Il sinodo dei giovani assenti

Illustrazione di Emanuele Fucecchi

di Emanuele Fant

Se avessero invitato Francesco d’Assisi al Sinodo dei giovani, probabilmente, a vent’anni, si sarebbe rifiutato di andare. Sfoggiava sontuosi vestiti inusuali, usciva tutte le sere con la stessa brigata di amici ubriaconi, declamava in perfetto francese fantasiose storie provenzali, suscitando l’ammirazione delle ragazze equivoche che affollavano i locali.  

Alla stessa età, anche Agostino d’Ippona, non era messo troppo bene.  Era impegnato con il figlio avuto un paio d’anni prima da una concubina. La sua ansiosa ricerca di assoluto lo aveva già portato ad abbracciare l’eresia manicheista, facendo piangere la mamma Monica che, ormai, non lo voleva nemmeno più vedere.

Anche il futuro patrono degli operatori sanitari, Camillo de Lellis, a vent’anni aveva altro a cui pensare. Aveva appena rinunciato alla carriera nell’esercito, a causa di una piaga al piede che lo faceva impazzire da tempo. Si stava reinventando inserviente in ospedale, ma i suoi superiori sostenevano che avesse poca voglia di lavorare, una propensione eccessiva per il bere e le bische clandestine.

Pure il ventenne Clemente Rebora, era tutt’altro che un sacerdote rosminiano. Spendeva i pomeriggi a improvvisare furiose melodie sul pianoforte, aveva appena scoperto di non essere tagliato per la facoltà di medicina; dubbioso sul futuro, si sfiancava con scalate in solitaria, autoimponendosi digiuni ed abbozzando versi strani.

Non si può che essere fieri di tutti quei ragazzi che al Sinodo dei giovani saranno in prima fila, entusiasti e collaborativi. Questa paginetta serve solo a ricordare che a volte sono misteriosamente Chiesa anche i tanti che si rifiutano di partecipare, che preferiscono criticare da un divano, da un fronte opposto e lontano, che non sapranno nemmeno di questa occasione. Ogni giovane che spinge la sua ricerca interiore verso un limite estremo, con arditezza e passione, si avvia senza saperlo, nel cammino sinodale. Rispondiamo con coraggio, e stiamolo a sentire.

fonte: Credere

 

6 pensieri su “Il sinodo dei giovani assenti

  1. ma mancando la dote della preveggenza ci si dovrà accontentare di quel che c’è. Nella speranza che i giovani presenti siano davvero così presenti a se stessi da essere interpreti anche del malessere degli assenti (che peraltro, se affaccendati come Agostino, mica si presenterebbero al sinodo nemmeno se invitati)

  2. vale

    Mah.evvabbe’ke siamo stati tutti giovani.e spesso un po’ mattocchi.
    E però se ti trovi davanti il di Maio di turno lo stai a sentire o lo mandi in quel posto?
    Perché sarà anche vero che può cambiare e diventare un santo. Ma intanto i danni che fa li pagano gli altri.
    Discernimento e prudenza.

  3. Se ripenso ai miei 20 anni, ….non rimpiango nulla, ….si è fatto duro dopo, ma anche questo sicuramente, doveva essere cosi.
    Tutto prende un senso, sempre per vie misteriose da accettare…Grazie.

  4. La Samaritana

    Mi dispiace intervenire con un altro a argomento ma sulla nuovabq c’ è una rettifica di Benedetta Frigerio in merito a quanto chiesto da Thomas nel comunicato di ieri.Mi farebbe piacere sapere se ci sono veglie di preghiera. Grazie, spero di non essere inopportuna.

  5. Tomas

    Ma cosa c’entra la polemica politica mettendo in campo Di Maio? Sono meglio i cattolici di dx svenduti al Cavaliere o quelli di sx amici della Bonino? Ma per favore! Che vergogna! Non riusciamo a vedere la profezia che alberga nei giovani nonostante la confusione la controtestimonianza la noncuranza l’arroganza di cui noi cinquanta/sessantenni ed oltre siamo stati portatori. Suvvia uno due passi indietro e piuttosto preghiamo per loro (ma sappiamo ancora pregare o solo parlare e giudicare!) perché abbiano la forza e la lucidità di costruire un mondo migliore di quello che gli abbiamo consegnato.

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