Un anniversario di matrimonio è una buona notizia

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano per La Verità

Continuano ad arrivare notizie di parrocchie disobbedienti alla Diocesi di Milano. In cosa hanno osato disobbedire, di quale colpa si sono macchiate? Si dice che abbiano addirittura celebrato anniversari di matrimonio in chiesa, pare persino che siano volati tappi di spumante e si siano distribuiti piatti di risotto, forse con del gorgonzola, perché alcuni sposi, disobbedienti come i loro parroci, hanno pensato di ringraziare Dio per essere riusciti a stare insieme 5, 10, 20 o anche 60 anni. Dalla Brianza al centro città, da parrocchie guidate da diocesani ad altre in mano a religiosi, le segnalazioni clandestine sono tante.

Ma cerchiamo di capire la questione. Domenica 29 gennaio la Diocesi di Milano ha celebrato la festa della famiglia, solo che, come riportava il sito fino al venerdì precedente, al mattino, le celebrazioni di anniversari erano ufficialmente sconsigliate, “per motivi di delicatezza e di rispetto” nei confronti di chi vive situazioni irregolari, dei separati, dei vedovi, dei figli di divorziati. La cosa suscita qualche perplessità, per esempio il Forum delle associazioni familiari esprime dispiacere perché, dice il comunicato, “l’accoglienza verso tutti non passa mai per il nascondimento del bello”.

Altre garbate proteste si fanno sentire. La cosa deve arrivare in alto, perché in serata di questa necessità di “delicatezza e rispetto” verso chi non è in famiglia non è più traccia nel sito della Diocesi. Rimane, comunque, l’invito a non celebrare anniversari, ma il motivo addotto, in serata, è che bisogna riflettere, e non buttarla a tarallucci e vino (ipotesi che vedo comunque improbabile per i milanesi), per quanto io trovi che mangiare per celebrare qualcosa sia anche quello segno di fede: san Francesco, per esempio, diceva che a Natale tutti dovevano mangiare carne, anche i muri, e se non si riusciva a fargliela mangiare, gliela si sarebbe dovuta spalmare sopra. Mangiare per celebrare significa esprimere gratitudine a Dio che ci dà il pane quotidiano, perché, come tutti gli sposati sanno, se si rimane insieme tutta la vita non è certo per merito, ma per grazia.

La storia non è nuova: secondo il sito la disposizione esiste da una decina di anni, e già nel 2014 la questione era stata sollevata da qualcuno, perplesso dalla richiesta della Diocesi: «Evitare di celebrare in questa occasione gli anniversari di matrimonio per non rischiare di escludere le famiglie di persone separate, divorziate e risposate, vedove e senza coniuge per motivi legati all’immigrazione». Quindi non è un piccolo infortunio, un incidente dell’ufficio comunicazione, ma una scelta precisa nella quale sinceramente fatico a riconoscere lo Scola che ha scritto il superbo, meraviglioso Uomo Donna, Il caso serio dell’amore. E non è neppure una questione irrilevante, di vuoto rituale, perché i gesti hanno un grande potenziale educativo, o diseducativo. Così, nel momento in cui in tutto il mondo l’unica entità che dice la verità agli uomini sull’essere maschile e femminile e sulla famiglia è rimasta la Chiesa, verità che guarisce e salva le persone, non si può sentire che la Chiesa di Milano vieti gli anniversari nel momento in cui quella di Torino trasforma il funerale di un uomo che si era unito civilmente a un altro in una specie di celebrazione dell’amore omosessuale (quindi quel matrimonio si poteva ricordare con gioia in chiesa?).

Non me lo spiego. Eppure l’episodio è emblematico di un atteggiamento ricorrente, di un pericolo che la Chiesa oggi corre, e se noi laici abbiamo qualche responsabilità – è il Concilio che ce le ha date, è il Papa che ci incoraggia a liberarci del bisogno dei pastori pilota – forse è il caso di spenderci su due parole.

Ci crediamo o no, noi e i nostri pastori, che la Verità è Cristo, e non la mia o la tua opinione? Ci crediamo che questo ti salva e ti fa felice, già qui su questa terra? Ci crediamo che i dieci comandamenti (tra cui non desiderare la donna d’altri) non sono regolette inventate da un Dio sadico per fregarci ma le parole che ci fanno felici, già qui su questa terra e poi per la vita eterna? Ci crediamo che la Bibbia non è un manuale che schiaccia ma il libretto di istruzioni dell’essere umano, cioè la parola che ci spiega come funzioniamo, e che se non seguiamo le istruzioni ci rompiamo? Siamo così complessati – un evidente complesso di inferiorità alimentato da secoli di cultura laicista – che non percepiamo come contraddizione che venga proclamato il Corano nelle nostre chiese? Dire che la Verità è Cristo non è dire che noi siamo migliori, è Cristo che è migliore.

Noi non ci accontentiamo di una fede solo privata, intimistica, che non si propone agli altri, che non è presente nel discorso pubblico, che rinuncia ai suoi simboli e alle sue celebrazioni: non ci accontentiamo perché sappiamo che la felicità dell’uomo, e quindi della comunità, dipende da questo. E non è voler bene a qualcuno lasciarlo nel suo errore. È una malintesa forma di delicatezza che viene da una fede debole: noi non crediamo che la legge di Dio è scritta nel suo e nostro cuore, e, “Dio circonderà il tuo cuore e ti farà felice”. Se vedi uno che sta per buttarsi dalla finestra non è rispetto e delicatezza lasciare che lo faccia. Se invece sei già caduto, come per i divorziati per esempio, non ti offendi se qualcuno ringrazia il Signore per essere stato preservato, e chiede che la grazia lo sostenga ancora: la formula per il rinnovo delle promesse è solo riconoscenza per Dio, non dice “noi siamo stati bravi e voi no”. Vedere una famiglia che, tra cadute e limiti e ricuciture, cerca di volersi bene è una buona notizia per tutti, anche per i figli dei separati. Se non vedono mai qualcosa del genere, come potranno un giorno, da grandi, tentare anche loro questa avventura dell’amore per sempre? Due vecchi che sono rimasti insieme sono una buona notizia per tutta la comunità, perché il cristianesimo si diffonde per contagio.

Io credo che un certo tipo di attenzione a non ferire, a non sottolineare troppo certe verità che erano patrimonio consolidato, potesse avere un senso in una società di non so quante decadi fa, quando rompere un matrimonio era un tabu, e magari lo si teneva in piedi con accanimento terapeutico solo per salvare le apparenze, a prezzo di grandi sofferenze segrete. Oggi i nostri figli hanno la metà dei compagni con genitori separati, conviventi, pluririaccoppiati, e nessuno di loro si vergogna di questo. Ci soffre, e molto, perché un bambino che vede i genitori lasciarsi soffre, ma non per la condanna sociale, che è sparita. Come spesso succede, la Chiesa che guarda troppo al mondo arriva quando i saldi sono finiti, arriva inseguendo il mondo ma il mondo è già chilometri avanti. Fa la femminista quando le donne, infelici come mai prima d’ora, sono pronte a riconoscere che fregatura è stato il femminismo per loro, fa la mondialista quando la gente senza patria e radici chiede un’appartenenza e desidera sicurezza (tutti gli ultimi risultati elettorali ci dicono questo, esprimono un disagio a  cui bisogna dare risposte sagge e non emotive). La Chiesa voleva essere moderna ma è rimasta indietro, il mondo è così avanti che l’ha doppiata, e sembra casomai chiedere alla Chiesa certezze, conferme, testimoni soprattutto, perché lui, il mondo, ha fatto da solo e ha visto che è infelice lo stesso. E siccome anche noi siamo parte di questo corpo mistico, noi laici, abbiamo il dovere di parlare con centomila lingue, e lo faremo, ma da dentro la Chiesa, e sempre amandola, perché è l’unico luogo del nostro incontro con Cristo. Qualcosa di molto molto più grande di una regola morale, di come regolare le  nascite o prendersi cura dei poveri. La Chiesa è prima di tutto la porta per la vita eterna.

 

 

125 commenti to “Un anniversario di matrimonio è una buona notizia”

  1. Bellissimo, Costanza! Mi è piaciuta particolarmente la parte finale e mi propongo di cercare di imitarti, anche se mi riesce difficile. MA è vero, apparteniamo alla Chiesa Santa, cattolica ed apostolica e la dobbiamo amare sempre, come Gesù la ama, sempre, anche se … E abbiamo il dovere di parlare, di esprimere il nostro disagio, la nostra sofferenza. Non è giusto tacere! Grazie!

  2. Bravissima, come sempre. Che Dio la benedica. Ero partito per buttarla in cagnara chiedendo a quando la sospensione delle feste dei santi “per motivi di delicatezza e di rispetto” verso chi santo non è.
    Ma leggendo l’articolo mi è passata la voglia di fare polemiche astiose: dobbiamo invece pregare per ed aiutare i nostri pastori in questo momento così difficile per la Chiesa. E dire che una volta si diceva del PCI che capiva le cose con vent’anni di ritardo…

  3. “La Chiesa voleva essere moderna ma è rimasta indietro…”, certo, perchè non è il suo terreno, non è la sua missione seguire il mondo, bensì essere universale, cattolica, perenne. Questo è l’esito del Vaticano II, con le sue aperture al mondo erroneamente ottimistiche, moderniste. E’ stato un abbraccio mortale di cui da 50 anni paghiamo le conseguenze. Aggiungerei: marxista quando il marxismo stava morendo, ecumenista quando il protestantesimo ci sta divorando.

    • @Assisiana…. mi hai anticipato. Credo che proprio questo sia uno dei grossi problemi: “La Chiesa voleva essere moderna ma è rimasta indietro…”
      Il problema è che la Chiesa non deve essere né moderna né antica, la Chiesa deve essere Chiesa, non deve fare psicologia, sociologia …. Deve trasmettere l’insegnamento di Cristo, e quindi non può dire cose diverse di quelle che diceva 100 o 50 anni fa. Non può dire una cosa a noi che siamo in Italia, e una cosa diversa a chi sta in Germania, a chi sta in Argentina, a chi sta in Africa…. perché “La Chiesa è prima di tutto la porta per la vita eterna.” E la Verità non è tale se non è sempre e ovunque la stessa!

  4. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10210257665211197&id=1027553898

    Pensavo di aver fatto qualcosa
    di buono ma le mie “amiche” non hanno “gradito”

    Io concordo con l’articolo al 100% ti ringrazio.

  5. Quest’anno sarà il nostro 40° anno di matrimonio e, come molte coppie nella mia Parrocchia, ringrazieremo il Signore durante la Santa Messa della ore 11.30. Alla fine della celebrazione verrà consegnata a tutte le coppie, come ogni anno, una pergamena a ricordo e un sacchettino di confetti con il colore corrispondente agli anni (5, 10, 15, ecc.). Abbiamo avuto coppie che hanno festeggiato anche 60 anni di matrimonio negli anni scorsi ed è stata una bella testimonianza. Dopo la celebrazione eucaristica verrà offerto un piccolo rinfresco.
    Non mi sono mai posta il problema se ciò fosse delicato o indelicato per altri. La vita riserva ad ognuno momenti di gioia e dolore, ma il celebrare un Sacramento così bello ed importante non ha niente a che vedere con la mancanza di attenzione verso i problemi o le situazioni degli altri. Ringraziamo Dio per il nostro Parroco don Francesco che ogni giorno ci dà testimonianza della sua immensa fede, del suo coraggio, del suo amore, soprattutto per i giovani che hanno tanto bisogno di esempi positivi.

  6. Che sta succedendo?

  7. La chiesa istituzionale sta forse perdendo la testa? Il rispetto umano non era considerato peccato una volta?

  8. Ci dicono da tempo con insistenza di leggere la Parola di Dio.
    Il Vangelo.
    Io l’ho fatto per l’occasione.
    Le vergini i sagge hanno forse rinunciato a festeggiare lo Sposo per rispetto alle vergini stolte ?

  9. A settembre io e mio marito abbiamo festeggiato i nostri 15 anni di matrimonio. E l’abbiamo fatto con una cerimonia nella nostra parrocchia a Madrid. Lo so, il 15º ammiversario non si festeggia normalmente, e perchè mi sono chiesta io?
    Non sono per caso gli anniversari di matrimonio una festa per la coppia, per i figli, per la familia, per gli amici? Per ricordarsi e far ricordare che l’unione coniugale è un dono di Dio e un’àncora di salvezza per la famiglia.
    Dopo la cerimonia il parrocco ci ha messo a disposizione una sala per mangiare qualcosa insieme agli amici. Hanno raccolto con entusiasmo la nosta proposta, ci hanno appoggiato al grido di “evviva, gli anniversari andrebbero festeggiati ogni anno!”. La Chiesa ha perso la bussola…decisamente. Nel mio circolo familiare stretto ci sono separati. E quindi?

  10. “per motivi di delicatezza e di rispetto nei confronti di chi vive situazioni irregolari, dei separati, dei vedovi, dei figli di divorziati.”

    Che PAGLIACCIATA! Se non ci fossero questioni serie in ballo…

    Il “rispetto umano” sotterrerà l’Annuncio peggio di qualuque persecuzione, perché bisognerà guardarsi bene dal rendere presente la pienezza di vita e la gioia che viene dal vivere con Cristo, per Cristo e in Cristo.
    Se incontri persone tristi o ingannate, la cui vita sembra abbia perduto di senso, mica puoi indelicatamente mostrare loro che c’è una strada, una Via… l’UNICA Via!

    Dio ci scampi, non vorremo essere inopportuni! 😦 😦

  11. Intanto partecipiamo alla gioia – proprio di Anniversario di Matrimonio si tratta, proprio oggi – di comuni amici:
    https://piovonomiracoli.wordpress.com/2017/02/02/cercate-prima-il-regno-di-dio/comment-page-1/#comment-1134

    • Sarebbe anche simpatica se non volesse attribuire questa cosa a qualcuno che 10 anni fa era solo un cardinale qualsiasi che risiedeva a Buenos Aires

      • Se non te ne sei ancora accorto, ti segnalo che la confusione già esistente da tempo sulla pastorale delle unioni irregolari (confusione tuttavia non causata dai Papi che hanno preceduto Bergoglio) è stata aggravata in modo drammatico e parossistico da Amoris laetitia di Papa Francesco al cap. 8 e da altri interventi del Pontefice come questo:

        “Eppure davvero dico che ho visto tanta fedeltà in queste convivenze, tanta fedeltà; e sono sicuro che questo è un matrimonio vero, hanno la grazia del matrimonio, proprio per la fedeltà che hanno.”

        http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/june/documents/papa-francesco_20160616_convegno-diocesi-roma.html

        Capisci bene che, se i conviventi sono “un matrimonio vero, hanno la grazia del matrimonio”, e se la si pensa secondo il n. 303 di Amoris laetitia (in cui – leggere per credere – si afferma nientemeno che convivere e fornicare può essere “la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessità concreta dei limiti, benché non sia ancora pienamente l’ideale oggettivo”), allora risulterà un’iniqua discriminazione festeggiare in chiesa chi è coniugato canonicamente e rifiutarsi di festeggiare in chiesa chi coniugato canonicamente non è, chi è coniugato solo civilmente, chi convive soltanto, o è divorziato risposato convivente more uxorio ecc.

        • E, aggiungo, in tutto ciò quel qualcuno non sta facendo altro che imporre a tutta la Chiesa l’abuso che già lui perpetrava dieci anni fa a Buenos Aires:

          https://cronicasdepapafrancisco.wordpress.com/2014/09/06/divorziate-e-comunicatevi/

          Una cura di Baires spiega la svolta dottrinale del Papa: “Ci opponiamo a quelli che hanno solo precetti”.

          di Matteo Matzuzzi

          “Noi rispettiamo la gente. Se le persone cercano di comunicarsi, diamo loro la comunione. Non siamo dei giudici che decidono chi si deve comunicare e chi no. Cerchiamo di avere un linguaggio più propositivo, cerchiamo di parlare dei sacramenti, spieghiamo che i sacramenti sono per tutti”. E il discorso, appunto, vale per ogni individuo: “Quando ci troviamo davanti alle persone che convivono senza essere sposate in chiesa non alziamo barricate, neppure nel caso dei sacramenti e della comunione. Ci opponiamo a quelli che hanno solo precetti”. A parlare è padre Pepe di Paola, cura villero che conosce Bergoglio da quasi vent’anni e che dal Papa oggi regnante è stato rimesso in careggiata, quando aveva deciso di abbandonare il sacerdozio.

        • @alessandro
          “… la confusione … è stata aggravata in modo drammatico e parossistico da Amoris laetitia di Papa Francesco al cap. 8 …”

          “… e la si pensa secondo il n. 303 di Amoris laetitia (in cui – leggere per credere – si afferma nientemeno che convivere e fornicare può essere “la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessità concreta dei limiti, benché non sia ancora pienamente l’ideale oggettivo””

          Quindi su questo, mi pare di capire, tu non concordi con il cardinal Mueller quando dice nell’intervista recente
          “Non ci si può riferire soltanto a piccoli passaggi presenti in “Amoris laetitia”, ma occorre leggere tutto nell’insieme, con lo scopo di rendere più attrattivo per le persone il Vangelo del matrimonio e della famiglia.”
          e subito dopo
          “Non è “Amoris laetitia” che ha provocato una confusa interpretazione, ma alcuni confusi interpreti di essa. ”

          Sì, lo so, sono un provocatore di bassa lega, ma mi piacerebbe davvero capire ciò che dell’intervista del cardinal Mueller va preso per buono e ciò che invece non va tenuto in considerazione

          • Il card. Mueller gioca evidentemente una partita tattica. Perché Francesco è in pieno delirio di onnipotenza e, in coerenza alla sua misericordia, sta perseguitando tutti quelli che osano dire qualcosa di diverso da quello che dice lui. L’ultimo eclatante caso è quello del Sovrano Militare Ordine di Malta. Dunque, Mueller ha cautamente evitato ogni pretesto perché si potesse dire che “si contrappone” al Papa. Le guerre si combattono da diverse posizioni e non tutti sono fanti di prima linea.

          • Anzitutto, dell’intervista di Mueller bisogna avere chiaro quanto scrivo qua:

            https://costanzamiriano.com/2017/01/31/il-dizionario-elementare-del-pensiero-pericoloso/#comment-123566

            https://costanzamiriano.com/2017/01/31/il-dizionario-elementare-del-pensiero-pericoloso/#comment-123582

            Quanto all’affermazione del cardinale:

            “Non è “Amoris laetitia” che ha provocato una confusa interpretazione, ma alcuni confusi interpreti di essa”

            non ho alcun problema a ribadire che, come ho detto mille volte su questo blog da giugno, diversamente da quanto afferma il porporato ritengo che il capitolo 8 sia confuso, ambiguo e, nel suo senso manifesto, in più punti sviato e incompatibile con il Magistero autentico della Chiesa.

            Faccio notare che l’interpretazione che Mueller dà di AL (interpretazione indubbiamente consonante con il Magistero autentico della Chiesa) confligge frontalmente (vedi i link surriportati a miei commenti precedenti) con quella dei vescovi della regione Buenos Aires, che ha ricevuto un’approvazione dal Papa, e con quella dei vescovi maltesi pubblicata sull’Osservatore romano.
            Quindi, a chi vuol capire è evidente che Mueller è in disaccordo con questi vescovi e, pertanto, con il Papa che sostiene la loro interpretrazione di Amoris laetitia.

            Perché allora Mueller critica questi vescovi e non il Papa che li appoggia?
            Bisognerebbe chiederlo a Mueller.

            Ma non è chi non veda la situazione difficilissima in cui si trova il cardinale: può il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede criticare apertamente il Papa? Non oso rispondere.

            Di fatto, rilasciando quest’intervista al Timone (non una rivista a caso), Mueller ha cercato, in una situazione delicatissima, di fare il proprio mestiere di prefetto della CDF, cioè di difendere il Magistero autentico della Chiesa: nel caso, ha sconfessato l’operato dei vescovi argentini e maltesi (e di chi si comporta come loro), chiarendo a chi vuol capire che le loro linee-guida applicative di Amoris laetita sono incompatibili con il Magistero autentico della Chiesa.

            D’altronde, le linee guida dei vescovi argentini e maltesi sono manifestamente in contraddizione nientemeno che con il Catechismo al n. 1650 e con il Codice di Diritto Canonico al canone 915, quindi sono indifendibili non solo dal prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ma da qualsiasi cattolico osservi – come è tenuto a fare – il Catechismo e il Codice di Diritto Canonico.

            Se il Papa, quindi, difende l’operato dei suddetti vescovi, sbaglia, e nessun fedele è tenuto ad assecondare il suo errore. Anzi, di più: ogni fedele è tenuto a non assecondare il suo errore.

          • Bri,
            questa è la terza intervista di Muller in cui ribadisce che AL è a posto. La prima ad un sito online austriaco, poi a Tgcom24 e ora questa.
            Se tu fossi il custode della dottrina e non ritenessi corretto quanto scritto dal Papa, ti esporresti a raccontare frottole in tre interviste nel giro di due mesi? Non tireresti fuori piuttosto mille impegni per non accettarne nessuna di interviste?
            A me, se vogliamo fare della dietrologia, gli interventi di Muller fanno pensare che egli ritenga utile rassicurare i fedeli. Il Papa non vuole intervenire e non fa intervenire la Congregazione di Muller sull’interpretazione di AL e sui dubia. Muller non condivide del tutto e fa quello che può per chiarire le cose senza mettersi davanti al Papa: rassicura su AL e ‘bastona’ le interpretazioni bislacche, da qualsiasi parte provengano. E’ un’intervista, non un intervento della Congregazione, quindi niente di ufficiale, secondo i desideri del Papa. Però rimane l’autorevolezza dell’intervento: te lo vedi il Prefetto che rilascia dichiarazioni sulla correttezza di un documento passibili di essere smentite dalla sua Congregazione?

            • @Enrico Turomar

              Forse non sai più leggere. Ne vedo parecchi che, davanti alle parole di Müller, vengono ghermiti da questa improvvisa e severa menomazione. Ti vengo cristianamente in soccorso.

              1) Prova a leggere qui:

              “D. – L’esortazione di san Giovanni Paolo II, “Familiaris consortio”, prevede che le coppie di divorziati risposati che non possono separarsi, per poter accedere ai sacramenti DEVONO impegnarsi a vivere in continenza. È ancora valido questo impegno?

              R. – CERTO, NON è superabile perché NON è solo una legge positiva di Giovanni Paolo II, ma lui ha espresso ciò che è COSTITUTIVAMENTE elemento della teologia morale cristiana e della teologia dei sacramenti. La confusione su questo punto riguarda anche la mancata accettazione dell’enciclica “Veritatis splendor” con la chiara dottrina dell’”intrinsece malum”. […]”

              Se hai recuperato la facoltà di leggere avrai capito che qui Müller afferma che IN NESSUN CASO è compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia.
              Il divorziato risposato, per poter accedere ai sacramenti, DEVE “impegnarsi a vivere in continenza”, come prevede Familiaris consortio n. 84.
              E sennò, niente sacramenti. E questa condizione posta da Familiaris consortio – dice Müller – “NON è superabile, perché NON è solo una legge positiva di Giovanni Paolo II, ma lui ha espresso ciò che è COSTITUTIVAMENTE elemento della teologia morale cristiana e della teologia dei sacramenti”.

              Quindi, Müller sta affermando che NE’ oggi è possibile NE’ mai sarà possibile che IN QUALCHE CASO sia compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia.
              E ciò perché la condizione posta da Familiaris consortio 84 (cioè: la piena continenza, ossia la cessazione della convivenza more uxorio) “NON è superabile, perché NON è solo una legge positiva di Giovanni Paolo II, ma lui ha espresso ciò che è COSTITUTIVAMENTE elemento della teologia morale cristiana e della teologia dei sacramenti”.

              Sintetizzo dunque il pensiero di Müller, quale risulta evidente se non si è sventuratamente persa la facoltà di leggere:

              IN NESSUN CASO è compatibile o sarà compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia.

              Stessa identica cosa (se riesci a leggere) afferma Müller qua:

              “Alcuni hanno affermato che la “Amoris laetitia” ha eliminato questa disciplina e ha permesso, almeno IN ALCUNI CASI, che i divorziati risposati possano ricevere l’eucaristia senza la necessità di trasformare il loro modo di vita secondo quanto indicato in Familiaris Consortio 84, cioè abbandonando la nuova unione o vivendo in essa come fratello e sorella. A questo bisogna rispondere che se la “Amoris laetitia” avesse voluto cancellare una disciplina tanto radicata e di tanta rilevanza l’avrebbe detto con chiarezza e presentando ragioni a sostegno. Invece non vi è alcuna affermazione in questo senso; né il papa mette in dubbio, in nessun momento, gli argomenti presentati dai suoi predecessori, che non si basano sulla colpevolezza soggettiva di questi nostri fratelli, bensì sul loro modo visibile, oggettivo, di vita, contrario alla parole di Cristo.

              Ma non si trova questa svolta – obiettano alcuni – in una nota a piè di pagina in cui si dice che, in alcuni casi, la Chiesa potrebbe offrire l’aiuto dei sacramenti a chi vive in situazione oggettiva di peccato (n. 351)? Senza entrare in un’analisi dettagliata, basta dire che questa nota fa riferimento a situazioni oggettive di peccato in generale, senza citare il caso specifico dei divorziati in nuova unione civile. La situazione di questi ultimi, effettivamente, ha caratteristiche particolari che la distinguono da altre situazioni. Questi divorziati vivono in contrasto con il sacramento del matrimonio e, dunque, con l’economia dei sacramenti, il cui centro è l’eucarestia. Questa è, infatti, la ragione richiamata dal precedente magistero per giustificare la disciplina eucaristica di Familiaris Consortio 84; un argomento che non è presente nella nota né nel suo contesto. Ciò che afferma, dunque, la nota 351 non tocca la disciplina precedente: è sempre valida la norma di Familiaris Consortio 84 e di Sacramentum Caritatis 29 e la sua applicazione IN OGNI CASO.

              […] Ma permettere, sia pure soltanto IN ALCUNI CASI, che si dia la comunione a chi tiene visibilmente un modo di vita contrario al sacramento del matrimonio non sarebbe aprire una finestra in più, ma aprire una breccia nel fondo della nave, lasciando che vi entri il mare e mettendo in pericolo la navigazione di tutti e il servizio della Chiesa alla società. Più che una via d’integrazione sarebbe una via di disintegrazione dell’arca ecclesiale, una via d’acqua. Nel rispettare questa disciplina, quindi, non solo non si pone un limite alla capacità della Chiesa di salvare la famiglie, ma si assicura anche la stabilità della nave e la sua capacità per portarci in un buon porto. L’architettura dell’arca è necessaria proprio perché la Chiesa non permetta che nessuno si blocchi in una condizione contraria alla parola di vita eterna di Gesù, cioè, perché la Chiesa non condanni “eternamente nessuno” (cf. AL 296-297).”

              http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351294

              Quindi, ripeto quale è CON OGNI EVIDENZA (per chi sa leggere, certo, altrimenti non posso che rammaricarmi per la severa afflizione) il pensiero del cardinal Müller al riguardo:

              IN NESSUN CASO è compatibile o sarà compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia.

              2) Lo sai invece chi ritiene che in qualche caso sia compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia? I vescovi della regione Buenos Aires, con l’appoggio del Papa.

              Ora ti faccio una domanda facile facile:

              Poiché

              – Müller pensa (vedi 1) che IN NESSUN CASO è compatibile né sarà mai compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia.

              – i vescovi della regione Buenos Aires e il Papa, all’opposto, pensano che IN QUALCHE CASO è compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia

              secondo te, con chi non è d’accordo Müller?

              Ovviamente, non è d’accordo con i vescovi della regione Buenos Aires (e con gli altri vescovi – ad esempio i maltesi – che la pensano come loro), e con il Papa.

              Hai capito dunque con quali vescovi ce l’ha Müller, chi sta contestando?

              Suvvia, è facilissimo: Müller sta contestando i vescovi della regione Buenos Aires (e gli altri vescovi che la pensano come loro), perché, all’opposto di come la pensa lui, essi ritengono (come attestano le loro linee-guida applicative di Amoris laetitia) che in qualche caso è compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia.

              E perché allora Müller non contesta chi appoggia questi vescovi, cioè il Papa?

              Ho già risposto qui:

              https://costanzamiriano.com/2017/02/02/un-anniversario-di-matrimonio-e-una-buona-notizia/#comment-123661

            • chi occupa oggi soglio petrino ha un programa chiaro: smantellare la Chiesa/(sovra)struttura (e, sopratutto, relativa dottina) per lasciare spazio al libero fluire dello spirito nel discernimento del foro interno e blablabla.
              Non potendo (o volendo: d’alta parte i gesuiti si muovono in modo gesuitico, no?) farlo in modo formale e troppo esplicito lo fa lasciando che equivoci e contraddizioni (che alimenta con un determinazione evidente) continue minino l’autorevolezza della stessa.

            • @enrico
              Solo una cosa non mi torna
              Perchè non abbia preso una posizione ufficiale “banale” come lo è affermare che “AL è ok basta leggerla alla luce del Magistero di sempre” prima che lo spazio-tempo lasciato ai “cattivi” interpreti provocasse danni di varia natura

              PS.
              Che poi io me lo chiedo ma visto le risposte di Alessandro che non accetta tale lettura di AL mi tocca anche chiedermi se sarebbe servito

              • @bri

                il problema per la Chiesa non è quale lettura di Amoris laetitia sia accettata o no da Alessandro (cosa che può anche interessare a nessuno all’infuori che alla coscienza di Alessandro), il problema è che la lettura di AL di alcuni vescovi (ossia la lettura, e la conseguente prassi, che ritiene in alcuni casi compatibile con il Magistero autentico l’ammissione all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia di divorziati risposati conviventi more uxorio) e appoggiata nientemeno che dal Papa

                – dal prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede è ritenuta incompatibile con il Magistero autentico della Chiesa, come può constatare agevolmente chi sa ancora leggere:

                https://costanzamiriano.com/2017/02/02/un-anniversario-di-matrimonio-e-una-buona-notizia/#comment-123689

                – viola il divieto presente nel vigente Codice di Diritto Canonico al canone 915 e disattende il Catechismo al n. 1650

                – è incompatibile con ciò che la Congregazione per la dottrina della Fede ha già chiaramente precisato al riguardo nel 1994

                E mi fermo qui.

                QUESTO è oggettivamente un problema enorme, QUESTO ha giustamente mosso i quattro cardinali nell’avanzare i “dubia”.
                Ma il Papa non risponde, e così aggrava ogni giorno di più nella Chiesa questa insostenibile situazione di confusione e di abuso (tragressione di divieti del vigente Codice di diritto canonico e inosservanza del Catechismo), confusione e abuso che egli stesso ha drammaticamente alimentato quantomeno con l’avallare (sia pure con atto non magisteriale) le suddetto letture (e conseguenti applicazioni) di AL.

                • @alessandro

                  Il problema con la tua lettura è che è incompatibile con quella che fa Mueller
                  Non è un chiaramente un problema per la Chiesa
                  E’ un problema per l’attendibilità dei tuoi commenti

                  • @bri

                    vedi, nei miei commenti porto argomenti.
                    Quindi, se vuoi sindacare sull’attendibilità dei miei commenti dovresti come minimo entrare nel merito dei miei argomenti. Tu nemmeno li sfiori.

                    Ma non pretendere di dare attendibili patenti di attendibilità ai miei commenti se non sei nemmeno in grado di discuterne un argomento che sia uno. Prendi atto soltanto che non sei in grado di mostrare in alcun modo l’inattendibilità dei miei commenti. E che, nonostante questa manifesta incapacità, continui a tacciare di inattedibilità i miei commenti.
                    Ognuno valuti a questo punto chi dei due è platealmente inattendibile.

                    Potrei e dovrei smetterla qua, perché è buona norma non discutere con chi ti dà dell’inattendibile senza nemmeno fare la fatica di discutere nel merito gli argomenti che porti. Con chi si comporta così non mette conto spendere tempo.

                    Vedo tuttavia che anche tu sei stato ghermito da questa improvvisa e severa menomazione: non riesci a leggere le affermazioni di Müller.
                    Allora ho il dovere di soccorrere cristianamente anche te.

                    Scrivi: “Il problema con la tua lettura è che è incompatibile con quella che fa Mueller”

                    No, il problema è un altro (come avresti già capito se riuscissi a leggere quello che Mueller dice, e non da oggi).

                    Il problema è che Mueller è in nettissimo, reciso disaccordo con la lettura di Amoris laetitia di alcuni vescovi appoggiata nientemeno che dal Papa, il problema è che Mueller ritiene quest’ultima lettura nientemeno che incompatibile con il Magistero autentico della Chiesa, il problema è che questa lettura appoggiata dal Papa (e la conseguente prassi conforme a detta lettura) contravviene nientemeno che all’espresso divieto del Codice di Diritto Canonico al n. 915 e contrasta nientemeno che con il Catechismo (n. 1650).
                    Certo, non pretendo che tu conosca il canone 915 del Codice di Diritto Canonico e il n. 1650 del Catechismo, che tu conosca il pronunciamento della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1994, che tu abbia letto il n. 37 dell’Enciclica “Ecclesia de Eucharistia” di Giovanni Paolo II ecc…. ma allora – perdonami – che parli a fare?

                    Il problema è QUESTO:

                    https://costanzamiriano.com/2017/02/02/un-anniversario-di-matrimonio-e-una-buona-notizia/#comment-123721

                    Ed è un gigantesco problema per la Chiesa, come vede chi non è in malafede o comunque chi non ha deciso di tenere gli occhi sempre ermeticamente chiusi. Attenzione, perché a furia di tenere gli occhi chiusi si va a sbattere. Lo sai che fine fanno i ciechi che si fanno condurre da altri ciechi?

                    • @alessandro
                      Sai che mentre tu cerchi di rispiegarmi cose di cui son già conscio (e che non ho motivo di controbattere) ignori l’aspetto importante che ho portato alla tua attenzione.
                      Mueller su AL la pensa diversamente da te
                      Confontati con questa realtà e imbocca una delle due strade possibili
                      1. Riproponi i tuoi argomenti e accompagna Mueller tra gli incompetenti
                      2. Riconsidera tutto quello che credevi d’aver capito di AL

                      Se opti per la 1 vedrai che hai risolto anche la questione del prefetto in disaccordo col suo Papa
                      Se opti per la 2, beh, son fatti tuoi cosa ci vorrai fare

                    • @bri

                      vedo che continui a non rispondere ad alcuno degli argomenti che ho portato, neppure uno, come chiunque può agevolmente constatare.

                      Vale quello che ho già detto: è buona norma non discutere con chi ti dà dell’inattendibile senza nemmeno fare la fatica di discutere nel merito gli argomenti che porti. Con chi si comporta così non mette conto spendere tempo.

                      Tuttavia vedo che perdura la tua grave incapacità a leggere. Non solo non riesci a leggere quello che dice Mueller, ma neanche quello che scrive il sottoscritto.

                      Prova a leggere qua, se ti riesce:

                      https://costanzamiriano.com/2017/02/02/un-anniversario-di-matrimonio-e-una-buona-notizia/#comment-123661

                      “l’interpretazione che Mueller dà di AL (interpretazione indubbiamente consonante con il Magistero autentico della Chiesa) confligge frontalmente (vedi i link surriportati a miei commenti precedenti) con quella dei vescovi della regione Buenos Aires, che ha ricevuto un’approvazione dal Papa, e con quella dei vescovi maltesi pubblicata sull’Osservatore romano.
                      Quindi, a chi vuol capire è evidente che Mueller è in disaccordo con questi vescovi e, pertanto, con il Papa che sostiene la loro interpretrazione di Amoris laetitia.

                      Perché allora Mueller critica questi vescovi e non il Papa che li appoggia?
                      Bisognerebbe chiederlo a Mueller.

                      Ma non è chi non veda la situazione difficilissima in cui si trova il cardinale: può il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede criticare apertamente il Papa? Non oso rispondere.

                      Di fatto, rilasciando quest’intervista al Timone (non una rivista a caso), Mueller ha cercato, in una situazione delicatissima, di fare il proprio mestiere di prefetto della CDF, cioè di difendere il Magistero autentico della Chiesa: nel caso, ha sconfessato l’operato dei vescovi argentini e maltesi (e di chi si comporta come loro), chiarendo a chi vuol capire che le loro linee-guida applicative di Amoris laetita sono incompatibili con il Magistero autentico della Chiesa.

                      D’altronde, le linee guida dei vescovi argentini e maltesi sono manifestamente in contraddizione nientemeno che con il Catechismo al n. 1650 e con il Codice di Diritto Canonico al canone 915, quindi sono indifendibili non solo dal prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ma da qualsiasi cattolico osservi – come è tenuto a fare – il Catechismo e il Codice di Diritto Canonico.”

                      Adesso, letto questo, prova a indovinare perché Mueller propone una lettura di AL compatibile con il Magistero autentico della Chiesa, e incompatibile con quella – appoggiata sventuratamente dal Papa – di detti vescovi.

                      Evidentemente (come ormai ha capito da un pezzo chiunque voglia capire)

                      1) Mueller sta evitando lo scontro frontale con il Papa, che si darebbe se Mueller affermasse che il Papa, cioè l’Autore di AL, nel capitolo 8 di AL è in contraddizione con il Magistero autentico della Chiesa

                      2) Mueller sta così cercando di patrocinare e accreditare una lettura di AL compatibile con il Magistero della Chiesa: una lettura cioè che non faccia danni ai fedeli

                      Inoltre, se leggessi Mueller, ti saresti accorto che afferma questo:

                      “Alcuni hanno affermato che la “Amoris laetitia” ha eliminato questa disciplina e ha permesso, almeno in alcuni casi, che i divorziati risposati possano ricevere l’eucaristia senza la necessità di trasformare il loro modo di vita secondo quanto indicato in Familiaris Consortio n. 84, cioè abbandonando la nuova unione o vivendo in essa come fratello e sorella.
                      A questo bisogna rispondere che se la “Amoris laetitia” avesse voluto cancellare una disciplina tanto radicata e di tanta rilevanza l’avrebbe detto con chiarezza e presentando ragioni a sostegno. Invece non vi è alcuna affermazione in questo senso; né il papa mette in dubbio, in nessun momento, gli argomenti presentati dai suoi predecessori, che non si basano sulla colpevolezza soggettiva di questi nostri fratelli, bensì sul loro modo visibile, oggettivo, di vita, contrario alla parole di Cristo.”

                      Cioè Mueller sta dicendo che, se il Papa con AL avesse voluto cambiare permettere “almeno in alcuni casi, che i divorziati risposati possano ricevere l’eucaristia senza la necessità di trasformare il loro modo di vita secondo quanto indicato in Familiaris Consortio n. 84”, avrebbe dovuto scriverlo esplicitamente in AL. Ma, poiché non lo scrive esplicitamente, allora AL non ha alcun potere di modificare quanto stabilito da Familiaris consortio 84.

                      Sicché continuano a valere al riguardo, immutati dal Papa e da AL, il canone 915 del Codice di Diritto Canonico e il n. 1650 del Catechismo, che vietano IN OGNI CASO l’ammissione all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia dei divorziati risposati conviventi more uxorio.

                      Di più: Mueller ritiene non solo che il Papa e AL non abbiano modificato il Magistero autentico della Chiesa espresso dal canone 915 del Codice di Diritto Canonico e dal n. 1650 del Catechismo, ma che tale Magistero non potrà MAI essere modificato:

                      Prova a leggere qui:

                      “D. – L’esortazione di san Giovanni Paolo II, “Familiaris consortio”, prevede che le coppie di divorziati risposati che non possono separarsi, per poter accedere ai sacramenti DEVONO impegnarsi a vivere in continenza. È ancora valido questo impegno?

                      R. – CERTO, NON è superabile perché NON è solo una legge positiva di Giovanni Paolo II, ma lui ha espresso ciò che è COSTITUTIVAMENTE elemento della teologia morale cristiana e della teologia dei sacramenti. La confusione su questo punto riguarda anche la mancata accettazione dell’enciclica “Veritatis splendor” con la chiara dottrina dell’”intrinsece malum”. […]”

                      Qui Müller afferma che IN NESSUN CASO è compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia.
                      Il divorziato risposato, per poter accedere ai sacramenti, DEVE “impegnarsi a vivere in continenza”, come prevede Familiaris consortio n. 84.
                      E sennò, niente sacramenti. E questa condizione posta da Familiaris consortio – dice Müller – “NON è superabile, perché NON è solo una legge positiva di Giovanni Paolo II, ma lui ha espresso ciò che è COSTITUTIVAMENTE elemento della teologia morale cristiana e della teologia dei sacramenti”.

                      Quindi, Müller sta affermando che NE’ oggi è possibile NE’ mai sarà possibile che IN QUALCHE CASO sia compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia.
                      E ciò perché la condizione posta da Familiaris consortio 84 (cioè: la piena continenza, ossia la cessazione della convivenza more uxorio) “NON è superabile, perché NON è solo una legge positiva di Giovanni Paolo II, ma lui ha espresso ciò che è COSTITUTIVAMENTE elemento della teologia morale cristiana e della teologia dei sacramenti”.

                      Sintetizzo dunque il pensiero di Müller, quale risulta evidente se non si è sventuratamente persa la facoltà di leggere:

                      IN NESSUN CASO è compatibile o sarà compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia.

                    • Anche don Minutella ci mette il carico: https://youtu.be/AD5KVu-dyD8

                    • @ola “Anche don Minutella ci mette il carico”

                      E nell’anglosfera un migliaio di preti sottoscrive l’appello al Papa per rispondere ai dubia:

                      http://www.iltimone.org/35685,News.html

                      L’invidia non è una buona cosa, ma un po’ mi viene da invidiare i fratelli di lingua inglese, perché pare ci siano più vescovi e preti coraggiosi rispetto a quelli che vedo qui.

                  • L’intervista al cardinal Mueller è talmente gradita al Papa che non se ne troverà menzione alcuna sull’Osservatore Romano. Silenzio totale. E trattasi di lungo intervento a tutto campo del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede!

                    Se quell’intervista la si legge senza lenti deformanti e annebbianti, si capisce il perché del silenzio totale, censorio, che le è inflitto in alto loco.
                    E il motivo del silenzio è presto detto: il prefetto Mueller afferma chiaramente ciò che Francesco non può sopportare, e cioè che IN NESSUN CASO è compatibile o sarà compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia.

                    Esattamente quello che pensano e dicono i quattro cardinali dei “dubia”.
                    E’ chiaro ora perché sull’intervista del prefetto Mueller è sceso il silenzio totale da Santa Marta?

                    Stesso silenzio fu inflitto da Santa Marta alla lunga analisi che il prefetto Mueller dedico l’anno scorso ad Amoris laetitia.

                    Non c’è da meravigliarsi: in quella lunga analisi il custode della Dottrina della Fede affermava appunto che né con Amoris laetitia né mai è o sarà possibile che in qualche caso sia compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia.

        • I fatti di Milano non c’entrano niente col Papa, questo è un fatto assodato. Punto.
          Le spiritosaggini di Valli sono evidentemente il frutto di una sua fissazione ed è pericoloso per la salute farsi prendere dalle fissazioni.

          • “Però rimane l’autorevolezza dell’intervento”

            No, intendiamoci: è un’intervista, non è un documento ufficiale della CdF. Pertanto ha valore mediatico, ed è sullo stesso piano delle interviste a Francesco. Manca sempre un intervento chiaro e magisteriale.

            I fatti di Milano non c’entrano niente col Papa, questo è un fatto assodato. Punto.

            Scola fa il cerchiobottista sin da prima di Francesco, pertanto posso darti parzialmente ragione. Ma i Papi precedenti queste iniziative le combattevano, mentre Francesco le favorisce. Quindi c’entra. I fatti di Torino, tanto per fare un esempio, sono senza precedenti.

            La violenza con cui Francesco interviene in certi casi (ribadisco: contro Sarah, quando ha parlato di “riforma della riforma”; contro Burke in una serie di occasioni, fino all’ultima dello SMOM; o quella contro i Francescani dell’Immacolata) è in totale contrasto con la mancanza di ogni azione correttiva che non ha intrapreso, per esempio, sulla questione della comunione ai divorziati risposati. Se la AL fosse a posto come dici tu, ovvero come dice Mueller, ovvero che la comunione in quei casi non si può dare, per quale motivo il Papa poi dice in aereo “Posso dire di sì”; oppure perché dice di riferirsi a Schoemborn, che a Vienna apre sia a divorziati che omosessuali; oppure scrive ai vescovi argentini approvando la loro condotta; e invece non li censura tutti?

          • saranno anche fissazioni,quelle di valli, ma che il caos regni sovrano oltetevere e non solo, mi pare fuor di dubbio.

            tanto che il vescovo di padova, dopo aver sospeso il prete pornografo ( dopo debita telefonata vaticana) in attesa delle sue dimissioni, sta ponzando su cosa fare dell’altro don che partecipava ai festini.

            non gli risultano alti preti coinvolti. peccato che pare ce ne fossero almeno due accertati. oltre al titolare del bordello.
            ( vedere per credere il video della conferenza stampa sul sito del gazzettino.)

            ora Valli sarà anche spiritoso. ma un vescovo che davanti a filmati e testimonianze fa finta di scendere dal pero dove, a quanto pare, era rimasto per lungo tempo, a me- e non solo a me- pare un tantinello ridicolo.

            per non parlare del funerale omo nel torinese.( non per il funerale, si capisce. ma per quel che ha detto il prete).

            a quanto pare si stanno moltiplicando casi di vescovi e preti che non c’entrano nulla con le interpretazioni corrette del pensiero o pastorale del Papa e forse sono andati oltre le interpretazioni ufficiali.( ufficiose,telefonate,sognate forse?).

            ma il caos regna sovrano.

          • …In una parodia al confessionale, vedi qui, Aldo Maria Valli spiega come stiamo arrivando all’assurdo: sposi trentennali che a momenti devono chiedere perdono per la loro vita matrimoniale ben riuscita. Oh certo, non è Francesco ad imporre certe perversioni diocesane, ma il suo guaio è di tacere su queste derive incoraggiando, volente o nolente, anche parte di questa emorragia. In fondo, in una Chiesa IN USCITA, che premia chi vive nel peccato – vedi qui l’articolo di Antonio Socci (“Solo i conservatori ricadono sotto il suo sguardo fulminante”. Con lui “il Vaticano è diventato una calamita per gli attivisti più anti-cattolici d’Occidente) – perché dovrei consacrarmi? E arriviamo alla domanda più inquietante: perché dovrei sposarmi in Chiesa, se posso ricevere l’Eucaristia in stato di adulterio o di convivenza? Ma non è che per vantaggiare quanti vivono nel peccato si arriverà a vietare il matrimonio?…

            https://cronicasdepapafrancisco.wordpress.com/2017/02/01/crisi-delle-vocazioni-chi-e-causa-del-suo-mal-pianga-se-stesso/

          • “I fatti di Milano non c’entrano niente col Papa, questo è un fatto assodato. Punto.”

            Svegliati, smettila di fare lo struzzo. E recupera la capacità di leggere:

            https://costanzamiriano.com/2017/02/02/un-anniversario-di-matrimonio-e-una-buona-notizia/#comment-123689

    • sarebbe davvero esilarante, se non ci fosse il pericolo che sia realistico!

  12. (…) le donne, infelici come mai prima d’ora (…)

    Sono inchiodata su questa frase. Ma veramente, Costanza, pensi questo?
    Io sono veramente felice di vivere in questi tempi, di poter studiare, viaggiare, scegliere da sola il mio compagno, votare, disporre delle mie finanze, vivere la mia vita come ritengo meglio opportuno. Non penso proprio che le generazioni precedenti stessero meglio di noi. La retorica del “si stava meglio quando si stava peggio” non è decisamente applicabile né a me né alle donne che mi circondano, e non vivo di certo in una bolla di vetro.

    Sul tema centrale dell’articolo invece concordo, va data la giusta importanza a un anniversario di matrimonio, sia per la coppia che lo festeggia sia per la comunità. Le difficoltà le affrontano tutti, e celebrare la felicità di due persone è uno dei modi per far capire che “si può fare”, con impegno e forse un pizzico di fortuna.

    • Anche le nostre madri hanno scelto i loro mariti da sole, studiato, viaggiato. Quanto alle finanze, ne disponevano più di oggi perché i mariti – parlo di matrimoni buoni, quelli che sono probabili se ti scegli il marito da sola – consegnavano alle donne, con il matrimonio (munus matri, dono alla madre) i cordoni della borsa. però vivevano una sessualità responsabile e feconda, senza contraccezione e aborto, e non sceglievano compagni, ma mariti, quindi con un progetto per l’eternità. Oggi non facciamo quasi più figli, siamo sotto la soglia del mantenimento della popolazione, abbiamo relazioni basate sull’emotività e non sull’impegno, e dunque fragili e non durature. Non so la tua situazione, quanti anni e figli tu abbia, ma io sono circondata da ultra quarantenni che si accorgono troppo tardi di avere sbagliato tutto, anche se difficilmente lo ammettono.

      • Forse la tua mamma ha viaggiato, studiato e ha scelto il marito. La mia non si è’ mai mossa dal paese, e’ arrivata alla quarta elementare, si è’ sposata, per amore, con un vedovo che aveva una bimba. Insieme hanno girato l’Italia del nord per dare da mangiare ai figli. È’ vero era lei che amministrava i pochi soldi che c’erano. Sai cosa mi diceva, poco prima di morire, ” mi dispiace andarmene adesso che ho da mangiare tutti i giorni, che ho imparato e conosciuto tante cose che nessuno mi aveva insegnato quando ero giovane”. Tutto questo per ribadire che il tempo che fu non era un mondo di favole per tutti. Tanta gente ha sofferto la fame, la mancanza di istruzione. Erano contenti lo stesso? Vorrei poterlo chiedere a chi lo ha vissuto. Ma personalmente non tornerei indietro.

        • Credere che la libertà consista nel viaggiare lo trovo riduttivo e pure infantile

          • Mia madre ha iniziato a viaggiare in tempi molto recenti, e le piace molto. In gran parte dei casi l’ho portata in giro io, insieme a mio padre, perché pur essendo quest’ultimo in buona salute per gli incombenti ottant’anni, non si sente di guidare da solo per lunghi tratti. In casa hanno una serie di cose che non avevano in gioventù, e che non avevamo neanche quando ero bambino (incluso la casa di proprietà). Mia madre ricorda anche momenti di quasi indigenza, subito dopo la guerra; che se non fosse stato per l’orto, sarebbe stato quasi un problema anche trovar la roba da mangiare. I pochi centesimi di multa per riscattare il cane che, disgraziatissimo vagabondo, si era fatto prendere dall’accalappiacani non c’erano e crearono un piccolo dramma familiare. Anni prima, quando mia madre aveva gli orecchioni, non c’era neanche il riscaldamento in casa, se non fosse stato per la stufa che l’ufficiale americano che aveva occupato una stanza subito dopo la fine della guerra aveva loro regalato.

            Non c’è dubbio che, dal punto di vista delle comodità e dei servizi, abbiamo più cose che in passato. Ma, come dice Giulia, è riduttivo e infantile ridurre tutto a questo. Non abbiamo problemi di infelicità in casa, perché sappiamo che Cristo è con noi. Ma, secondo mia madre, la gente è molto più infelice oggi che in passato.

            Costanza parla specialmente della condizione femminile; ma mi sembra evidente che l’infelicità coinvolge la grande maggioranza delle persone del presente. È una società di disperati perché sradicati, che si drogano in tutti i modi possibili e immaginabili per fuggire (o meglio: per illudersi di fuggire) dalla gabbia in cui si sono cacciati. Il sesso è notoriamente la droga più potente e più accessibile, anche se non l’unica. Hanno cacciato Dio, ma non possono eludere la morte. Dunque, si drogano per far finta di sfuggire alla disperazione mentre il conto alla rovescia scandisce il tempo.

            • “Il sesso è notoriamente la droga più potente e più accessibile, anche se non l’unica. Hanno cacciato Dio, ma non possono eludere la morte. Dunque, si drogano per far finta di sfuggire alla disperazione mentre il conto alla rovescia scandisce il tempo.”

              Perfetto

          • Sono d’accordo con te che la libertà non consiste nel poter viaggiare, ma diventa schiavitu’ quando sono gli altri, le circostanze, che te lo impediscono. Una persona può rimanere tutta la vita in un posto ma deve poter conoscere cosa la circonda, cosa c’è dietro l’angolo. La spinta a conoscere mondi nuovi e’ insita nell’uomo di tutte le civiltà, se così’ non fosse saremmo rimasti all’età della pietra.

            • @Rosanna

              Non ho certo intenzione di darti torto. Così come non vedo niente di male nell’avere computer, home banking, televisione digitale e tutta una serie di comodità; o medicine più potenti. Il problema è se riduciamo tutto a queste cose. Non sono neanche in contraddizione con le cose essenziali, di per sé: si potrebbe ben dire che “voglio il pane – anzi, il Pane – e le rose”. Però, nei fatti, c’è sempre meno Pane e più rose, quest’ultime viste come surrogato, e troppa gente si accontenta. Finirà che si avvizziranno anche le rose.

              @Alessandro
              Su quello che poi è il discorso vecchio come il mondo, Eros spruzzato per cercare di coprire il tanfo di Thanatos, si potrebbe riprendere un discorso filmografico. Ieri ho accennato a Bergman, parlando di tutt’altro, e quindi ero andato a riguardarmi un po’ di appunti che poi non ho riportato, visto che si parlava di Scorsese. Ora però mi paiono in topic.

              Ieri, su argomento cinematografico, si parlava di una svolta nella filmografia di Bergman. Vale la pena rileggere quell’intervista e commentare ulteriormente:

              http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/3616037.stm

              Bergman diceva di essere “terrorizzato dalla morte”, e si capisce bene dal Settimo Sigillo. La ricerca di Dio era un modo per uscire da questo terrore: l’unico modo possibile. Dopo essersi risposto che Dio non esiste, l’argomento non poteva che diventare deprimente ed era pertanto necessario rimuoverlo. Infatti Bergman diceva di provare fastidio per i suoi vecchi film, e non li guardava più; il sesso si faceva sempre più strada tra le nuove tematiche, come pretesto di una vitalità contrapposta alla morte. Tuttavia, la morte ritorna di nuovo come tema centrale anche in alcuni film successivi; per esempio “Sussurri e grida”. Nella trama ci sono tre sorelle, di cui una malata terminale; il focus è il modo con cui reagiscono le altre due, che si prendono cura della malata, e interagiscono con lei. Qui c’è un interessante commento psicoanalitico; non condivisibile in toto, viste certi metodi di analisi citati, ma significativo nei passaggi che riporto:

              http://www.funzionegamma.it/wp-content/uploads/note-psicoanalitiche.pdf

              Rinunciando al tentativo di capire o salvare, accettando l’inesorabile avanzamento della malattia, Anna diventa capace di contenere dentro di sé l’incertezza e l’angoscia della morente,
              raggiungendo lo stato interiore in cui l’esserci autentico coincide con l’accettazione di “essere per la morte” (sein zum tode) (Heidegger, 1927, p. 318)

              Maria e Karin si dedicano ad Agnes con ambivalenza e frequenti intermezzi. Queste interruzioni del ritmo dell’accudimento, ben diverse dal riposo vigile di Anna, portano le due sorelle in altre dimensioni che sembrano garantire loro la possibilità di cogliere vari piaceri perversi, come antidoti all’avvento del terrorizzante fantasma terminale; si tratta in realtà di piaceri che non offrono nulla. Le due sorelle restano invischiate in un intreccio di relazioni false di cui hanno solo una relativa consapevolezza. Karin, prima di lacerarsi la vulva, ripete più volte: “È solo un insieme di bugie, non è altro che un insieme di bugie, soltanto bugie”. La percezione dell’inautenticità della sua vita, la porta a sentire un senso di vuoto e d’inesistenza così abissali, che possono
              essere contenuti solo dall’autolesionismo e dall’esibizione della sua ferita davanti al marito. Ferirsi quindi per percepire la verità della propria esistenza.

              Comunque, una volta compiuto il processo della morte, una volta tornata la pace, è inevitabile il passaggio all’unica forma possibile di fusione che l’amore passionale tenta di raggiungere in vita, senza mai riuscirvi. […] “Dunque l’amore assoluto consiste nel distacco totale da ogni cosa, per vivere esclusivamente per quella donna o per quell’uomo, ma ciò non è possibile, perché è un desiderio totalizzante. In una grande passione non c’è neanche desiderio per dei figli, c’è il desiderio di assorbire l’altro. I due vogliono diventare uno. Ma solo la morte ci riesce”.

              L’ultimo paragrafo sarebbe forse il caso di spedirlo alla Boldrini, così forse capirebbe finalmente le cause dei cosiddetti “femminicidi”.

              Dunque, come si diceva, se si toglie Dio dall’equazione, la morte invece rimane ineludibile. Un modo di gestirla è ridursi al nichilismo, assoggettandosi ad essa (per questo va così di moda anche il Buddismo: già il tema della reincarnazione suggerisce che il concetto di persona ed autocoscienza è un illusione, quindi sarebbe meno drammatico perderle con la morte; tutto poi in vista della soluzione finale che è un rientro nel nulla, e che andrebbe visto come una liberazione). Però in molti questo porta all’odio di sé. Allora si tenta la fuga in desideri totalizzanti, o si fa finta di poter reinventare una vita scorporata dalla realtà. Tutte droghe, perché il senso è distogliere l’attenzione dall’ineluttabile.

              L’unica vera soluzione è Cristo, e dobbiamo ripeterlo urlando. Per questo è vergognoso il comportamento della diocesi di Milano, che segue poi il mainstream ecclesiastico: nasconde la soluzione, in questo caso indicata dalle coppie che l’hanno accettata, con i loro limiti ovviamente (buttando nel cesso la famosa “evangelizzazione per imitazione”) e propugna pallativi vuoti; vuol lasciare i drogati in balìa della droga, temendo di non saper gestire una crisi di astinenza. Perché, ripeterò sino alla noia, questi stanno nascondendo l’unica soluzione? Perché, come nella Leggenda del Grande Inquisitore, molti di loro, sopraffatti dal pessimismo, non credono più che questa umanità sia in grado di ricevere il messaggio di Cristo. Pensano quindi che abbia senso solo un palliativo, in attesa dell’inesorabile. Ma è, di nuovo, un grave peccato contro lo Spirito Santo, che invece può tutto, solo se gli si apre la porta.

            • @Rossana,

              “Una persona può rimanere tutta la vita in un posto ma deve poter conoscere cosa la circonda, cosa c’è dietro l’angolo…”

              Ma anche no, c’è chi la scelta di chiudersi nello spazio di una cella la compie con gioia e mai la rinnega.
              Certo scelta (risposta ad una chiamata) non per tutti, ma solo per dire che il cosa “deve” o non deve è tutta una ricerca.

              Talvolta si scopre di aver girato l’intero globo terrestre e non aver trovato quel che si cercava… (cosa si cercava?)

              Senza nasconderti che avendone la possibilità, girerei molto volentieri il mondo 😉

            • @ Rosanna: tanto tempo fa qualcuno ha detto “coelum, non animum mutante qui trans mare currunt”. Vale oggi come allora.

        • “Vorrei poterlo chiedere a chi lo ha vissuto”

          Lo puoi fare e hai già la risposta.

          Nei secoli che si vogliono “bui”, la risposta alla tua domanda sono le Cattedrali che infiorano ancora l’Europa.

          Oggi, nei tempi che ci dicono i migliori della storia umana, la risposta sono i centri commerciali che appestano quella terra che un tempo fu Europa.

          Dimmi tu, chi davvero era felice…

          Ciao.
          Luigi

    • “Io sono veramente felice di vivere in questi tempi, di poter studiare, viaggiare, scegliere da sola il mio compagno, votare, disporre delle mie finanze, vivere la mia vita come ritengo meglio opportuno.”

      Una rondine non fa primavera.
      Il malessere dell’occidentale medio – non solo femmina, sia chiaro – è reale e scientificamente dimostrato.
      Come esempio basta ricercare, su questo stesso blog, l’articolo a suo tempo dedicato al consumo di psicofarmaci da parte femminile. Illuminante, oserei dire.

      “Non penso proprio che le generazioni precedenti stessero meglio di noi.”

      Beh, anche il mio nipotino pensa che Babbo Natale esista.
      Ciò non toglie che la realtà sia proprio quella che vuoi negare.
      Le generazioni precedenti, infatti, vivevano meglio.

      Per quanto riguarda nello specifico le donne, pur avendolo già citato una mezza dozzina di volte non posso che rimandare al testo di Regine Pernoud dedicato alla donna nel Medio Evo.
      La sua conclusione è lapidaria: fu quello il tempo nella storia in cui le donne ebbero le più ampie possibilità di realizzare la propria natura.
      A scanso di equivoci, la storica precisa che queste possibilità furono superiori anche a quelle dell’Occidente contemporaneo; e scriveva nei primi anni 80 dello scorso secolo. Da allora le cose sono decisamente peggiorate.

      Certo qui si apre una voragine.
      Perché tutto sta a capire cosa significhi, per una femmina della specie umana, essere donna.
      Per qualcuna è poter viaggiare, votare, disporre delle proprie finanze, scegliersi il proprio compagno (sic, compagno: come i comunisti!); in una parola, fare quello che pare. “Fa ciò che vuoi”, diceva Aleister Crowley.

      Per altre, magari, essere donna significa diventare ciò che si è chiamati a diventare…

      Ciao.
      Luigi

  13. Siamo stati un po’ derisi da alcuni amici, perché per il nostro decimo anniversario di matrimonio, che ho ritenuto un miracolo essendo io stata fino a tardi una single incallita, abbiamo ricelebrato, ripromesso e rifesteggiato, coinvolgendo figlie e amici in questa festa di ringraziamento.

    A leggere tutto ciò credo che rifesteggerò, non ogni 10 ma ogni 5 anni….anzi anche più spesso.

  14. Che bell’articolo, Costanza! Io ho 40 anni e sono vedovo da quasi due! Ho due bambini, e ho amato il matrimonio e la mia povera moglie (Marta) tanto che il Signore mi ha messo sulla strada una cara ragazza con la quale a luglio ci sposeremo! Viva il matrimonio! E viva gli anniversari.
    Però ormai in troppi ci sentiamo come pecore senza pastore

  15. Nella mia parrocchia a Milano si festeggiano gli anniversari di matrimonio nel mese di maggio: io e mio marito abbiamo sempre festeggiato perché il parroco include anche “le giovani coppie entro i 10 anni” così da includere qualsiasi anno si intenda festeggiare per ringraziare il Signore anche nella crescita e non solo in un traguardo… anche a me ha lasciato perplessa l’invito della Diocesi…

  16. Quella di Milano è una cosa un po’ strana, si invita a non festeggiare gli anniversari ma si festeggia (giustamente, ci mancherebbe altro) la famiglia e quindi cosa cambia per chi non è parte di una famiglia regolare o è vedovo o altro? Mah!
    Mi stupisco che si sia andati avanti 10 anni senza che le proteste abbiano fatto cambiare questa indicazione.

    • Che poi poso arrivare a capire (ma assolutamente non condividere) il ragionamento fatto per le “coppie irregolari”, ma un vedovo (e io lo sono stato), una vedova, che vivono nella Fede il loro stato, perché dovrebbero sentirsi “urtati”, “discriminati”, trovare indelicato il festeggiamento di altre coppie??

      Che riandare con la memoria con lo Sposo, Sposa che si è dovuta salutare, possa velare di tristezza il ricordo, ci può stare, non siamo fatti di ferro, ma che diamine! Non accettare e non partecipare alla gioia altrui, magari amici carissimi o quel che si vuole, mi pare proprio un cosa fuori della Grazia di Dio… ma nel senso letterale!

      Allora non festeggiamo più nessuna nascita, perché di certo qualche morto in casa tutti lo abbiamo avuto 😐

      • Vogliamo parlare dei single, non si sentono urtati pure loro?

        • “Vogliamo parlare dei single, non si sentono urtati pure loro?”

          [Lerch mode on]
          Chiamato?
          [Lerch mode off]

          Da privo di coniuge, dico: proprio no!
          Anzi, il fatto che ci siano coppie che festeggino dieci, venti, sessant’anni di matrimonio è una straordinaria iniezione di speranza.
          Solo chi ha il deserto nel cuore non si rallegra della felicità degli altri. Un po’ come quelli invidiosi dell’amico con l’auto più bella o la casa più grande…

          Ciao.
          Luigi

  17. grazie a tutti per i modi garbati; io penso che tanti di noi potremo riconoscerci nella storiella della rana nella pentola con la temperatura dell’acqua che sale pian piano. Noi non ce ne accorgiamo perche nelal pentola ci stiamo da tempo. Una pastorale per i separati che prediliggesse la parte divina del fratello rispetto ad una consolazione di lenire le ferite con medicine umane, aiuterebbe a leggere le sorture del passato. Non è così. Una coppia sposata che vive il sacramento del matrimonio se incontra un fratello che si sta separando cosa dovrebbe dire ? guardati dentor e vedi cosa il Singore ti ha dato e nessuno compreso il conuge ti potrà togliere: Il sacramento del matrimonio. Invece mi sono trovato io me medesimo ad ascoltare l’amico di parrocchia che cercava in tutti i modo di strapparmi una promessa di cercarmi na nuova compagna perchè altrimenti avrei avuto sulla coscienza di non tolto la felicità ad una donna. L’ho raccontato ad un’udienz anche al cardinale Angelo Scola. Questi siamo. Chi nutre la propria quotidianità del sacramento e di Cristo deve orientare il confuso separando che non capisce che sta succedendo ma il coniuge ha un’altro/a. Noi laici facciamo la parrocchia come ricordato qualcuno in nome del sacerdozio battesimale datoci con il santo battesimo. LA Chiesa simo noi tutti. Sembra che la pentola sia molto grande. 🙂

  18. “Aggiungerei: marxista quando il marxismo stava morendo, ecumenista quando il protestantesimo ci sta divorando.”

    Assisiana, concordo con il tuo intervento. Solo una cosa: anche il protestantesimo sta morendo (perlomeno quello luterano, così come quello anglicano). Ci sta assalendo alla giugulare perché è un vampiro in disperata necessità di sangue fresco. Ma sta morendo. Basta vedere le loro chiese molto più vuote delle nostre e le carnevalate che i loro pastori cercano di inventarsi per attirare qualche fedele in più. Quindi è sempre lo stesso schema: la Chiesa Cattolica che si sta facendo abbindolare da ideologie al tramonto.

    Che PAGLIACCIATA! Se non ci fossero questioni serie in ballo…

    Dico che secondo me è anche peggio: io ci vedo pure l’invidia. E, siccome si tratta di invidia della grazia altrui, è peccato contro lo Spirito Santo. D’altronde, in tutta questa storiaccia sul matrimonio e la sua indissolubilità, si vedono chiaramente anche altre caratteristiche di questo peccato: l’impugnazione della verità conosciuta e l’ostinazione nel peccato.

    ****
    A settembre i miei genitori hanno festeggiato il 50° anniversario di matrimonio. Si era programmato un viaggio di qualche giorno in Francia, per visitare alcuni paesi che desideravano vedere, ma a causa delle condizioni di salute di mia madre la cosa è stata rimandata. È stata celebrata una messa, perché grazie a Dio il cardinal Bagnasco ha molti difetti ed è reo di molte omissioni, ma queste pagliacciate, come dice Bariom, non gli passano per la testa. La cerimonia è stata roba semplice; semplicemente, al termine della messa, il prete ha ricordato l’evento con un brevissimo discoro – meno male, perché i miei, soprattutto mia madre, erano molto imbarazzati anche per questo semplicissimo “faro” puntato su di loro. Alla fine ho visto quasi metà della gente in chiesa, tutti quelli che ci conoscono, e forse anche qualcuno in più, andare a felicitarsi con i miei. Era una cosa totalmente spontanea e sincera. Mi sono commosso pure io. Non vedo cosa possa essere più sentimento comunitario di questo, quando ci ripetono che i fedeli devono essere una comunità e non solo un insieme di individui che vanno a messa nella stessa chiesa.

  19. Leggendo questo post di Facebook, quello precedente sulla stessa linea e i commenti vari sinceramente mi chiedo se un anno di Giubileo della Misericordia sia passato invano…
    Non capisco in cosa noi famiglie cristiane dovremmo sentirci minacciati se i nostri pastori illuminati consigliano di avere delle piccole attenzioni durante la celebrazione della festa delle famiglie. Anzi è un gesto veramente bello.
    Conosco tante famiglie di separati risposati, madri sole, vedove reali o “bianche” (col marito fisicamente presente ma assente spiritualmente) che nella Chiesa soffrono non tanto per la loro situazione diciamo non regolare ma per la chiusura di tanti cristiani di seria A e ahimè di non pochi sacerdoti.
    Ho visto coi miei occhi (e col mio cuore perchè in questi casi bisogna proprio usare il cuore per vedere) alcuni di loro che domenica dopo la Santa Messa non si sono fermati al pranzo comunitario e alla festa organizzata dalla parrocchia proprio perchè si sentono a disagio, non accolti se non sulla carta dei volantini della festa…
    “L’ACCOGLIENZA COME STILE DI VITA” “Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato” [Mt10,40]. (questo il tema proposto dalla Chiesadimilano.it )
    E domenica nel momento di confronto che c’è stato durante la festa abbiamo proprio parlato di cosa fare perchè questi amici nella Fede non si sentano esclusi ma realmente accolti nella Chiesa, nella parrocchia, nelle nostre case.
    Queste piccole attenzioni suggerite dai nostri Pastori sono un piccolo passo, ma è il soprattutto il nostro atteggiamento che può fare la differenza.
    Per quel che vale personalmente penso sia giusto avere di queste attenzioni e nel giorno in cui si festeggia la bellezza della famiglia non dimenticarsi della ricchezza della testimonianza di chi vive con fede situazioni familiari di sofferenza. Anche perchè (parafrasando l’intervento del nostro parroco durante il dibattito di domenica pomeriggio) se la festa delle famiglie fosse solo per le famiglie perfette oggi la Chiesa sarebbe stata vuota!!!!

    • @Gabriella,

      l’atteggiamento può essere solo quello di fare festa e convolgerli, non farli sentire esclusi facendosi loro prossimi, NON nel NON festeggiare alcunché…
      Questo diverso atteggiamento è delle singole persone ed è una responsabilità di ciascuno.

      Forse che se non si fosse festeggiato, sarebbero “andati via” più felici e contenti? O semplicemente si sarebbe negata la festa a chiunque?
      Festa non per il gusto di “far festa” in sé, ma come esultanza, ringraziamento e benedizione a Dio.
      Dovremmo smettere di benedire Dio per nostra Moglie o Marito, perché abbiamo vicine situazione diverse?

      A me sembra un carità pelosa, mi dispiace… uno sterile e triste “rispetto umano”.

      Le “famiglie perfette” qui non c’entrano un bel nulla… nominarle in questo modo fa solo intendere un giudizio verso chi si sentirebbe “di serie A” e che quindi festeggierebbe con un atteggiamento da fariseo. Ma appunto è un giudizio (o pre-giudizio).

      Quanto a chi se ne va da una festa, perché si sente “non accolto”, anche qui, bisognerebbe avere qualche personale certezza più che qualche sensazione (fermo restando che può certamente accadere) e bisognerebbe anche imparare a rispettare la libertà altrui, che può essere anche quella di sentirsi tristi e a disagio perché così si vive quel momento.

      Io la vedovanza l’ho speriementata e mentirei se non dicessi di aver avuto ogni tipo d sostegno e conforto da famiglie amiche e da Fratelli e Sorelle in Cristo… eppure ci sono stati momenti in cui altro non volevo che stare solo, magari sbagliando perché mi ritiravo per restare con la mia tristezza e i mie fantasmi…, ma così è stato e penso così possa essere per moli.

      Quindi accoglienza certo, apriamo le nostre case, ma talvolta usciamo magari dalle nostre case e andiamo noi a trovare quel vicino che sappiamo rismasto solo o sola, o per tornare agli episodi di cui sopra, se qualcuno mestamente si allontana, accompagnamolo per un tratto, insistiamo con delicatezza e lasciamolo andare se così preferisce.

      Magari al termine della festa o il giorno dopo passiamo a trovarlo… questo possiamo fare, non abolire le feste!

      Ma come ho detto questo passa dalla sensibilità dei nostri cuori, da ciò che il Signore ci da di vedere, non se ne può fare una questione di “pianificazione pastorale” o decisioni da prendersi a tavolino.

      Una Chiesa che perde il senso della Festa e dell’Esultanza o che finisce per nasconderla, quella si che è una Ciesa destinata a restare vuota! O vuota di senso…

  20. che fatica rega’

  21. Per motivi di delicatezza e di rispetto togliamo Crocifissi, Presepi, e accogliamo le teorie più strane, senza che ad altri venga in mente di essere delicati e rispettosi nei confronti del cristianesimo…

  22. Brevemente. Sono uno sposo-padre e da poco tempo separato e nella separazione chiedo a Gesù di aiutarmi a rimanere fedele al sacramento del mio matrimonio, come Lui è sempre fedele alla Sua Chiesa nonostante la Sua Chiesa non gli sia sempre fedele. Ma questa separazione, non mi nega il fatto di condividere la gioia di chi festeggia i suoi 5, 10, 15 …e 50 anni di anniversario di matrimonio; sono contento per chi festeggia il suo anniversario di matrimonio non per ostentare un atto eroico che cerca meriti e lodi, ma per ringraziare umilmente il Signore che gli ha fatto dono di aver trascorso tanto tempo insieme. E prego affinché le feste per gli anniversari di (primo e unico) matrimonio siano sempre di più.

  23. Anch’io trovo giusto che l’anniversario di un matrimonio va con gioia festeggiato ….è una grazia….a Dio piacente il 24.09.17. festeggerò 40 anni di matrimonio come ringraziamento a Dio, per averci uniti in questo Sacramento.

    • Mi viene in mente il divieto di usare il corsivo in classe se ci sono dislessici. Infatti abbiamo ragazzini normalissimi che non sanno piu’ leggere e scrivete il corsivo. Stiamo tutti impazzendo, anche la chiesa.

  24. Consiglio a tutti il libro del Cardinale Robert Sarah “Dio o Niente”. Leggetelo, rileggetelo e ririleggetelo. La Chiesa di questi anni si è “rovinata” da quando ha dato troppa voce ai laici, che sono entrati in essa a dettar legge e comportamenti, a saperne più del Prete e del Vangelo… così come nella scuola da quando sono entrati i genitori a dirne sempre una in più agli insegnati.. Si è persa l’umiltà e si è cresciuti in superbia e stupidità.

    • Eccone un altro che ha in tasca la ricetta dei mali della Chiesa…. :-!

      • Claudio ha ragione, se interpreto correttamente il suo pensiero. Il problema non è la maggior responsabilità dei laici di per sé, che è una cosa buona se ben indirizzata, ma il caos con cui il processo si è sviluppato. Sono entrate frotte di presuntuosi ignoranti ansiosi di imporre la propria “creatività”, seguendo le mode, vari suonatori di piffero e i propri “secondo me”. Basta vedere certi commenti che fioccano qui in continuazione. Anche il card. Burke, per esempio, ha varie volte sottolineato la confusione dei ruoli, di preti che vogliono fare cose da laici e laici che vogliono fare cose da preti.

        La responsabilità principale è stata chiaramente dei chierici, che non hanno saputo gestire correttamente questa transizione. E anche dei laici preparati che non hanno saputo opporsi sufficientemente, per via di un malinteso modo di coinvolgere le persone.

        Poi sappiamo bene che c’è stata anche mala fede in questa operazione, proprio per sovvertire l’insegnamento della Chiesa.

        • Quindi in conclusione hai già dato una risposta di segno esattamente contrario a quanto affermato con tanta sicurezza da Claudio.

          L’interpretazione dei pensieri corretta o meno è una cosa, ciò che si legge è ciò che si legge, a meno che non sia “ostrogoto” e non mi pare questo il caso…

          • Solo l’Amore salva…..e solo Dio conosce i nostri cuori……sia nel bene sia nel male…….inutili farsi giustizia da soli, anche nel matrimonio dove non è una magia, ma consapevolezza del Sacramento,………. e se un matrimonio è distrutto, anche gli c’è una risposta, …. e perché no come dice san Paolo, le sofferenze di oggi non sono comparabile alla gioa eterna……..ditemi voi ??……io nel mio piccolo ho capito questo………anche il mio matrimonio è stato un miracolo….nulla senza grande prove….Voglio credere a questo miracolo…non sto a spiegare i particolare, non serve……
            Buona notte a tutti…..pace e bene….crediamo a l’amore di Dio……mica Ha dato la Sua vita in vano….No ??…io so solo questo…..non ci chiede istruirci tropo …ma costruire……ciao a tutti….

    • Concordo Claudio….e dico ogni uno al suo posto….il prete faccia il prete cosi via…..ciao !!!

  25. Da separata riaccompagnata, mi aspetto che la Chiesa consacri ancora di piu` il matrimonio; che annunci al mondo la sua bellezza; che celebri in modo ancora piu` forte la potenza dell’Amore di Cristo attraverso il matrimonio.
    Nn condivido affatto il pensiero della Chiesa di Milano..il matrimonio unisce i coniugi a Dio in quell’Amore Trino che ricorda la SS Trinita`. Rinnegarlo o nasconderlo x nn far soffrire il mondo, fa soffrire noi cristiani…

  26. La Verità del Vangelo andrebbe “urlata” dai pulpiti nelle nostre Chiese, nè abbiamo nostalgia e bisogno.

  27. Non sarò il primo ad averlo notato ma… Questa discussione sembra fatta apposta sul Vangelo di oggi.
    E poi il mio dubbio è questo: visto che in giro non si trova una persona che sia una che condivida la scelta della diocesi, chi è la persona che nella diocesi ha avuto questa pensata? La diocesi non è una struttura democratica, dunque dovrebbe essere un po’ più immune a certe derive di “democrazia all’italiana” per cui quando viene fuori una decisione sbagliata non si capisce chi l’abbia presa. Anzi, a ben pensarci chiamerei questa deriva “utinocrazia” (qualche grecista mi corregga se la traslitterazione non è corretta) perché non è solo italiana e per fortuna non sempre italiana.

  28. @alessandro
    “vedo che continui a non rispondere ad alcuno degli argomenti che ho portato, neppure uno, come chiunque può agevolmente constatare.”

    Più che averti scritto che non ho motivo di controbattere non so cosa vuoi (come chiunque avrà constatato)

    “l’interpretazione che Mueller dà di AL (interpretazione indubbiamente consonante con il Magistero autentico della Chiesa) confligge frontalmente (vedi i link surriportati a miei commenti precedenti) con quella dei vescovi della regione Buenos Aires, che ha ricevuto un’approvazione dal Papa, e con quella dei vescovi maltesi pubblicata sull’Osservatore romano.”
    Amico, lo sai che l’interpretazione di Mueller confligge con le interpretazioni tue, di Burke (per cui AL non sarebbe nemmeno magistero), dei 45, di chiunque altro ne abbia chiesto pubbliche correzioni?

    “Quindi, a chi vuol capire è evidente che Mueller è in disaccordo con questi vescovi e, pertanto, con il Papa che sostiene la loro interpretrazione di Amoris laetitia.
    Perché allora Mueller critica questi vescovi e non il Papa che li appoggia?”
    Sostituisci quel che è evidente non hai ancora sostituito in questa frase qui sopra

    “Bisognerebbe chiederlo a Mueller.
    Ma non è chi non veda la situazione difficilissima in cui si trova il cardinale: può il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede criticare apertamente il Papa? Non oso rispondere.”
    Non è che non osi è che non vuoi leggere la difesa che Mueller ha fatto del Magistero E di AL E di Papa Francesco
    Non vuoi o non puoi. Perchè? Bisognerebbe chiederlo a te. Ecco inizia a portela sta domanda

    PS.
    A me, quel che dice Mueller sta bene.
    Fine della discussione.sul punto

    Tu invece per giustificare mesi di cattive interpretazioni di AL, rifiuti di farti andar bene il senso manifesto di quel che Mueller ha detto
    In sintesi senza copincollare tutto
    AL è in linea col magistero
    Fine della discussione sul punto

    Se sei in grado di rispondere in modo più diretto a quale delle due strade … tutte le anime per cui ti sei preoccupato in questi mesi ne trarranno giovamento

    • @bri

      “A me, quel che dice Mueller sta bene.”

      Come ciascuno può constatare se ha letto Mueller (e se non ha perso sventuratamente la capacità di leggere), e come ho evidenziato l’ultima volta qui:

      https://costanzamiriano.com/2017/02/02/un-anniversario-di-matrimonio-e-una-buona-notizia/#comment-123816

      Mueller dice che IN NESSUN CASO è compatibile o sarà compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia.

      Quindi, visto che a te quello che dice Mueller sta bene, sei d’accordo con Mueller sul fatto che IN NESSUN CASO è compatibile o sarà compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia.

      Benissimo.
      Però il Papa non è d’accordo con te e con Mueller (con cui invece tu sei d’accordo: ti sta bene quello che dice Mueller). Infatti Francesco appoggia una lettura di AL (con relativa prassi) secondo cui IN ALCUNI CASI è compatibile con il Magistero autentico della Chiesa ammettere un divorziato risposato convivente more uxorio all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia:

      http://ilsismografo.blogspot.it/2016/09/argentina-intercambio-de-cartas-sobre.html

      Quindi su questo punto sei in disaccordo con il Papa e d’accordo con Mueller.

      Vedi, io non ho alcun problema ad essere su questo punto in disaccordo con il Papa e d’accordo con Mueller, perché da mesi vado sostenendo e argomentando che su questo punto il Papa commette un grave errore (cioè: contravviene al Magistero autentico della Chiesa) e Mueller invece ha ragione (ossia: ribadisce e difende il Magistero autentico della Chiesa):

      https://costanzamiriano.com/2016/09/10/appunti-di-viaggio-a-new-york/#comment-116968

      Invece mi era parso – ma evidentemente mi ero sbagliato – che tu sul punto fossi d’accordo con il Papa e in disaccordo con Mueller e con me.

      Ma – ribadisco – evidentemente mi ero sbagliato.

      Vedo che aggiungi: “AL è in linea col magistero”.

      Quindi la tua posizione differisce effettivamente un po’ dalla mia, e coincide perfettamente con quella dichiarata da Mueller.

      Tu pensi cioè che la lettura di AL (e la conseguente prassi) patrocinata dai vescovi della regione pastorale Buenos Aires e purtroppo appoggiata dal Papa sia incompatibile con il Magistero autentico della Chiesa, ma che AL sia compatibile con il Magistero autentico della Chiesa.

  29. @Alessandro
    “No, il manifesto anonimo non si fa, non è questo il modo”

    Fondamentalmente hai ragione. Ma come sono state trattate le persone che la faccia e il nome ce l’hanno messa?

    • Quali persone? Quelle che hanno fatto stampare i manifesti?

      Oppure la logica sotto sotto è “ben gli stà”? (Quindi non si fa, ma quasi quasi son contenta…)

  30. “E certamente un tazebao è lo strumento migliore… 😐”

    Non so se la pasquinata è lo strumento migliore. Certamente sarebbe stata meglio una cosa non anonima, anche se poi sarebbe calata la mannaia papale; tuttavia la maggior parte dei laici non dovrebbero averne paura, in questo momento, visto che non sono ricattabili. A Malta, dopo che i vescovi hanno deciso di dare la comunione ai divorziati risposati, un gruppo di fedeli ha comprato una pagina di pubblicità del Times of Malta per ricordare a viso aperto qual è la retta dottrina.

    Ma è meglio la pasquinata che starsene colpelvolmente zitti di fronte allo scempio continuo dei sacramenti. Intanto in questo modo è stata aggirata la censura dei grandi giornali e qualche fedele, se non è totalmente pigro, avrà modo di informarsi su cosa sta succedendo. Dio scrive anche nelle righe storte.

    Dopodiché, qualche giorno fa Francesco aveva detto in un’intervista:

    «Il senso dell’umorismo è una grazia che io chiedo tutti i giorni, e prego quella bella preghiera di San Tommaso Moro: ‘Dammi, Signore, il senso dell’umorismo, che io sappia ridere davanti a una battuta’ (…) Il senso dell’umorismo ti solleva, ti fa vedere il provvisorio della vita e prendere le cose con uno spirito di anima redenta. È un atteggiamento umano, ma è il più vicino alla grazia di Dio».

    Ennesima manifestazione di incoerenza.

    • resta il fatto che un manifesto anonimo è da vigliacchi. L’umorismo è un’altra cosa e di solito, chi lo fa’, ci mette la faccia.

    • “Ma è meglio la pasquinata…”

      Contento te.
      Comunque vedo che in diversi i soldi gli avreste spesi volentieri.

      Poi invocate il “a viso aperto” di San Paolo 😐

      • Tanto Bariom, o a viso aperto o anonimi Iddu, il misericordioso, se ne frega uguale.

        • Puoi sempre lanciare la colletta per la ristampa dei manifesti (sottoscrittori sono certo ne trovi qui e altrove).
          Tanto fare del sarcasmo qui o tramite affissione la sostanza non cambia sai…

          • Lo so bene. Lui cura solo i suoi. Ci sono figli e figliastri. Si dice sereno e distaccato. Non lo so. Può essere. Ma i vatilecchs non lo sono affatto: hanno la bava alla bocca. Rispolverano leggi fasciste! Improvvisamente Mussolini va bene. Invocano 5 anni di galera! E’ un delirio!

      • “Poi invocate il “a viso aperto” di San Paolo 😐”

        Come al solito quando si va su questo argomento tu denunci la pagliuzza degli altri, ma non vedi la foresta nel tuo occhio.

        Prima di tutto il sarcasmo da condannare è quello che gioca sull’ironia, ma senza basi reali; ovvero, è una calunnia. Nel nostro caso le basi reali ci sono tutte: decapitazione dei FFI e dello SMOM, mancata risposta ai dubia. In secondo luogo, le stesse critiche del manifesto vengono fatte quotidianamente da giornalisti e semplici commentatori che si firmano con nome e cognome.

        Sei proprio tu invece che cadi nel peccato che accusi agli altri: perché hai fatto del sarcasmo, ma non entri nel merito dei fatti. Sappiamo benissimo che se ti chiedessi se ritieni misericordioso l’atteggiamento dei Papa in quei casi, non risponderesti, come non hai mai fatto.

        In secondo luogo, io non credo che avrei dato soldi per finanziare questa iniziativa. Non a caso ho citato quella di Malta, che è stata fatta alla luce del sole. Inoltre non posso giudicare moralmente un’iniziativa se non so con quali intenti è stata messa in opera. Quindi non posso esprimere un giudizio morale. Posso però dire che, visto che il fatto è avvenuto, ci si può trarre comunque del bene.

        • Non risponderei per il semplice fatto che non ho conoscenza di tutti quei fatti che nessuno può conoscere se non personalmente coinvolto e che tu e tanti altri credete di conoscere per aver letto qui e là. Perdipiù non conoscente prudenza alcuna nell’esprimervi come sapeste tutto.

          Punto.

          In certi casi quale sia il vero atteggiamento misericordioso sarebbe poi tutto da stabilire…
          Ma tu continua pure imperterrito e misura pure il peccato degli altri che vai bene.

          • Io veramente su una vicenda so e c’è da inorridire!

            • E io non posso che prendere atto di ciò che dici, senza per questo essere obbligato a fare mia la tua valutazione o giudizio (giudizio nel senso positivo del termine).
              Come penso tu faresti a parti inverse.

              • Certo. Ma neanche dire però che gli altri parlano sempre a vanvera….

                • Non “a vanvera”, ma quando le affermazioni sono tutte solo in un’unica direzione e qualunque sia l’occasione, viene da dubitare…

                  In questo caso poi nessuna chiara presa di distanza, ma dei “si però…”, “tutto sommato…”, “in fondo, in fondo…”
                  Ah poi c’è anche il serafico “…visto che il fatto è avvenuto, ci si può trarre comunque del bene.”

                  • Il fatto è Bariom che il Papa ignora un’ampia fetta di cattolici o meglio li fa oggetto di comportamenti non proprio misericordiosi. Quei manifesti non recano alcuna offesa: parlano di fatti veri. Il tono confidenziale non dispiacerà al Papa abituato a farsi i selfie e ad abbracciare sposine desnude nelle udienze del mercoledì. Sono anonimi ma le stesse cose sono state chieste e in modo molto più articolato con migliaia di firme. Nessuna risposta. In qualche modo se li è voluti. Quello che si semina si raccoglie.

                    • OK, allora va tutto bene…

                      Ti vedo molto misericordiosa sulle affissioni dei “buontemponi” 😉

                    • “Non “a vanvera”, ma quando le affermazioni sono tutte solo in un’unica direzione e qualunque sia l’occasione, viene da dubitare…”

                      Be’, continui a dire falsità. Il fatto è che le affermazioni di cui stiamo parlando sono fatti dimostrati e riferiti pure dai giornali vaticani. Ma naturalmente tu fai finta di non aver letto quello che ho scritto.

                      E anche la Amoris Laetitia se la sono inventati i “tradizionalisti”? E anche il fatto che il Papa non risponde ai dubia? Tutte “affermazioni che vanno in un’unica direzione”, eh?

                      @Luigi “Diciamo che è al medesimo livello di un messaggio in occasione del Superbowl.”

                      Ecco, appunto. Si vede che Bariom non ha visto neanche quello. Oppure quello era un sosia del Papa, che recitava una commedia messa in scena dai “tradizionalisti”.

                    • Li valuto per quello che sono. Non ho visto tutto questo sdegno quando veramente insultavano Benedetto XVI! Adesso abbiamo Introvigne che cita leggi fasciste e augura cinque anni di galera!

                    • Beh, io la galera non la auguro a nessuno… 😉

                    • Lo so tu sei il più buono del reame ma vedessi che aria tira!

                    • Però Giusi checche tu ne pensi l’aria che tira la sento eccome e non sono il più buono del reame…
                      Tutt’altro direi 😐

        • Ah, bella quella della foresta…
          Tu invece per certe cose hai 100/10 giusto? (oserei dire per tutto a leggerti…)

          • Ecco, le solite scuse: “letto di qua e di là”, “crediamo di conoscere”, eccetera. In realtà il Papa ha già risposto ai dubia, ma noi, leggendo di qua e di là, crediamo di no.

            Peccato che tra le fonti che riportiamo ci sono Avvenire, Osservatore Romano, Civiltà Cattolica, ovvero le voci ufficiali del Papa.

    • “Non so se la pasquinata è lo strumento migliore.”

      Diciamo che è al medesimo livello di un messaggio in occasione del Superbowl.

      Ciao.
      Luigi

  31. @Bri
    il tuo interminabile confronto con Alessandro è diventato stucchevole(e secondo me anche inutilmente provocatorio). Se Alessandro lo desidera gli manderò via mail il tuo ultimo commento per poi continuare privatamente.
    Saluti
    Admin.

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