Posts tagged ‘il Foglio’

8 maggio 2017

Com’è triste il poliamore, le ridicole profezie di Attali

di Costanza Miriano

attaliRiproponiamo questo articolo del 2014 su Jacques Attali, il mentore del neo presidente Emmanuel Macron

 di Costanza Miriano

Perché? Perché – mi chiedo –nessun direttore mi ha mai mandato a liberare la pernacchia che è in me, cioè dico a intervistare Jacques Attali? E perché quando una, come Leonetta Bentivoglio, ha queste fortune, le spreca interloquendo seriosamente con lui come se quest’uomo non stesse delirando, in spregio a qualsiasi senso della realtà? Il perché in fondo lo so: l’uomo è tutt’altro che scemo e ininfluente, ed è perfettamente funzionale al disegno culturale del giornale che ne ospita l’intervista. Banchiere, economista, consigliere di Mitterand e Sarkozy, ha una mano o anche due in tutte le istituzioni finanziarie europee che contano e che, senza scomodare immagini di nuovi ordini mondiali, hanno oggettivamente dichiarato guerra alla ragionevolezza della famiglia.

read more »

3 febbraio 2017

“Gente incinta”

di autori vari

fullsizerender

di Antonio Gurrado  per Il Foglio

Siccome solo i matti sono perfettamente logici, non sorprende che la British Medical Association abbia invitato i dottori a non parlare più di “expectant mothers” (“mamme in attesa”) attenendosi bensì a un più generico “pregnant people” (“gente incinta”). Il sindacato ha diramato quest’invito in una brochure indirizzata a centosessantamila membri: “L’ineguaglianza di genere si riverbera nelle tradizionali idee sui ruoli femminili e maschili. Si presuppone abitualmente che una donna abbia figli; tale stereotipo può spesso svantaggiare seriamente le donne. Benché una vasta maggioranza della gente incinta possa essere identificata come femminile, possiamo essere inclusivi nei confronti degli uomini intersessuali e dei transmen utilizzando l’espressione gente incinta anziché mamme in attesa”.

read more »

19 gennaio 2017

La fine dell’uomo occidentale

di Costanza Miriano

2017-01-19_091932

di Costanza Miriano  per Il Foglio

L’uomo occidentale è finito per carenza di stelle. L’uomo è fatto di desiderio, ha bisogno di alzare lo sguardo a cercare le stelle, de-sidera, ed è questa ricerca che lo tiene dritto in piedi, in vita. È questo lo spazio nel quale si infila la ricerca di infinito. Ma, prima ancora, è questo che lo muove nel desiderio di migliorarsi. Per millenni le narrazioni – da Omero in poi – sono stati racconti di come l’uomo,  l’eroe, cercasse di superare se stesso, di trascendersi, di cercare fuori di sé qualcosa che lo eternasse.

A un certo punto l’uomo ha deciso che non aveva più bisogno di nessun cielo sopra la sua testa, ha smesso di costruire cattedrali, ha cominciato a pregare – i pochi che lo facevano ancora – in posti più simili a garage che a chiese, senza liturgia, senza guglie che portassero lo sguardo verso l’alto. Ed è nato l’uomo funzionale all’attuale modello di vita, di produzione di beni, di organizzazione della vita pubblica: è un uomo che vive immerso in una palude di soggettivismo assoluto – proprio così, viviamo in un ossimoro – in cui ogni desiderio non solo può, ma ha il diritto di essere soddisfatto, e ogni limite, anche quello biologico, è avvertito con fastidio come fosse una costruzione fittizia, e non lo spazio che ci è dato di abitare.

read more »

13 gennaio 2017

“L’occidente è diventato la tomba di Dio”. Il j’accuse dal cardinale Sarah

di autori vari

chiesa_sconsacrata_ex_seminario_regionale_salerno

di Matteo Matzuzzi per IL FOGLIO

“La vera crisi che attraversa ora il nostro mondo non è essenzialmente economica o politica, ma è una crisi di Dio e nello stesso tempo una crisi antropologica”, scrive il cardinale Robert Sarah prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, in una riflessione pubblicata sull’ultimo numero della rivista Vita e Pensiero, oggi in uscita. “Certo, oggi si parla solo di quella economica: nello sviluppo della potenza dell’Europa – dopo i suoi orientamenti originali più etici e religiosi – l’interesse economico è diventato determinante, in modo sempre più esclusivo”.

read more »

7 settembre 2016

Quel futuro che non ci aspetta

di Costanza Miriano

IMG_3812

di Costanza Miriano

Credo che dispiaccia un po’ a tutti noi che il compleanno di Saviano venga rovinato dal fertility day, il quale purtroppo cade nello stesso giorno dell’augusto genetliaco. Ci dispiace ma sono certa che finiremo per farcene una ragione, perché il motivo per cui è nata questa iniziativa – sicuramente migliorabile quanto a slogan, foto, idee – è sacrosanto: riaffermare una realtà. Le donne hanno un periodo di fertilità limitato a una fetta tutto sommato abbastanza ristretta della loro vita.

read more »

15 maggio 2016

La Chiesa non è e non può essere misogina

di Costanza Miriano

IMG_1411

di Costanza Miriano* 

“Amiche cattoliche della mia rubrica telefonica, dei socialcosi, del blog e della posta, elettronica e a piccione, voi sperate di poter vivere la vostra diversità femminile più a fondo nella Chiesa, e aspettate che il Papa dica una parola su questo?” Lancio la domanda a un congruo campione di donne credenti. Ricevo di rimando una salva di pernacchie, sguardi interrogativi (da quelle in carne ed ossa), risposte del tenore di: “A Costa’, ma che stai a dì?”, “Aho, ma che davero davero?” “Più responsabilità? Ancora? Ma che, sei matta? Vuoi un po’ delle mie?”

Ritanna Armeni ha scritto sul Foglio che “anche le donne più rispettose e comprensive, che hanno dedicato la loro vita alla Chiesa, non possono non definirla misogina”.

Io personalmente non conosco una sola donna cattolica, ma veramente neanche una, che si sia mai sentita emarginata, svalutata, addirittura odiata dalla Chiesa. La loro diversità nella Chiesa, che sentono madre accogliente, la vivono già, senza chiedersi come.

read more »

21 marzo 2016

Sindrome di Down, la “soluzione finale”

di admin @CostanzaMBlog

 

Un dipinto fiammingo del XVI secolo esposto in questi giorni al Met di New York. Si vedono un angioletto e un pastorello affetti dalla sindrome di Down

di Giulio Meotti  per  Il Foglio

E saremmo davvero noi, cinquecento anni dopo, i “progressisti”? Un anonimo fiammingo nel XVI secolo realizzò un bellissimo quadro dell’Adorazione del Bambino Gesù, che viene esposto oggi al Metropolitan Museum di New York. Nel quadro, osservando bene, tra gli adoranti si trovano un angioletto e un pastorello affetti dalla sindrome di Down. Non sappiamo se l’artista li abbia usati semplicemente perché facevano parte della sua stessa famiglia, o perché la sua visione artistica aveva una disposizione particolarmente comprensiva nei confronti dell’umanità.

Un dipinto fiammingo del XVI secolo esposto in questi giorni al Met di New York. Si vedono un angioletto e un pastorello affetti dalla sindrome di Down.

read more »

10 marzo 2016

I finti paladini del corpo delle donne

di autori vari

R600x__utero-in-affitto

di Giuliano Ferrara  IL FOGLIO

E’ difficile essere sempre d’accordo con le proprie idee, qualche volta l’operazione riesce. L’utero in affitto non va bene, delegittima l’umano nella filiazione, nella maternità biologica, nella paternità onanistica, nella concezione in vitro o tecnica (scusate se è poco). Qualcosa vorrà dire, perché l’ho scritto, e non sono il solo a pensarlo. Ma non direi questa sciocchezza se non ne pensassi anche altre: che gli anticoncezionali non sono una bandiera e che non devono essere il primo passo dell’educazione alla sessualità (parola vagamente ripugnante) nelle scuole, che l’aborto come anticoncezionale ordinario o come diritto umano femminile è una pena di morte senza processo e una procedura liberante sopra tutto per i maschi, che il divorzio moltiplica il matrimonio per enne volte e lo distrugge per sempre senza negarlo (il contrario del matrimonio è il non matrimonio, non il divorzio), che la fecondazione artificiale va bene forse per le mucche Simmenthal ma non per i bambini, che l’eugenetica oggi in pieno dispiegamento fa strage di libertà e di diversità eccetera.

read more »

15 gennaio 2016

Qui a peur de livres sur la famille et les enfants?

di admin @CostanzaMBlog

FullSizeRender

Costanza Miriano   – IL FOGLIO   

À la France, on pardonne tout, si ce n’est au nom de Houellebecq, de Givenchy (même si son cerveau, Tisci est italien), de la petite Thérèse à Jeanne (d’Arc) et de tant d’autres. On leur pardonne même leur coup de boule sur la poitrine (surtout si l’on gagne après) . De plus, il faut dire que cela ne m’offense pas, mais m’affecte : actuellement, 22000 Français ont signé, en peu de jours, une pétition pour demander le retrait du marché de deux de mes livres, Marie-toi et sois soumise (Sposati e sii sottomessa) et Epouse-la et meurs pour elle (Sposala e muori per lei), à peine sortis en France chez le Centurion (ce sont des conseils à des amis sur le mariage, sur la différence entre nous et cet être d’une autre espèce qui se trouve dans notre lit, et sur l’épreuve de tenir ensemble).

read more »

14 gennaio 2016

Pastori che siano padri, non politici

di Costanza Miriano

319391_4383817483763_521765579_n

di Costanza Miriano   per IL FOGLIO

“Che vuol dire che la Chiesa deve assumere un atteggiamento di “umiltà, disinteresse, beatitudine” – le tre parole d’ordine consegnate da Papa Bergoglio all’ultimo convegno ecclesiale di Firenze -? Che cosa significa questo nel caso specifico della battaglia sulle unioni civili: niente battaglie politiche, niente posizioni pubbliche, niente piazze, nessuna approvazione esplicita a chi giudica sbagliato un determinato disegno di legge?

La vulgata, cara ai politici che vogliono salvare la faccia davanti ai cattolici, e accolta a braccia aperte dalla massa di non credenti e ipocredenti (copyright Camillo Langone), vuole che questo atteggiamento disinteressato si traduca in una chiesa che dice di non avere nulla contro il riconoscimento dei diritti individuali delle persone omosessuali, a patto che si investa anche sulla famiglia. Questa in soldoni la posizione. Io credo che, al contrario, questa sia una posizione eminentemente politica (parola alla quale non do affatto un’accezione negativa: magari ci fosse un partito di veri cattolici, io per esempio sono piena di amici che non sanno più chi votare). Non condivido la posizione, ma credo appunto che sia una posizione politica, cioè di una Chiesa che vuole dire la sua sulle leggi dello stato.

read more »

8 gennaio 2016

Chi ha paura in Francia di libri che parlano di famiglia e figli?

di Costanza Miriano

FullSizeRender

di Costanza Miriano  per IL FOGLIO 

Alla Francia si perdona tutto, se non altro in nome di Houellebecq, di Givenchy (ma la mente, Tisci, è italiano), di Santa Teresina e Giovanna e di moltissimo altro. Le si perdonano anche le testate sul petto (soprattutto se poi vinciamo). In più c’è da dire che non riesco a offendermi, ma anzi mi commuovo per questa cosa: attualmente ventiduemila Galli hanno firmato, in pochi giorni, una petizione per chiedere il ritiro dal mercato di due miei libri, Sposati e sii sottomessa e Sposala e muori per lei, appena usciti in Francia per i tipi di Le Centurion (sono consigli alle amiche sul matrimonio, sulla differenza tra noi e quell’essere di un’altra specie che ci troviamo nel letto, e sulla fatica di tenere insieme tutto). Una signora, come racconta il Figaro, ha deciso di chiedere al Segretario di Stato incaricata per i diritti delle donne, Pascale Boistard di vietarne la vendita. Lo considero un enorme biglietto di auguri di Natale, non ne ho mai ricevuto uno con così tante firme – puntano alle venticinquemila – al massimo forse ce n’erano una ventina sul regalo di compleanno dei compagni di classe. Che tante persone si interessino a me mi sembra davvero sproporzionato, emozionante che non si limitino a non comprare i miei libri – come fanno circa sei miliardi di persone nel mondo con la massima tranquillità – ma che si disturbino a firmare una petizione per impedire agli altri di farlo.

read more »

16 novembre 2015

“Difenderemo i nostri valori”. Già, ma quali valori?

di autori vari

di Giovanni Maddalena  da  IL FOGLIO

“Difenderemo i nostri valori”. Così Hollande, così Obama, così Cameron. Renzi ha detto che vinceremo di sicuro, tanto questi valori sono buoni e giusti. Ma miei cari presidenti, quali valori? È da quando ho cinque anni e ho cominciato ad andare a scuola che mi dicono che non esistono valori assoluti, che i valori sono solo prospettive, che il peggior crimine è pensare di mettere una maiuscola alla parola Verità, che non bisogna avere certezze ma coltivare dubbi, che le certezze sono sempre ideologie. E adesso, all’improvviso, scopriamo di avere valori assoluti con i quali fare una guerra? Se non avere dei valori è l’unica grande verità (che è assoluta ma si scrive senza maiuscola, chissà perché), non dovremmo convincere tutti? Non dovremmo aver già convinto quelli tra i terroristi che sono nati e cresciuti nelle nostre repubbliche, con tanto di educazione al dubbio?

read more »

6 novembre 2015

La guerra culturale si vince nei bagni di Houston

di autori vari

R600x__bagni_lgbt

di Mattia Feraresi   Il Foglio

La guerra culturale si combatte innanzitutto nei cessi pubblici, e in quelli di Houston martedì ha vinto il fronte conservatore. Una ordinanza antidiscriminazione a tinte arcobaleno che permetteva, fra le altre cose, ai transgender di scegliere il bagno che meglio li rappresentava (in attesa della diffusione globale della toilette neutra) è arrivata all’esame degli elettori sotto forma di quesito referendario, e loro l’hanno seppellita sotto una maggioranza da oltre il 62 per cento.

read more »

20 ottobre 2015

Verrà l’Apocalisse e tutti applaudiremo facendoci un selfie con il diavolo

di autori vari

My+last+selfie_bc251b_5589664

di Antonio Gurrado     Il Foglio

Accogliere i voti perpetui di una monaca di clausura italiana è un evento raro nella carriera di un vescovo (accadrà mediamente una volta, due per quelli di lungo corso, spesso mai) nonché ottimo termometro per la salute del cattolicesimo popolare. L’ho capito assistendo alla professione di una giovane clarissa: nella modernità frivola e un po’ rozza di una cittadina della Murgia barese, ecco un lampo d’eternità fondato sulla certezza che per ogni donna che scelga di entrare per sempre in monastero la professione sarà ripetuta fra cinquecento anni con le stesse parole di cinquecento anni fa. Cambia il contesto tuttavia perché la modernità evolve e oggi s’acquatta nello spettacolo, nel tentativo di cogliere l’attimo per creare l’evento, con le mani che svettano sulla folla nel Duomo di Altamura per scattare foto con l’iPad e il pulpito, ormai deserto dalle prediche, utilizzato per le riprese della tv locale culminanti nel momento in cui la professa viene cinta di una corona di spine e scatta un applauso giulivo, parossistico. Ripeto: applauso; ripeto: corona di spine.

read more »

9 ottobre 2015

Genderless

di autori vari

R600x__diesel

di Maurizio Crippa    Il Foglio

Il maglione colorato di lana grezza non è l’oggetto, non è la notizia. I tratti androgini della ragazza lo sono marcatamente, i tratti asiatici del ragazzo (è coreano, è una delle star del momento, si chiama Sang Woo Kim) sono marcatamente maschili e al contempo fortemente androgini. Tra le mille immagini dell’advertising, quelle che filano via al mattino sotto il dito sull’iPad o sfogliando i giornali, rese invisibili dall’assuefazione, ci deve essere un motivo se la fotografia di Richard Burbridge per la campagna autunnale di Diesel ha catturato l’occhio, fermato per un attimo l’indice a scorrimento rapido. Prima ancora che nella pagina a fianco il claim che la accompagna, “This ad is gender neutral”, confermasse l’impressione di essersi imbattuti non in una furbata pubblicitaria, ma in un messaggio riuscito.

read more »

5 settembre 2015

Il post femminsmo genera mostri

di autori vari

feminist-now-what

di  Simonetta Sciandivasci   per “il Foglio”

“Provare irrazionale timore e disprezzo per gli uomini”. E’ la definizione che l’ urbandictionary anglofono, impeccabile anagrafe fenomenica del presente, reca di manphobic: per l’ Enciclopedia Britannica ci sarà da attendere, per il Devoto Oli, probabilmente, nemmeno da sperare.

Eppure, nello scontro di civiltà maschi contro femmine – quello che, a leggere in filigrana “Soumission” di Houellebecq, ma pure facendo semplicemente sexting, zapping, stalking (inconsapevole, sia chiaro) si capisce essere lo Zeitgeist del nostro occidente – la maschiofobia mantiene statuto e legittimità e, molto più del suo contrario, ha un impiego cautelare.

read more »

1 luglio 2015

Resistenza senza resa. Perché il Family Day sarebbe piaciuto ad Augusto del Noce

di admin @CostanzaMBlog

paginacrippa

di Luca Del Pozzo

Al direttore – Le questioni poste da Maurizio Crippa nell’articolo sulla manifestazione di S. Giovanni del 20 giugno – ad oggi la più interessante e densa riflessione che mi sia capitato di leggere in un mare magnum di commenti spesso e volentieri viziati da intolleranza e pregiudizio, per non parlare dell’indegna caciara mediatica scatenata contro Kiko Arguello solo per aver detto una verità di sesquipedale evidenza sul femminicidio (fenomeno per altro ad alto tasso di politically correctness) – fanno tutt’uno con la questione circa il senso e il significato dell’essere cristiani in un mondo e in una società che, diciamolo fin da subito a scanso di equivoci, di Cristo e dei cristiani se ne infischiano altamente. E dove anzi non è difficile scorgere, e l’ideologia del gender con tutti gli annessi e connessi ne è un caso esemplare, il volto dell’Anticristo mirabilmente tratteggiato, in epoca non sospetta, da gente come R.H. Benson e V.Solovev.

read more »

24 giugno 2015

San Giovanni non fa inganni

di Costanza Miriano

Costanza Miriano spiega a un accidioso Camillo Langone (Il Foglio) in che senso la grande piazza di sabato è una vittoria politica, culturale e di fede

20 ngiugno ter

Signora Miriano, sono l’Avvocato dell’Accidia e intendo dimostrare innanzitutto a me stesso che la manifestazione pro famiglia di Roma, da lei organizzata insieme ad altri undici laici, nonostante il suo successo ricada nella fattispecie di Ecclesiaste 2,11: “Ho visto tutte le opere che si fanno sotto il sole, ed ecco: tutto è vanità e un correre dietro al vento”.

L’Ecclesiaste non dice certo che l’agire umano è insignificante, ma che tutto va guardato sub specie aeternitatis. Il nostro non è mica stato un concerto. E’ stata un’azione fatta per il bene di tanti, e su tre piani. Primo: quello politico. Abbiamo espresso il massiccio dissenso popolare contro tre leggi. Nessuno oggi riesce a portare oltre un milione di persone in piazza, in diciotto giorni, senza un euro di finanziamento, senza i giornali e la tv: non c’è paragone col 2007, quando la manifestazione che bloccò i Dico fu lungamente preparata e anche, giustamente, aiutata economicamente. Non credo che il Palazzo avrà il coraggio di ignorare quello che è successo. Secondo: il piano culturale. Le persone mi fermano per dire che hanno imparato cose che non sapevano. Quante volte si esce da una piazza con informazioni nuove, con la determinazione a sapere di più? Terzo, per me il più importante: il piano della fede. A San Giovanni ho visto muoversi una chiesa, nel senso etimologico di assemblea, che prende sul serio il ruolo dei laici. Ogni battezzato è sacerdote, re e profeta. Noi abbiamo bisogno dei sacerdoti, innanzitutto perché senza di loro non possiamo avere i sacramenti, ma se vediamo per strada un uomo ferito non è che andiamo a chiamare il prete. Ci rimbocchiamo le maniche e lo soccorriamo. Ecco, noi abbiamo visto un pericolo e ci siamo dati da fare. E i nostri pastori, a partire dal Papa e dai presidenti della Cei e dei Pontifici consigli di famiglia e laici, ci hanno incoraggiati e benedetti.

read more »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: