Lettera al Papa

Costanza, all’udienza privata per i partecipanti a un seminario sulla Mulieris Dignitatem, ha incontrato il Papa a cui ha consegnato una lettera. Non era previsto fosse pubblicata, ma l’amico Pippo Corigliano la scorsa settimana ha “strappato” a Costanza il consenso a pubblicarla sul suo blog  (ripresa anche da Tempi.it), e noi oggi la pubblichiamo anche qui.
costanza papa1

Caro Papa,

le vere rivoluzionarie sono le donne che vogliono, come Maria, servire, non quelle che chiedono maggior potere nella Chiesa. Noi sappiamo che il ministero mariano precede quello petrino, e sappiamo che solo l’amore è credibile, e che solo la croce rende vero l’amore, il resto non ci interessa. Noi sappiamo che l’unico privilegio a cui anelare è quello dello Spirito, e il sacerdozio che vogliamo per le donne è solo quello del cuore. Noi donne al servizio della vita non vogliamo contare di più, né tanto meno diventare cardinali: non ne abbiamo tempo, dobbiamo crescere i nostri figli!

Le scrivo a nome di tante donne che vogliono servire la vita, e sono felici per questo. Non vogliono tornare a modelli del passato, ma essere controcorrente, e sottomettersi coraggiosamente a uno sposo. Donne che hanno Maria per modello, e la certezza che solo Dio, nessun uomo mai colmerà tutte le attese del loro cuore. Le scrivo a nome, credo, delle settantamila donne che hanno letto i miei libri, e che ho in parte incontrato in tutta Italia (presto anche all’estero). Tutte mi dicono che da quando qualcuno ha ricordato loro quanto è bello essere docili e accoglienti amano di più il loro marito e se ne lasciano guidare. Tante mi scrivono che hanno deciso di sposarsi o di aprirsi di nuovo alla vita, ed hanno avuto il terzo, il quarto, il quinto figlio. Tante mi scrivono che da quando cercano di essere sottomesse al marito, come la Chiesa a Cristo, lui ha cominciato piano piano a morire per loro, un po’ per giorno, cercando di imitare Cristo.

Tante donne invece soffrono. Ma, almeno nella parte ricca del mondo, non soffrono perché discriminate. Soffrono al contrario proprio perché non dipendono più da nessuno. Decidono da sole di sé, del proprio corpo, della propria vita, di come vivere il sesso. Decidono se tenere o no quel bambino che ha cominciato a vivere dentro di loro. Soffrono perché sono sole. Perché si sono buttate via elemosinando amore e magari a quaranta anni sono divorate dal terribile rimpianto di avere rifiutato dei figli, come terra deserta, arida, senz’acqua. Soffrono perché deluse da uomini egoisti a cui però loro non hanno saputo fare da specchio positivo, che è la funzione della donna, non hanno saputo mostrare il bene e il bello possibile. Se le donne si perdono gli uomini si perdono.

Perdoni se ho osato, le assicuro davvero la preghiera di mio marito Guido, dei nostri quattro figli Tommaso Bernardo Livia e Lavinia e il mio rosario quotidiano, e le chiedo di pregare per noi.

Con affetto e devozione,

Costanza Miriano

83 pensieri su “Lettera al Papa

  1. Prima! Bellissima questa lettera, Costanza… ora Papa Francesco ti telefonerà! Ah,scusate se vado fuori tema, ma anch’io sto aspettando una “telefonata” da mio figlio Francesco, che pare non aver molta voglia di nascere, per lo meno non ancora… magari le preghierine di voi amici del blog lo “aiutano”…grazie

    1. Franceca

      Arriva già il secondo maschietto?!..hai ristabilito la parità in casa allora…ti toccherà farne un altro per riportare la compenente femminile in vantaggio!
      Per le preghiere sarà fatto…

    2. Giusi

      Preghiera per un bimbo non ancora nato

      O Madre, Maria,

      tu tutto conosci sulla gioia, la felicità e l’incertezza

      che ogni madre sente per il proprio figlio non ancora nato.

      Benedici i genitori e benedici questo bambino

      per quanto piccolo e debole possa essere.

      Preparagli una vita piena di pace e di gioia,

      di amore e di felicità.

      Proteggi questa piccola vita con tutta la tua forza,

      con tutta la tua attenzione.

      Carissima Madre, Maria,

      vigila su questo piccolo cuore,

      che pulsa nel ventre di sua madre,

      affinché nessuno lo colpisca prima di nascere

      e prima di aver compiuto la sua missione

      in questo mondo.

      Amen.

      1. shoesen

        Giusi ti ringrazio perchè ho fatto mia questa preghiera che reciterò anche per me e per il mio bambino 😉

    3. SilviaB

      Ero in convivenza per cui non ho visto la “zia Vale” che di solito mi dà tue notizie… quindi pregheremo!

      Per Costanza: hai scritto anche a nome mio, grazie.

    4. 61Angeloextralarge

      Susanna: eccomi! E chiedo anche ad altri di buona volontà! Francesco! Bel nome, però! Smack a te e al tuo cucciolo d’uomo. Ovviamente smack anche al primogenito e al papà. 😉

  2. “… elemosinando amore…”
    Anche queste due sole parole, meritano attenzione.
    Non è forse quello che tutti facciamo (donne e uomini), in modi e situazioni diverse, per poi rimanerne immancabilmente delusi?

    1. Roberto

      E’ vero, è un’espressione molto bella. Si resta delusi perché è un atteggiamento dietro il quale si cela, direi, una svendita di sé. Non l’offerta di sé, ma la svendita di sé, che richiede inevitabilmente di dover, a un certo momento, tradire se stessi in un punto vitale di ciò che siamo. Solo il Signore può offrire ciò che serve per dare, ma non svendersi e svilirsi.
      Quando poi neppure l’essersi svenduti è sufficiente a colmare le proprie attese, ecco che si può osservare spesso un rovesciamento nel quale colui o colei che era il “tutto” si trasforma in un nemico acerrimo sul quale scaricare la delusione. Per quanto sia un peccato nel quale tutti possono cadere, e non si discute, probabilmente l’animo femminile soffre di più di questa debolezza.

      1. @Roberto, condivido lo “sviluppo” del tuo pensiero e vorrei proseguire in questi termini:

        “…colui o colei che era il “tutto” si trasforma in un nemico acerrimo sul quale scaricare la delusione.” Non solo, diventa tuo nemico in quanto impossibilitato a darti l’amore che ognuno brama. Sia perché nessun essere umano è – di suo – fonte di amore inestinguibile, sia perché l’amore che desideriamo è in realtà “sete di infinito”, che nessuno può colmare (se non Dio).
        La delusione e la frustrazione che genera l’esperienza di questo limite, finisce per far individuare nell’impossibilità dell’ “altro” (che è la nostra stessa, ma difficilmente lo riconosciamo) la causa del tuo malessere e del tuo dolore… ecco che l’ “altro” diviene colui che ti fa soffrire, ti uccide… il nemico appunto.

        Non sono convinto che l’animo femminile sia il più debole in questo… certo per sua natura (e con tutti i limiti di cui sopra) è portato maggiormente al “donarsi” e in questo potrebbe esporsi maggiormente alla delusione, ma ha risorse di “autonomia” e forza interiore, che sono – ritengo – superiori a quelle dell’animo maschile.
        L’animo femminile e predisposto a quella (virile) “sottomissione” di cui parla e scrive Costanza, come per altri versi è maggiormente capace di “voltare pagina”.

        La violenza maschile verso le donne, nell’ambito delle tragedie sentimentali, è – a mio modesto parere – il segnale di questa fragilità e incapacità ad andare oltre, ed è appunto tutta maschile (oltre all’uso della violenza fisica).
        Che eventualmente spiega certi fenomeni, non certo li giustifica (giusto per non essere fraintesi)
        Ma qui si aprirebbe un discorso delicato e complesso…

        1. Roberto

          L’esercizio della violenza nei due sessi assume modalità profondamente diverse per esprimersi, e quella maschile è più eclatante; ma appunto non svisceriamo troppo, per ragioni di tempo/spazio, un discorsi complesso. Diciamo piuttosto che la donna è più “innamorata dell’amore” (questa la rivendo come mi è arrivata 😉 ) e in quanto più carica di aspettative più facilmente, come dici, può soffrire di delusione.

    2. giorgia

      Grazie Costanza, sei meravigliosa e, da moglie e mamma, mi sento di sottoscrivere in pieno ciò che hai scritto a Papa Francesco. GRAZIE COSTANZA!!

  3. Alex

    Bellssima in tutti gli aspetti! E a giudicare da ciò che ha detto il Papa alla fine dell’Angelus di domenica scorsa sulle donne e la famiglia sembra proprio che l’abbia davvero letta e meditata!

  4. Trime De Petri

    Questa lettera devo passarla alle mie tre figlie ventenni, è il modo migliore per parlargli dall’amore. Decisamente il contrario delle eroine che ci passano i film o peggio i cartoni di oggi (es. Mulan). Grazie Costanza anche per i tuoi libri!

    1. Lalla

      Mulan va ancora, se non altro c’è un senso dell’onore e di amore filiale. Vogliamo parlare di Merida? :-I
      Comunque sono d’accordo con te, Trime de Petri

      1. fortebraccio

        Non ti piace Ribelle?
        Ohibò – e perché? protofemminista?
        Ma in fondo dice che i ragazzi devono trovare l’anima gemella a loro modo, coi loro tempi… dice che l’amore (come libera scelta) è più forte (ed ha più dignità) di qualsiasi tradizione (matrimoni combinati).
        E che per un adolescente, l’amore per i genitori e per i fratelli, è più importante… di un regno (e senza quell’amore si cade schiavi della strega e dei suoi incantesimi).
        O no?

        1. Lalla

          Bah, a me dice che la ribellione in nome della propria libera scelta è legittima a qualunque costo anche calpestando quanto è stato costruito prima di te da chi ti ama. Dice che in nome delle proprie emozioni si possono ignorare i propri doveri. Per me tutto ciò non è bello. Poi certo, alla fine lei comprende e matura, tutti si vengono incontro, happy end ecc., ma nel frattempo mette a repentaglio la vita stessa dei suoi cari e del popolo che a lei, in quanto futura regina, è affidato. Poi non è che mi voglio accanire contro Ribelle, a casa abbiamo anche il DVD e i miei figli se lo guardano volentieri. Era un buon esempio di un certo tipo di mentalità, che, a mi modesto parere, non è molto formativa se assunta senza un po’ di riflessione o senso critico.

          1. fortebraccio

            Chiaro.
            Per me la prima parte è premessa per la maturazione di ribelle e la rinascita della madre. Necessaria al racconto – ed in fin dei conti neanche troppo dissimile dai possibili conflitti generazionali odierni.
            E’ il primo cartone -mi pare- che tratti il rapporto madre/figlia partendo da un conflitto e finendo con una doppia vittoria (con doppio cambiamento). In questo l’ho trovata una piccola rivoluzione. Piacevole.
            Anche perché solitamente, l’iconografia lega il rapporto (del/della protagonista) con la madre al “passato”, mentre quello col padre al “futuro”. Pensateci, di rapporti padre/figlio ne è piena qualsiasi cineteca. ed hanno tutti a che fare con protagonisti che diventano ciò a cui son destinati – nella scia del padre (biologico o putativo – un maestro o istruttore): da Re leone, a Kung Fu Panda, Shrek III, Ratatouille, Gli Incredibili, Raperonzolo eccetera).
            Qui invece, come in pochissime altre opere (della storia del cinema, intendo), la risoluzione conflittuale del rapporto con la madre è rivolto al compimento del futuro della protagonista.

    2. Yellow

      @Trime De Petri, mi piacerebbe sapere come mai questa antipatia verso Mulan, che invece io considero un modello femminile decisamente positivo ed un cartone animato bellissimo. Semplice curiosità, visto ch eil mio blog si occupa tra le altre cose di modelli che i cartoni propongono ai bambini

  5. Elena

    grazie mille Costanza…grazie per aver dato voce a tutte le donne che nel silenzio amano, pregano e serbano tutto nel loro cuore. Grazie infinite!…dall’estero 🙂

  6. Contessa Adelasia

    La lettera l’ho letta alcuni giorni fa, oggi guardo la foto: quel sorriso è di una gioia contagiosa!

  7. fortebraccio

    “Soffrono perché deluse da uomini egoisti a cui però loro non hanno saputo fare da specchio positivo”
    Interesante.
    Mi chiedo chi abbia iniziato per prima: l’egoismo dell’uomo o l’incapacità della donna [a trovarne uno all’altezza della situazione]?
    Ma probabilmente la risposta è: “stavano cuocendo nello stesso brodo, come volevi che finisse?”
    E quindi: ma allora si tratta di educazione all’autostima (prima della donna)? presa di coscienza della propria missione?
    E dove dovrebbe avvenire questo disvelamento: trattasi di epifania familiare o catechesi degli adulti?
    Che raccontereste a vostra figlia? a che età?

    Passando alle facezie (ma non troppo):
    Artù/Ginevra – NO
    Shrek/Fiona – SI

    Dogville – NO
    Le onde del destino – SI
    pretty woman – ?

    José Arcadio/Ursula Buendia – SI
    Jane Eyre – Ni
    Jo March – NO (prima) Ni (poi)

    1. @Fortebraccio, catechesi per gli adulti (laddove non ce ne sia stata una precedente per adolescenti, ma dove volendo i primi e i secondi, potrebbero essere riuniti per “i fondamentali”, diversificata in quanto a esperienze ed aspettative verosimilmente diverse).

        1. Giusi

          Viviana ho passato l’infanzia a sognare sulla Bella e la Bestia e sui Cavalieri della Tavola Rotonda! Conservo ancora i quattro volumi con copertina azzurrina dei Fratelli Fabbri Editori: “Tutte le fiabe”. La Bella e la Bestia l’avrò letta 8.000 volte: era la mia preferita! Mio padre poi, che era appassionato di fumetti, insieme ad altri, ci comprava tutte le settimane il Principe Valiant, edizioni l’Avventuroso, ambientato ai tempi di Re Artù. Ho le annate 1965-1966 rilegate. Ogni tanto li rileggo ancora adesso: altro che Manga!

          1. Yellow

            Mmmm… trovo un po’ inadeguato questo astio verso i manga, perché ne esistono moltissimi generi diversi e dire “i manga sono spazzatura” secondo me equivale un po’ a dire “i libri sono spazzatura”, però, pur non essendone una assidua lettrice (anzi, ne ho letto solo uno, ch ein compenso mi ha fatta piangere una volta arrivata alla fine) riconosco alcuni di essi come delle vere e proprie opere d’arte.

            1. Giusi

              Qua ogni tanto si mettono tra virgolette frasi mai pronunciate! Dove ho scritto: “i manga sono spazzattura”? Ho detto che preferisco il Principe Valiant. Ti devo chiedere il permesso?

              1. admin

                Giusi lascia perdere, ho trovato una formidabile coincidenza (anche oraria) tra questa Yellow e un forum dove massacrano Costanza e i relativi commentatori e annunciano che ci verranno presto “a dare fastidio”.

                1. Sara

                  Che miserie! Con queste premesse, credo proprio che, se procureranno del fastidio, lo procureranno a loro stessi, che evidentemente vivono male e nell’astio e non hanno di meglio da fare… Noi, da Costanza, respiriamo sempre una grande pace!

              2. Yellow

                no, no, per carità, è solo che mi sembrava di aver notato una nota di disprezzo verso i manga che mi sembra immeritato visto chde appunto alcuni sono delle vere e proprie opere d’arte. Poi che ad uno possano non piacere è un altro discorso, ma negarne la qualità a prescindere mi sembra sbagliato.

                1. Giusi

                  Non so se siano opere d’arte, so che sono pieni di messaggi subliminali a sfondo sessuale e satanico come ha ben evidenziato Annalisa Colzi nei suoi libri e nelle sue conferenze.

          2. Giusi, abbracciamoci! Ce li ho anch’io i quattro volumi rilegati azzurrin: sono un po’ malconci (da bambina non ero bibliofila, piuttosto bibliofaga 😉 ) e ora stanno piacendo alla mia nipotina…
            Altro che Manga, davvero 😀

            1. Lalla

              Il Corrierino!!! Ci ho imparato a leggere! Scusate tutti, avevo bisogno anch’io del mio momento di amarcord. 🙂

        2. Yellow

          Conosco la storia, devo avercela ancora a casa, da qualche parte. Devo dire però che sarebbe stato interessante avere come protagonisti un bambino condannato ad essere bello e stupido ed una bambina condannata alla bruttezza, invece che il contrario. Chissà, magari se un giorno avrò figli a loro la racconterò così 😉

          1. Giusi

            E’ meglio che la cerchi e te la vai a rileggere perchè Bella non era bella e stupida ma “aveva letto centinaia di libri arricchendo la mente di infinite cognizioni” e la Bestia non era condannato alla bruttezza, era vittima di un incantesimo finchè non avesse incontrato una creatura di animo tanto elevato da vedere oltre la sua bruttezza. Inoltre non erano bambini. Penso che più bella figura una donna non possa fare. E’ meglio che la racconti così ai tuoi figli, la tua versione mi pare francamente una ciofeca.

            1. Angelina

              Giusi, conservo anche io quei 4 libri. A partire dai miei cinque anni, ricevevo un volume ad ogni onomastico dalla mia madrina. Che effetto leggerti! Anche per me la Bella e la bestia era il racconto preferito, proprio perché la protagonista amava i libri e al padre chiese in dono un ramo di rose anziché vesti e gioielli come le capricciose sorelle.
              E ora che ho accumulato un… pochino di esperienza, trovo che questa sia non una fiaba qualsiasi ma l’unica storia che meriti davvero essere narrata: lo sguardo amante che svela la bellezza celata nell’amato e ne sprigiona la capacità di donare, e l’amore che desidera a tal punto il bene dell’amata da accettare di separarsene per vederla felice, superando il possesso geloso anche costo della propria sopravvivenza. Profondamente vero, mi pare. Il nucleo di ogni vera storia d’amore.

            2. Yellow

              Io veramente parlavo di Enrichetto dal ciuffo (dove lui è condannato alla bruttezza e lei alla stupidità) e non de la Bella e la Bestia

          2. Faccia lei. Ma manipolare le fiabe (che sono il frutto di un aggiustamento lungo e saggio) in omaggio alle mode del momento non è mai una buona cosa. Perché invece non provare a raccontare le fiabe che ci sono state tramandate e lasciar decidere ai bambini? Per esperienza sono loro a chiedere di risentire – a volte molto più a lungo della pazienza dei grandi – la fiaba che vogliono sentire. Se si lascia spazio ai bambini, sanno loro cosa conservare e cosa togliere. Parlo per esperienza, essendo stata da bambina ascoltatrice, lettrice e raccontatrice di fiabe (a bambini più piccoli). Per esempio c’è una delle Fiabe italiane “di” Calvino che non ho mai raccontato per principio, segno che anche a otto o dieci anni si può avere chiarezza di giudizio.

            1. Sara

              Brava, Viviana! Le fiabe della tradizione sono un tesoro inestimabile che parla anche all’uomo di oggi: guai a toccarle!

  8. Gaspare La Grassa

    Quanto più la conosco nei suoi scritti, tanto più penso che questa Signora (Domina) abbia un filo diretto con lo Spirito Santo, il Quale desidera sottomissione per potere entrare nei cuori. Oltretutto il corpo femminile è accogliente come accogliente è il suo spirito. Corpo e spirito sono una cosa indissolubile. Quindi le donne che da un lato si lasciano pentrare fisicamente dal primo venuto non si rendono conto che aprono anche la porta dello spirito al primo venuto e quindi perdono quella libertà che pretendono di conquistarsi per emanciparsi dal potere maschile.

  9. Lu

    Tante donne soffrono.
    Ora che so di rientrare tra le donne che sanno che non potranno vivere le esperienze che Costanza descrive con così tanto fascino ed enfasi e che io ho sempre desiderato e fermamente voluto…mi accorgo di come non si parli mai di quelle donne che non hanno POTUTO, non voluto, realizzare in questo la loro piena femminilità. E quale sia questa sofferenza. Di cui non c’è responsabilità o colpa (semmai in modo strisciante si voglia far sembrare le donne che non hanno fatto certe scelte a tempo debito, poverine, un po’ colpevoli della loro sofferenza…).
    Ecco che allora, i discorsi qui sulla femminilità iniziano a sembrare tanto autoreferenziali e odorano tanto di autocelebrazione… della propria fortuna, anche agiata…

    1. nami8

      Lu, il tuo commento mi ha molto colpito. Avere dei figli (e averli SANI) è veramente un grande, immenso dono, non è affatto scontato, come non è scontato che la piena realizzazione della donna sia solo l’essere madre. Ognuno di noi ha un percorso unico, speciale, che Dio stesso ha scelto per la nostra felicità, crediamoci e affidiamoci a Lui con piena fiducia!
      Anche se non ci conosciamo, ti sono vicina nella preghiera, che la tua vita sia comunque feconda… :-*

    2. @Lu, non so se la tua sofferenza derivi dal fatto di non aver avuto figli – come interpretato da nami8 – o se è una situazione ancora più complessa come quella di essere sola, non aver trovato un marito, non aver formato una famiglia e tutto quello che ne consegue (o altra situazione, che non hai descritto…), ma concordo con nami nel dire che nessuno è “condannato” all’infelicità o alla solitudine. Dio, che è Padre Buono, ha per ogni suo figlio un progetto (o se vuoi, una “proposta”…) di fecondità, di relazione, di felicità certamente…
      Il problema a volte sta nel riconoscere, interpretare, fare proprio questo progetto, che passa a volte per strade misteriose o che non sono esattamente le nostre.
      Credo anche che per quanti anni siano passati, della nostra vita, sinché vita abbiamo, possiamo scoprire questo progetto di Amore e goderne con pienezza.

      Coraggio Lu, insisti nel chiedere, come la vedova inopportuna di recente memoria e apri il cuore ad ogni possibile “suggerimento interiore” tu dovessi percepire. 🙂

  10. lidiaB

    Splendida lettera, davvero, grazie Costanza, per dar forma e voce in modo cosi efficace e toccante ai pensieri di tante (e credo tanti) di noi.
    Una richiesta OT ma non tanto: oggi ho letto su avvenire che al parlamento europeo sta per essere votata una dichiarazione di intenti sul “diritto alla salute sessuale e riproduttiva” che potrebbe avere conseguenze pessime per l’iniziativa “uno di noi”; per favore, pregate la Madonna perché questo non si verifichi. Grazie.

  11. 61Angeloextralarge

    Questa lettera andrebbe diffusa con volantini e manifesti… ovunque… strade, piazze, chiese, ovunque. Smack di nuovo a Costanza. ;.)

  12. fortebraccio

    una cosa che noto ora: ma in presenza del Santo Padre (durante le udienze), le donne non si debbono più coprire i capelli?
    O vale solo per le visite a tu x tu?

      1. Giusi

        Parlavo in generale. Loro sono praticamente perfetti. Frac, vestito nero. Il velo, non trattandosi di udienza privata, non è obbligatorio.

  13. Silvana

    Brava! Sai davvero dare voce alle donne! Ma, per favore, non chiamiamole “preghierine”! Sono preghiere a tutti gli effetti…

  14. Giusi

    O.T. (ma i bimbi non sono mai O.T.): Di bambini ammalati ce ne sono tanti e non manco nelle mie preghiere di ricordarli tutti al Signore. Questo mi ha trapassato il cuore. Ne sono venuta a conoscenza tramite un contatto di Karin. Sarà perchè è sempre allegro, sarà l’entusiasmo dei genitori nel comunicare ogni piccolo miglioramento, non so, ce l’ho sempre davanti agli occhi e nel cuore. Questa è la pagina facebook creata dai genitori per chiedere preghiere e creare una catena. Se qualcuno si vuole aggiungere…. Go Camilo Go!

    https://www.facebook.com/CamilosStory?fref=ts

    1. Sara

      Assicuro preghiere per Camilo (grazie della segnalazione, Giusi), per il piccolo Francesco che deve nascere e per le altre intenzioni!

      Costanza, questa lettera è bellissima: dopo l’ultimo intervento (che davvero aveva del pronunciamento magisteriale), adesso anche una lettera: enciclica?!
      Complimenti!

  15. vale

    volevo solo far notare che era stato riportato su altro sito.
    e poi noialtri mirianidi che si era letti a suo tempo-non ricordo chi l’inventò-la prima lettera ai costanzini…siamo attenti a tutto ciò che viene pubblicato,postato,bloggato o ribloggato sull’autrice.

    e ,cmq, tra poco saremo sottomessi tutti. ma non nel senso voluto dalla sciùra Costanza:
    ANCHE L’ONU È CONTRO LA FAMIGLIA: l’omofobia sarà un reato internazionale
    http://www.lamanifpourtous.it/sitehome/in-evidenza/anche-lonu-la-famiglia-lomofobia-sara-reato-internazionale/

    1. 61Angeloextralarge

      Qualcuno sa dirmi quando sarà reato la cristianofobia?

      Preghiere per Camilo assicurate.

      Admin: sono pronta a combattere se qualcuno verrà ad infastidire… Ormai un po’ di pratica me la sono fatta, cercando di usare l’armatura spirituale… ma se occorre uso anche le mani… per accarezzare. Poi se la carezza sarà poco delicata, di sicuro sarà colpa del mio extralarge! 😉

      1. Sara

        Io direi che le provocazioni è meglio ignorarle. Riserviamo il combattimento alle cose serie e alla buona battaglia!

        1. 61Angeloextralarge

          Sara: non ho capito se il tuo commento era per me… La mia voleva essere una battuta. 😉
          San Paolo spiega magistralmente cos’è l’armatura spirituale. Mi riferivo a questa:

          “Fratelli, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
          Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi.” (Lettera agli Efesini 6, 10-20).

          1. Sara

            Cara, Angela! Sì, rispondevo al tuo commento, ma non intendevo polemizzare con te! Avevo capito che scherzavi con Admin e mi ha fatto sorridere la “carezza extralarge”! Volevo solo ribadire la linea che secondo me è meglio tenere, se ci riusciamo, con i provocatori. Smack!

            1. 61Angeloextralarge

              Sara: polemizzare? Poi con te? Per carità, giammai! 😉
              Hai ragione, soprattutto sul “se ci riusciamo”. Smack! 😀

  16. Lu, io credo che sia sbagliato rifiutare i figli, mentre per chi non ha la gioia di averli, pur non avendoli rifiutati, il discorso è tutto un altro. Si possono trovare altre forme di maternità, non biologica.

  17. Grazia Cavorsi

    Carissima costanza,
    La lettera è molto bella e piena di significati che troppo spesso la vita quotidiana e la mancanza della preghiera ci fanno dimenticare. Ho avuto il piacere di conoscere Pippo Corigiano a Foggia in occasione delle presentazione del suo libro Quando Dio è contento . Mi piacerebbe conoscere anche te , e prechè no, invitarti nella mia scuola. Io insegno matematica in un liceo scientifico di San Giovanni Rotondo .Grazie. GRAZIA CAVORSI

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