di Leone Magno
Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. continua a leggere
di Leone Magno
Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. continua a leggere
di Claudia Mancini – LaPorzione.it
«È spuntato per noi un giorno di festa, una ricorrenza annuale; oggi è il Natale del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo: la Verità è sorta dalla terra (Sal 85 [84], 12), il giorno da giorno è nato nel nostro giorno». (Sant’Agostino, Sermone 184/A)
Questo Natale – che celebreremo in un momento decisivo per il nostro Paese – è vicino, ma noi tutti siamo già nel «nostro giorno». Il mondo ha ancora bisogna del Natale? E quale speranza ci può dare? continua a leggere
di Costanza Miriano
A una mamma capita di affrontare emergenze teologiche affettando la carne o infliggendo minestroni. L’altra sera, appunto, una delle mie bambine, cinque anni, mi ha chiesto a bruciapelo: “mamma, chi non crede in Gesù bambino ma solo in babbo Natale va all’inferno?” Poiché sono stata io, non posso negarlo, a raccontarle che Gesù ha detto “chi crede in me avrà la vita eterna”, mi sono trovata costretta a rispondere l’unica cosa che non mettesse in discussione la mia coerenza. “Be’, sì, se lo rifiuta fino alla fine sì”. “Oddio! Quindi anche la mia amichetta?” Di nuovo, in nome della coerenza ho dovuto dire che sì, è così, anche se l’amichetta ha quattro anni, ed è ancora in tempo per cambiare idea.
di Costanza Miriano
C’è stato un periodo in cui, con rigorosa e millimetrica precisione mio marito in corrispondenza di emergenze pediatriche, spettacolini scolastici e miei inderogabili impegni di lavoro veniva mandato in trasferta. Il chilometraggio di distanza era ovviamente commisurato ai gradi di febbre, e sopra i 38 e 7 veniva spedito in Nicaragua, in Brasile, in Malesia; in fantasiose località delle quali, quando andrò in pensione e avrò finalmente tempo di aprire un atlante, scoprirò l’esatta ubicazione sul globo terracqueo.
di Mario Palmaro da La Bussola Quotidiana 30 novembre 2011
Di fronte al caso di Lucio Magri, che è andato a morire in Svizzera con un suicidio assistito, vorremmo dire tre cose.
Innanzitutto, questa è una tristissima vicenda umana, che suscita sentimenti di pietà. Attenzione: pietà per un uomo che dice di non voler più vivere e che purtroppo trova persone disposte ad aiutarlo nel suo proposito. Non certo pietà per la “categoria”, cioè per quelli che si vogliono togliere la vita e ci riescono; perché, altrimenti, bisognerebbe “per motivi pietosi” modificare tutti i protocolli di soccorso e di emergenza pacificamente accettati dalla nostra società. continua a leggere
Salvatore Di Fazio ci ha mandato questo post che crediamo possa avere molte possibilità di infiammare la discussione.
di Salvatore Di Fazio
Cambiare casa non è cosa da poco, ma ormai nella mia vita è diventato un must, non perché vengo sfrattato, sia ben inteso, ma per varie vicissitudini di vita quotidiana.
Cambiata casa, cambia tutto: supermercato dove comprare il pane quotidiano, benzinaio di fiducia, calzolaio dove fare i buchi per la cintura, mercatino del sabato mattina, box auto, palestra dove iscriversi e mai andare… continua a leggere
La scorsa settimana abbiamo pubblicato il post Un demone nella nuvola. Ne è nata una bella discussione sul diavolo, il male, l’inferno con tanti interessantissimi commenti; uno in particolare ci è sembrato significativo ed essendo un po’ lungo e arrivato a tarda sera abbiamo pensato di riproporlo oggi come post.
di Roberto Brega
A che serve credere nel diavolo? A cos’è che serve credere in Satana? Ma se noi siamo buoni (suvvia, per quanto lo possiamo noi poveri disgraziati), se ci impegnamo a non fare il male e a essere persone decenti e cosivvia, ed essere il meno infelici possibili ciascuno con la sua credenza o senza; ma perché sforzarsi di credere in una cosa così da film dell’orrore? Non si può fare il bene e basta? O anche credere in qualche Dio, che ciascuno c’ha il suo, via senza essere sempre i soliti fanatici, che poi tutti amano odiano lavorano dormono giocano copulano e via così? Perché volersi opprimere in codesta maniera? continua a leggere
Il 6 novembre a Milano, Giacomo, di 12 anni, moriva in un tragico incidente mentre tornava a casa in bicicletta. Il nostro amico Giovanni ci ha fatto avere la lettera commovente, piena di dolore e di speranza che Don Fausto, il parroco dell’oratorio dove Giacomo andava a giocare, ha scritto ai suoi ragazzi.
Cari ragazzi,
scelgo, in questo momento della vita del nostro oratorio, di scrivervi questa lettera. I motivi sono diversi. Il primo è quello di dirvi l’affetto che nutro per ciascuno di voi: domenica sera, dopo la preghiera, vi guardavo mentre sostavate nel cortile, sotto il campanile. Mi sono accorto che vi voglio bene. continua a leggere
di Jane
Dopo il “Rosso Valentino” ecco che dovremo aggiornare i nostri armadi con il “Nero Fo”. Nel giorno in cui noi cristiani riportiamo la mente e il cuore ai nostri defunti (ieri 2 novembre), esce il cofanetto del monologo di Dario Fo “Dio è nero!”. Proprio così, con quel punto esclamativo che sembra volerci dire “Mondo svegliati, ho capito una cosa sensazionale!”. continua a leggere