E adesso sparate pure

di Costanza Miriano

MCCARTHY

di Costanza Miriano  da Il Foglio del 5 gennaio 2015

Sinceramente il giochetto mi ha veramente stancato. È vecchio. Trito e ritrito. Esempio classico: io ti dico che si deve abolire la caccia. Tu mi rispondi cominciando a gridare che i bambini hanno bisogno di mangiare la carne. Io adesso devo perdere gran parte delle mie energie a difendermi, e non posso parlare di quello che mi stava a cuore. Gli americani gli hanno anche dato un nome: è la tecnica dello straw man, una delle più usate per fare disinformazione, e non mi stupisce che la usi Rep. Più o meno è la stessa arma che adoperano i miei bambini quando a metà litigio rimangono a corto di argomenti e urlano “tu puzzi”. Secondo me però utilizzarla sopra i sei anni di età è segno di non grandissima vitalità intellettuale.

Io non voglio parlare di omosessuali. Non ne so niente. Io voglio parlare della famiglia, che è l’unica cosa di cui so qualcosa, e invece mi si accusa di voler  far curare i gay.

Trovo che sia questa la grande vittoria degli attivisti lgbt: riuscire a mettersi sempre in cima all’agenda, pur rappresentando un numero infinitamente piccolo di persone rispetto al totale. Punto. Chiuso l’argomento. Chi vuole può leggere i miei libri, articoli, ascoltare gli interventi e cortesemente segnalarmi i passaggi da “omofoba”, perché così Rep. definisce il convegno che faremo a Milano io e i miei tre amici. Se uno poi fosse colto da un grave attacco di onestà intellettuale potrebbe addirittura ascoltare su youtube l’incontro, perché è un format che abbiamo già ripetuto più volte a Roma. Nessuno di noi ha mai detto che i gay vanno curati. E già mille battute se ne sono andate, porca miseria.

Il punto è che lo straw man si rende necessario a chi non la pensa come noi, diventa l’unico loro baluardo contro la pervicace, ostinata, ottusa, oscurantista realtà, che vuole che i bambini vengano da un maschio e da una femmina. Sul tema è l’unica cosa che abbiamo detto e che diremo sempre anche se dovesse costarci il carcere, come avrebbe voluto la legge Scalfarotto: i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre. Prima per essere messi al mondo, poi per essere allevati. Lo sanno tutti, è talmente vero che per coprire la forza della verità bisogna urlarci contro delle bugie. Io capisco, davvero, sinceramente, il desiderio di paternità e di maternità delle persone omosessuali, ma purtroppo bisogna gridare dai tetti cosa c’è dietro la realizzazione di questo desiderio: persone vendute o affittate, donne sfruttate (femministe, dove siete?), embrioni  congelati, figli che non conosceranno mai la storia del loro patrimonio genetico (come si chiamerà mio padre? Hy698?), una cryogeneration da incubo, bambini che vogliono la mamma e piangono per anni.

Se questa è omofobia, sono contenta che gli attivisti lgbt siano usciti allo scoperto. Se parlare di famiglia è omofobia, non ci posso fare niente (anche se dalle reazioni scomposte ho dei dubbi su chi abbia paura di chi: io me ne frego dei gay pride e dei convegni umoristici tipo “L’invenzione dell’eterosessualità”: è vero, non è uno scherzo, lo hanno fatto davvero). Se dire che è necessario rapportarsi a una figura maschile e a una femminile è omofobia, non ci posso fare niente. È la vita che è omofoba. Se è omofobia paragonare l’ideologia del gender ai totalitarismi nazista e comunista, allora anche Papa Francesco è omofobo. “Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma… Vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del “pensiero unico”… A volte, non si sa se si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione“ (11 aprile 2014).

La famiglia, a cui è affidata la sopravvivenza della vita, in Occidente rischia la pelle. Parlare invece degli lgbt è come mettersi a fare la manicure a uno in coma profondo. La famiglia non è sostenuta da nessun punto di vista, né fiscale né legislativo, l’aborto uccide milioni di bambini in Europa, e quasi tutti quelli malati, la pillola ha illuso le donne di avere finalmente il potere, quando invece glielo ha tolto. Io nei miei incontri parlo di queste cose, parlo di famiglie, imperfette, difettosissime, potenziale culla di nevrosi e ogni sorta di problemi, ma comunque l’unica possibile forma di unione stabile delle due persone che hanno generato quella nuova vita. Chiunque sia stato bambino sa quanto sia importante vedere che quelle due persone che si sono volute bene così tanto da farmi nascere stiano insieme ancora oggi: quell’unione è per il bambino il permesso di continuare a esistere, e la garanzia che valga la pena vivere. La famiglia non è mai a tinte pastello. È fatta di carne e sudore e a volte lacrime, non profuma sempre di crostata sfornata e bucato immacolato. A volte puzza di bugie e fatica e disordine. A volte sembra qualcosa che ci impedisce di spiccare il volo, ma poi scopriamo che era proprio quello che ci custodiva da noi stessi, da quel mistero che è nel cuore di ogni uomo, così come il padre protegge i figli dall’onnipotenza materna, e la madre difende i figli dall’egoismo paterno. Infine nei miei incontri parlo spesso anche del linguaggio maschile aderente ai fatti  e di quello femminile, un linguaggio tonale dove le parole non significano mai solo quello che dicono (come ho letto da qualche parte, se a chiamare dall’Apollo 13 la torre di controllo fosse stata una donna la conversazione sarebbe stata più o meno: – Houston abbiamo un problema. – Dicci pure. – No, non importa… – Dai, ti ascolto – No.. Va be’ non importa… se non ci arrivi da solo…).

Per finire, quanto all’accusa che campeggiava ieri in prima pagina su questo giornale e dalla quale so già che non mi libererò facilmente,  innanzitutto voglio dire che credo che la responsabilità individuale sia uno dei tesori della cultura giudaico cristiana, quindi io parlerei o scriverei ovunque mi facessero dire quello che penso. Poi vorrei chiarire che né io né i miei compagni di strada abbiamo mai detto che i gay vanno curati.

Infine dico che non mi turba il fatto che tra i promotori dell’incontro (per il quale, detto per inciso, noi non prendiamo un euro) ci sia Obiettivo Chaire, un’associazione che accoglie e rispetta le persone che vivono con sofferenza la propria identità sessuale e non si propone affatto  di curarle ma di sostenerle alla ricerca di sé. Io conosco e stimo molto due che ci lavorano, so quanto pagano di persona per questo loro impegno, e siccome non sono solita scaricare gli amici non lo farò neppure questa volta. Credo che se una persona viva con disagio la propria identità sessuale, non per la condanna sociale (l’ingiusta discriminazione va punita, e le leggi ci sono già) ma per la propria sofferenza interiore, abbia il diritto di chiedere aiuto a chi vuole, se è lui che lo vuole, a patto che lo faccia liberamente, e non venga indotto o spinto in nessun modo. Non ci trovo niente di scandaloso o offensivo per nessuno. E adesso sparate pure.

49 commenti to “E adesso sparate pure”

  1. Magra consolazione è che la tecnica dello “straw man” è stra(W)usata anche da molti qui su questo blog…

    Su detta tecnica il dubbio che sempre mi sovviene è: “ma ci sono o ci fanno?!”
    Cioè rilanciano lo straw in buona o smaccatamente in mala-fede?

  2. Costanza non giustificatevi mai con quei mentecatti, non ne vale la pena. E grazie per quello che fate.

  3. Per consolarti meglio…. il servizio di chiusura del TG3 ore 19.00 era dedicato a voi…. e non 45 secondi ma almeno 3 minuti.
    Gli unici che vi ( ci ) hanno difeso ( secondo il suddetto tg ) sono i leghisti ( nel senso di omofobi razzisti )

  4. Per quanto riguarda l’allusione di Costanza a “accusa che campeggiava ieri in prima pagina su questo giornale” e per chi ancora non ne fosse informato (credo pochi!) si può vedere la NBQ qui:

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-le-scemenze-col-botto-e-un-po-intolleranti-di-ferrara–11409.htm

    Comunque questa polemica squallida serve almeno a svelare i cuori: se c’erano pochi dubbi sul contenuto dei fanatizzati lgbt, adesso possiamo avere le idee definitivamente chiare su cosa c’è in quello di Ferrara, che almeno ha consentito una replica.
    Coraggio, preghiere assicurate!

    • Io compro due quotidiani, quello della mia città e Il Foglio. Non avrei potuto permettermi di acquistarne un terzo, come avrei voluto (La Croce). Ma ora farò a meno del Foglio.

      • io no. continuerò a leggerlo. a parte il fatto che l’elefantino mi pare abbia specificato di essere caduto nel trappolone di rep.( anche se in coda ricorda la collaborazione con nicolosi di chaire (embé,dico io?) oggi vi era un interessante articolo sul sinodo scritto da g.weigel su first things.

        la cosa preoccupante è che la disinformazione fatta da rep. venga presa per buona.
        sembra quasi che il malefico per eccellenza si diverta a portare scompiglio anche dove -pur essendo solo atei devoti- non ve ne era. vedi pure caso messori attaccato addirittura dal direttore di avvenire.

        bene ha fatto la Miriano a chiarire, così come su quel numero di ieri del Foglio, hanno chiarito Introvigne per alleanza cattolica e Amicone direttore di Tempi.

  5. Forza, Costanza, sono solo degli straw… (men)

  6. Il 17 a Milano ci sarò. Forza Costanza.

  7. Discorso logico e razionale. Qui la fede non c’entra nulla. La ragione é dalla tua parte. Brava Costanza.

  8. L’ha ribloggato su paolabellettie ha commentato:
    Costanza , siamo con te. Che poi tu hai la grazia e la capacità di trovare le parole e gli argomenti e la ragione ben oliata e il rispetto per gli altri e tanto altro. Tanti balbettano e si lasciano intimidire o vanno in confusione .

  9. Le “scemenze col botto” (e un po’ intolleranti) di Ferrara
    di Luigi Santambrogio

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-le-scemenze-col-botto-e-un-po-intolleranti-di-ferrara–11409.htm

  10. Non sarà proprio attinente con l’articolo di costanza ma alla fine di questa giornata desidero augurare a tutti un buon inizio di anno con questo pensiero:
    “I Magi trovarono Gesù in una grotta. Lo trovano dove mai avrebbero pensato di trovarlo. Lui si trova dove noi non pensiamo possa trovarsi!
    (dagli scritti di un padre della Chiesa).
    Buona epifania e buon 2015

  11. Grande Costanza!!! La tecnica dello “straw man” PURTROPPO oggi viene anche utilizzata nei programmi televisivi e anche tra i nostri cari politici!!! Coraggio, tifiamo tutti per te! 🙂

  12. In Svezia e altrove si è deciso che bisogna curare i bambini e le bambine della grave patologia di sentirsi machio o femmina – e lo si sta facendo realmente, non a porole, a livello istituzionale. Ma possibile che i maschi e le femmine non sappiano creare un movimento a livello mondiale che difenda la loro specificità contro la relativa “fobia” con gli stessi argomenti usati dagli lgbt? E se una sparuta minoramza riesce a condizionare mezzo mondo, se non tutto, cosa non potrebbe fare uma maggioranza schiacciante? Veramente i figli di questo mondo sono più scaltri dei figli della luce!

  13. Bravi Costanza, Mario, Marco, padre Maurizio! Sono con voi e …. non prevalebunt!

  14. Carissimi quattro moschettieri dello Spirito Santo, “non temere” è per ciascuno di voi e siccome che il motto è sempre “Uno per tutti e tutti per Uno”… anche se sparano avete in dotazione il giubbotto antiproiettile più robusto che ci sia: la corazza spirituale. Smack! 😀

  15. Quando finirò di applaudire avrò il tempo di scrivere qualcosa. Avanti così, a tutta cari clap clap clap! Non riesco a fermarmi, sei eccezionale.

  16. Cara Costanza,da buon padre di famiglie ti ringrazio per gli argomenti che tratti, obiettivi e semplici da capire e spiegare anche a 3 figlie. Man mano che il tempo passa ho la possibilità di colloquiare con famiglie che sono all’oscuro di quanto sta accadendo in Parlamento. Informate, informiamo, condividiamo , ma non permettiamo che questa ideologia possa incunearsi negli ambiti più delicati dell’educazione (dopo la famiglia si intende) quali quelli della scuola. Loro non sanno che in milioni siamo disposti ad andare “dentro” pur di testimoniare il nostro credo. CONTINUATE !!

    • “Hollow men” ( T. S. Eliot ) che utilizzano lo straw man……
      …..siamo tutti hollow men, ma abbiamo bisogno della vostra voce fuori campo che ci ricorda che grazie al cielo….” Tuo è il regno…”

      Non abbiate paura!!!
      È solo pula…roba di paglia😉
      Proseguite!
      Grazie Costanza, Maurizio, Mario…..

  17. Io non “sparo” a Costanza Miriano, ma sottoscrivo quanto ha avuto il coraggio di scrivere: adesso sparate anche a me!

  18. Cara Costanza, sugli inquadrati, ideologizzati di Repubblica c’è solo da stare allegri, perché se si stanno agitando così tanto, significa che state dando molto fastidio, e questo è un bene. Non sopportano che ci siano ancora pensatori liberi in circolazione, quindi hanno dovuto iniziare, per contrastarvi, con un attacco menzognero, senza esclusione di colpi. Mi meraviglia, invece il delirio acido di Ferrara: lo ritenevo più “indipendente”, ma evidentemente mi sbagliavo. Pregherò per te, per i tuoi amici e per la lotta che state portando avanti per tutti noi e per il futuro dei nostri figli. Grazie di cuore.

  19. Da una parte la reltà innegabile e astorica dellla relazione maschio-femmina, fecondazione, figliolanza, allevamento della figliolanza da parte dei capi branco machi-femmine eccetra, secondo il sani e inconfutabili principi del vero insufflati da Dio. Dall’altra la trombetta conformista della Repubblica, che pretenderebbe negare quello che non è negabile, e tutto svuotare di VERO senso. Dalla padella nella brace!

  20. Leggendo il primo articolo di Ferrara e la replica successiva agli interventi di Costanza, Introvigne ed Amicone mi sembra che questo episodio serva a chiarire bene la differenza finora forse non ben chiara tra una posizione solo intellettuale, come quella di Ferrara, ed una urgenza reale di chi vede i propri figli esposti a cose che già stanno succedendo nella normalità delle situazioni di vita. Per ricordare la chiusa rivelatrice di un editoriale recente di Ferrara, lui è’ principalmente affascinato dalla verità della fede come stella fredda che illumina la realtà, qui si tratta invece del caldo incontro che ha a che fare con la carne ed il sangue della vita delle persone e che ti fa saltare sulla sedia quando vedi questa carne e questo sangue violentati dall’ideologia montante.

    • Elisabetta, gli hai fatto il ritratto (a Ferrara). E’ come in san Paolo: “Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita”.

  21. Non sa che tristezza, per me, leggere questo suo articolo oggi che è venuta a mancare Flavia Madaschi.
    Non sa che tristezza, per me, vedere che una persona della mia famiglia, mia sorella, la pensa come lei ed ha condiviso questo suo articolo su facebook.
    Non sa che tristezza leggere le sue premesse, di non volere parlare di omosessualità, di non avere mai scritto una riga che fosse omofoba, arrivando a sfidare i suoi lettori a trovarne… quando poi il contenuto dell’articolo contraddice le sue premesse, con un concetto di famiglia che si permette di definire lei come universalmente valido. Lei non vuole riconoscere il diritto di definirsi famiglia a chi non è in una coppia etero, e questo la mette di fatto contro le istanze di tutta la comunità glbt; abbia quindi il coraggio di ammettere che ha sbagliato a scrivere le sue premesse, perché lei sta parlando molto chiaramente di omosessualità, e ammetta con sincerità di parlarne senza saperne niente, premessa questa che trovo invece sì molto azzeccata.

  22. Le istanze di tutta la comunità lgtb?! Ma stiamo scherzando? La comunità lgtb non è d’accordo neanche su quale deve essere l’acronimo più corretto per indicare se stessa, figuriamoci sulle sue istanze. Il “diritto di definirsi famiglia” semplicemente non esiste, chiamiamola piuttosto pretesa, al pari di molte altre, che può essere più o meno assecondata, e che comunque è istanza al massimo di una parte della comunità lgtb. Infine, l’intervento di David dimostra per l’ennesima volta che si da dell’omofobo (implicando quindi un’odio personale) a chiunque non condivida queste benedette “istanze”. Anzi, anche a chi non sia interessato a parlarne costantemente.

  23. Le sparo una cordiale stretta di mano. 🙂

  24. Grande, continua a far sentire la tua voce, che è la voce di tanti!!
    E grazie

  25. Grande, continua a far sentire la tua voce, che è la voce di tanti!!
    E grazie.

  26. Vorrei esserci anch’io ma non sarà possibile, potreste valutare l’idea di trascrivere gli interventi e pubblicarli? Grazie!

  27. Grazie, Costanza!

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