Posts tagged ‘Credere’

12 marzo 2017

La lezione del sabato sera

di emanuelefant

illustrazione di Emanuele Fucecchi

di Emanuele Fant per Credere

Guido io perché sono l’unico con la patente. Stasera alcuni studenti mi hanno invitato a un concerto, dicono che suonerà a Milano un rapper che fa vera letteratura, meglio di quell’Ariosto che li costringo a studiare.

Sbadigliando, parcheggio all’ora in cui sono solito andare a dormire. Entriamo nel centro sociale stracolmo. I miei accompagnatori riconoscono degli amici, io mi faccio da parte perché possano parlarsi senza un vecchio professore che li fissa. Faccio fatica a orientarmi per il fumo, mi comporto da falena con la luce di un proiettore: mi piazzo davanti a un crudo film in bianco e nero senza audio. Mi diverto ad osservare le persone: un ragazzino con la cresta sprofondato nella poltrona accanto a me, un trio di biondine con i pantaloni turchi che si rubano la parola, aspiranti contestatori che disquisiscono sui contenuti di un volantino. Nessuno guarda il cellulare, tutti sono comunque intenti a comunicare.

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12 febbraio 2017

Lettera semiseria ai neogenitori

di emanuelefant
Illustrazione di Emanuele Fucecchi

Illustrazione di Emanuele Fucecchi

di Emanuele Fant per Credere

Cari neogenitori, voi non dovete temere che crescere un figlio vi potrà costare fino a 14000 euro annui, né le battaglie notturne con le colichine. Voi non dovete deprimervi al pensiero che potrete pure regalare il vostro abbonamento a teatro. Dovete risparmiare energie per affrontare l’unico, vero, lato irrimediabilmente negativo che comporta la scelta di avere un bambino: le feste dei compagni delle elementari.

Adesso il vostro neonato sonnecchia sereno, da solo, protetto da un velo di tulle. Ma presto camminerà, rovescerà le pappine, pretenderà l’iscrizione all’asilo e, prima che possiate prendere delle contromisure, si farà degli amici a sua scelta.

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16 gennaio 2017

Le buone notizie ci sono

di emanuelefant
Illustrazione di Emanuele Fucecchi

Illustrazione di Emanuele Fucecchi

di Emanule Fant  per Credere

È gennaio di un nuovo anno, e qualcuno torna a dire che più si va avanti nel futuro, meno ci guadagniamo: i quarantenni ricordano ai ventenni che loro erano in grado di darsi appuntamento pure senza i cellulari; i sessantenni fanno notare ai quarantenni che, nei gloriosi anni della contestazione, la politica era passione e non tornaconto; gli ottantenni minacciano i sessantenni perché non sprechino il pane: “Chi non ha fatto la guerra, non sa cosa vuol dire avere fame!”.

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20 dicembre 2016

Un pescivendolo nel diorama

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Dalle mie parti c’è un negozio di addobbi natalizi dove puoi fare la foto sulla slitta, comprare finti ghiaccioli, selezionare centrotavola invernali. Noi ci andiamo perché i bambini iniziano ogni nuovo Avvento come se fosse il primo, quindi dobbiamo perlomeno rinnovare qualche pallina dell’albero.

Quest’anno ho assistito a un fatto strano. Un enorme plastico riproduceva il villaggio di Natale, rendendo più appetibili le singole confezioni in vendita sugli scaffali intorno: la giostra con i cavallini, il negozio di dolciumi, i lampioni di foggia ottocentesca che nascondono una lampadina led.

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7 dicembre 2016

Alla Superluna

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Pochi giorni fa il telegiornale ci ha invitato ad alzare lo sguardo verso il cielo notturno, per un’occasione unica: l’apparizione della Superluna. In verità il nostro satellite non ha cambiato dimensione, ma si è trovato vicino alla terra come non succedeva da una cinquantina di anni.

Da casa mia non si vedeva per le nuvole, ma la curiosità mi spingeva ad affacciarmi ad intervalli regolari. È normale: la luna non attrae solo gli oceani, è un magnete appeso in cielo anche per la fantasia dell’uomo.

Quanti scrittori hanno passato ore con il naso all’insù? Galileo che controllava se il terreno era liscio o montagnoso, ci vedeva persino il mare; Dante che, per mano a Beatrice, ci è atterrato prima degli americani (invece che baciarla ha preferito chiedere se le macchie erano materia con densità superiore); Leopardi che le si è rivolto fingendosi un pastore, lanciandole le più impegnative domande universali (“Ed io che sono?”).   

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19 novembre 2016

Piccolo schermo, grandi famiglie

di emanuelefant

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di Emanuele Fant per Credere

Tra i frutti più desiderabili di ottobre ci sono le castagne e la ripresa della serie Un medico in famiglia. Quando mia moglie lo guarda, ha piacere che io non esibisca completa estraneità alle vicende di casa Martini.

All’ennesimo colpo di scena (Annuccia non è figlia del dottor Lele?), mi permetto di chiedere un ripasso. Sfrutta il tempo dei messaggi promozionali per ricostruire la struttura di un albero genealogico non privo di potature e di innesti: il signor Martini ha avuto fino ad ora tre mogli, due delle quali sorelle, con ognuna ha generato un paio di bambini; la signora che si accompagna al nonno, prima era la suocera.

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24 ottobre 2016

Uscita serale con l’ombra

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Festa parrocchiale. Il sacerdote annuncia col megafono che noi cristiani siamo forniti di armature di luce, quindi il fatto che viene buio non è un motivo sufficiente per lasciare l’oratorio. E poi abbiamo i lumini, il riverbero dell’oro degli altari, eventualmente i sorrisi bianchi delle signore che stanno alla cassa delle salamelle. Si canta in coro battendo le mani, si distribuiscono volantini fluorescenti per pubblicizzare le proposte dell’anno che arriva.

Ma io oggi sono di cattivo umore. Esibisco il mio muso come l’unica nota stonata in un accordo maggiore. Sono un provocatore, posso dirmi credente pure con questa cera?

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10 ottobre 2016

La domanda che mi fa Valentino

di emanuelefant

 

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di Emanuele Fant per Credere

Apro il giornale, mi incuriosisce una notizia. Valentino, nove anni, vedeva tutti i giorni Vasile chiedere l’elemosina di fronte al negozio dei suoi genitori. Decide di mettere insieme tutte le paghette, e regala 50 euro al mendicante. Racconta il gesto alla mamma, che lo punisce facendogli passare l’aspirapolvere in tutto il negozio: “Così capisci che fatica si fa a guadagnare”. Vasile, in tempo breve, rintraccia la famiglia, e restituisce la somma. Mamma si rende conto che ha un figlio speciale e lo scrive su Facebook. Alcuni giornali riprendono il fatto. Il sindaco premia il piccolo con una pergamena.

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12 settembre 2016

Il tempo di tacere

di emanuelefant

ite_missadi Emanuele Fant per Credere

Il presidente che ascolta gli scampati e stringe le loro spalle nelle mani, annuisce senza dire niente. Il vescovo ai funerali che formula per tutti un interrogativo, lascia spazio tra le parole. Non è facile superare con i discorsi il frastuono di un terremoto. Io vi voglio raccontare il mio silenzio.

Prendo il battello per San Giulio, l’isola del lago d’Orta dove c’è un monastero. Tutto intorno, le increspature rispondono con il movimento ai colpi d’aria. Per contrasto, il cerchio di terra, sembra così certo nella sua posizione, ancorato al fondale. Ettolitri di acqua portati a spalla dai fiumi per affogare le parole di troppo: turisti in pantaloncini e oblati accorsi per la messa sono invitati per qualche ora a fare il gioco del silenzio, che è una prova molto seria. Qui questo tipo di digiuno è praticato tutto l’anno, non solo dopo le tragedie, perché la vita è una domanda vertiginosa in continuazione.

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4 agosto 2016

Il frate uccellino

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Direte “Arrivederci” alle vostre abitazioni, e scoprirete terre nuove, in questo agosto ancora da scartare. Tra gli incontri, ne farete uno sorprendente, con il santo locale. Un nome che ricorreva senza volto nel vostro calendario, diventerà finalmente persona viva, vi verrà incontro dalla storia, direttamente nel luogo di villeggiatura.

Il santo che a me, questa estate, ha stretto la mano, è Giuseppe Desa da Copertino. Sto in Salento, regione di mare e terra dura, opposti a molto, moltissimo cielo. Qui le nuvole sono arancioni quando applaudono l’ultimo tuffo del sole, qui una vasta notte serena abbraccia in ogni direzione i paesi che hanno case di non più di due piani.

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6 luglio 2016

I regista (mancato) e la bidella

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Al liceo avevo il terrore di diventare, crescendo, patetico. Guardavo con sospetto i commessi, gli autisti di pullman, i camerieri. Persone che, a mio parere, si erano accontentate di un ingaggio da mediano, tradendo la loro naturale aspirazione a fare i capo-cannonieri.

Lo pensava anche Fabio, che dopo la quinta è partito per Bologna dedicandosi alla scrupolosa costruzione del suo sogno: fare il regista di cinema. Nei week end io lo andavo a trovare, sprecavamo serate insieme. Il capoluogo emiliano, con la prima università per lo spettacolo, era il paese dei balocchi di chi pretendeva da se stesso un futuro anticonvenzionale. Condividevamo il tavolo in disordine della sala con sceneggiatori in erba che aspettavano la firma di un contratto per offrire da bere, attrici a venire, direttori della fotografia che entro l’anno si sarebbero dovuti accontentare di un posto come elettricista.

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1 luglio 2016

Memorie dell’oratorio

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Se vuoi giocare passi prima in cappellina. Ombra fresca come solo le chiese sanno fare, mettine un po’ nei pantaloni perché per tutto il pomeriggio sei tu da solo contro il sole. Don Paolo è un prete ma sa suonare la chitarra. Si chiede quanto ci metteremo ad imparare la canzone di quest’anno, se la nostra memoria è prigioniera della tapparelle chiuse della scuola.

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7 giugno 2016

Un problema. mia moglie sta diventando vegetariana

di emanuelefant

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di Emanuele Fant

Gli indizi portano in una direzione: mia moglie sta diventando vegetariana. Ho paura. Quando esco per andare a lavorare non so se va a liberare con le cesoie le martore. Dice che non è affatto “animalista”, non si rispecchia nella definizione, semplicemente è una che non mangia carne per un po’. Ma questo -un po’- sta oltrepassando noncurante le grigliate primaverili. Proprio adesso che papa Francesco aveva detto che la pietà che dobbiamo ai simili, non è il pietismo verso i quadrupedi. Lei mi fa discorsi strani.

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26 maggio 2016

Metti una sera con Costanza

di emanuelefant

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di Emanuele Fant

L’algida bigliettaia mi sorride da dietro al bancone: “Lei ha proprio capito male. Senza prenotazione non si entra”. Costanza Miriano appare nei pressi del mio paesino, e io devo presenziare. Non ho chiamato il giorno prima e sono fuori dalla lista. “Siamo pieni!”. I parcheggiatori si danno da fare per regolare gli inusuali ingorghi. Dai manifesti col suo primo piano, l’ospite sbriciava la mia via da più di un mese. Come posso non ricambiare?

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17 maggio 2016

La mia litania

di emanuelefant

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di Emanuele Fant

Maria “Vergine madre” da parafrasare, eretta con le terzine di Dante Alighieri; Maria immediata e trasparente, fatta di plastica stampata, sul comodino di mia nonna tornata ieri da Lourdes.

Maria ausiliatrice che mi hai sempre messo in soggezione perché indossi la corona. Però sei pure umana, col Bambino che vuole scendere per fare le capriole tra i suoi simili, nei cortili dei salesiani.

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25 aprile 2016

Un racconto per la liberazione

di emanuelefant

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di Emanuele Fant

Il 25 aprile è una data significativa anche per la famiglia Carminati. È infatti uno dei pochi ponti di questa avara primavera. Hanno preso nonno Renato per fargli respirare un po’ di aria di mare. Non ha reagito bene all’intervento alle corde vocali: non riprende ancora a parlare.

Lo hanno caricato nel sedile dietro con tutte le precauzioni, alla sua età è rischiosa anche una frattura. Gli hanno detto di dormire, il bello deve venire, non può arrivare senza forze. Gli hanno comprato addirittura un costume.

Si risveglia sulla sdraio, mentre gli spalmano la crema. “Hai la pelle così sottile, quante vene”. “Non avevo mai notato questa cicatrice sotto l’ombelico”. “E quando mai hai visto il nonno in costume?”. “Sarà una vecchia operazione”.

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14 aprile 2016

La ferita illuminata

di emanuelefant

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di Emanuele Fant

È più che superare le difficoltà, è ritenerle un regalo. È figlia naturale della Croce che stamattina, contraddicendosi, emette un bagliore. Penso al santino stropicciato che ho nei pantaloni: nel dipinto di Gesù misericordioso i raggi fuggono esattamente dal buco nel cuore; non dal sorriso, non dagli intensi occhi marroni.

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31 marzo 2016

Il tram, il cyberspazio e il cardinale

di emanuelefant

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di Emanuele Fant

Ogni cristiano, siamo sinceri, ha la sua critica da fare alla Chiesa (Lei, che è mamma, tace, sorride e si carica i frutti discutibili dalla nostra corta visione). Ci sono quelli che la desidererebbero più sinodale, quelli che non apprezzano la maniera delle vecchine di cantare il Gloria, quelli che hanno dei dubbi circa la funzione aggregativa degli oratori. Adesso che ci conosciamo bene, lettore, posso confidarti quale è la crepa della mia Istituzione preferita che vorrei vedere al più presto intonacata: noi non sappiamo trattare con i giovani.

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