia?

  13. Benvenuta, sorella! Faccio “coming out” anch’io: Gigliola Pession, II comunità di San Giorgio di Nogaro. Un abbraccio!

  14. L’ha ribloggato su Felicemente Stanchi.

    • All’amico fra’centanni: se poi pensi che il santo principe Alessandro Newskji combattè e vinse contro un esercito cattolico (i cavalieri teutonici), allora avrai un motivo in più per dolerti di quanto hai esposto………

      La storia è abbastanza ben narrata nel celebre film di S. Eisenstein “Alessandro Newskji” (giustamente una pellicola memorabile sul piano artistico).

  15. Bellissime parole. E’ vero oggi c’e’ una gande apertura su tutto, un accoglienza verso i diversi che prima non c’era(ho un bambino down e questo lo vivo ogni giorno) …..tranne che verso i cattolici. Chissa’ perche fanno cosi’ paura!
    La mia piccola fede io la vivo come un salvagente, una perla preziosa, o come dice il mio parroco…una gran figata!
    Non sono sicura di niente, ma il cercare di essere persone di fede e’ l’unica cosa che puo’ fare la differenza in questa vita.

  16. Nel deserto del mondo ecco una Buona Novella: una persona che sperimenta nella propria vita l’Amore di Dio, che gioisce perché c’è Uno che la ama da sempre e che mai la scorderà. Buon Cammino.
    Franz

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