Regalo per la fine della scuola…

di Padre Maurizio Botta C.O.

Appena dici San Filippo subito si pensa ai ragazzi e ai bambini. Questa è la sua fama, anche se storicamente non è proprio corretto. Allora questa mattina mi rivolgo a loro. Mi sembra che voi abbiate sulle spalle un peso in più. Vi è chiesto, visto che siete giovani, quasi come un dovere morale di essere felici, gioiosi, entusiasti, non annoiati. Vorrei dirvi che mi sembra sleale che adulti tristi, arrabbiati e cinici chiedano a voi di essere quello che non sono loro, solo perché avete venti o trenta anni in meno. Adulti vecchi che analizzano cupi il vostro mondo senza autocritica per quelle loro idee e quelle loro scelte anche politiche che lo hanno generato. Continua a leggere “Regalo per la fine della scuola…”

Conosco Uno che può salvarti la vita

Devin Leonardi Two Friends on the Shore of Long Island, 2009 Acrylic on paper
Devin Leonardi
Two Friends on the Shore of Long Island, 2009
Acrylic on paper

di Eleonora Barberio

Caro amico mio,
dovrei studiare greco e ripassare fisica in questo momento, ma penso che sia più importante scriverti qualche parola. Vedo nei tuoi occhi tante domande senza risposta, una rabbia soffocante, un desiderio incredibile di amore e tanti tanti dubbi. Più volte mi hai detto di essere stufo dei soliti discorsi sempre più banali del genere “il latino e il greco aprono la mente” o sul “bisogna rispettare tutti indistintamente dal colore della pelle, religione, lingua e bla bla bla”. Come darti torto, ti capisco bene.

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In 16 anni di vita ho avuto modo di imparare qualcosa

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di Eleonora Barberio
In 16 anni di vita ho avuto modo di imparare qualcosa. Oltre ad aver compreso che ascoltare Prokofiev o Tchaikovsky è molto più emozionante e commovente che ascoltare Rihanna o Shakira (so che mi verrá negato il saluto da tanti miei coetanei per questo, ma è colpa della danza classica che pratico da anni) ho anche capito, così di sfuggita, che l’essere umano è estremamente fragile. È talmente fragile da non volerlo né ammettere, né riconoscere.

La verità,  Dobbiamo amarla per difenderla

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di Eleonora Barberio*
Dostoevskij diceva: “Chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte.” Come adolescente posso certamente affermare che noi ragazzi pretendiamo la verità, la desideriamo e la bramiamo.
Ci vengono presentate però verità a basso costo, difettose, di cattiva qualità.  Così ci inganniamo e ci procuriamo profonde ferite, rassegnandoci alle falsità che ci vengono propinate in ogni modo possibile.
Ho capito che per essere trasmessa, la veritá deve essere innanzitutto conosciuta. Per essere conosciuta deve essere voluta, ma per volerla bisogna essere forti, spaventosamente ed incredibilmente forti.
E qui i nodi tornano al pettine. C’è troppa debolezza, troppa insignificanza e troppa mollezza.  Continua a leggere “La verità,  Dobbiamo amarla per difenderla”

Passeranno con gli anfibi sulle nostre certezze (replay)

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di Costanza Miriano

Sono una mamma di un adolescente, un preadolescente e due bambine, e grazie alla mia rispettabile esperienza ho una forte, incrollabile, solida certezza: ho totalizzato fino a oggi almeno sedicimilasessanta errori educativi. E questo nella migliore delle ipotesi, cioè nell’auspicabile caso di avere sbagliato una sola volta al giorno con ciascuno dei figli. Nella realtà potrebbero essere molti di più ma preferirei non indagare.

Nonostante conosca i limiti con cui mi occupo dei figli (dopo le ansie dei primi tempi ho eletto a mio stile un’allegra trascuratezza), mi aggiro nel mondo con incoscienza. È che io so che non sono io, né lo è mio marito, il garante della riuscita della nostra prole. Il loro Padre è un altro, ed è in cielo anche la loro vera Madre. Noi siamo supplenti, con un incarico a t.d. e pure abbastanza limitato nel tempo. Continua a leggere “Passeranno con gli anfibi sulle nostre certezze (replay)”

I ragazzi hanno dubbi perché sono ragazzi

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di Costanza Miriano  

Chi è padre o madre sa cosa si prova ascoltando i propri figli giocare con gli amici, e sentirne alcuni dire «da grande, se troverò mai un lavoro…». Un gelo morde lo stomaco, un misto di rabbia e senso di colpa e voglia di gridare «ti risolverò tutto io, come quando eri piccolo e sbattevi forte contro lo spigolo, e io picchiavo lo spigolo, lo sgridavo e tu ridevi, e ti sentivi vendicato». È terribile guardare i ragazzi – perché mica siamo genitori solo dei nostri, ma un po’ di tutti quelli che girano intorno a loro – e capire che non pensano neanche di capovolgere il mondo, come è obbligatorio credere a sedici anni. Continua a leggere “I ragazzi hanno dubbi perché sono ragazzi”

La professoressa si sposa

 

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di Noemi Ferrari

“ La prossima ora abbiamo lezione di latino…con la professoressa che si sposa!”

Questa è ormai diventata la perifrasi preferita con cui mi apostrofano i miei alunni, tra stima e incomprensione, incredulità e commozione. Quando in classe ho comunicato loro la data ormai prossima del mio matrimonio, tra le desinenze del gerundivo e la perifrasi passiva, è calato li silenzio più commovente che un insegnante possa desiderare e, dopo qualche istante di incertezza, si è scatenato il putiferio (decretando la fine del silenzio commovente e il ritorno traumatico nella scuola reale).

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