La salvezza ci interessa, eccome!

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di Costanza Miriano

Grazie a Dio non sono teologa, per cui non ci provo neanche a pesare col bilancino le parole che sono state dette dalle due parti in Svezia. Siccome sono cattolica, mi fido del Papa, e finché non cambia il Catechismo dormo come un bimbo svezzato in braccio a mia madre, la Chiesa. Una. Santa. Cattolica. Apostolica. Se cambia il Catechismo, avvisatemi (citofonate ore pasti).

Ma dire che non mi preoccupo, anzi mi fido delle scelte pastorali del Papa, non significa dire che non mi interessa ogni singolo iota del patrimonio che mi è stato tramandato. Non mi riconosco pertanto nell’incredibile articolo uscito sul Corriere della Sera a firma di Lucetta Scaraffia:

“oggi molti dei profondi dissensi che hanno causato la scissione della Chiesa non hanno più ragion d’essere: il problema della salvezza non assilla più nessuno”.

Io non so quali cattolici frequenti Lucetta, ma quelli che conosco io della salvezza si preoccupano eccome.

Sono quelli che vanno a messa, che affollano i santuari, che pregano (non perché siano bigotti ma perché c’è scritto nel Vangelo di pregare senza interruzione, e non l’ha detto mia nonna, ma Gesù), che digiunano, che scommettono seriamente la vita su Gesù, perché hanno trovato la felicità con lui solo. Che non vivono obbedendo a se stessi ma cercano di vivere la vita del battesimo, quindi la croce, scandalo per gli uomini, perché hanno scoperto che quella vita è meglio di quella del mondo. Sono quelli che hanno passato le porte sante perché sanno che il Giubileo non è una convention ma la possibilità della salvezza eterna per noi e per i morti a cui teniamo, contrariamente a quanto scritto:

“Così come le indulgenze sono scomparse dal nostro orizzonte, e pure l’aldilà sembra da decenni dileguato”.

Non so come la risolvano gli intellettuali, ma alle persone che frequento io, tante, la morte rappresenta ancora un problema, IL problema, per l’esattezza. Come possiamo non fare i conti con questo? Nonostante la nostra cultura rimuova il tema dall’immaginario (la morte non si dice, i morti non si fanno vedere ai bambini) o al contrario lo spettacolarizzi (altro modo di esorcizzarlo), il fatto che dobbiamo morire, e che non sappiamo né come, né quando, e che dopo c’è un’altra vita, ci riguarda tutti. Io per me, mio marito, i nostri figli e quelli a cui voglio bene, spero solo che ci salviamo, e che ci ritroveremo in cielo tutti. Non voglio figli di successo, né geni, né ricchi (il pericolo pare abbastanza remoto, peraltro), ma salvi, cioè vivi in eterno. Personalmente un Dio che mi ha predestinata a una sorte che ha deciso lui non mi sembra somigliare tanto a un Padre che mi ama alla follia, ma non voglio entrare nel merito.

Lucetta Scaraffia
Lucetta Scaraffia

Forse l’articolo intendeva solo dire che pochi sono consapevoli delle verità della fede, mi sono detta. E questo è vero, è sotto gli occhi di tutti, anche dei miei. Per esempio, quando ho lanciato dal mio blog l’idea di prendere ciascuno l’indulgenza plenaria per ognuna delle vittime del terremoto di Amatrice ho passato le successive 24 ore a rimuovere migliaia di insulti e bestemmie dal mio profilo. Forse la cattolica Lucetta vorrà anche lei lanciare l’allarme, sarà come me preoccupata. E invece no. Perché prosegue:

“Perché allora litigare ancora su tutto questo? E come litigare ancora sul libero accesso ai testi sacri, se oggi anche i cattolici sono abituati a leggere la Bibbia nelle edizioni che preferiscono, in gruppi di lettura e di commento animati dalla più grande vivacità?”

Io tengo alla Tradizione, che i luterani non riconoscono, cioè al deposito della fede tramandato in duemila anni di martiri, apostoli, padri della Chiesa, teologi e santi, e il Concilio ci ha invitato a riprenderci la Bibbia, sì, ma tenendo con una mano il capo di questa lunga cordata di intelligenze e geni che non si è mai interrotta nei secoli.

“Certo, rimangono questioni teologiche aperte, come i sacramenti — ridotti di numero dai luterani — ma queste sono per lo più questioni che non toccano molto i fedeli”.

I sacramenti trasfigurano completamente la realtà, e qui si gioca tutta la nostra fede, che non è un’ideologia, ma l’intervento attivo e personale di Dio sulla nostra vita, una presenza che cambia tutto. La confessione mi ridà l’intimità con Dio, e vorrei che lo facesse di più, perché “a chi non rimetterete i peccati resteranno non rimessi”, e io ne avrei sul groppone troppi. Sul matrimonio come sacramento ho scommesso tutta la mia vita. Con la cresima sono diventata adulta (a 19 anni). L’estrema unzione spero tanto di poterla avere, per questo mi auguro di non morire all’improvviso. Meglio soffrire ma potermi preparare all’incontro.

Quanto al sacerdozio, l’altro sacramento non riconosciuto dai protestanti, è ciò che permette il più grande prodigio della terra: il pane per noi è sostanza di Dio. O quel pane è davvero Dio o siamo tutti pazzi. Miliardi di pazzi hanno popolato il pianeta negli ultimi duemila anni? Di fronte a questa domanda, mi sembrano quisquilie i temi che secondo il Corriere ci dividono dai luterani:

il divorzio, il controllo delle nascite, l’omosessualità, cioè sulle questioni bioetiche nelle quali le chiese protestanti, nel Novecento, hanno preso una posizione quasi sempre opposta a quella cattolica”.

Sinceramente, chi se ne importa di queste cose se non le misuriamo sulla vita eterna? Non me ne importa niente di essere una brava persona, mi importa di non rompere la relazione con il più bello tra i figli dell’uomo. Se non è per quello, della bioetica si occupino pure i filosofi.

fonte: Il Foglio 4 novembre 2016

 

305 pensieri su “La salvezza ci interessa, eccome!

  1. Johnny

    Pienamente d’accordo! La salvezza interessa eccome! Tuttalpiù si può (deve) sottolineare che con i luterani (solo loro) , in tema, abbiamo raggiunto un accordo con la dichiarazione congiunta del 1999 http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/documents/rc_pc_chrstuni_doc_31101999_cath-luth-joint-declaration_it.html. Certo permangono differenze, ma riguardano soprattutto la visione dell’ uomo: capace di collaborare con la Grazia per noi cattolici, completamente corrotto dal peccato per Lutero. A prescindere da questo, il gesto del Papa è di una importanza e bellezza incredibile: non è far finta che non esistano differenze e conflitti, ma, appunto, amare i fratelli, nonostante queste. Ha spezzato una catena di odio che ci tiene legati da 500 anni!

  2. vale

    riguardano soprattutto la visione dell’uomo?

    a me pareva,così a memoria, che vi fosse ancora in piedi quel piccolo dettaglio della presenza reale del corpo di Cristo nella particola e del suo sangue nel vino. (transustanziazione. non la luterana consustanziazione.)

    e pure dell’assoluzione dai peccati che permette di accedere all’eucarestia.

    quindi la visione luterana, fulminata dal concilio di trento con scomunica tuttora valida,non sarebbe importante e fonte di fondamentale e sostanziale divisione?

    per quanto riguarda la scaraffia: “Così come le indulgenze sono scomparse dal nostro orizzonte”

    quindi il giubileo della misericordia ,con le sue indulgenze, è già scomparso dal nostro orizzonte. anzi,non c’è mai stato?

    piccolo memento:

    “Quando la Messa sarà scalzata, avremo scalzato il papato! Perché è sulla Messa, come su di una roccia, che poggia completamente il papato, con i suoi conventi, le sue Diocesi, le sue Università, i suoi altari, i suoi ministri e le sue dottrine […]. Tutto ciò cadrà in rovina quando sarà abbattuta questa sacrilega e abominevole Messa” (Cfr. D. Raffard de Brienne, Lex Orandi: La Nouvelle Messe et la Foi, 1983.)

    Sull’Offertorio: “Poi segue quell’abominazione che viene chiamata “Offertorio“, nel quale tutto esprime oblazione”. (Cfr. H. Chartier, La Messe Ancienne et la Nouvelle, 1973.)

    Sul Canone della Messa: “Questo Canone abominevole è una raccolta di lacune confuse […]. Esso fa della Messa un sacrificio; altri offertori vengono aggiunti. La Messa non è un sacrificio o l’azione di chi sacrifica. Noi lo consideriamo un sacramento o un testamento. Permetteteci di chiamarlo una benedizione, l’eucaristia, la tavola del Signore o il memoriale del Signore” (Cfr. Lutero, Sermone della 1ª Domenica di Avvento.)

    Sulla tattica da usare per introdurre la messa protestante: “Per giungere sicuramente e felicemente alla nostra mèta, dobbiamo conservare alcune delle cerimonie della vecchia Messa, così verrà accettata anche dall’indeciso che potrebbe rimanere scandalizzato da cambiamenti troppo frettolosi” (Cfr. J. Maritain, Trois Réformateurs.)

    “Che pazzia voler monopolizzare il sacerdozio solo per pochi!” (Cfr. Mons. L. Cristiani, Du Lutheranisme au Proteatantisme, 1900.)

    Afferma Funck Brentano: “La sua ultima predica pubblica a Wittemberg è del 17 gennaio 1546: ultimo grido di maledizione contro il papa, il sacrificio della Messa, il culto della Vergine”(Discorsi a tavola, ed. di Weimar, I, p. 340).

    “Sii peccatore e pecca fortemente (esto peccator et pecca fortiter) ma con ancora più fermezza credi e rallegrati in Cristo, vincitore del peccato, della morte e del mondo. Durante la vita presente dobbiamo peccare. E’ sufficiente che, grazie alla misericordia di Dio, conosciamo l’Agnello che toglie i peccati del mondo. Da lui non deve separarci il peccato, perfino se commettessimo mille omicidi e mille adulteri ogni giorno”. a Melantone, del 1° agosto 1521 (Briefe, Sendschreiben und Bedenke, ed. cit., II, p. 37; cfr. op. cit., p. 439.)

    “Dopo che abbiamo compreso che le buone opere non sono necessarie per la giustificazione, siamo rimasti molto più rilassati e freddi nella pratica del bene, e se oggi si potesse tornare all’antico stato di cose, se di nuovo rivivesse la dottrina che afferma la necessità di fare il bene per essere santo, altra sarebbe la nostra alacrità e prontezza nell’esercizio del bene” (Werke, ed. di Weimar, XXVII, p. 443; cfr. op. cit., p. 441.)

    “Non vi ha nessuna religione in tutta la terra che insegni questa dottrina della giustificazione; io stesso, anche se la insegno pubblicamente, con gran difficoltà la credo nei particolari” (Werke, ed. di Weimar, XXV, p. 330; cfr. op. cit., p. 158.)

    http://www.radiospada.org/2016/10/florilegioluterano/

    ora c’è qualcuno che è in grado di dirmi,senza tanti giri di parole, cosa c’entra quanto sopra con la Chiesa Cattolica?

    ( e risparmiarsi di stigmatizzare da dove ho riportato le citazioni. che tali rimangono anche se le avessi prese dal sito dei focolarini.)

    1. Appunto, quindi bisognerà pur fare tutto il possibile (nei limiti del possibile) per portare questi fratelli separati alla luce piena… o no?

      Certo non assumendo noi la loro Liturgia!

      Che poi si trovino subdole affermazioni di pur alti esponenti, non è che ipso facto queste debbono essere condivise o l’obbiettivo (nascosto) di tutto il popolo Protestante.
      (Non possiamo avere talvolta subdoli intenti o affermazioni anche tra “noi”?)

  3. ” Non me ne importa niente di essere una brava persona, mi importa di non rompere la relazione…”

    queste sono le parole più forti e belle che introducono il lettore ad uno squarcio di vita eterna, qui ed ora, attraverso uno schermo.. senza più moralismo.. senza più moralismo, basta, ne abbiamo avuto tutti abbastanza.. tanto che quasi non ci guardiamo più negli occhi, preferendo concentrarci sulla nostra presunta bontà: mi sforzo di essere buona così verrò salvata, amata, desiderata.. Ma non c’è scritto forse che le prostitute ci precederanno nel regno dei cieli?

    Grazie per il tuo impegno. E’ stato bello conoscerti ieri!

  4. Fabrizio Giudici

    A quanto scritto da vale, aggiungo, ripetendolo, il link all’articolo di Cavalcoli:

    http://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2016/11/02.11.2016-Giovanni-Cavalcoli-IL-SANTO-PADRE-FRANCESCO-E-L-ARBITRO-SUPER-PARTES.pdf

    Sui problemi della dichiarazione congiunta del 1999, che non risolve niente, ma è piena di problemi, lascio spazio per una spiegazione esauriente a chi è più capace di me. Comunque, è totalmente falso che ci sia una convergenza. Tutti i problemi di 500 anni fa sono ancora aperti e, purtroppo, non è tanto importante, ai fini dell’educazione, che il Catechismo non sia cambiato (*) (così come non è cambiato e nessuno potrà cambiare il Concilio di Trento), quanto lo stile subdolo che arriva da Oltretevere, di cui l’articolo della Scaraffia è emblematico: calpestare con quattro chiacchiere tutto ciò che è Tradizione, invitando i fedeli ad ignorarlo. Fioccano ovunque commenti stolti come quello sopra dell’ennesimo troll Johnny, che vorrebbero ridurre questi 500 anni a “incomprensioni” puramente umane. Quello che era FALSO ed ERESIA 500 anni fa lo è ancora oggi. Ma la gente va dietro a queste sciocchezze, perché è totalmente diseducata a capire che la Chiesa è fatta di verità immutabili e non di idee politiche o filosofiche che mutano da periodo storico a periodo storico.

    La frase poi “ci unisce più di quanto ci divide” è senza senso: Sant’Agostino ricordava che si può essere d’accordo su tutto, tranne che su una verità di fede fondamentale, e la divisione è già abissale. Non si capisce davvero poi quante siano le cose che ci uniscono: le chiese luterane, con le loro “vescovesse” lesbiche e “sposate”, l’appoggio a orrori come l’utero in affitto, l’approvazione dei matrimoni omosessuali, la contraccezione, l’aborto, eccetera, sono semmai una grottesca parodia della vera Chiesa, una anti-Chiesa (quella anti-Chiesa portatrice dell’anti-Evangelo, lo “scontro epocale” che già paventava Woytijla nel 1976). Basta leggersi gli articoli di oggi su La Bussola (che non linko per non incappare nel filtro di WordPress, ma sono facilmente recuperabili).

    Riporto una considerazione della Comunità San Gregorio Magno, che ha sede nell’area afflitta dal sisma:

    Infine una breve considerazione: la basilica del Patriarca d’Europa crolla, scossa da un terremoto, nello stesso giorno in cui inizia un viaggio apostolico per onorare Lutero, per commemorare il distruttore dell’Europa cristiana, il bestemmiatore della Madonna, il profanatore della Santissima Eucaristia e il denigratore del Papato. Difficile pensare che non sia un segno di Dio agli uomini, soprattutto di Chiesa.

    Questa è stata la nostra considerazione in comunità, pochi minuti dopo la terribile scossa di domenica quando eravamo usciti all’aperto e non appena arrivavano le dolorose immagini delle macerie di Norcia e della casa natale di San Benedetto. Alcuni sacerdoti della diocesi, di orientamento diverso dal nostro, ci hanno confidato che hanno avuto lo stesso raggelante pensiero. E forse l’hanno avuto anche in Vaticano, tant’è che sembra che le pur scandalose cerimonie in Svezia abbiamo avuto toni meno trionfalistici di quanto era in programma. Non è impossibile che anche “in altissimo loco” abbiano fatto la stessa connessione e il pensiero sia andato a quelle distruzioni di cui parla la Madonna a Fatima…se non interviene la conversione. A Roma, tra tanti ecclesiastici che hanno avvertito bene la scossa, c’è stata molta paura ed anche qualche danno a San Paolo fuori le Mura, oltre alle chiese di San Francesco di Paola e di Sant’Eustachio che sono inagibili.

    Questo è quello che deve essere in mente in un buon cattolico mentre dall’alto si tenta di confonderlo ed ingannarlo. Il resto sono fuffa e sceneggiate. Perché, come in un titolo di un recente post di Costanza, è arrivato il momento della responsabilità personale. Ognuno è chiamato personalmente a mantenersi saldo sulla verità di sempre o lasciarsi abbindolare da questi tentativi di protestantizzazione. Ad ognuno sarà chiesto conto personalmente della sua posizione: non può scusarsi se il parroco, il vescovo o altro dicono di fare diversamente. La sequela di Cristo è sempre stata una faccenda di responsabilità personale, non di mera obbedienza indipendentemente dai contenuti. E rimarremmo tanto più a lungo in questo stato di caos, e tanto più pesante sarà il castigo di Dio, quanto più tardi il gregge manifesterà una solida e decisa resistenza contro questa deriva.

    Ci sono tanti modi per farlo, di certo importa la posizione intima, personale, ma ricordo che ci sono anche modi espliciti:

    http://www.supplicafiliale.org/

    (*) Che poi, visto come si procede in Santa Sede, ovvero con commissioni nascoste che già hanno tirato fuori: il motu propriu sulla Sacra Rota, il programma di “educazione sessuale” per i giovani e l’infame catechismo per giovani DoCat, nessuno può escludere che un giorno o l’altro salti fuori dal cilindro un “catechismo riformato”… Che non varrebbe la carta su cui è scritto, se contraddice il Magistero.

    1. Johnny

      Perdonami Fabrizio. Non volevo trollare. Volevo solo sottolineare che il problema della Salvezza rimane importantissimo e che la dichiarazione congiunta ha fatto spostare la discussione dalla giustificazione per fede a quella della capacità dell’uomo di corrispondere alla Grazia, e su questo importantissimo punto NON siamo d’accordo con i luterani. E’ chiaro che poi ci sono tutte quelle differenze che ha menzionato Vale e che io non ho riportato, non perché non le ritenga importanti, ma perché non rientravano in quello che volevo affermare.
      Nonostante ciò, ritengo che Gesù sia morto anche per i luterani e per me ‘valgono’ il prezzo che Gesù ha pagato per loro. Per questo sono lieto che il Papa abbia profeticamente spezzato un legame di odio che ancora oggi, dopo 500 anni, purtroppo ci tiene incatenati.

  5. alessandra

    profeta di sventura, ripetitivo ma fortunatamente oggi non con troppe tristi e irrispettove invettive
    le buone azioni di tanti il Santo Padre in testa, aiutano le nostre coscienze al di la della nostra volontà-capacità.
    buona domenica

      1. Beatrice

        Una volta lessi un’interessante riflessione del cardinale Biffi sull’espressione “profeti di sventura” usata da Giovanni XXIII:

        «Papa Roncalli morì nella solennità di Pentecoste, il 3 giugno 1963. Anch’io lo rimpiangevo, perché avevo un’invincibile simpatia per lui. M’incantavano i suoi gesti “irrituali”, ed ero rallegrato dalle sue parole spesso sorprendenti e dalle sue uscite estemporanee.
        Solo la valutazione di alcune frasi mi lasciava esitante. Ed erano proprio quelle che più facilmente di altre conquistavano gli animi, perché apparivano conformi alle istintive aspirazioni degli uomini.
        C’era, per esempio, il giudizio di riprovazione sui “profeti di sventura”.
        L’espressione divenne e rimase popolarissima ed è naturale: la gente non ama i guastafeste; preferisce chi promette tempi felici a chi avanza timori e riserve. E anch’io ammiravo qui il coraggio e lo slancio, negli ultimi anni della sua vita, di questo “giovane” successore di Pietro.
        Ma ricordo che una perplessità mi prese però quasi sùbito. Nella storia della Rivelazione, annunziatori anche di castighi e calamità furono solitamente i veri profeti, quali ad esempio Isaia (capitolo 24), Geremia (capitolo 4), Ezechiele (capitoli 4-11).
        Gesù stesso, a leggere il capitolo 24 del Vangelo di Matteo, andrebbe annoverato tra i “profeti di sventura”: le notizie di futuri successi e di prossime gioie non riguardano di norma l’esistenza di quaggiù, bensì la “vita eterna” e il “Regno dei Cieli”.
        A proclamare di solito l’imminenza di ore tranquille e rasserenate, nella Bibbia sono piuttosto i falsi profeti (si veda il capitolo 13 del Libro di Ezechiele).
        La frase di Giovanni XXIII si spiega col suo stato d’animo del momento, ma non va assolutizzata. Al contrario, sarà bene ascoltare anche quelli che hanno qualche ragione di mettere all’erta i fratelli, preparandoli alle possibili prove, e coloro che ritengono opportuni gli inviti alla prudenza e alla vigilanza».

  6. Nicoletta

    Concordo pienamente con quanto hai scritto, solo una cosa: é vero che fino a che non ci toccano il catechismo possiamo stare sereni come bimbi in braccio alla mamma. Il fatto é che sembra che alcuni cerchino di raggirare l’ostacolo agendo su piano pastorale anziché su quello dottrinale, così il relativismo viaggia indisturbato….

  7. cinzia

    “il pane per noi è sostanza di Dio. O quel pane è davvero Dio o siamo tutti pazzi”

    Proprio per questo, cara Costanza, io non riesco a fidarmi da chi va a celebrare Lutero e i protestanti! E, ti assicuro, è una grande sofferenza!

    @Appunto, quindi bisognerà pur fare tutto il possibile (nei limiti del possibile) per portare questi fratelli separati alla luce piena… o no?
    D’accordo, ma non capisco come una cosa come quella del 31 ottobre (non so come chiamarla) possa aiutare a mostrare la luce piena. A me sembra invece significhi che ognuno può tranquillamente stare nel suo perché tanto è uguale.

    La Madonna invitò Bruno Cornacchiola che era protestante (avventista) a rientrare nell’Ovile Santo, perché fuori non c’è salvezza.

    E sulle differenze inconciliabili tra cattolici e protestanti Vale ha già ricordato non poche cose, e nemmeno da poco.

    E la visione di Lutero all’Inferno di Suor Serafina Micheli?

  8. vale

    oltretutto, a margine, ma mica poi tanto, proprio a proposito del:

    ’ sufficiente che, grazie alla misericordia di Dio, conosciamo l’Agnello che toglie i peccati del mondo. ”

    che purtroppo è entrata anche nella chiesa cattolica, ai tempi avevo imparato che tollere latino vuol dire -in questo caso- prendere su di sé non togliere nel senso di levare,cancellare.

    (ovviamente tollere ha anche altri significati: vedere,per es, quel filibustiere di Cicerone che, a proposito del giovane ottaviano augusto, diceva che era un giovane “hornandum et tollendum”. dove il tollendum può essere inteso sia come “innalzare” che come “decapitare”…)

    per cui il Cristo prende su di sé i peccati degli uomini per non renderli colpevoli e punibili davanti al Padre.Diviene Egli vittima da punire per i peccati degli uomini.per la loro salvezza.

    e non vuol dire neppure che gli effetti del peccato commesso svaniscano.

    cosa che mi pare un tantino differente da quel che intendono loro e che,ho il sospetto, intendono anche molti cattolici oggi.

  9. sara

    Profonda stima per Lucetta Scarafia…in effetti Lutero comunque , avrà fatto lo scisma ma la chiesa a quei tempi non era senza colpa ….anzi!e poi comunque, siamo tutti prima di tutto cristiani, e tra i cristiani non ci sono solo i cattolici, ma ci sono anche i protestanti, gli anglicani , gli ortodossi ecc…( solo certi cattolici credono di essere gli unici avere la verità in tasca)e comunque, figli di uno stesso Padre , che e’ Dio….tutte queste divisioni tra figli di uno stesso Padre fanno ridere

    1. Fabrizio Giudici

      @sara “solo certi cattolici credono di essere gli unici avere la verità in tasca”

      La frase è sgangherata, e comunque intesa nel suo senso è falsa. Non sono i cattolici che credono di avere la verità in tasca. I cattolici sanno che la Chiesa Cattolica, una, vera e santa, che non comprende coloro che ne sono usciti volontariamente, come gli eretici e gli scismatici, è l’unica depositaria della Verità per volere diretto di Cristo. I cattolici che sanno un cosa credono, credono fermamente in questo. Sono i cattolici confusi che non ci credono e fanno discorsi pasticciati, come “siamo prima di tutto cristiani”. E vorrei tanto sapere da dove tirano fuori quelle idee confuse, visto che sono in contrasto con quello che la Chiesa insegna da 2000 anni.

      @silvia “accordo per l ‘INTERCOMUNIONE hanno fatto”

      Totalmente d’accordo su tutto; l’unica precisazione è che, per ora, sull’intercomunione non hanno ancora fatto nessun accordo. Nel documento firmato – che è già sufficientemente fuori ortodossia per altri motivi – sull’intercomunione ci sono solo auspici per il futuro. Sicuramente è andata sotto le attese dei luterani, visto che sono dieci mesi abbondanti che il tema era “accarezzato”, per così dire. Diciamo che questo tiro in porta è stato fortunosamente respinto sulla linea. Per ora.

  10. Sconvolgente Lucia Scaraffia che sembra non sapere che sulla giustificazione, sotto lo sguardo vigile di Ratzinger, cattolici e luterani si sono chiariti.
    Sconvolgente ancora perché sembra infatti ritenere non importante l’aldilà e altre quisquiglie (secondo lei).
    Qualche luterano c’è rimasto male che appena risalito sull’aereo papa Francesco a domanda rispose che sul sacerdozio alle donne la parola definitiva l’ha detto san Giovanni Paolo II.
    Coerente come sempre anche se da molti non capito.

  11. Natalia

    Grande Costanza. Come sempre. Ieri sera sei stata all’incontro a Teatro degli Astri e oggi già esce il nuovo articolo; attualissimo, bellissimo, azzeccatissimo. Mi vergogno a dire che io per stanchezza quasi non sono venuta (marito è rimasto ieri sera a casa con i figli); il piu piccolo si sveglia stamattina gia vestito, si è addormentato vestito.Almeno era pronto stamattina per la scuola. Come fai a fare tutto? Io manco una sera (2 ore scarse) e già succedono “i guai”.
    Ho portato con me pure il libro “Obbedire è meglio”, per farmelo firmare (poi dovevo scappare prima) e non si sa mai ripassare qualche capitolo se serve, (lo consiglio vivamente a tutti!!!!- quando qualcuno mi comincia a raccontare i suoi problemi o chiede aiuto, cito te e gli consiglio viviamente di leggere questo bellissimo libro) serve sempre nella vita di tutti i giorni. Grazie ancora, brava Costanza.

  12. Laura Alici

    Più leggo quel che scrive più mi accorgo che i modi, il tono ed i contenuti sono… simili ai miei. Grazie, Costanza Miriano, di essere mia sorella nella fede e nell’ amore per la Chiesa!

  13. Enrico

    Mah, sulle opere di questo papa continuo ad essere molto dubbioso. E di fronte a questo passo verso i luterani, ai quali non è stato chiesto alcun tipo di conversione, ne ho ancora di più.
    Non penso che Bergoglio abbia bisogno di modificare il Catechismo della Chiesa Cattolica.
    Un passo della dichiarazione congiunta firmata da ambo le parti a Lund, riporta queste parole:

    “Molti membri delle nostre comunità aspirano a ricevere l’Eucaristia ad un’unica mensa, come concreta espressione della piena unità. Facciamo esperienza del dolore di quanti condividono tutta la loro vita, ma non possono condividere la presenza redentrice di Dio alla mensa eucaristica. Riconosciamo la nostra comune responsabilità pastorale di rispondere alla sete e alla fame spirituali del nostro popolo di essere uno in Cristo. Desideriamo ardentemente che questa ferita nel Corpo di Cristo sia sanata. Questo è l’obiettivo dei nostri sforzi ecumenici, che vogliamo far progredire, anche rinnovando il nostro impegno per il dialogo teologico”.

    A me pare che firmare un documento che riporta queste parole, senza che si specifichi chiaramente che l’Ostia Consacrata è Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù, sia un grande errore. Forse il più grande che ci possa essere, perché ci accomuna con i luterani, che sono legittimati nel trattare come semplice pane, l’ostia divenuta realmente Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Cristo; nel ridurre un sacerdote a un temporaneo facente funzione, nel considerare un vescovo un funzionario di alto rango e nel collocare la Chiesa cattolica all’interno di una federazione mondiale di cultori dell’uomo e del suo spirito.

    E questo mi sembra proprio uno degli obiettivi del papa, purtroppo. Possa Maria, nostra Madre e Madre della Chiesa, proteggerci sempre.
    A noi il compito di sostenere la Chiesa con la nostra preghiera umile e sincera, priva di ogni risentimento, ma solo per il bene e la salvezza di tutti.

    1. Enrico Turomar

      Enrico,
      se nel documento c’è scritto:
      “Molti membri delle nostre comunità aspirano a ricevere l’Eucaristia ad un’unica mensa, come concreta espressione della piena unità. Facciamo esperienza del dolore di quanti condividono tutta la loro vita, ma non possono condividere la presenza redentrice di Dio alla mensa eucaristica….”

      Non può significare altro che tra noi e i luterani c’è una grande differenza riguardo all’ostia consacrata, altrimenti potremmo ricevere l’Eucaristia ad un unica mensa e nessuno soffrirebbe.

      In una dichiarazione congiunta specificare ‘chiaramente che l’Ostia Consacrata è Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù,’ non è possibile perché loro per ora non lo credono.

      Quindi secondo me questa parte della dichiarazione riflette le differenze e non fa affatto di noi cattolici dei luterani.

      1. Enrico

        Per quanto ne so, i luterani che sono venuti a Roma all’inizio di quest’anno hanno fatto la Comunione.
        A loro la piena responsabilità di credere o meno, ma a noi di distinguere.
        Che si voglia loro dare un pane benedetto oppure l’Ostia consacrata, mi pare sia una abissale differenza.
        Senza volere escludere nessuno per carità.
        Ma questo passo del papa, penso che sia molto grave, senza volerlo giudicare. C’è già chi lo farà a tempo debito per ciascuno di noi.
        A me però, provoca tanto dolore.

  14. girab@libero.it

    ciao,io sono d’accordo e in piena comunione su TUTTO, davvero tutto quello che dici, scrivi, avverti, per via di un incontro con cristo che hai avuto e hai, così come succede e è successo a me.Mi interessa per me, per mia moglie, i miei figli, i miei parenti e fratelli in Cristo, compagni di avventura di anni di gioie e dolori nel ns cammino dentro la Chiesa cattolica. Per questo poco, nulla mi interessa quel che dice questa Lucetta (nel buio) , senza alcun giudizio personale su lei, che non conosco ma che, a quanto pare, non ha incontrato Lui. Mi interessa invece un’altra cosa: vorrei, cioè, che le cose che dici tu le dicesse (in altro modo magari, ma le dicesse) anche il ns Papa in queste occasioni. Io lo riconosco come ns Papa, ci mancherebbe, prego per lui, ma non è che mi fido ciecamente di quello che, pastoralmente, sta portando avanti. La Dottrina resta immutabile e nemmeno lui, per assurdo, anche volesse, potrebbe cambiarla. Ma la sua pastorale, spesso così poco cattolica, a volte un po’ confusa e contraddittoria, o poco determinata su alcuni temi fondamentali della Vita (mentre lo è su altri, più a sfondo sociale) , beh, questa pastorale io non riesco a sentirla mia. Soprattutto se raffrontata a quella che san Giovanni Paolo e Benedetto XVI portavano avanti , anche contro quel che pensa il mondo. la pace, buon lavoroGiuseppe

  15. grazie Costanza ! che continui a mettere l’olio della Fede perche’ restino bene accese le nostre lampade!!! mentre la candelona corrierona di Lucetta ormai e’ pietosamente fumigante…

  16. Gianfranco Falcone

    Prepararsi ad ulteriore bordata di insulti e accuse. Recentemente anche Antonio Socci ne ha fatto esperienza (vedi il penultimo articolo nel suo blog: “Crolla la Chiesa (materialmente e spiritualmente)”. Non fa niente, anzi rallegratevi ed esultate, grande è la ricompensa nei cieli

    1. Fabrizio Giudici

      “Prepararsi ad ulteriore bordata di insulti e accuse.”

      La prossima vittima è già sui giornali. Ormai abbiamo la Ghestapo vaticana.

  17. silvia

    Sottoscrivo l’articolo della dott. Costanza Miriano., ma la giornalista Lucetta Scaraffia =NON è cattolica,..nè protestante, né anglicana,…altrimenti le interesserebbe la- salvezza eterna -, perché queste chiese-cristiane-separate…invece ci credono. Loro non credono alla presenza reale di Gesù-nell’Ostia consacrata,..ecco allora che ci viene lo sgomento e dolore nel pensare : ma che tipo di accordo per l ‘INTERCOMUNIONE hanno fatto a Lund,.e si può fare con i luterni,..se ti dicono apertamente che : “…i .membri delle nostre comunità aspirano a ricevere l’Eucaristia ad un’unica mensa, come concreta espressione della piena unità. Facciamo esperienza del dolore di quanti condividono tutta la loro vita, ma non possono condividere la presenza redentrice di Dio alla mensa eucaristica. ….” =cioè ci accordiamo…per ll’Eucaristia- ma non crediamo che sia il Corpo e Sangue di Gesù..!!! Più chiaro di cosi’. E ‘come chiedere : vogliamo fare il Sacrilegio con il vs permesso !! Ma Lutero…odiava il sacerdozio la Cresima la S. Messa, e profondamente il PAPA !. Poi i 500 anni dalla Riforma- contro la Dottrina della Chiesa cattolica, non sono stati anni di sola semplice- incomprensione, era tutto il Magistero della Cattolicità che veniva confutato e si negavano i dogmi. Il centro di tutto però sono i Sacramenti -rifiutati dai Luterani : tranne il battesimo . Si va verso una deriva-dottrinale,.. distruzione e catastrofe . Preghiamo tanto il s. Rosario e invochiamo la protezione di San Giuseppe, protettore della Chiesa ( consacriamoci a Lui con lo scapolare dei Tre sacri Cuori – http://www.itapiranga.net ).Sono questi i tempi profetizzati dalla Madonna Vergine della Rivelazione- al veggente Bruno Cornacchiola (diario – libro di Saverio Gaeta: IL VEGGENTE..Ediz. Salani ), soprattutto il messaggio della 1°apparizione del 12 aprile 194 , (..nelle pag. da 78 a 98 )..sembrano descritti- un film- i tempi che viviamo ora.

  18. silvia

    ..Vergine della Rivelazione : 1°apparizione : 12 aprile 1947 – Roma in via Laurentina,400 – Ora c’è il bel Santuario con le SS. Messe : Feriali -tutti i giorni da Lunedi a Sabato -ore 10,30 – 18,30, – Domenica : 10,30 – 12,00 – 18,30 . Bus 671 …ferma sotto il Santuario, oppure Mero B- scendere al Capolinea -Laurentina,-uscire a destra – e fare 300 mt. a piedi.

  19. don Antonio

    Ho imparato le verità di fede dalla mia mamma; ho imparato il catechismo dal mio vecchio parroco. Poi in seminario ho avuto grandi teologi come professori. Ma, ve lo garantisco, mi fido di più della mia mamma e del mio vecchio parroco; i teologi non mi convincono mai abbastanza. D’altronde Gesù l’aveva detto che il Padre rivela i suoi misteri ai piccoli, non ai dotti! E’ sempre più sicuro ascoltare i santi e “il popolo fedele” , che non i professori che parlano delle cose di Dio facendo l’occhiolino alle mode del mondo. Per quanto posso, cerco nel mio piccolo di insegnare a me e alla mia gente che il caso serio della vita è quello di salvarsi l’anima. E per farlo abbiamo tutti bisogno di Gesù Salvatore che opera nei Sacramenti della Chiesa.

  20. Annarita

    Cara Costanza mi sa che devo citofonarti: il catechismo è stato cambiato, ma qualcosa di più grande ancora hanno cambiato, il Sacrificio, la S.Messa (grazie al cielo ci sono ancora bravi sacerdoti che la dicono) e pure tutti gli altri sacramenti. Forse tu hai la grazia di non accorgertene, perchè magari frequenti ambienti ancora cattolici, ma guardati in giro e vedrai che hanno cambiato tutto.

  21. Alessandro

    E’ bene ricordare che la “Dichiarazione Congiunta tra la Chiesa Cattolica e la Federazione Luterana Mondiale circa la dottrina della giustificazione” è firmata dal Pontificio consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e quindi è un po’ pomposo affermare che questa Dichiarazione sia tra la Chiesa Cattolica ed ecc.

    Tanto è vero che a questa Dichiarazione è seguita una Risposta della Chiesa Cattolica alla Dichiarazione medesima. Ma come può la Chiesa cattolica “rispondere” a una dichiarazione sottoscritta dalla Chiesa Cattolica stessa?

    Il fatto è, appunto, che la Dichiarazione è sottoscritta dal Pontificio Consiglio suddetto, mentre la Risposta è ad opera della Congregazione per la dottrina della Fede.

    Quindi, andrei cauto prima di dire che la Chiesa Cattolica ha raggiunto un’intesa con ecc. No, è il Pontificio consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani ad aver raggiunto ecc.
    Beninteso: il Pontificio Consiglio è eminente e preclaro (lungi da me l’intento di vituperarlo= ma non è niente più di un Pontificio Consiglio, appunto.

    Nella Dichiarazione si leggono affermazioni molto forti, di questo tenore:

    “La comprensione della dottrina della giustificazione esposta in questa Dichiarazione mostra l’esistenza di un consenso tra luterani e cattolici su verità fondamentali di tale dottrina della giustificazione. Alla luce di detto consenso sono accettabili le differenze che sussistono per quanto riguarda il linguaggio, gli sviluppi teologici e le accentuazioni particolari che ha assunto la comprensione della giustificazione, così come esse sono state descritte sopra nei numeri 18-39. Per questo motivo l’elaborazione luterana e l’elaborazione cattolica della fede nella giustificazione sono, nelle loro differenze, aperte l’una all’altra e tali da non invalidare di nuovo il consenso raggiunto su verità fondamentali.

    Con ciò, le condanne dottrinali del XVI secolo, nella misura in cui esse si riferiscono all’insegnamento della giustificazione, appaiono sotto una nuova luce: l’insegnamento delle Chiese luterane presentato in questa Dichiarazione NON cade sotto le condanne del Concilio di Trento.” (nn. 40-41)

    Ma la Congregazione della dottrina della Fede è d’accordo sul fatto che “l’insegnamento delle Chiese luterane presentato in questa Dichiarazione NON cade sotto le condanne del Concilio di Trento”?

    Manco per niente. Infatti, nella suddetta Risposta della Chiesa (Cattolica) alla Dichiarazione si legge:

    “L’alto livello d’accordo raggiunto NON permette ancora di affermare che tutte le differenze che separano i cattolici e i luterani, nella dottrina circa la giustificazione, sono semplici questioni di accentuazione o di linguaggio. Alcune toccano aspetti di contenuto e quindi NON sono tutte reciprocamente compatibili, come invece si afferma al n. 40.
    Se è vero inoltre che in quelle verità sulle quali un consenso è stato raggiunto, le condanne del Concilio di Trento non si applicano più, tuttavia le divergenze che riguardano altri punti devono invece essere superate prima di poter affermare, come si dice genericamente al n. 41, che tali punti non ricadono più sotto le condanne del Concilio di Trento.”

    Per la precisione, la suddetta Risposta (lo si apprende leggendo in calce alla medesima) “costituisce la Risposta cattolica ufficiale al testo della Dichiarazione Congiunta, è stata elaborata di comune intesa fra la Congregazione per la Dottrina della Fede ed il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e viene firmata dal Presidente del medesimo Pontificio Consiglio, direttamente responsabile per il dialogo ecumenico.”

    Si dà il caso, dunque, che il cardinale Kasper, firmatario della Dichiarazione in quanto Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, sia anche cofirmatario della Risposta che, come s’è visto, rettifica alcune affermazioni “forti” della Dichiarazione stessa.

    Kasper, evidentemente accorgendosi della contraddizione, si affrettò a predisporre e firmare un Allegato alla Dichiarazione, che così esordisce:

    “Le delucidazioni che seguono sottolineano il consenso raggiunto nella Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione al riguardo di verità fondamentali della giustificazione; risulta pertanto chiaro che le reciproche condanne dei tempi passati non si applicano alla dottrina cattolica e alla dottrina luterana della giustificazione così come tali dottrine sono presentate nella Dichiarazione congiunta”.

    Insomma, il cardinale Kasper con questo Allegato ha fatto la voce grossa ribadendo, in risposta alla Risposta (Risposta da lui stesso firmata, peraltro!), che “le reciproche condanne dei tempi passati non si applicano alla dottrina cattolica e alla dottrina luterana della giustificazione così come tali dottrine sono presentate nella Dichiarazione congiunta”.

    Ma questa, nonostante sia stata reiterata con grande evidenza, è niente più che l’opinione dell’allora Presidente del Pontificio Consiglio; la verità è che la Risposta ufficiale della Chiesa cattolica alla Dichiarazione dice chiaramente (e Kasper, che l’ha firmata, dovrebbe saperlo), che “Se è vero che in quelle verità sulle quali un consenso è stato raggiunto, le condanne del Concilio di Trento non si applicano più, TUTTAVIA le divergenze che riguardano altri punti devono invece essere superate prima di poter affermare, come si dice genericamente al n. 41 [della Dichiarazione; e, aggiungerei, come si dice troppo entusiasticamente e non meno genericamente nel successivo Allegato], che tali punti non ricadono più sotto le condanne del Concilio di Trento.”

    Quindi, chi sostiene senza gli opportuni distinguo che “le reciproche condanne dei tempi passati non si applicano alla dottrina cattolica e alla dottrina luterana della giustificazione così come tali dottrine sono presentate nella Dichiarazione congiunta” sostiene l’opinione di Kasper e al massimo dei suoi successori alla guida del Pontificio Consiglio, e comunque di singoli prelati (per quanto altolocati), non la dottrina della Chiesa; la Congregazione per la Dottrina della Fede, come s’è visto, la pensa diversamente, pur riconoscendo la rilevanza della Dichiarazione.

    Con ciò non intendo sminuire il valore della Dichiarazione; gradirei però che, proprio nell’interesse di un sano ecumenismo, questo valore non fosse sopravvalutato.

    Quanto al fatto che, in virtù della Dichiarazione, cattolici e luterani abbiano raggiunto una sostanziale intesa sulla dottrina della salvezza, invito a leggere la Dichiarazione. Ci si accorgerà che una vera, sostanziale intesa è ben di là dall’essere raggiunta su questioni che investono in modo cruciale il tema della salvezza.

    Sfido chiunque a desumere dalla Dichiarazione che non permangano notevolissime, cruciali differenze su questioni soteriologiche fondamentali quali:
    – qual è precisamente il nesso tra opere umane e Grazia in ordine alla salvezza?
    – che cosa è peccato e che cosa non lo è (nel senso concreto di: quali condotte umane sono peccaminose e quali no?)?
    – qual è precisamente il nesso tra merito e Grazia in ordine alla salvezza?
    – quali sono i Novissimi e che cosa sono?
    – come avviene la remissione dei peccati da parte di Dio (leggi: che dire del Sacramento della Penitenza?)?
    Bastino queste domande, fatte a puro titolo esemplificativo, per indicare realisticamente quanto siano ancora grandi le differenze tra luterani e cattolici in ordine alla dottrina della salvezza. Dispiace, ma è così, e quindi chi ritiene che sul tema della salvezza si sia ormai approdati a un sostanziale accordo tra cattolici e luterani si sbaglia di grosso.

    Ovviamente con questi poche e povere annotazioni non ho la minima pretesa di aver esaminato in modo esauriente la Dichiarazione. Anzi, non l’ho proprio esaminata.
    Ho voluto solo invitare a una (credo) fondata e realistica cautela dinnanzi a tanto entusiasmo profuso in questi giorni sul “peso” dell’accordo raggiunto nell’ormai rinomatissima Dichiarazione.

    1. Alessandro

      A quanto ho detto si può obiettare che il contenuto dell’Allegato alla Dichiarazione giustifica l’affermazione di Kasper secondo cui le riserve espresse dalla Risposta sono superate.

      Anche Ratzinger affermò che “Adesso con questo nuovo Allegato reso noto lo scorso 11 giugno abbiamo ottenuto delle chiarificazioni che vanno realmente oltre. Adesso si dice esplicitamente che il peccato è una realtà personale, e che quindi l’uomo non è peccatore in senso reale se non commette un peccato personale. Con questo Allegato, che è un elemento molto importante, abbiamo ottenuto le chiarificazioni che mancavano ancora nella Dichiarazione congiunta”

      http://www.30giorni.it/articoli_id_17141_l1.htm

      Basta questo a concludere che, dopo l’Allegato alla Dichiarazione, non è più vero quanto affermato dalla Risposta della Chiesa cattolica, e cioè che non è più vero che, “se è vero che in quelle verità sulle quali un consenso è stato raggiunto, le condanne del Concilio di Trento non si applicano più, TUTTAVIA le divergenze che riguardano altri punti devono invece essere superate prima di poter affermare, come si dice genericamente al n. 41 [della Dichiarazione], che tali punti non ricadono più sotto le condanne del Concilio di Trento”?

      Ne dubito, malgrado le rassicurazioni dell’allora cardinal Ratzinger.
      Non vedo come le precisazioni dell’Allegato possano condurre a un effettivo superamento di quelle divergenze cui si riferisce la Risposta alla Dichiarazione.

      Così la vedo io.

      Al riguardo, segnalo un articolo di padre Cavalcoli:

      http://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2016/07/pubblicato-20.07.2016-Giovanni-Cavalcoli-OP-Il-concetto-luterano-di-giustificazione…pdf

  22. …l’importante non è la salvarsi (da che?), ma condurre una vita che non ci si debba vergognare (e poi i nostri figli)della vita che si è condotto, delle cose che si è fatto o non si è fatto, delle parole che si è detto o scritto e dei pensieri che si è pensato (e tutti lo sanno i pensieri che hanno pensato, anche se la autocensura è forte). Vivere, non come cani rabbiosi, ma cercando di essere miti e riguardosi degli altri, che noi non siamo meglio di nessuno, cattolici o meno,
    coroncine o quant’altro. Non saremo giudicati, sta scritto, per le coroncine o per le messe o la sapienza dottrinale,
    ma per le opere o non opere, oppure, se Iddio, nella sua misericordia, ci vorrà salvare (dalle fiamme dell’Inferno?)

    1. Piero

      e se finisci nel nulla de che te devi vergngna’?
      E cche tte frega de’ tu’ figli? se te stai morto e sepolto?

  23. Per quanto capisco siamo vivendo una grande confusione, e sto pensando ma cosa c’entriamo noi cattolici con i Luterani ??? io rimango per la tradizione come mi è stato insegnata……costa quello che costa…..

  24. Fabrizio Giudici

    Dunque, è interessante ricapitolare l’ultimo killeraggio andato in onda, non solo sui giornali, ma anche nei TG di stasera. Contesto: il terremoto, che a parecchi prelati con la coda di paglia, Oltretevere, deve aver fatto saltare i nervi, per mettere in movimento tutta questa gioiosa macchina da guerra.

    Come ha accennato Gianfranco Falcone, la muta di cani da caccia è prima scattata all’attacco di Socci, il quale aveva semplicemente scritto: piuttosto che andare a Lund, Francesco dovrebbe andare a Norcia. Si sono inventati che Socci aveva messo in correlazione Lund e terremoto e quindi sono partite bordate da Il Foglio (Crippa ormai sembra non essere capace di altro che fare killeraggi da bassa forza: qualche settimana fa ha scritto poche riche sulla Supplica Filiale prendendola per il culo, sfruttando il fatto che nella lista dei primi ottanta firmatari ci sono alcuni esponenti della nobiltà), poi da altre parti. Ma gli è andata male, perché Socci ha potuto agevolmente respingere le accuse al mittente.

    Qualche giorno prima, il ministro degli esteri israeliano aveva accostato il terremoto alla vigliacca condotta dell’Italia che non si è opposta alla presa di posizione dell’UNESCO per cui i luoghi santi di Gerusalemme sarebbero sacri solo per gli islamici (onestamente, mi metto nei panni del ministro e capisco benissimo la sua uscita, anche se decisamente fuori luogo). Pochi giorni dopo, in Vaticano, è stato ricevuto dal Papa in persona il presidente di Israele e la Santa Sede ha preso posizione. Ha fatto bene – anzi, l’ha fatto in ritardo – perché, oltretutto, quella risoluzione dell’UNESCO nega fatti storici che sono anche alla base del cristianesimo. Ma nella circostanza non è uscita nessuna valutazione teologica o morale sui castighi di Dio.

    Dunque, la muta di cani da caccia, non riuscendo ad azzannare Socci, si è mossa in cerca di una nuova vittima. L’ha trovata in Radio Maria, dove un inizialmente sconosciuto commentatore ha ricordato che i mali nel mondo – incluse le disgrazie naturali – sono conseguenze del peccato originale, che ha rotto l’armonia tra Creatore e creato, e dei conseguenti peccati umani. Non avendo minimamente accennato ad una particolare colpa da associare alle popolazioni del Centro Italia, ha semplicemente ortodossamente ricordato un concetto basilare di teologia. Ha poi fatto riferimento al grave rigetto della Legge di Dio che le nostre società stanno mettendo in atto, per esempio con l’attacco all’istituto del matrimonio avvenuto con la Legge Cirinnà. A questo punto i cani da caccia hanno fiutato il sangue. Don Livio, che ha già dimostrato di non avere né coraggio né la benché minima misericordia e solidarietà per i collaboratori che finiscono nei guai – ricordo la velocità con cui si sbarazzò di Gnocchi & Palmaro ed altri alle prime, timide critiche di questo pontificato – ha subito detto che non c’entrava, e la responsabilità di quelle parole era del “collaboratore esterno”.

    Qualcuno poi ha identificato questo collaboratore: è Padre Cavalcoli. Subito si sono scatenati i due istrioni de La Zanzara su Radio 24 (ricorderete che furono quelli che smerdarono Barilla che aveva osato parlare a favore della famiglia tradizionale). Padre Cavalcoli ha però tenuto il punto.

    Nel frattempo si è mossa nientepopodimeno che… la Santa Sede, nella persona di mons. Becciu della Segreteria di Stato (*). Il quale non solo ha intorbidito le acque, dicendo di dover “chiedere scusa” ai terremotati “additati” come vittime della collera divina (ma Padre Cavalcoli non ha proprio additato nessuno), ma ha liquidato addirittura come “idea pre-cristiana” parlare dei castighi di Dio. Perché secondo la neo-chiesa c’è solo l’ammmore e la mmmisercordia: guai parlare di castighi. E poi fatemi aggiungere: guai parlare della legge Cirinnà, tanto cara a Galantino. Devono proprio tenerci molto.

    Padre Cavalcoli ha mantenuto di nuovo il punto e ha suggerito al Vaticano di ripassarsi il Catechismo. Effettivamente deve trattarsi di un’epidemia di ignoranza, che segue quella di Galantino sulla sorte di Gomorra. Non ci sarà un vaccino? Mi riallaccio a quanto scritto prima anche da altri commentatori: per far danni non serve cambiare il Catechismo, basta ripetere cazzate a ripetizione su tutti i canali, e il Catechismo diventa un irrilevante, vecchio arnese.

    Quindi ora il killeraggio sistematico parte esplicitamente dalla Santa Sede. “Casualmente” colpisce padre Cavalcoli – che, ricordo, non può essere affatto definito oppositore di Francesco. Però Cavalcoli ha recentemente sollevato forti perplessità sulle visite a Lund e sulle eresie profferite dai collaboratori di Francesco e forse va “rieducato” (il messaggio di Becciu nei confronti di Radio Maria è stato chiaro e minaccioso: mai più messaggi su quei toni).

    D’altronde siamo abituati alla misericordia e alla parresia bergogliana: tutti possono parlare ed esprimersi liberamente, tranne che quelli che hanno idee diverse. Così si potrà dire che quello che fa gode della collegialità, della sinodalità, eccetera. Ora il livello di virulenza è aumentato e non si tollera più neanche il dissenso di una virgola. Alla Congregazione per il Culto Divino è stata messa in atto una vera e propria purga (ma vista prima, secondo Tosatti) per isolare Sarah, che non ha ceduto di un millimetro sulla questione della celebrazione “ad orientem” (traparentesi, con un recente ulteriore chiaro sostegno di Ratzinger) e della “riforma della riforma” liturgica. E solo pochi giorni fa il Catholic Herald denunciava che ormai lo stile a Roma è l’attacco personale: http://www.catholicherald.co.uk/commentandblogs/2016/11/01/in-rome-personal-attacks-are-replacing-debate/.

    Devono essere molto nervosi, perché forse i piani prevedevano che a questo punto il dissenso doveva essere già stato silenziato completamente. Come ho già accennato stamani, non pochi preti e fedeli hanno associato vari segni non tanto alla legge Cirinnà, ma a tutte le strane cose che stanno succedendo negli ultimi tempi (Lund incluso) e che calpestano il Magistero e la Parola di Dio. Quindi, forse Oltretevere pensano che è necessario un attacco preventivo e liquidare tutto come roba medievale. Anzi, medievale non basta più: addirittura “pre-cristiana”, ha detto Becciu.

    (*) Dal punto di vista formale, che c’entra la Segreteria di Stato? Non dovevano semmai pronunciarsi i vescovi a cui fa capo Radio Maria o Cavalcoli?

    1. Alessandro

      @Fabrizio

      Grazie per il dettagliato riassunto della tristissima vicenda, ieri ero in altre faccende affaccendato e mi ero perso tutta ma proprio tutta la vicenda.

      Solidarietà a padre Cavalcoli e al Catechismo.

      1. Solidarietà e, da parte mia, un sentito ringraziamento. Anni fa mi ero azzardata a scrivere qualcosa sul significato teologico del terremoto, cose che mi sembravano di buon senso ma su cui mi restava il dubbio di aver detto eresie grosse. Invece no, meno male…

    2. “Devono essere molto nervosi, perché forse i piani prevedevano che a questo punto il dissenso doveva essere già stato silenziato completamente.”

      “Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre” (Mt 19, 40).

  25. Fratelli Cristiani in unione con la Una Santa Cattolica Apostolica Chiesa Romana.

    Rimaniamo saldi nella Fede.

    Non abbiamo leoni che ci sbranano in acconto della nostra Fede Cristina, ma sono sostituiti da miicidiali armi che ci mostrano il martirio di tanti e tanti nostri fratelli di Fede Cristiana e di altre credenze in Dio.

    Tempi turbolenti, Tempi dei Segni di cui rendersi conto,

    Chiesa in difficolta’ di Unita’, Confusione di Parola, Tradizione, Magistero?

    Preghiamo : saro’ con voi fino alla consumazione dei Secoli.

    Sorgeranno falsi Profeti.

    Vedi razionalisti, teologhi liberali, ecumensisti democratici,sette nella Chiesa stessa Curia mezza santa e mezza paggenteria a funzione burocratica e disconnessa dal Gregge.

    Non sono ” fatti” nostri e ben poco sono da considereare come necessari per il cammino, carisma, vocazione, stato personale per conquistare la santita’.

    Mui determinada determinacion ci dice Santa Teresa d’Avila.

    Penso sia un motto che possiamo far nostro anche per la vita di oggi.

    Cordiali saluti, Paul

      1. Fabrizio Giudici

        Don Livio conferma la linea pavida della sua radio:

        Radio Maria ritiene inaccettabile la posizione di Padre Giovanni Cavalcoli riguardante il terremoto e lo sospende con effetto immediato dalla sua trasmissione mensile.Tale posizione non è in linea con l’annuncio della misericordia che è l’essenza del cristianesimo e dell’azione pastorale di Papa Francesco. Radio Maria si scusa se tali espressioni possono aver offeso la sensibilità dei fratelli terremotati ed esprime loro piena solidarietà e vicinanza nella preghiera. Radio Maria assicura, come già in passato, i collegamenti di preghiera con le zone terremotate per far sentire loro la vicinanza di tutta la Chiesa.

        Finalmente sono riuscito a convincere mia madre a non dare più un quattrino a questa radio: perché ci sono altre voci cattoliche coraggiose che meritano di ricevere un sostegno economico. Invito tutti a rifletterci sopra.

        Riporto la trascrizione, pubblicata da Radio Maria, dell’intervento originale in audio di Padre Cavalcoli:

        TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA DI PADRE GIOVANNI CAVALCOLI ALLA DOMANDA DI UN ASCOLTATORE SUL TERREMOTO
        Ascoltatore: La domanda che le voglio fare è la stessa ma è duplice, nel senso: con il Battesimo l’uomo entra nella grazia di Dio, comincia a circolare in questa dinamica virtuosa; quando l’uomo con il peccato mortale invece esce da questa vita, le conseguenze sono solo spirituali o possono essere anche materiali? E allargo il discorso, per quello dicevo che la domanda è duplice, ma è grosso modo la stessa radice: quando un popolo o i legislatori di questo popolo fanno delle leggi contrarie a Dio, come purtroppo è avvenuto in Italia qualche mese fa – mi riferisco alle leggi sulle unioni civili e a tutto quello che vorrebbe conseguirne, quali sono le conseguenze? E arrivo al punto della mia domanda: le catastrofi naturali come il terremoto, possono essere una conseguenza di un popolo, di un legislatore che fa delle leggi contrarie? Il terremoto di questi giorni può avere una radice….?
        P.Cavalcoli: Allora, riprendiamo tutto il suo discorso. Le conseguenze del peccato mortale: il peccato mortale è la perdita della grazia tuttavia Dio sta vicino a tutti, quindi c’è la possibilità che il peccatore si penta e se si pente riacquista la grazia, grazia, come ho detto, che deriva dal battesimo. QUando uno cade nel peccato mortale, si potrebbe dire che la grazia del battesimo quasi si addormenta, di fatto la perde. Per cui se disgraziatamente dovesse morire va all’inferno, è una cosa abbastanza seria. Quindi in caso di peccato mortale bisogna rimediare quanto prima. Altre cose che lei ha detto, la legislazione che è in contrasto con la nostra religione. Sì, anche queste leggi sulle unioni civili certamente ci creano molta difficoltà a noi credenti, non c’è dubbio. Che relazione ci può essere col peccato? Bisogna stare attenti, le leggi dello stato purtroppo a volte possono manifestarsi ingiuste, quindi noi cristiani non dobbiamo approfittarne, perché se ne approfittiamo pecchiamo, possiamo peccare anche mortalmente. Per quanto riguarda poi la questione dei terremoti, cosa possiamo dire? Anche qui posso rispondere con sicurezza come dogmatico: una cosa è sicura, che i cataclismi, la natura, i disordini della natura, tutte quelle azioni della natura che mettono in pericolo la vita umana sono di tanti tipi, le alluvioni, eccetera, hanno una spiegazione di carattere teologico. Non sto facendo il geologo, distinguiamo bene i campi- un conto è una causa fisica di un terremoto, non è il mio campo, lascio tutto il campo agli esperti e mi auguro con tutto il cuore che la scienza progredendo, possa – e ci arriveremo un giorno, ci arriveremo! Come abbiamo fatto tante conquiste, arriveremo in qualche modo a capire quali sono le cause e quindi fare in modo o di difenderci da questi terremoti, poterli prevedere, o (adesso non vorrei spararla grossa) chi non sa che un giorno non arriveremo anche a impedirli, perché no? Comunque, chiuso questo, io sono un teologo, andiamo avanti col discorso teologico.
        Dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, quindi si possono considerare veramente come castigo del peccato originale – anche se la parola non piace, ma io la dico lo stesso, è una parola biblica, non c’è nessun problema. Naturalmente bisogna intendere bene cosa si intende per castigo.
        Poi un’ultima domanda che lei dice: ma non saranno un castigo divino per azioni commesse oggi nella nostra società? Questo è un discorso molto più delicato, eventualmente si può avere una qualche opinione, qui non si riesce a raggiungere una sicurezza, a meno che uno nonn abbia un’illuminazione divina. Io vi dico questo, una mia opinione personalissima. Mi ha profondamente colpito questa enorme disgrazia della distruzione della chiesa, che ricorda a Norcia San Benedetto. Mi ha colpito molto, ripeto, non voglio trarre delle conclusioni che rischierebbero quasi la superstizione, però vi confesso che mi ha molto colpito in questo senso: chi è stato Benedetto? Benedetto è il patrono d’Europa, è il padre della civiltà cristiana europea. Oggi, ormai, i più grandi studiosi non solo cattolici, ma anche laici, stanno constatando una gravissima crisi nell’Europa, e anche l’altro giorno ascoltavo una conferenza del professor Gotti Tedeschi, che è un grande economista ma nello stesso momento è anche filosofo, è anche teologo, e si è fermato su questa situazione e ha mostrato il legame che c’è tra la crisi economica europea e la crisi spirituale europea. Adesso non mi diffondo ma è stata interessantissima, tra l’altro ha accennato a come …..esimo interessante, anche lui, economista di fama internazionale ha detto che la crisi della famiglia, il calo delle nascite, è legato anche al processo di “miserimento” verso il quale noi stiamo andando con la dissoluzione, col fatto che le industrie vanno all’estero sta succedendo che i grandi sogni di potenza europea stanno cadendo e in altre grandissime zone del pianeta come in Cina, in America Latina, in Africa, lì non c’è questo calo di nascite, ci sono famiglie numerose, negli stessi paesi islamici, e lì è in atto un grosso sviluppo economico per cui noi europei che vantavamo questa bella idea, questa idea malthusiana che la riduzione delle nascite avrebbe aumentato la ricchezza, sta succedendo l’inverso. Allora arrivo al dunque: castigo divino. Vedete un po’, insomma, si ha l’impressione che queste offese che si recano alla legge divina, pensate alla dignità della famiglia, alla dignità del matrimonio, alla stessa dignità dell’unione sessuale, al limite, no? Vien fatto veramente di pensare che qui siamo davanti, chiamiamolo castigo divino, certamente è un richiamo molto forte della provvidenza, ma non tanto nel senso, non diciamo nel senso afflittivo, ma nel senso di richiamo alle coscienze, per ritrovare quelli che sono i principi della legge naturale.

        1. Naturalmente tu Fabrizio hai la tua personale opinione su Radio Maria e non ti trattieni minimamente da “sparare a zero” su una attività che può avere tutte le umane lacune delle opere portate avanti dall’Uomo, ma che è da miopi (a dir poco) non vedere quanto bene faccia a possa fare a chiunque l’ascolta (anche perché non ci parla solo Padre Livio, che magari non sopporti…).

          Come difficile non vedere nel suo prolifico estendersi, basato nel mantenersi sulla sola Provvidenza (tra cui i quattrini di tua madre…), un’opera che il Signore benedice – che se così non fosse si sarebbe già estinta da un pezzo.

          Ma si sa, tu sei uomo da bianco o nero… mai un dubbio sui tuoi giudizi e guai ai pavidi!
          (e magari i quattrini di tua madre le facevano mettere da parte un tesoro nei Cieli o solo la facevano sentire parte di una cosa buona, ma tu l’hai convinta che buona non è…)

        2. Paul Candiago

          Gentile Signor Fabrizio Giudici, Se mi legge, la email funziona come vuole, le metto solo la lettera che mando ai malcapitati di pensare che Radio Maria di Erba Como Italia serva gl’interessi spirituali e materiale della Chiesa Romana.

          PUBBLICITA’ SUL SITO INTERNET DI RADIO MARIA DI ERBA, COMO, ITALIA DEL 01/11/2016

          Parrocchia San Giuseppe Cafasso in Torino,la Nuova Sede territoriale di Radio Maria in Torino,ospitata della Parrocchia

          SUA ECC.ZA MONS CESARE NOSIGLIA,ARCIVESCOVO DI TORINO ,HA VISITATO E BENEDETTO QUESTA MATTINA,al termine della celebrazione eucaristica nella Parrocchia San Giuseppe Cafasso in Torino,la Nuova Sede territoriale di Radio Maria in Torino,ospitata della Parrocchia

          Rev. Vescovo,

          avendo visto questa pubblicita’ su RADIO MARIA DI ERBA, COMO ITALIA (01/11/2016 ) come programma via sito Internet ho pensato di inviarle il mio punto di vista a riguardo questa stazione Radio Maria in Italia che seguo da anni via Internet ed e’ la sola attivita’ che conosco di questa Organizzazione Privata.

          Cordiali rispettosi saluti,

          Paul Candiago (email: candiago.p@bmts.com)

          Rev. Vescovo,

          seguo da anni questi doncamilli di Radio Maria di Erba, Como, Italia.

          La mia esperienza con il loro programma via Internet (l’unico che vedo e conosco) di quasta Organizzazione Privata dicasi noprofit organization ??? (no approvazione Ecclesiastica o Vescovile in Italia) e’ che sono ecclesiastici diventati specializzati commercianti di religione.

          (I rinnovati dottori del Tempio durante la vita di Cristo, diventati schiavi del denaro e vanita’ ora li abbiamo nella versione di 2000 anni dopo)

          Astuti “dottori del tempio dei nostri tempi” che negoziano e manipolano la fede cattolica cristiana per fini economici e la vanagloria dei loro ego e sono ecclesiastici che dovrebbero amare ed essere sempre ubbidienti alle direttive Ufficiali della Chiesa Cattolica Romana e difenderle.

          Sotto pretesa di carisma mariano e da esaltate teste calde di religione si attribuiscono l’evangelizzazione secondo il loro parere e modo di fare.

          Quasi Cristo avesse bisogno di loro/noi, con la nostra capacita’ umana, per evangelizzare.

          Cosa gli abbiano insegnato in seminario a riguardo: “andate e predicate la Buona Novella” solo loro lo sanno e che trasmutazione e’ avvenuta nelle loro teste?

          (La chiesa non ha bisogno di Impresari, Industrialisti, ma di Santi Sacerdoti, diceva un parroco in una sua predica.

          Penso dica tutto per chi ha occhi e orecchi d’intendere e gli fa eco il recente dire dal Sommo Pontefice Francesco: la Chiesa non ha bisogno di preti untuosi ed e’ stanca di preti alla moda)

          In realta’ trasmettono da anni apostasia ed errori rispetto alla Catechesi Ufficiale della Chiesa a riguardo la Parola, Tradizione e Magisterio.

          La stranezza e’ che sono ecclesiastici e “tutto tace” di fronte alla “ accettata” prevaricazione catechetica. (Forse essendo Radio Maria d’Italia una Organizzazione Privata c’e’ poco’ da interferire…ecc.)

          Mah!…forse un altro Segno dei Tempi ?

          Si adoperano, sempre piu’, con le telecomunicazioni, nulla di male se usate in ubbidienza al Magistero della Chiesa, a trasformare la Fede Cristiana ad una fantasia, favola, sentimentalismo estestico e uno spettacolo da luna park.

          La Madre Celeste e’diventata diva dello schermo, un amuleto e talismano nel fai da te religione, purche’ sia condiviso dai gusti ed emozioni popolari ed aumenti la clientela al programma e le entrate ai soci per far andar avanti la bottega.

          In breve: “verranno a voi vestiti da mansueti agnelli e dentro di loro sono lupi rapaci” di anime e denaro.

          Mi auguro di essere completamente sbagliato, ma preti, suore e frati e popolo di Dio, che mi hanno trasmesso e tramandato il Patrimonio del Deposito della Fede Cristiana, mi hanno fatto capire di essere amorosamente fedele alla Parola, Tradizione e Magisterio Ufficiale della Chiesa Romana.

          Mi torna nuovo ed apostata vedere la Fede Cristiana diventare un bene commerciabile come fa questa trasmittente/i sotto celate false pretese di evangelizzazione.

          Fede che viene trasformata diabolicamente in razionalismo umano e tanto piu’prevaricata a commercio (…ma hanno venduto anche Cristo per 30 pezzi d’argento…) mascherandola per onesta predicazione evangelica e assunto carisma mariano.

          ( Sulla pagina del sito Internet Radio Maria vedano e’ solo scritto: Organizzazione noprofit e non Organizzazione Privata a non profitto: solo un punto di come si adoperano in tutti i modi per confondere il cliente che li crede conformi all’approvazione ecclesiastica e alla catechesi ufficiale della Chiesa Romana )

          In realta’ sembra che il dio denaro e’ la finalita’ di questa Oraganizzazione Privata che da anni trasmette errori ed apostasia e disubbidienza alla Chiesa.

          Cordiali, rispettosi saluti,

          Paul Candiago

          ( email: candiago.p@bmts.com )

      2. Signor Alessandro,

        le chiedo cortesemente di darmi qualche informazione a riguardo di questa Associazione Privata di Radio Maria di Erba Como Italia.

        Non sono’ ancora riuscito si sapere chi ne e’ il padrone, chi la finanzia e dove trovano cosi’ tanti volontari per mantenere una compagnia internazionale di 20.000 volontari o c’e’ tanta gente senza lavoro.

        Il logo sul sito internet e’: FAMILY RADIO-RADIO MARIA.ONLUS che penso da quanto dicono nel video in inglese ha la sede generale in Roma.

        Con cattiveria, ma provato con anni di sito internet Radio Maria di Erba, le metto nella mente che c’e’ lo zampino della Massoneria che celatamente usa il piu’ potente mezzo che c’e’ per falsificare la Chiesa servendosi delle telecomunicazioni.

        Grazie Paul

  26. Alessandro

    1) Per non farsi sommergere dal polverone della vicenda Cavalcoli-Radio Maria, bisognerebbe avere chiara cognizione di quale sia la dottrina cattolica a riguardo del peccato originale, del peccato personale, della punizione divina, delle giustizia e della misercordia divine, della Redenzione in Cristo, del valore redentivo della sofferenza ecc.

    2) Altrimenti finisce tutto in cagnara, e duole vedere che alla cagnara partecipi con particolare virulenza il Sostituto alla Segreteria di Stato vaticana (nonché qualche vescovo diocesano), con infausta e lesta cedevolezza al politicamente corretto.

    3) Mi permetto di rinviare a un mio commento di tre anni fa, che non ha certo la presunzione di illustrare con la debita accuratezza e profondità e completezza la dottrina cattolica di cui in 1, ma che forse può essere di qualche interesse in riferimento alla penosa vicenda:

    https://costanzamiriano.com/2013/11/06/niente-ti-turbi-shit-happens/#comment-66667

    Roberto non me ne voglia 😉 se, senza interpellarlo, segnalo anche un suo commento del tempo che si riallacciava al mio:

    https://costanzamiriano.com/2013/11/06/niente-ti-turbi-shit-happens/#comment-66723

    1. Inmteresanti commenti allora come oggi 😉
      Io riprendo uno mio fatto altrove:

      L’Antico Testamento (che rimane pur sempre Parola di Dio) è intriso dell’azione pedagogica di Dio verso il Suo Popolo.
      Azione pedagogica che non sempre (anzi raramente) è indolore, ma questo non per gusto “sadico”, ma a causa dell’indurirsi del cuore dell’Uomo (Israele) e delle sue perversioni.

      Il problema nostro è non comprendere che in ballo non c’è il dolore più o meno grande dato dalla “punizione”, ma la stessa Vita Eterna e Dio fa di tutto perché questa non vada perduta dall’Uomo, causa la sua “dura cervice”.

      Quello che farebbe ogni buon padre con il figlio sciocco e ribelle che continuarre a giocare con il fuoco.

      Se anche volessimo uscire dalla logica castigo-correzione, resta il fatto che se Dio non lo volesse, terremoti o altri cataclismi non si verificherebero. Il fatto che si verifichino risponde a precise leggi fisiche, che appartengono anche – in una visione escatologica – ad una Creazione anch’essa ferita che “geme e attende” la sua “liberazione” (Romani 8,19: “La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio”) ma restano in ogni modo un “richiamo”, talvolta terribile, del Creatore verso la Sua Creatura che si va smarrendo.

      Se poi andiamo alla letturra dell’Apocalisse sulla Fine dei Tempi, possiamo leggere di innumerevoli cataclismi che preannunceranno la Parusia (un solo versetto che può valere per molti: Apocalisse 16,9 “E gli uomini bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono il nome di Dio che ha in suo potere tali flagelli, invece di ravvedersi per rendergli omaggio.”), che in un “breve” tempo sembrano scatenare sulla Terra tutto quanto sulla Terra è accaduto nelle ere precedenti.
      Solo visione immaginifica, simbolica? Cosa dobbiamo aspettarci dal Tempo in cui “Udii poi una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: «Andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio».”? (Apocalisse 16,1)

      O dobbiamo operare, pregare, sperare, umiliarci, perché quest’ira sia stemperata, invocando il Nome di Cristo e di Maria?

      1. Fabrizio Giudici

        @Bariom “Ma si sa, tu sei uomo da bianco o nero… mai un dubbio sui tuoi giudizi e guai ai pavidi!”

        Esatto. Guai ai pavidi, non come dico io, ma come dice l’Apocalisse:

        15 Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! 16 Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. “.

        Come vedi, nessuna farina del mio sacco. E chi è più pavido di chi non solo non difende la parola di Cristo, ma addirittura si presta all’ingiusta accusa contro il giusto testimone della parola di Cristo? Parte di una combriccola di vigliacchi (ancora TG1 e TG2 pochi minuti fa) che si accaniscono contro un singolo frate, come i briganti da strada che lasciarono mezzo morto il viandante soccorso dal Samaritano? Quanto è inutile ripetere alla noia le parabole evangeliche se poi sfugge l’applicazione pratica e decisa nella vita di tutti i giorni.

        E fosse la prima volta, si potrebbe scusare: ma, come ho ricordato, in Radio Maria è l’ennesimo episodio di una serie che ha già fatto vittime illustri, da Gnocchi a Palmaro. Ed è aggravato dal fatto che Padre Livio, con il papi precedenti, parlava in toni molto forti proprio contro chi distorceva il senso della misericordia e della giustizia di Dio (tempo fa ho postato un estratto da un suo libro). Bell’esempio di fermezza. È che questi tempi, che oramai diventano chiaramente di persecuzione, distingueranno i fedeli dagli infedeli.

        “(e magari i quattrini di tua madre le facevano mettere da parte un tesoro nei Cieli o solo la facevano sentire parte di una cosa buona, ma tu l’hai convinta che buona non è…)”

        E magari tu dovresti leggere quello che uno scrive, perché quei soldi andranno verso una causa più solidamente cattolica e faranno parte del tesoro dei Cieli lo stesso.

        1. Sempre solo giudizi tuoi (condivisi da altri poco importa) .
          Come la scelta presumo della attività più “solidamente” (?) cattolica…

          1. Fabrizio Giudici

            “Sempre solo giudizi tuoi (condivisi da altri poco importa) ”

            E così si scopre, dopo duemila anni… che Fabrizio Giudici era il ghost writer di San Giovanni Apostolo!!!
            Non ti andrò dietro, tanto è tempo sprecato. Tu continua pure a sostenere i cecchini. A proposito, eccone un altro:

            http://ilsismografo.blogspot.it/2016/11/italia-l-ira-del-vaticano-da-radio.html

            Padre Cavalcoli, docente emerito di Teologia dogmatica nella facoltà teologica dell’ Emilia-Romagna, ha fama di ultrareazionario. Perché, si chiedono Oltretevere, gli hanno dato un microfono? Nell’emittente ora si mormora che «ha avuto problemi anche con i domenicani».

            1. Alessandro

              Padre Cavalcoli era riverito dai turiferari di Santa Marta quando “apriva” alla Comunione ai divorziati risposati, e quindi era utile alla causa, cioè all’attuazione dell’agenda-Martini.

              Un anno fa Vatican Insider (organo ufficioso dei turiferari) lo intervistava pertanto con ogni riguardo e deferenza:

              http://www.lastampa.it/2015/10/17/vaticaninsider/ita/vaticano/la-comunione-ai-risposati-non-tocca-la-dottrina-ma-la-disciplina-b0lMe2qRHWHay087W894tJ/pagina.html

              Oggi Cavalcoli non serve più, e quindi è diventato un ultrareazionario, un appestato, un mezzo demente da esecrare e mettere al bando.
              Ieri invece era l’ascoltato “filosofo metafisico e teologo dogmatico, docente emerito di metafisica nello Studio Filosofico Domenicano di Bologna e di Teologia Dogmatica nella Facoltà Teologica di Bologna, membro ordinario della Pontifica Accademia di Teologia e condirettore della rivista telematica l’Isola di Patmos”.

              1. vale

                Appunto.a seconda di come soffia il vento cambia la valutazione. E meno male che,rileggendo che fare di Lenin.non mi stupisco più dì tanto …

                1. Giusi

                  E del comunicato dei domenicani ne vogliamo parlare?

                  “In merito alle dichiarazioni rilasciate da fr. Giovanni Cavalcoli in un programma dell’emittente Radio Maria, relativamente
                  al terremoto nelle regioni dell’Italia centrale, ritenuto una punizione divina per i peccati dell’umanità, noi frati della Provincia San Domenico in Italia dell’Ordine dei Predicatori convintamente e con forza manifestiamo la nostra totale disapprovazione“. Lo si legge in una nota. “Nonostante la distanza che ci separa da queste dichiarazioni sconclusionate, ci sentiamo in dovere di chiedere scusa a tutti coloro che si sono sentiti feriti e offesi“, affermano i domenicani italiani. “Intendiamo assicurare una volta di più la nostra vicinanza umana, il nostro aiuto materiale e la nostra fervente preghiera a tutte le vittime di questa immane tragedia”.

                  http://www.meteoweb.eu/2016/11/terremoto-i-padri-domenicani-su-radio-maria-frasi-sconclusionate-chiediamo-scusa/781724/

                  Tra loro e Padre Livio non saprei chi mi disgusta di più.

    2. Alessandro

      Al mio vecchio commento

      https://costanzamiriano.com/2013/11/06/niente-ti-turbi-shit-happens/#comment-66667

      aggiungo che la sofferenza che colpisce Tizio non come giusta punizione per un peccato personale commesso da Tizio non è da considerarsi una sofferenza inflitta iniquamente a Tizio da Dio, che in tal modo si manifesterebbe ingiusto (oltre che immisericordioso), ma è da considerarsi a da viversi da parte di Tizio, secondo il disegno di Dio, come una possibilità per Tizio di configurarsi più compiutamente a Cristo, il quale soffrì indicibimente in conseguenza di peccati nessuno dei quali Egli, l’Innocentissimo, ha commesso, commette o commetterà.

      Con quella sofferenza assolutamente innocente Cristo ci redense, e pertanto ogni sofferenza innocente (nel senso di sofferenza che non costituisca punizione dovuta dalla commissione di un peccato personale), patita in conformità alla volontà di Cristo e al modo con cui Cristo patì, associa il paziente all’opera redentrice compiuta da Cristo e pertanto concorre a purificare dai peccati i nostri fratelli, coopera alla loro salvezza.
      Questo patire al posto di altri e per altri in conformità a come Cristo al posto di altri e per altri patì rende dunque Tizio simile a Cristo, e 1) proprio col farlo simile al Purissimo purifica il paziente e lo appressa alla purezza necessaria per accedere alla beatitudine del Paradiso; 2) coll’associare Tizio all’opera redentrice compiuta da Cristo, rinsalda il vincolo di solidale fraternità coi fratelli: soffrire al posto loro e per loro, cioè in riparazione delle loro colpe, a somiglianza di Cristo, è opera di autentica carità fraterna che fa Tizio sempre più perfettamente fratello del prossimo suo (anche sconosciuto), così come la perfetta e infinita carità di Cristo per ogni uomo Lo rende perfettamente fratello di ogni uomo e istituisce tra gli uomini la fraternità più profonda, rendendoli autenticamente coeredi dell’Unigenito erede di Dio Padre.

      Nella Salvifici doloris, ciò è detto soprattutto qua:

      “Cristo – senza nessuna colpa propria – si è addossato « il male totale del peccato ». L’esperienza di questo male determinò l’incomparabile misura della sofferenza di Cristo, che diventò il prezzo della redenzione…
      Il Redentore ho sofferto al posto dell’uomo e per l’uomo. Ogni uomo ha una sua partecipazione alla redenzione. Ognuno è anche chiamato a partecipare a quella sofferenza, mediante la quale si è compiuta la redenzione. E’ chiamato a partecipare a quella sofferenza, per mezzo della quale ogni umana sofferenza è stata anche redenta. Operando la redenzione mediante la sofferenza, Cristo ha elevato insieme la sofferenza umana a livello di redenzione. Quindi anche ogni uomo, nella sua sofferenza, può diventare partecipe della sofferenza redentiva di Cristo” (n. 19)

      “Se un uomo diventa partecipe delle sofferenze di Cristo, ciò avviene perché Cristo ha aperto la sua sofferenza all’uomo, perché egli stesso nella sua sofferenza redentiva è divenuto, in un certo senso, partecipe di tutte le sofferenze umane. L’uomo, scoprendo mediante la fede la sofferenza redentrice di Cristo, insieme scopre in essa le proprie sofferenze, le ritrova, mediante la fede, arricchite di un nuovo contenuto e di un nuovo significato.

      Questa scoperta dettò a San Paolo parole particolarmente forti nella Lettera ai Galati: « Sono stato crocifisso con Cristo, e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita, che vivo nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me ». La fede permette all’autore di queste parole di conoscere quell’amore, che condusse Cristo sulla Croce. E se amò così, soffrendo e morendo, allora con questa sua sofferenza e morte egli vive in colui che amò così, egli vive nell’uomo: in Paolo. E vivendo in lui – man mano che Paolo, consapevole di ciò mediante la fede, risponde con l’amore al suo amore – Cristo diventa anche in modo particolare unito all’uomo, a Paolo, mediante la Croce. Quest’unione ha dettato a Paolo, nella stessa Lettera ai Galati, ancora altre parole, non meno forti: « Quanto a me invece, non ci sia altro vanto che nella Croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo »” (n. 20)

      “La fede nella partecipazione alle sofferenze di Cristo porta in sé la certezza interiore che l’uomo sofferente « completa quello che manca ai patimenti di Cristo »; che nella dimensione spirituale dell’opera della redenzione serve, come Cristo, alla salvezza dei suoi fratelli e sorelle.
      Non solo quindi è utile agli altri, ma per di più adempie un servizio insostituibile. Nel corpo di Cristo, che incessantemente cresce dalla Croce del Redentore, proprio la sofferenza, permeata dallo spirito del sacrificio di Cristo, è l’insostituibile mediatrice ed autrice dei beni, indispensabili per la salvezza del mondo” (n. 27)

      1. E quanto dici e riporti qui Alessandro, oltre anche a Tizio è applicabili ai tanti Tizi (usato come nome proprio non come un indifferenziato indicativo) che si trovano a vivere una immane tragedia comune, come può essere quella di un terremoto con tutto ciò che ne consegue.

        Sono quindi tante e molteplici le sfaccettature di questo “mistero” (mistero in quanto per molti velato, non perché totalmente incomprensibile…) della sofferenza, del dolore, della tragedia umana e difficile se non pretenzioso voler dare un’unica chiave di lettura o darvi unico significato.

        A ciascuno il compito già di per sé arduo di rispondere personalmente al senso di ciò che Dio compie o permette nella propria vita, che già dare risposta sulle vite altrui può essere atto rischioso e velleitario.

        Richiamare al senso ultimo della cose, alle possibilità di un senso, appoggiati a ciò che la Chiesa ci insegna, può essere doveroso, fatto con la dovuta prudenza e misericordia.

        1. Rosanna

          Chiedo a te Bariom, che ritengo sempre molto equilibrato, come bisogna interpretare Genesi 8, 20-22 ( non sono riuscita a fare copia incolla del testo) , alla luce di quanto è’ stato detto sul terremoto del centro Italia. Giuro non è una provocazione, ma il bisogno di capire . Grazie

    3. Gentile Signor Alessandro, ” Per non farsi sommergere dal polverone della vicenda Cavalcoli-Radio Maria,” veda che cio’ che hanno fatto i doncamilli di Radio Maria di Erba Como Italia e’ solo una astuta forma di pubblicita’ e sono maestri di vendita e commercio di religione Cristiana.

      Professione di sale andato a male che praticano da decine di anni in combutta con tutte le altre trasmittenti della Organizzazione Privata Mondiale che dicono di aver sede in Roma.

      Possibile perche’ da loro maggior credenza a tutto cio ‘ che fanno dietro le quinte di affari, denaro, vanita’,errori, apostasia e affiliazione massonica.

      Seguendoli da anni, solo la versione italiana di Erba via sito Internet, la popolarita’ cala perche’ pian piano i clienti si accorgono del doppio gioco fra falsa religione e denaro.

      Non si puo’ mai essere di Dio e di Mammaona, ma a questo gioco mortale Radio Maria di Erba con l’aiuto misterioso del denaro ha dei doncamilli isuperabili.

      Cordiali saluti, Paul

  27. Gentile Signora Lucetta Scaraffia

    nella sua liberta’ assoluta di pensare come le pare e piace, dal punto di vista di essere pecorella del Gregge di Gesu’ Cristo nel seno della Una Santa Cattolica Apostolica Chiesa Romana e’ fuori strada.

    Razionalmente parlando e vedendo tutta la capacita’ umana del suo impegno cognitivo verso la Chiesa Pellegrina sulla Terra si trova, da lei stessa, alla stessa posizione e livello dei Dottori del Tempio durante la vita di Gesu’ Cristo 2000 anni fa.
    Sapevano la legge a memoria e la commentavano con un razionalismo impareggiabile e al tempo stesso non sono riusciti a capire nulla della Buona Novella.

    Non e’ con il nostro intendimento umano che si arriva a Cristo e alla sua Sposa Immacolata la Chiesa Romana, ma con la Fede. (se ha tempo veda se puo’ affezionarsi a Santa Teresa d’Avila e vedra’ come strizza il cervello del fedele Cristiano)

    Gl’atti umani sono sempre stati , sono e saranno difettosi e peccaminosi, (vedasi Giuda di fronte alla Verita’ stessa cosa ti ha combinato pensando con l’abilita’ della sua testa) ma la Dottrina del Deposito della Fede rimane Immacolata Vera Eterna.

    Mettiamoci lei ed io allo stesso livello razionele del nostro pensare e si arriva a dire che Cristo si e’ dimenticato di dirci qualcosa: questo e’ sommamente eretico.

    Cordili , rispettosi saluti, Paul

  28. Signor Bariom,

    ” Il problema nostro è non comprendere che in ballo non c’è il dolore più o meno grande dato dalla “punizione”, ma la stessa Vita Eterna e Dio fa di tutto perché questa non vada perduta dall’Uomo, causa la sua “dura cervice”.
    Quello che farebbe ogni buon padre con il figlio sciocco e ribelle che continuarre a giocare con il fuoco.”

    non cadiamo nella rete di commenti razionali li conosciamo tutti e da 2000 anni.

    Altrove e qui sempre la stessa minestra di creare confusione con cui imbrattare il Deposito della Fede Cristiana.

    Piu’ se ne fanno e’ piu’ aiutiamo non la Fede nella Una Santa Cattolica Chiesa Romana, ma ci prodighiamo a mostrare le pecche umane della Chiesa Pellegrina su questa Terra.

    Converra’ che Gesu’ Cristo ha visto e vede la Sua sposa la Chiesa imbrattata nel suo Vestito Immacolato eppure ci disse: Saro’ con voi fino alla consumazione dei secoli.

    Nel mondo, e perche’ no! ma non del Mondo, il resto cosa interessa o che utile ha verso la salvezza: “la salvezza ci interessa eccome!”

    Cordiali saluti, Paul

  29. Fabrizio Giudici

    Il killeraggio prosegue:

    http://www.corriere.it/cronache/16_novembre_05/radio-maria-punizione-divina-parole-senza-via-mezzo-padre-livio-tre-milioni-ascolto-58671122-a2fa-11e6-9bbc-76e0a0d7325e.shtml

    La portata del fuoco mi pare veramente sproporzionata, se si trattasse del singolo commento di padre Cavalcoli: ho il forte, fortissimo sospetto che il vero obiettivo siano le rivelazioni mariane nel loro complesso. Evidentemente anche il loro linguaggio è oggi ritenuto non in sintonia con la “misericordia” di Papa Francesco.

    Oggi il Timone ricorda quelle di Salette, 170 anni fa, che iniziavano a parlare – nella prospettiva dei tempi moderni – della necessità di conversione e pentimento, per evitare i castighi divini.

    Di quelle profezie “di sventura”, a quasi due secoli di distanza, abbiamo ormai evidenti riscontri storici.

    http://www.corriere.it/cronache/16_novembre_05/radio-maria-punizione-divina-parole-senza-via-mezzo-padre-livio-tre-milioni-ascolto-58671122-a2fa-11e6-9bbc-76e0a0d7325e.shtml

  30. Alessandro

    Tornando a Scaraffia, le indirizzo idealmente la lettera che perfino Avvenire galantinizzato ha ospitato oggi:

    “Penso a tre pericolose affermazioni che stanno trovando una sempre maggior diffusione: 1) alla fine, tutte le confessioni cristiane più o meno si equivalgono tanto che essere cattolici, luterani, anglicani, valdesi, ortodossi…, dipende solo da ragioni geografiche o familiari; 2) per essere buoni cristiani è sufficiente un’adesione “fai da te” ad alcuni principi base in qualche modo genericamente riconducibili al Vangelo; 3) anche verso la Riforma, la Chiesa Cattolica ha sbagliato tutto (come sempre!) e aveva ragione Lutero.
    Noto che i fratelli protestanti sono molto più attenti nel sottolineare sempre con la dovuta precisione le rispettive posizioni tanto che il teologo valdese Eric Noffke ha recentemente dichiarato: «I quattro “sola” identificati da Lutero sono quattro capisaldi che ci distinguono chiaramente dal cattolicesimo ».

    Penso che sarebbe opportuno che anche noi ricordassimo più spesso e senza falsi timori i nostri capisaldi per i quali crediamo in una sola Chiesa, santa, cattolica e apostolica e nella sua dottrina.
    Altrimenti non sarebbe semplice spiegare ai nostri figli perché dobbiamo sforzarci di seguire i precetti del Cattolicesimo invece di aderire a una delle 237 (sic!) confessioni protestanti del solo Nord America, magari cambiandola secondo l’opinione del momento.”

    https://www.avvenire.it/opinioni/Pagine/cattolici-e-protestanti-lunit-e-le-differenze

  31. …del resto, se ben ricordo, anche dopo lo Tsunami in Giappone, e seguito, ci furono, anche su questo blog, varie critiche a proposito delle dichiarazioni inopportune e non meno grottesche di Papa Ratzinger!
    Qualcuno se lo ricorderà meglio di me. Ora io non ho voglia di andarmi a esplorare il passato telematico, ma qualcuno forse lo potrebbe fare. Giusi, per esempio, con qualche suo link fulminante.

  32. Alessandro

    Mons. Galantino, il segretario della CEI ferrato sulla sorte di Sodoma e Gomorra, ha parlato:

    “Mi pare che la stessa emittente abbia per fortuna preso le distanze da questo giudizio che abbiamo potuto leggere. È un giudizio di un paganesimo senza limiti”. Così monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, in merito alle dichiarazioni andate in onda su Radio Maria in cui si definisce il terremoto un “castigo divino” a seguito dell’approvazione delle unioni civili.”

    http://agensir.it/quotidiano/2016/11/5/monsignor-galantino-su-radio-maria-e-terremoto-giudizio-di-un-paganesimo-senza-limiti/

    1. Fabrizio Giudici

      Sul Sussidiario, ovviamente, la posizione di Galantino è diventata quella “della CEI”:

      http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2016/11/5/RADIO-MARIA-E-TERREMOTO-Sospeso-padre-Giovanni-Cavalcoli-aveva-definito-il-sisma-un-castigo-divino-oggi-5-novembre-/731805/

      La sospensione da Radio Maria di Padre Giovanni Cavalcoli, il frate domenicano che aveva definito il terremoto del Centro Italia come un “castigo divino” per l’introduzione delle unioni civili nel nostro Paese, è stata accolta con favore dalla Cei (Conferenza episcopale italiana), la quale, come riportato da La Repubblica, per bocca del suo segretario generale Nunzio Galantino ha commentato:”La stessa emittente ha per fortuna preso le distanze da questo giudizio che abbiamo potuto leggere.

      Immagino che sia una “posizione della CEI” così come era l'”adesione della CEI” alla marcia dei radicali.

    2. Alessandro

      A monsignor Galantino, se volesse una buona volta ragionare, direi che un terremoto, se accade, è certamente permesso da Dio, giacché nulla potrebbe accadere se Dio non lo permettesse.

      Inoltre, avviene talvolta che un terremoto procuri sofferenze agli uomini, ai terremotati.

      Che cosa possiamo dire, da cattolici (non da pagani), su queste sofferenze?

      1) Certamente le sofferenze umane sono conseguenza del peccato originale della coppia di progenitori, e più remotamente della ribellione degli angeli decaduti (che istigarono i progenitori a trasgredire il divieto divino): la sofferenza e la morte irruppero nella travagliata vicenda umana come effetto di questo peccato

      2) le sofferenze umane (e quindi anche quelle patite dal terremotato in conseguenza del terremoto) possono essere castighi, ossia punizioni per una colpa personale di cui Tizio si è macchiato: in questo senso questo male sofferto da Tizio è meritato da Tizio, cioè gli è inflitto da Dio secondo giustizia:

      “Il punto di riferimento è in questo caso la dottrina espressa in altri scritti dell’Antico Testamento, che ci mostrano la sofferenza come pena inflitta da Dio per i peccati degli uomini.
      Il Dio della Rivelazione è Legislatore e Giudice in una tale misura, quale nessuna autorità temporale può avere. Il Dio della Rivelazione, infatti, è prima di tutto il Creatore, dal quale, insieme con l’esistenza, proviene il bene essenziale della creazione.
      Pertanto, anche la consapevole e libera violazione di questo bene da parte dell’uomo è non solo una trasgressione della legge, ma al tempo stesso un’offesa al Creatore, che è il primo Legislatore. Tale trasgressione ha carattere di peccato, secondo il significato esatto, cioè biblico e teologico, di questa parola. Al male morale del peccato corrisponde la punizione, che garantisce l’ordine morale nello stesso senso trascendente, nel quale quest’ordine è stabilito dalla volontà del Creatore e supremo Legislatore. Di qui deriva anche una delle fondamentali verità della fede religiosa, basata del pari sulla Rivelazione: che cioè Dio è giudice giusto, il quale premia il bene e punisce il male: « Tu, Signore, sei giusto in tutto ciò che hai fatto; tutte le tue opere sono vere, rette le tue vie e giusti tutti i tuoi giudizi. Giusto è stato il tuo giudizio per quanto hai fatto ricadere su di noi … Con verità e giustizia tu ci hai inflitto tutto questo A CAUSA DEI NOSTRI PECCATI » (Giovanni Paolo II, Lettera apostolica “Salvifici doloris”, n. 9)

      3) le sofferenze umane (e quindi anche quelle patite dal terremotato in conseguenza del terremoto) possono essere sofferenze che NON sono punizione per una colpa personale di cui egli si è macchiato:

      “Giobbe, tuttavia, contesta la verità del principio, che identifica la sofferenza con la punizione del peccato. E lo fa in base alla propria opinione. Infatti, egli è consapevole di NON aver MERITATO una tale punizione, anzi espone il bene che ha fatto nella sua vita. Alla fine Dio stesso rimprovera gli amici di Giobbe per le loro accuse e riconosce che Giobbe NON è colpevole. La sua è la sofferenza di un innocente; deve essere accettata come un mistero, che l’uomo non è in grado di penetrare fino in fondo con la sua intelligenza.
      Il Libro di Giobbe NON intacca le basi dell’ordine morale trascendente, fondato sulla giustizia, quali son proposte dalla Rivelazione, nell’Antica e nella Nuova Alleanza.
      Al tempo stesso, però, il Libro dimostra con tutta fermezza che i principi di quest’ordine NON si possono applicare in modo esclusivo e superficiale.
      Se è vero che la sofferenza ha un senso come punizione, quando è legata alla colpa, NON è vero, invece, che OGNI sofferenza sia conseguenza della colpa ed abbia carattere di punizione. La figura del giusto Giobbe ne è una prova speciale nell’Antico Testamento. La Rivelazione, parola di Dio stesso, pone con tutta franchezza il problema della sofferenza dell’uomo innocente: la sofferenza senza colpa. Giobbe non è stato punito, non vi erano le basi per infliggergli una pena, anche se è stato sottoposto ad una durissima prova” (n. 11)

      Paradigmatico, nel Nuovo Testamento è il cieco nato, la cui cecità è da Gesù stesso negata essere conseguenza del peccato personale del sofferente: “Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?”. Rispose Gesù: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio.” (Gv 9, 2s).

      Per quanto riguarda la sofferenza che non è punizione per un peccato personale, rimando a quello che ho scritto qua:

      https://costanzamiriano.com/2016/11/04/la-salvezza-ci-interessa-eccome/#comment-120124

      4) in genere non è dato sapere esattamente quando ci si trovi dinnanzi al male di cui in 2 o al male di cui 3, e questo vale anche per ciascun terremotato.
      Può essere che la sofferenza patita per il terremoto da un terremotato ricada nel caso 2 e quella patita per il medesimo terremoto da un altro terremotato ricada nel caso 3; oppure no, ma questo non è dato sapere alla limitata conoscenza umana (quantomeno: al sottoscritto non è dato sapere con certezza se le sofferenze prodotte dal tale terremoto ricadano integralmente nel caso 2 oppure se la sofferenza patita da Caio terremotato nel tale terremoto ricada in 2 e quella patita da Sempronio nel medesimo terremoto nel caso 3, o che altro).

      In ogni caso, ciò che importa è evidenziare che la condotta conforme al disegno e alla volontà di Dio da tenersi da parte di chi soffre un male (e quindi anche da parte di chi patisce per un terremoto) è quella di associare ogni sofferenza a quella pienamente redentrice di Cristo, progredendo nella configurazione a Lui.

      E ciò va fatto sia nel caso in cui (vedi 2) la sofferenza sia giusto, cioè dovuto castigo divino per il peccato personale commesso, sia che (vedi 3) quella determinata sofferenza non sia castigo per un peccato personale di cui uno si è macchiato.
      In ogni caso, la sofferenza non è motivo per rimproverare Dio, ma sia accettata come sprone a convertirsi e a purificarsi per assimilarsi sempre più al Purissimo e Innocentissimo Nostro Signore Gesù Cristo.
      Gesù infatti ha spalancato le porte del Paradiso: per quanto in questa vita terrena si soffra (e quale che sia l’origine di una determinata sofferenza: 2 o 3), chi aderisce pienamente a Cristo (e solo chi aderisce pienamente a Lui), dopo la morte non patirà più alcun male e vivrà in eterno in perfetta letizia.

      Questa speranza certa sia di sollievo a tutti i sofferenti: Gesù Cristo ha vinto definitivamente la morte e il peccato, per chi vive congiunto a Cristo Crocifisso, gloriosamente Risorto, asceso al cielo e assiso alla destra del Padre il dolore e il male non avranno mai l’ultima parola.

      Certo, i terremoti talvolta uccidono. A chi resta, il conforto di sapere che il defunto è andato incontro al giudizio di Dio giustissimo e misericordiosissimo. Se vuole davvero bene al defunto, suffraghi la sua anima nei modi prescritti dalla Chiesa, ivi incluse le indulgenze (Scaraffia permettendo).

      Anche per chi non è direttamente colpito dal terremoto, la traumaticità dell’evento e il fatto che l’uomo non possa impedirlo siano memento di quanto l’uomo è piccolo, debole, vulnerabile, mortale; e quindi siano stimolo a scoprire o riscoprire Chi può far sì che debolezza e morte non abbiano l’ultima parola, e a convertirsi definitivamente a Lui, pentendosi risolutamente e rifuggendo ogni peccato.

    3. Enrico Turomar

      Alessandro,
      vedo possibili 3 ipotesi:
      a) in realtà non l’ha letto e si basa sui ‘dicono che ha detto’ (nella sua posizione sarebbe molto grave)
      b) se l’ha letto (magari in fretta e già con in mente dei preconcetti) e non l’ha capito
      c) l’ha letto, capito e visto non collimante con le proprie idee che ritiene conformi al Catechismo (rabbrividiamo).

      Fosse il terzo caso e alla luce di passati ‘infortuni’ aspettiamoci una nuova edizione della Bibbia riveduta e corretta nei suoi ‘errori’ .

      1. Alessandro

        “l’ha letto, capito e visto non collimante con le proprie idee che ritiene conformi al Catechismo”

        E’ proprio questo il guaio di Galantino, che ritiene conformi al Catechismo le proprie idee che conformi al Catechismo non sono.

        Se le sue idee fossero conformi al Catechismo, Galantino non si sarebbe prestato, come ha fatto, a sostenere una legge che conferisce riconoscimento giuridico alle unioni “omosessuali” (e non si sarebbe opposto in ogni modo ai Family day), giacché nel Catechismo c’è scritto che:

        “Si ha una libera unione quando l’uomo e la donna rifiutano di dare una forma giuridica e pubblica a un legame che implica l’intimità sessuale.

        L’espressione è fallace: che senso può avere una unione in cui le persone non si impegnano l’una nei confronti dell’altra, e manifestano in tal modo una mancanza di fiducia nell’altro, in se stessi o nell’avvenire?

        L’espressione abbraccia situazioni diverse: concubinato, rifiuto del matrimonio come tale, incapacità di legarsi con impegni a lungo termine. Tutte queste situazioni costituiscono un’OFFESA alla dignità del matrimonio; DISTRUGGONO l’idea stessa della famiglia; indeboliscono il senso della fedeltà.
        Sono CONTRARIE ALLA LEGGE MORALE: l’atto sessuale deve avere posto esclusivamente nel matrimonio; al di fuori di esso costituisce sempre un peccato grave ed esclude dalla comunione sacramentale.” (n. 2390)

        “L’alleanza matrimoniale, mediante la quale un UOMO e una DONNA costituiscono fra loro un’intima comunione di vita e di amore, è stata fondata e dotata di sue proprie leggi dal Creatore.” (n. 1660)

        “Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». Sono CONTRARI alla LEGGE NATURALE. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.” (n. 2357)

        “La LEGGE NATURALE è immutabile e permane inalterata attraverso la storia. Le norme che ne sono l’espressione restano sostanzialmente valide. È un fondamento NECESSARIO all’ordinamento delle regole morali e alla LEGGE CIVILE.” (n. 1979)

        “L’esercizio di un’autorità è moralmente delimitato dalla sua origine divina, dalla sua natura ragionevole e dal suo oggetto specifico. Nessuno può comandare o istituire ciò che è CONTRARIO alla dignità delle persone e ALLA LEGGE NATURALE” (n. 2235)

  33. vale

    Apprendo adesso che la misericordia è l’essenza del cristianesimo risposta di radio Maria a cavalcoli.
    Ecco, mi pareva di aver imparato altro nel catechismo

    Si vede che avevo frainteso.

    1. vale

      Ah,dimenticavo,la sir riporta che Vandana Shiva afferma che dietro alla laudato sii c’è pure la sua mano.

      Che DIo abbia pietà di noi

  34. Fabrizio Giudici

    Mons. Galantino è molto loquace oggi:

    Circa i tentativi da parte di alcuni, anche nella Chiesa, di operare dei distinguo sulle parole del Papa o di prenderne le distanze, come spesso si legge nelle cronache, monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, spiega al Sir che si tratta di “realtà che solleticano la stupidità di alcuni”: “Non capisco, infatti, quale Chiesa si voglia servire e costruire fuori dal riferimento al Papa. Almeno per la Chiesa cattolica è così, se poi ognuno vuole farsi il Papa a sua immagine e somiglianza è un altro discorso”. Oggi, ha aggiunto mons. Galantino, “lo Spirito Santo ci ha mandato Francesco, ieri quell’uomo straordinario che è Benedetto XVI, e via dicendo. Come si può negare la guida bella che lo Spirito di Dio sta donando alla Chiesa. Credo che si tratti di forme per dover sopravvivere a se stessi”.

  35. Pierangelo

    Può essere molto consolante il pensare che al tramonto della vita saremo giudicati da Dio e non da Fabrizio Giudici

  36. Luigi I.

    Come sapete le apparizioni di Fatima sono state approvate dalla Chiesa.
    Vorrei chiedere pertanto al segretario vaticano, Galantino ed anche a P. Livio (che comunque stimo ma in questo caso non condivido la scelta di “lasciare il frate da solo a prendersi bastonate ingiuste”) l’interpretazione “teologica” di questa frase, attribuita alla Madonna da Suor Lucia:«La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio ne scoppierà una peggiore» (ovviamente la prima guerra mondiale di lì a poco finì, ma dopo qualche anno puntualmente scoppió la seconda guerra mondiale, certamente peggiore della prima). Ecco, vorrei chiedere loro se hanno intenzione di “sospendere” pure la Madonna…giusto per capire… É ovvio che non si puó “banalizzare” il contesto dicendo “Dio castiga”, ma vi é certamente un discorso ampio in cui é evidente che se Dio permette (non che lo vuole) che accadano eventi durissimi allora é anche giusto che un “teologo” (ma non solo) faccia ragionamenti e approfondimenti, senza essere pertanto disprezzato non tanto dai non credenti, ma dai credenti stessi.

    1. Alessandro

      Purtroppo nella Chiesa, a partiri dai vertici gerarchici, si fa largo il politicamente corretto.

      Non è più gradito dire il vero, e cioè che Dio castiga (tra parentesi: un Dio che non castigasse il peccatore non sarebbe giustissimo, sarebbe solo un altolocatissimo colluso con il peccato che favorirebbe il permanere nel peccato del peccatore).
      Vocabili come “castigo” e “punizione” sono pressoché scomparsi dalla catechesi e dalle omelie.
      Quando li si usa, lo si fa a bassa voce (come quando si racconta una sconcezza a un compagno di goliardate e non si gradisce essere sentiti da altri), si rimane nel vago (che cos’è concretamente questo castigo? Lo posso evitare? Non si sa, non si vuole sapere).
      Di conseguenza, la verità sui Novissimi è taciuta o mistificata: Purgatorio e Inferno sono pressoché innominabili. Dell’Inferno ci si confina a dire che forse c’è, anzi c’è, sì, forse, ma è disabitato, e se proprio non è vuoto è quasi impossibile cascarci dentro, e se proprio proprio osiamo pensare che uno ci caschi dentro non bisogna dire che accade per giusta punizione inflitta da Dio a chi fino all’ultimo ha perseverato impenitente in peccato mortale (anche la locuzione “peccato mortale” non se la passa bene, peraltro).
      Quanto al Purgatorio, ben di rado si sentire affermare da preti e vescovi che ci son purganti che, per purificarsi compiutamente e così accedere al Paradiso, scontano pene temporali dovute per i loro peccati e non scontate su questa terra. Poi ci meravigliamo che Scaraffia mandi in soffitta le indulgenze…

      Perché questi silenzi, queste reticenze?
      Perché il politicamente corretto non tollera di sentir parlare della verità, cioè del Dio che castiga. Tollera al massimo che si parli del Dio misericordiossimo.
      Sennonché, il politicamente corretto cui paiono arrendersi pure i vertici della Chiesa non capisce o non vuole capire che Dio è certamente misericordiosissimo, ma non lo sarebbe se non fosse Giudice giustissimo, e quindi se non castigasse per i peccati, se con giustissima sentenza non mandasse all’inferno chi se l’è meritato o se spedisse per direttissima al Paradiso chi non è ancora adeguatamente purificato dal male e quindi deve ancora scontare le debite pene.
      Un Dio misericordiossissimo ma non giustissimo non può esistere, perché un Dio che non castigasse i peccatori per i loro peccati sarebbe – lo annotavo poco sopra – un Dio connivente con i peccati del peccatori, un Dio che lascia che il peccato prosperi senza contrastarlo: come chiamarlo sensatamente “misericordiosissimo”? La misericordia consisterebbe nel lasciare che il peccatore pecchi senza castighi, cioè senza qualcosa che si opponga al peccato e ristabilisca la giustizia infranta dal peccato?
      No, questa non è misericordia, questo è lassismo della peggior specie, è condiscendenza nei confronti degli errori dell’uomo, stimolo a peccare e a perseverare del peccato.
      Questa è in buona sostanza la misericordia fasulla del serpente, che per perdere i progenitori si finge con loro solidale, magnanimo, premuroso verso le loro intime esigenze, facendosi suscitatore e patrono della loro voglia di trasgredire il divieto divino, dipingendo il Legislatore come geloso della propria maestà e timoroso che la creatura possa eguagliarla, scipparlo dell’esclusiva.

      Insomma: tolto il Dio che castiga, piaccia o non piaccia non resta il Dio misericordiosissimo, resta solo un sodale del Serpente.
      Ne sono consapevoli i censori di Cavalcoli e di tutti gli untori cattolici che ardiscono ancora predicare che Dio castiga e cercano di argomentare teologicamente sul senso, la natura, la portata di questa operazione divina?

      1. fra' Centanni

        CONCORDO ALLA GRANDE, caro Alessandro. Dio castiga eccome se castiga; e fa bene a castigare perché, con i suoi castighi, ci induce a riflettere su cosa conviene fare della legge morale: se è meglio sottomettersi o se è meglio ribellarsi. Ed i castighi di Dio sono cominciati con il peccato originale: “Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà». 17 All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. 18 Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. 19 Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!”

        E’ bello togliersi qualche sassolino dalle scarpe, ogni tanto.

  37. Fabrizio Giudici

    Meditazioni di Padre Livio sulle profezie di La Salette, 2012 (grassetto mio):

    http://www.fraticappuccini.it/new_site/index.php/eventi-di-rilievo/2217-qnotre-dame-delle-altezzeq-la-salette-tra-cielo-e-terra
    http://archive.is/NxZZM


    E’ la Madre che versa lacrime sulla sorte dei suoi figli che, avendo abbandonato la via di Dio, si espongono ai più severi castighi.
    […]
    “Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciar cadere il braccio di mio Figlio; esso è così grave e pesante che non posso più sostenerlo”. I castighi preannunciati sono la carestia e quindi la fame, a causa dei raccolti andati a male, e soprattutto un’epidemia che colpirà i bambini al di sotto dei sette anni “che moriranno tra le braccia di coloro che li terranno” .
    […]
    Non vi è dubbio che i dieci segreti di Medjugorje siano ben più gravi, in quanto in gioco vi è la stessa sopravvivenza del mondo, mormoro fra me in piedi davanti alla statua della Madonna che parla ai bambini.

    Com’è che faceva quella canzone? Ah già:

    Come si cambia per non morire
    Come si cambia per non soffrire

      1. Luigi I.

        guarda che Fatima é forse uno degli eventi più clamorosi del secolo scorso, il cosidetto “miracolo del sole” (predetto in data e ora da una “ragazzina”) fu “immortalato” da tutti i presenti (migliaia) ed anche da testate giornalistiche “contrarie alla religione”. Che poi uno voglia ignorare o dare spiegazioni allusorie di certi eventi é libero di farlo (la stessa autoritá ecclesiastica per tanto tempo le ha “contrastate” avversando i piccoli “veggenti”), ma é un “dato storico” non cancellabile (semmai facilmente dimenticabile).

  38. Signor Fabrizio Giudici,
    vede come si propaga la disubbidienza e l’apostasia del fai da te catechesi, invece di tacere e aspettare pregando che con santa pazienza la Chiesa si pronunci su Medjugorne: “Non vi è dubbio che i dieci segreti di Medjugorje siano ben più gravi,” e nulla di ufficile da Roma a riguardo di tali apocalittici segreti.

    Il seme e’ stato gettato e quanti ascolteranno questi doncamilli di Radio Maria di Erba Como Italia senza neppure pensare che vendono e commerciano religione come una comodita’ al stock market per far clienti indifferenti se le apparizioni sono vere o meno.( Auguriamoci siano vere? )

    Come vede senza Magisterio tutto e’ possibile e intanto la prevaricazione alla Parola, Tradizione, Magistero si trovano gia’ in posizione di essere contestate da teste calde ed esaltate in disubbidienza alle direttive della Chiesa Romana e per di piu’ trasmesse da ecclesiastici non so se ancora con la Chiesa o sono indipendenti da ubbidienza Vescovile. (Auguriamoci che il Vescovo di quella Diocesi non sia sulla stessa lunghezza d’onda dei doncamilli di Erba?…e chi ci capisce di come stanno le cose con questa Organizzazione Privata senza approvazione ecclesiastica o tutela vescovile?)

    Non meniamo il can per l’aia, che le forze del Mistero dell’ Iniquita’, Massoneria e Satana sono giornalmente molto attive per distruggere Cristo e la sua Chiesa e gia’ l’hanno messa in ginocchio sulla via del suo Calvario.

    Il mezzo piu’ efficace ai nostri giorni lo sanno da tempo far uso delle telecomunicazioni, se lo vuol vedere.

    Cordiali saluti, Paul

    1. giulia

      Che gli immigrati fossero un castigo per noi io l’ho sempre pensato. E che ce la meritiamo tutta pure!

        1. Enrico Turomar

          Filosofiazzero,
          noi ci siamo meritati gli immigrati, ma loro cosa hanno fatto di tanto terribile da meritarsi l’emigrazione e, una volta arrivati qua, NOI? 🙂

          1. Enrico Turomar

            Da questi l’abbiamo scampata, si sono fermati prima.

            L’atleta del Gambia tra i dispersi. Fatim che dà volto a tutti quei figli perduti

            di Marina Corradi

            sabato 5 novembre 2016

            Era una promessa. Un giovane talento del calcio femminile africano, Fatim Jawara, 19 anni, dal Gambia. Glielo avevano detto tante volte che era brava, tanto brava, in porta, che faceva delle parate fantastiche.

            Quattro anni fa, a appena 15 anni, con la Nazionale under 17 del suo Paese era andata ai Mondiali di calcio giovanile in Azerbaigian. Forse quel viaggio era stato decisivo: giocare con le atlete del ‘primo’ mondo, sentirsi brava come loro. E scoprire, anche, come viaggiando in aereo le distanze sono piccole, e ogni meta vicina.

            Fatim aveva intravisto il nostro mondo, lo aveva sfiorato, e aveva cominciato a sperare. Voleva venire in Occidente, far valere il suo talento, mostrare in porta la sua abilità di gazzella nera – più veloce, nei tuffi, del pallone. Fatim risulta dispersa al largo della Libia dal 22 ottobre. Insieme ad altri 29, nel naufragio di un gommone. Nelle foto su Facebook è una ragazzina magra che sorride, certa di avere tutta la vita davanti.

            Nell’ultima immagine, a luglio, è felice, al matrimonio del fratello. Poi, più niente. Non aveva più tempo per il mondo virtuale, Fatim: stava preparando il viaggio verso la Libia, e poi l’Occidente. Stava mettendo insieme i soldi per pagare i trafficanti, stava salutando gli amici. ‘Vado in Italia’, avrà detto a tutti, con quel suo sorriso.

            La traversata del deserto, la Libia ribollente di guerra. A diciannove anni appena, pensate: l’età alla quale, per noi, le nostre figlie sono poco più che bambine. Doveva essere coraggiosa davvero, Fatim, per affrontare insieme la solitudine, il deserto, la guerra, e il mare. Con quale carico di speranze si era messa in viaggio, per giocarsi tutto in quella grande partita. La storia di questa ragazzina ci commuove perché c’è dietro un volto, un talento, dei sogni, e dunque Fatim esce di slancio dalla massa anonima di sconosciuti che quasi ogni giorno muoiono nel Mediterraneo. Anche i 239 affogati dell’altro ieri avevano, tutti, alle spalle famiglie, madri, fratelli, amori, ricordi; e coraggio, da vendere, per affrontare quel viaggio. 239 Fatim, dovremmo dire, sono in fondo al mare con le loro speranze. Insieme a tutti gli altri, le migliaia ormai che il Mediterraneo, come una grande tomba, ha accolto nel suo grembo, per sempre.

            E noi da questa parte del mare un po’ abituati, un po’ impotenti, a guardare. All’ultimo tg, ancora 239 morti. Sapere, almeno, che erano come i nostri figli. La stessa età, lo stesso sorriso.

            1. Piero

              In compenso abbiamo questi…
              http://www.ilgiornale.it/news/cronache/migranti-gettano-cibo-strada-noi-vogliamo-solo-coca-cola-1326052.html

              E noi da questa parte del mare un po’ abituati, un po’ impotenti, a guardare. All’ultimo tg, ancora 239 morti. Sapere, almeno, che erano come i nostri figli. La stessa età, lo stesso sorriso.

              Altri 239 morti sulle spalle dei “buonisti” che vorrebbero far arrivare tutta l’Africa qui da noi (e metterla sulle nostre spalle).
              Ma come fate a dormire la notte?

          2. Piero

            una volta arrivati qua, NOI?

            Intendi quelli che li accolgono (anzi li vanno a prendere mentre fanno il bagno sul bagnasciuga libico), li mantengono vita natural durante, loro e i loro parenti, togliendosi il pane di bocca, li mettono in alberghi con tanto di wifi (a spese dei propri figli), danno loro un’istruzione (che loro non si sognerebbero di dare mai ai propri figli, tantomeno alle proprie figlie!), una insopportabile preferenza (a sfondo razzista!) per qualunque graduatoria, si autoflaggellano colpevolizzandosi per colpe non proprie, trattandoli come fratelli, nonostante siano oggetto del loro odio e disprezzo (in quanto inferiori) e della loro arroganza, nonostante aumentino a dismisura i crimini e il degrado, morale e materiale delle nostre citta’?
            Gia’, vorrei saperlo pure io… 😀

            1. Piero

              Papolatria (anzi, bergogliolatria), cronolatria, migrantolatria…
              La perfetta antitesi della Santissima trinita’…

          3. giulia

            Loro hanno le loro colpe tanto quanto noi Enrico, non vedo perché debbano essere considerati immacolati!
            filosofiazero sottoscrivo ciò che ho detto, e sarebbe più corretto parlare di milioni di immigrati, non qualche migliaio…non sono tra quelli che pensa che ci siano solo gli africani col barcone tra gli immigrati, sbagliammo già con gli albanesi!

  39. signora

    Come dice non ricordo chi in quale articolo, fra un po’ radio Maria epurerà pure la Madonna con il suo continuo ricordare i castighi divini…

  40. Francesca Moroni

    Anche io sono una alla quale la salvezza importa: per me, per il mio sposo, per i sette figli che Dio ci ha donato, per le nuore, per il genero e per gli undici nipoti per i quali non vogliamo ricchezza o successo ma la FEDE che sappiamo essere l’unica cosa che dà felicità vera. Francesca

  41. Pierangelo

    Radio Maria ha svolto una importante opera di evangelizzazione a favore delle persone semplici, non erudite ma sapienti nel senso esistenziale del termine. La semplicità dell’anima è molto gradita a Dio, basta leggere il Vangelo : ” Ti ringrazio o Padre perchè hai rivelato queste cose ai piccoli e le hai tenute nascoste ai sapienti” (cioè ai dotti)
    “se non diventerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli”
    Poi qualche errore l’avrà anche fatto, trattandosi di un’opera umana.

  42. Ma non è vergognoso, con la scusa di essere un blog cattolico, consentire a tanti spostati fanatici
    di dare sfogo alla loro scemenza socio-teologico-enciclopedico-avanguardista? Una grottesca antologìa della scemenza cattolica tridentina!

  43. gio-vi

    E soprattutto non è vergognoso consentire di insultare il prossimo, con una sfilza di epiteti sgradevoli ?:-)

  44. Roberto

    @Alessandro: “Roberto non me ne voglia se, senza interpellarlo, segnalo anche un suo commento del tempo che si riallacciava al mio”: Roberto non solo non te ne vuole ma gli fa piacere trovare queste vecchie riflessioni e ti è grato di averle rinverdite.

    Stavo poi sorridendo al ricordo del mio primissimo commento su questo blog, l’ultimo qua in fondo

    https://costanzamiriano.com/2011/03/31/il-libretto-di-istruzioni-dellessere-umano/

    dove prendevo le difese del professor De Mattei per la sua lezione su Radio Maria su peccato e castigo divino, riflessioni suscitate dall’allora terremoto in Giappone. Sono passati più di cinque anni e mezzo, ma sembrano di più. Ah, i corsi e i ricorsi storici…
    Tra l’altro, ricordo perfettamente che allora Padre Livio non solo aveva difeso a spada tratta il professore, ribadendo l’assoluta cattolicità di quanto aveva detto in trasmissione, ma gli aveva dato lo spazio in una delle rubriche mensili successive per ribattere colpo su colpo le critiche più o meno sguaiate che aveva subito.
    Padre Livio oggi non ha più avuto questa forza, e la cosa mi dispiace molto anche perché così facendo ha introdotto un grave elemento di incoerenza nel suo stesso pensiero. Però allora, nonostante il professore avesse detto molto, molto di più di quanto ha fatto Padre Cavalcoli oggi, un attacco così terribile, miope, maligno e stupido da parte della Segreteria di Stato Vaticana non è certo facile da reggere.
    Che amarezza, comunque, per una polemica costruita ad arte, con fredda determinazione, deformando completamente il senso delle parole dette, per mettere in ginocchio sia P. Cavalcoli che Radio Maria.
    Con ciò, non riesco a immaginare quale Sacerdote oserà più anche solo sussurrare certe verità invise allo spirito del mondo, se non con fare carbonaro e cospiratore, per poi sostenere tutt’altro in pubblico. Chi oserà fare diversamente, sa cosa l’aspetta! Coloro che nella Gerarchia avrebbero il compito di difenderli, abbiamo visto, si uniranno alla pubblica crocifissione – com’era la storia dei farisei?

  45. Miles

    Prima di tutto professo la mia solidarietà con Padre Cavalcoli, teologo che (come sa chi mi ha letto) apprezzo molto e non rinnego di certo quanto detto in passato su di lui.

    Tuttavia sulla questione dei disastri naturali non sono pienamente d’accordo con lui, ma non per un qualche buonismo, ma per un semplice questione logica.

    Cito un utente di Cattoliciromani.com che a mio avviso ha centrato il punto

    ” Non si può pretendere di vivere su delle faglie attive, vicino a vulcani, e poi pretendere che Dio impedisca che accada quello che è sempre accaduto, ben da prima che l’uomo vi si stabilisse… i vulcani eruttano, e le faglie si muovono. Dio non cambierà le leggi che ha dato al mondo per fare piacere a qualcuno.”

    E se il problema fosse semplicemente questo?

    Anche perché sappiamo che l’uomo è sulla terra da relativamente poco tempo, e i grandi fenomeni naturali c’erano anche prima, molto prima della comparsa dell’uomo (e quindi non c’era stato alcun peccato originale), perciò non credo che si possano addossare certe tragedie alle “unioni civili” o alla totalità dei peccati dell’uomo, perché una natura dove vigeva la legge del più forte (nel mondo animale, basti pensare a simpatici animaletti da compagnia come il Tirannosaurus Rex che sono sulla terra da mooooolto prima della comparsa dell’uomo) esisteva anche prima, così come esisteva anche prima una natura dove avvenivano delle tragedie (basti pensare all’evento che ha portato all’estinzione dei dinosauri, i quali, non essendo dotati di autocoscienza e di morale, non potevano certamente peccare).

    Esattamente come oggi; nè più nè meno. Anzi nel passato sono avvenuti disastri naturali inenarrabili, per l’appunto.

    È più probabile secondo me dire che i disastri naturali e la violenza del mondo animale e della natura discendano dal peccato di Satana e dei suoi angeli (che avvenne all’inizio del tempo, se non sbaglio) piuttosto che farli discendere dai peccati dell’uomo introducendo una serie infinita di aporie (un modo di ragionare del genere andava bene quando potevamo pensare che la terra avesse 6000 anni e che l’uomo fosse contemporaneo ad essa, non adesso che sappiamo che la terra ha 4,5 miliardi di anni) smontabili con un semplice ragionamento logico.

    1. Roberto

      @Miles: attento, stai confondendo il “come” con il “perché”, ed esattamente con il perché (la ragione) sovrannaturale.
      Alla domanda su “come” avvengono certi fenomeni (il perché naturale, diciamo) risponde la scienza. L’imprudenza umana che porta a costruire in certi luoghi, è già l’assenza di una virtù.
      Ma la ragione sovrannaturale è una cosa diversa: il male colpisce l’uomo a causa del peccato originale, letteralmente, perché in assenza di esso noi riceveremmo il dono sovrannaturale di un corpo che non muore. Perciò il senso ultimo del dolore umano, a differenza del dolore cosiddetto “naturale” (cioè che colpisce il creato) è un senso sovrannaturale.
      Mentre il male per il creato è un male “naturale” che prescinde dal peccato degli angeli: cioè un male necessario per l’esistenza di un mondo fatto di materia, che Dio non vuole, ma permette perché altrimenti un universo materiale non sarebbe possibile, ma nel quale non vi sarebbe la presenza di male morale (eccettuato il mondo invisibile – ma quest’ultima considerazione si può accantonare per non complicare il problema).

      Il male morale necessita la presenza di una creatura razionale, e i doni sovrannaturali concessi ai progenitori e perduti da loro e per tutto il genere umano, stanno proprio a indicare come l’essere umano, che laddove creato in uno stato di natura pura, sarebbe stato afflitto da mali “naturali” come qualsiasi altra creatura dotata di un aspetto materiale (il corpo), è invece soggetto al male, anche quello fisico, per ragioni morali e sovrannaturali.

      Perciò, ripeto, ciò che muta è il senso, ragione ultima sovrannaturale, che si attribuisce al male, non il male per sé. Per questo il dogma del peccato originale è così importante, anche nei suoi aspetti più “materiali” (immortalità, impassibilità, incorruttibilità, ecc.). Dimenticandosi questo dogma, l’uomo dimentica la ragione per la quale il male (ogni male) lo colpisce.
      Ne parlavo anche più per esteso nei commenti che Alessandro linkava sopra.

      1. A conferma/completamento di quanto afferma @Roberto, interessante credo tornare a questi passaggi del CCC:

        ARTICOLO 1
        «IO CREDO IN DIO, PADRE ONNIPOTENTE, CREATORE DEL CIELO E DELLA TERRA»

        Dio crea un mondo ordinato e buono

        299 Per il fatto che Dio crea con sapienza, la creazione ha un ordine: « Tu hai disposto tutto con misura, calcolo e peso » (Sap 11,20). Creata nel Verbo eterno e per mezzo del Verbo eterno, « immagine del Dio invisibile » (Col 1,15), la creazione è destinata, indirizzata all’uomo, immagine di Dio, 375 chiamato a una relazione personale con Dio. La nostra intelligenza, poiché partecipa alla luce dell’Intelletto divino, può comprendere ciò che Dio ci dice attraverso la creazione, 376 certo non senza grande sforzo e in spirito di umiltà e di rispetto davanti al Creatore e alla sua opera. 377 Scaturita dalla bontà divina, la creazione partecipa di questa bontà (« E Dio vide che era cosa buona […] cosa molto buona »: Gn 1,4.10.12.18.21.31). La creazione, infatti, è voluta da Dio come un dono fatto all’uomo, come un’eredità a lui destinata e affidata. La Chiesa, a più riprese, ha dovuto difendere la bontà della creazione, compresa quella del mondo materiale. 378

        Dio conserva e regge la creazione

        301 Dopo averla creata, Dio non abbandona a se stessa la sua creatura. Non le dona soltanto di essere e di esistere: la conserva in ogni istante nell’« essere », le dà la facoltà di agire e la conduce al suo termine. Riconoscere questa completa dipendenza in rapporto al Creatore è fonte di sapienza e di libertà, di gioia, di fiducia:

        « Tu ami tutte le cose esistenti, e nulla disprezzi di quanto hai creato; se tu avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l’avessi chiamata all’esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte sono tue, Signore, amante della vita » (Sap 11,24-26).

        V. Dio realizza il suo disegno: la provvidenza divina

        302 La creazione ha la sua propria bontà e perfezione, ma non è uscita dalle mani del Creatore interamente compiuta. È creata « in stato di via » (« in statu viae ») verso una perfezione ultima alla quale Dio l’ha destinata, ma che ancora deve essere raggiunta. Chiamiamo divina provvidenza le disposizioni per mezzo delle quali Dio conduce la creazione verso questa perfezione.

        « Dio conserva e governa con la sua provvidenza tutto ciò che ha creato, “essa si estende da un confine all’altro con forza, governa con bontà eccellente ogni cosa” (Sap 8,1). Infatti “tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi” (Eb 4,13), anche quello che sarà fatto dalla libera azione delle creature ». 381

        303 La testimonianza della Scrittura è unanime: la sollecitudine della divina Provvidenza è concreta e immediata; essa si prende cura di tutto, dalle più piccole cose fino ai grandi eventi del mondo e della storia. Con forza, i Libri Sacri affermano la sovranità assoluta di Dio sul corso degli avvenimenti: « Il nostro Dio è nei cieli, egli opera tutto ciò che vuole » (Sal 115,3); e di Cristo si dice: « Quando egli apre, nessuno chiude, e quando chiude, nessuno apre » (Ap 3,7); « Molte sono le idee nella mente dell’uomo, ma solo il disegno del Signore resta saldo » (Prv 19,21).

        304 Spesso si nota che lo Spirito Santo, autore principale della Sacra Scrittura, attribuisce alcune azioni a Dio, senza far cenno a cause seconde. Non si tratta di « un modo di parlare » primitivo, ma di una maniera profonda di richiamare il primato di Dio e la sua signoria assoluta sulla storia e sul mondo 382 educando così alla fiducia in lui. La preghiera dei salmi è la grande scuola di questa fiducia. 383

        La provvidenza e lo scandalo del male

        309 Se Dio Padre onnipotente, Creatore del mondo ordinato e buono, si prende cura di tutte le sue creature, perché esiste il male? A questo interrogativo tanto pressante quanto inevitabile, tanto doloroso quanto misterioso, nessuna risposta immediata potrà bastare. È l’insieme della fede cristiana che costituisce la risposta a tale questione: la bontà della creazione, il dramma del peccato, l’amore paziente di Dio che viene incontro all’uomo con le sue alleanze, con l’incarnazione redentrice del suo Figlio, con il dono dello Spirito, con la convocazione della Chiesa, con la forza dei sacramenti, con la vocazione ad una vita felice, alla quale le creature libere sono invitate a dare il loro consenso, ma alla quale, per un mistero terribile, possono anche sottrarsi. Non c’è un punto del messaggio cristiano che non sia, per un certo aspetto, una risposta al problema del male.

        310 Ma perché Dio non ha creato un mondo a tal punto perfetto da non potervi essere alcun male? Nella sua infinita potenza, Dio potrebbe sempre creare qualcosa di migliore. 392 Tuttavia, nella sua sapienza e nella sua bontà infinite, Dio ha liberamente voluto creare un mondo « in stato di via » verso la sua perfezione ultima. Questo divenire, nel disegno di Dio, comporta, con la comparsa di certi esseri, la scomparsa di altri, con il più perfetto anche il meno perfetto, con le costruzioni della natura anche le distruzioni. Quindi, insieme con il bene fisico esiste anche il male fisico, finché la creazione non avrà raggiunto la sua perfezione. 393

        311 Gli angeli e gli uomini, creature intelligenti e libere, devono camminare verso il loro destino ultimo per una libera scelta e un amore di preferenza. Essi possono, quindi, deviare. In realtà, hanno peccato. È così che nel mondo è entrato il male morale, incommensurabilmente più grave del male fisico. Dio non è in alcun modo, né direttamente né indirettamente, la causa del male morale. 394 Però, rispettando la libertà della sua creatura, lo permette e, misteriosamente, sa trarne il bene:

        « Infatti Dio onnipotente […], essendo supremamente buono, non permetterebbe mai che un qualsiasi male esistesse nelle sue opere, se non fosse sufficientemente potente e buono da trarre dal male stesso il bene ». 395

        312 Così, col tempo, si può scoprire che Dio, nella sua provvidenza onnipotente, può trarre un bene dalle conseguenze di un male, anche morale, causato dalle sue creature: « Non siete stati voi a mandarmi qui, ma Dio. […] Se voi avete pensato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene […] per far vivere un popolo numeroso » (Gn 45,8; 50,20). 396 Dal più grande male morale che mai sia stato commesso, il rifiuto e l’uccisione del Figlio di Dio, causata dal peccato di tutti gli uomini, Dio, con la sovrabbondanza della sua grazia, 397 ha tratto i più grandi beni: la glorificazione di Cristo e la nostra redenzione. Con ciò, però, il male non diventa un bene.

        313 « Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio » (Rm 8,28). La testimonianza dei santi non cessa di confermare questa verità:

        Così santa Caterina da Siena dice a « coloro che si scandalizzano » e si ribellano davanti a ciò che loro capita: « Tutto viene dall’amore, tutto è ordinato alla salvezza dell’uomo, Dio non fa niente se non a questo fine ». 398
        E san Tommaso Moro, poco prima del martirio, consola la figlia: « Non accade nulla che Dio non voglia, e io sono sicuro che qualunque cosa avvenga, per quanto cattiva appaia, sarà in realtà sempre per il meglio ». 399
        E Giuliana di Norwich: « Imparai dalla grazia di Dio che dovevo rimanere fermamente nella fede, e quindi dovevo saldamente e perfettamente credere che tutto sarebbe finito in bene […]. Tu stessa vedrai che ogni specie di cosa sarà per il bene ». 400

        314 Noi crediamo fermamente che Dio è Signore del mondo e della storia. Ma le vie della sua provvidenza spesso ci rimangono sconosciute. Solo alla fine, quando avrà termine la nostra conoscenza imperfetta e vedremo Dio « a faccia a faccia » (1 Cor 13,12), conosceremo pienamente le vie lungo le quali, anche attraverso i drammi del male e del peccato, Dio avrà condotto la sua creazione fino al riposo di quel Sabato 401 definitivo, in vista del quale ha creato il cielo e la terra.

        1. In poche parole:

          Non cade foglia
          Che Dio non voglia!
          Né terremoto
          Che a Lui sia ignoto!
          Ogni sciagura
          Lui la assicura…
          L’uomo è un maiale
          Per questo il male.
          Se fosse buono
          Sempre il perdono…

      2. Miles

        Aspetta Roberto, non hai torto ma probabilmente sono io che ho espresso in maniera inefficace il mio pensiero.

        Provo quindi a riformularlo.

        Quello che intendevo dire è che, sostanzialmente, non riesco a vedere la “mano divina” nei terremoti per un motivo molto semplice: essi accadono sempre in zone sismiche.

        Sempre (oltre al fatto già citato che sono presenti da ben prima della comparsa dell’uomo)

        Il tuo discorso è giusto, nel senso che, a causa del peccato dei primi uomini dotati di anima, Il Signore ci ha messo su una pianeta chiamato terra, dove si sono precise leggi fisiche, e le leggi fische non guardano in faccia nessuno.

        Quello che non condivido è quindi chi vede il terremoto come castigo divino “in se”. Il castigo divino è il nostro stato corrente, dove siamo vulnerabili alla morte, alle malattie, alla sofferenza, tutte cose che nel mondo che verrà non ci saranno, infatti anche il creato sarà trasfigurato e “fatto nuovo”, con la scomparsa di qualunque male naturale.

        È questo che volevo dire, sostanzialmente. Ovvero che non c’è nessun paragone possibile tra terremoti, ad esempio, e miracoli: i miracoli sono sospensioni delle leggi della fisica fatti da Dio per beneficiare la persona che lo riceve, un terremoto invece non avviene contro o superando le leggi della natura, ma in accordo as esse.

        In estrema sintesi: se andiamo sul sito http://www.3bmeteo.com/terremoti/mondo possiamo vedere una lista in tempo reale di tutti i terremoti del mondo, e noteremo che accadono in luoghi e popolazioni di tutte le razze e religioni, ma sempre in zone sismiche. Mai altrove.

        Quando e se, per esempio, dovesse esserci un terremoto stile Amatrice in Sardegna allora li si che si potrebbe parlare a ragione di un intervento divino punitivo “diretto”, ma fin quando i terremoti avverranno in zone sismiche non possono essere intesi come punizione o richiamo divino, non di più che se io andassi al decimo piano e mi sfracellassi per terra: se costruisci in zone sismiche, PURTROPPO, con le tecnologie attuali che abbiamo prima o poi se ne pagano le conseguenze, perché la natura fa il suo corso, e non è una punizione divina, esattamente come non è una punizione divina se mi sfracello al suolo buttandomi dal decimo piano; non posso pretendere che Dio faccia un miracolo e sospenda le leggi della natura per salvarmi se mi butto dal decimo piano, esattamente come non si può pretendere che Dio faccia miracoli per impedire terremoti nelle zone sismiche.

        Sono gli uomini che costruiscono le case dove ci sono i terremoti, non i terremoti che si spostano dove ci sono gli uomini.

        La Sardegna potrebbe diventare anche una Sodoma e Gomorra elevata alla N, che vai tranquillo che un terremoto stile Amatrice non avverrebbe.

        Il succo del mio discorso era tutto qui, per il resto siamo d’accordo.

        P.s: voglio segnalare una cosa. Su Chiesa e post Concilio c’è un utente che si firma Miles, ma NON sono io, anche perché esprime posizioni molto diverse dalle mie.

        Ci tenevo a chiarirlo.

        1. cinzia

          @ Miles
          Ok, in sardegna non verrà il terremoto, ma potrebbe arrivare un uragano, una pioggia inarrestabile…. o un’altra manifestazione “naturale” a causare una catastrofe che sarebbe leggibile come “castigo di Dio”. O vogliamo penare che Dio castiga solo attraverso il terremoto?

  46. Fabrizio Giudici

    “Può essere molto consolante il pensare che al tramonto della vita saremo giudicati da Dio e non da Fabrizio Giudici”

    Soprattutto è consolante sapere che Dio non ha la stessa inconsistenza di Pierangelo ed altri bergogliani. È troppo chiedere qualche argomento? Noto comunque che ti sei adeguato subito allo stile delle purghe di Francesco: ormai attacchi diretti ad personam, spudoratamente. Ripeto: dal frutto si giudica l’albero.

    “di dare sfogo alla loro scemenza socio-teologico-enciclopedico-avanguardista?
    Guarda, qui siamo misericordiosi e subiamo le tue scemenze vuote, tanto vuote che non è neanche associabile un etichetta.

    “se sei uno che accetta di accoglierli che castigo è?”

    Quando la situazione andrà fuori controllo, come è già successo in Francia e Germania per esempio, non ti preoccupare che il castigo si ritorcerà anche contro quelli che accettano di accoglierli.

  47. Pierangelo

    @Fabrizio Giudici
    Guarda che questo pensiero vale per chiunque (compreso me ovviamente) si attarda a giudicare il suo prossimo senza conoscerlo, ma sulla base di osservazioni fatte in un ambito virtuale quale è un blog.

  48. Anna Maria Spotti

    Penso che se molti autori dei commenti succitati, seguissero giornalmente Radiomaria, con la preghiera e gli insegnamenti evangelici che tutte le persone che l’ascoltano e che pregano per tutte le necessità presentate dagli stessi assidui ascoltatori, non potrebbero, detti commentatori, che ritirare i giudizi assolutamente gratuiti, gli insulti e tutto il male che buttano su chi non la pensa come loro.
    Ma lo sapete che tutto ciò che facciamo agli altri, prima o poi ritorna a noi? IN BENE O IN MALE. E’ legge di giustizia divina! Gesù non vuole che ci comportiamo così.
    Lui ci ha insegnato ad amarci gli uni gli altri come Lui ci ama.
    Ringrazio Costanza per il suo ottimo articolo.
    Vi voglio bene ANNA MARIA

    1. Fabrizio Giudici

      “Penso che se molti autori dei commenti succitati, seguissero giornalmente Radiomaria, con la preghiera e gli insegnamenti evangelici che tutte le persone che l’ascoltano e che pregano per tutte le necessità presentate dagli stessi assidui ascoltatori, non potrebbero, detti commentatori, che ritirare i giudizi assolutamente gratuiti, gli insulti e tutto il male che buttano su chi non la pensa come loro.”

      Qui ormai il buon senso è un optional. Quali sarebbero i “giudizi gratuiti”? I fatti riportati sono veri o sono falsi? Mi sembra che siano veri, perché ormai sono confermati da decine di siti, giornali, eccetera. Allora quali sarebbero “gli insegnamenti evangelici di Radio Maria”? Che non esiste il castigo divino? Oppure che bisogna abbandonare agli attacchi dei cani famelici uno che testimonia la verità? Che poi insegnino anche cose giuste, non lo metto in dubbio, non mi interessa perché il metodo di Padre Livio demolisce la sua affidabilità: per quanto tempo insegneranno ancora quelle cose giuste? Ormai è lunga la lista degli epurati di Radio Maria: chi mi garantisce che una per una quelle cose giuste verranno tranquillamente rinnegate, nel momento in cui qualche grosso papavero di Oltretevere decide che questo avvenga?

      Siamo allo stadio successivo al sentimentalismo: alla tifoseria.

    2. Giusi

      Dunque a Padre Livio tornerà aver cacciato e rinnegato Padre Cavalcoli, Gnocchi e Palmaro, De Mattei, Socci (ho dimenticato qualcuno?) rei soltanto di dire cose cattoliche?

      1. La mia personale opinione è che Padre Livio abbia sbagliato con Padre Cavalcoli, ma i motivi dell’allontanamento di Gnocchi e Palmaro, De Mattei, Socci sono ben diversi.

        Se poi non sono evidenti a taluni quelli che riguardano Socci in particolare, beh c’è poco da discutere…
        Una volta tanto il “far finta di non capire” non riguarda i soliti “sciocchi”.

          1. Questa connessione diretta la vedi tu…

            Allo stesso modo in cui vedi questa, non ne vedi altre.

            Ad ogni modo se in questo caso errore c’è stato (e anch’io lo detto), manca del tutto di carità e di verità fare affermazioni che gettano discredito su un lavoro egregio di anni, fatti in piena sintonia con il Magistero e la Verità rivelata.

            Ma questo è un particolare che solitamente ben poco ti preoccupa…

            1. Giusi

              Mi preoccupa che Padre Livio parlava come e anche più duramente di Padre Cavalcoli sul peccato e sul castigo e ora lo rinnega per motivi di bottega. Mi dispiace Bariom a me i pavidi non piacciono. Tanta bella gente ha parlato a Radio Maria e qualcuno ancora c’è (ad es. Angela Pellicciari) ciò non toglie che Padre Livio si comporti come Don Abbondio e il capo è lui…..

              1. vale

                @giusi

                sempre nell’articolo di blondet, ovviamente è una valutazione sua,sul perché Livio Fanzaga ha fatto quel che ha fatto:

                Quanto al povero padre Livio, lo si deve capire: sa benissimo che la Junta vuol strappargli la sua creatura, Radio Maria: troppo miracolistica, troppo Madonnistica, troppo Medjiugorje, soprattutto troppi ascoltatori: un centro di potere, insomma, uno spazio da occupare, dal punto di vista dei mondani modernisti che non tollerano voci diverse

                Giustamente padre Livio può aver visto nell’attacco – immotivato – del numero 2 della Segreteria, l’inizio della manovra per privarlo della sua radio e commissariarla (come è stato fatto coi Francescani dll’Immacolata); e come sempre, s’è difeso dando ragione ai mondani del Vaticano, ed espellendo Cavalcoli come ha già fatto con il povero Palmaro e Gnocchi.

                non è detto che sia la lettura giusta di quanto accaduto. ma visti altri precedenti, qualche sospetto viene….

                  1. Giusi

                    Radio Radicale è in regola con le norme del concorso: fa pure le marce col Papa. Padre Livio o fa lo stesso o muore….

                    1. Paul Candiago

                      Gentile Signora Giusi,

                      Ma come sono arretrato: ed io pensavo che i Sacerdoti Cattolici Romani avevano imparato in seminario che la loro Vocazione Sacerdotale ha come priorita’ la cura delle anime della gente?

                      Nulla di male occuparsi di attivita’ complementari se necessario: Nel mondo ma non del Mondo.

                      Vanita’ delle Vanita’ tutto e’ vanita’: impresari, burocrati, industialisti, teolghi liberali, riformisti fra Dio e Mammaona, piu’ tardi nel tempo speriamo che Dio ci doni di nuovo tanti santi sacerdoti, (no preti untuosi, o preti alla moda di cui la Chiesa e’ piu’ che stanca di queste apostasie ci avverte Papa Francesco)

                      Cordiali saluti, Paul

                  2. Signor Bariom,

                    prego da anni che la Madonna faccia la grazia di ammutolire questa Radio Maria di Erba, Como, Italia per eliminare l’errore e l’apostasia e la piu’ sfacciata, crassa forma di mancanza di Venerazione che si sia verificata in 2000 anni di culto Mariano.

                    Sia assolutamente chiaro che non e’ lo strumento usato in discussione: RADIO O TELEVISONE O TELECOMUNICAZIONI STAMPA, e’ come vegono usati questi strumenti.

                    Nella mia esperienza decennale e ho records delle trasmissioni via Internet (l’unica che conosco di questa trasmittente) le posso dire che si e’ prevaricata la religione cattolica a una forma diabolica di estetismo e modernismo e falso pietismo allo scopo di accomodare clienti facendo della Parola, Tradizione,Magistero della Chiesa un Luna Park di divertimento che tanto piace il cliente. Cordiali saluti, Paul

                1. vale

                  ah,anche su “la croce “del 5-11: a pag.1

                  Una campagna di stampa nata da un articolo de L’Espresso, che L’Espresso stesso è stato costretto
                  a smentire, indica nell’emittente diretta da Padre Livio Fanzaga la responsabilità di affermazioni
                  riguardanti il recente terremoto come punizione divina per la legge sulle unioni civili. Tale frase
                  non è stata mai pronunciata a Radio Maria. Ma il Vaticano rimprovera duramente la radio

                  Qual è il titolo dell’articolo
                  dell’Espresso-Repubblica ripubblicato da Dagospia
                  affinché circolasse a manetta negli ambienti che contano?
                  Eccolo qui: Terremoto, Radio Maria “colpa delle
                  unioni civili”. Il bello è che l’Espresso pubblica anche
                  il minutino di audio incriminato e basta ascoltarlo: la
                  frase citata tra virgolette nella titolazione non c’è, non
                  si parla in alcun modo delle unioni civili, neanche nei
                  quaranta secondi di trasmissione di un altro conduttore
                  che vengono manipolati e montati. L’Espresso
                  cita il 30 ottobre come data del misfatto. Il 30 ottobre
                  era domenica e padre Livio non aveva alcuna diretta.
                  Dunque ricapitoliamo. Tutta, ma proprio tutta l’informazione
                  italiana, dal gruppo Espresso-Repubblica al
                  Corriere della Sera fino a Dagospia passando per il
                  Fatto Quotidiano e Raiuno dicono che il 30 ottobre
                  padre Livio Fanzaga a Radio Maria ha affermato che il
                  terremoto è un castigo divino inviato per “colpa delle
                  unioni civili” (virgolettato nella titolazione). Il 30 ottobre
                  padre Livio non aveva alcuna diretta in conduzione,
                  non ha dunque affermato quello che gli viene
                  addebitato, anche l’altro conduttore incriminato non
                  ha mai parlato di unioni civili, la frase semplicemente
                  non è stata mai pronunciata da nessuno

                  1. Giusi

                    Si Vale però qui si difende pure Radio Maria. Ora Radio Maria si è vergognosamete dissociata da Cavalcoli quindi di fatto ha dato ragione a Galantino e a Becciu. Adinolfi, che di solito non le manda a dire, con chi sta? Perché se sta con Cavalcoli mi sa che verrà cacciato pure lui….

                    1. vale

                      Poi
                      ho capito la ragione della mia furia: difendendo padre
                      Livio Fanzaga difendo non solo il mio mestiere di
                      giornalista, svilito da approssimazioni e falsità nel dare
                      notizie in un modo o nell’altro a seconda di simpatie,
                      antipatie e interessi, ma anche se non soprattutto difendo
                      il diritto di esprimersi, credo persino la libertà
                      stessa, di una informazione che voglia dirsi genuinamente
                      cristiana. Questa è una battaglia di libertà che
                      dovrebbe interessare tutti, perché il linciaggio a cui
                      vengono sottoposti una radio fortemente autonoma
                      anche dai ricatti della pubblicità commerciale come
                      è Radio Maria e una figura comunicativamente carismatica
                      come quella di padre Livio Fanzaga, è una
                      forma di linciaggio basato su notizie false o costruite
                      ad arte che potrebbe toccare a tutti, quando la ruota
                      girerà e le mode cambieranno. Questa è la fase storica
                      in cui vengono massacrati conduttori, giornalisti,
                      scrittori cristiani che difendono la famiglia naturale
                      o particolarmente impegnati sul fronte della difesa
                      della vita. Domani gli obiettivi potrebbero essere altri.
                      Non sempre i Massimiliano Parente di turno trovano
                      lobby e amici a costruire la cintura protettiva alle loro
                      minchiate quotidiane. La gogna mediatica può arrivare
                      per tutti. E non è un bello spettacolo.
                      C’è poi il tema del “castigo divino”, che è un tema
                      teologicamente molto appassionante, che chi ha studiato
                      teologicamente le vicende che vanno dal diluvio
                      universale alla distruzione di Sodoma e Gomorra,
                      fino all’annunciata da parte di Gesù devastazione del
                      Tempio di Gerusalemme. Non è questa la sede per
                      discuterne e non sono titolato a parlarne. A scanso
                      di equivoci non direi mai, perché non lo penso, che
                      il terremoto sia un castigo divino per la legge sulle
                      unioni civili. Ma vi dico che il primo pensiero dopo
                      aver vissuto il terrore della scossa delle 7.41 del 30
                      ottobre è stato quello di chiedere, l’ho anche scritto,
                      una grande e silenziosa e umile Preghiera per l’Italia.
                      Siamo ancora liberi di poterla chiedere? Siamo ancora
                      liberi di poterlo pensare? Siamo ancora liberi di
                      poter pregare? Siamo ancora liberi? n

              2. Bene almeno riconosciamo come “parlava” Padre Livio… ora lo rinnega?

                Ha preso una decisione che contraddice di fatto ciò che sempre ha sostenuto e di questo non possiamo che esserne addolorati, quindi preghiamo per lui perché si ravveda invece di condannarlo senza possibilità alcuna.

                E’ un pavido per “motivi di bottega”, pavido forse, non so… per motivi di bottega questo è un tuo gratuito giudizio.

                Non ti piacciono i pavidi? Partendo dal presupposto forse di non esserlo o che in simile situazione avresti agito diversamente?
                Buon per te! Beati i “tutti d’un pezzo”…

                Ti ricordo quel pavido di Pietro che rinnegò Cristo per tre volte, ma su Pietro guarda caso…

                  1. Giusi

                    Bariom oggi si venerano tutti i santi dell’ordine domenicano. Nell’unico gruppo che seguo (gruppo di perseguitati) ho fatto un post dove invito a pregare perché intercedano per quei pavidi che hanno rinnegato un confratello…..

                    1. Paul Candiago

                      Signor Bariom: Quinto vangelo secondo O. Walde; speriamo lo facciano santo. Cordiali saluti, Paul

            2. Enrico Turomar

              Ieri c’è stata una tromba d’aria e passando di sfuggita su Radio RTL ho sentito i conduttori dire che oggi Radio Maria avrebbe incolpato del fatto l’introduzione dell’aborto. Il titolo del programma non poteva essere meglio scelto: ‘Cervellini’.
              Io normalmente Radio Maria non l’ascolto e non le ho mai dato un soldo, però certe ‘spiritosaggini’ me la fanno diventare simpatica e non credo che sia il caso che anche i cattolici si mettano a sparare a zero su di lei: il bene che fa credo sia molto più grande dei suoi errori.

          2. Paul Candiago

            Signori Bariom, Giusi:

            Chi siete andati a vedere? Canne sbattute dal Vento…Sorgeranno Falsi Profeti e ne seduranno moltissimi.

            Cordiali saluti, Paul

        1. Paul Candiago

          Signori Bariom, Giusi:

          Dalle loro opere li riconoscerete se sono miei seguaci: vedete come il Signor Lutero ha milioni di seguaci.

          Sorgeranno falsi profeti e ne seduranno moltissimi a noi non cadere nelle loro reti di agnelli mansueti ma ricchi di errori ed apostasia.

          Cordiali saluti, Paul

      2. Paul Candiago

        Signore Giusi e Anna Maria,

        Seguo via Inernet da piu’ di dieci anni con costanti lettere ai doncamilli di Radio Maria di Erba Como Italia e le posso dire che se le piace fai da te religione sono eccelesiastici super specializzati per matrimoni fra Dio e Mammaona.

        Se vi va di divertirvi avete trovato in questo programma un compromesso fra anima e mondo insuperabile.

        Mi permetto di far notare bisogna anche vedere se conforme alla Buona novella= Vangelo diventato facile facile fra caffe’ e dolci.

        Cordiali saluti, Paul

  49. Direi in tema:

    GIOVANNI PAOLO II

    UDIENZA GENERALE

    Castel Gandolfo
    Mercoledì, 13 agosto 2003

    Cantico: Tb 13,10-13,15,16c-17a: Ringraziamento per la liberazione del popolo

    3. Tobi rivolge un appello caloroso ai peccatori perché si convertano e operino la giustizia: è questa la via da imboccare per ritrovare l’amore divino che dà serenità e speranza (cfr v. 8).

    La stessa storia di Gerusalemme è una parabola che insegna a tutti la scelta da compiere. Dio ha castigato la città perché non poteva rimanere indifferente di fronte al male perpetrato dai suoi figli. Ma ora, vedendo che molti si sono convertiti e trasformati in figli giusti e fedeli, egli manifesterà ancora il suo amore misericordioso (cfr v. 10).

    Lungo tutto il Cantico del capitolo 13 di Tobia si ripete spesso questa convinzione: il Signore «castiga e usa misericordia… castiga per le vostre ingiustizie ma usa misericordia a tutti… ti ha castigata per le opere dei tuoi figli, e avrà ancora pietà per i figli dei giusti» (vv. 2.5.10). Dio ricorre al castigo come mezzo per richiamare sulla retta via i peccatori sordi ad altri richiami. L’ultima parola del Dio giusto resta tuttavia quella dell’amore e del perdono; il suo desiderio profondo è quello di poter riabbracciare i figli ribelli che tornano a lui con cuore pentito.

    4. Nei confronti del popolo eletto la misericordia divina si manifesterà con la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, operata da Dio stesso: «Egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia» (v. 11). Appare, così, il secondo tema, quello di Sion, come luogo spirituale verso cui deve convergere non solo il ritorno degli ebrei ma anche il pellegrinaggio dei popoli che cercano Dio. Si schiude, così, un orizzonte universalistico: ricostruito, il tempio di Gerusalemme, segno della parola e della presenza divina, risplenderà di una luce planetaria che squarcerà le tenebre, così che possano mettersi in marcia «nazioni numerose, gli abitanti di tutti i confini della terra» (cfr v. 13), recando i loro doni e cantando la loro gioia di partecipare alla salvezza che il Signore effonde in Israele.

  50. Pierangelo

    @ Fabrizio,
    Poichè hai la verità in tasca ti sembra cosa inutile il metterti in discussione come uomo.
    Quanto al killeraggio e il cecchinaggio, mi vien da dire : da che pulpito viene la predica

    1. Giusi

      Pierangelo ti dispiacerebbe esprimere un concetto su quello che scrive Fabrizio? Gli unici giudizi gratuiti e immotivati sono i tuoi.

  51. vale

    boh. l’intervento di cavalcoli me lo sono andato a rileggere.

    ed alla fine mi pare che la cosa più sensata l’abbia detta Blondet nel suo sito:

    Fiumi di inchiostro sono stati versati, dai siti cattolici, sulla durissima reprimenda del Vaticano contro Radio Maria, dalle cui antenne sarebbe stato detto che il terremoto dell’Italia centrale sarebbe stata una punizione divina per il varo della legge sulle unioni civili

    Come è stato già appurato, quella frase non è stata detta affatto. Cavalcoli ha fatto un discorso molto più complesso, come ovvio. La frase “il terremoto è la punizione divina per la legge sulle unioni civili” è stata attribuita a padre Cavalcoli da L’Espresso – una semplificazione e falsificazione – poi subito ripresa e amplificata da tutti i media “che contano”, Corriere, Repubblica, TG…

    La cosa terra-terra che volevo far notare è questa: il numero due della Segreteria di Stato non ha avuto il minimo dubbio sul fatto che un teologo alquanto noto nella Chiesa, forse, non aveva detto una simile scemenza; nemmeno ha provato a chiamare padre Cavalcoli per chiedergli: ma cosa hai detto davvero, figliolo? No: ha subito preso per verità assoluta quello che sulla faccenda ha detto “il mondo”. E ovviamente, Becciu ha preso le parti del “mondo”: senza la minima esitazione, senza alcuna riflessione e senza il minimo controllo preventivo.

    http://www.maurizioblondet.it/avete-notato-vaticano-sempre-ragione-al-mondo/

    oltretutto abdarsi a leggere su isoladipatmos.com

    a margine andarsi anche a leggere quel che ricorda ariels.di levi gualdo in questo articolo

    http://isoladipatmos.com/il-terremoto-a-norcia-non-puo-distruggere-quello-che-hanno-gia-distrutto-i-benedettini-tra-soldi-sesso-droga-e-persino-il-rock-and-roll-del-loro-abate-primate/

    forse,e sottolineo il forse,sarebbe meglio risolvere questo scandaloso problema invece di stigmatizzare- basandosi su l’espresso-quel che non è stato detto.

    (vedasi anche http://isoladipatmos.com/dio-castiga-e-usa-misericordia/ sempre di cavalcoli)

    1. Fabrizio Giudici

      @vale

      Don Ariel ha pubblicato una lettera che ha inviato a Parolin, Mueller e Cadorè (il Maestro Generale dei Domenicani).

      Non solo ribadisce quanto detto sopra e spiega molto bene le cose dal punto di vista teologico (ed è una risposta molto completa); ma si chiede – e chiede pubblicamente ai destinatari – come mai tanti “vescovoni” sparino a zero su un predicatore evidentemente (?) senza manco aver letto quello che ha detto, mentre succede che preti “benedicano” in chiesa una coppia di lesbiche senza che nessuno apra bocca.

      Trovo interessante che abbia scritto anche alla CdF.

      http://isoladipatmos.com/terremoto-come-castigo-di-dio-per-le-unioni-civili-giovanni-cavalcoli-risponde-sono-stato-frainteso-o-forse-mi-sono-espresso-male-ariel-s-levi-di-gualdo-scrive-ai-cardinali/

      “Nonostante ciò, ritengo che Gesù sia morto anche per i luterani e per me ‘valgono’ il prezzo che Gesù ha pagato per loro. Per questo sono lieto che il Papa abbia profeticamente spezzato un legame di odio che ancora oggi, dopo 500 anni, purtroppo ci tiene incatenati.”

      Frase senza senso. Cristo è certamente morto per tutti, anche per i non cristiani e i non credenti. Ma se non ci si converte e si persiste nell’errore, si rifiuta la grazia del perdono che arriva dal Suo sacrificio. Esistono sempre le “vie straordinarie di salvezza”, ma è un bel rischio affidarsi esclusivamente ad esse. Inoltre, sono secoli che in Europa non ci si ammazza per motivi religiosi – per lo meno tra i cristiani. Quindi non c’è nessun “legame d’odio” da spezzare. Rimangono vecchie gravi eresie, e nessun incontro le può cancellare; solo la volontà di riconoscerle può farlo. Il minestrone che si sta tentando può solo peggiorare la situazione.

    2. Spesso la prima persecuzione arriva dal “Tempio”…

      Ma bisogna sempre confidare che chi ha agito bene, in retta coscienza e con parole di verità e in nome della Verità, sarà difeso da Dio stesso che si incaricherà a tempo debito di portare alla luce ciò che è luce.

      Le persecuzioni non possono essere impedite, perché sono molte volte segno stesso di dove sta la Verità e assimilano chi è perseguitato per la Giustizia, alla Passione di Nostro Signore, ma anche alla Sua Gloria.

  52. Alessandro

    Visto che

    1) padre Cavalcoli ha subito una asperrima, stentorea, perentoria, impietosa esecrazione nientemeno che dalla Segreteria di Stato nelle persona di mons. Becciu:

    “Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede… datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo… Cristo – ha aggiunto mons. Becciu – ci ha rivelato il volto di Dio amore non di un Dio capriccioso e vendicativo. Questa è una visione pagana, non cristiana… Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria – afferma ancora mons. Becciu – offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti è vista come la Madre misericordiosa che si china sui figli piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come quelli del terremoto”

    2) è in corso il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco

    3) ammesso e non concesso che Cavalcoli abbia detto cose che oltraggiano la fede cattolica, procurando scandalo ai fedeli, la correzione fraterna va operata con franchezza ma senza infierire, senza animosità, con l’intenzione di correggere il fratello, non di umiliarlo e di consegnarlo al ludibrio collettivo

    mi aspetto che il Santo Padre corregga fraternamente l’invettiva iraconda di mons. Becciu contro un suo fratello nel sacerdozio e trovi il modo di togliere padre Cavalcoli dal ludibrio collettivo cui mons. Becciu purtroppo l’ha additato.

    1. @Alessandro, una cosa è certa: tutto questo polverone viene dal Demonio (che non toglie le precise personali responsabilità di ciascuno) che in questo marasma, sta creando ulteriori conflitti e divisioni…

      (Con buona pace dell’ “ecumenismo” ad extra, che pare non funzionare ad intra)

      Credo anche che contribuire in modo consapevole o inconsapevole a che il “polverone” non si diradi e gli animi non si plachino, non giova a nulla, anzi si fa il gioco sporco del Divisore.

      1. vale

        @bariom

        è proprio per questo che la prudenza avrebbe dovuto suggerire di parlare con i diretti interessati ed appurare chi ha detto e se fosse stato detto veramente quel che ha causato il polverone.

        e siccome non stiamo parlando di uno sprovveduto, qualche dubbio, sulle motivazioni, mi viene.

        per il resto,come ricorda de mattei in: http://www.corrispondenzaromana.it/terremoti-e-castighi-divini/

        Eppure, se la cattedrale si è sgretolata, è restata in piedi la statua di San Benedetto al centro della piazza antistante. Attorno a questa statua si sono riuniti un gruppo di monaci, di suore e di laici, recitando il rosario. Anche questo è un messaggio simbolico che ci parla dell’unica ricostruzione possibile: quella che si fa in ginocchio, pregando.

      1. Fabrizio Giudici

        @Giusi

        La cosa ha fatto notizia anche oltreoceano, dove hanno amaramente commentato che questa udienza suona come una beffa, proprio nel giorno delle presidenziali, trovandosi i cattolici in difficoltà a sostenere l’invotabilità dei candidati in grave contrasto con il Magistero, senza nessun supporto della conferenza episcopale locale (*) perché solo singoli vescovi hanno parlato, e non tutti in modo ortodosso.

        La Bonino, traparentesi, ha recentemente affermato in una trasmissione televisiva che l’Italia “ha bisogno” di un milione e mezzo di immigrati per i prossimi dieci anni.

        (*) Anche negli USA la “CEI” locale non ha saputo esprimersi per non rompere equilibri interni. E dire che lì comunque sono molto più fortunati di noi, perché certi vescovi sono molto loquaci. Verrebbe da concludere che queste conferenze episcopali sono del tutto inutili.

        1. Giusi

          Galantino per completare l’opera è andato dalla Boldrini:

          Migranti. Audizione alla Camera, Galantino: i nazionalismi minacciano l’Europa

          Chi dice che «non bisogna dare i soldi ai rifugiati perché servono agli italiani o, che bisogna togliere gli stranieri dagli alberghi perché ci sono i terremotati» fa aumentare il clima di razzismo.

          https://www.avvenire.it/attualita/Pagine/galantino-nazionalismi-minacciano-europa?utm_content=buffer35b1e&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

  53. …il mistero della condanna o del perdono dei peccati degli uomini
    è un concetto teologico generale che è parecchio arbitrario applicare ai casi singoli e
    alle sciagure (castighi) eventuali (quel peccato quella colpa quella sciagura
    necessariamente connessi). Arbitrario e malevolo. Anche per chi ci ha la presupponenza del
    dovere di condannare.

  54. Giusi

    Insegnamenti cattolici. p. Serafino Lanzetta. Dio castiga?
    P. Serafino Lanzetta, teologo francescano, cerca di rispondere con la verità della Rivelazione alla domanda se Dio castiga e perché permette il male. (Café teologico, Verona, 27-02-2015)

    1. Paul Candiago

      Gentile Signora Giusi,

      “(Café teologico, Verona, 27-02-2015)”…speriamo che questo Caffe’ sia migliore di quello che i doncamilli di Radio Maria di Erba, Como, Italia servono giornalmente come evangelizzazione via Internet.

      E’ questo libro un altro dei tanti catechsismi uffuciali della Chiesa Romana?.

      Penso mi devo aggiornare, forse la Buona Novella=Vangelo i teologhi stanno scoperndo e’ diventata una favola.

      Tempo di adeguarsi alla Teologia di Liberazione di cui abbiamo bisogno come menti moderne.

      “Chercheranno la Parola e non la troveranno”

      Gesu’ perche’ non ci hai dato istruzioni migliori per la santita’ anche per i nostri giorni?

      Cordiali rispettosi saluti Paul Candiago (candiago.p@bmts.com)

  55. Fabrizio Giudici

    @Pierangelo “Poichè hai la verità in tasca ti sembra cosa inutile il metterti in discussione come uomo. Quanto al killeraggio e il cecchinaggio, mi vien da dire : da che pulpito viene la predica”

    Bravo, dai, insisti con l’attacco personale: mi dai soddisfazione, perché continui a dimostrare quanto i paladini bergogliani siano degno frutto dell’albero.

    @Bariom “Ti ricordo quel pavido di Pietro che rinnegò Cristo per tre volte, ma su Pietro guarda caso…”

    Se Pietro non avesse avuto il canto del gallo, sarebbe morto nel rinnegamento di Cristo e finito dritto dritto all’inferno. Dunque, chi rimprovera i pavidi è la loro benedizione; chi se ne sta zitto o chi cerca per loro giustificazioni invece è il loro peggior nemico. Quanto al riconoscere quanto di buono Padre Livio ha fatto in passato: nessuno l’ha mai negato. Anzi, nel momento in cui si sottolinea la patente contraddizione tra quello che fa oggi e quello che faceva in passato, questo riconoscimento è implicito. Tuttavia non è il bene che abbiamo fatto in passato che ci mette in grado di essere salvati, ma la perseveranza finale. Le Scritture ci ricordano Salomone, prototipo dell’uomo saggio, che finì la sua vita nella perdizione. Tertulliano ed Origene furono due grandi apologeti e teologi; ma ad un certo punto caddero nell’eresia e predicarono l’eresia. Nei confronti di chi ascolta, bene fecero quelli che ad un certo punto, lungi dal giustificarli per la loro precedente buona predicazione, ammonirono piuttosto a starne alla larga. Proprio chi vuole salvare Radio Maria, e mi riferisco al contenuto, non alla scatola, farebbe bene a prendere le distanze da ciò che è avvenuto. Altrimenti si ritroverà una Radio Maria serva dell’arbitrio di qualche “vescovone”.

    Quanto al vizio ripetuto di passare dal piano morale a quello personale “in simile situazione avresti agito diversamente?”, non posso che ripeterti che è proprio pettegolezzo inutile. E comunque, se Giusi, Pippo, Pluto o Paperino in simile situazione fossero deboli ed indotti ad agire malamente, anche in questo caso proprio i galli canterini sarebbero il loro miglior ausilio.

    “Credo anche che contribuire in modo consapevole o inconsapevole a che il “polverone” non si diradi e gli animi non si plachino, non giova a nulla, anzi si fa il gioco sporco del Divisore.”

    Oportet ut veniant scandala. Direi che in queste settimane la concentrazione di eventi (liste di proscrizione; purghe in congregazioni ed istituti vaticani; esposizione al pubblico ludibrio dei buoni predicatori) segnala che è iniziata una vera e propria repressione. D’altronde è la scontata conseguenza delle prese di potere da parte dei rivoluzionari, che dopo aver parlato di grandi princìpi iniziano a reprimere le opposizioni. La cosa peggiore che può succedere è che il polverone si diradi senza conseguenze, mentre i più sono distratti e non si accorgono di quello che sta succedendo. Invece è opportuno che le scosse raggiungano tutti. Proprio questi fatti possono aprire gli occhi a molti.

    @vale
    Che il bersaglio grosso non sia solo Cavalcoli è dimostrato da un precedente recente: padre Livio si rivolse alla Cirinnà ricordandole che nessuno è eterno e che arriva il momento in cui si rende l’anima a Dio e c’è il suo giudizio. Sempre i soliti noti titolarono “Radio Maria minaccia di morte la senatrice Cirinnà”.

    1. Paul Candiago

      Ma guarda tu che catechismo cattolico ti sanno fare questi due Signori.

      Buon divertimeto e vedete voi che partito cattolico vi meglio aggrada per la vostra santita’.

      Cordiali saluti, Paul

  56. Giusi

    Il nuovo che avanza. Si potrebbe anche fare due risate ma il Vaticano attualmente è più in linea con questa che con i cattolici……

    1. Beatrice

      @Giusi
      Io non so dove l’hai trovata, ma grazie! Ho riso per mezz’ora dopo averla ascoltata! La cosa divertente è che è seria mentre espone le sue idee in un crescendo di assurdità pensate male ed espresse peggio. Il meglio poi lo riserva alla fine del video con tanto di musica di sottofondo. Penso che valga la pena riportare le sue parole dell’exploit finale:

      “È Dio che ci manda le punizioni o il denaro che governa con la frusta della paura, della disuguaglianza, della violenza economica, sociale, culturale e militare che genera sempre più violenza in una spirale discendente che sembra non finire mai? C’è troppo dolore, c’è troppa paura! Non possiamo crearne altra nei cuori delle persone! C’è un terrorismo di base che deriva dal controllo globale del denaro sulla Terra e minaccia l’intera umanità. Di questo terrorismo di base si alimentano i terrorismi derivati come il narcoterrorismo, il terrorismo di stato e quello che alcuni erroneamente chiamano terrorismo religioso o etnico, ma nessun popolo, nessuna religione è terrorista, ma il terrorismo inizia quando hai cacciato via la meraviglia del creato, l’uomo e la donna, e hai messo il denaro, questo dovremmo veramente combattere, non una forza oscura che viene dall’oltretomba, questo è esoterismo, questo è paganesimo, oggi Gesù può parlarci molto più chiaramente di così.”

      Per nostra fortuna Gesù nei Vangeli parla più chiaramente di lei e degli alti prelati che ammira tanto!

      1. Alessandro

        @Beatrice

        L’exploit finale della sagace signorina è quasi una citazione letterale, con interpolazione dei riferimenti al castigo e al paganesimo, di quanto ha detto Papa Francesco ai Movimenti popolari (?) qualche giorno fa:

        “Chi governa allora? Il denaro. Come governa? Con la frusta della paura, della disuguaglianza, della violenza economica, sociale, culturale e militare che genera sempre più violenza in una spirale discendente che sembra non finire mai. Quanto dolore e quanta paura! C’è – l’ho detto di recente – c’è un terrorismo di base che deriva dal controllo globale del denaro sulla terra e minaccia l’intera umanità. Di questo terrorismo ​di base si alimentano i terrorismi derivati come il narco-terrorismo, il terrorismo di stato e quello che alcuni erroneamente chiamano terrorismo etnico o religioso. Ma nessun popolo, nessuna religione è terrorista! È vero, ci sono piccoli gruppi fondamentalisti da ogni parte. Ma il terrorismo inizia quando «hai cacciato via la meraviglia del creato, l’uomo e la donna, e hai messo lì il denaro» (Conferenza stampa nel volo di ritorno del Viaggio Apostolico in Polonia, 31 luglio 2016). Tale sistema è terroristico.”

        http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/november/documents/papa-francesco_20161105_movimenti-popolari.html

        1. Beatrice

          Per la miseria, Alessandro, non lo sapevo! È terribile! Pensavo che quelle parole fossero farina del suo sacco! Mi sa che ci vogliono più preghiere…

          1. Enrico Turomar

            Beatrice,
            nelle parole effettivamente pronunciate dal Papa non mi pare proprio ci sia nulla di terribile, è l’interpolazione distorce tutto.

            1. Alessandro

              Enrico Turomar,

              non è vero che il terrorismo sia figlio solo della disperazione prodotta dalle disuguaglianze economiche, non è vero che nessuna religione, nei suoi testi fondanti e statutari, non inciti alla violenza nei confronti di chi professa un’altra religione. E’ una fasulla convinzione di Bergoglio

              Se ne discusse ampiamente in passato, vedi almeno qui:

              https://costanzamiriano.com/2016/07/30/chi-sei-tu-che-mi-sgozzi/#comment-115650

              https://costanzamiriano.com/2016/07/30/chi-sei-tu-che-mi-sgozzi/#comment-115780

              https://costanzamiriano.com/2016/07/30/chi-sei-tu-che-mi-sgozzi/#comment-115835

              1. Alessandro

                L’insigne islamologo padre Samir

                “Si deve anche avere il coraggio di dire anche che l’islam ha elementi di violenza nel Corano e nella vita di Maometto. Se invece si continua a dire che “l’islam è una religione di pace”, creiamo solo confusione e mistificazione.

                Ieri ascoltavo un discorso della premier britannica Theresa May, quando non era ancora premier – tre anni fa – in cui, in un incontro con musulmani ripete mille volte: “L’islam è una religione di pace, l’islam è una religione di pace! Non c’è nel Corano un solo versetto di violenza!”. E riceve l’applauso entusiasta dei presenti. Tutto questo è incredibile: è un tentativo di minimizzare il problema. E questo avviene anzitutto da parte dei capi politici europei, più che dalla popolazione.

                Perché fanno questo? Per avere i voti delle comunità islamiche. Anche in Francia è così: da alcuni anni in Francia il governo può donare terreni per moschee e centri islamici con affitti gratuiti per 99 anni. Così stanno riempiendo la Francia di moschee finanziate da Paesi che sostengono il terrorismo. Fra i politici c’è una perdita del senso morale, dato che sono disposti a tutto pur di accumulare voti.
                E c’è anche un pizzico di ignoranza: nessuno direbbe che nel Corano non vi sono versetti violenti! Ignoranza e perdita di senso morale sono una miscela esplosiva.”

                http://www.asianews.it/notizie-it/P.-Samir:-Terrore-islamico-in-Francia-e-Germania:-crisi-dell%E2%80%99integrazione,-ma-soprattutto-crisi-della-politica-38144.html

      2. Gentile Signora Beatrice,
        lei pensa che e’ piu’ utile per me che smetta di leggere la vita dei Santi e mi aggiorni alle conversazioni,discrepanze,catechetiche dei nostril giorni o rimanga sempre piu’ ancorato a l’ortodossia catechetica ufficile della Chiesa Romana facendo mia la logica divina/umana che mi aiuti ad essere fedele nella via,verita’ e vita verso la mia personale salvazione?
        Sorgeranno Falsi Profeti e ne seduranno moltissimi: ora sono gia’ arrivati I Tempi della Raccolta per chi presta attenzione ai Segni.

        Cordiali saluti, Paul Candiago.(candiago.p@bmts.com)

        1. Beatrice

          Gentile Paul,
          oggi sono tempi duri per i cristiani: rimaniamo ancorati alla sana dottrina, leggendo vite dei Santi, documenti del Magistero, Catechismo, etc., insomma tutto quanto può essere utile per non smarrire la retta via e difendersi dai falsi profeti. Passerà anche questa tempesta, l’importante è rimanere ancorati alla roccia e non perdersi mai d’animo perché Gesù ha promesso che le porte degli inferi non avrebbero prevalso!

      3. Fabrizio Giudici

        Grazie Beatrice per la trascrizione. Io sono decisamente restio a seguire audio e video, ma almeno così mi sono potuto godere il succo. Effettivamente, data la qualità del ragionamento, il Verdone di Vanni sta a puntino. Queste sono le “conversioni” dell’effetto Francesco (e mi riallaccio anche al commento successivo di Alessandro).

        @cinzia

        Grazie per tutti i link alle “lettere aperte”. Rincuora vedere sempre più fedeli che hanno il coraggio della vera testimonianza. La seconda lettera è particolarmente gustosa perché pare scritta da uno che all’inizio ha voluto trattenersi, ma man mano che procedeva s’è veramente incazzato. “Padre Livio… volevo metterti in guardia dallo schiaffeggiare la Provvidenza!!! […] Memento”. 🙂 Grande.

        Riporto un altro breve passaggio dall’ultimo libro di Cavalcoli:

        Il buonismo è una finta bontà. L’atteggiamento del buonista è apparentemente dolce e cortese, finge comprensione, liberalità e misericordia, ma ha il “veleno d’aspide sotto le labbra (Sal 140,4), e, siccome è un vile, pugnala alla schiena, mancandogli il coraggio di affrontare l’avversario a viso aperto, fermato com’è dalla coscienza di non avere valide ragioni di attaccarlo ma di essere mosso solo dall’invidia.

        La persona buona, invece, non teme di rimproverare a viso aperto, sa affrontare l’avversario cavallerescamente, con chiarezza e lealtà, secondo le regole, con franchezza, forte del suo diritto, sapendo di avere la ragione dalla propria parte e nel caso disconnetta, le resta la pace della propria coscienza e la consapevolezza di aver fatto il proprio dovere.

        Ribadisco che dissento in varie cose dal pensiero di Cavalcoli e non voglio tirare volate a nessuno. Ma molte cose che scrive sono buone.

        PS Sta girando un vecchio video di Bergoglio ancora in Argentina che si intitola “Dios castiga”. Su YouTube è commentato così:

        “Las palabras del ahora Papa Francisco hablando de como Dios castiga a quienes usan medios malos para llegar a fines buenos.”

        Oltre alla mia avversione per i video, faccio fatica a capire cosa dice (cosa che non mi stupisce). Generalmente il castigliano lo comprendo, ma certo non sono molto allenato. Qualcuno ha voglia di verificare (è breve)?

        Tuttavia, mi pare che il senso sia “il fine non giustifica i mezzi” e Bergoglio verso la fine ripete più volte “Dio castiga (chi imbroglia, chi dice falsità, eccetera). Cade a puntino per due motivi: Dio castiga, e anche chi ha buone intenzioni, ma usa mezzi sbagliati. Chissà quando ha cambiato idea?

        1. Fabrizio Giudici

          Non “disconnetta”, ma “di sconfitta”. Maledetto correttore ortografico che s’è attivato da solo per errore.

        2. Beatrice

          @Fabrizio
          Ho trovato il video in cui l’allora cardinale Bergoglio dice che Dio castiga. Il filmato è in spagnolo e la mia scarsa conoscenza della lingua non mi consente di riportarne le parole precise nella lingua originale, però il senso generale più o meno si capisce. Ti provo a tradurre il passo in cui parla esplicitamente di “castighi” dal minuto 1:21: «il testo che io raccomando molto da leggere tutto intero è il profeta Amos. Il profeta Amos che dice “Voi per questo, questo e questo vi castigherò” dice Dio attraverso il profeta e va a elencare tutti i mezzi iniqui con i quali ti approfittasti del fratello o quello che non si può fare. La Bibbia ci va a sottolineare che un mezzo malvagio non si può usare per un fine buono, che Dio castiga colui che usa un mezzo malvagio per un fine buono, che Dio castiga l’inganno, che Dio castiga la frode, che Dio castiga lo sfruttamento, penso alla tragedia dei clandestini, per esempio, di ora, di questa città, che non dico che sia piena, però ci sono molti cittadini clandestini, e il profeta Amos è molto chiaro su questo, stai sfruttando tuo fratello, e Dio castiga chi cerca le ricchezze o chi cerca il possesso di qualsiasi altra cosa, o chi si consolida e consegue un fine qualunque attraverso un mezzo malvagio, questa è la tradizione biblica, pertanto il fine non giustifica i mezzi». Questo è il link al filmato: https://www.youtube.com/watch?v=OiEfnkzNdJI
          Dato che la mia conoscenza dello spagnolo è proprio elementare, se qualcuno ascoltando il video si rende conto che la mia traduzione è scorretta in qualche punto, mi corregga pure.

  57. Purtroppo l’ intervento contro Radio Maria da parte degli uomini del Vaticano fa intravedere un certo fastidio

    per come è impostata la radio. Sul sottofondo c’ è Medjugorie, la commissione di inchiesta voluta da papa

    Benedetto ha terminato i suoi lavori da tempo, ma ancora tutto tace. Non vorrei che anche i messaggi della

    Madonna abbiano bisogno di …essere corretti !!!

  58. Fabrizio Giudici

    Altri dettagli contribuiscono a rendersi conto più in profondità dei motivi della cagnara di questi giorni. Apprendo che pochi giorni fa Padre Cavalcoli ha pubblicato un e-book intitolato “L’eresia del buonismo”. L’ho appena comprato e ovviamente non conosco ancora tutti i contenuti. Però vi riporto un estratto della prefazione e un estratto del primo capitolo.

    Alcuni giorni fa, camminavo con mio figlio nel centro di Roma, in Via Candia. Ad un certo punto sono stato avvicinato da un gruppo di 7 nomadi che con molta insistenza mi chiedeva soldi che non volevo dare. Con la minaccia di chiamare la polizia mi sono allontanato per andare in una piccola libreria a 10 minuti di distanza. Ma non basta. Mi hanno seguito e sono entrati nella libreria dove i proprietari insieme con me hanno mandato fuori queste persone, che hanno tentato di derubarmi mentre io cercavo di non perdere di vista mio figlio.
    Ora, mi chiedo: abbiamo diritto di difenderci? Abbiamo diritto di respingere la retorica della misericordia (che non è la vera misericordia) che viene da tanti settori della Chiesa Cattolica? Bisogna accogliere, accogliere, accogliere… benissimo! Accoglieteli tutti in Vaticano, fate in modo che Vescovi e Cardinali debbano difendere i loro cari dagli assalti di popoli che, la storia lo ha provato, non vogliono integrarsi. La gente è stanca, frustrata, spaventata. È facile parlare di accoglienza quando si vive protetti da un corpo di sicurezza fra i migliori del mondo e in uno stato in cui, non dimentichiamolo, senza un motivo non si entra. Si può continuare a propagandare la misericordia senza la giustizia?
    […]
    Purtroppo questa retorica è rafforzata dal clima buonista in cui viviamo, il buonismo di coloro che predicano moderazione soprattutto agli altri, ma che non sanno portare quegli stessi pesi per se stessi. Questo librino di Padre Cavalcali spero sarà un efficace lettura per aprire gli occhi su questo devastante e nauseabondo politically correct che ci sa ammorbando da decenni e che si fa sempre più fastidioso. Il padre domenicano, con equilibrio, ci mostra il problema e i suoi possibili rimedi. Speriamo che questa lettura sia di giovamento e nutrimento spirituale e che apra gli occhi su questo male che rende le nostre vite molto più perigliose.

    Il primo capitolo inizia così.

    L’eresia del buonismo ha una storia molto recente, almeno nella sua forma estrema che prevede la _bontà di tutta l’umanità_ con la negazione del peccato come privazione della grazia, dei castighi divini e dell’esistenza di dannati nell’inferno. Essa sorge e si diffonde a partire dagli anni immediatamente seguenti al CVII per un’interpretazione pretestuosa ed estremista dell’impostazione ottimista e conciliante dell’etica della pastorale del Concilio.
    […]
    Questa eresia comparve già con Origene [… che] immaginava che alla fine del mondo tutti, uomini e demòni sarebbero stati perdonati ed assunti nell’eterna beatitudine.
    […]
    Il buonismo assume con Lutero la forma della certezza della salvezza personale fondata sulla fede nella medesima salvezza.
    […]
    Mentre Lutero mantiene la fede nell’esistenza di dannati, il protestantesimo liberale dell’800 […] apr[e] la via all’idea che nell’inferno non c’è nessuno. Questa eresia penetra nella Chiesa Cattolica con il modernismo condannato da S. Pio X ed è stata diffusa dopo il CVII da Karl Rahner […]

    Ce n’è abbastanza per capire perché Oltretevere sono nervosi: questo è proprio il loro “programma”. Per evitare che i fedeli ragionino e si rendano conto dell’eresia dilagante, quale miglior mossa di un attacco preventivo per screditare l’autore?

    1. Alessandro

      Vediamo a che punto siamo nell’applicazione dell’agenda Martini

      L’agenda Martini è questa:

      “La carenza di ministri ordinati, il ruolo della donna nella società e nella Chiesa, la disciplina del matrimonio, la visione cattolica della sessualità, la prassi penitenziale, i rapporti con le Chiese sorelle dell’ortodossia e più in generale il bisogno di ravvivare la speranza ecumenica, il rapporto tra democrazia e valori e tra leggi civili e legge morale”.

      – Con Amoris laetitia s’è messa mano “alla disciplina del matrimonio, alla visione cattolica della sessualità, la prassi penitenziale”, con l’ammissione all’assoluzione sacramentale e all’Eucaristia dei divorziati risposati conviventi more uxorio, cioè di adulteri, e con l’offuscamento della peccaminosità delle “libere unioni” (emblematicamente espressa, in altra sede, così: “Eppure davvero dico che ho visto tanta fedeltà in queste convivenze, tanta fedeltà; e sono sicuro che questo è un matrimonio vero, hanno la grazia del matrimonio, proprio per la fedeltà che hanno”)

      – al “rapporto tra democrazia e valori e tra leggi civili e legge morale” s’è messa mano osteggiando sistematicamente i cattolici (laici e consacrati) che si oppongono a leggi civili che contrastano la legge morale naturale, in Italia e nel mondo (vedi Cirinnà, “matrimoni gay” e affini; ad esempio i pugnaci vescovi statunitensi sono stati invitati a mollare la presa sui principi non negoziabili e tutte le nomine dei nuovi vescovi premiano figure lassiste)

      – a “ravvivare la speranza ecumenica” s’è messa mano con il pastrocchio di Lund e la firma di una dichiarazione congiunta improntata a un ecumenismo fasullo, irenista:

      https://costanzamiriano.com/2016/10/28/luomo-non-e-il-cancro-del-pianeta/#comment-119816

      A occhio e croce, la diligente e pervicace opera di attuazione della (eterodossa) agenda Martini sta procedendo spedita…

  59. cinzia

    Quindi, lasciando perdere il comportamento di Padre Livio che ritengo inqualificabile (a dire il vero lo è ma preferisco evitare commenti sgradevoli), leggendo le parole di Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato, che avrebbe affermato che si tratta di affermazioni “datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo”, se ne deduce che
    – Dio non manda castighi
    – Dio è misericordioso quindi fate quel che vi pare tanto verrete perdonati comunque (e infatti l’inferno, se esiste, è vuoto)
    – possiamo togliere l’Apocalisse dalle Sacre Scritture perché non avverrà nulla di tutto quello che lì c’è scritto
    – le affermazioni di Maria nelle varie apparizioni già riconosciute dalla Chiesa devono essere rivedute e corrette, o almeno ritradotte in base alle indicazioni attuali della misericordia
    – scordatevi il catechismo perché è tutto sbagliato e tra poco uscirà quello nuovo
    … sicuramente ho dimenticato qualcosa…. chiedo venia!

    E comunque pare che Padre Livio abbia colto l’occasione per cacciare padre Cavalcoli perché già aveva fatto qualche affermazione che non glie era piaciuta

  60. cinzia

    Sabato ripassavo l’atto di dolore con i bimbi del catechismo…. “Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi….”

    Quindi va abolita questa preghiera?

        1. Giusi

          Dovrebbero solo vergognarsi! Con che faccia recitano la Supplica composta dal Beato Bartolo Longo? Bartolo Longo volle indicare il Rosario anche come salvezza della Civiltà cattolica. Nel 1883 cadeva il centenario della nascita di Lutero (1483), colui che aveva spaccato la cristianità; e ricorreva anche il centenario della vittoria cristiana sui Turchi a Vienna (1683). Fu proprio nel 1883 che decise di scrivere la celebre “Supplica”, diffusa in tutto il mondo a difesa del Papato e della Civiltà cattolica.

                    1. Gentile Signora Senm-Webmrs,

                      sono completamente convinto del suo scrivere: qualsiasi vero Cristiano e’ una persona allegra.

                      Non vi e’ gioia personale piu’ grande su questa terra di vivere in Grazia di Dio.

                      Ricordiamoci pero’ di aggiungere anche altro a cio’ che questo Sant Giovanni Bosco, a cui sono devoto, diceva.

                      Egli sapeva molto bene la parabola delle 5 vergini sagge e delle 5 vergini stolte.

                      A noi farne, con compunzione costante, un vivo Tesoro spirituale da imitare nella nostra gioia di vivere.

                      Cordiali rispettosi saluti,

                      Paul Candiago (candiago.p@bmts,com)

  61. cinzia

    Posted by Cosimo De Matteis on Monday, November 7, 2016

  62. Alessandro

    Pio XII nel 1957

    ” Quali sono dunque il senso ed il fine della pena data da Dio? In primo luogo ed essenzialmente, essa è la riparazione della colpa e la restituzione dell’ordine violato. Commettendo il peccato, l’uomo si sottrae ai precetti divini e oppone la sua volontà a quella di Dio. In questo confronto personale l’uomo preferisce sè stesso e respinge Dio. Nel castigo persiste il confronto fra le stesse due persone, Iddio e l’uomo, fra le stesse volontà; ma ora, imponendo alla volontà del ribelle la sofferenza, Iddio lo costringe a sottomettersi al suo volere, alla legge e al diritto del Creatore, e a restaurare così l’ordine infranto.

    Il castigo divino però non esaurisce in tal guisa tutto il suo senso, almeno in questo mondo e per il tempo della vita terrena. Esso ha anche altri scopi, che sono anzi, in parte, preponderanti. Spesso infatti le pene volute da Dio sono piuttosto un rimedio che un mezzo di espiazione, piuttosto « poenae medicinales » che « poenae vindicativae ». Esse ammoniscono il reo a riflettere sulla sua colpa e sul disordine delle sue azioni, e lo inducono a distaccarsene ed a convertirsi.

    In tal guisa, subendo la pena inflitta da Dio, l’uomo intimamente si purifica, rafforza le disposizioni della sua rinnovata volontà verso il bene ed il giusto.”

    https://w2.vatican.va/content/pius-xii/it/speeches/1957/documents/hf_p-xii_spe_19570526_carcerati.html

    1. Alessandro

      Pio XII nel 1954:

      “Ogni colpa morale dell’uomo, anche se materialmente commessa anzitutto soltanto nell’ambito di legittime leggi umane, ed ora punita da uomini secondo il positivo diritto umano, è sempre anche una colpa dinanzi a Dio e di Dio attira su di sè un giudizio penale. Non è nell’interesse della pubblica autorità il non farne semplicemente caso. La Sacra Scrittura insegna (Rom. 13, 2-4) che l’autorità umana, entro la sua competenza, altro non è nell’adempimento della pena che la esecutrice della giustizia divina. « Dei enim, minister est, vindex in iram ei, qui malum agit »”

      https://w2.vatican.va/content/pius-xii/it/speeches/1954/documents/hf_p-xii_spe_19541205_giuristi-cattolici.html

  63. Fabrizio Giudici

    Dall’ultimo editoriale di Padre Livio:

    La Madonna ha testimoniato, senza mai stancarsi, la divina misericordia. Non solo non ha mai minacciato castighi, ma ci ha salvati da quelli che gli uomini, aizzati da satana, infliggono a loro stessi, a incominciare dalla guerra, madre di tutti i mali.
    […]
    Ben lo comprende Papa Francesco che ogni giorno ci insegna il medesimo linguaggio. La Madonna non è profeta di sventure, ma la presenza dell’amore divino, unica ancora di salvezza a cui gli uomini si possono aggrappare.
    […]
    Anche i dieci segreti [di Medjugorje] sono interventi della sua misericordia, che salveranno il mondo dai “castighi” che la malvagità umana sta preparando con la sua superbia e la sua ingordigia.

    Vuoi vedere che i Dieci Segreti di Medjugorje sono tutti e dieci sul riscaldamento globale?

    Che schifo. È inevitabile chiedersi, a questo punto, se ci crede davvero. Chi crede in Maria Regina dell’Universo come può avere il coraggio di mistificare le sue parole con questa spudoratezza, dall’oggi al domani? E che mancanza di dignità, nel contraddirsi così, facendo finta di non aver mai detto quello che ha detto in passato; senza neanche tentare di dare una spiegazione, ma facendo semplicemente finta di non averlo mai detto.

    Ricordo un’esternazione di Suor Lucia (profetessa di sventura, e in questo Francesco si accomuna a Giovanni XXIII):

    http://www.fatima.org/it/essentials/opposed/frfuentes.asp


    “Nessuno ha prestato attenzione”

    “Padre, la Santissima Vergine è molto triste perché nessuno ha prestato attenzione al Suo Messaggio, né i buoni né i malvagi. I buoni continuano sulla loro strada ma senza dare alcuna importanza al Suo Messaggio. I cattivi, sui quali non è ancora caduta la punizione divina, continuano anche essi la loro vita peccaminosa, senza curarsi del Messaggio. Ma mi creda, Padre, Dio punirà il mondo e lo farà in modo terribile. La punizione del Cielo è imminente.”

    […]

    Il peccato contro lo Spirito Santo

    “La terza ragione è che, nei piani della Divina Provvidenza, quando Dio è costretto a punire il mondo, prima di farlo cerca di correggerlo con tutti gli altri rimedi possibili. Ora, quando vede che il mondo non presta alcuna attenzione ai Suoi messaggi allora, come diciamo nel nostro linguaggio imperfetto, Egli ci offre ‘con un certo timore’ l’ultima possibilità di salvezza, l’intervento della Sua Santissima Madre. Lo fa ‘con un certo timore’ perché, se anche quest’ultima risorsa non avrà successo, non potremo più sperare in nessun tipo di perdono dal Cielo, perché ci saremo macchiati di quello che il Vangelo definisce un peccato contro lo Spirito Santo. Questo peccato consiste nell’aperto rifiuto, pienamente consapevole e volontario, della possibilità di salvezza che ci viene offerta.”

    1. Signor Fabrizi Guidici, mi piacciono questi commenti dal punto di vista che ho l’impressione che nel mezzo alla confusione catechetica esiste una vena comune: si sente in certo fuoco al posteriore per presagi di sfortuna e catastrofi. Magari le vibrazioni sismiche in centro Italia hanno ridestato la nostra fragilita’ di fronte al generale destino dell’Umanita’ e un sottofondo di possibile Giustizia del Padrone di Casa per mettere a squadra gl’affitti degl’inquilini.
      Cordiali saluti, Paul

  64. Luigi

    Così scriveva Benedetto XV, il 19 febbraio del 1917 (grassetti miei):

    “Lo spirito del cristiano consiste nel riconoscere Iddio come nostro Padrone assoluto e come nostro Sovrano Legislatore. A questo spirito si informano la fedeltà del servo, la sottomissione e l’obbedienza del suddito. Oh! intendete dunque bene, dilettissimi figli, che nell’imminente Quaresima dovrete anzitutto difendere i diritti di Dio sulle creature, non allontanandone il pensiero se non per insistere sui doveri delle creature stesse verso Iddio. Tutto ciò che accade nel mondo dev’essere spiegato alla luce della fede. Questo ammirabile lume, per non accennare che ad una parte dei suoi insegnamenti, ci fa comprendere che le private sventure sono meritati castighi, o almeno esercizio di virtù per gli individui, e che i pubblici flagelli sono espiazione delle colpe onde le pubbliche autorità e le nazioni si sono allontanate da Dio. I sacri oratori che, ad imitazione di San Paolo, vogliano rinnovata nel mondo la manifestazione dello spirito cristiano « in ostensione spiritus », devono dunque esortare i fedeli a ricevere dalle mani di Dio così le private sventure come i pubblici flagelli, senza punto mormorare contro la Divina Provvidenza, ma procurando di placare la Giustizia Divina per le colpe degli individui e delle nazioni.

    Ciao.
    Luigi

  65. Fabrizio Giudici

    “Quello che non condivido è quindi chi vede il terremoto come castigo divino “in se”.”

    Certamente non è come Giove che manda fulmini, deterministicamente e prendendo la mira. Ma non vedo molta gente in giro che sostiene questa cosa. È semmai un’ignoranza degli atei che viene proiettata sul pensiero cristiano.

    “Ovvero che non c’è nessun paragone possibile tra terremoti, ad esempio, e miracoli”

    Ma nessuno dice che devono sempre essere miracoli. Il castigo è generalmente anche un segno, ovvero un messaggio. Il segno non è necessariamente un miracolo. Come ho già scritto, il triplice canto del gallo era un segno chiarissimo per Pietro – l’aveva preavvisato Gesù in persona – ed è un evento assolutamente normale. L’aurora boreale del 1938 era di eccezionale ampiezza, ma ogni tanto capitano, non era certo un miracolo: ma Suor Lucia poté interpretarla come un segno dell’imminente guerra, perché aveva avuto un preavviso. Altre aurore boreali simili si sono certamente verificate prima e ne verranno altre, ma non necessariamente vorranno dire qualcosa. Per questo l’obiezione che certi fanno: ma i terremoti non capitano in certi stati dove, parimenti, viene disprezzata la legge di Dio, non ha senso.

    “Quello che intendevo dire è che, sostanzialmente, non riesco a vedere la “mano divina” nei terremoti per un motivo molto semplice: essi accadono sempre in zone sismiche.”

    Se tu avessi capito quello che dice Roberto, ti porresti la domanda: perché le zone sismiche sono quelle e non altre? Appurato che le zone sismiche esistono e sono certe (e la scienza lo appura a posteriori, in base ad un dato statistico) è in grado di fare una flebile previsione, che la maggior parte dei terremoti capiteranno in quelle zone. Un giorno – forse – potrà anche riuscire a leggere bene certi dati e far previsioni più precise, ma questo non cambia minimamente la prospettiva. Infatti, se chiedi alla scienza: perché le zone sismiche sono quelle? Risponderà qualcosa collegato alle faglie e alla morfologia del territorio. Ma se uno continua a fare, con la spontaneità dei bambini, il gioco dei perché, si arriva velocemente ad un punto in cui la scienza non è più capace di rispondere.

    Alla luce del segno, uno dei quali è certamente legato al crollo della civiltà europea e quindi a Norcia: la scienza sa rispondere perché San Benedetto è nato in una zona sismica? No. Sa controbattere in modo tipo: ah, ogni posto d’Italia è legato a un santo e quindi ovunque fosse capitato un terremoto si sarebbe collegato in qualche modo ad un messaggio soprannaturale. Questo è il discorso dei “se e dei ma”. Il fatto è che in tutti i media il messaggio evidente consegnato dalle immagini è stato: crolla la Chiesa di San Benedetto. Tralascio il fatto che ci sono altre correlazioni temporali dell’evento, che qualcuno prima o poi tirerà fuori, ma che ora non è il caso di discutere.

    Come vedi, la scienza riesce solo a creare catene causali. Ad un certo punto è obbligata a tirare fuori il “caso”, tutta trionfante, ma è solo una foglia di fico per nascondere il fatto che non è in grado di dare ulteriori risposte. Gli stolti si accontentano della foglia di fico.

  66. Rimane comunque sempre piuttosto ardito affermare che specificatamente l’avvenimento X o Y siano castighi* che Egli infligge, a meno che non vi sia un particolare dono di discernimento e un mandato di Dio stesso ad alcuno.
    Non è forse la storia e il compito degli antichi Profeti, talvolta persino recalcitranti difronte a questo compito?

    La questione che resta è più precisamente se in assoluto si può escludere che i “cataclismi”, siano un richiamo di Dio all’Umanità che ha dimenticato il Suo Creatore e le leggi promulgate per la stessa salvezza del’Uomo.
    Dai cataclismi su portata planetaria il passo a quelli che coinvolgono le singole vite in singoli episodi di “vita privata”, il passo non è così lungo e la domanda resta una domanda fondamentale.

    (*) dobbiamo puoi sempre correttamente intendere il termine castigo.
    Castigo non è mai per “vendetta”, ma per rendere “casti”, portare alla purezza… credo qui sia già stato detto.

    1. Giusi

      Non ti preoccupare Bariom: abbiamo un Papa misericordiosissimo che sicuramente prenderà le difese di un suo figlio fedele che lo ha sostenuto pure nelle critiche ad Amoris laetitia! O no?

    2. Seguendo il tuo link ho letto il comunicato stampa della “Associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale” che annuncia la querela a P. Cavalcoli.
      La mia metà ottimista si augura che qualcuno prima o poi ascolti la famosa risposta o ne legga la trascrizione.
      La mia metà pessimista si dice: sta a vedere che il polverone sollevato da Becciu e compagni è quel che mancava per ritirar fuori dal cassetto la proposta di legge Scalfarotto.

      1. Fabrizio Giudici

        “La mia metà pessimista si dice: sta a vedere che il polverone sollevato da Becciu e compagni è quel che mancava per ritirar fuori dal cassetto la proposta di legge Scalfarotto.”

        Ehhhhh… “profeta di sventura”!

  67. Fabrizio Giudici

    “Rimane comunque sempre piuttosto ardito affermare che specificatamente l’avvenimento X o Y siano castighi* che Egli infligge, a meno che non vi sia un particolare dono di discernimento e un mandato di Dio stesso ad alcuno.”

    Certo. Rimane ardito legarli esclusivamente ad un certo fatto, come da polemica p.es. sulla legge Cirinnà. Infatti nessuno lo sta facendo, Padre Cavalcoli non l’ha fatto. Il legame semmai è a tutte le cose gravi che il mondo sta facendo, tra cui il ribaltamento della verità a proposito dell’omosessualità e l’attacco al matrimonio della Cirinnà è una delle componenti.

    Quanto al dono di discernimento… Abbiamo una certa quantità di mistici riconosciuti dalla Chiesa che ne hanno parlato. Inutile ripetermi, basta rileggere quello che ho riportato da Suor Lucia ieri sera.

      1. Beatrice

        @Giusi
        Ammettilo: l’hai messo per me il video, perché sai che ormai sono diventata una sua fan! Devo dire che purtroppo ha confermato la prima impressione che mi ero fatta su di lei, ma è giovane, c’è ancora speranza per lei, confido nell’azione dello Spirito Santo! Del resto quando è uscita fuori la scritta “gli occhi a cuoricino sono per il Mons. Dario Viganò” con il sottofondo musicale stile “tempo delle mele” ho pensato “ok, decisamente deve ancora maturare un pochino!”

  68. Fabrizio Giudici

    Essendo ormai una serie di post che va nella stessa direzione, direi che ci siamo anche persi Socci, almeno su questo tema.

    1. Giusi

      Socci non crede nelle redenzioni perlomeno non in quelle repentine…… Anche Valli non lo convince. Comunque questa volta non sono d’accordo con lui e mi pare che non abbia approfondito quello che ha detto Cavalcoli adeguandosi a quello che è stato fatto passare.

      1. Fabrizio Giudici

        “E’ che tra Socci e isoladipatmos non corre buon sangue, ovviamente.”

        Non è certo un buon comportamento cristiano mettere le proprie beghe personali davanti alla difesa della verità, specialmente nelle circostanze eccezionali di cui siamo testimoni.

        Faccio presente che dalle parti di Risposta Cristiana, per esempio, non corre parimenti buon sangue per l’isola di Patmos, parte per certe posizioni teologiche di padre Cavalcoli, parte per un opposto sentimento, diciamo così, nei confronti della FSSPX. Tuttavia hanno pubblicato un articolo difensivo di Cavalcoli, pur mantenendo le distanze sul resto, ed il direttore del sito in un commento ha scritto:

        [N]on condivido molte cose dette da Padre Cavalcoli (lei cita, ad esempio, l’aver difeso l’indifendibile Amoris Laetitia: concordo). Ma ora Padre Cavalcoli ha subito un abuso e l’ha subito perchè ha ricordato la dottrina della Chiesa. Quindi ritengo giusto e doveroso essere con lui solidali.

  69. Gianfranco Falcone

    Ho esitato a lungo, dubbioso se esprimere o no il mio pensiero, non tanto perché (ma lo sapevo!) partendo da Lutero siamo arrivati al terremoto, quanto perchè so quanto sia grande il rischio della divisione e delle polemiche. A me fanno tanto male, e ,se non ho la fondata speranza di non alimentarle, non raramente preferisco tacere. Bene, confido che crederete alle mie buone intenzioni e copio un pezzetto di una lettera scritta a una mia zia qualche anno fa. Ho scoperto che bene e male non evaporano facilmente e senza conseguenze: hanno effetti su altri che teoricamente non dovrebbero entrarci niente, e che nell’un caso sono arricchiti di grazie immeritate, e nell’altro devono portare, liberamente costretti, un pezzetto di croce di tutti i mali del mondo. Questa è la spiegazione del dolore degli innocenti, eterno interrogativo e scandalo dell’umanità. Solo che Dio la croce prima te la dà e poi (forse quando siamo diventati capaci di capire e rispondere, forse) ti chiede che ne pensi e se sei disposto. Però se dici sì, se capisci, provi la grande pace della Sua presenza). Diceva il laico (?) poeta Cleonte: “Il fato se lo assecondi ti conduce, se lo rifiuti ti trascina”.
    Ecco il peccato originale e le sue conseguenze di morti, di malattie, di terremoti, di guerre, di alluvioni, di torri di Siloe che colpiscono senza andare troppo per il sottile. Adesso, guardando oltre la mia piccola persona e allargando l’obiettivo, lo capisco, finalmente. Ma molti non capiranno e non accetteranno, perché non siamo abituati a pensare che siamo tutti legati da fili invisibili ma reali. Al massimo, siamo disposti a credere in un premio e un castigo assolutamente personali e individuali. Che c’entro io col peccato del mio vicino (o lontano)? Se ci si azzarda ad andare oltre questa responsabilità dei singoli, si diventa oggi politicamente scorretti. Ma cosa hanno da rispondere, diversamente, i teologi politicamente corretti a un terremotato che vuol sapere come mai un Dio onnipotente e buono non può far nulla per impedire un terremoto? La faglia? Ma Dio non dovrebbe essere più forte di tutte le faglie di questo mondo? Mi si dirà che ho scoperto l’acqua calda perché la comunione dei Santi non l’ho inventata io ( anche se siamo abituati a pensarla in termini di bene, mai di male), ma altro è saperlo, altro “capirlo”. E’ questa è Grazia.

    1. Alessandro

      @Gianfranco Falcone

      Tutti gli argomenti che escludono ogni coinvolgimento di Dio col terremoto, quasi a volerLo scagionare da un reato particolarmente nefando contestatoGli, sono impotenti alla radice perché, se si accetta che Dio è onnipotente e se il terremoto accade, il MINIMO che si deve riconoscere per non contraddirsi è che Dio 1) poteva evitarlo 2) ma ha permesso che accadesse.

      Chi inorridisce al pensiero del Dio che castiga tramite il terremoto non si accorge che, quantomeno, Dio onnipotente, malgrado, in quanto onnipotente, avrebbe potuto impedire che il terremoto accadesse, non l’ha impedito. E quindi, se il terremoto ha causato sofferenze e morti, Dio avrebbe potuto impedire quelle sofferenze e quelle morti ma non l’ha impedite. (A nulla valgono le obiezioni del tipo: è colpa dell’uomo che costruisce male e in zone sismiche. Dio onnipotente, infatti, se avesse voluto, avrebbe potuto ovviare all’imprudenza dell’uomo e impedire che il terremoto si abbattesse in zone nelle quali gli edifici sono costruiti in modo tale da crollare addosso a chi ci vive).

      Mons. Becciu e chi la pensa come lui dovrebbero dunque rispondere a questa domanda: se ti fa schifo pensare che Dio castighi tramite il terremoto, non ti dovrebbe fare altrettanto schifo che Dio onnipotente, pur potendo evitare che il terremoto accada e quindi pur potendo evitare che il terremoto sparga lutti e sofferenze, permette che il terremoto avvenga e sparga lutti e sofferenze?

      Come si esce da questa apparente aporia di un Dio-Amore che sembra crudele? Non girando la testa dall’altra parte, ma ascoltando la Rivelazione e la retta ragione.

      E’ quello che ho cercato di fare qui:

      https://costanzamiriano.com/2016/11/04/la-salvezza-ci-interessa-eccome/#comment-120143

      In sintesi, non si scappa: il terremoto, con le sofferenze e i lutti che ne derivano, sono permessi da Dio. Chi patisce queste sofferenze ha ragione a ritenere che Dio c’entri col terremoto. Dio ha permesso quella sofferenza, c’entra eccome. Quindi, chi patisce sofferenze per il terremoto non può che 1) o rimproverare Dio (è la via sventurata che porta a rinnegarLo), ritenendosi vittima innocente di una crudeltà 2) o accettare la sofferenza come mezzo per purificarsi e per aiutare gli altri fratelli peccatori a purificarsi, a somiglianza di Cristo che, Innocentissimo, si addossò tutti i peccati al posto di altri e a beneficio di altri.
      Se non vuole commettere l’errore di dubitare della Bontà e della Giustizia di Dio e al contempo se non vuole commettere l’errore di negare l’Onnipotenza di Dio, non resta dunque al sofferente che a) non indorarsi la pillola, non ingannarsi, cioè riconoscere che Dio c’entra eccome con quella sofferenza, se non altro perché poteva risparmiartela e non l’ha fatto; b) riconoscere che quella sofferenza che Dio ha permesso non è iniqua, non è ingiusta, non è un atto di sordido sadismo divino perpetrato a tua rovina.

      Che significa concretamente che quella sofferenza che Dio ha permesso non è iniqua, non è ingiusta? E’ quello che cercavo di argomentare nel mio commento linkato: quella sofferenza o è un castigo (punizione) giusto per un peccato personale, o è una sofferenza che colpisce un innocente (non nel senso che esista un essere umano assolutamente innocente, assolutamente incolpevole perfino del minimo peccato veniale, ma nel senso che quella sofferenza non è un castigo per un peccato personale). Dell’un caso e dell’altro ho detto sinteticamente nel commento linkato.
      (A nulla valgono dunque le obiezioni secondo cui è impossibile che un terremoto sia castigo di Dio, in quanto si sa che un terremoto colpisce colpevoli e innocenti e quindi se Dio castigasse con un terremoto punirebbe – iniquamente, e quindi in modo che disdice al Giustissimo – sia il colpevole sia l’innocente; il ragionamento che ho svolto qua e nel commento precedente mostra come anche la sofferenza che colpisce l’innocente sia permessa di Dio e nondimeno non sia ingiusta, iniqua, crudele, vessatoria).

      Quanto alla calamità che infligge sofferenza come castigo giusto per un peccato personale, va sempre ricordato che il giusto castigo per il peccato personale non è inflitto da Dio solo per ristabilire la giustizia violata dal peccatore (non è solo pena retributiva), ma è anche pena medicinale, cioè sprone perché il medesimo peccatore, istruito alla scuola della sofferenza, rifiuti la malattia del peccato personale, si converta, si ravveda, rettifichi il proprio rapporto con Dio.

      Per dirla con Pio XII: “Nel castigo persiste il confronto fra le stesse due persone, Iddio e l’uomo, fra le stesse volontà; ma ora, imponendo alla volontà del ribelle la sofferenza, Iddio lo costringe a sottomettersi al suo volere, alla legge e al diritto del Creatore, e a restaurare così l’ordine infranto.

      Il castigo divino però non esaurisce in tal guisa tutto il suo senso, almeno in questo mondo e per il tempo della vita terrena. Esso ha anche altri scopi, che sono anzi, in parte, preponderanti. Spesso infatti le pene volute da Dio sono piuttosto un rimedio che un mezzo di espiazione, piuttosto « poenae medicinales » che « poenae vindicativae ». Esse ammoniscono il reo a riflettere sulla sua colpa e sul disordine delle sue azioni, e lo inducono a distaccarsene ed a convertirsi.”

      1. Miles

        “Tutti gli argomenti che escludono ogni coinvolgimento di Dio col terremoto, quasi a volerLo scagionare da un reato particolarmente nefando contestatoGli, sono impotenti alla radice perché, se si accetta che Dio è onnipotente e se il terremoto accade, il MINIMO che si deve riconoscere per non contraddirsi è che Dio 1) poteva evitarlo 2) ma ha permesso che accadesse.”

        Esattamente come, se un drogato si butta da un palazzo, Dio potrebbe, volendo, fare un miracolo e farlo atterrare dolcemente al suolo; quante volte è successo?

        “Chi inorridisce al pensiero del Dio che castiga tramite il terremoto non si accorge che, quantomeno, Dio onnipotente, malgrado, in quanto onnipotente, avrebbe potuto impedire che il terremoto accadesse, non l’ha impedito. E quindi, se il terremoto ha causato sofferenze e morti, Dio avrebbe potuto impedire quelle sofferenze e quelle morti ma non l’ha impedite. (A nulla valgono le obiezioni del tipo: è colpa dell’uomo che costruisce male e in zone sismiche. Dio onnipotente, infatti, se avesse voluto, avrebbe potuto ovviare all’imprudenza dell’uomo e impedire che il terremoto si abbattesse in zone nelle quali gli edifici sono costruiti in modo tale da crollare addosso a chi ci vive).”

        Te la metto giù in un altro modo: se è per questo Dio potrebbe anche impedire che uno si butti dal decimo piano, mandandogli un angelo o lo spirito di un parente defunto che lo dissuada da tale proposito; eppure, normalmente almeno, non lo fa.

        Perciò l’obiezione sull’uomo che costruisce male in zone sismiche vale eccome, poichè sia se mi butto dal decimo piano, sia se costruisco in zone sismiche, in entrambi i casi (non essendo immortale e vivendo in un mondo con una natura ferita) se ne pagano le conseguenze.

        Perciò secondo me non ha davvero senso continuare a battere su questo tasto: nella natura ci sono precise leggi e andandovi contro si paga.

        Quando vedremo un terremoto devastante in Sardegna o in zone non sismiche allora si potrà parlare di castigo divino, fino ad allora non ha senso relazionare i terremoti al castigo divino più di quanto non l’abbia relazionarvi la legge di gravità che fa si che uno si sfracelli buttandosi dal decimo piano, per i motivi già esposti.

        Io capisco che su questo blog, complice la diffusa ostilità verso questo papato, tutto ciò che esalti la giustizia di Dio venga visto con favore e tutto ciò che esalti la Sua Misericordia venga visto con diffidenza (essendo la Misericordia il cardine di questo Pontificato), ma in questo caso non c’è proprio bisogno di tirare in mezzo Dio.

        Dio fa miracoli, ma non possiamo pretenderli come normalità: non possiamo pretendere che se costruiamo in zone sismiche faccia il miracolo di non fare avvenire terremoti o che, se ci buttiamo dal decimo piano, ci faccia poggiare dolcemente al suolo.

    2. Paul Candiago

      Signori Gianfranco, Costanza: come siamo fuori strada……..dalla Croce… e sempre peggio….ma le profezie si devono avverare.

      L’apostasia generale nella Chiesa e’ gia’ arrivata all’uscio e divampa come fuoco sui prati d’ erba secca.

      Si dilaga e divampa al soffiare intenso del razionalismo umano, come vediamo in molti commenti, diventata fede moderna in costante contestazione al Deposito della Fede Cattolica.

      ( Signore perche’ non hai visto quando intellettualmente siamo avanzati per accettare e far nostra la Tua Parola di Verita’ Eterna per le menti che ci hai donato e spiegarci piu’ chiaramente il Discorso delle Beatitudini perche’ e’ difficile da capire ed estremante contrario alla nostra razionale volonta’)

      Il Fumo apostata gia’ entra e mina il Magisterio della Una Santa Cattolica Apostolica Chiesa Romana, se esiste ancora come tale?

      Il Mistero dell’Iniquita’ prende il suo corso… poi: Vieni Gesu’,Vieni Gesu’!

      Cordiali saluti, Paul

  70. Fabrizio Giudici

    @Gianfranco Falcone “Che c’entro io col peccato del mio vicino (o lontano)? Se ci si azzarda ad andare oltre questa responsabilità dei singoli, si diventa oggi politicamente scorretti.”

    Esatto. Io non so a chi è attribuito questo paragone, ma ricordo una cosa tipo: il peccato è come un grande mare a cui ognuno dà il suo piccolo o grande contributo. E poi da quel mare, come per il ciclo dell’acqua, arrivano uragani che colpiscono tutti.

    La faglia? Ma Dio non dovrebbe essere più forte di tutte le faglie di questo mondo?

    Infatti, se si rinuncia a predicare il legame tra peccato originale e le catastrofi naturali, è inevitabile una di queste conseguenze: o che Dio è cattivo, perché le permette senza motivo; o che Dio non è onnipotente, e non ha il controllo totale sul cosmo; o che Dio, dopo aver fissato le leggi del cosmo, lascia che questo vada avanti da solo, disinteressandosene. Tutte eresie.

    Traparentesi, basare i dubbi sulla considerazione delle sofferenze degli innocenti, come fanno certi, è incoerente. Che le guerre siano un castigo per le colpe degli uomini, almeno per ora non lo nega nessuno; anche perché il nesso causale qui è più chiaro. Ma anche le guerre, come le catastrofi naturali, colpiscono anche un gran numero di innocenti. Mica solo chi le causa.

  71. Cavaliere di San Michele

    Ma possibile che nessuno ricordi piu’ cosa ci insegnavano a scuola i grandi autori italiani e cristiani? In tutto questo dibattere di sciagure naturali, castighi di Dio e misericordia, solo a me e’ venuta in mente questa pagina del piu’ grande romanziere italiano? (no, non e’ Umberto Eco…)

    La citazione e’ lunghetta (chiedo scusa, non e’ mia abitudine), ma ne vale la pena.

    “Ma la consolazione di Renzo nel ritrovare il suo buon frate, non fu intera neppure un momento: nell’atto stesso d’accertarsi ch’era lui, dovette vedere quant’era mutato. Il portamento curvo e stentato; il viso scarno e smorto; e in tutto si vedeva una natura esausta, una carne rotta e cadente, che s’aiutava e si sorreggeva, ogni momento, con uno sforzo dell’animo.
    Andava anche lui fissando lo sguardo nel giovine che veniva verso di lui, e che, col gesto, non osando con la voce, cercava di farsi distinguere e riconoscere. – Oh padre Cristoforo! – disse poi, quando gli fu vicino da poter esser sentito senza alzar la voce.
    – Tu qui! – disse il frate, posando in terra la scodella, e alzandosi da sedere.
    – Come sta, padre? come sta?
    – Meglio di tanti poverini che tu vedi qui, – rispose il frate: e la sua voce era fioca, cupa, mutata come tutto il resto. L’occhio soltanto era quello di prima, e un non so che più vivo e più splendido; quasi la carità, sublimata nell’estremo dell’opera, ed esultante di sentirsi vicina al suo principio, ci rimettesse un fuoco più ardente e più puro di quello che l’infermità ci andava a poco a poco spegnendo.
    – Ma tu, – proseguiva, – come sei qui? perché vieni così ad affrontar la peste?
    – L’ho avuta, grazie al cielo. Vengo… a cercar di… Lucia.
    – Lucia! è qui Lucia?
    – È qui: almeno spero in Dio che ci sia ancora.
    – È tua moglie?
    – Oh caro padre! no che non è mia moglie. Non sa nulla di tutto quello che è accaduto?
    – No, figliuolo: da che Dio m’ha allontanato da voi altri, io non n’ho saputo più nulla; ma ora ch’Egli mi ti manda, dico la verità che desidero molto di saperne. Ma… e il bando?
    – Le sa dunque, le cose che m’hanno fatto ?
    – Ma tu, che avevi fatto?
    – Senta, se volessi dire d’aver avuto giudizio, quel giorno in Milano, direi una bugia; ma cattive azioni non n’ho fatte punto.
    – Te lo credo, e lo credevo anche prima.
    – Ora dunque le potrò dir tutto.
    – Aspetta, – disse il frate; e andato alcuni passi fuor della capanna, chiamò: – padre Vittore! – Dopo qualche momento, comparve un giovine cappuccino, al quale disse: – fatemi la carità, padre Vittore, di guardare anche per me, a questi nostri poverini, intanto ch’io me ne sto ritirato; e se alcuno però mi volesse, chiamatemi. Quel tale principalmente! se mai desse il più piccolo segno di tornare in sé, avvisatemi subito, per carità.
    – Non dubitate, – rispose il giovine; e il vecchio, tornato verso Renzo, – entriamo qui, – gli disse. – Ma… – soggiunse subito, fermandosi, – tu mi pari ben rifinito: devi aver bisogno di mangiare.
    – È vero, – disse Renzo: – ora che lei mi ci fa pensare, mi ricordo che sono ancora digiuno.
    – Aspetta, – disse il frate; e, presa un’altra scodella, l’andò a empire alla caldaia: tornato, la diede, con un cucchiaio, a Renzo; lo fece sedere sur un saccone che gli serviva di letto; poi andò a una botte ch’era in un canto, e ne spillò un bicchier di vino, che mise sur un tavolino, davanti al suo convitato; riprese quindi la sua scodella, e si mise a sedere accanto a lui.
    – Oh padre Cristoforo! – disse Renzo: – tocca a lei a far codeste cose? Ma già lei è sempre quel medesimo. La ringrazio proprio di cuore.
    – Non ringraziar me, – disse il frate: – è roba de’ poveri; ma anche tu sei un povero, in questo momento. Ora dimmi quello che non so, dimmi di quella nostra poverina; e cerca di spicciarti; ché c’è poco tempo, e molto da fare, come tu vedi.
    Renzo principiò, tra una cucchiaiata e l’altra, la storia di Lucia: com’era stata ricoverata nel monastero di Monza, come rapita… All’immagine di tali patimenti e di tali pericoli, al pensiero d’essere stato lui quello che aveva indirizzata in quel luogo la povera innocente, il buon frate rimase senza fiato; ma lo riprese subito, sentendo com’era stata mirabilmente liberata, resa alla madre, e allogata da questa presso a donna Prassede.
    – Ora le racconterò di me, – proseguì Renzo; e raccontò in succinto la giornata di Milano, la fuga; e come era sempre stato lontano da casa, e ora, essendo ogni cosa sottosopra, s’era arrischiato d’andarci; come non ci aveva trovato Agnese; come in Milano aveva saputo che Lucia era al lazzeretto. – E son qui, – concluse, – son qui a cercarla, a veder se è viva, e se… mi vuole ancora… perché… alle volte…
    – Ma, – domandò il frate, – hai qualche indizio dove sia stata messa, quando ci sia venuta?
    – Niente, caro padre; niente se non che è qui, se pur la c’è, che Dio voglia!
    – Oh poverino! ma che ricerche hai tu finora fatte qui?
    – Ho girato e rigirato; ma, tra l’altre cose, non ho mai visto quasi altro che uomini. Ho ben pensato che le donne devono essere in un luogo a parte, ma non ci sono mai potuto arrivare: se è così, ora lei me l’insegnerà.
    – Non sai, figliuolo, che è proibito d’entrarci agli uomini che non abbiano qualche incombenza?
    – Ebbene, cosa mi può accadere?
    – La regola è giusta e santa, figliuolo caro; e se la quantità e la gravezza de’ guai non lascia che si possa farla osservar con tutto il rigore, è una ragione questa perché un galantuomo la trasgredisca?
    – Ma, padre Cristoforo! – disse Renzo: – Lucia doveva esser mia moglie; lei sa come siamo stati separati; son venti mesi che patisco, e ho pazienza; son venuto fin qui, a rischio di tante cose, l’una peggio dell’altra, e ora…
    – Non so cosa dire, – riprese il frate, rispondendo piùttosto a’ suoi pensieri che alle parole del giovine: – tu vai con buona intenzione; e piacesse a Dio che tutti quelli che hanno libero l’accesso in quel luogo, ci si comportassero come posso fidarmi che farai tu. Dio, il quale certamente benedice questa tua perseveranza d’affetto, questa tua fedeltà in volere e in cercare colei ch’Egli t’aveva data; Dio, che è più rigoroso degli uomini, ma più indulgente, non vorrà guardare a quel che ci possa essere d’irregolare in codesto tuo modo di cercarla. Ricordati solo, che, della tua condotta in quel luogo, avremo a render conto tutt’e due; agli uomini facilmente no, ma a Dio senza dubbio. Vien qui -. In così dire, s’alzò, e nel medesimo tempo anche Renzo; il quale, non lasciando di dar retta alle sue parole, s’era intanto consigliato tra sé di non parlare, come s’era proposto prima, di quella tal promessa di Lucia. «Se sente anche questo, – aveva pensato, – mi fa dell’altre difficoltà sicuro. O la trovo; e saremo sempre a tempo a discorrerne; o… e allora! che serve?»
    Tiratolo sull’uscio della capanna, ch’era a settentrione, il frate riprese: – Senti; il nostro padre Felice, che è il presidente qui del lazzeretto, conduce oggi a far la quarantina altrove i pochi guariti che ci sono. Tu vedi quella chiesa lì nel mezzo… – e, alzando la mano scarna e tremolante, indicava a sinistra nell’aria torbida la cupola della cappella, che torreggiava sopra le miserabili tende; e proseguì: – là intorno si vanno ora radunando, per uscire in processione dalla porta per la quale tu devi essere entrato.
    – Ah! era per questo dunque, che lavoravano a sbrattare la strada.
    – Per l’appunto: e tu devi anche aver sentito qualche tocco di quella campana.
    – N’ho sentito uno.
    – Era il secondo: al terzo saran tutti radunati: il padre Felice farà loro un piccolo discorso; e poi s’avvierà con loro. Tu, a quel tocco, portati là; cerca di metterti dietro quella gente, da una parte della strada, dove, senza disturbare, né dar nell’occhio, tu possa vederli passare; e vedi… vedi… se la ci fosse. Se Dio non ha voluto che la ci sia; quella parte, – e alzò di nuovo la mano, accennando il lato dell’edifizio che avevan dirimpetto: – quella parte della fabbrica, e una parte del terreno che è lì davanti, è assegnata alle donne. Vedrai uno stecconato che divide questo da quel quartiere, ma in certi luoghi interrotto, in altri aperto, sicché non troverai difficoltà per entrare. Dentro poi, non facendo tu nulla che dia ombra a nessuno, nessuno probabilmente non dirà nulla a te. Se però ti si facesse qualche ostacolo, dì che il padre Cristoforo da *** ti conosce, e renderà conto di te. Cercala lì; cercala con fiducia e… con rassegnazione. Perché, ricordati che non è poco ciò che tu sei venuto a cercar qui: tu chiedi una persona viva al lazzeretto! Sai tu quante volte io ho veduto rinnovarsi questo mio povero popolo! quanti ne ho veduti portar via! quanti pochi uscire!… Va’ preparato a fare un sacrifizio…
    – Già; intendo anch’io, – interruppe Renzo stravolgendo gli occhi, e cambiandosi tutto in viso; – intendo! Vo: guarderò, cercherò, in un luogo, nell’altro, e poi ancora, per tutto il lazzeretto, in lungo e in largo… e se non la trovo!…
    – Se non la trovi? – disse il frate, con un’aria di serietà e d’aspettativa, e con uno sguardo che ammoniva.
    Ma Renzo, a cui la rabbia riaccesa dall’idea di quel dubbio aveva fatto perdere il lume degli occhi, ripeté e seguitò: – se non la trovo, vedrò di trovare qualchedun altro. O in Milano, o nel suo scellerato palazzo, o in capo al mondo, o a casa del diavolo, lo troverò quel furfante che ci ha separati; quel birbone che, se non fosse stato lui, Lucia sarebbe mia, da venti mesi; e se eravamo destinati a morire, almeno saremmo morti insieme. Se c’è ancora colui, lo troverò…
    – Renzo! – disse il frate, afferrandolo per un braccio, e guardandolo ancor più severamente.
    – E se lo trovo, – continuò Renzo, cieco affatto dalla collera, – se la peste non ha già fatto giustizia… Non è più il tempo che un poltrone, co’ suoi bravi d’intorno, possa metter la gente alla disperazione, e ridersene: è venuto un tempo che gli uomini s’incontrino a viso a viso: e… la farò io la giustizia!
    – Sciagurato! – gridò il padre Cristoforo, con una voce che aveva ripresa tutta l’antica pienezza e sonorità: – sciagurato! – e la sua testa cadente sul petto s’era sollevata; le gote si colorivano dell’antica vita; e il fuoco degli occhi aveva un non so che di terribile.
    – Guarda, sciagurato! – E mentre con una mano stringeva e scoteva forte il braccio di Renzo, girava l’altra davanti a sé, accennando quanto più poteva della dolorosa scena all’intorno. – Guarda chi è Colui che gastiga! Colui che giudica, e non è giudicato! Colui che flagella e che perdona! Ma tu, verme della terra, tu vuoi far giustizia! Tu lo sai, tu, quale sia la giustizia! Va’, sciagurato, vattene! Io, speravo… sì, ho sperato che, prima della mia morte, Dio m’avrebbe data questa consolazione di sentir che la mia povera Lucia fosse viva; forse di vederla, e di sentirmi prometter da lei che rivolgerebbe una preghiera là verso quella fossa dov’io sarò. Va’, tu m’hai levata la mia speranza. Dio non l’ha lasciata in terra per te; e tu, certo, non hai l’ardire di crederti degno che Dio pensi a consolarti. Avrà pensato a lei, perché lei è una di quell’anime a cui son riservate le consolazioni eterne. Va’! non ho più tempo di darti retta.
    E così dicendo, rigettò da sé il braccio di Renzo, e si mosse verso una capanna d’infermi.
    – Ah padre! – disse Renzo, andandogli dietro in atto supplichevole: – mi vuol mandar via in questa maniera?
    – Come! – riprese, con voce non meno severa, il cappuccino. – Ardiresti tu di pretendere ch’io rubassi il tempo a questi afflitti, i quali aspettano ch’io parli loro del perdono di Dio, per ascoltar le tue voci di rabbia, i tuoi proponimenti di vendetta? T’ho ascoltato quando chiedevi consolazione e aiuto; ho lasciata la carità per la carità; ma ora tu hai la tua vendetta in cuore: che vuoi da me? vattene. Ne ho visti morire qui degli offesi che perdonavano; degli offensori che gemevano di non potersi umiliare davanti all’offeso: ho pianto con gli uni e con gli altri; ma con te che ho da fare?
    – Ah gli perdono! gli perdono davvero, gli perdono per sempre! – esclamò il giovine.
    – Renzo! – disse, con una serietà più tranquilla, il frate: pensaci; e dimmi un poco quante volte gli hai perdonato.
    E, stato alquanto senza ricever risposta, tutt’a un tratto abbassò il capo, e, con voce cupa e lenta, riprese: – tu sai perché io porto quest’abito.
    Renzo esitava.
    – Tu lo sai! – riprese il vecchio.
    – Lo so, – rispose Renzo.
    – Ho odiato anch’io: io, che t’ho ripreso per un pensiero, per una parola, l’uomo ch’io odiavo cordialmente, che odiavo da gran tempo, io l’ho ucciso.
    – Sì, ma un prepotente, uno di quelli…
    – Zitto! – interruppe il frate: – credi tu che, se ci fosse una buona ragione, io non l’avrei trovata in trent’anni? Ah! s’io potessi ora metterti in cuore il sentimento che dopo ho avuto sempre, e che ho ancora, per l’uomo ch’io odiavo! S’io potessi! io? ma Dio lo può: Egli lo faccia!… Senti, Renzo: Egli ti vuol più bene di quel che te ne vuoi tu: tu hai potuto macchinar la vendetta; ma Egli ha abbastanza forza e abbastanza misericordia per impedirtela; ti fa una grazia di cui qualchedun altro era troppo indegno. Tu sai, tu l’hai detto tante volte, ch’Egli può fermar la mano d’un prepotente; ma sappi che può anche fermar quella d’un vendicativo. E perché sei povero, perché sei offeso, credi tu ch’Egli non possa difendere contro di te un uomo che ha creato a sua immagine? Credi tu ch’Egli ti lascerebbe fare tutto quello che vuoi? No! ma sai tu cosa puoi fare? Puoi odiare, e perderti; puoi, con un tuo sentimento, allontanar da te ogni benedizione. Perché, in qualunque maniera t’andassero le cose, qualunque fortuna tu avessi, tien per certo che tutto sarà gastigo, finché tu non abbia perdonato in maniera da non poter mai più dire: io gli perdono.
    – Sì, sì, – disse Renzo, tutto commosso, e tutto confuso: capisco che non gli avevo mai perdonato davvero; capisco che ho parlato da bestia, e non da cristiano: e ora, con la grazia del Signore, sì, gli perdono proprio di cuore.
    – E se tu lo vedessi?
    – Pregherei il Signore di dar pazienza a me, e di toccare il cuore a lui.
    – Ti ricorderesti che il Signore non ci ha detto di perdonare a’ nostri nemici, ci ha detto d’amarli? Ti ricorderesti ch’Egli lo ha amato a segno di morir per lui ?
    – Sì, col suo aiuto.
    – Ebbene, vieni con me. Hai detto: lo troverò; lo troverai. Vieni, e vedrai con chi tu potevi tener odio, a chi potevi desiderar del male, volergliene fare, sopra che vita tu volevi far da padrone.
    E, presa la mano di Renzo, e strettala come avrebbe potuto fare un giovine sano, si mosse. Quello, senza osar di domandar altro, gli andò dietro.
    Dopo pochi passi, il frate si fermò vicino all’apertura d’una capanna, fissò gli occhi in viso a Renzo, con un misto di gravità e di tenerezza; e lo condusse dentro.
    La prima cosa che si vedeva, nell’entrare, era un infermo seduto sulla paglia nel fondo; un infermo però non aggravato, e che anzi poteva parer vicino alla convalescenza; il quale, visto il padre, tentennò la testa, come accennando di no: il padre abbassò la sua, con un atto di tristezza e di rassegnazione. Renzo intanto, girando, con una curiosità inquieta, lo sguardo sugli altri oggetti, vide tre o quattro infermi, ne distinse uno da una parte sur una materassa, involtato in un lenzolo, con una cappa signorile indosso, a guisa di coperta: lo fissò, riconobbe don Rodrigo, e fece un passo indietro; ma il frate, facendogli di nuovo sentir fortemente la mano con cui lo teneva, lo tirò appiè del covile, e, stesavi sopra l’altra mano, accennava col dito l’uomo che vi giaceva.
    Stava l’infelice, immoto; spalancati gli occhi, ma senza sguardo; pallido il viso e sparso di macchie nere; nere ed enfiate le labbra: l’avreste detto il viso d’un cadavere, se una contrazione violenta non avesse reso testimonio d’una vita tenace. Il petto si sollevava di quando in quando, con un respiro affannoso; la destra, fuor della cappa, lo premeva vicino al cuore, con uno stringere adunco delle dita, livide tutte, e sulla punta nere.
    – Tu vedi! – disse il frate, con voce bassa e grave. – [B] Può esser gastigo, può esser misericordia [/B]. Il sentimento che tu proverai ora per quest’uomo che t’ha offeso, sì; lo stesso sentimento, il Dio, che tu pure hai offeso, avrà per te in quel giorno. Benedicilo, e sei benedetto. Da quattro giorni è qui come tu lo vedi, senza dar segno di sentimento. Forse il Signore è pronto a concedergli un’ora di ravvedimento; ma voleva esserne pregato da te: forse vuole che tu ne lo preghi con quella innocente; forse serba la grazia alla tua sola preghiera, alla preghiera d’un cuore afflitto e rassegnato. Forse la salvezza di quest’uomo e la tua dipende ora da te, da un tuo sentimento di perdono, di compassione… d’amore!
    Tacque; e, giunte le mani, chinò il viso sopra di esse, e pregò: Renzo fece lo stesso.
    Erano da pochi momenti in quella positura, quando scoccò la campana. Si mossero tutt’e due, come di concerto; e uscirono. Né l’uno fece domande, né l’altro proteste: i loro visi parlavano.
    – Va’ ora, – riprese il frate, – va’ preparato, sia a ricevere una grazia, sia a fare un sacrifizio; a lodar Dio, qualunque sia l’esito delle tue ricerche. E qualunque sia, vieni a darmene notizia; noi lo loderemo insieme.
    Qui, senza dir altro, si separarono; uno tornò dond’era venuto; l’altro s’avviò alla cappella, che non era lontana più d’un cento passi.”

      1. Fabrizio Giudici

        @Cavaliere di San Michele

        Letto velocemente.

        Ho molte obiezioni sul punto “La morte entrò nel mondo con il peccato?” Intanto, di metodo: la risposta è puramente personale, in contraddizione a quello che scrive San Paolo, o per lo meno come viene correntemente interpretato, ma senza nessun riferimento al Magistero. Forse per contraddire San Paolo è meglio avere qualche base più solida. Lo dico in polemica non con te, ma con quel sito: se uno magari si pone il problema che in duemila anni di storia ci sono stati cristiani che si sono posti queste domande, e che non siamo diventati improvvisamente intelligenti e curiosi solo noi, magari salta fuori che non tutto è stato chiarito, ma qualcosina è stata detta; e prima di rispondere “a buon senso”, magari ha senso fare una ricerchina. Ad esempio, al concilio di Cartagine fu stabilito che :

        http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1789

        Chiunque avrà detto che Adamo, il primo uomo, (fu) creato mortale nel senso che sia che peccasse sia che non peccasse, sarebbe corporalmente morto, avrebbe lasciato cioè il corpo non per causa del peccato, ma per una necessità della natura, sia anatema”.

        Quindi: non c’è dubbio, la morte e la sofferenza sono effetto del peccato originale.

        La risposta del sito domenicano lascia intendere che la natura contemplasse morte e sofferenza negli animali già prima del peccato originale; ma che gli uomini ne fossero preservati nel Paradiso Terrestre, che era evidentemente proprio una specie di oasi. Questo apre una serie di domande sulla natura e sugli animali, ma per quanto riguarda gli uomini la questione è chiara e dogmatica.

        E infine, la solita osservazione:

        Gesù asserisce che si trattò di una disgrazia, non di una punizione di Dio.

        Non è precisamente quello che è scritto nel Vangelo. È scritto che non erano più colpevoli degli altri, non ci piove, e quindi il concetto che non c’è necessariamente retribuzione nella vita terrena. Ma non c’è scritto “è una disgrazia”. E poi, le disgrazie sarebbero eventi casuali? Vedasi mio commento precedente.

        1. Cavaliere di San Michele

          oh, lo so che c’e’ da discutere, ed anch’io non sono del tutto d’accordo con tutto quanto. Ma tutto quel che ho letto in quel sito finora mi da’ molta piu’ speranza ed e’ assai piu’ ortodosso (o cattolico…) di tanta altra roba in giro.

  72. Giusi

    Per quelli che i precristiani…. il mitico Padre Scalese

    Parola di Dio

    Dal Secondo libro dei Maccabei, c. 6, vv. 12-17 (prima lettura dell’odierno Officium lectionis, ciclo biennale, anno II):
    Io prego coloro che avranno in mano questo libro di non turbarsi per queste disgrazie e di pensare che i castighi non vengono per la distruzione, ma per la correzione del nostro popolo. Quindi è veramente segno di grande benevolenza il fatto che agli empi non è data libertà per molto tempo, ma subito incappano nei castighi. Poiché il Signore non si propone di agire con noi come fa con le altre nazioni, attendendo pazientemente il tempo di punirle, quando siano giunte al colmo dei loro peccati; e questo per non doverci punire alla fine, quando fossimo giunti all’estremo delle nostre colpe. Perciò egli non ci toglie mai la sua misericordia, ma, correggendoci con le sventure, non abbandona il suo popolo. Ciò sia detto da noi solo per ricordare questa verità.

    Si tratta di un “interludio” teologico del sunteggiatore (il secondo libro dei Maccabei è il riassunto di un’opera in cinque libri di Giasone di Cirene) nel bel mezzo della narrazione storica. Un testo pre-cristiano, ma non pagano; un testo veterotestamentario, ma confermato dalla rivelazione del Nuovo Testamento («È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre?», Eb 12:7); un testo deuterocanonico (“apocrifo”, direbbero i protestanti), ma pur sempre canonico e ispirato. In breve, PAROLA DI DIO!

    http://querculanus.blogspot.it/2016/11/parola-di-dio.html

    1. Paul Candiago

      Gentile Signora Giusi, : come siamo fuori strada……..dalla Croce… e sempre peggio….ma le profezie si devono avverare.

      L’apostasia generale nella Chiesa e’ gia’ arrivata all’uscio e divampa come fuoco sui prati d’ erba secca.

      Si dilaga e divampa al soffiare intenso del razionalismo umano, come vediamo in molti commenti, diventata fede moderna in costante contestazione al Deposito della Fede Cattolica.

      ( Signore perche’ non hai visto quando intellettualmente siamo avanzati per accettare e far nostra la Tua Parola di Verita’ Eterna, per le menti che ci hai donato, e spiegarci piu’ chiaramente il Discorso delle Beatitudini perche’ e’ difficile da capire ed estremante contrario alla nostra razionale volonta’)

      Il Fumo apostata gia’ entra e mina il Magisterio della Una Santa Cattolica Apostolica Chiesa Romana, se esiste ancora come tale?

      Il Mistero dell’Iniquita’ prende il suo corso… poi: Vieni Gesu’,Vieni Gesu’!

      Cordiali saluti e le mie scuse se la comunicazione non e’ piu’ chiara di tanto ma non so far di meglio. Paul Candiago. (candiago.p@bmts.com)

    2. Pierangelo

      A proposito di castighi, un veggente di una certa affidabilità ha preconizzato un prossimo evento disastroso negli USA con scomparsa di un intero stato. (che sia la California ? ).

  73. Antonio Spinola

    La cosa divertente (si fa per dire) è che, per non compromettere l’immagine laica accomodante di un Dio consegnato al “politicamente corretto”, ci si ingegna per trasferire comunque sull’uomo le responsabilità dei terremoti, come ha fatto il 30 agosto scorso il Vescovo di Rieti monsignor Pompili: “Non uccide il sisma, ma l’opera dell’uomo”.

    Ricapitolando: Dio, che scateni o no terremoti non farebbe una sola vittima se non ci si mettesse in mezzo qualche criminale speculatore mafioso. Ora sì che si ragiona, e tutto torna!

  74. Roberto

    @Miles, ti rispondo qua sotto.

    “È questo che volevo dire, sostanzialmente. Ovvero che non c’è nessun paragone possibile tra terremoti, ad esempio, e miracoli: i miracoli sono sospensioni delle leggi della fisica fatti da Dio per beneficiare la persona che lo riceve, un terremoto invece non avviene contro o superando le leggi della natura, ma in accordo ad esse.”

    Certo, ma guarda che questo non può in alcun modo permettere di dire che, in quanto non si tratta di un evento sovrannaturale straordinario, perciò non può configurarsi come castigo divino.

    Prendo a prestito questo passaggio dell’allora de Mattei:

    http://www.corrispondenzaromana.it/intervento-del-prof-roberto-de-mattei-a-radio-maria-del-16-marzo-2011/

    “Qualcuno dirà che il terremoto è un fenomeno di natura, risultato di forze fatali, perché governate da leggi precise e costanti, e che per questo non può esser legato alle esigenze variabili della giustizia o della misericordia di Dio. È vero, ma Dio è l’autore dell’universo con le sue forze e con le sue leggi. Chi potrebbe negare a Lui la scienza e la potenza di disporre il meccanismo delle forze e delle leggi della natura in modo da produrre un fenomeno secondo le esigenze della sua giustizia o della sua misericordia? Dio sa tutto, può tutto, è infinitamente buono: è per questo che la sua Provvidenza trae il bene da ogni male, piccolo o grande che sia.
    Le grandi catastrofi sono certamente un male, però non sono un male assoluto, ma una male relativo, dal quale sorgono beni di ordine superiore e più universali. La luce della fede ci insegna che le grandi catastrofi, o sono un richiamo paterno della bontà di Dio, o sono esigenze della divina giustizia, che infligge un castigo meritato, o sono un tratto della divina misericordia, che purifica le vittime aprendo loro le porte del Cielo. Perché il Cielo è il nostro destino eterno.”

    In un universo materiale nel quale esistessero solo creature inanimate e animate ma irrazionali, il male sarebbe solo naturale e solo permesso per quelle ragioni di “funzionamento” alle quali ti appelli per negare la possibile causalità tra evento cataclismatico naturale e castigo divino.

    Ma la presenza di una creatura razionale dotata di un corpo che soffre dei mali fisici a causa di una ragione morale (peccato originale) fa assumere a tutti (tutti!) i mali di natura una ragione ulteriore sovrannaturale e metafisica, anche a quelli che rispondono a precise leggi fisiche (e naturalmente, laddove non arriva il terremoto può arrivare altro – è ovvio che il ragionamento non è certo associabile al solo terremoto).

    Tutto ciò che accade, accade perché Dio _almeno_ lo permette: è la tomistica, se non sbaglio, che parla di un decreto divino almeno permissorio per tutto ciò che accade, anche il più piccolo stormir di foglia: figuriamoci perciò se può non essere per lo stormir della terra. E’ perciò necessario dare delle ragioni sovrannaturali a questo male naturale, ragioni che si incardinano nella realtà corrente e che, pur restando ad ultimo un mistero, possono parlarci sia come individui che in quanto collettività.

    La difficoltà che rilevi può sciogliersi meditando la prescienza divina (da non confondersi con l’erroneo concetto di predestinazione): Dio, per il quale il tempo non esiste, che tutto sa in eterno, può ordinare qualsiasi cosa per i Suoi fini; e perciò, nel momento in cui si ammette il senso metafisico del male fisico, esso non può essere relegato al suo solo senso “generale” ma altresì al suo senso nello svolgersi della storia, storia di Redenzione. La teologia cattolica della storia ha sempre saputo questo: ben consapevole che non esiste né fortuna né sfortuna ma solo Provvidenza, e poiché tutto è governato da Dio in ogni istante, esiste una ragione per ogni cosa, nulla è a caso e tutto ha senso, e se così non fosse vi sarebbe un aspetto del creato capace di sfuggire all’onnipotenza e all’onniscienza divina. Fermarsi al solo “senso generale” dell’intersecarsi tra male fisico e metafisico, ma poi rinunciare e darne un senso (che non è _solo_ ma può essere _anche_ quello del castigo) nello scorrere della storia, porta più o meno inavvertitamente a collocarsi in una visione di Dio come cd. Grande Architetto.

    La risposta alla tua obiezione in sintesi estrema perciò è: “prescienza divina”.

    Puoi rileggere anche le considerazioni di Fabrizio @8 novembre 2016 ore 10:44 – quello è il punto.

    PS: un “intervento punitivo diretto” divino non è cosa possibile: Dio non fa e non vuole mai il male. Inoltre, all’interno degli eventi di natura nessuno di noi potrà mai discernere con certezza assoluta, salvo rivelazione privata, l’esatto senso sovrannaturale, neppure nell’ipotesi di un evento naturale che si manifestasse laddove non è scientificamente prevedibile che si manifesti; perciò la prova che vorresti non può essere.

    1. Signor Roberto:

      “È questo che volevo dire, sostanzialmente. Ovvero che non c’è nessun paragone possibile tra terremoti, ad esempio, e miracoli: i miracoli sono sospensioni delle leggi della fisica fatti da Dio per beneficiare la persona che lo riceve, un terremoto invece non avviene contro o superando le leggi della natura, ma in accordo ad esse.”

      Per favore signor Roberto non idaghi piu’ tanto i Miracoli specie servendosi del dono della capacita’ umana dell’intelletto.

      Se solo pensa che Dio deve ubbidire a certe leggi naturali per fare quello che vuole, come vuole e quando vuole, mi diverte come baratta con Lot, anche nel “fare” miracoli, spiecie quando gioco’ con la creta e di soffio’ sopra, non le pare che limita la Sua Potenza Infinita’ in cui le leggi geologiche ed Universali sussistono o meno senza necessita’ di tempo umano?
      Indagare Dio nel suo procedure non e’ per la nostra capacita’ umana e per di piu’ sarebbe eratico “insinuando” che possiamo comprendere il Mistrero Divino.

      A me piace il Mar Rosso: troppo vento quel giorno.

      Cordiali saluti, Paul

      1. Roberto

        Signor Paul, quella che lei cita è l’affermazione dell’utente Miles alla quale ho risposto con il testo che ne segue; non sono parole mie.

    2. Miles

      @Roberto

      “Tutto ciò che accade, accade perché Dio _almeno_ lo permette: è la tomistica, se non sbaglio, che parla di un decreto divino almeno permissorio per tutto ciò che accade, anche il più piccolo stormir di foglia: figuriamoci perciò se può non essere per lo stormir della terra. E’ perciò necessario dare delle ragioni sovrannaturali a questo male naturale, ragioni che si incardinano nella realtà corrente e che, pur restando ad ultimo un mistero, possono parlarci sia come individui che in quanto collettività.”

      La ragione è per l’appunto che anche la natura è ferita dal peccato,

      Noi siamo mortali e quindi soggetti alla morte fisica, e come ho già detto se io volessi buttarmi dal decimo piano Dio potrebbe mandarmi un angelo a dissuadermi o comunque impedirmelo, invece nel 99,999999999% dei casi ciò non accade.

      Eppure stai tranquillo che l’uomo risorto non avrà più il problema di essere sottoposto alla legge di gravità e di poter morire lanciandosi nel vuoto.

      “PS: un “intervento punitivo diretto” divino non è cosa possibile: Dio non fa e non vuole mai il male. Inoltre, all’interno degli eventi di natura nessuno di noi potrà mai discernere con certezza assoluta, salvo rivelazione privata, l’esatto senso sovrannaturale, neppure nell’ipotesi di un evento naturale che si manifestasse laddove non è scientificamente prevedibile che si manifesti; perciò la prova che vorresti non può essere.”

      Ma qua è proprio il discorso che va ribaltato: bisognerebbe chiedersi ad esempio perché Dio dovrebbe impedire che avvengano terremoti in zone sismiche o che buttandosi dal decimo piano ci si sfracelli, visto che per farlo occorrerebbe un miracolo.

      Ergo il discorso è proprio opposto: se non avvenissero terremoti in zone sismiche o uno si buttasse dal decimo piano e Dio lo facesse atterrare carezzevolmente a terra ciò avverrebbe per un miracolo.

      Ma, come sappiamo, i miracoli sono l’eccezione, non certo la norma.

      Qua invece si sta ribaltando tutto, dicendo che, in sostanza, il fatto che l’uomo sia soggetto alle leggi della natura dovrebbe essere un “segno”. Ma è sempre stato così.

      Perciò si può parlare di castigo solo i senso generale, dovuto al fatto che tutti gli uomini sono condannati a vivere la loro vita terrena in un mondo con una natura ferita.

      Per l’appunto quello che hai detto anche tu scrivendo

      “PS: un “intervento punitivo diretto” divino non è cosa possibile: Dio non fa e non vuole mai il male”.

      1. Fabrizio Giudici

        @Miles “visto che per farlo occorrerebbe un miracolo.”

        Non è questo il ragionamento, e Roberto l’ha spiegato. Uno dovrebbe chiedersi invece: perché ci vorrebbe un miracolo? Perché è normale che esistano i terremoti? E che facciano vittime? Se i terremoti fossero teofanie e basta, perché non provocano solo un grande spavento? Dio non è stato certo obbligato a creare le leggi della natura in questo modo. Evidentemente l’unica risposta soddisfacente (dal punto di vista esclusivamente razionale, perché comunque ci sono cose che non comprendiamo) è: perché la morte e la sofferenza sono entrate nel mondo con il peccato originale.

        1. Miles

          Ma infatti la risposta è questa.

          Se rileggi quello che ho scritto noterai per l’appunto che è esattamente quello che ho scritto. 🙂

          La natura è ferita dal peccato e, in conseguenza di ciò, è ostile all’uomo.

          O, meglio ancora, l’uomo è stato mandato a vivere su questa terra, dopo il peccato, una terra che aspetta la redenzione e la trasfigurazione, mentre prima viveva in uno stato edenico (dico questo perché una terra dove esisteva la violenza animale e della natura era presente anche prima del peccato dell’uomo, dato che la terra ha 4,5 miliardi di anni di età).

          Non ho mai affermato nulla di diverso.

          1. Gentile Signora Miles,

            ASTRATTO:

            (dico questo perché una terra dove esisteva la violenza animale e della natura era presente anche prima del peccato dell’uomo, dato che la terra ha 4,5 miliardi di anni di età).

            Meravigliosa fantasia del prepaleolitico con tendenza al bigbang, non so se inteso solo a livello satellitario od universale.

            Per caso c’era qualcuno a vedere quando il Mistero di Dio gettava le colonne antisismiche del Creato.

            Chissa’ dov’e’ ora il Profeta Elia?

            Cordiali rispettosi saluti, Paul

        2. Paul Candiago

          Signori Fabrizio, Miles se state giocando battaglia navale via internet vi auguro buon divertimento. Affondato barcone libico. Cordiali saluti, Paul

        3. cinzia

          @Fabrizio Giudici
          E forse non è stato un miracolo che con le ultime forti scosse non ci siano state vittime! Ci sarebbe davvero da ringraziare…

  75. Fabrizio Giudici

    @Beatrice

    Beatrice, anch’io continuo a seguire Socci perché a) è il suo primo fallo grave, mentre don Livio è all’ennesimo e b) non ho per ora motivi per pensare che si sia “adeguato”, mentre don Livio sì e questo rende inaffidabile tutta la sua comunicazione.

    Capisco benissimo anche il “non tornare nel tritacarne”: ma bastava sorvolare sulla questione, dopo aver chiuso il tentativo di attacco che ha subìto. Mentre invece ha postato ripetutamente sull’argomento e ha messo in bocca a padre Cavalcoli quello che non ha detto (“Dio vendicatore”, “rappresentazione di Dio aberrante e mostruosa”, eccetera), contribuendo a sostenere l’inganno che altri hanno messo in piedi. È grave.

    Inoltre, si sta contraddicendo, eccome. In un articolo su Libero ha sostenuto che Benedetto XVI ci “libererebbe dal linguaggio dei castighi”, citando un recente libro-intervista. Perché il termine “castigo” sarebbe “inaccettabile all’uomo moderno”. Ma le recenti interviste di Ratzinger hanno noti problemi di cui abbiamo già parlato. Peraltro, nell’udienza del 18 maggio 2011, Benedetto XVI disse (grassetto mio):

    Una distruzione [quella di Sodoma e Gomorra] paradossalmente testimoniata come necessaria proprio dalla preghiera d’intercessione di Abramo. Perché proprio quella preghiera ha rivelato la volontà salvifica di Dio: il Signore era disposto a perdonare, desiderava farlo, ma le città erano chiuse in un male totalizzante e paralizzante, senza neppure pochi innocenti da cui partire per trasformare il male in bene. Perché è proprio questo il cammino della salvezza che anche Abramo chiedeva: essere salvati non vuol dire semplicemente sfuggire alla punizione, ma essere liberati dal male che ci abita. Non è il castigo che deve essere eliminato, ma il peccato, quel rifiuto di Dio e dell’amore che porta già in sé il castigo.

    Nota che il senso del discorso è che l’episodio della Genesi non descrive una giustizia “che si limita a punire i colpevoli, come fanno gli uomini, ma una giustizia diversa, divina, che cerca il bene e lo crea attraverso il perdono che trasforma il peccatore, lo converte e lo salva”. Quindi, niente di “vetero-testamentario” e sorpassato, secondo Ratzinger; anzi.

    E l’uso del termine “castigo” da parte di Benedetto è, come in tanti hanno qui scritto, in totale continuità con pronunciamenti di tutti i papi precedenti e del Catechismo. Non si può essere papolatri per Francesco, ma non si può essere neanche papolatri per Benedetto, peraltro su una sua singola intervista dopo le sue dimissioni.

    D’altronde Bariom ha brillantemente ricordato come “castigo” voglia dire “purificazione” (castum agere). Se l’uomo moderno non capisce il termine, glielo si spiega. Non si cambiano i termini: Socci ha più volte indicato i pericoli della “neolingua”.

    Inoltre, come è stato qui ripetuto sino alla noia, il termine “castigo” è ampiamente usato da Maria nelle sue rivelazioni e Socci, che ha scritto abbondantemente su Fatima, non può non saperlo. Anche la Madonna, ora, per Socci usa un linguaggio “inaccettabile” per l’uomo moderno?

    Insomma, c’è qualcosa che non mi torna. Spero che sia un episodio isolato, forse solo un impuntamento personale.

    1. Beatrice

      @Fabrizio

      Condivido tutto. Ho notato anche io che Socci a volte manca di obiettività, tende a vedere Francesco come il male assoluto e Benedetto come un uomo indefettibile, quando la verità sta nel mezzo, entrambi hanno commesso errori, il problema è che quelli del Papa attuale sono molto gravi e ci hanno gettato nell’odierno stato di confusione. Sandro Magister è più imparziale e non nasconde le sue perplessità su alcune scelte di Ratzinger, come la decisione di rimanere Papa sebbene con la dicitura di “emerito”.

      Una volta mi dicesti che riponevo troppa fiducia in determinate figure di ecclesiastici, ma non è così. Ho le mie preferenze come credo le abbiano tutti, ma so che anche i preti che ammiro di più non sono perfetti e possono sbagliare, tutto dipende dal tipo di errori commessi. Anche nel Papa non mi aspetto di rivedere Cristo in tutto e per tutto, perché è impossibile, ma mi aspetto che almeno ci provi ad essere come Gesù, che cerchi di seguire i suoi insegnamenti e non che tenti di riscriverli per adattarli alla modernità e diventare più misericordioso di Lui, il Dio incarnato, la Misericordia fatta uomo.

      Se il cardinale Sarah iniziasse a parlare come il cardinale Marx sui temi della morale sessuale ti assicuro che la mia opinione su di lui muterebbe, allo stesso modo se Kasper assumesse la posizione di Muller sull’Amoris laetitia sarei disposta a cambiare idea su di lui. Per questo Aldo Maria Valli non lo conoscevo, ma da quando ha fatto la famosa svolta lo leggo volentieri.

      Quanto alla tua opinione su padre Livio, la condivido in pieno, anche perché i volta-gabbana che cambiano bandiera a seconda di chi comanda non li ho mai potuti soffrire, almeno i Kasper & co anche sotto Giovanni Paolo II hanno sempre mantenuto le stesse posizioni pur sapendo che erano in contrasto con il pensiero del Pontefice regnante (è anche vero che i modernisti godono dell’appoggio dell’intellighenzia, quindi possono esporre le loro teorie eterodosse più liberamente ben sapendo di avere le spalle coperte e infatti accadeva che Martini criticasse apertamente il Papa senza che nessuno urlasse allo scandalo).

      Ci tenevo a dire un’ultima cosa. È vero che padre Livio è stato pavido nel comportamento tenuto verso padre Cavalcoli, ma anche quest’ultimo è stato pavido nel cambiare idea sulla Comunione ai divorziati risposati per adeguarsi al volere dell’attuale Papa. La verità è che la pavidità è contro-producente, prima o poi ti si ritorce contro, perché accettando un compromesso dietro l’altro per non inimicarsi il potere si arriva inevitabilmente al punto in cui sarà impossibile continuare a sostenere determinate verità avversate dalle autorità politiche e religiose. Se stai zitto quando la Verità viene palesemente distorta o peggio assecondi chi la sta distorcendo, poi non puoi stupirti del fatto che chi la distorce ti zittisca quando cerchi timidamente di ricordarla quella Verità! Prima si comincia facendo tanti bei discorsi sulla Misericordia di Dio, tralasciando di ricordare che esiste anche la Giustizia. Poi si prosegue distorcendo i passi della Bibbia in cui questa Giustizia Divina emerge con maggiore evidenza. Il risultato finale è che, non essendosi opposti alle manipolazioni precedenti, chi dice che Dio castiga è “pagano”, “pre-cristiano”, insomma un superstizioso e allo stesso modo chi ricorda la legge naturale viene tacciato di fondamentalismo quando non direttamente censurato (il caso don Pusceddu docet, ma già l’anno scorso padre Carbone era stato ridotto al silenzio al Meeting di Rimini). Morale della favola: il coraggio paga già in questa vita non solo nell’altra, anche se nell’immediato non sembra così.

  76. Alessandro

    Che cosa ti combina Avvenire, cioè l’ineffabile mons. Galantino?

    Senza nominarlo, per dimostrare una volta per tutte (e non se ne parli più) che padre Cavalcoli ha detto uno sproposito, commissiona al biblista di turno un intervento per chiarire che, perbacco, le scienze bibliche hanno ormai assodato che nella Bibbia i terremoti NON non sono castighi di Dio, sono teofanie. Punto.

    Chiaro? Quindi ha ragione Galantino e Cavalcoli torto marcio.

    Per Avvenire, discorso chiuso.

    https://www.avvenire.it/opinioni/Pagine/nel-vangelo-il-terremoto-teofania-non-un-castigo

    “Lo spiega la Pontificia Commissione Biblica in un documento del 2014 sull’ispirazione e la verità nella Bibbia. La citazione di questo autorevole testo, per chi vorrà leggerla integralmente, permetterà anche di fare una riflessione generale sui terremoti nella Bibbia, dalla quale emerge in modo inequivocabile che essi non sono mai rappresentati come un castigo divino.”

    Peccato che questo documento della Pontificia Commissione Biblica (che peraltro non appartiene al Magistero della Chiesa, come dovrebbe essere noto) parla dei terremoti nel n. 120 e dice:

    “si deve considerare che, nelle descrizioni di teofanie che si trovano nell’Antico Testamento, il terremoto è uno dei fenomeni in cui si manifestano la presenza e l’agire di Dio (cf. Es 19,18; Gdc 5,4-5; 1 Re 19,11; Sal 18,8; 68,8-9; 97,4; Is 63,19).
    Nell’Apocalisse il terremoto indica simbolicamente una scossa che tende a far crollare il “sistema terrestre”, costituito da un mondo che, costruito al di fuori di Dio e in opposizione a Lui, a un certo punto crolla (cf. Ap 6,12; 11,13; 16,18).”

    Punto. Ora, non vedo proprio come da questa affermazione del documento si possa trarre la perentoria conclusione secondo cui nella Bibbia “in modo inequivocabile essi [i terremoti] non sono mai rappresentati come un castigo divino”.

    1. vale

      http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-caso-radio-maria-unoperazione-della-lobby-gay-17977.htm

      Come abbiamo già scritto tutto nasce dal resoconto scandalizzato de L’Espresso in merito a un intervento di padre Giovanni Cavalcoli in una trasmissione di Radio Maria, in cui avrebbe affermato che il terremoto dell’Italia centrale «è colpa delle unioni civili». In realtà il caso nasce un po’ prima, perché padre Cavalcoli – che stava facendo una catechesi sul Battesimo – risponde alla domanda di un ascoltatore, tale Costantino di Cesena, che – lunga e articolata – sembra proprio voler mettere in bocca a padre Cavalcoli la risposta di cui sopra.

      Torniamo ad ogni modo all’articolo dell’Espresso che, come detto, attribuisce a padre Cavalcoli un’affermazione che invece non ha fatto. Anzi, in relazione alla domanda, il teologo domenicano si mostra molto prudente. Ma non importa perché il giornalista dell’Espresso ha già una tesi bella che pronta, e non sarà certo la prudenza di padre Cavalcoli a frenarlo. Guarda caso, l’autore dell’articolo è un giovane giornalista, Simone Alliva, militante Lgbt. Non solo, a sentire un suo intervento a un convegno Lgbt, si direbbe che tiene costantemente sotto controllo alcuni conduttori di Radio Maria che parlano di omosessualità e dintorni. Ovviamente l’articolo viene ripreso immediatamente da Repubblica (stesso gruppo editoriale), ma anche da altri giornali. Eppure avrebbe fatto la fine di altri articoli al veleno contro Radio Maria – dopo due giorni non l’avrebbe ricordato nessuno – se non fosse per l’intervento inusuale e a dir poco sproporzionato del numero 2 della segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu.

      Proprio il soggetto che interviene fa capire che l’intervento è più politico che dottrinale (la segreteria di Stato corrisponde al ministero degli Esteri), e il motivo è duplice: anzitutto il problema non è la sensibilità per le vittime del terremoto ma il riferimento alle unioni civili e perciò all’omosessualità. Non a caso a ruota di monsignor Becciu sono arrivati con i loro sgradevoli commenti il segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, e alcuni vescovi particolarmente sensibili al tema omosessualità.

      Qualcuno in Vaticano si è accorto del trappolone e ha pensato di fare retromarcia, quantomeno di frenare questa caccia alle “streghe” Cavalcoli e Radio Maria? Al contrario, ieri ci ha pensato Alberto Melloni a regolare definitivamente i conti in nome del nuovo corso della Chiesa, sempre dalle colonne di Repubblica che oltre che giornale-partito è ormai diventato anche un giornale-chiesa.

      Melloni, intellettuale molto ben inserito nelle gerarchie che contano e anche nel governo (a proposito: il suo istituto bolognese prende tanti soldi pubblici da far impallidire Radio Maria) ieri ci è andato giù pesante nel regolamento di conti contro quel «sottosuolo cattolico opaco e apprensivo, fatto di sentimenti reazionari». È un mondo definito «pulviscolo integrista», che agita vecchi fantasmi anti-modernità usando i nuovi media e distribuisce paura e odio a piene mani. Radio Maria, dice Melloni, «inculca in dosi quotidiane sospetti e inimicizie, con il suo leader, padre Livio Fanzaga che ogni giorno spiega leggendo i giornali dove sono i pericoli, chi sono gli avversari e soprattutto “smaschera” i traditori».

      1. Alessandro

        @vale

        Concordo sul fatto che a Galantino e confratelli non importa l’aspetto dottrinario della questione, ma quello “politico” nel senso deteriore del termine.

      2. Paul Candiago

        Signori Vale e Alessandro,

        vedete se vale quanto scrivo: se siete Cristiani Cattolici Romani cosa interessano a voi le futilita’ del mondo?

        Sono Pascoli dove le nostre anime non trovamo nulla fra la zizzania per cibarsi come vero nutrimento per le nostre crescite spirituali: solo distrazioni alla compunzione verso la Croce di Redenzione di Cristo.

        Cordiali saluti, Paul

        1. vale

          @candiago

          a me poco o punto. epperò, siccome ci tocca agire in questa vita ed in questo mondo, non è neppure possibile ignorarle e/o stigmatizzarle.

          non sarebbe un buon servizio alla verità.

          1. Gentile Signor Vale,

            “a me poco o punto. epperò, siccome ci tocca agire in questa vita ed in questo mondo, non è neppure possibile ignorarle e/o stigmatizzarle.
            non sarebbe un buon servizio alla verità”

            Ripetendomi

            com’e’ ricco di giusto razionalismo umano il suo scrivere e se vuole di una certa logica per la mentalita’ e cultura che abbiamo per la nostra epoca temporanea.

            Ora introduca a quanto ha scritto la Santa Sapienza e il Santo Discernimento per tamisare dal Mondo cio’ che e’ Utile del Mondo in cui viviamo che contribuisca a Via Verita’ Vita per la crescita della Santita’ delle nostre Anime e vedra’ che ci resta ben poco.

            In quel ben poco trova piu’ che ampiamente il totale, valido significato dell’ eterno Insegnamento del Maestro Gesu’: Del Mondo ma non del Mondo, quanti santi ha fatto e continua a fare a chi lo fa suo e comprende il significato, con il suo clamore e chancie.

            Come sempre cordiali saluti, Paul

        2. Le “cose del mondo” e il mondo stesso, non sono poi così “futili” caro Paul, visto che in questo mondo il Signore ci ha posto e persino Suo Figlio Incarnato vi ha vissuto dando non poche parole sulle “cose del mondo”, a che il nostro applicarci a ciò che accade intorno a noi, servise alla nostra e altrui conversione e santificazione.

          Siamo NEL mondo, altra cosa sarebbe dire che siamo DEL mondo.

          Se lei vuole estraniarsi completamente dal mondo, faccia pure, ma dubito sia quella la strada (neppure le scelte claustrali sono completamente avulse dal mondo).

          1. Paul Candiago

            GentileSignor Bariom,

            com’e’ ricco di giusto razionalismo umano il suo scrivere e se vuole di una certa logica per la mentalita’ e cultura che abbiamo per la nostra epoca temporanea.

            Ora introduca a quanto ha scritto la Santa Sapienza e il Santo Discernimento per tamisare dal Mondo cio’ che e’ Utile del Mondo in cui viviamo che contribuisca a Via Verita’ Vita per la crescita della Santita’ delle nostre Anime e vedra’ che ci resta ben poco.

            In quel ben poco trova piu’ che ampiamente il totale, valido significato dell’ eterno Insegnamento del Maestro Gesu’: Del Mondo ma non del Mondo, quanti santi ha fatto e continua a fare a chi lo fa suo e comprende il significato, con il suo clamore e chancie.

            Come sempre cordiali saluti, Paul

        3. Luigi

          “se siete Cristiani Cattolici Romani cosa interessano a voi le futilita’ del mondo?”

          Ci interessano perché è nel mondo che ci si guadagna, o meno, la vita eterna.
          Vita militia est.
          È servendo con onore e fedeltà, qui e ora, che si merita il Paradiso.

          “Voi fate sogni ambiziosi, successo, fama; ma queste cose costano ed è esattamente qui che si incomincia a pagare: col sudore!” 😀

          Ciao.
          Luigi

          1. Gentile Signor Luigi,

            “Ci interessano perché è nel mondo che ci si guadagna, o meno, la vita eterna.
            Vita militia est.”

            Con l’aiuto di un po’ di catechesi, valida a tutti noi, ci mettiamo la cornicie di santo discernimento al suo srivere tanto morale e vero.

            Del Mondo,e perche’ no!, ma non del Mondo.

            Non so se il poeta lo esprime nello stesso senso del Maestro Gesu’ dicendoci:

            ” guarda e’ passa e non ti curar di loro.”

            Cordiali saluti, Paul (candiago.p@bmts.com)

      1. Alessandro

        @Bariom

        “teofanie castiganti”.

        Certo. Chiarendo, per chi non lo sapesse, che teofania significa “manifestazione di Dio”, è già sbagliato affermare che una teofania non può essere un castigo di Dio, perché un castigo di Dio è certamente un modo in cui Dio si manifesta (in particolare, manifesta la sua giustizia).

        Se poi uno volesse appigliarsi a quell’avverbio, “simbolicamente”, per concludere che le sciagure descritte nell’Apocalisse non sono dei veri fenomeni fisici che si abbattono per castigare un mondo corrotto allontanatosi da Dio, allora c’è proprio da chiedersi, come fai nel tuo commento:

        “Solo visione immaginifica, simbolica? Cosa dobbiamo aspettarci dal Tempo in cui “Udii poi una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: «Andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio».”? (Apocalisse 16,1)”

        E su quale base mai un biblista o chi altri può legittimamente concludere che non può che trattarsi solo di un’immagine meramente simbolica per indicare la restaurazione della divina giustizia?
        E ancora: se non è un fenomeno fisico dirompente, quale sarebbe il modo in cui Dio operebbe questa traumatica e drammatica restituizione dell’ordine infranto dal mondo impenitente?

        E ancora: ammesso e non concesso che i terremoti nella Bibbia non indichino castighi di Dio, rimane in piedi il discorso che (per limitarmi a quello che ha scritto il sottoscritto) si è fatto, ad es. qua:

        https://costanzamiriano.com/2016/11/04/la-salvezza-ci-interessa-eccome/#comment-120359

        1. Difatto “teofanie castignati” voleva essere una forzatura a seguire la forzata interpretazione del documento che hai riportato 😉

    2. Miles

      @Alessandro

      Se è per questo, secoli fa, la moria di bambini (c’era una mortalità infantile altissima) veniva vista come castigo di Dio verso l’umanità peccatrice, però guardacaso, appena l’umanità è progredita nella medicina e nel tenore di vita, la mortalità infantile è diventata bassissima negli stessi paesi Occidentali dove secoli fa si gridava al castigo divino.

      Forse l’umanità è meno peccatrice, ora? Direi proprio di no.

      Perciò anche sulla questione dei terremoti nell’At bisogna tenere conto del fatto che l’At è stato scritto in un’epoca dove si vedeva OGNI fenomeno della natura come se fosse legato a Dio o al demonio.

      Però guardacaso, ripeto, i terremoti avvengono nelle zone sismiche, non avverrà mai un terremoto stile Amatrice in Sardegna.

      Perciò che diremo, che gli abitanti di Amatrice sono più colpevoli dei sardi? Ovviamente no, sarebbe una bestialità.

      Semplicemente i sardi non vivono in zona sismica, e la Sardegna potrebbe anche diventare una Sodoma e Gomorra 2.0 che vai tranquillo che un terremoto come ad Amatrice non avverrebbe (e, se dovesse avvenire, lì si che ci sarebbe la possibilità di parlare di “mano divina”, esattamente come per i miracoli http://www.uccronline.it/2012/10/25/lourdes-lincredibile-guarigione-di-elisa-aloi-con-osso-ricresciuto/ ; ma che avvenga un terremoto in una zona sismica è, purtroppo, “normale”, non c’è alcun bisogno di scomodare il castigo divino).

      Perciò ribadisco che i terremoti possono essere visti come “castigo divino” solo è soltanto perché testimoniano una natura ferita, ben diversa dalla natura trasfigurata del mondo che verrà.

      Anche la morte fisica è una testimonianza del fatto che la natura umana sia ferita, ma a nessuno viene in mente di dire che se mi lancio dal decimo piano e mi sfracello io sia stato “punito da Dio”.

      Semplicemente non posso pretendere che se mi butto dal decimo piano Dio faccia un miracolo per non farmi sfracellare il suolo, esattamente come chi costruisce in zone sismiche deve aspettarsi prima o poi un terremoto; in entrambi i casi è la natura, Dio non c’entra nulla.

      1. Fabrizio Giudici

        “Se è per questo, secoli fa, la moria di bambini (c’era una mortalità infantile altissima) veniva vista come castigo ”

        Infatti oggi c’è una moria di bambini uccisi appositamente; e il castigo non solo è stato menzionato da Madre Teresa per le sue conseguenze non visibili immediatamente come nesso logico (“Oggi il più grande distruttore della pace è l’aborto”), ma è pure evidente – purtroppo non agli ostinati – come nesso logico che comporta le crisi economiche dovute all’invecchiamento della popolazione.

        Se ti lanci dal decimo piano il castigo ce l’hai eccome: con le conseguenze fisiche se sopravvivi, o con l’inferno se muori senza pentirti.

        In ogni caso, come è già stato spiegato, nel modo di operare di Dio non si deve cercare un automatismo oppure una equità in senso umano; cioè non è detto che alle stesse premesse corrispondano necessariamente le stesse conseguenze.

        1. Miles

          Sull’aborto siamo d’accordo.

          Intendevo dire che, volendo, non ci sarebbe questa moria di bambini, oggi, mentre nel passato le morti infantili dovute alle pestilenze erano interpetatate come castighi di un Dio collerico e vendicativo, quando se l’uomo fosse stato più progredito nelle sue conoscenze avrebbe potuto evitarle.

          “Se ti lanci dal decimo piano il castigo ce l’hai eccome: con le conseguenze fisiche se sopravvivi, o con l’inferno se muori senza pentirti.”

          Si, ma per l’appunto Dio non c’entra nulla, non è che lo si può accusare di non aver bloccato la legge di gravità per impedire che uno si sfracelli al suolo.

          Non so se mi spiego. Con questa faccenda del terremoto si sta invertendo il discorso che andrebbe fatto, e cioè che i miracoli è vero che avvengono, ma è incontestabile che siano una rarità, e non ci si può certo aspettare che Dio, su base regolare, faccia miracoli evitando terremoti nelle zone sismiche o che sospenda la legge di gravità.

          Il succo del mio discorso era questo.

          Comunque Fabrizio, parli troppo spesso dell’inferno….

          Se avessi letto Maria Simma, ad esempio, una mistica cattolica http://www.mariamadremia.it/public/maria_simma_e_le_anime_del_purgatorio.pdf avresti visto che è difficile che un suicida si danni, poiché in genere chi arriva a quel gesto estremo ha una condizione interiore che mina la volontarietà dell’atto, la sua piena colpevolezza.

          Tra l’altro Maria Simma ha trovato conferma empirica di quanto detto nel Catechismo http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a5_it.htm

          “Gravi disturbi psichici, l’angoscia o il timore grave della prova, della sofferenza o della tortura possono attenuare la responsabilità del suicida.

          2283 Non si deve disperare della salvezza eterna delle persone che si sono date la morte. Dio, attraverso le vie che egli solo conosce, può loro preparare l’occasione di un salutare pentimento. La Chiesa prega per le persone che hanno attentato alla loro vita.”

          Perciò io andrei più cauto, se fossi in te, a parlare di inferno e di dannazione.

          È certamente una possibilità reale e, purtroppo, una realtà per alcune anime ostinate, ma tieni conto che Dio vuole la salvezza di tutti.

          Anche perché, tanto per dire, chi ha fatto ad esempio i nove venerdì del Sacro Cuore sa con certezza di Fede che Cristo non lascerà che si danni, anche se dovesse diventare il peggior peccatore della terra. http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/g-i-primi-venerdi-del-mese.asp

          Addirittura Gesù, nel secolo scorso, ha voluto “esagerare” donandoci, tramite Santa Faustina, la devozione alla Sua Misericordia, facendo delle promesse grandiose http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/coroncina-della-divina-misericordia.asp

          “PROMESSA GENERALE :

          Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto cio’ che Mi chiederanno.

          PROMESSE PARTICOLARI :

          1) Chiunque reciterà la Coroncina alla Divina Misericordia otterrà tanta misericordia nell’ora della morte – cioè la grazia della conversione e la morte in stato di grazia – anche se si trattasse del peccatore più incallito e la recita una volta sola….(Quaderni…, II, 122)

          2)Quando verrà recitata vicino agli agonizzanti, mi metterò fra il Padre e l’anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso.Gesù ha promesso la grazia della conversione e della remissione dei peccati agli agonizzanti in conseguenza della recita della Coroncina da parte degli stessi agonizzanti o degli altri (Quaderni…, II, 204 – 205)

          3) Tutte le anime che adoreranno la Mia Misericordia e reciteranno la Coroncina nell’ora della morte non avranno paura. La Mia Misericordia li proteggerà in quell’ultima lotta (Quaderni…, V, 124).”

          Addirittura, come hai visto nella prima promessa, c’è la garanzia della morte in stato di Grazia addirittura per chi recitasse la Coroncina una volta sola durante la sua vita (è per questo che ho detto che ha voluto “esagerare” 🙂 ) perciò invece che parlare di chi si dovrebbe dannare diffondiamo queste devozioni, che salvano innumerevoli anime.

          P.s: per chi dovesse ribattermi che tali pratiche incitano alla presunzione della salvezza, rispondo che è vero che il Concilio di Trento, nella sessione VI del 13 Gennaio 1947 al capitolo XII stabili che

          “Capitolo XII.
          Bisogna evitare la presunzione temeraria della predestinazione.

          Nessuno, inoltre, fino che vivrà in questa condizione mortale, deve presumere talmente del mistero segreto della divina predestinazione, da ritenere per certo di essere senz’altro nel numero dei predestinati (117), quasi fosse vero che chi è stato giustificato o non possa davvero più peccare, o se anche peccasse, debba ripromettersi un sicuro ravvedimento. Infatti non si possono conoscere quelli che Dio si è scelti se non per una speciale rivelazione.”

          Ma qui per l’appunto la chiave è “se non per una speciale rivelazione”.

          Qui la “speciale ricelazione” l’abbiamo, riconosciuta dalla Chiesa e diffusa dai Papi, perciò chi fosse devoto a queste pratiche può ritenere, senza pensare di presunzione, che concluderà la sua vita terrena in stato di Grazia.

          La Chiesa non avrebbe mai diffuso, d’altronde, delle devozioni che incoraggiassero una vana presunzione della salvezza.

          1. Miles

            “Qui la “speciale ricelazione” l’abbiamo, riconosciuta dalla Chiesa e diffusa dai Papi, perciò chi fosse devoto a queste pratiche può ritenere, senza pensare di presunzione, che concluderà la sua vita terrena in stato di Grazia.”

            Senza peccare di presunzione, non “pensare”. Il correttore automatico a volte fa brutti scherzi o sono io che ho scritto troppo in fretta, una delle due. 🙂

            Comunque Fabrizio, ci ho tenuto a fare quelle considerazioni perché i cattolici dovrebbero preoccuparsi di diffondere la salvezza portata da Cristo il più possibile, specie dal momento che tramite i Santi ci ha fatto dei doni speciali per garantirci la salvezza.

            Tra i cattolici questi doni vanno diffusi il più possibile, anche perché noi siamo ritenuti ancora più responsabili dei nostri peccati rispetto a chi non è cattolico (e ancora di più rispetto a chi non è cristiano), perciò conviene proprio affidarsi ai doni della Misericordia di Dio.

            Quando rivelò a Santa Maria Margherita Alocoque la devozione del Sacro Cuore era un tempo nel quale imperversava il giansenismo, che vedeva l’umanità come una massa dannata e Cristo come il severo vendicatore di ogni peccato, che ogni giorno faceva finire all’inferno quasi tutte le anime (questa era la convinzione dei giansenisti, che venne rifiutata dalla Chiesa, anche se, a ben vedere, nel passato il parere dei dottori della Chiesa era assai pessimista sulla salvezza, http://saintsquotes.net/selection%20-%20fewness.html ), e quando le apparve, nella dodicesima promessa parlò per l’appunto dell'”eccesso di misericordia” del Suo cuore, per farci capire per l’appunto che quella devozione è un atto di Misericordia straordinario (come la Coroncina della Divina Misericordia, del resto), che va per l’appunto oltre l’ordinario.

            A volte ho conosciuto dei cattolici, personalmente, orgogliosi, che hanno rifiutato questi doni dicendo “ce la posso fare da solo, voglio camminare sulle mie gambe” (questo è ciò che mi disse un mio conoscente, tanto per dire), ma secondo me è davvero sciocco un ragionamento del genere. Per l’appunto è un ragionamento da orgogliosi, una sorta di superbia come per dire “non ho bisogno della Misericordia, posso salvarmi con le mie forze e la mia volontà di combattere il peccato, senza bisogno di affidarmi alla Misericordia di Cristo”.

            Ma è una vera sciocchezza, per chiunque conosca i propri limiti. Visto che siamo cattolici, e abbiamo dei doni che le altre confessioni cristiane non hanno per la salvezza eterna, è bene farne tesoro invece.

      2. Alessandro

        @Miles

        “Perciò ribadisco che i terremoti possono essere visti come “castigo divino” solo è soltanto perché testimoniano una natura ferita… in entrambi i casi è la natura, Dio non c’entra nulla.”

        No, ti sbagli, fai un ragionamento superficiale, e continui a farlo anche negli altri commenti con cui hai risposto alle mie considerazioni.
        Il tuo ragionamento è superficiale perché non tieni presente che Dio è onnipotente, quindi 1) potrebbe far sì che una zona sismica non sia tale 2) potrebbe far sì che in una zona sismica non avvenga un terremoto.

        Ritenere che il tale terremoto sia capitato perché la natura è ferita, e Dio non c’entra nulla, significa di fatto negare l’onnipotenza di Dio (che tu te ne accorga o no): Dio è onnipotente, quindi la zona è sismica se e soltanto se Egli permette che lo sia, e ogni cosa (ivi incluso il terremoto) accade perché egli permette che accada, non essendoci alcun ente X che abbia una potenza tale da “imporsi” sull’Onnipotente (altrimenti l’Onnipotente non sarebbe tale!), ossia da relazionarsi con l’Onnipotente in un modo tale che l’Onnipotente non sia abbastanza potente (!) da impedire a detto ente X di esserci, a tale evento X di accadere.

        Quindi, ripeto, non resta che guardare in faccia in maniera rigorosa e consequenziale a questa realtà: Dio è onnipotente, quindi ogni terremoto che accade se e soltanto se Dio permette che accada.

        E vedere, come fai, nel terremoto come possibile castigo divino una sorta di enfatizzazione indebita della divina giustizia e una menomazione della divina misercordia è una conclusione anch’essa superficiale.

        Non posso che invitarti a non ripetere sempre i medesimi argomenti e a rileggere e meditare (se mi posso permettere) quanto ho scritto qua, con tutti i relativi link a cui rimando:

        https://costanzamiriano.com/2016/11/04/la-salvezza-ci-interessa-eccome/#comment-120359

        1. Alessandro

          volevo dire, ovviamente: “ogni terremoto accade se e soltanto se Dio permette che accada” (quindi Dio c’entra eccome con ogni terremoto).

        2. Miles

          @Alessandro

          “No, ti sbagli, fai un ragionamento superficiale, e continui a farlo anche negli altri commenti con cui hai risposto alle mie considerazioni.
          Il tuo ragionamento è superficiale perché non tieni presente che Dio è onnipotente, quindi 1) potrebbe far sì che una zona sismica non sia tale 2) potrebbe far sì che in una zona sismica non avvenga un terremoto.”

          Questo non l’ho mai messo in dubbio, ma allo stesso modo potrebbe fare si che la legge di gravità venga sospesa quando qualcuno vuole suicidarsi, invece, esattamente come lascia che una zona sismica sia tale, allo stesso modo lascia che la gravità faccia il suo corso.

          Non ho certo messo in dubbio l’onnipotenza di Dio, il punto è che è proprio questo discorso in se ad essere fallato.

          “Quindi, ripeto, non resta che guardare in faccia in maniera rigorosa e consequenziale a questa realtà: Dio è onnipotente, quindi ogni terremoto che accade se e soltanto se Dio permette che accada.”

          Certo, e anche ogni omicidio avviene perché Dio permette che accada. Quindi?

          “E vedere, come fai, nel terremoto come possibile castigo divino una sorta di enfatizzazione indebita della divina giustizia e una menomazione della divina misercordia è una conclusione anch’essa superficiale.”

          Ma il punto è che, come ho detto, tale discorso non ha senso, a meno di non voler dire che, ad esempio, se un muratore incapace costruisce una casa che poi rovina sulla testa dei membri della famiglia che vi abita sia anche questo un castigo divino.

          Dio avrebbe potuto fare in modo che tale famiglia si rivolgesse ad un muratore competente? Eccome, se non lo fa bisogna pensare che, dato che non fa continuamente miracoli, abbia voluto punire quella famiglia?

          Non sono le mie considerazioni ad essere superficiali, in questo caso, è la tesi di partenza che è gravemente fallata, poichè se si fa un discorso simile per i terremoti bisognerebbe farlo per qualunque evento brutto e doloroso che capita agli uomini.

          Questi ragionamenti sono eredi di un tempo dove veniva vista la mano di Dio e del demonio su ogni avvenimento quotidiano e in ogni segno “strano” delle persone (tanto per dire, mia nonna era mancina e l’hanno costretta ad usare la mano destra per la credenza, comune all’epoca, che la sinistra fosse la mani del diavolo).

          Ribadisco: questo modo di ragionare non ha senso a meno che non lo si estenda a tutti gli avvenimenti spiacevoli che Dio avrebbe potuto evitare e non evita.

          Chiudo con questo

          “Ritenere che il tale terremoto sia capitato perché la natura è ferita, e Dio non c’entra nulla significa di fatto negare l’onnipotenza di Dio ”

          No, significa semplicemente che dopo il peccato originale l’uomo è condannato a vivere la sua vita terrena in un mondo la cui natura è ostile all’uomo; punto.

          Io non ho mai detto nulla di diverso e il negare l’onnipotenza di Dio non c’entra nulla.

          1. @ Miles (Vincent Vega)

            Sei un testardo senza speranza. Qualunque dolore, afflizione, privazione, fatica, malattia, guerra, tragedia e morte, per qualunque motivo razionale avvenga, avviene a seguito delle parole di Dio pronunciate in Genesi 3,14-19:

            “Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai
            per tutti i giorni della tua vita. 15 Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe:
            questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». 16 Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà».
            17 All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo
            per tutti i giorni della tua vita. 18 Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. 19 Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!».

            Persino la croce di Gesù Cristo è castigo di Dio e conseguenza di queste parole. Ogni dolore, per qualsiasi motivo avvenga, è castigo di Dio. Grazie a Dio.

          2. fra' Centanni

            @ Miles (Vincent Vega)

            Sei un testardo senza speranza. Qualunque dolore, afflizione, privazione, fatica, malattia, guerra, tragedia e morte, per qualunque motivo razionale avvenga, avviene a seguito delle parole di Dio pronunciate in Genesi 3,14-19:

            “Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai
            per tutti i giorni della tua vita. 15 Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe:
            questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». 16 Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà».
            17 All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo
            per tutti i giorni della tua vita. 18 Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. 19 Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!».

            Persino la croce di Gesù Cristo è castigo di Dio e conseguenza di queste parole. Ogni dolore, per qualsiasi motivo avvenga, è castigo di Dio. Grazie a Dio.

          3. Alessandro

            @Miles

            E’ perfettamente inutile che ripeti all’infinito che non neghi l’onnipotenza di Dio quando, che te ne accorga o no, nei fatti la neghi o quantomeno ne sottovaluti le implicazioni. Ed è perfettamente inutile che continui a ripetere che il ragionamento mio non ha senso senza chiarire perché non ha senso: ripetendo mille volte che un ragionamento è sbagliato il ragionamento non diventa sbagliato.

            “dopo il peccato originale l’uomo è condannato a vivere la sua vita terrena in un mondo la cui natura è ostile all’uomo”

            Sì, il che significa che in conseguenza del peccato originale Dio giusto ha giustamente castigato la trasgressione del divieto perpetrata dalla coppia di progenitori, rendendo l’uomo vulnerabile a una natura fattasi ostile, cioè tale appunto da procurare sofferenza all’uomo.

            Se l’uomo soffre a causa della natura ostile, ciò origina da un giusto castigo inflitto da Dio.
            Sicché la sofferenza di Tizio per il terremoto (cioè per la natura ostile) ha origine nel castigo inflitto da Dio: se Dio non avesse inflitto quel castigo, Tizio non soffrirebbe per il terremoto, giacché nessun uomo sarebbe soggetto a sofferenza per l’ostilità della natura. La sofferenza di Tizio per il terremoto non potrebbe esserci se i progenitori non avessero trasgredito il divieto divino e se Dio non avesse castigato la trasgressione.
            Conclusione: Dio c’entra eccome con la sofferenza di Tizio terremotato, giacché all’origine della sofferenza di Tizio per il terremoto sta un castigo di Dio, castigo se non ci fosse il quale Tizio non potrebbe soffrire per alcun terremoto.

            Tizio soffre dunque a causa di un peccato contratto dai progenitori, non commesso personalmente, e a causa del giusto castigo con cui Dio castigò quel peccato. All’origine di ogni sofferenza di Tizio c’è dunque il castigo di Dio.

            Tizio, divenuto vulnerabile (cioè soggetto alla sofferenza) in conseguenza del peccato dei progenitori, può soffrire anche in conseguenza di un peccato personale (non contratto, com’è quello originale), fermo restando che non potrebbe soffrire affatto se Dio non avesse castigato il peccato dei progenitori assoggettando alla sofferenza loro e i loro discendenti, e che quindi ogni sofferenza che sia conseguenza del peccato personale in tanto è possibile in quanto accadde il peccato originale dei progenitori.

            A questo punto si innesta la questione: può un evento fisico dirompente come il terremoto essere un castigo di Dio per un peccato personale commesso da Tizio? Certo che può, in quanto Dio castiga il peccato personale già su questa terra, e non si vede perché mai sia impossibile che Dio castighi tramite un terremoto.
            Ma per tutto questo tema, rinvio a quanto ho già detto (senza la pretesa di essere stato esaustivo, beninteso; ho cercato di inquadrare l’ardua problematica in un modo che mi pare compatibile con la Rivelazione e la retta ragione):

            https://costanzamiriano.com/2016/11/04/la-salvezza-ci-interessa-eccome/#comment-120143

            Per quanto riguarda l’onnipotenza di Dio: il fatto che, in conseguenza del peccato dei progenitori e del castigo inflitto da Dio, l’uomo sia diventato soggetto alle sofferenze procurategli dalla natura non toglie l’onnipotenza di Dio, cioè non toglie che Dio, se nella sua perfettissima giustizia lo giudica giusto, possa lasciare che le leggi di una natura resasi ostile all’uomo facciano il loro corso procurando sofferenze a Tizio, oppure, se nella sua perfettissima giustizia lo giudica giusto, possa impedire che le leggi di una natura resasi ostile all’uomo facciano il loro corso: l’onnipotenza di Dio può, se nella sua sovrana e perfetta giustizia lo giudica giusto, sospendere le leggi di natura senza la cui sospensione Tizio subirebbe una determinata sofferenza.
            Dio onnipotente non è necessitato da alcuna legge di natura, ha il potere di sospenderle.
            Ciò che Dio onnipotente non può fare è infliggere un castigo ingiusto (tramite terremoto o che altro), giacché appartiene all’onnipotenza stessa di Dio di non essere un’onnipotenza che può commettere alcunché di ingiusto (è dato di Rivelazione, cui si può accedere anche per via razionale, che un onnipotente ingiusto non può esserci e non c’è, e che c’è un solo Onnipotente il quale è il Giustissimo).

            PROPOSTA CONCLUSIVA:

            Visto che con ogni probabilità queste mie ulteriori precisazioni non ti convincono, e visto che le tue obiezioni non convinceranno me, per evitare una trafila di repliche e controrepliche in cui ognuno non fa che ripetere e ribadire ciò che ha già detto, propongo che la chiudiamo qua.
            Abbiamo avuto ampiamente modo di esprimere le nostre rispettive convinzioni, ogni lettore se riterrà le potrà considerare e valutare.

            Quindi, se ci stai, la chiuderei qui.

            1. Miles

              @Alessandro

              “E’ perfettamente inutile che ripeti all’infinito che non neghi l’onnipotenza di Dio quando, che te ne accorga o no, nei fatti la neghi o quantomeno ne sottovaluti le implicazioni.”

              No no, non la sottovaluto per nulla.

              “Se l’uomo soffre a causa della natura ostile, ciò origina da un giusto castigo inflitto da Dio.
              Sicché la sofferenza di Tizio per il terremoto (cioè per la natura ostile) ha origine nel castigo inflitto da Dio: se Dio non avesse inflitto quel castigo, Tizio non soffrirebbe per il terremoto, giacché nessun uomo sarebbe soggetto a sofferenza per l’ostilità della natura. La sofferenza di Tizio per il terremoto non potrebbe esserci se i progenitori non avessero trasgredito il divieto divino e se Dio non avesse castigato la trasgressione.
              Conclusione: Dio c’entra eccome con la sofferenza di Tizio terremotato, giacché all’origine della sofferenza di Tizio per il terremoto sta un castigo di Dio, castigo se non ci fosse il quale Tizio non potrebbe soffrire per alcun terremoto.”

              Esattamente. Questa, se non fosse chiaro, è proprio la mia tesi, che vede i mali naturali che affliggono l’uomo come conseguenza del peccato originale. Quello che non mi convince è creare una causalità tra determinati peccati attuali e un fenomeno naturale.

              Anche perché, secondo questa tesi, è imperativo spiegare PERCHÈ i terremoti avvengano, guardacaso, sempre nelle zone sismiche (problema che non c’è affermando che i terremoti affliggono l’uomo a causa del peccato originale) quando magari in zone non sismiche ci sono peccatori peggiori.

              Il giorno in cui avverrà un terremoto devastante in una zona a sismicità nulla crederò che sia un castigo per uno o più peccati attuali dagli uomini, fino ad allora continuo a credere ciò che ho sempre creduto, ovvero che l’uomo sia afflitto dai mali naturali in conseguenza del peccato originale.

              “Per quanto riguarda l’onnipotenza di Dio: il fatto che, in conseguenza del peccato dei progenitori e del castigo inflitto da Dio, l’uomo sia diventato soggetto alle sofferenze procurategli dalla natura non toglie l’onnipotenza di Dio, cioè non toglie che Dio, se nella sua perfettissima giustizia lo giudica giusto, possa lasciare che le leggi di una natura resasi ostile all’uomo facciano il loro corso procurando sofferenze a Tizio, oppure, se nella sua perfettissima giustizia lo giudica giusto, possa impedire che le leggi di una natura resasi ostile all’uomo facciano il loro corso: l’onnipotenza di Dio può, se nella sua sovrana e perfetta giustizia lo giudica giusto, sospendere le leggi di natura senza la cui sospensione Tizio subirebbe una determinata sofferenza.”

              Certamente. Ma questi si chiamano miracoli che, come dice la parola stessa, non rappresentano la norma, ma bensì l’eccezione. Come ho scritto sopra, Dio potrebbe anche decidere di far atterrare dolcemente a terra il depresso cronico che, afflitto da quel male, decide di buttarsi dal decimo piano, ma su decine di migliaia di suicidi all’anno non mi ricordo che ciò sia mai successo; ma che, volendo, potrebbe farlo, è fuori discussione.

              “Visto che con ogni probabilità queste mie ulteriori precisazioni non ti convincono, e visto che le tue obiezioni non convinceranno me, per evitare una trafila di repliche e controrepliche in cui ognuno non fa che ripetere e ribadire ciò che ha già detto, propongo che la chiudiamo qua.”

              Ci sto, Alessandro. 🙂

      3. Paul Candiago

        Signori Alessandro, Miles che relazione c’e’ fra sismicita’ e il passaggio del mar Rosso. Che cruciverba sta religione Cattolica Romana. Cordiali saluti, Paul

  77. Roberto

    Miles, come spesso accade in questi frangenti la discussione rishia di dilatarsi e disperdersi in mille rivoli, perdendo utilità sia per chi vi partecipa che per coloro che ci leggono silenziosamente e che senz’altro perdono interesse man mano che i commenti si affastellano l’un l’altro. Aggiungo poi che a me appare evidente come la tua ragione trova un ostacolo nella tua volontà ad accogliere quel che io, Fabrizio e Alessandro ti stiamo dicendo, e questo rifiuto non può essere sconfitto da alcun ragionamento o esposizione. Perciò faccio un ultimo commento a tema e poi basta.

    Insisto: “prescienza divina”.
    L’ottica nella quale ti devi porre non è un mancato evento sovrannaturale ma: quale senso sovrannaturale la Provvidenza stabilì di dare a questo specifico evento cataclismatico naturale che Dio dall’eternità, prima ancora della creazione del mondo, sa che sarebbe accaduto?
    Sottolineo: questo-specifico-evento-cataclismatico: non “i cataclismi” in generale, no. Tu continui a rifugiarti nella ragione generale e neghi senso all’evento particolare. Ma negare senso all’evento particolare è come sostenere che Dio non abbia potestà in ogni istante e in ogni luogo su ogni aspetto del creato, e non manifesti e comunichi sempre e in ogni momento uno o più aspetti della Sua perfezione attraverso le cause seconde.
    Poiché Dio è onniscente, se avesse voluto impedire qualcosa, avrebbe potuto creare diversamente. Nessuna realtà contingente ha in se stessa nulla che la dimostri necessaria, cioè nulla del creato si può dimostrare come necessario, in quanto Dio nella Sua infinità liberalità avrebbe sempre potuto congegnare il creato diversamente da com’è, e per esempio negare da prima dell’inizio dei tempi il verificarsi di questo o quel cataclisma, se non addirittura “fare” il mondo diverso.

    Anche l’esempio del suicida rientra appieno in questa ottica, sai, anche se tu credi il contrario.

    Intanto, premetto che ciò che io ho scritto: “PS: un “intervento punitivo diretto” divino non è cosa possibile: Dio non fa e non vuole mai il male” non è quello che stai dicendo tu. Credimi sulla parola.

    La volontà dell’uomo suicida e il suo atto di darsi la morte, sono permessi da Dio e il fatto che l’uomo che si uccide stia agendo con piena libertà nulla toglie al fatto che la sua stessa libera volontà e le sue azioni necessarie al darsi la morte possono concretamente venire all’essere perché Dio in ogni momento sostiene la Sua creazione, impedendole di ricadere nel nulla, e sono consentite attraverso decreti divini permissori, e ciò dall’eternità. La perdita della vita, a prescindere dal destino eterno, è la pena più grave relativamente ai beni materiali e questo-è-un-castigo-divino. Tale castigo può essere la caparra della dannazione, oppure una punizione che inflitta in questa vita sconta la pena del peccato a sufficienza da consentire all’anima una salvezza all’ultimo istante (ho i miei dubbi, ma concedo). Ma che sia pena retributiva e/o medicinale, sempre pena è.

    Allo stesso modo, la volontà del dannato che per sua libera scelta non vuole Dio e suscita, nella frattura tra propria volontà e propria natura, quella lacerazione da cui scaturirà il suo eterno tormento, è permessa da Dio e assume il senso sovrannaturale di eterno castigo che Dio infligge, punendo così la rivolta della creatura contra la divina Giustizia.

    Et-et: le due realtà si intersecano perfettamente, mentre tu le contrapponi l’una all’altra e perciò sostieni erroneamente che: dato che il dannato sceglie la dannazione, allora non si deve sostenere che Dio castiga il dannato per i suoi peccati (mentre sono entrambe vere), che dato che il suicida sceglie di uccidersi, allora il suo darsi la morte non va giudicato come un castigo inflittogli da Dio che gli sottrae il bene della vita (mentre sono entrambe vere: Dio toglie la vita al suicida permettendogli di uccidersi; il suicida liberamente sceglie di togliersi la vita), che il cataclisma viene da forze naturali, e perciò non può assumere un significato particolare nel tempo; ma così assolutizzi il tempo e trascuri l’eterno, mentre il tempo è cosa che in Dio non c’è.

    Con questo, come dicevo, chiudo il dibattito, anche perché l’esempio che fai della tua nonna mancina, non offenderti eh…, mi dice chiaro che hai un muro al momento invincibile che ti preclude la comprensione.

    Non ci sarebbe niente di male in questo, per sé, mentre c’è di male che facendoti forte della tua incomprensione, tu creda e ti permetta di metterti sotto i piedi l’insegnamento costante della Chiesa in materia, liquidandolo con quel po’ di sprezzo tipico dell’intellettuale come “”eredi di un tempo dove veniva vista la mano di Dio e del demonio su ogni avvenimento quotidiano e in ogni segno “strano” delle persone””. E qua proprio non ci siamo, se per secoli la Chiesa ha sbagliato così clamorosamente come tu insinui, significa che la Chiesa non è in grado di garantire un insegnamento autentico in materia di Fede – e ti lascio trarre la conclusione che ne consegue.

    E’ proprio come dici, invece: l’azione di Dio e in seconda istanza del demonio (nella misura in cui gli viene permesso dalla Provvidenza), E’ in ogni avvenimento, quotidiano o meno che sia. La nostra stessa vita come creature viatrici ha senso proprio per questo. Che poi ce ne dimentichiamo di continuo, o ci dia fastidio ammetterlo perché frustra il nostro disordinato e malinteso desiderio di libertà, è un altro paio di maniche e problema che ci affligge tutti.

    Chiudo con il consiglio di lettura che lascio sempre a chiunque ha queste difficoltà a comprendere il senso del male in prospettiva cattolica: il saggio teologico dal titolo “Il male” del cardinale Charles Journet. Lettura ricca, edificante eppure alla portata di molti. Personalmente sciolse le mie difficoltà e i miei dubbi in materia, e inoltre si trova anche gratuitamente su internet.

    Ciao e alla prossima.

    1. Alessandro

      @Roberto

      scusa, ho scritto il mio commento senza aver letto il tuo 😉

      Speriamo di essere di giovamento a qualcuno con questi “spiegoni” 😉

  78. Miles

    “Sottolineo: questo-specifico-evento-cataclismatico: non “i cataclismi” in generale, no. Tu continui a rifugiarti nella ragione generale e neghi senso all’evento particolare. ”

    Non ne ho affatto negato il senso, rileggi bene quello che ho scritto, non intendo ripetermi.

    “Et-et: le due realtà si intersecano perfettamente, mentre tu le contrapponi l’una all’altra e perciò sostieni erroneamente che: dato che il dannato sceglie la dannazione, allora non si deve sostenere che Dio castiga il dannato per i suoi peccati (mentre sono entrambe vere), che dato che il suicida sceglie di uccidersi, allora il suo darsi la morte non va giudicato come un castigo inflittogli da Dio che gli sottrae il bene della vita (mentre sono entrambe vere: Dio toglie la vita al suicida permettendogli di uccidersi; il suicida liberamente sceglie di togliersi la vita), che il cataclisma viene da forze naturali, e perciò non può assumere un significato particolare nel tempo; ma così assolutizzi il tempo e trascuri l’eterno, mentre il tempo è cosa che in Dio non c’è.”

    Mi attribuisci cose che non ho detto. Io ho semplicemente che Dio, per l’appunto, permette il male naturale, soprattutto permette che il male naturale possa colpire l’uomo, in conseguenza del peccato originale.

    Quello che nego è che un determinato male naturale abbia legami con un particolare peccato..

    “Con questo, come dicevo, chiudo il dibattito, anche perché l’esempio che fai della tua nonna mancina, non offenderti eh…, mi dice chiaro che hai un muro al momento invincibile che ti preclude la comprensione.
    Non ci sarebbe niente di male in questo, per sé, mentre c’è di male che facendoti forte della tua incomprensione, tu creda e ti permetta di metterti sotto i piedi l’insegnamento costante della Chiesa in materia, liquidandolo con quel po’ di sprezzo tipico dell’intellettuale come “”eredi di un tempo dove veniva vista la mano di Dio e del demonio su ogni avvenimento quotidiano e in ogni segno “strano” delle persone””. E qua proprio non ci siamo, se per secoli la Chiesa ha sbagliato così clamorosamente come tu insinui, significa che la Chiesa non è in grado di garantire un insegnamento autentico in materia di Fede – e ti lascio trarre la conclusione che ne consegue.”

    L’esempio l’ho fatto per dirti che un tempo anche cose che non centravano nulla col sovrannaturale venivano interpretate in quel senso, ad esempio molte malattie mentali venivano scambiate per possessioni demoniache.

    Gli indemoniati esistono, certamente, ma in passato erano visti ovunque.

    Non mi metto sotto i piedi proprio nulla, sto semplicemente dicendo che è molto frettoloso e temerario fare collegamenti di un certo tipo come si cerca di fare in questi giorni, tutto li.

    “Tale castigo può essere la caparra della dannazione, oppure una punizione che inflitta in questa vita sconta la pena del peccato a sufficienza da consentire all’anima una salvezza all’ultimo istante (ho i miei dubbi, ma concedo)”

    A parte che la dottrina della salvezza all’ultimo istante, per i suicidi, è affermata dalla Chiesa, che dice che Dio può provvedere, nei modo che lui conosce, la grazia del pentimento.

    Dici di avere dubbi in merito: quindi ritieni che Dio condanni all’inferno eterno uno che si suicida perché in balia della depressione, ad esempio, o perché disperato per altri motivi? Beh in tal caso continuare a parlare è controproducente, perché abbiamo un’idea di Dio molto diversa.

    Se tu credi in un Dio che condanni alle torture eterne una persona che si suicida in un momento di disperazione o di angoscia, oltre a non essere l’insegnamento del Catechismo (che insegna che in quelle situazioni la persona ha una colpevolezza molto ridotta) mostra un’idea di Dio che personalmente trovo terrificante.

    Meglio Hitler di un “dio” (minuscola volontaria) del genere.

    1. Roberto

      Vedi, potevamo chiudere qua, invece temerariamente mi hai cucito addosso un abito, abbandonandoti a una tirata finale che non c’entra nulla.

      Del mio sforzo e del mio tempo, che ti ho concesso gratuitamente, nulla hai voluto capire o trarre, salvo una parentesi utilizzata per mettermi subito sul banco degli imputati, senza chiedermene spiegazioni; poiché chiaramente è quel che ti faceva comodo per intenti polemici. Giornalista mainstream anche tu, per caso?
      Che mi sia di lezione, non aspettarti da me altri contributi ad aiutarti a dissipare le confusioni che hai in testa.

      1. Miles

        “Del mio sforzo e del mio tempo, che ti ho concesso gratuitamente, nulla hai voluto capire o trarre, salvo una parentesi utilizzata per mettermi subito sul banco degli imputati, senza chiedermene spiegazioni; ”

        Probabilmente ho sbagliato, ti chiedo scusa.

        Riguardo alla confusione penso di aver già chiarito più sopra, e ciò che penso io è perfettamente aderente al Catechismo.

        Chiudiamola qui.

        1. Beatrice

          @Miles
          Non voglio riaprire il dibattito, ma ci tenevo a rispondere ad alcune cose che hai detto:
          “Questi ragionamenti sono eredi di un tempo dove veniva vista la mano di Dio e del demonio su ogni avvenimento quotidiano e in ogni segno “strano” delle persone (tanto per dire, mia nonna era mancina e l’hanno costretta ad usare la mano destra per la credenza, comune all’epoca, che la sinistra fosse la mani del diavolo). Ribadisco: questo modo di ragionare non ha senso a meno che non lo si estenda a tutti gli avvenimenti spiacevoli che Dio avrebbe potuto evitare e non evita […] dopo il peccato originale l’uomo è condannato a vivere la sua vita terrena in un mondo la cui natura è ostile all’uomo; punto.”

          Secondo me tu parti a ragionare da un assunto sbagliato, cioè l’idea per cui Dio si manifesterebbe nella vita delle persone solo attraverso miracoli e altri fenomeni sovrannaturali, ma non è così. Davvero credi che Dio ti abbia creato e poi ti abbia abbandonato a cavartela da solo in un mondo dominato da una natura ostile? E sarebbe questa la tua idea di un Dio buono? Non ti è mai capitato nel corso della vita di imbatterti in particolari coincidenze, di assistere ad accadimenti del tutto ordinari ma che per te assumevano un significato speciale, insomma dei momenti di epifania in cui hai intravisto un senso altro rispetto all’episodio prosaico da te vissuto? Io penso invece che Dio non abbandoni mai nessuno, neanche quando a noi sembra così, penso che ci parli continuamente attraverso un’omelia, una canzone, un libro, un gesto affettuoso, etc., perché quello che Gli sta a cuore è di ricondurci tutti a Casa Sua. Non sai quante volte mi è capitato di sentirmi dire esattamente quello di cui avevo bisogno da parte di un prete, un amico, a volte anche uno sconosciuto. Penso che Dio abbia un progetto per ognuno di noi e che ci accompagni nel percorso per guidarci alla meta senza però mai forzarci a prendere determinate strade, ma lasciandoci sempre liberi anche di sbandare, smarrirci, impantanarci e persino finire in burroni più o meno fondi, da cui purtroppo a volte non usciamo più. Anche le situazioni dolorose a volte sono tappe necessarie di questo percorso verso la Casa del Padre.
          Io non so perché in passato abbia dovuto vivere determinate esperienze drammatiche, se per colpa mia, per espiare i miei peccati o per mille altre ragioni diverse (non è poi così importante sapere il perché anche se è normale chiederselo quando si è immersi nella sofferenza), quello che so per certo è che le lezioni più importanti della mia vita me le ha insegnate proprio il dolore, è grazie a queste esperienze che ho ritrovato la mia fede in Dio, è grazie ad esse che oggi sono diventata più forte (anche se qualche caduta la faccio ancora), è grazie ad esse che ho imparato il valore degli affetti e l’importanza di saper accettare l’aiuto degli altri. Di giorno le stelle rimangono nascoste, è con l’infittirsi delle tenebre che emergono in tutto il loro splendore, allo stesso modo è nei periodi difficili che si manifesta in tutta la sua bellezza la solidarietà umana, è nel momento del bisogno, quando sperimentiamo tutta la nostra fragilità, che capiamo chi ci ama veramente perché lo dimostra restando al nostro fianco a condividere la croce invece di fuggire a cercare la felicità lontano da noi (che evidentemente in quel dato periodo non siamo in grado di offrire). Spesso ci si chiede dov’era Dio durante la Shoah: io penso che agisse per mezzo dei vari Massimiliano Kolbe, Oskar Schindler, Giorgio Perlasca e tutti quegli sconosciuti che in un modo o in un altro si sono resi testimoni di gesti di umanità, in un periodo in cui questa era merce rara, soffocata dall’indifferenza e dall’odio. Anche quando la notte sembra più fonda che mai c’è sempre da qualche parte una luce che ci guida incessantemente nelle tenebre, il male non è riuscito mai a soffocare del tutto dei germogli di bene da cui ripartire (anche se nel caso del diluvio ci è andato molto vicino). Pensa ai recenti terremoti, guarda quanta solidarietà si è messa in moto spontaneamente e quella è tutta carità che viene da Dio. Questo per dire che il Signore castigherà pure per ragioni che conosce solo lui, ma offre anche aiuti materiali e spirituali a chi è in difficoltà. Quando accade una qualsiasi disgrazia allora non diventa tanto importante sapere se sia o meno un castigo divino, quanto piuttosto sfruttare quell’occasione di crisi per domandarsi a che punto siamo della nostra conversione, perché se pensiamo di aver potuto meritare una punizione evidentemente qualcosa da cambiare nelle nostre vite esiste, come nell’episodio evangelico delle persone perite sotto il peso della torre di Siloe, in quel caso Gesù dice chiaramente di non pensare che fossero più peccatori degli altri, ma di prendere la loro vicenda come monito del fatto che la vita è fragile e pertanto è bene cambiarla in fretta prima che sia troppo tardi per farlo. Qualcosa di simile ha detto secondo me padre Cavalcoli nel discorso incriminato: i terremoti, come tutte le manifestazioni violente della natura, che siano o meno castighi divini, in ogni caso devono spingerci a interrogarci su dove stiamo andando e se non è il caso magari di ripensare certe politiche che minano alla base la dignità umana.

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