Sindrome di Down, la “soluzione finale”

di admin @CostanzaMBlog

 

Un dipinto fiammingo del XVI secolo esposto in questi giorni al Met di New York. Si vedono un angioletto e un pastorello affetti dalla sindrome di Down

di Giulio Meotti  per  Il Foglio

E saremmo davvero noi, cinquecento anni dopo, i “progressisti”? Un anonimo fiammingo nel XVI secolo realizzò un bellissimo quadro dell’Adorazione del Bambino Gesù, che viene esposto oggi al Metropolitan Museum di New York. Nel quadro, osservando bene, tra gli adoranti si trovano un angioletto e un pastorello affetti dalla sindrome di Down. Non sappiamo se l’artista li abbia usati semplicemente perché facevano parte della sua stessa famiglia, o perché la sua visione artistica aveva una disposizione particolarmente comprensiva nei confronti dell’umanità.

Un dipinto fiammingo del XVI secolo esposto in questi giorni al Met di New York. Si vedono un angioletto e un pastorello affetti dalla sindrome di Down.

Cinquecento anni dopo, quegli stessi volti “orientali” fatichiamo a trovarli per strada. Che sta succedendo? Ogni anno, il 21 marzo, si celebra la “Giornata della sindrome di Down”. Ma per quanto a lungo ancora? Quando è stata l’ultima volta che avete visto qualcuno con la sindrome di Down? Un film, “Ventiquattro settimane”, ha appena scosso le coscienze in sala durante la proiezione al Festival di Berlino.

La pellicola della regista tedesca Anne Zohra Berrached narra la storia di Astrid, incinta di quattro mesi, che viene a sapere che suo figlio nascerà con la sindrome di Down, la malattia descritta per la prima volta nel 1866 da John Langdon Down. La donna deve decidere se interrompere la gravidanza. Ha scosso il film, perché non soltanto in Germania oltre il 90 per cento delle donne sceglie l’aborto se il bambino ha la trisomia 21, ma anche per il passato tedesco, con lo spettro dell’eutanasia nazista dei bambini disabili che ricorre anche nel film. Di recente, la Zeit aveva dedicato uno speciale alla trisomia dal titolo: “Wer darf leben?”. Chi può vivere Perché la società occidentale ha inventato nel Novecento forme di eugenetica democratica, ha obiettato orripilata a quella nazista, e adesso si è pentita dell’obiezione. Il Daily Telegraph commenta che nuovi test genetici prenatali porteranno alla definitiva “estinzione” dei Down.

Nell’articolo, Tim Stanley scrive che l’aborto dei bambini Down in Inghilterra ha visto una impennata del 34 per cento fra il 2011 e il 2014. Nel 2014, sono stati 3.100 gli aborti effettuati per questa ragione. Nel 2011 erano stati 2.300. Una organizzazione di mamme inglesi si batte contro questa pratica e distribuisce t-shirt con scritto: “State calmi, è soltanto un cromosoma in più”. Cosa sono questi test? Sono in grado di analizzare il Dna del bambino dal sangue della madre. Un test “fai da te” giudicato “non invasivo”, a differenza dell’amniocentesi e la villocentesi, ma che ha sollevato lo spettro dell’eugenetica nei paesi dove è già in circolazione. Test in grado di determinare se il bambino è affetto da trisomia 21, la sindrome di Down. Didier Sicard, il celebre internista dell’Hôpital Cochin di Parigi, già presidente del comitato di Bioetica francese, ha scritto che con questi test “la nascita di un figlio con sindrome di Down sarà considerata un errore medico. Il sistema francese ha fatto di questo ‘sradicamento’ una questione di sanità pubblica. Il principio di precauzione ha portato alla selezione dei non nati. E’ eugenetica”. Associazioni di persone con sindrome di Down si battono presso la Corte europea per i diritti umani chiedendo di abolire il test. Uno di questi test si chiama “Harmony”. Lo slogan dice tutto: “24 millilitri di sangue per scoprire la sindrome di Down”.

Christie Hoos, una madre canadese, aveva postato una foto di sua figlia che ha la sindrome di Down sul suo blog personale. Per scoprire poi che quella foto era stata utilizzata da una società che vende uno dei test in questione. Il prodotto pubblicizzato si chiama “Tranquility” ed è realizzato da una società di biotecnologia svizzera. “Tranquility” utilizza campioni di sangue materno per verificare la presenza di sindrome di Down. Con la foto della ragazzina trisomica c’era anche l’avvertenza: “Non lasciate che questo accada a voi”. “Lebensunwertes Leben” si diceva in Germania settant’anni fa: vita indegna di essere vissuta. Già oggi, anche senza i test, i bambini trisomici stanno scomparendo. In Inghilterra, la metà dei bambini abortiti perché Down non vengono neppure registrati, secondo un’inchiesta parlamentare condotta per conto del ministero della Sanità. Uno studio britannico ha scoperto che il numero dei bambini Down è sceso del 21 per cento tra il 1989 e il 2003. E proprio mentre le donne hanno cominciato in un numero sempre maggiore a ritardare il parto oltre i 35 anni, aumentando sensibilmente la probabilità di concepire un bambino disabile. Il dottor Brian Skotko, uno dei massimi esperti in America di trisomia, ha scritto un saggio scientifico chiedendosi se la sindrome di Down “sparirà”.

Dal 1974 al 2015, il numero di bambini Down negli Stati Uniti è calato del 30 per cento. In Francia e in Svizzera, su cento gravidanze con sindrome di Down, sono 96 quelle che attualmente vengono interrotte. Il deputato francese Olivier Dussopt, come riporta l’agenzia di stampa Gènéthique, ha detto: “Quando sento che ‘purtroppo’ il 96 per cento delle gravidanze con sindrome di Down finisce con l’aborto, la vera domanda che mi faccio è perché ne rimane il quattro per cento”. Proprio in Francia uno spot televisivo, trasmesso in occasione della Giornata mondiale per le persone Down il 21 marzo di due anni fa, premiato a Cannes e diffuso anche dall’Onu, faceva parlare i bambini con la sindrome cromosomica più diffusa al mondo. Il Consiglio superiore per l’audiovisivo, il massimo organismo di sorveglianza del settore in Francia, ha vietato il filmato perché “indirizzandosi a una futura madre, sembra avere una finalità ambigua e può non suscitare un’adesione spontanea e consensuale”.

La Fondazione Jérôme Lejeune, che porta il nome del celebre medico che scoprì l’origine genetica della trisomia 21 ma cui non fu mai perdonata la sua condanna dell’aborto, ha denunciato che “la Francia è il paese leader nell’eliminazione dei bambini con trisomia 21 prima della loro nascita”. Ma altrove è lo stesso. Numeri impressionanti. Uno studio del 2007 ha rivelato che il 92 per cento delle donne in Olanda ha interrotto gravidanze di bambini con sindrome di Down. In Spagna saliamo al 95 per cento di eliminazioni, tanto da spingere il direttore della Fundacion Vida, Manuel Cruz, a dire che i bambini con sindrome di Down sono “in pericolo di estinzione” nella penisola iberica. In soli quindici anni si è passati da un bambino trisomico su 600 nati a uno su mille. Il numero dei bambini Down in Spagna è diminuito nell’ultimo quarto di secolo di più del 50 per cento. Tanto da spingere l’associazione spagnola dei malati di sindrome di Down, “Down España”, a lanciare una petizione al precedente esecutivo, quello guidato da José Luis Zapatero, perché abolisse la norma eugenetica voluta nel 2010 dal suo governo. E in Italia? Le interruzioni di gravidanza riguardanti i bambini affetti dalla sindrome di Down sono cresciute in questi dieci anni a una media annua del 17 per cento. Un altro segnale della lenta scomparsa del “problema Down” sono i fondi allocati negli Stati Uniti alla ricerca scientifica da parte dei National Institutes of Health. 22 milioni di dollari annui, contro i 68 milioni per la fibrosi cistica, una malattia che coinvolge 30 mila americani rispetto ai 400 mila con la sindrome di Down. 100 dollari a testa è quanto viene investito dalla ricerca per un trisomico, contro tremila euro per uno affetto da fibrosi. “I genetisti si aspettano che la trisomia scomparirà, perché quindi finanziare la ricerca?”, ha detto al New York Times il dottor Alberto Costa, uno dei più impegnati in America sulla sindrome di Down. Ma il record mondiale spetta alla Danimarca. Il numero di bambini nati con sindrome di Down in Danimarca è diminuito drasticamente negli ultimi anni, tanto che entro la data fatidica del 2030 potrebbe già essere un brutto ricordo. Copenaghen vuole diventare “il primo paese ‘Down free’”. Nel 2015, il 98 per cento delle donne incinte con bambini Down ha scelto di avere un aborto. “Ci stiamo avvicinando a una situazione in cui quasi tutte le gravidanze vengono interrotte”, ha detto alla stampa danese Lilian Bondo, a capo dell’associazione di ostetricia Jordemoderforeningen.

Dal 2004, tutte le donne incinte in Danimarca sono state in grado di approfittare di un’offerta di studi fetali del sistema sanitario al fine di rilevare anomalie all’inizio della gravidanza. Fino al 2004, solo le donne oltre i 35 anni ne facevano ricorso. Nel 2014, in Danimarca sono nati soltanto due bambini Down per scelta, 32 per “errore diagnostico”. Lo teorizzano pure ideologicamente come “sorteringssamfundet”: ordinamento della società. Si eliminano i disabili per rendere migliore la comunità. Nella televisione danese si trasmettono programmi su quanto sta accadendo. Uno porta il titolo “Død over Downs”: morte ai Down. Non è strano contemplare un mondo senza più persone Down, la più famosa e la più comune delle disabilità psico-fisiche? Ci ripetono ogni giorno che questi bambini trisomici hanno sempre maggiori opportunità di vivere a lungo (la loro aspettativa di vita è passata da 25 a 60 anni) e meglio rispetto al passato. Ogni settimana sulla stampa si pubblicano storie di ragazzini Down che diventano reginetta del ballo, atleti, persino modelle, parlamentari, consiglieri comunali, suore.

Eppure, stiamo sempre più galoppando verso un mondo perfetto, dove non vedremo più in giro bambini con quegli strani e goffi volti, perché stiamo “curando” la loro malattia con l’eugenetica. Accadde già a un bambino tedesco nel 1941. Viveva nella Baviera sud orientale con i suoi genitori e venne portato via di casa soltanto perché aveva la sindrome di Down. Nessuno lo vide mai più. Venne ucciso nel programma di eutanasia “Aktion T4”. Aveva un cugino di nome Joseph Ratzinger.

fonte: Il Foglio

 

*L’immagine del post è un  dipinto fiammingo del XVI .Si vedono un angioletto e un pastorello affetti dalla sindrome di Down

69 commenti to “Sindrome di Down, la “soluzione finale””

  1. Dio mio, dove stiamo andando.

  2. La Storia Non è più Maestra di Vita!
    Comincia male la mia giornata, dopo questa lettura. Con che cuore andrò dai miei utenti disabili, stamattina? E se leggo che tutto ha il fine di migliorare la società, mi viene voglia di stracciarmi le vesti e urlare per far sentire la mia voce: la società non migliora sopprimendo, ma accogliendo. Lo so che non è una passeggiata stare accanto a una persona disabile, ma so anche il bene che fa. Vorrei guardare negli occhi i sostenitori di queste pratiche eugenetiche: poi li prenderei per mano e li porterei con me a lavorare con i disabili. Oh, quante cose si imparerebbero se si guardasse un disabile per quello che è, una persona, e non per il suo peso economico negativo…

  3. Però poi in televisione quando a Ballando con le stelle balla la concorrente down. …… tutti a spellarsi le mani per gli applausi…….

  4. Usiamo la nostra voce, verso la terra e verso il Cielo!

  5. …a parte l’approfondimento di tutto il discorso, non mi riesce di capire perché esistano associazioni di persone con la sindrome di down e non che si battono perché sia abolito il test (obbligatorio?) dal quale si potrebbe prevedere la nascita di un bambino con trisomia.

  6. Che tristezza!!
    Io lavoro al banco di solidarietà di Varese, e settimanalmente, da anni, ho a che fare con persone anche con la sindrome di Down….ma che problema c’è!?!???…sono creature di Dio anche loro!!!….e spesso, sono più umani, sinceri, belli e positivi sulla vita che tanta gente “normale”!!!! Ce n’è uno in particolare, che tutte le volte che arriva, viene a salutarmi nel mio ufficio, con un sorriso grande grande come il suo bel faccione!!!….qs non è bellezza e grazia!!!

  7. Comunque il test non è obbligatorio. Benché le mie gravidanze siano iniziate dopo i 35 anni, e l’amniocentesi mi spettava gratuita, non l’ho fatta (e nemmeno test meno invasivi come translucenza nucale o altro).
    Ormai non vogliono più aiutarci a vivere, ma solo a morire. In realtà dovrebbero aiutarci a morire insegnandoci a salvarci l’anima…. ma ci vogliono convincere che dopo non c’è nulla, o al limite solo il paradiso per tutti.
    Eppoi quando succedono disgrazie sentiamo chiedere “dov’è Dio?”. Abbiamo deciso di vivere senza di Lui, eppoi ce la prendiamo con LUi.

    • cinzia:

      …”non vogliono più aiuatrci a vivere, ma solo a amorire”. Chi sarebbero costoro?
      “Ce la prendiamo con Lui”. Chi?

      • Pensavo fossero chiare entrambe le cose. Legge sull’aborto, legge sull’eutanasia (che arriverà tra poco), fecondazione eterologa etc….. insomma, chi fa queste leggi…. e chi cerca di convincerci che sono per il nostro bene!

        Chi è Lui (con L maiuscola!). Indovina…..

  8. Io per entrambe le gravidanze son partita dall’idea di non fare l’amniocentesi, la prima volta avevo 27anni e la seconda 30. Però quando alla prima mi hanno detto, durante l’eco morfologica, che la bimba aveva ben 3 “marker” di malattie gentiche l’ho fatta, non per poterla eliminare in extremis, ma per essere preparati nel caso fosse stata malata ad accoglierla al meglio delle nostre possibilità. Poi abbiamo avuto la grazia di avere due figli sani… però il male non sta nei test ma nello scopo per cui sono stati creati/usati. Sicuramente ci fosse stata la possibilità di un test sul sangue l’avrei preferito all’amniocentesi.

  9. Piu’ ci allontaniamo dalla legge Dio e sempre piu’ le tenebre invaderanno il mondo: al principio era la Luce…ma fu rifiutata. Non passera’ molto tempo che la prevaricazione morale e il razionalismo umano devoluto di Amore ci faranno pagare in modo mai visto prima le conseguenze del suo vivere ed operare. Dopotutto anche la Giustizia vuole la sua parte nell’equazione sbagliata della nostra interpretazione della vita e di come dovremmo vivere. Battiamoci il petto e diciamo insieme: nostra colpa. Auguriamoci una Santa Pasqua e vediamo se crediamo ancora che un uomo Dio si e’ immolato sulla Croce per la nostra salvezza eterna in Paradiso con Lui, Paul

  10. Della serie: ce la cantiamo e ce la suoniamo… http://docs.dpaq.de/10520-worldhappiness_v1.pdf

  11. Nessun test è obbligatorio. Sono le persone che decidono se farli e se si utilizzano i test vuol dire che si è già deciso di fare una scelta precisa, altrimenti perché sapere se c’è una anomalia genetica o di altro tipo? La novità, se così la si può definire, è che oggi sono sempre più disponibili gli strumenti per sapere con anticipo se una gravidanza procede bene e stanno scomparendo quelli disposti ad accettare l’idea di mettere al mondo un bambino che non sia sano. E siccome ciò che si può fare, prima o poi si realizza, saranno sempre meno i nati con disabilità gravi. La colpa non è delle leggi: le leggi consentono, ma chi sceglie di servirsene sono le persone con nome e cognome.

  12. E’ una realtà funzionale all’unico vero dio che ormai dispone e regna su questo mondo. Si chiama egoismo.

  13. Mi ricordo che un po’ di tempo fa, su questo blog, si criticava la pratica dell’amniocentesi perchè anche metteva a rischio la vita del nascituro. Ora che c’è solo bisogno di una analisi del sangue il “solo” dilemma è abortire o no.
    Ma la Chiesa obbliga una donna a partorire un bambino (per esempio) down? Abortire un bambino down è peccato?
    E perché, in ogni caso, considerare una efferatezza, non accettare di avere un bambino down? E poi non ci sono solo i bambini dawn da considerare, ma tanti altri casi indesiderati? Allora, verrà detto,, si vive solo per soddisfare i nostri vili desideri, senza accettare la vita donata (se noi non lo impedissimo) a questi bambini meno fortunati?
    Non è un problema da nulla, e mi meraviglio che tanti mostrino averci la risposta già pronta.

    • Infatti non è un “problema da nulla”…
      Ma la Chiesa non “obbliga” nessuno a far nulla.

    • “Abortire un bambino down è peccato?” certo che lo è, come lo è abortire qualunque bambino, sia esso sano o malato, bianco o nero, maschio o femmina.
      Come lo è uccidere un qualunque essere umano (che è la stessa cosa).

    • Perché meno fortunati? Io ho un parente acquisito down (il fratello di mia cognata): è felice come una Pasqua. Non faccio nomi ma conoscevo un letterato ora mancato che aveva una figlia down. Era la prima di 4 figli venuta dunque quando lui e la moglie erano giovani. L’hanno sempre tenuta in istituto (sospendo il giudizio sul perché). Lui scrisse pure un libro su di lei che però stava in istituto… I genitori di mia cognata non erano letterati e non scrivevano libri però il figlio lo hanno sempre tenuto con loro. La differenza di educazione, di felicità e di capacità tra i due era palese. La ragazza, dopo la morte dei genitori, è morta prematuramente, il fratello di mia cognata sta benissimo, ha 50 anni, legge, ha interessi, amici ed è perfettamente autosufficiente. I down possono condurre una vita normale, gli anormali sono quelli che si vergognano di loro.

      • @Giusi
        Che fine aveva fatto? La pensavo ieri e oggi… Non leggendo più i suoi post… 😉

        Per una volta, sono d’accordissimo con lei: La felicità di una persona dipende in larga parte da chi lo circonda.

      • …non volere che le cose vadano come tu vorresti che andessero, ma che vadano così come vanno
        e bene sarà.
        Il quale discorso pole essere interpretato (e reinterpretato in diversi) modi..
        Dopo avere ascoltato la cognata (o il cognato). ovviamente!

        • Alvise ogni tanto mi rifiuto di capire i tuoi contorcimenti anche perché ho il sospetto che non significhino nulla.

  14. “Nella televisione danese si trasmettono programmi su quanto sta accadendo. Uno porta il titolo “Død over Downs”: morte ai Down”

    Sì, è vero, quella di cui sopra sopra è ina serie televisiva che (come si direbbe oggi) si interroga su questa disparizione dei down in Danimarca. Senza commenti di tipo morale o moralistico, solo questo fenomeno della “estinzione” in atto di questa categoria di esseri viventi causata da altri esseri viventi (cosiddetti).

  15. Ricordo che mia moglie, incinta, doveva fare l’ecografia un po’ prima del 4° mese. Per un problema gliela avevano dovuta posticipare e l’infermiera era preoccupatissima perché in caso di ‘problemi’ non avrebbe più potuto abortire. Mia moglie le rispose di stare tranquilla perché non avrebbe abortito comunque. Non so negli altri Paesi, in Italia l’aborto perché il nascituro è down è assolutamente illegale, per cui la responsabilità dei medici, che fingono di riscontrare gravi problemi psicologici nella madre come giustificazione, in questi casi è gravissima. Evidentemente sono loro a soffrire di gravi amnesie visto che non ricordano più il giuramento di Ippocrate.
    Se (speriamo di no) riusciranno a far sparire i down, a chi toccherà dopo? Perché è chiaro che questa demoniaca ricerca della società perfetta non potrà certo fermarsi qui.

    • A chi toccherà dopo? (Ri)guardatevi il bellissimo film “GATTACA” e lo si vedrà benissimo.

      A tutti i naturalmente imperfetti, i Non-Validi.

      A tutti noi

  16. …toccherà (per ipotesi) a quelli che non propugnano la “teoria gender”?

    • Se avranno dei difetti fisici potrebbe anche essere, quelli fisicamente più sani verranno rieducati

  17. Tanti auguri alla mia bellissima nipotina, che ormai ha 5 anni e ringrazio Dio che sia al mondo!

  18. Buonasera . Io di figli ne ho 7, il primo avuto a 25 anni e l’ultimo a 37. Mai fatto esami invasivi per scelta neppure con l’ultima gravidanza due anni fa quando mi dissero che c’era la possibilità che il bambino fosse down. Non è stato facile vivere quei momenti perché tuo figlio nella pancia ancora non lo conosci e quello da difendere da eventuali sofferenze sei tu . Avevo paura . Pensare di avere un 7º bambino down era opprimente … Perché deve succedere proprio a me ? Voglio dire che capisco che una futura mamma se non è supportata da una cultura della vita dalle persone che la circondano ( medici compresi!) ma dalla paura della morte , difficilmente non cederà alla tentazione di fare esami diagnostici ed eventualmente abortire. Io e mio marito abbiamo deciso di non fare l’amniocentesi ma solo delle ecografie più accurate per sincerarci che il bambino stesse bene , che non avesse malformazioni cardiache o altro. È andato tutto perfettamente , non ho mai pensato a mio figlio durante alla gravidanza come a un bambino down ma come semplicemente un bambino. Il parto è stato ottimo. Il mio bambino stupendo . Il post parto un po meno perché i medici hanno subito manifestato il dubbio che fosse down. Dopo 10/15 giorni di calvario in ospedale dovuto alle ansie dei medici è arrivata la risposta dell’esame genetico… Cromosoma 21 sovrannumerario in tutte le metafasi analizzate compatibile con trisomia 21. Potrebbe cadere il mondo addosso ? E invece avere avuto quella notizia con il mio bambino in braccio , visto ,conosciuto ,amato ,accolto… È stato diverso che averla avuta durante la gravidanza . Non dico che non siano stati momenti duri ma abbiamo avuto la grazia di amare questo bambino da subito e , si sa, per amore si può tutto. Oggi pietro ha due anni e non c’è giorno che io non lo guardi e non pensi che meraviglia di persona sia ! Non c’è sindrome è lui e basta . È mio figlio e basta , non lo vedo diverso dagli altri sei pur sapendo benissimo che lo è! È la nostra 7ª meraviglia .
    Perciò mi dispiace tantissimo per tutte quelle mamme che non hanno avuto la possibilità o il coraggio o il buon senso di dire di no a tutti questi esami prenatali che vanno a ingigantire le nostre paure e timori arrivando spesso a decidere anche di non far nascere il loro bambino. Mi dispiace perché forse bastava farle sentire appunto più incoraggiate , sostenute a dire si alla vita anche quando non è ai nostri occhi …perfetta . Marika

  19. …il mondo, 7.000.000.000 e più di cosiddetti esseri umani (in continuo aumento) è stracolmo di aberrazioni di tutti i generi. A che serve lamentarsi tutti i giorni di questo e di quest’altro che accade? Non si pole riparare a tutto!
    Lo potrebbe fare solo Iddio, se ci fosse, se volesse e se potesse.

  20. …per “aberrazioni” intendevo soprattutto etico sociali comportamentali religiose eccetra (ammettendo che si potessero chiamare “aberrazioni” dei fenomeni che esistono)

  21. Sulla pagina online di Avvenire c’è la possibilità di firmare una petizione indirizzata alle Nazioni Uniti contro la discriminazione delle persone down

  22. mi sono permesso di fare un elenco di alcune delle “battaglie” intraprese da questo blog.

    1 per il matrimonio cattolico (sposati e sii sottomessa)(sposati e muori per lei)
    2 contro il divorzio
    3 contro l’aborto
    4 contro il preservativo
    5 contro la pillola (prima e dopo)(dopo in quanto aborto)
    6 contro la cosiddetta teoria gender
    5 contro la scuola repubblicana
    6 contro il sesso tra omosessuali
    7 contro il sesso da non sposati
    8 contro il sesso dopo divorziati
    9 contro la procreazione assistita eterofila
    10 contro l’utero in affitto

    …ho dimenticato qualcosa?

  23. …e da ultima, ma non l’ultima:
    la strenua lotta contro il pensiero unico
    che tutto pervade.

  24. …ah, dimenticavo, l’avversione contro lo schifo della perversione scandinava!
    (alcolismo, eugenetica eccetra)

  25. La diagnosi prenatale è purtroppo un campo in cui diventa difficile muoversi, in quanto la tecnologia diagnostica è avanzata tantissimo, ma non altrettanto le terapie. Nella maggior parte dei casi, la diagnosi non si associa ad un adeguato counseling, e i medici si limitano a comunicare la possibilità dell’aborto.
    Il fatto è che i diversamente abili sono ormai avvertiti solo come un peso per la società, e chi decide di portare avanti una gravidanza dove il bimbo è malato è visto come pazzo o incosciente (Paola Belletti docet..).
    Tutto questo evento tristissimo.

  26. …fa anche meraviglia, comunque, che tra i milioni di dipinti esistenti
    se ne conosca (o ce ne sia) solo uno dove sono raffigurati dei down!
    Il che sembrerebbe in contrasto con chi dice che nei tempi passati si era
    meno “vergognosi” eccetra…

    • @filosofiazzero
      non fa meraviglia. La mortalità infantile era molto elevata sino a non molti decenni fa per i casi di bimbi con disabilità.
      Come lo è tutt’ora in altre zone difficili del mondo.
      Ora che potrebbero vivere molto più a lungo … ci si mette il progresso

  27. …hai ragione, la mortalità infantile di questi bambini era molto più elevata in tempi passati, e anche
    l’infanticidio è sempre stato molto praticato in tutte le epoche. Forse il quadro vuole raffigurare, appunto, questi rarissimi sopravvisuti. Fermo restando che è il progresso il peggiore dei mali!

    • Esiste almeno un altro dipinto in cui è rappresentato un bambino che quasi sicuramente era down.
      È una Madonna con Bambino, del Mantegna…

      • Ecco, Luigi, il quadro del Mantegna l’ho visto e su quello – invece – non ci metterei la mano sul fuoco. Così come per altri quadri citati da John M. Starbuck (On the Antiquity of Trisomy 21. Journal of Contemporary Anthropology 2003, scaricabile dal link qui sotto ma se non ci riesci ti mando il pdf
        https://www.researchgate.net/publication/238601316_On_the_Antiquity_of_Trisomy_21_Moving_Towards_a_Quantitative_Diagnosis_of_Down_Syndrome_in_Historic_Material_Culture)
        Intendiamoci, l’idea di cercare traccia della sindrome nei dipinti è buona ma alcuni ricercatori si sono fatti travolgere dall’entusiasmo e trovano esempi dappertutto senza tener conto (o senza avere idea, pure) di convenzioni pittoriche e problemi tecnici, come lo scorcio. Ritrarre un volto infantile di scorcio e/o da sotto in su pone problemi di prospettiva perfino a un Mantegna, ammesso che lo sia (su questo v. – a pagina 26 dell’articolo che ti segnalo – il commento del direttore del Museum of Fine Arts di Boston). Nello stesso articolo c’è un altro caso ugualmente controverso, in un dipinto di Reynolds.
        Ovviamente, se il ritratto è di faccia (come nel caso dell’illustrazione qui sopra), la cosa diventa molto più evidente e credibile.

    • @filosofiazzero
      Beh, forse mi son espresso un bel po’ male
      Più che il progresso come male in sè è l’uso che se ne fa dei suoi ritrovati

    • Infanticidio un par di pifferi. Prenda la SITA (o come la chiamano ora) e vada a farsi un giro qui

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: