Solo la Chiesa è davvero cattolica

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di Costanza Miriano

Una delle cose più belle della vacanza, insieme al brivido di andare in giro senza smalto, al privilegio di poter puntare la sveglia cattolica, come la chiama il mio amico Pippo (ci si alza «quando Dio vuole»), alla bellezza di stare con le persone a cui si vuole bene, è andare a Messa in posti lontani, a volte sconosciuti, a volte estranei, e sentirsi lo stesso a casa, o comunque in un luogo amico, dove si sa di cosa si stia parlando, dove si è amici della stessa Persona, dove si è parte dello stesso corpo.

È vero, la vicina con la gonna che proviene da un’altra era geologica può avere i capelli raccolti da un’audace architettura di forcine mai vista, il signore davanti indossa una camicia furi moda almeno dal 1972, ma queste sono quisquilie. Quello che conta è che solo la Chiesa è davvero cattolica, cioè la stessa in tutto il mondo abitato. Solo noi possiamo trovare un posto aperto per accoglierci, senza che ci venga chiesto nulla, soldi, documenti o certificati di appartenenza. Un posto nel quale si celebrerà un rito che conosciamo, in cui verranno ripetute parole che ci sono state regalate e consegnate duemila anni fa, in cui verremo ammessi al mistero di Dio che si fa pane e si lascia mangiare da noi.

Con tutti i nostri limiti, i difetti, le pecche, noi cattolici possiamo, dobbiamo essere orgogliosi di appartenere a una famiglia così grande e così accogliente. Si dice, un po’ scherzando, che la prova che Dio esiste è che la Chiesa vada avanti nonostante i suoi uomini. Io credo che vada avanti perché essa è di Dio, perché chi entra in chiesa avverte che si sta dicendo qualcosa di fondamentale su di lui, qualcosa che riguarda la sopravvivenza stessa dell’uomo, qualcosa di essenziale, non un rito, ma la vita stessa.

I riti cambiano, passano, si dimenticano, ma la verità sull’uomo la troviamo solo lì. Anche in quell’edificio anonimo, pieno di gente in ciabatte da spiaggia.

fonte: Credere

34 pensieri su “Solo la Chiesa è davvero cattolica

    1. O magari una conosciuta da tutti 😉
      Mattina del 5 agosto, basilica di Santa Maria Maggiore (festa della Madonna delle Nevi, celebrazione solenne latina) «Mi sono trovata a cantare e a rispondere accanto a una coppia di giovani tedeschi e a due nere americane che conoscevano alla perfezione le parti della Messa in latino sia recitate che cantate; lo stesso mi capitò anni fa con dei giapponesi; è questo un modo davvero commovente di sentire e di vivere la cattolicità della Chiesa» (http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-messa-non-e-finita-deo-gratias-9987.htm)

      1. Sempre dallo stesso articolo

        «[…] nella cittadina sul Lago Maggiore in cui passo di solito l’estate c’è un prete che dice l’antica Messa. Una sola, il sabato pomeriggio. Ci sono andato, per curiosità. Già, perché quando vigeva il vecchio rito io a Messa non ci andavo proprio, perciò per me era una vera novità. […] C’erano a disposizione dei libri per seguire la Messa, di quelli coi nastrini segnapagine rossi. Io non ci capivo granché, ma una bengalese seduta accanto a me, colta la mia difficoltà, prese a indicarmi i passi giusti.»

        1. Sara

          Bariom e Viviana, sono proprio le cose che mi sono venute in mente leggendo il bell’articolo di Costanza! E sono esperienze che fanno davvero bene!

          P.S.: visto che l’articolo del primo settembre è già chiuso e che negli ultimi giorni non ho potuto visitare il blog, volevo assicurare qui a dvairaniDavide la mia preghiera!

  1. cristina

    ed è bello che il rito sia -ripetitivo- soprattutto se ci vai con un bimbo di due anni nella fase del perché, e uno di 7 mesi. . seguire qualcosa che conosci e prevedi è una consolante! 🙂

    1. Uno di quelli che la tua mente (purtroppo…) non arriva neppure a sfiorare (la mia ci arriva appena, appena…) e quindi fa della facile ironia…

      Che poi non è un gran segno di intelligenza ironizzare su ciò di cui non si comprende nulla 😉

      1. Thelonious

        Infatti è un argomento estremamente serio.
        Così recita infatti la prima strofa del Panis Angelicus:

        “Panis angelicus
        fit panis hominum;
        dat panis caelicus
        figuris terminum;
        O res mirabilis:
        manducat Dominum
        pauper, servus et humilis…”

        Che ciò sia fuori da ogni umana logica previsione è certo ma, d’altra parte, se Dio decide di intervenire nella storia umana in un certo modo, non siamo certo noi a poter dire a Dio cosa può e cosa non può fare.
        Al contrario, per un credente, questo imprevisto è l’unica cosa seria da cui partire per la conoscenza del mondo.
        Capisco che per un non credente questo non torna, ma d’altra parte è caratteristica di Cristo essere segno di contraddizione.

  2. E forse l’universalità della Chiesa quale comunità dei credenti va persino oltre le statistiche mondiali e la dislocazione diffusa di chiese. Se ogni credente in Cristo è tempio di Dio, ovunque ci sia un uomo di Fede c’è Chiesa. Come giustamente è stato detto, Dio non è cattolico, e il rapporto di amicizia con lui va ben oltre i limiti culturali e storici della religione. Chiunque è in Dio, chiunque riconosce in Lui il principale riferimento della propria vita, chiunque segue il modello di amore insegnato da Cristo, è parte della Chiesa universale.

      1. @ senm_webmrs
        Ho studiato greco antico anche io, e so tradurre “katà olos”, grazie.
        Sul discorso che Dio non si può restringere nei limiti della definizione dei cattolici romani, può trovare riferimento nel libro di Carlo Maria Martini “Conversazioni notturne a Gerusalemme”.
        Le è sfuggito forse anche il dialogo tra Scalfari e Papa Francesco, ove quest’ultimo ha risposto “(omissis) …E io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio. E credo in Gesù Cristo, sua incarnazione. Gesù è il mio maestro e il mio pastore, ma Dio, il Padre, Abbà, è la luce e il Creatore. Questo è il mio Essere. Le sembra che siamo molto distanti?».
        Ancora una cosa: la prego, non si scandalizzi, non cada nel trabocchetto di quei preti che si ribellavano a dare la comunione in mano. Purtroppo lo zelo religioso ci induce a mettere pregiudiziali inutili. Contro i giochi della mente religiosa Le consiglio l’amena lettura delle Lettere di Berlicche di Lewis.
        La cosa fondamentale è la comunione dei Santi: è quello che costituisce veramente la Chiesa quale comunità dei credenti, che ha a capo Cristo.

        1. Sara

          ..io starei attenta a fare la parte a Viviana!
          E poi non mi pare che Martini sia proprio da prendere a riferimento se si parla di cattolicità, così come non lo è neanche quella sfortunata intervista…

        2. LIRReverendo

          http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/scalfari-francesco-francisco-francis-29988/

          “La ricostruzione di un colloquio con il Papa, più che vera intervista. Così aveva definito Eugenio Scalfari l’articolo pubblicato sulle pagine di “La Repubblica” lo scorso primo ottobre. Un testo che il Vaticano ha cancellato dal proprio sito web ufficiale. Durante un incontro internazionale, il giornalista aveva riconosciuto che nel suo racconto aveva messo alcune parole in bocca di Francesco, frasi mai da lui pronunciate, senza indicare quali; tuttavia, aveva anche ribadito che prima di pubblicarlo aveva avuto ben due autorizzazioni da parte del segretario del pontefice.

          In un primo momento, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, aveva anche pensato che Scalfari avesse registrato la conversazione, poiché così dettagliata. Ma lo scorso giovedì, il giornalista confermava di non aver registrato il suo dialogo con papa Francesco, anzi non avrebbe neanche presso appunti, e che alcune delle frasi pubblicate erano prodotti della sua memoria. Anche i virgolettati. Si era giustificato dicendo di aver da 49 anni lavorato nella stessa maniera, persino nei suoi dialoghi con personaggi come Francois Mitterand.”

          Detto questo caro Traverso, non è necessario studiare greco antico per costatare l’antico italico misfatto che fa andare la Verità di traverso.
          Pongo solo una domanda: In quale Dio Lei crede? Nel Dio di Gesù Cristo? E se crede nella fondamentale Comunione dei Santi, chi gliele suggerisce: Berlicche? Io direi proprio di si.
          Buon elucubrio relativista, se non ideo panteista….e che avvenga sempre in notturna, fino alla Gerusalemme Celeste, Martini permettendo.
          Per Lei più che mai LIRReverendo

    1. @Luca, senza nulla togliere ad una visone di “universalità” pur riferendosi dal singolo individuo, bisogna credo anche attenersi al senso delle cose e delle parole…
      Il temine Chiesa deriva dal greco Ekklesìa che significa “assembela” “riunione di uomini” che hanno in comune uno stesso credo o visone religiosa, ecc.

      Di fatto il termine chiesa è poi utilizzato sia per indicare questa comunanza di individui, che il luogo fisico dove tale “assembela” si riunisce.

      Se il singolo individuo, “sparso” sulla terra, pur con un credo, non ha e non sente un senso di appartenenza ad una comunità, non sarebbe “Chiesa”. Ancor più se ha un credo “personale”, slegato da una comunione con altri, su ciò che si crede. Al contrario di chi, ad esempio, pur avendo fatto la scelta di isolarsi fisicamente dai suoi simili (vedi gli eremiti), è Chiesa a tutti gli effetti per l’appartenenza di cui sopra.

      Poi forse, intendevi la stessa cosa, ma la frase “va ben oltre i limiti culturali e storici della religione” mi ha indotto ad un dubbio. Anche perché se è certo che Dio va oltre ogni comprensione, ogni Tempo, ogni Cultura, Lui stesso a deciso di farsi carne in un punto preciso del Tempo della Storia e, in fondo, anche della Cultura.
      Così come la Storia della Salvezza ha un suo inizio nella Storia dell’Uomo e avrà, ovviamente, un suo fine e passa attraverso Una Chiesa. 😉

      1. @Bariom guarda, sottoscrivo tutto quello che hai scritto. forse mi sono spiegato male ma è quello che intendevo.
        Proprio due giorni fa nell’udienza generale Papa Francesco ha spiegato cos’è la Chiesa e ha ribadito “Non dobbiamo dimenticarci però che la Chiesa non sono i preti, non sono i vescovi. No, siamo tutti, la Chiesa siamo tutti. E anche noi siamo figli ma anche siamo madri di altri cristiani. Tutti i battezzati, uomini e donne insieme – ha concluso Bergoglio – siamo la Chiesa”.

            1. Giancarlo

              Scusa Bariom, ma che vuol dire che siamo (noi cattolici, immagino) madri di altri cristiani? E cosa vuol dire che tutti i battezzati (quindi anche tutte le varie sette protestanti?) siamo la chiesa? Io questo papa non lo capisco… limite mio eh… se qualcuno me lo spiega cosa vogliono dire queste parole…

              1. Ecco vedi Giancarlo quello che mi urta di te (limite mio eh…), non capisci una cosa e invece di chiedere lumi (non a me nello specifico), fai battutine sarcastiche…
                Vuoi fare concorrenza ad Alvise?

                1. Sara

                  Giancarlo, voglio sperare che il Papa, dicendo “tutti i battezzati”, intendesse tutti i battezzati da mani di sacerdoti cattolici (è la Chiesa Cattolica che celebra i sacramenti e che ha il compito di legare e sciogliere).
                  Ma, come al solito, mi rendo conto che non è chiaro o che, quanto meno, è ambiguo e si presta a letture diverse…

                  1. Giancarlo

                    Sara, sono d’accordo con te nello sperare che intendesse riferirsi ai battezzati cattolici; ammetterai però che una lettura spregiudicata delle parole del papa porterebbe in tutt’altra direzione.

                    1. Thelonious

                      la frase che intendete è questa?

                      “La Chiesa siamo tutti: dal bambino recentemente battezzato fino ai Vescovi, al Papa; tutti siamo Chiesa e tutti siamo uguali agli occhi di Dio!”

                      se è questa non mi pare che ci sia nulla di ambiguo. Significa che la Chiesa non è solo il clero, ma raggiunge tutti i battezzati, che sono parte della Chiesa. Quanto al Battesimo, in una udienza dell’inizio anno, il Papa ha detto:

                      “È un atto che tocca in profondità la nostra esistenza. Un bambino battezzato o un bambino non battezzato non è lo stesso. Non è lo stesso una persona battezzata o una persona non battezzata. Noi, con il Battesimo, veniamo immersi in quella sorgente inesauribile di vita che è la morte di Gesù, il più grande atto d’amore di tutta la storia; e grazie a questo amore possiamo vivere una vita nuova, non più in balìa del male, del peccato e della morte, ma nella comunione con Dio e con i fratelli”.

                      Onestamente mi pare che sia tutto chiaro. Poi, chi vuole fare letture spregiudicate si accomodi pure.

  3. NonnoNorbi

    Un fatto che riconosci ovunque e che si veste di luoghi in cui il meglio di me/noi/tutti si manifesta. Perchè non c’è come il sentirsi amati che scatena il nostro genio e lo rende fecondo.

    1. vale

      pure in Italia non si scherza,però…

      http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/sull-altare-ci-faccio-lap-dance-teatri-officine-night-club-ecco-84099.htm

      In Vaticano piangono sul latte versato, ma è difficile vincolare i beni venduti. In Ungheria, in una basilica sconsacrata vanno in scena spogliarelli. Madonna della Neve, nel comasco, è diventata un’officina per auto. Ad Asti, l’ex chiesa di San Giuseppe ospita i tavoli da biliardo. In Gran Bretagna 50 mila chiese sono diventate negozi, ristoranti o uffici…

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