L’Immacolata Concezione è l’inizio della libertà per l’uomo

Un sacco di gente mi aveva parlato di don Ubaldo Orlandelli prima che lo conoscessi: il prete che stava in Siberia, il prete che quando tornava in Italia andava sulla neve in ciabatte e a fare incontri in camicia hawaiana, perché ovunque fosse più caldo di quarantacinque sotto zero per lui era estate, il prete amico di Nembrini e degli ortodossi che gli regalarono la famigerata pelle dell’orso “morto di raffreddore”, e poi in Italia il prete dei malati terminali, e prima l’allenatore di atletica e quello che costruiva stadi… Insomma, uno dalle mille vite, dovevo conoscerlo. Così gli abbiamo chiesto di tenere una catechesi ai Santi Quattro Coronati, e ora grazie alla cara amica Elena possiamo offrirvene la trascrizione (anche perché la registrazione non è stata ottima, visto che era senza voce: dice che in Siberia non gli era mai successo, col freddo morivano anche i batteri, invece adesso col monsone…).

Chi volesse invitarlo per testimonianze, incontri, ritiri, giornate missionarie, può scrivere sempre a lei, Elena, tiene la sua agenda a elyguss@gmail.com o chiamarla al 3351266360

L’Immacolata Concezione è l’inizio della libertà per l’uomo; la vera libertà che soltanto Dio può portare: la libertà d’amare.

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La salvezza ci interessa, eccome!

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di Costanza Miriano

Grazie a Dio non sono teologa, per cui non ci provo neanche a pesare col bilancino le parole che sono state dette dalle due parti in Svezia. Siccome sono cattolica, mi fido del Papa, e finché non cambia il Catechismo dormo come un bimbo svezzato in braccio a mia madre, la Chiesa. Una. Santa. Cattolica. Apostolica. Se cambia il Catechismo, avvisatemi (citofonate ore pasti).

Ma dire che non mi preoccupo, anzi mi fido delle scelte pastorali del Papa, non significa dire che non mi interessa ogni singolo iota del patrimonio che mi è stato tramandato. Non mi riconosco pertanto nell’incredibile articolo uscito sul Corriere della Sera a firma di Lucetta Scaraffia:

“oggi molti dei profondi dissensi che hanno causato la scissione della Chiesa non hanno più ragion d’essere: il problema della salvezza non assilla più nessuno”.

Io non so quali cattolici frequenti Lucetta, ma quelli che conosco io della salvezza si preoccupano eccome.

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La confusione e l’imbroglio

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di Paolo Pugni

Più leggi le scritture, e libri di santi, più aumenta la confusione: e l’equilibrio tra carità e verità oscilla paurosamente come una barca nella tempesta. Un attimo è tutta dolcezza e perdono, quello dopo è fermezza quasi dura, annuncio ruvido, senza cedimenti.

Così non sai mai che strada scegliere, anche se sai bene che alla fine è sull’amore che sarai giudicato non sulle lezioni di catechismo. Non ci sarà una commissione d’esame con casi cavillosi e paragrafi, ma un abbraccio nel quale correre o dal quale, spaventato –il talento l’hai nascosto sotto terra- fuggire per piombare nella pece ardente della tua libertà.

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La fame e la sete

la fame e la sete

di Maria Elena Rosati     trentamenouno

“Antonio è immobile, accovacciato, con le gambe ritratte al petto; la bocca aperta, gli occhi sbarrati. Chiuso in un nodo indissolubile. Il suo respiro è bloccato, come trattenuto dalle mani che si incrociano sul petto, stringendo avidamente i lembi della pesante tunica nera che lo avvolge. […] Continua a leggere “La fame e la sete”

Dal peccato (originale) alla libertà

BENEDETTO XVI

 Cari fratelli e sorelle,

nell’odierna catechesi ci soffermeremo sulle relazioni tra Adamo e Cristo, delineate da san Paolo nella nota pagina della Lettera ai Romani (5,12-21), nella quale egli consegna alla Chiesa le linee essenziali della dottrina sul peccato originale. In verità, già nella prima Lettera ai Corinzi, trattando della fede nella risurrezione, Paolo aveva introdotto il confronto tra il progenitore e Cristo: “Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita…

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Correre contro il diavolo

La scorsa settimana abbiamo pubblicato il post Un demone nella nuvola. Ne è nata una bella discussione sul diavolo, il male, l’inferno con tanti interessantissimi commenti; uno in particolare ci è sembrato significativo ed essendo un po’ lungo e arrivato a tarda sera abbiamo pensato di riproporlo oggi come post. 

di Roberto Brega

A che serve credere nel diavolo? A cos’è che serve credere in Satana?  Ma se noi siamo buoni (suvvia, per quanto lo possiamo noi poveri disgraziati), se ci impegnamo a non fare il male e a essere persone decenti e cosivvia, ed essere il meno infelici possibili ciascuno con la sua credenza o senza; ma perché sforzarsi di credere in una cosa così da film dell’orrore? Non si può fare il bene e basta? O anche credere in qualche Dio, che ciascuno c’ha il suo, via senza essere sempre i soliti fanatici, che poi tutti amano odiano lavorano dormono giocano copulano e via così? Perché volersi opprimere in codesta maniera? continua a leggere