Lettera a una donna ferita.

dal trauma post aborto

di Flora Gualdani  – I quaderni di spiritualità betlemita, quaderno n. 11 – marzo 2018, Casa Betlemme (Arezzo)

 Introduzione

In questa lettera ho condensato una mia “ricetta” che utilizzo da decenni per aiutare le donne che soffrono del trauma post aborto. Tra le diverse migliaia di donne seguite durante la mia professione e quelle accolte qui a Casa Betlemme, mi sono presa cura infatti non soltanto delle maternità più difficili ma anche delle maternità negate. Cioè di quelle donne che all’inizio, sotto condizionamenti e pressioni di genere vario, hanno preferito fare una scelta diversa e poi le ho viste tornare, magari a distanza di decenni e con i capelli imbiancati, a portarmi il loro tormento che riemergeva e non passa.

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Quel manifesto veramente pro choice

di Costanza Miriano

Lo so, arrivo per ultima, ma prima non ho potuto scriverne. A questo punto tutto è stato detto, eppure da donna, da madre, da cristiana e questa volta anche da giornalista sono obbligata a dire anche io qualche parola sull’assurda vicenda di un manifesto con la foto di un bambino a undici settimane, rimosso d’autorità dal comune di Roma per il suo “contenuto lesivo del rispetto di diritti e libertà individuali”.

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Argentina, 2 milioni in piazza contro l’aborto: “Tutta la vita ha valore”

 Alver Metalli – Buenos Aires
 Una marcia con una moltitudine di gente come non se ne vedevano da tempo in un paese avvezzo alle grandi marce ha portato decine di migliaia di argentini in strada per manifestare «per la vita», e, quindi, «contro la proposta di liberalizzare l’aborto» che subito dopo Pasqua entrerà in discussione nel parlamento nazionale.

La vera violenza sulle donne

di Costanza Miriano

Il senso di questo proliferare di giornate mondiali per, contro, del, è di far palare di qualcosa di cui si tace, far emergere un aspetto in ombra, ricordare una verità dimenticata. Il senso della giornata contro la violenza sulle donne qual è? Esiste forse qualcuno al mondo, in questo mondo occidentale in cui si celebra, che non la condanni? Che la giustifichi? Esiste qualcuno che passando davanti al Campidoglio illuminato di rosa venga alfine fulminato da una sorta di agnizione e decida di non essere più violento?

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Servi inutili. Volontarie pro life sull’orlo di una crisi di nervi

Nigel Biggar e Peter Singer

di Anonimo

Ore 7.40, agenzia delle entrate. Fuori dall’edificio, tu e una palla di spine che rotola. Dentro, la fila. Però ce l’hai fatta, hai stirato le divise alle 5, hai evitato di litigare con tuo marito occasionalmente reincarnato in un bradipo, hai  portato i bambini a scuola prima che sorga il sole e arrivi la bidella, e sei li prima che apra, tu e solo altre 40 persone prima di te.

Devi registrare il contratto di comodato d’uso  per la sede del Cav. All’attivo, la settimana precedente, 2 ore nette di coda per sentirsi dire infine che manca un allegato e va tutto rifatto. Era la terza volta che si rinnovava quel contratto: quel cedolino non era mai stato richiesto. Ora sei li, di nuovo, in anticipo: hai tutto, delega, modulo, timbro, certificazioni, fotocopia e originale dei documenti, cedolino inutile, tutto. Non sei tranquilla però. E infatti stavolta non ti vogliono nemmeno dare il numeretto al desk dell’accoglienza: perché non hai pagato i 200 euro canonici.

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Anche quest’anno alla marcia per la vita

di Costanza Miriano

Anche quest’anno sarò alla marcia per la vita.

Perché sono viva, e questo non era affatto scontato. Sono stata chiamata alla vita, tra le infinite possibilità è successo a me, e ne sono grata a Dio e ai miei genitori che gli hanno detto di sì. Ci sarò perché voglio esprimere la mia gratitudine e dire che se siamo vivi è perché qualcuno ci ha amato.

Perché la vita è una cosa molto seria, visto che è eterna, e cerco di giocarmela seriamente.

Perché la vita dei nostri figli ha benedetto la nostra vita, e di questo miracolo ancora non mi capacito, e continuo a stupirmi (ultimo biglietto della festa della mamma: “mamma ti adoro, ma sei un po’ troppo affettuosa”) e glielo dico ogni volta che li guardo. Va be’, quasi ogni volta, siamo onesti: quando non grugniscono e non seminano rifiuti. Continua a leggere “Anche quest’anno alla marcia per la vita”

23 chiamate per abortire. Non era vero.

di Costanza Miriano

Era tutto falso. Purtroppo non è vero che non sia facilissimo abortire. Non è vero che ci siano troppi obiettori di coscienza. Un’inchiesta della magistratura ha ristabilito la verità.
Ricordate quella donna veneta di 41 anni, a cui i giornali avevano dato il nome di Giulia buttandosi a pesce sulla sua vicenda, raccontando che siccome “non intendeva inoltrarsi lungo il sentiero della gravidanza” (leggi: voleva uccidere il bambino che aveva in grembo) e non aveva trovato posto in numerosi ospedali era stata costretta a un calvario di 23 tentativi a vuoto prima di trovare un medico che la facesse abortire? Ricordate come tutti i media ci si erano buttati a pesce, rinnovando la bufala dell’obiezione di coscienza, per appoggiare il presidente della Regione Lazio che al San Camillo aveva indetto un bando per medici ginecologi riservato ai non obiettori, bando di dubbia costituzionalità?
Bene, anzi male. Era tutto falso. Continua a leggere “23 chiamate per abortire. Non era vero.”