Chi ti è d’impedimento nell’amare Dio sia per te una grazia

Niagara-3

A frate N… ministro*. Il Signore ti benedica.

Io ti dico, come posso, per quello che riguarda la tua anima, che quelle cose che ti sono di impedimento nell’amare il Signore Iddio, ed ogni persona che ti sarà di ostacolo, siano frati o altri, anche se ti coprissero di battiture, tutto questo devi ritenere come una grazia.

E così tu devi volere e non diversamente. E questo tieni in conto di vera obbedienza da parte del Signore Iddio e mia per te, perché io fermamente riconosco che questa è vera obbedienza. E ama coloro che agiscono con te in questo modo, e non esigere da loro altro se non ciò che il Signore darà a te. E in questo amali e non pretendere che diventino cristiani migliori.

E questo sia per te più che stare appartato in un eremo. Continua a leggere “Chi ti è d’impedimento nell’amare Dio sia per te una grazia”

“Non più due”, il cuore di un papà

IMG_7759
di Paola Belletti
Non più due è un titolo bellissimo.
Intanto obbedisce alla regola dei titoli efficaci: tre, massimo quattro parole. E poi è l’eco cristallina di un passo evangelico, e a Nostro Signore nessuno deve insegnare a comunicare con artifici e trucchetti.
“Non sono più due, ma una sola carne” (Mt 19, 3-12): così, ci ricorda Gesù, ci ha pensati il Padre.
Non ci sono sconti, non soffieranno mai venti abbastanza forti per piegare questo albero.
Guardatevi in Dio, così come vi ha voluti. Guardate in alto, più che indietro.

Continua a leggere ““Non più due”, il cuore di un papà”

Il discorso di Ratisbona

R600x__topic

Discorso di Sua Santità Benedetto XVI , Aula Magna dell’Università di Regensburg, martedì, 12 settembre 2006

È per me un momento emozionante trovarmi ancora una volta nell’università e una volta ancora poter tenere una lezione. I miei pensieri, contemporaneamente, ritornano a quegli anni in cui, dopo un bel periodo presso l’Istituto superiore di Freising, iniziai la mia attività di insegnante accademico all’università di Bonn. Era – nel 1959 – ancora il tempo della vecchia università dei professori ordinari. Per le singole cattedre non esistevano né assistenti né dattilografi, ma in compenso c’era un contatto molto diretto con gli studenti e soprattutto anche tra i professori. Ci si incontrava prima e dopo la lezione nelle stanze dei docenti. I contatti con gli storici, i filosofi, i filologi e naturalmente anche tra le due facoltà teologiche erano molto stretti. Una volta in ogni semestre c’era un cosiddetto dies academicus, in cui professori di tutte le facoltà si presentavano davanti agli studenti dell’intera università, rendendo così possibile un’esperienza di universitas – una cosa a cui anche Lei, Magnifico Rettore, ha accennato poco fa – l’esperienza, cioè del fatto che noi, nonostante tutte le specializzazioni, che a volte ci rendono incapaci di comunicare tra di noi, formiamo un tutto e lavoriamo nel tutto dell’unica ragione con le sue varie dimensioni, stando così insieme anche nella comune responsabilità per il retto uso della ragione – questo fatto diventava esperienza viva.

Continua a leggere “Il discorso di Ratisbona”

La voce dei media non è quella della fede

12106784_10208023366965908_7667067775140755906_n

dal discorso del Santo Padre BENEDETTO XVI  Aula Paolo VI   –  Giovedì, 14 febbraio 2013

[…]  c’era il Concilio dei Padri – il vero Concilio –, ma c’era anche il Concilio dei media. Era quasi un Concilio a sé, e il mondo ha percepito il Concilio tramite questi, tramite i media. Quindi il Concilio immediatamente efficiente arrivato al popolo, è stato quello dei media, non quello dei Padri. E mentre il Concilio dei Padri si realizzava all’interno della fede, era un Concilio della fede che cerca l’intellectus, che cerca di comprendersi e cerca di comprendere i segni di Dio in quel momento, che cerca di rispondere alla sfida di Dio in quel momento e di trovare nella Parola di Dio la parola per oggi e domani, mentre tutto il Concilio – come ho detto – si muoveva all’interno della fede, come fides quaerens intellectum, il Concilio dei giornalisti non si è realizzato, naturalmente, all’interno della fede, ma all’interno delle categorie dei media di oggi, cioè fuori dalla fede, con un’ermeneutica diversa. Era un’ermeneutica politica: per i media, il Concilio era una lotta politica, una lotta di potere tra diverse correnti nella Chiesa.

Continua a leggere “La voce dei media non è quella della fede”

“Se rompiamo le leggi che definiscono la nostra limitatezza creaturale, ne deriveranno disastri”

john-waters-foto-meeting-rimini

di Rodolfo Casadei    – Articolo tratto dal numero di  Tempi in edicola 

«Per me questo è sicuramente un nuovo inizio. Ho lasciato il lavoro che facevo da 35 anni per non essere complice di una menzogna: quella secondo cui viviamo in un sistema democratico dove le decisioni vengono prese dopo un dibattito svolto in base ad argomenti di ragione. Non è così, e continuare a fare il giornalista come prima avrebbe solo legittimato il nuovo establishment e ostacolato la comprensione della realtà che stiamo vivendo da parte della gente».

Continua a leggere ““Se rompiamo le leggi che definiscono la nostra limitatezza creaturale, ne deriveranno disastri””

La storia di Paolo, l’Amore messo in pratica

 

croce-coleazzo-72x750

di Emanuele Fant

Per essere uno che è stato tre mesi immobile a letto, bisogna dire che Paolo è piuttosto vitale. Mi chiedevo perché tardasse tanto a incontrarmi, temevo fosse il rifiuto di rivangare una brutta storia. Invece la sua faticosa avventura è per lui una entusiasmante fonte di bene. Era solo questione di agenda. Paolo ha 34 anni e un mestiere di responsabilità: è un ingegnere gestionale della regione Lombardia. È un amico di un mio amico, per questo ho conosciuto la sua storia che non è raccontata in nessun libro, ma è straordinaria. È un giovane uomo che sembra un manager qualunque visto mentre arriva all’appuntamento, tra i grattacieli, in motorino. Di recente si è trovato di fronte a una montagna di quelle che nessuno si augura di dover mai scalare. Non si è abbruttito, è diventato migliore, e io credo sia interessante capire perché. Un perchè che ha a che fare con l’Amore messo in pratica. Continua a leggere “La storia di Paolo, l’Amore messo in pratica”

La fede dei figli

_AC57208

di Costanza Miriano

Se sapessi davvero scrivere questo articolo che ho incautamente accettato di scrivere, tutti i miei problemi esistenziali sarebbero risolti. Se sapessi come si fa a trasmettere la fede ai figli sarei salva: significherebbe che sono così credibile come cristiana che riesco addirittura a convincere chi mi vede sempre, giorno e notte, chi vede tutti i lati di me, non solo quelli pubblici, ma anche le mie debolezze e i momenti di caduta, le crisi di nervosismo e gli attacchi di pigrizia e di sonnolenza inconsulta.

Continua a leggere “La fede dei figli”

Testamento spirituale di Santa Bernardetta Soubirous

bernadettepray

“Per l’indigenza di mamma e papà per la rovina del mulino, per il vino della stanchezza, per le pecore rognose : grazie, mio Dio! Bocca di troppo da sfamare che ero; per i bambini accuditi, per le pecore custodite, grazie! Grazie o mio Dio, per il Procuratore, per il Commissario, per i Gendarmi, per le dure parole di Peyremale. Per i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria, per quelli in cui non siete venuta, non vi saprò rendere grazie altro che in Paradiso. Ma per lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi, per coloro che mi hanno presa per pazza, per coloro che mi hanno presa per bugiarda, per coloro che mi hanno presa per interessata. GRAZIE, MADONNA ! Continua a leggere “Testamento spirituale di Santa Bernardetta Soubirous”

La semplicità del cristiano

2ijthcn

I diecimila che si mettono a combattere contro il re che ne ha ventimila indicano la semplicità del cristiano, che si dispone a lottare contro la doppiezza del diavolo, cioè contro i suoi inganni e le sue false lusinghe. Il Signore colloca queste virtù nel cuore di colui che rinunzia a tutto ciò che ha di proprio.

Sant’Agostino – Quaestiones Evangelorum II, 31

Continua a leggere “La semplicità del cristiano”

Mariachiara,”un frutto del grembo di Chiara”

La storia della ragazza che ha scoperto nella malattia e nel conforto di Chiara Corbella Petrillo la forza di morire felice tra le braccia di Gesù.

Mari-marcia-2014-021

di Titti Mallitti     per LA CROCE QUOTIDIANO del 22 luglio 2015

Abbiamo intrapreso un viaggio, lungo ma non troppo, Napoli -Sciacca, la meta non è poi così lontana se a muoverti è l’amore; già l’amore da cui tutto nasce e a cui tutto ritorna. Ci siamo messi in viaggio credendo che “il muoversi”, l’uscire dalle nostre comodità,  è l’azione giusta del cristiano che sente la necessità e il dovere della testimonianza. Ci siamo messi in Viaggio credendo di dover DARE (una testimonianza ) e invece abbiamo RICEVUTO.

Dopo dieci ore siamo qui a Sciacca che si trova alle soglie del Paradiso perché qui tu sei nata:”chi bussò?”

“DEVI CITOFONARE MANGIACAVALLO” Continua a leggere “Mariachiara,”un frutto del grembo di Chiara””

Non sei mia sorella

 

sisters_day_016

di Cristina Righi

A guardar bene anche l’inno nazionale  comincia così ,”Fratelli d’Italia…”, perché, in effetti, gli italiani appartengono tutti al medesimo popolo,  ma ho sempre creduto, ancor prima di rifletterci, che non ci fosse alcuna ragione per non pensare di essere tutti fratelli o sorelle. Eppure, spessissimo, vengo smentita. Chi sono i fratelli e chi sono le sorelle? Bisogna per forza “appartenere” affinché possiamo ritenerci fratelli? Continua a leggere “Non sei mia sorella”

Quel potere occulto

Sejanus_Damnatio_Memoriae
di Andrea Torquato Giovanoli

Anche la sofferenza è un talento.
Nella parabola in cui Gesù parla di un Re che prima di partire per un lungo viaggio consegna una somma in denaro a tre dei suoi servi perché la facciano fruttare, normalmente la prima cosa a cui si pensa è come ad ognuno di noi è stato concesso qualche carisma particolare, un numero di pregi caratteristici, dei talenti appunto, che siamo chiamati a mettere a disposizione, a condividere, nella laboriosa cooperazione per l’edificazione del Regno. Continua a leggere “Quel potere occulto”

Lo Spirito Santo ti chiede tutto

Basilica-San-Lorenzo-fuori-le-mura “Lo Spirito Santo non ti chiede di rinunciare a qualche comodità, a qualcosa che ti piace. Ti chiede tutto. Ti chiede di giocarti il cuore. Di scommettere ciò che hai di più caro su di lui. E’ un gioco d’azzardo, è vero. Devi puntare tutto, è vero. Ma nessuno che abbia lasciato la cosa più cara è rimasto deluso: si riceve il centuplo quaggiù, e la vita eterna”.

Dall’omelia di fra Vito, oggi, alla messa per Chiara Corbella Petrillo.

Tra funk e fede.

 

foto di di David Hindley
foto di di David
Hindley

di Davide Caprelli*

È possibile parlare di fede attraverso una canzone?

La risposta è senz’altro sì. Esistono molti cantanti che esprimono la propria fede attraverso l’arte della canzone con testi ispirati al Vangelo. Sono soprattutto cantanti e compositori della cosiddetta Contemporary Christian Music, molto seguita in America e in Europa soprattutto e quasi esclusivamente negli ambienti evangelici e protestanti. In Italia, nonostante sia praticata da anni è poco seguita, molti pensano che sia una faccenda che riguarda gli ascoltatori di Radio Maria quando è musica moderna e commerciale ma con dei testi che trattano tematiche spirituali. Purtroppo non è una realtà supportata dalle case discografiche come succede invece in America. Continua a leggere “Tra funk e fede.”

Cronaca di una visita

SINDONE

di Andrea Torquato Giovanoli

Tre minuti: questo è il tempo concesso per sostare di fronte alla Sindone.

Ci pensi mentre percorri la coda che ti porterà a contemplare la tanto discussa reliquia, mentre ti immagini quali saranno i sentimenti, magari le emozioni, che attraverseranno il tuo cuore quando sarai davanti al lenzuolo; quello stesso lenzuolo che hai già veduto tante volte in fotografie più o meno dettagliate, ma che ora potrai finalmente osservare dal vivo. Basteranno tre soli minuti per farsi un’idea definitiva di che cosa è in realtà quel pezzo di lino? Sono sufficienti tre minuti per far sbocciare la fede nel cuore di chi non crede? Sono abbastanza tre minuti per soddisfare il desiderio di venerazione per coloro che riconoscono il volto di Dio nell’immagine impressa sulla tela?

Continua a leggere “Cronaca di una visita”

Elena Bono, la poetessa innamorata della Passione di Cristo

Elena-Bono_cornice2

 di Renato Calvanese

Giorno dopo giorno il tempo compie il suo lavoro rimettendo a posto le cose che gli uomini tirano fuori senza criterio. Scorre, passa, con lui le mode e le generazioni, e ciò che ieri veniva osannato oggi è messo da parte senza che alcuno batta ciglio. Ciò che era dimenticato è ricordato, ciò che era nascosto è ritrovato. Gli inganni vengono svelati, e un giorno, fosse anche l’ultimo giorno, coloro che hanno speso la vita al servizio dell’uomo e della sua sete eterna di risposte, verranno riconosciuti; coloro che hanno amato più la gloria, del vero, verranno ripudiati. Quel giorno finalmente si capirà chi era Elena Bono. Continua a leggere “Elena Bono, la poetessa innamorata della Passione di Cristo”

La morte è insopportabile per chi non riesce a vivere

11015831_10204551365958923_1058431733869079812_n

La sofferenza, procurata da una malattia incurabile, toglie dignità all’uomo?
Perché, la morte, pur essendo un fatto naturale, viene allontanata dalla vita quotidiana?
Cosa significa morire con dignità?
La sofferenza del malato ha un qualche valore, può essere fonte di una qualche sapienza, o è semplicemente assurda?
Quale valore ha la vita di una persona gravemente malata fin dalla nascita?
Alcuni negano la sacralità della vita, ma ne riconoscono la dignità in base alla sua qualità.
É verò che è lo stato di coscienza a qualificare la dignità di una persona? Queste sono alcune delle domande e delle provocazioni che affronteremo nell’ultimo dei Cinque Passi di quest’anno. Continua a leggere “La morte è insopportabile per chi non riesce a vivere”

I coraggiosi e sparuti fratelli olandesi

 

IMG_0021

di Costanza Miriano

Quando mi hanno invitata ad andare in Olanda mi ero ripromessa di guardare prima o poi sulla carta dove si trovasse esattamente. L’Olanda dico. Ma mancavano un sacco di mesi, e c’è sempre qualcosa di più urgente da fare nella vita, tipo montare un’intervista o cucinare o correre o parlare con un figlio. Adesso ormai sono tornata, e non lo farò più, lo so. Mi rimarrà per sempre questa ennesima sacca di ignoranza, ma è anche una questione di giustizia: almeno non so dove sta praticamente nessun paese del mondo (perché l’Olanda sì e il Lichtenstein no, per dire?). Continua a leggere “I coraggiosi e sparuti fratelli olandesi”