“Gente incinta”

di autori vari

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di Antonio Gurrado  per Il Foglio

Siccome solo i matti sono perfettamente logici, non sorprende che la British Medical Association abbia invitato i dottori a non parlare più di “expectant mothers” (“mamme in attesa”) attenendosi bensì a un più generico “pregnant people” (“gente incinta”). Il sindacato ha diramato quest’invito in una brochure indirizzata a centosessantamila membri: “L’ineguaglianza di genere si riverbera nelle tradizionali idee sui ruoli femminili e maschili. Si presuppone abitualmente che una donna abbia figli; tale stereotipo può spesso svantaggiare seriamente le donne. Benché una vasta maggioranza della gente incinta possa essere identificata come femminile, possiamo essere inclusivi nei confronti degli uomini intersessuali e dei transmen utilizzando l’espressione gente incinta anziché mamme in attesa”.

No, il problema non è capire cosa siano i transmen. Il problema è che in Inghilterra infuria il caso di Hayden, una ventenne che ha sospeso il cambio di sesso per avere un figlio prima di diventare maschio, e che ora è al quarto mese di gravidanza.

Tutto è estremamente logico: poiché Hayden partorirà ma non può essere considerata donna, consegue che un autorevole sindacato medico spinga i dottori alla neolinguistica ammissione che, se qualcuno partorisce, non è detto che sia donna. E da ciò consegue che dare della donna a una donna in procinto di partorire sia offensivo nei confronti non solo di chi è donna, ma anche di chi non è donna, di chi è stato donna e (presumo) di chi sarà donna. Ragion per cui partorire, per una donna, è un gesto velatamente discriminatorio non solo nei confronti dei maschi che non possono partorire ma anche dei maschi che possono partorire. Del resto, se un bambino può avere due madri e tre padri o un padre che si autofeconda, allora può avere anche una madre padre. Chiarissimo, no?

C’è un solo tassello che manca a questa logica stringente: che in questi tempi di rivendicazione della specifica identità di genere si alzi la voce istituzionale di una ministra, di una sindaca o di una assessora per proclamare a chiare lettere che sono tempi grami per la partorienta.

39 commenti to ““Gente incinta””

  1. Il Regno Unito sta diventando un coacervo di ideologie post verita’. Stanno annientando la civilta’ costruita in questi secoli. Ora come ora servirebbe una civilta’ europea come contrappeso. Ovviamente creata solo esclusivamente a livello di nazioni amiche ma sovrane, perche’ la nazione europea non e’ mai esistita e mai esistera’.

  2. La loro logica è ineccepibile. In omaggio alla parità di “genere” (non si parla più di sesso) un giorno arriveranno a inventare un utero maschile capace di concepire e portare avanti una regolare gravidanza, forse inserendoci direttamente l’embrione creato in provetta attraverso l’apparato urologico maschile.appositamente modificato. Il parto avverà inizialmente mediante taglio cesareo in attesa di riuscire a far espellere il feto sempre attraverso (chissà?) l’apparato urologico del “mammo” e creando misteriosi canali interni al corpo dell’uomo. La mia fantasia non riesce ad andare oltre, ma penso di meritare il premio Nobel solo per aver suggerito agli scienziati questo non tanto futuro protocollo. Che ne dite?

  3. “L’anno scorso ho ricevuto una lettera di uno spagnolo che mi raccontava la sua storia da bambino e da ragazzo. Era una bambina, una ragazza, e ha sofferto tanto, perché si sentiva ragazzo ma era fisicamente una ragazza. L’ha raccontato alla mamma, quando era già ventenne, 22 anni, e le ha detto che avrebbe voluto fare l’intervento chirurgico e tutte queste cose. E la mamma gli ha chiesto di non farlo finché lei era viva. Era anziana, ed è morta presto. Ha fatto l’intervento. È un impiegato di un ministero di una città della Spagna. È andato dal vescovo. Il vescovo lo ha accompagnato tanto, un bravo vescovo: “perdeva” tempo per accompagnare quest’uomo. Poi si è sposato. Ha cambiato la sua identità civile, si è sposato e mi ha scritto la lettera che per lui sarebbe stata una consolazione venire con la sua sposa: lui, che era lei, ma è lui. E li ho ricevuti. Erano contenti.

    Qualcuno mi dovrebbe spiegare perché il “gender” dovrebbe essere un problema per noi cattolici se anche il papa, che apparentemente parla di colonizzazioni ideologiche, in realtà è prontissimo ad accettare l’idea folle che una donna possa diventare uomo.

    • Sarebbe forse folle se per cambiare sesso bastasse lo schiocco della dita .
      Invece, per esempio in italia , la procedura è questa , normata dalla legge 164/82, e dura molti anni:

      1. La diagnosi Antecede e prepara il terreno alla terapia ormonale (vedi punto due). La diagnosi di transessualismo viene ottenuta in seguito ai colloqui con uno psichiatra, un sessuologo o uno psicologo.
      2. La terapia ormonale, che va di pari passo con quella psicologica. Il suo obiettivo è quello di modificare i caratteri sessuali secondari (che sono questa cosa qui) andando a limare gli aspetti legati al “genere di partenza” (peli, barba, grasso, seno, massa muscolare…) La terapia ormonale prosegue anche dopo l’eventuale operazione.
      3. Il tribunale Per presentare in tribunale l’istanza per l’autorizzazione all’intervento chirurgico servono perizia psicologica, perizia psichiatrica, perizia dell’endocrinologo. Se il percorso avviene tramite il sistema sanitario nazionale queste perizie arrivano solitamente dopo un anno e mezzo o due anni. E’ possibile che il tribunale richieda una nuova perizia. E in caso di parere negativo bisogna ripetere l’istanza. Ottenuta l’autorizzazione del tribunale, per la quale trascorrono un paio di mesi, è possibile passare all’operazione chirurgica.
      4. Operazione chirurgica In italia ci sono diversi i centri che si occupano della riconversione chirurgica di sesso. I tempi di attesa possono variare da centro a centro e in base all’operazione che si va ad intraprendere. In entrambi i casi (da femmina a maschio o da maschio a femmina) l’operazione consiste nell’asportazione degli organi genitali primari e secondari. Eventualmente, a discrezione del singolo, si procederà con l’eventuale ricostruzione dei nuovi organi . L’ospedale fornisce la cartella clinica, da presentare poi in tribunale.
      5. Di nuovo in tribunale. Bisogna andarci per il cambio anagrafico. Sarà il tribunale a trasmettere tutte le informazioni necessarie al comune di residenza. Il Comune andrà a correggere e aggiornare i dati anagrafici. Ed infine:
      6. Ritiro in anagrafe della nuova carta di identità.
      Nel frattempo ovviamente il soggetto non è ne carne ne pesce nell’aspetto fisico, con annessi sguardi sorpresi/schifati di chi lo incontra per strada.

      Ora la domanda che si pone è questa : davvero è possibile pensare che chi si sottopone a questo supplizio lo faccia per un capriccio ? Non è più logico e oggettivo pensare che la loro condizione precedente fosse semplicemente insopportabile ?

      La risposta la lascio a te .
      Il Papa , che sa discernere tra peccato e peccatore, e tra peccato e disagio profondo, ha già dato la sua risposta.
      In effetti si potrebbe sempre fare come si faceva un tempo, e cioè lasciare che queste persone impazzissero nella loro condizione, vivessero una vita infelice e spesso si suicidassero. C’è sempre una soluzione alternativa, ma bisogna valutare se è effettivamente Cristiana, o se il Cristianesimo viene utilizzato per coprire le nostre psicosi verso il diverso.

      • @fra.pia

        Va però detto che una persona che si sottopone a questo supplizio, alla fine non avrà mutato il sesso (che dipende dal genoma) ma avrà avuto mutati i genitali esterni più un trattamento ormonale molto pesante.

        Il sesso non si cambia. E’ un modo di dire, ma in realtà non si cambia.

      • @fra.pia

        1) Come dice Theolonius, non c’è nessun cambiamento di sesso.

        “Per prima cosa è necessario chiarire che nessuna tecnologia oggi disponibile è in grado di cambiare il sesso: i maschi rimangono maschi e le femmine rimangono tali, perché il sesso dipende dai cromosomi sessuali.
        Quelli che vengono attuati sono interventi di mascolinizzazione o femminizzazione più o meno spinti attuati con scopo puramente sintomatico: ridurre quello stato di ansia che al momento si afferma di non sapere controllare in altro modo.”

        2) Le persone che si sottopongono a questi interventi vedono accresciuto il proprio benessere psicofisico?

        “Effettivamente vi sono una serie di indizi che sembrano indicare come il disagio mentale diminuisca dopo questi interventi.

        Ad esempio nel già ricordato sondaggio inglese il 63% riferisce che pensava più al suicidio prima degli interventi, il 3% dopo la transizione e il 7% durante, ma dobbiamo ricordare che si tratta di una popolazione non randomizzata. Altre pubblicazioni, oltre ad essere spesso numericamente esigue, presentano analogo limite metodologico.

        È comunque piuttosto verosimile che tra quanti desiderano interventi di riattribuzione si verifichi un alleggerimento soggettivo delle ansie e un miglioramento dell’umore, di cui vi è maggiore evidenza nel breve termine…

        Il 31% delle persone che non vuole assumere ormoni ha attuato tentativi suicidari nel corso della vita contro il 40% di chi ha intenzione di assumerli e il 45% di chi l’ha già fatto, ad indicare che le persone con disforia di genere interessate agli interventi di riattribuzione costituiscono una categoria a maggiore rischio.
        Stesso trend si rileva per la chirurgia genitale. Il gruppo olandese ha pubblicato nel 2014 sulla rivista Pediatrics i risultati su 55 soggetti a cui sono stati somministrati ormoni del sesso opposto all’età di 13,9-19 anni e la chirurgia a 18-21,3 anni. Ad un anno dall’intervento, tranne per un soggetto a cui è andata male, morto per setticemia dopo la vaginoplastica, sembra che tutti stiano benissimo, psicologicamente e socialmente. Dunque è tutto semplice e risolvibile? La realtà è che non vi sono studi d’intervento prospettici randomizzati valutati in cieco (il doppio cieco è impossibile), i soli che sarebbero in grado di fornire dati solidi circa gli esiti degli interventi.

        Se i dati forniti dagli olandesi sono corretti, non si capisce come mai nella casistica fornita dai ricercatori del Karolinska
        Institutet sulla rivista PLOSone ottenuti sui 324 soggetti sottoposti a terapia di riassegnazione chirurgica dal 1973 al 2003 in Svezia identificati mediante i registri nazionali e valutati dopo un follow-up medio di 11,4 anni, i risultati siano diametralmente opposti.
        Rispetto al gruppo di controllo (generato controllando una serie di variabili) i pazienti operati hanno dimostrato una mortalità per tutte le cause quasi tripla (2,8 volte maggiore) e per suicidio 19,1 volte più elevata con un tasso di cure psichiatriche quasi triplo.
        Questione di durata di osservazione? Bias di selezione? Una cosa appare certa: o gli olandesi sono dei fenomeni, o in tutto il mondo sono dei somari, oppure la casistica olandese non è rappresentativa.

        È da menzionare inoltre il contributo di un gruppo di lavoro belga i cui dati pubblicati su Journal of Sexual Medicine del gennaio 2014 indicano che la chirurgia non offre benefici psicologici aggiuntivi rispetto a quelli ottenuti con la sola ormonoterapia riattributiva dei caratteri sessuali. Se confermati, questi dati sarebbero in grado di marginalizzare ulteriormente il ruolo della chirurgia.

        Ma altri interrogativi si affacciano. La disforia di genere è un campo impraticabile per la psicofarmacologia e la psicoterapia, oppure, come appare dalla letteratura, gli studi disponibili in questo ambito sono limitati, frammentari e contraddittori? Una ricerca della National Library for Health Literature condotta nel 2012 usando i termini “transessuali”, “transgender” e “psicoterapia” ha evidenziato soltanto 29 articoli di cui la maggior parte pubblicati oltre 30 anni prima (Hakeem, 2012), eppure i risultati riferiti mediante psicoterapia dagli autori sono oltremodo incoraggianti e meritevoli di ulteriore esplorazione.
        I lavori volti ad indagare l’impiego della farmacoterapia per il controllo della disforia sono pressoché totalmente assenti. Questo, assieme all’assenza di gruppi di controllo utilizzabili, è il quadro riconosciuto dalla stessa American Psychiatric Association nel rapporto sul trattamento del Gender Identity Disorder del 2012.

        Eppure con questo background scientifico semidesertico si sostiene con vigore come unica strada quella della modifica del corpo per adattarlo alla misteriosa distorsione da cui è afflitta la mente.”

        http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2015/03/18/storie/trans-bisturi-persone-interrotte

      • : davvero è possibile pensare che chi si sottopone a questo supplizio lo faccia per un capriccio

        Sì, è possibile. Silvana de Mari ha scritto:

        http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2017/01/la-battaglia-di-silvana-de-mari.html

        “La medicina dice di fare l’interesse del paziente, quindi il medico non può fare ciò che vuole il paziente: se ti arriva uno che ti chiede di volersi amputare una mano, tu devi amputargli la mano?!
        Si badi che adesso, oltre a quelli che si castrano, ci sono degli altri tizi ( forse sono anche meno bizzarri ) i quali esigono di essere amputati. “Io non amo il mio braccio, voglio il braccio amputato e voglio una protesi all’ultima moda”. Questa non è fantascienza! Stanno davvero iniziando questi tizi. Prima inizi con i testicoli poi con il braccio, tanto cosa cambia?

        Clinicamente si chiama apotemnofilia:

        https://en.wikipedia.org/wiki/Apotemnophilia

        E storicamente era un disturbo raro e veniva trattato come malattia. È totalmente falso tutto quello che dici, come sempre, incluso che queste persone venissero lasciate al suicidio: in realtà, venivano curati come tutti i malati di mente. Il tuo commento poi fa ridere, visto che ora vogliono pure convincerci che se uno vuole suicidarsi, senza neanche avere malattie non psicologiche, dev’essere assecondato.

        Qui, tanto per fare un esempio, qualche storia reale:

        http://www.oddee.com/item_99198.aspx

        PS Vincent Vega, commento personale: ora stai veramente scassando i coglioni con le tue menzogne. Sei un vero piccolo anticristo demoniaco, perché con le tue falsità, casomai qualcuno passi di qui e ti dia retta, vuoi evidentemente trascinarti qualche anima nel posto caldo dove evidentemente vuoi finire tu. Qui troverai sempre pane per i tuoi denti. E comunque vedi di prepararti meglio, perché ci vuole veramente poco a smontarti.

      • Ricordo che NESSUNO Può CAMBIARE SESSO!
        Quello schifo di operazione che fanno è solamente un taglia e cuci che non ha nulla di diverso da mettere un orecchio sul ginocchio: una pura violenza verso il proprio corpo. Un’operazione INUTILE fatta a persone SANE FISICAMENTE fatte da medici che ci vogliono guadagnare

      • “Ora la domanda che si pone è questa : davvero è possibile pensare che chi si sottopone a questo supplizio lo faccia per un capriccio ? No, non la fa per un capriccio, lo fa perché è malata di mente. La sua malattia si chiama disforia di genere. Ora mi domando: da quando in qua si rinuncia a curare una malattia di mente ed anzi si segue la pazza nella sua follia? E perché la si asseconda in tutto accettando anche di rivolgersi a lei con il pronome maschile? E soprattutto: perché? Per farla stare meglio? Allora, se uno crede di essere un cane, bisogna potarlo fuori la mattina e la sera per fare i bisogni? Si sentirà meglio così… che dici fra.pia?

        “Il Papa , che sa discernere tra peccato e peccatore, e tra peccato e disagio profondo, ha già dato la sua risposta”. Il papa farebbe meglio a tacere, ogni tanto. E, a proposito di papa Francesco, ti domando: cosa dovremmo fare delle sonore sciocchezze che h detto in questa occasione? Per esempio, ha detto che si è sposato (casomai sposata!). Ma si può considerare matrimonio l’unione di due donne? Poi ha detto: “…lui, che era lei, ma è lui…”. Quindi papa Francesco ritiene possibile cambiare un carattere fondamentale dell’identità così, senza farsi domande se sia giusto o no? Non viene in mente, a papa Francesco, che l’identità di ciascuno di noi (compresa l’identità sessuale) è voluta e stabilita direttamente da Dio? E, di conseguenza non può esserci niente di sbagliato nell’essere donna ma, casomai, qualcosa di gravemente sbagliato è nella sua mente?

        “In effetti si potrebbe sempre fare come si faceva un tempo, e cioè lasciare che queste persone impazzissero nella loro condizione, vivessero una vita infelice e spesso si suicidassero”. Non occorre lasciare che queste persone impazziscano: sono già pazze. Ma da legare, anche.

        “C’è sempre una soluzione alternativa, ma bisogna valutare se è effettivamente Cristiana, o se il Cristianesimo viene utilizzato per coprire le nostre psicosi verso il diverso”. Si, come no! Siamo noi cattolici ad essere pazzi, mica una donna che crede di essere uomo!

        A chiusura aggiungo che, come ti hanno già spiegato, il “cambiamento di sesso” è solo una zozzeria intellettuale. E’ pura falsità. Quello che riescono a fare è solo un cambiamento apparente, in perfetto stile satanico.

      • In verità, la risposta alle sue domande non è in alcun modo la chirurgia, che – è bene ribadirlo – non può cambiare il sesso a nessuno. Di questo, nel loro profondo, gli uomini e le donne che vi si sottopongono sono tutti in qualche modo consapevoli. Ed infatti i problemi continuano anche dopo, quando non si aggravano (non fosse altro per le enormi conseguenze fisiche). Purtroppo con numerosissimi suicidi. Che il numero di suicidi delle persone con queste sofferenze (per le quali è richiesto il nostro rispetto ed ogni aiuto che possiamo dare, ad iniziare dalla preghiera) sia diminuito dalla assegnazione di un genere di carta è tutto da dimostrare. Per un motivo molto semplice, ossia per il fatto che, come dice Walt Heyer in Paper Genders (il titolo parla da solo), queste persone non sono seguite con studi seri nella loro vita post-operatoria: della maggior parte si perde le tracce, nessuno si cura veramente delle loro persistenti sofferenze, se non in casi eccezionali (come potrebbe essere quello menzionato ed inerente il Santo Padre – un caso da leggere con molta prudenza). Le confesso che prima di leggere il libro di Heyer, nonostante fossi già contrario alla c.d. sex reassignment surgery, pensavo che potesse essere una sorta di extrema ratio per dare sollievo. Nel libro viene invece dimostrato accuratamente il contrario, aldilà di ogni immaginazione. Ne consiglio quindi sinceramente non solo a lei ma a tutti la lettura. Tra le altre cose il libro contiene molte testimonianze (oltre a quella dell’autore stesso), è ricco di bibliografia ed anche di dettagli molto crudi, a mio modesto parere necessari per comprendere davvero il fenomeno doloroso ed anche inquietante che lega la reale sofferenza di persone con chiari disturbi medico-psichiatrici (che avrebbe bisogno di reali cure, di sostegno morale e di affetto) e l’ideologia transgenderista che sfrutta queste persone soprattutto per meri interessi economici e di potere.

    • Primo nel momento in cui il Papa afferma che il gender e’ naturalita’ si porra’ fuori dalla Chiesa e potra’ essere finalmente accusato di apostasia. Non lo fara’ mai, perche’ e’ scaltro e si porra’ sempre molto gesuiticamente. Secondo, che vi piaccia o no l’uomo e’ legato alla sua natura. Quell’uomo potra’ mai avere un figlio con il suo utero di plastica?potra’ mai smettere di prendere ormoni? si e’ “liberato”( ne dubito fortemente perche’ lui e’ e rimane un uomo) della natura ma ha legato la sua esistenza alla “tecnica”.
      Quanto al gender, per favore leggiti la storia del padre di questa abominevole teoria, John Money e quello che ha fatto.

  4. Ma di cosa stiamo parlando? Non è un problema per noi cattolici, il problema, il dolore, la fatica è tutta loro è loro. Infatti “per lui sarebbe stata una consolazione…”. Ma di quale “consolazione” avevano bisogno se “erano contenti”?

  5. L’ha ribloggato su Felicemente Stanchi.

  6. la Loretta di Brian di Nazareth!!! 40 anni fa avevano gia’ previsto tutto

  7. “Vedo la gente incinta.” ( cit. )

  8. Ma tutta questa gente è malato o matto.???…..esiste solo ….donna o maschio…..le altre cose sono pazzia ….che fatica leggere questi abominio ……

  9. “L’ineguaglianza di genere si riverbera nelle tradizionali idee sui ruoli femminili e maschili.” (n.b. “tradizionali idee…!)

    “Si presuppone abitualmente che una donna abbia figli (MA VA’??!!!).”

    “…tale stereotipo può spesso svantaggiare seriamente le donne.” (STEREOTIPO??? Mi ricorda l’altro “fenomeno”… quello della madre come “concetto antropologico”!)

    Comunque abbiamo la conferma di un’altra “idea tradizionale”: La madre degli imbecilli è sempre incinta!

    • @bariom

      oh. finalmente qualcuno che è incinta e non si lamenta…. 🙂

      • ahahahahah!!!

      • Chissà… Forse non è contenta manco lei di avere tutti ‘sti imbecilli di figli 😉

        • @bariom

          tutti i figli so’ piezz ‘e core….

          tanto ce la possiamo suonare e cantare come ci pare, gli obama,le boldrini,gli schulz ( quello che fu nomato kapò,), i saviano e le cirinnà stanno creando un mostro statale di finte libertà e di vere censure.

          1984 o il mondo nuovo saranno disneyland al confronto

          la cosa preoccupante è com’è che tutta questa gente, in ogni parte del mondo, vada dietro a questi pifferai.

          forse è vero quel che la maggior parte della gente si accontenterebbe di poco ( rispetto, che so, ai 63mila al mese di pensione di Amato. oltre agli emolumenti di giudice costituzionale. quello del furto sul conto corrente per il medico di base, (tanto per capirci).

          uno stipendio dignitoso,qualche settimana di ferie ,una casuccia e rinunciare a pensare con la propria testa. vivere la vita come ti dicono queste élite . perché loro sì che pensano al tuo bene. ed allora un reddito mensile garantito per tutti. né troppo né troppo poco. a livello mondiale.

          nessuna responsabilità. e pure nessun diritto che non provenga da lorsignori.

          e basta poi non rompere gli zebedei ai manovratori ed ai loro accoliti.

          • Eppure, eppure…

            Io sono testardamente convinto che l’uomo cerca qualcosa di più (al di là del “fatti non foste per viver come bruti…”) e che il tuo stipendiuzzo, la tua casina, la tua settimanina di ferie, prima o poi non fanno che acuire la percezione del “non senso” del vivere solo per queste alienazioni.

            Su una cosa hai ragione: “tutti i figli so’ piezz ‘e core….” 😉

        • “Chissà… Forse non è contenta manco lei di avere tutti ‘sti imbecilli di figli 😉”

          La madre non so. Il padre, invece, è contentissimo.

    • Non usi madre! La gente degli.imbecilli etc.

  10. Be’, non lamentatevi troppo; dopotutto l’espressione fa ancora riferimento ad esseri umani. Al prossimo giro sarà “cose incinte”.

  11. @admin: commento in moderazione. Se è per via del PS, fammi sapere, o eliminalo direttamente.

  12. Si, ho letto la notizia. Ho anche riso, ‘gente incinta’ potrebbe benissimo essere il titolo di una canzone di Tiziano Ferro. Conversazione del mattino (vera, fresca di stamattina) Ma sai che è rimasta incinta?
    – Ma dai? e di chi?
    – No, si è fatta spedire il kit dal Belgio, mi pare.
    – Ma và? Si si, è ci è rimasta subito.
    — Povero bambino senza papà!
    – Ma va… con tanti pirla che ci sono, meglio così, con due mamme, tra l’altro una la conosco e ti assicuro che ci ha due palle così.
    – E aggiunge ma poi tanto andiamo verso quel mondo lì.

  13. Ora voglio parlare seriamente. Se i cromosomi non cambiano anche dopo un riuscito intervento di cambiamento di sesso, vuo dire che chi maschio era, maschio rimane e così anche la femmina. Allora non è meglio aiutare questi sventurati ad accettare il sesso con il quale sono nati? Magari anche con mirate terapie psichiatriche, invece di voler forzare la natura ad ogni costo? Tanto poi la natura si vendica facendoci arrivare alla catastrofe antropologica.

  14. Qualche giorno fa ho voluto vedere il documentario “GENDER, LA RIVOLUZIONE” per cercare di capire meglio i fondamenti di questa pericolosa e nefasta ideologia.
    Ebbene, ad un certo punto l’intervistatrice ha chiesto ad un ragazzo trans quale pronome personale (maschile o femminile) dovesse usare con lui. La risposta è stata sconcertante: voleva che venisse utilizzato il pronome essi. E lo giustificava con il fatto che lui si sentiva un insieme di persone.
    La stessa intervistatrice (apertamente schierata a favore della teoria gender) è rimasta spiazzata dalla risposta di questo ragazzo e per giustificare la sua sorpresa e imbarazzo è ricorsa alla scusa della sua avanzata età (58 anni) segno di un mancato aggiornamento sociale.
    E naturalmente questo episodio non era l’unico delirio che ho riscontrato in questo documentario che mi ha confermato, ancora di più, che si tratti proprio di una patologia mentale.
    E relativamente alla teoria del gender credo che gli si addica molto bene la parodia del famoso detto: poche idee ma confuse.

  15. Qualcuno può pensare di cambiare sesso con una operazione o assumendo ormoni.

    Wikipedia però non perdona 🙂

    Determinazione del sesso:
    Nei mammiferi la determinazione sessuale avviene nell’istante della fecondazione.
    Una femmina possiede due cromosomi X, un maschio un X e un Y (questo è valido per la quasi totalità dei mammiferi, tra le eccezioni per esempio l’ornitorinco)

  16. Apoteosi “comica” dell’inclusività totale e assoluta.

    .“Inclusiveness tries to eliminate the social effects of important human differences. When pursued seriously, this effort very quickly becomes tyrannical.”
    [da “Against Inclusiveness: How the Diversity Regime is Flattening America and the West” di James Kalb]

    Questo saggio e il suo precedente “Tyranny of Liberalism”, illuminano bene il vicolo cieco nel quale l’occidente di è cacciato.

  17. Gli inglesi si meritano il casino che si ritrovano. Mi spiace solo il fatto che prima o poi capiterà anche da noi in Italia.

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