Il maglione colorato di lana grezza non è l’oggetto, non è la notizia. I tratti androgini della ragazza lo sono marcatamente, i tratti asiatici del ragazzo (è coreano, è una delle star del momento, si chiama Sang Woo Kim) sono marcatamente maschili e al contempo fortemente androgini. Tra le mille immagini dell’advertising, quelle che filano via al mattino sotto il dito sull’iPad o sfogliando i giornali, rese invisibili dall’assuefazione, ci deve essere un motivo se la fotografia di Richard Burbridge per la campagna autunnale di Diesel ha catturato l’occhio, fermato per un attimo l’indice a scorrimento rapido. Prima ancora che nella pagina a fianco il claim che la accompagna, “This ad is gender neutral”, confermasse l’impressione di essersi imbattuti non in una furbata pubblicitaria, ma in un messaggio riuscito.
Tag: il Foglio
Il post femminsmo genera mostri
di Simonetta Sciandivasci per “il Foglio”
“Provare irrazionale timore e disprezzo per gli uomini”. E’ la definizione che l’ urbandictionary anglofono, impeccabile anagrafe fenomenica del presente, reca di manphobic: per l’ Enciclopedia Britannica ci sarà da attendere, per il Devoto Oli, probabilmente, nemmeno da sperare.
Eppure, nello scontro di civiltà maschi contro femmine – quello che, a leggere in filigrana “Soumission” di Houellebecq, ma pure facendo semplicemente sexting, zapping, stalking (inconsapevole, sia chiaro) si capisce essere lo Zeitgeist del nostro occidente – la maschiofobia mantiene statuto e legittimità e, molto più del suo contrario, ha un impiego cautelare. Continua a leggere “Il post femminsmo genera mostri”
Resistenza senza resa. Perché il Family Day sarebbe piaciuto ad Augusto del Noce
Al direttore – Le questioni poste da Maurizio Crippa nell’articolo sulla manifestazione di S. Giovanni del 20 giugno – ad oggi la più interessante e densa riflessione che mi sia capitato di leggere in un mare magnum di commenti spesso e volentieri viziati da intolleranza e pregiudizio, per non parlare dell’indegna caciara mediatica scatenata contro Kiko Arguello solo per aver detto una verità di sesquipedale evidenza sul femminicidio (fenomeno per altro ad alto tasso di politically correctness) – fanno tutt’uno con la questione circa il senso e il significato dell’essere cristiani in un mondo e in una società che, diciamolo fin da subito a scanso di equivoci, di Cristo e dei cristiani se ne infischiano altamente. E dove anzi non è difficile scorgere, e l’ideologia del gender con tutti gli annessi e connessi ne è un caso esemplare, il volto dell’Anticristo mirabilmente tratteggiato, in epoca non sospetta, da gente come R.H. Benson e V.Solovev. Continua a leggere “Resistenza senza resa. Perché il Family Day sarebbe piaciuto ad Augusto del Noce”
San Giovanni non fa inganni
Costanza Miriano spiega a un accidioso Camillo Langone (Il Foglio) in che senso la grande piazza di sabato è una vittoria politica, culturale e di fede
Signora Miriano, sono l’Avvocato dell’Accidia e intendo dimostrare innanzitutto a me stesso che la manifestazione pro famiglia di Roma, da lei organizzata insieme ad altri undici laici, nonostante il suo successo ricada nella fattispecie di Ecclesiaste 2,11: “Ho visto tutte le opere che si fanno sotto il sole, ed ecco: tutto è vanità e un correre dietro al vento”.
L’Ecclesiaste non dice certo che l’agire umano è insignificante, ma che tutto va guardato sub specie aeternitatis. Il nostro non è mica stato un concerto. E’ stata un’azione fatta per il bene di tanti, e su tre piani. Primo: quello politico. Abbiamo espresso il massiccio dissenso popolare contro tre leggi. Nessuno oggi riesce a portare oltre un milione di persone in piazza, in diciotto giorni, senza un euro di finanziamento, senza i giornali e la tv: non c’è paragone col 2007, quando la manifestazione che bloccò i Dico fu lungamente preparata e anche, giustamente, aiutata economicamente. Non credo che il Palazzo avrà il coraggio di ignorare quello che è successo. Secondo: il piano culturale. Le persone mi fermano per dire che hanno imparato cose che non sapevano. Quante volte si esce da una piazza con informazioni nuove, con la determinazione a sapere di più? Terzo, per me il più importante: il piano della fede. A San Giovanni ho visto muoversi una chiesa, nel senso etimologico di assemblea, che prende sul serio il ruolo dei laici. Ogni battezzato è sacerdote, re e profeta. Noi abbiamo bisogno dei sacerdoti, innanzitutto perché senza di loro non possiamo avere i sacramenti, ma se vediamo per strada un uomo ferito non è che andiamo a chiamare il prete. Ci rimbocchiamo le maniche e lo soccorriamo. Ecco, noi abbiamo visto un pericolo e ci siamo dati da fare. E i nostri pastori, a partire dal Papa e dai presidenti della Cei e dei Pontifici consigli di famiglia e laici, ci hanno incoraggiati e benedetti.
Continua a leggere “San Giovanni non fa inganni”
E adesso sparate pure
di Costanza Miriano da Il Foglio del 5 gennaio 2015
Sinceramente il giochetto mi ha veramente stancato. È vecchio. Trito e ritrito. Esempio classico: io ti dico che si deve abolire la caccia. Tu mi rispondi cominciando a gridare che i bambini hanno bisogno di mangiare la carne. Io adesso devo perdere gran parte delle mie energie a difendermi, e non posso parlare di quello che mi stava a cuore. Gli americani gli hanno anche dato un nome: è la tecnica dello straw man, una delle più usate per fare disinformazione, e non mi stupisce che la usi Rep. Più o meno è la stessa arma che adoperano i miei bambini quando a metà litigio rimangono a corto di argomenti e urlano “tu puzzi”. Secondo me però utilizzarla sopra i sei anni di età è segno di non grandissima vitalità intellettuale.
Io non voglio parlare di omosessuali. Non ne so niente. Io voglio parlare della famiglia, che è l’unica cosa di cui so qualcosa, e invece mi si accusa di voler far curare i gay.
Come sono finita qui?
di Costanza Miriano
Un’amica – forse atea forse cattoprogressista, di certo intelligentissima, radical chic – me lo aveva detto due giorni dopo l’uscita del mio primo libro: bello. Dici cose vere anche per me che non sono così allineata alla Chiesa. Ma sta’ attenta, perché tutti ti tireranno per la giacchetta, e cercheranno di farti diventare una bandiera di idee che non avrai mai espresso né pensato. Io, col mio formidabile fiuto strategico, pensavo che si sbagliasse. Figurati, chi mai potrebbe ascoltare o addirittura tirare per la giacchetta una come me, che da giorni cerco invano qualcuno che ospiti una presentazione del mio libro (alla fine la moglie di un collega, nel suo negozio peraltro non di libri, ha avuto pietà di me, e tra i figli, i suoceri, le amichette di scuola e due valorose amiche del mare che hanno valicato l’Appennino abbiamo raggiunto la venticinquina di persone). Continua a leggere “Come sono finita qui?”
La teoria del gender non è che “nuovo puritanesimo”
di Nicoletta Tiliacos per Il Foglio
Il filosofo ateista francese Michel Onfray, idolo della gauche grazie ai suoi libri fieramente antireligiosi e libertini, è caduto in disgrazia. Colpa del tweet che aveva lanciato a settembre, in un accesso di puro buonsenso (capita anche agli ateisti, pare). Riferendosi ai programmi scolastici improntati alla negazione della differenza sessuale (il famigerato “Abcd de l’égalité”), aveva scritto: “E se a scuola, al posto della teoria del genere e della programmazione informatica, si insegnasse a leggere, scrivere, far di conto, pensare?”. E’ bastato, perché Onfray fosse accusato di essere un neoreazionario. In Francia, con l’avvento di Hollande alla presidenza e grazie ai suoi tre ministri dell’Educazione, il tema della “decostruzione” degli stereotipi sessuali o presunti tali è al centro di una sorta di nuova rivoluzione giacobina. E il fatto che Onfray non solo non si sia arruolato tra i rivoluzionari, ma che si dimostri critico, ha deluso certi suoi ex fan. Continua a leggere “La teoria del gender non è che “nuovo puritanesimo””
Resa amara di un cattolico di minoranza al demente Zeitgeist, con whisky
di Antonio Gurrado Il Foglio
Ho letto e riletto più volte l’editoriale di Giuliano Ferrara sul Foglio rosa di lunedì scorso, trovandolo amaro ben oltre l’intenzione di stigmatizzare il diritto ad abortire rivendicato in copertina da Internazionale, settimanale di gran tendenza aduso a darsi ragione da sé. L’aborto è solo l’aspetto più cruento di una posta in gioco più alta che coinvolge tutto quello che abbiamo – noi che in senso lato possiamo dichiararci militanti di una minoranza conservatrice – detto e fatto in questi ultimi dieci anni.
Continua a leggere “Resa amara di un cattolico di minoranza al demente Zeitgeist, con whisky”
Io, Costanza e i metodi naturali
Dialogo sul Metodo della vita, e della vita sessuale felice, tra un uomo artificiale e una pluripara appagata. A confutazione dei Carlin Petrini e delle Vandana Shiva che vogliono la natura solo per le pannocchie
di Camillo Langone Il Foglio
Costanza, tu ultimamente mi esorti a parlare di metodi naturali. Ma io che ne so di metodi naturali, io sono artificiale, sono culturale, sono uomo. Tu invece che sei donna e madre puoi dirmi in due parole di che si tratta?
Costanza Miriano: Proprio in parole povere significa sapere che la donna è fertile più o meno cento ore per ogni ciclo mestruale. Il tempo in cui l’ovulo può essere fecondato. Quindi una coppia può valutare quando fare l’amore, tenendo conto del fatto che in quei pochi giorni può nascere un bambino. Se ci si conosce il margine di rischio è bassissimo. Si valutano tutti i segni, chiarissimi, che il corpo femminile manda. Ci si può aiutare anche con dei test in farmacia o con la misurazione di altri parametri. Se vuoi entro nei dettagli ma non vorrei tediarti. Il margine di insicurezza, diciamo tra l’1 e il 5 per cento, è dovuto al fatto che l’ovulazione non la si può prevedere con precisione millimetrica, e gli spermatozoi possono vivere nell’ambiente femminile, a loro congeniale, fino a cinque giorni. Continua a leggere “Io, Costanza e i metodi naturali”
Com’è triste il poliamore, le ridicole profezie di Attali
di Costanza Miriano
Perché? Perché – mi chiedo –nessun direttore mi ha mai mandato a liberare la pernacchia che è in me, cioè dico a intervistare Jacques Attali? E perché quando una, come Leonetta Bentivoglio, ha queste fortune, le spreca interloquendo seriosamente con lui come se quest’uomo non stesse delirando, in spregio a qualsiasi senso della realtà? Il perché in fondo lo so: l’uomo è tutt’altro che scemo e ininfluente, ed è perfettamente funzionale al disegno culturale del giornale che ne ospita l’intervista. Banchiere, economista, consigliere di Mitterand e Sarkozy, ha una mano o anche due in tutte le istituzioni finanziarie europee che contano e che, senza scomodare immagini di nuovi ordini mondiali, hanno oggettivamente dichiarato guerra alla ragionevolezza della famiglia. Continua a leggere “Com’è triste il poliamore, le ridicole profezie di Attali”
La compagnia dell’agnello
Dialogo con Costanza Miriano intorno al menù di Pasqua, pretesto culinario per incontrare la virtù dell’obbedienza, il sacramento della confessione, i pericoli del vegetarianesimo e una domandina sullo Ior
di Camillo Langone
Costanza, cosa preparerai di bello per il pranzo di Pasqua? Io infornerò l’agnello e spero che non si asciughi troppo, è la cosa che più mi preoccupa.
Da me il piatto forte sarà l’agnello in fricassea.
Non ricordo com’è l’agnello in fricassea.
Cotto semplicemente con olio sale e pepe. A fine cottura si aggiunge un uovo sbattuto e il succo di un limone. Una vecchia ricetta imparata come tutte dalla mamma, che a sua volta l’ha imparata da qualche donna della famiglia. Lo servirò con i carciofi, le erbe amare, la scarola… Continua a leggere “La compagnia dell’agnello”
L’indissolubilità del matrimonio è un dono non una norma
Intervista al cardinal Caffarra
Bologna. Due settimane dopo il concistoro sulla famiglia, il cardinale arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, affronta con il Foglio i temi all’ordine del giorno del Sinodo straordinario del prossimo ottobre e di quello ordinario del 2015: matrimonio, famiglia, dottrina dell’Humanae Vitae, penitenza.
La “Familiaris Consortio” di Giovanni Paolo II è al centro di un fuoco incrociato. Da una parte si dice che è il fondamento del Vangelo della famiglia, dall’altra che è un testo superato. È pensabile un suo aggiornamento? Continua a leggere “L’indissolubilità del matrimonio è un dono non una norma”
Mia madre Chiesa risolverà tutto
di Costanza Miriano – Il Foglio
Credo che sia ormai ufficiale: non sarò mai una vaticanista. Ci sono realtà con cui uno deve fare i conti. Eppure era il mio sogno. D’altra parte anche atletica leggera l’ ho cominciata perché ero innamorata di Sara Simeoni, ma poi ho scoperto che l’asticella mi metteva l’ansia e mi tuffavo sul tappetone passandoci sotto. In compenso ero bravissima nel riscaldamento (ho ripiegato sul mezzofondo). Continua a leggere “Mia madre Chiesa risolverà tutto”
La lettera di Giovanni Lindo Ferretti all’Elefantino
Al direttore – Affaccendato in piccole incombenze da presidio residuale non Le scrivo da tempo ma il Foglio continua a essere la fonte della maggior parte delle informazioni di cui necessito. Da giorni leggo e rileggo la “Lettera a Papa Francesco”, concordo su tutto, potrei sottoscriverla come impegno, perché mi innervosisce oltremodo? Il Santo Padre non può supplire alla nostra inconsistenza politica, alle incapacità, alla pochezza culturale, né può vanificare le pulsioni distruttive che una libertà mortifera impone a furor di legge con orgoglio mondialista e rancore europeista.
Continua a leggere “La lettera di Giovanni Lindo Ferretti all’Elefantino”
La esposa prohibida
di Costanza Miriano per Il Foglio
Lunedì mattina presto vengo svegliata da una telefonata. Appesa al nespolo del giardino – in casa mia non c’è campo – cerco di elaborare pensieri compiuti. Una giornalista molto agitata mi chiede in spagnolo di spiegarle cosa sia la sottomissione, possibilmente in meno di due minuti. Mentre cerco di capire chi sono (sono quella che ha scritto Sposati e sii sottomessa, ma soprattutto sono una in sottoveste appesa a un albero), provo a fare una recensione del mio libro in centoventi secondi. So che è uscito in Spagna, ma non ho altre notizie in merito. Dopo quella, un’altra telefonata, e un’altra e un’altra. Una decina tra tv, radio, agenzie, siti.
Niente ti turbi, shit happens!
di Costanza Miriano
È in corso una sottile guerra di nervi tra me e l’edicolante più vicino a casa. Lui non vende il Foglio, credo per motivi ideologici. Io per vedere di fargli cambiare idea – anche se a volte, ultimamente spesso, non concordo con la linea del giornale, lo trovo divertentissimo – ogni volta che posso passo di lì e glielo chiedo, d’altra parte la finta tonta mi viene benissimo. A volte prendo altri giornali, magari le figurine, e poi dico: “ah, va be’, allora vado da un’altra parte” e lascio tutto. Continua a leggere “Niente ti turbi, shit happens!”
Un Papa che ci converte
di Costanza Miriano da Il Foglio
Una si trova con anni di trincea sulle spalle, veterana, piena di stellette in onore al merito di avere difeso Benedetto XVI a spada tratta in riunioni di redazione, cene di amici, raduni di parenti e assemblee condominiali, a volte anche con i passanti; si è letta di notte i suoi libri meravigliosi ma densissimi, lottando eroicamente contro il sonno e contro Nora Ephron che ammiccava dallo scaffale; ha elogiato la coscienza, si è introdotta allo spirito della liturgia, ha sfoderato sant’Agostino per tenere testa al collega colto; ha vegliato e pregato in piazza san Pietro per far sentire tutto l’affetto possibile al vicario di Cristo martire mediatico, e poi, così, a un certo punto, di botto, stanca e piena di cicatrici ma con ancora la scimitarra tra i denti, in un giorno solo, si ritrova senza preavviso pericolosamente circondata da amici. Continua a leggere “Un Papa che ci converte”
La Chiesa non è e non può essere misogina
di Costanza Miriano – articolo pubblicato su IL FOGLIO del 3 agosto 2013
“Amiche cattoliche della mia rubrica telefonica, dei socialcosi, del blog e della posta, elettronica e a piccione, voi sperate di poter vivere la vostra diversità femminile più a fondo nella Chiesa, e aspettate che il Papa dica una parola su questo?” Lancio la domanda a un congruo campione di donne credenti. Ricevo di rimando una salva di pernacchie, sguardi interrogativi (da quelle in carne ed ossa), risposte del tenore di: “A Costa’, ma che stai a dì?”, “Aho, ma che davero davero?” “Più responsabilità? Ancora? Ma che, sei matta? Vuoi un po’ delle mie?”
Ritanna Armeni ha scritto sul Foglio che “anche le donne più rispettose e comprensive, che hanno dedicato la loro vita alla Chiesa, non possono non definirla misogina”.
Continua a leggere “La Chiesa non è e non può essere misogina”















