Com’è triste il poliamore, le ridicole profezie di Attali

di Costanza Miriano

attaliRiproponiamo questo articolo del 2014 su Jacques Attali, il mentore del neo presidente Emmanuel Macron

 di Costanza Miriano

Perché? Perché – mi chiedo –nessun direttore mi ha mai mandato a liberare la pernacchia che è in me, cioè dico a intervistare Jacques Attali? E perché quando una, come Leonetta Bentivoglio, ha queste fortune, le spreca interloquendo seriosamente con lui come se quest’uomo non stesse delirando, in spregio a qualsiasi senso della realtà? Il perché in fondo lo so: l’uomo è tutt’altro che scemo e ininfluente, ed è perfettamente funzionale al disegno culturale del giornale che ne ospita l’intervista. Banchiere, economista, consigliere di Mitterand e Sarkozy, ha una mano o anche due in tutte le istituzioni finanziarie europee che contano e che, senza scomodare immagini di nuovi ordini mondiali, hanno oggettivamente dichiarato guerra alla ragionevolezza della famiglia.

Trovano intollerabile che un maschio e una femmina si uniscano stabilmente e mettano al mondo dei figli alla vecchia maniera, facendo l’amore, e che di quei figli si occupino con continuità, facendo uno il padre l’altra la madre, potendo raccontare loro anche, che so, del nonno nato in un’isola e della zia che amava i cappelli e le cartoline, perché quei figli sapranno da dove viene il loro seme, e non avranno mai l’angoscia di essere privi di una storia (o meglio, di averla ma di non poterla conoscere), senza radici, senza padri a cui ribellarsi, né avranno mai il senso di colpa di sapere che una povera indiana è stata sfruttata per pochi soldi mescolando con loro sangue e cellule e respiro e tutto il mischiabile, e poi sarà stata esclusa dalla loro vita quando ancora il cordone che li ha uniti starà pulsando sangue.

Martedì scorso Rep., come scrive il mio amico Mario Adinolfi, era un manifesto di questo mondo da incubo, con articoli sull’eterologa, e titoli che sarebbero da penna blu in qualsiasi scuola di giornalismo (“Il giudice sdogana l’eterologa, si può partire”, e pazienza se il presidente del tribunale di Bologna, Francesco Scutellari, specifichi che “queste due ordinanze valgono solo per i casi reali e concreti a cui si riferiscono, non in assoluto”), articoli contenenti interviste a direttori di cliniche di fecondazione che appunto poche pagine dopo hanno una bella pubblicità (a pagamento).

Ma per la perla occorre spostarsi dalla cronaca alla cultura, con l’intervista a Jacques Attali, che annuncia l’avvento del poliamore, di un mondo fatto di «coppia monogama precaria e matrimonio a contrattualità limitata». Insomma legami co-co-co-niugali, come dice un mio amico, perché «nella sua vita ognuno formerà un numero crescente di coppie e l’indissolubilità della famiglia monogamica verrà denunciata come un anacronismo e un lascito della società feudale, ci si prenderà gioco della fedeltà come di un’impostura, di una convenzione artificiale quasi barbara e il divorzio non verrà più vissuto come un fallimento».

Il problema, caro Jacques, è il cuore dell’uomo. Noi siamo fatti per essere felici, e il nostro cuore vuole essere amato di un amore totale, eterno, indissolubile, incondizionato. Un amore che assomiglia tanto al perdono. Un amore che ci dica “io ti prendo così, anche se sei lamentosa, anche se sei disordinato, anche quando sei un po’ egoista, ti prendo tutti i giorni della mia vita, anche ora che hai le occhiaie e mi stai raccontando per la quindicesima volta di quando da giovane facevi rafting”. Anche tu lo vuoi, Jacques, non posso credere che ti piaccia sentirti dire “sì, sei in gamba, ma stasera preferisco andare a letto con quel bellissimo giornalista che corre maratone e ha trenta anni meno di te. Ma stai tranquillo che se mi serve una lettura degli scenari economici mondiali dopo la notte di sesso vengo da te, a colazione”. Mi dispiace, ma non ci credo. Perché per quanto misterioso il nostro cuore ha alcune regole di funzionamento: ha dei ventricoli, delle valvole, e un bisogno struggente di amore totale. Il punto però lo cogli proprio tu quando scrivPoliamory_pride_in_San_Francisco_2004i che nel tuo futuro “molti saranno innamorati solo di se stessi”. Ecco, allora il punto è questo. Che noi vogliamo essere amati totalmente, ma noi non sappiamo amare così. C’è, dici, uno “sfasamento traumatico fra la realtà e le aspettative personali”. È vero, l’altro ci delude. È vero, non è sempre come lo vorremmo. Ma il fatto è che anche noi deludiamo gli altri. Anche tu avrai deluso le tue donne, anche tu le avrai ferite. Chissà quante volte, e chissà quante senza accorgertene (noi siamo incredibilmente più sensibili di quanto sospettiate, è per questo che spesso vi sembriamo matte).

Certo, questo tipo di amore che va oltre la delusione, e anzi proprio nel momento della disillusione – il principe dopo averla salvata si piazza sul divano in ciabatte, la principessa dopo il salvataggio non è più tanto bisognosa, e comincia a rompere (lui si sposa sperando che lei non cambi mai, lei si sposa sperando di cambiarlo) – non è più spontaneo ma diventa frutto di una decisione, e a volte è anche un po’ preterintenzionale, questo tipo di amore è una scelta. “Nella libertà moderna si rivendica il diritto di non scegliere”, ma questa è un’illusione, caro Attali. Non è vero che non scegli. Scegliendo il poliamore dici di no alla lealtà, al sapere di poter contare su qualcuno qualunque cosa succeda, al gioco di squadra – perché una famiglia lo è – a un’alleanza con qualcuno che ha visto il peggio di te e ti tiene lo stesso. Dici di no alla profondità, a un livello di amore che ti sarà sempre precluso, e che è quello che il tuo cuore desidera. Ecco, “a che titolo si dovrebbero avere due case e due cellulari, e non più amori”, è esattamente per questo. Per la tua vera e profonda felicità

Lo sappiamo che non è facile. Lo sappiamo che succede di innamorarsi di un’altra, di un altro. È più strano se non succede, a dire la verità, e può anche darsi che sembri, a volte persino che sia, la persona perfetta. Ma sempre ci si trova di fronte a una scelta (e la capacità di scelta è quello che ci fa uomini, “Dio ama la nostra libertà più della nostra stessa salvezza”, diceva don Giussani): continuare a costruire la cattedrale di un rapporto per sempre, o buttarla giù con una bomba, incuranti del dolore dell’altro, e soprattutto dei figli? E siamo sicuri che buttando la bomba stiamo esercitando la nostra vera libertà? O non è piuttosto quella che il sociologo Michel Maffesoli in un’altra intervista a Rep. chiama la “dittatura del desiderio”? Perché la libertà di scappare via è solo illusoria: «Dopo aver promosso la libertà durante l’epoca moderna», osserva Maffesoli, «nell’attuale postmodernità si sviluppa invece la dipendenza. L’amore è dipendenza. È l’altro che mi crea, e mi distrugge». Questo amore dipendente tra l’altro mi sembra così poco virile, così da femminucce, caro Jacques ( io non potrei mai innamorarmi di te), così poco da vero uomo capace di dare la vita anche contro il gusto e il piacere e la voglia.

Il punto centrale del ragionamento di Attali, gratta gratta, è che l’altro delude le nostre aspettative. Per questo purtroppo c’è una sola ricetta, e non credo che il banchiere voglia prenderla, la medicina. Accettare di essere brutte persone. Noi, esattamente come quella che abbiamo al fianco. Accettare di essere un mistero a noi stessi. Un miscuglio di male e peccato (si potrà dire, questa parola, nella terra dei lumi, del buon selvaggio, e nei templi della finanza?), che nonostante tutto sono amate straordinariamente totalmente e fino alla morte da Dio, e che da questo amore abbondante esagerato sfacciato e godurioso prendono quello che serve per amare la persona che hanno vicino. Noi cristiani lo possiamo dire serenamente, che sappiamo di essere brutte persone, perché l’unico buono è un Altro, e questa per me è l’unica risposta possibile allo sgretolamento dell’indissolubilità del matrimonio borghese. Rimanere al proprio posto perché c’è uno che ci ha promesso che starà con noi.

Ma anche per chi non è cristiano, il matrimonio stabile è profondamente ragionevole, e d’altra parte Papa Benedetto XVI ce lo ha ricordato in tutti i modi, e non solo a Ratisbona, che “non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio”. È ragionevole perché, si è detto, è quello che profondamente vogliamo (anche chi sta con una persona da tre giorni si racconta che quell’amore durerà per sempre, e in qualche modo confuso lo desidera). Ma è ragionevole anche perché è quello di cui hanno disperato e profondo bisogno i figli. Attali a quanto mi risulta non ne ha, ed è per questo che può sparare cose insensate come queste: i bambini cresceranno in famiglie composte da «vari padri e varie madri o solo padri e solo madri, tutti ugualmente legittimi», e «saranno felici di avere più famiglie e vivranno in un luogo fisso dove i genitori si avvicenderanno». Tu puoi dirmi che i genitori lo faranno, e va bene. Ma che i bambini saranno felici no, non ti è permesso di dirlo. Non sai quello che stai dicendo. Non conosci, o fingi di non conoscere, il cuore dei bambini, che hanno bisogno dell’amore tra i loro genitori più che dell’aria. Per loro è un dolore indicibile sapere che l’amore da cui sono venuti non esiste più, è come una messa in dubbio della loro esistenza: fino a che non saranno adulti dipendono totalmente da questo sguardo fra i genitori che è per loro quasi il permesso di esistere.

E poi, l’apoteosi finale: « La riproduzione diventerà compito delle macchine, mentre la clonazione e le cellule staminali permetteranno a genitori-clienti di coltivare organi a volontà per sostituire i più difettosi. Un bambino potrà essere portato in grembo da una generazione precedente della stessa famiglia o da un donatore qualsiasi, e i figli di due coppie lesbiche nati da uno stesso donatore potranno sposarsi, dando vita a una famiglia con sole nonne e senza nonni. Molto più in la, i bambini potranno essere concepiti, portati in grembo e fatti nascere da matrici esterne, animali o artificiali, con grande vantaggio per tutti: degli uomini poiché potranno riprodursi senza affidare la nascita dei propri discendenti a rappresentanti dell’altro sesso; delle donne poiché si sbarazzeranno dei gravami del parto». A parte che mi deludi, caro Jacques, usi parole obsolete come “sesso” (non lo sai che si dice “genere”?); a parte che partorire è una cosa bellissima di cui nessuna di noi si vuole sbarazzare (per quanto, come diceva Robin Williams, estrarre un pollo arrosto da una narice può avere i suoi lati negativi), ma questo tu non lo puoi sapere; per il resto non credo alla tua buona fede, Jacques. Un mondo così è un incubo anche per te. Che ne direbbe tua madre, anzi, scusa, la tua matrice interna di origine umana?

fonte: Il Foglio – 22 agosto 2014

leggi anche Poliamore co-co-co-niugale. Il favoloso mondo di Attali

 

43 commenti to “Com’è triste il poliamore, le ridicole profezie di Attali”

  1. Questo qui sarebbe il mentore di Macron, che è stato definito a più riprese “cattolico, ha studiato dai gesuiti…”???

    Andiamo bene…

  2. Il dramma è notare quanto, in soli 3 anni, il mondo occidentale si sia avvicinato a quanto profetizzato da Attali.

  3. Attali è un polibischero, ma ho paura che alcune delle sue profezie si avvereranno. Perché i bischeri sono tanti, a questo mondo.

  4. Rido o piango per le galattiche idiozie che ho appena letto?
    Tra le varie obiezioni che mi verrebbe voglia di scrivere, scelgo quella che più di tutte mi colpisce: l’idea del luogo unico in cui far crescere i bambini felici di avere padri e madri che si avvicendano, mi ha fatto pensare a Platone e alla sua utopica idea di Repubblica. Lui stesso se ne rese conto, credo, di aver scritto boiate incredibili.
    Molto più vicino a noi, a smentire l’idiozia che ha sparato sto tizio, per certi versi ci sono le case famiglia per minori: anche lì operatori e operatrici – se lavorano responsabilmente – sono assimilabili alla figura paterna e materna, ma tutta sta felicità in quei ragazzini non ce la vedo. Quando per motivi di lavoro mi tocca andarci (raramente per fortuna), mi assale la tristezza e non vedo l’ora di andare via.

  5. Mio Dio, aiutaci tu, che incubo!

  6. Ci sono altri mentori di spicco. Per esempio Pierre Bergé: co-fondatore di Yves Saint Laurent Couture House e compagno dello stilista omonimo. Ha tirato fuori un pacco di soldi per la campagna elettorale (è uno dei tanti bischeri, come direbbe Vanni). Per capire il tipo, tre posizioni:

    * Sull’utero in affitto, ha detto: un’operaia di una fabbrica di fatto affitta braccia e mani per la produzione di beni, dunque che differenza c’è con una donna che affitta l’utero?

    * “Se una bomba esplodesse nei Campi Elisi durante #laManifPourTous, non mi metterei a piangere”.

    * Sostiene l’abolizione di tutte le feste cristiane dal calendario francese.

    Ah, tra gli altri bischeri possiamo mettere, se non altro come fiancheggiatori, la Conferenza Episcopale Francese, i quali sono stati chiari, nel ballottaggio, a favore di Macron. Solo una minoranza di vescovi e preti, anche se combattiva, si è dissociata.

    • Finché i due (o tre o quattro) contendenti sono visti entrambi, secondo i vari punti di vista e gli aspetti che ognuno a più a cuore, il male minore, queste prese di posizione saranno inevitabili: sarà anche minore (ripeto, guardando aspetti particolari, non è un mio giudizio), ma sempre male è.
      Forse bisognerebbe astenersi dal rilasciare dichiarazioni in questi casi, in effetti…

      • *ha più a cuore

        • @Karmell Finché i due (o tre o quattro) contendenti sono visti entrambi, secondo i vari punti di vista e gli aspetti che ognuno a più a cuore, il male minore…

          Giusto. Ma gli strumenti per uscire da una visuale soggettiva in realtà ci sono.

          Il male minore, tanto per ricordare, non è mai giustificabile nel caso esso sia intrinsecamente male. Allora, qui c’è da fare il semplice esercizio di prendere i programmi dei candidati e analizzarli punto per punto, alla luce del Magistero. La CEF avrebbe potuto farlo, anche senza neanche dover trarre la conclusione “and the winner is…”, lasciando poi decidere alla coscienza di ognuno (ben formata alla luce del citato Magistero). Quindi non avrebbe dovuto neanche esporsi troppo. Invece ha preferito ciurlare nel manico sulle motivazioni, dando di fatto però un’indicazione concreta a favore di Macron.

          Tra le cose che sono intrinsecamente un male ci sono senza dubbio: aborto, divorzio, distruzione del matrimonio, propaganda della sodomia, eutanasia, utero in affitto. Non ci sono modi più o meno tollerabili per fare queste cose: ci si deve opporre e basta. Tra altre cose che sono intrinsecamente male c’è il disinteresse per chi vive in povertà; questo include implicazioni di carattere economico, come la lotta alla disoccupazione, che non mi pare però siano assenti nel programma del FN. Tant’è che l’elettorato povero ha votato per il FN, non per Macron. Si può stare a discutere su quanto certe ricette siano efficaci o no, ma questo esula dai compiti del Magistero. Curiosamente, Macron è espressione – oltretutto esplicita! – del liberismo selvaggio che a parole “la Chiesa povera per i poveri” addita come maggior causa di povertà, salvo poi appoggiarlo in questo caso. Anche la mancata assistenza ai profughi è intrinsecamente male. Tuttavia non mi risulta che nel programma del FN ci sia scritto di mandarli tutti su zattere ed affondarle, ma di regolamentare il fenomeno in modo opportuno: anche qui il Magistero non da’, né potrebbe dare, ricette concrete su quali soluzioni concrete vadano implementate. Certo non dice di accogliere milioni di persone indiscriminatamente.

          Si può dire, contro il FN, che non è abbastanza zelante contro certi mali intrinseci. Per esempio Le Pen sr. non è contro l’aborto; non lo è neanche la nipote, senza se e senza ma, ma chiede riduttivamente di limitarlo (richiesta peraltro rigettata dai vertici del partito e non messa in programma). Ora, tornando alla questione della scelta del male intrinseco minore, che non è praticabile, si può sostenere che nel caso di cui stiamo parlando non è che si sarebbe compiuta una scelta libera (“sostengo positivamente che il FN è il miglior partito possibile e rappresenta i valori cattolici”), ma una scelta fortemente condizionata da altri (i candidati, di fatto, ce li troviamo imposti). Così come è stato, d’altronde, per Trump. O si vota per quello che fa meno danno, o si conclude “non expedit”. Non ci sono altre soluzioni logiche.

          Si potrebbe fare anche un discorso più terra-terra. Macron altro non è che un socialista riverniciato, perché quel deficiente di Hollande ha fatto danni d’immagine non riparabili neanche dal più scaltro propagandista. Ora che la fregatura è stata consegnata, Valls e altri stanno già saltando sul nuovo carro gettando via ogni residuo di falso pudore (beninteso, salteranno anche da destra). Bene, in quel partito è dominante l’idea – esplicitamente espressa da qualche ministro – di dover completare l’estirpazione completa della Chiesa Cattolica dalla cultura francese, iniziata dalla Rivoluzione. Non a caso Macron ha scelto il cortile con la piramide del Louvre per il suo discorso di festeggiamento, e tra le prime frasi pronunciate c’è stata la salvaguardia dei valori dell’Illuminismo, che sarebbero a rischio.

          Ora la cosa più stupida che uno può fare è mandare al potere uno che dice esplicitamente di volerti distruggere; come se gli ebrei tedeschi negli anni ’30 avessero votato in massa per Hitler. I vescovi francesi hanno appoggiato una formazione che si prefigge di distruggere la Chiesa. Qualche vescovo fesso, qualcuno incapace, qualcuno vigliacco c’è certamente: ma gli altri evidentemente parteggiano per lo stesso programma.

          • “O si vota per quello che fa meno danno, o si conclude “non expedit”. Non ci sono altre soluzioni logiche.”

            In questo caso direi a logica “non expedit”, che probabilmente e’quello che toccherà anche a noi a meno che il PdF non si ripresenti.

          • “O si vota per quello che fa meno danno, o si conclude “non expedit”. Non ci sono altre soluzioni logiche.”

            Sì, era quello che intendevo anch’io con l’espressione “male minore”…
            il “non expedit” è troppo complicato e mi auguro con tutto il cuore che non ci si arrivi mai a “livello centrale”(conferenza episcopale o – addirittura – Papa) ma.è fuor di dubbio che per molti cattolici è già.una scelta personale.
            Sono d’accordo con Ola, l’unica scelta alle prossime politiche non potrà che essere il PDF, che si ripresenterà di certo.

          • Altra cosa, scusa se non l’ho scritta nel post precedente.

            “I vescovi francesi hanno appoggiato una formazione che si prefigge di distruggere la Chiesa. Qualche vescovo fesso, qualcuno incapace, qualcuno vigliacco c’è certamente: ma gli altri evidentemente parteggiano per lo stesso programma.”

            Quale vantaggio dovrebbe avere un vescovo nel veder distrutta la Chiesa?

  7. Il mondo nuovo di Aldous Huxley.

  8. Poliamore… parola orribile. Adulterio, questa sì che è una parola seria. Ma confesso che certe discussioni o profezie non mi appassionano. Non mi chiedo come sarà il futuro ma so che non sarà peggiore né migliore del presente. Forse non mi interessa. Non mi affanno per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini e ogni giorno ha la sua pena (come diceva il Maestro). Che ciascuno viva a modo suo. Io preferisco l’amore monogamico e anche un po’ monotono (ma non amo il matrimonio). Trovo noioso il Poliamore, mi pare uno spreco di energie. Ma ognuno faccia come gli pare, preferibilmente rispettando i sentimenti altrui e con lealtà. Gesù ci comanda di non giudicare. Io non rispetto quasi mai questo comandamento ma ammetto che mi piace molto. Preferisco il sesso alla procreazione e la procreazione naturale a quella assistita ma anche in questo caso sospendo il giudizio sulle scelte altrui. L’amore è il mio metro di giudizio. Sono contento di sapere chi siano i miei genitori biologici (e spero di non sbagliarmi) ma tutto sommato credo anche che gli esseri umani non siano alberi. Le radici non sono poi così importanti. Più importanti sono i sentimenti. In fin dei conti siamo tutti figli di Adamo, figli di Dio.

    • Gesù ci comanda di non giudicare.

      Alcuni passi dalle Scritture:

      “Non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio!” (Giov. 7, 24)

      “L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. L’uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo dirigere? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.” (1 Cor 2, 14-16)

      “V’è tra voi chi, avendo una questione con un altro, osa farsi giudicare dagli ingiusti anziché dai santi? O non sapete che i santi giudicheranno il mondo? E se è da voi che verrà giudicato il mondo, siete dunque indegni di giudizi di minima importanza? Non sapete che giudicheremo gli angeli? Quanto più le cose di questa vita!” (1 Cor 6, 1-3)

      “All’angelo della Chiesa di Tiàtira scrivi: Così parla il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente. Conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime. Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Iezabèle, la donna che si spaccia per profetessa e insegna e seduce i miei servi inducendoli a darsi alla fornicazione e a mangiare carni immolate agli idoli. Io le ho dato tempo per ravvedersi, ma essa non si vuol ravvedere dalla sua dissolutezza. Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si ravvederanno dalle opere che ha loro insegnato. Colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini, e darò a ciascuno di voi secondo le proprie opere.” (Apoc. 2, 18-23)

  9. sono trascorsi un po’ di anni da quando attraverso Radiomaria, ho saputo di queste trasformazioni ideologiche che di questi tempi sono diventate una realtà, purtroppo!
    io ho trovato la definizione di questa situazione, nel S. Vangelo: ABOMINIO DELLA DESOLAZIONE.
    Il seguito è anche descritto nel Vangelo.
    La Santissima Madre nei Suoi messaggi da Medjugorje ci indica il rimedio: la preghiera e il digiuno.
    Questo è ci che tutti noi che riponiamo la nostra fiducia in Gesù Cristo, possiamo usarlo (il rimedio), anche se siamo vecchi, acciaccati e magari anche un po’ preoccupati per i bambini di tutto il mondo.
    Nonna Anna

  10. questo signore ha perso la sua dignità di persona è incapace di stare di fronte alla verità e alla realtà delle persone, ha perso il punto di riferimento che lo ha generato, non sa chi è.
    Vuole essere di tutto e di più e non sa che il nulla senza il suo fondamento la sua origine, sbatacchia la sua mente verso il tutto e usa la sua ragione per far morire il suo essere e rimanere nel vuoto

  11. E’ il mondo dell’egoismo totale, dove l’uomo sceglie cio’ che gli piace in quel momento ( tanto poi se voglio rompere la famiglia e cambiare il giocattolo ci saranno altri padri e altre madri, e i figli sono un di piu’ come degli oggetti inanimati spostabili come pacchi). Ma se considero l’ altro come mezzo per soddisfare i miei desideri trovero’ presto la solitudine, perche’ non c’e’ un confronto paritetico basato sul rispetto e i sentimenti che e’ alla base delle relazioni umane. Da qui alla disperazione il passo e’ breve. Mi e’ piaciuto molto l’esempio di Costanza di qualche giorno fa sugli uomini (cattolici) che discutono se si puo’ cambiare moglie scegliendo una “donna piu’ compiacente” perche’ in un rapporto “dove c’e’ costrizione non e’ vero amore”. Attali parte sostanzialmente da questa tesi, e poi la estende promuovendo l’ amore libero precario. Ma togliendogli la maschera potremmo chiamarlo l’egoismo schiavizzante permanente.

  12. Il paradigma culturale liberale e’ l’uomo atomizzato in perpetuo moto browniano nel mondo. Da sempre questi tizi che si avvicendano (i migliori inventori delle idee degli altri) considerano la famiglia un luogo che lacera il loro progetto e disvela la realta’ ultima dell’uomo.
    Attali non ripete altro quello che Huxley e Orwell avevano presagito. Per converso lo stesso avvenne in tutte le rivoluzioni europee da quella francese a quella bolscevica.
    Un ottimo lavoro a riguardo e’ quello di E. M. Jones “Libido dominandi: Sexual liberation and political control”.
    I francesi sono un popolo ancora piu’ sfigato del nostro: sono stati formati da una scuola devastata e sono piu’ conformisti dei conformisti. Hanno scelto il cambiamento votando il deus ex machina del Jobs act francese. Bell’affare.

  13. Ed ecco come commenta monsignor Pontier, arcivescovo di Marsiglia e presidente della CEF:

    Una priorità per il neoletto presidente francese Emmanuel Macron? “La disoccupazione, la disoccupazione, la disoccupazione”. Risponde così ai microfoni di Radio Vaticana monsignor Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia e presidente della Conferenza episcopale di Francia. “Lottare contro la disoccupazione, dare lavoro a tutti, perché sicuramente è questo l`aspetto che è più distruttivo per le persone, per le famiglie, per le prospettive, per i progetti, in particolare per quanto riguarda i giovani che non vedono un orizzonte chiaro. È qualcosa che distrugge la fiducia che ora è necessario ritrovare, ma la fiducia la si potrà ritrovare attraverso azioni che producano frutti, frutti per tutti ma, soprattutto, per i più deboli”.

    Leggete qualche richiamo ai gravi punti di devastazione sociale di cui stiamo parlando? Figuriamoci. E poi il monsignore già guarda avanti, alle imminenti elezioni politiche, che potrebbero provocare filo da torcere a Macron:

    “E poi, siamo consapevoli del fatto che non dobbiamo mettere il nostro Paese nella condizione di essere ingovernabile”.

    Tradotto: non mettetegli i bastoni tra le ruote.

    Propaganda che funziona benissimo, in quanto secondo un sondaggio di La Croix il 71% dei «praticanti regolari» ha scelto Macron, il 29% Le Pen.

    • E’ tristissimo che alti prelati non si avvedano del fatto che Macron è un fantoccio nelle mani di una dittatura finanziaria-mondialista-nichilista che sta opprimendo i popoli e che è nemica giurata della Chiesa e della dottrina sociale della Chiesa.

  14. Questi personaggi (come la totalità dell’elite europeista-mondialista-globalista) fanno parte di circoli pericolosissimi, al cui vertice (e la mia affermazione va intesa in senso letterale) si colloca il culto di Lucifero.
    Lo scopo di queste “idee” e “politiche” progressiste è in primis la disgregazione/distruzione del genere umano. In secundis la perdizione del maggior numero di anime possibile.

    La guerra che si combatterà presto è quella finale.
    Non ce ne saranno altre.

  15. Monsieur Macron è un malato psicopatico….ed pericoloso…..Per i francesi al mio avviso è stato un voto di castigo, è vero non avevano scelte, nulla per niente un terzo di loro non hanno votato…( anche se questo non è la soluzione )…presto i francesi comprenderanno in che situazioni si trovano…non ci vorrà molto. Le elites politico sono tutti compromessi, in tutta la UE…..non a vantaggio dei popoli…

    Mio Dio e mio Signore non tirare indietro il Tuo Braccio, ma vieni a togliere questo male.

    • Perché non avevano scelte? L’alternativa a Macron c’era, anche se, come ben rilevato da Jean Marie Le Pen, molto maldestra. Il fatto è che, come ormai da molto tempo (almeno da Mitterand, uno dei padri del disastro in cui versa oggi l’Europa), i francesi votanti son per almeno 2/3 vittime di una terza narice che in quel paese è ormai fisiologia. Hanno perciò obbedito ai loro pregiudizi ideologici come all’impulso di un organo irrinunciabile. Ora li aspettano cinque anni di inferno: meritatissimi, perché in politica l’imbecillità non è un’attenuante.

  16. tanto, qualcuno all’isis imparerà a portare un cacciatorpediniere o due, e porrà fine a tutto questo.

  17. PS a proposito di macron e compagnia: come al solito, l’Europa è anni in ritardo sugli USA. si becca un simil-Obama adesso, e nemmeno part-black.

  18. Vi sbagliate, signori, a parlare di “polibischero” e di “idiozie galattiche”, perché qui abbiamo di fronte un uomo intelligente ed abile che sa bene cosa vuole.
    Mai sottovalutare gli avversari!
    Inoltre, riguardo al suo discorso della riproduzione delegata alle macchine e della clonazione di organi, si tratta di applicazioni che prima o poi la scienza medica renderà possibili, e, la storia ha dimostrato che, quando qualcosa è tecnicamente possibile, presto o tardi, arriva chi pensa di sfruttare quella possibilità per guadagnarci sopra.
    Ergo, le sue previsioni non sono campate in aria.

    • Ergo, le sue previsioni non sono campate in aria.

      Ma lo sappiamo benissimo. Luigi quando ha scritto “idiozie” non intendeva dire che, purtroppo, non sono realizzabili. Ma che, pur realizzabili, sono idiozie (follie sarebbe la parola più adatta). Se non fossero realizzabili non ce ne preoccuperemmo.

    • L’intelligenza e l’abilità non sono in conflitto col titolo di bischero, anzi ( «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.”).

      Il fatto è che Attali è attratto da queste sue visioni e lavora per realizzarle, cioè non capisce l’essenziale.
      Ma, per restare in tema, per i bischeri non c’è Paradiso.

      • Ma allora stando a questa definizione del celebre lemma toscano, fra i “bischeri” sarebbero da annoverarsi di diritto, tutti i NON credenti, scientemente e deliberatamente tali………………….

        La cosa mi lascia perplesso, perchè (tutti voi mi ora darete addosso) ma io ho conosciuto dei credenti stupidi ed anche definibili come “bischeri” e dei non credenti, che erano tutt’altro…………mah!?

        • Se ho capito bene, naturalmente.

          • In realtà la questione è molto vessata, giacché taluni teologi asseverano che il bischero sia in quanto tale destinato all’inferno, altri, più guardinghi, stimano che la bischeraggine sia sì un peccato oggettivamente grave ma che il difetto di piena avvertenza e/o di deliberato consenso lo preservi dall’essere peccato mortale, altri ancora (tra i quali exdc) suggeriscono che sulla via per l’inferno sono non già i non credenti cosiddetti bischeri, bensì quei credenti bischeri che misconoscono quanti credenti, a questo mondo, siano bischeri.

            La disputa è rovente…

            p.s. exdc, sto scherzando, ovviamente; non farmi una replica seria, non impallinarmi come un credente bischero 😉

            • Io la intendo così: uno che manca l’unica occasione che ha per guadagnarsi la felicità eterna, tanto furbo non dev’essere.

              Comunque, complimenti a tutt’e due per la competenza in materia (scherzo anch’io).

              • Verrebbe da concludere che il servo del talento singolo sia in certo senso l’epitome del bischero, in merito al quale Qualcuno commentò: “A chi non ha sarà tolto anche quello che ha”. Ed alquanto a pensare ci lasciò.

                • Sull’argomento mi viene in mente un divertente aneddoto che circolava anni fa negli ambienti della curia fiorentina.
                  Il Servo di Dio e Giusto tra le Nazioni cardinale Elia Dalla Costa, veneto, in una delle prime riunioni con il clero diocesano uscì con questa espressione: “La Chiesa è come una chitarra: voi siete le corde e noi siamo i bischeri”.
                  Con le risate trattenute e gli ammiccamenti dei presenti, sotto lo sguardo stupito e severo di Sua Eminenza.

  19. Ho letto in anteprima documenti della UE sulla scuola. A loro importa avere il maggior numero di studenti da piazzare davanti agli schermi. Tale cosa viene definita inclusiva e accessibile e ci metteranno sopra un sacco di soldi. Di tramandare e informare non si parla. Con quali valori cresceranno I ragazzi?

  20. Il loro ragionamento è da ragazzino che si masturba. Gli adolescenti possono avere qualche attenuante, l’adulto no!
    Siccome di acqua potabile in giro ce né poca, cosa fanno? Alzano i parametri dei veleni, cambiano la regola per legge. Sfugge a loro che il corpo umano si avvelena e muore.
    Cosi per le relazioni umane, essendo incapaci di felicità scappano dalla regola dell’acqua pura.

  21. Chi c’è davvero dietro Macron!!

    “Kadima! En Marche!”

    di Thierry Meyssan

    La squadra del presidente francese eletto, Emmanuel Macron, è riuscita a mettere i francesi sotto ipnosi. Ha eletto il suo virgulto con i due terzi dei voti espressi; un giovane di appena 39 anni, il cui partito è stato creato su Internet, solo un anno fa, e che in precedenza non si era mai presentato ad alcuna elezione.

    Steele & Holt

    Questa impresa è stata ottenuta dalla squadra di Steele & Holt, una misteriosa società, il cui nome si riferisce alla serie televisiva Remington Steele, un giallo in cui il direttore di un’agenzia investigativa chiede a un ladro (Pierce Brosnan) di interpretare il ruolo del suo capo per servirgli da copertura.

    Non cercate chi mai stia dietro quest’azienda. Non troverete nulla. Se non che i suoi due principali clienti sono AXA e la famiglia Rothschild. Che Emmanuel Macron abbia lavorato per i Rothschild, lo sanno tutti; che abbiano organizzato il suo partito, è invece un segreto ben custodito. Per quanto riguarda l’assicurazione AXA, è presieduta da Henri La Croix quinto duca di Castries, peraltro presidente del think tank della NATO (il Gruppo Bilderberg), dell’Istituto del Bosforo (il think tank della Turchia ) e, in Francia, dell’Institut Montaigne (un think tank di destra).

    Henry Kissinger aveva d’altronde invitato Macron in occasione della riunione annuale del Bilderberg nel 2014 al fianco di François Baroin e Christine Lagarde…….

    http://www.voltairenet.org/article196312.html

    Cordiali saluti.

    Fabrice

  22. Attali stesso negli anni 80 scriveva come la famiglia, prolungata nella dinastia, é lo strumento di potere essenziale per poter mettere in pratica piani a lunghissimo respiro, di efficacia altrimenti impensabile.

    Mente sapendo di mentire

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