Dal peccato (originale) alla libertà

BENEDETTO XVI

 Cari fratelli e sorelle,

nell’odierna catechesi ci soffermeremo sulle relazioni tra Adamo e Cristo, delineate da san Paolo nella nota pagina della Lettera ai Romani (5,12-21), nella quale egli consegna alla Chiesa le linee essenziali della dottrina sul peccato originale. In verità, già nella prima Lettera ai Corinzi, trattando della fede nella risurrezione, Paolo aveva introdotto il confronto tra il progenitore e Cristo: “Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita…

Il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita” (1 Cor 15,22-45). Con Rm 5,12-21 il confronto tra Cristo e Adamo si fa più articolato e illuminante: Paolo ripercorre la storia della salvezza da Adamo alla Legge e da questa a Cristo. Al centro della scena non si trova tanto Adamo con le conseguenze del peccato sull’umanità, quanto Gesù Cristo e la grazia che, mediante Lui, è stata riversata in abbondanza sull’umanità. La ripetizione del “molto più” riguardante Cristo sottolinea come il dono ricevuto in Lui sorpassi, di gran lunga, il peccato di Adamo e le conseguenze prodotte sull’umanità, così che Paolo può giungere alla conclusione: “Ma dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia” (Rm 5,20). Pertanto, il confronto che Paolo traccia tra Adamo e Cristo mette in luce l’inferiorità del primo uomo rispetto alla prevalenza del secondo.

D’altro canto, è proprio per mettere in evidenza l’incommensurabile dono della grazia, in Cristo, che Paolo accenna al peccato di Adamo: si direbbe che se non fosse stato per dimostrare la centralità della grazia, egli non si sarebbe attardato a trattare del peccato che “a causa di un solo uomo è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte” (Rm 5,12). Per questo se, nella fede della Chiesa, è maturata la consapevolezza del dogma del peccato originale è perché esso è connesso inscindibilmente con l’altro dogma, quello della salvezza e della libertà in Cristo. La conseguenza di ciò è che non dovremmo mai trattare del peccato di Adamo e dell’umanità in modo distaccato dal contesto salvifico, senza comprenderli cioè nell’orizzonte della giustificazione in Cristo.

Ma come uomini di oggi dobbiamo domandarci: che cosa è questo peccato originale? Che cosa insegna san Paolo, che cosa insegna la Chiesa? È ancora oggi sostenibile questa dottrina? Molti pensano che, alla luce della storia dell’evoluzione, non ci sarebbe più posto per la dottrina di un primo peccato, che poi si diffonderebbe in tutta la storia dell’umanità. E, di conseguenza, anche la questione della Redenzione e del Redentore perderebbe il suo fondamento. Dunque, esiste il peccato originale o no? Per poter rispondere dobbiamo distinguere due aspetti della dottrina sul peccato originale. Esiste un aspetto empirico, cioè una realtà concreta, visibile, direi tangibile per tutti. E un aspetto misterico, riguardante il fondamento ontologico di questo fatto. Il dato empirico è che esiste una contraddizione nel nostro essere. Da una parte ogni uomo sa che deve fare il bene e intimamente lo vuole anche fare. Ma, nello stesso tempo, sente anche l’altro impulso di fare il contrario, di seguire la strada dell’egoismo, della violenza, di fare solo quanto gli piace anche sapendo di agire così contro il bene, contro Dio e contro il prossimo. San Paolo nella sua Lettera ai Romani ha espresso questa contraddizione nel nostro essere così: «C’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio» (7, 18-19). Questa contraddizione interiore del nostro essere non è una teoria. Ognuno di noi la prova ogni giorno. E soprattutto vediamo sempre intorno a noi la prevalenza di questa seconda volontà. Basta pensare alle notizie quotidiane su ingiustizie, violenza, menzogna, lussuria. Ogni giorno lo vediamo: è un fatto.

Come conseguenza di questo potere del male nelle nostre anime, si è sviluppato nella storia un fiume sporco, che avvelena la geografia della storia umana. Il grande pensatore francese Blaise Pascal ha parlato di una «seconda natura», che si sovrappone alla nostra natura originaria, buona. Questa “seconda natura” fa apparire il male come normale per l’uomo. Così anche l’espressione solita: «questo è umano» ha un duplice significato. «Questo è umano» può voler dire: quest’uomo è buono, realmente agisce come dovrebbe agire un uomo. Ma «questo è umano» può anche voler dire la falsità: il male è normale, è umano. Il male sembra essere divenuto una seconda natura. Questa contraddizione dell’essere umano, della nostra storia deve provocare, e provoca anche oggi, il desiderio di redenzione. E, in realtà, il desiderio che il mondo sia cambiato e la promessa che sarà creato un mondo di giustizia, di pace, di bene, è presente dappertutto: in politica, ad esempio, tutti parlano di questa necessità di cambiare il mondo, di creare un mondo più giusto. E proprio questo è espressione del desiderio che ci sia una liberazione dalla contraddizione che sperimentiamo in noi stessi.

Quindi il fatto del potere del male nel cuore umano e nella storia umana è innegabile. La questione è: come si spiega questo male? Nella storia del pensiero, prescindendo dalla fede cristiana, esiste un modello principale di spiegazione, con diverse variazioni. Questo modello dice: l’essere stesso è contraddittorio, porta in sé sia il bene sia il male. Nell’antichità questa idea implicava l’opinione che esistessero due principi ugualmente originari: un principio buono e un principio cattivo. Tale dualismo sarebbe insuperabile; i due principi stanno sullo stesso livello, perciò ci sarà sempre, fin dall’origine dell’essere, questa contraddizione. La contraddizione del nostro essere, quindi, rifletterebbe solo la contrarietà dei due principi divini, per così dire. Nella versione evoluzionistica, atea, del mondo ritorna in modo nuovo la stessa visione. Anche se, in tale concezione, la visione dell’essere è monistica, si suppone che l’essere come tale dall’inizio porti in se il male e il bene. L’essere stesso non è semplicemente buono, ma aperto al bene e al male. Il male è ugualmente originario come il bene. E la storia umana svilupperebbe soltanto il modello già presente in tutta l’evoluzione precedente. Ciò che i cristiani chiamano peccato originale sarebbe in realtà solo il carattere misto dell’essere, una mescolanza di bene e di male che, secondo questa teoria, apparterrebbe alla stessa stoffa dell’essere. È una visione in fondo disperata: se è così, il male è invincibile. Alla fine conta solo il proprio interesse. E ogni progresso sarebbe necessariamente da pagare con un fiume di male e chi volesse servire al progresso dovrebbe accettare di pagare questo prezzo. La politica, in fondo, è impostata proprio su queste premesse: e ne vediamo gli effetti. Questo pensiero moderno può, alla fine, solo creare tristezza e cinismo.

E così domandiamo di nuovo: che cosa dice la fede, testimoniata da san Paolo? Come primo punto, essa conferma il fatto della competizione tra le due nature, il fatto di questo male la cui ombra pesa su tutta la creazione. Abbiamo sentito il capitolo 7 della Lettera ai Romani, potremmo aggiungere ilcapitolo 8. Il male esiste, semplicemente. Come spiegazione, in contrasto con i dualismi e i monismi che abbiamo brevemente considerato e trovato desolanti, la fede ci dice: esistono due misteri di luce e un mistero di notte, che è però avvolto dai misteri di luce. Il primo mistero di luce è questo: la fede ci dice che non ci sono due principi, uno buono e uno cattivo, ma c’è un solo principio, il Dio creatore, e questo principio è buono, solo buono, senza ombra di male. E perciò anche l’essere non è un misto di bene e male; l’essere come tale è buono e perciò è bene essere, è bene vivere. Questo è il lieto annuncio della fede: c’è solo una fonte buona, il Creatore. E perciò vivere è un bene, è buona cosa essere un uomo, una donna, è buona la vita. Poi segue un mistero di buio, di notte. Il male non viene dalla fonte dell’essere stesso, non è ugualmente originario. Il male viene da una libertà creata, da una libertà abusata.

Come è stato possibile, come è successo? Questo rimane oscuro. Il male non è logico. Solo Dio e il bene sono logici, sono luce. Il male rimane misterioso. Lo si è presentato in grandi immagini, come fa il capitolo 3 della Genesi, con quella visione dei due alberi, del serpente, dell’uomo peccatore. Una grande immagine che ci fa indovinare, ma non può spiegare quanto è in se stesso illogico. Possiamo indovinare, non spiegare; neppure possiamo raccontarlo come un fatto accanto all’altro, perché è una realtà più profonda. Rimane un mistero di buio, di notte. Ma si aggiunge subito un mistero di luce. Il male viene da una fonte subordinata. Dio con la sua luce è più forte. E perciò il male può essere superato. Perciò la creatura, l’uomo, è sanabile. Le visioni dualiste, anche il monismo dell’evoluzionismo, non possono dire che l’uomo sia sanabile; ma se il male viene solo da una fonte subordinata, rimane vero che l’uomo è sanabile. E il Libro della Sapienza dice: “Hai creato sanabili le nazioni” (1, 14 volg). E finalmente, ultimo punto, l’uomo non è solo sanabile, è sanato di fatto. Dio ha introdotto la guarigione. È entrato in persona nella storia. Alla permanente fonte del male ha opposto una fonte di puro bene. Cristo crocifisso e risorto, nuovo Adamo, oppone al fiume sporco del male un fiume di luce. E questo fiume è presente nelle storia: vediamo i santi, i grandi santi ma anche gli umili santi, i semplici fedeli. Vediamo che il fiume di luce che viene da Cristo è presente, è forte.

BENEDETTO XVI 
UDIENZA GENERALE
Aula Paolo VI

Mercoledì, 3 dicembre 2008

61 pensieri su “Dal peccato (originale) alla libertà

  1. Il cristianesimo è l’unico cammino di speranza, le altre filosofie non possono fare altro che constatare il male e accettarlo (magari arrivando ad essere indifferenti ad esso); il cristiano lo supera, grazie a Dio

  2. Io non so come faccia questo gigantesco Papa a spiegare così bene e in modo così chiaro, divinamente semplice. Questa mente rimarrà nella storia indipendentemente dall’essere stato Papa.

    1. E’ li frutto della cultura, quella vera. Chi sa molto padroneggia i concetti con estrema semplicità tanto da apparire addirittura privo di cultura. L’ho notato nelle sue encicliche, all’inizio non mi appassionavano perchè le ritenevo troppo semplici, mi aspettavo qualcosa di più e credevo addirittura fossero superficiali. Invece ho visto come mantiene sempre il concetto di fondo molto chiaro e gli giri atorno con molta semplicità, spesso arrivando a prospettive inedite che scardinano molti luoghi comuni. Questo modo di fare non può sollecitare risposte in chi onestamente si interroga, noto però che molti preferiscono l’ideologia. Il nostro tempo vede una produzione sterminata di scritti, ma una povertà di genuine ricerche.

  3. E’ effettivamente molto chiaro e lineare ma perché nell’ultimo paragrafo, parlando dell’origine del male, come di una fonte subordinata Benedetto XVI non fa esplicito riferimento a satana? Per accontentare Alvise o per qualche motivo teologico che a me sfugge?

  4. “Al centro della scena non si trova tanto Adamo con le conseguenze del peccato sull’umanità, quanto Gesù Cristo e la grazia che, mediante Lui, è stata riversata in abbondanza sull’umanità.”
    Forse da ricercarsi qui l’espressione “a badilate” così cara alla nostra ospite?

  5. I “teologi” partecipanti a questo blog mi daranno sicuramente ragione (spero).
    La grazia o è o non è, non può essere scarsa o abbondante.
    Un po’ come si usa dire del rancio nell’esercito “ottimo e abbondante”.

  6. 61Angeloextralarge

    Post da stampare e meditare con molta calma! Grande Benedetto XVI, grande come uomo e come Papa. 😀

  7. JoeTurner

    io però della Genesi ci sono delle cose che non capisco:
    CHI ha commesso il terribile peccato di superbia verso Dio, uno scimmione che sapeva a malapena grugnire?
    e in che modo uno scimmione poteva essere consapevole? e sopratutto perché questo peccato è ricaduto sull’intera umanità nei secoli? Lucifero si è ribellato a Dio e così altri angeli ma la loro ribellione ha condannato solo loro non tutti gli angeli.

    1. Alessandro

      Aggiungerei: perché i peccatori umani sono redimibili (e redenti da Cristo), e invece quelli angelici sono irredimibili?

  8. È escluso che nel corso dei tempi un altro angelo o arcangelo si ribelli a Dio? E se sì, perché? Poi ancora non go capito perché qui Benedetto XVII non parli esplicitamente di satana?

  9. a joe turner: perchè noi discendiamo da Adamo ed Eva, il Concilio di trento ha specificato bene questo dicendo che è stato trasmesso per generazione e non per imitazione.
    Gli angeli erano tutti già nati pirma del peccato di Lucifero
    “Prima facesti gli Angeli liberi. Ma gli Angeli, proprio per la loro natura, non potevano che scegliere il loro destino con un singolo atto di volontà.” da un commento di Roberto nel post il grande ingannatore per rispondere a Alessandro e exileye in cui inoltre per quanto riguarda BXVI parla proprio del serpente della Genesi alla fine

  10. Alessandro

    dall’omelia di Benedetto XVI dell’8 dicembre 2005:

    “La seconda immagine è molto più difficile ed oscura. Questa metafora tratta dal Libro della Genesi parla a noi da una grande distanza storica, e solo a fatica può essere chiarita; soltanto nel corso della storia è stato possibile sviluppare una comprensione più profonda di ciò che lì viene riferito. Viene predetto che durante tutta la storia continuerà la lotta tra l’uomo e il serpente, cioè tra l’uomo e le potenze del male e della morte. Viene però anche preannunciato che “la stirpe” della donna un giorno vincerà e schiaccerà la testa al serpente, alla morte; è preannunciato che la stirpe della donna – e in essa la donna e la madre stessa – vincerà e che così, mediante l’uomo, Dio vincerà. Se insieme con la Chiesa credente ed orante ci mettiamo in ascolto davanti a questo testo, allora possiamo cominciare a capire che cosa sia il peccato originale, il peccato ereditario, e anche che cosa sia la tutela da questo peccato ereditario, che cosa sia la redenzione.
    Qual è il quadro che in questa pagina ci vien posto davanti? L’uomo non si fida di Dio. Egli, tentato dalle parole del serpente, cova il sospetto che Dio, in fin dei conti, gli tolga qualcosa della sua vita, che Dio sia un concorrente che limita la nostra libertà e che noi saremo pienamente esseri umani soltanto quando l’avremo accantonato; insomma, che solo in questo modo possiamo realizzare in pienezza la nostra libertà. L’uomo vive nel sospetto che l’amore di Dio crei una dipendenza e che gli sia necessario sbarazzarsi di questa dipendenza per essere pienamente se stesso. L’uomo non vuole ricevere da Dio la sua esistenza e la pienezza della sua vita. Vuole attingere egli stesso dall’albero della conoscenza il potere di plasmare il mondo, di farsi dio elevandosi al livello di Lui, e di vincere con le proprie forze la morte e le tenebre. Non vuole contare sull’amore che non gli sembra affidabile; egli conta unicamente sulla conoscenza, in quanto essa gli conferisce il potere. Piuttosto che sull’amore punta sul potere col quale vuole prendere in mano in modo autonomo la propria vita. E nel fare questo, egli si fida della menzogna piuttosto che della verità e con ciò sprofonda con la sua vita nel vuoto, nella morte. Amore non è dipendenza, ma dono che ci fa vivere. La libertà di un essere umano è la libertà di un essere limitato ed è quindi limitata essa stessa. Possiamo possederla soltanto come libertà condivisa, nella comunione delle libertà: solo se viviamo nel modo giusto l’uno con l’altro e l’uno per l’altro, la libertà può svilupparsi. Noi viviamo nel modo giusto, se viviamo secondo la verità del nostro essere e cioè secondo la volontà di Dio. Perché la volontà di Dio non è per l’uomo una legge imposta dall’esterno che lo costringe, ma la misura intrinseca della sua natura, una misura che è iscritta in lui e lo rende immagine di Dio e così creatura libera. Se noi viviamo contro l’amore e contro la verità – contro Dio –, allora ci distruggiamo a vicenda e distruggiamo il mondo. Allora non troviamo la vita, ma facciamo l’interesse della morte. Tutto questo è raccontato con immagini immortali nella storia della caduta originale e della cacciata dell’uomo dal Paradiso terrestre.
    Cari fratelli e sorelle! Se riflettiamo sinceramente su di noi e sulla nostra storia, dobbiamo dire che con questo racconto è descritta non solo la storia dell’inizio, ma la storia di tutti i tempi, e che tutti portiamo dentro di noi una goccia del veleno di quel modo di pensare illustrato nelle immagini del Libro della Genesi. Questa goccia di veleno la chiamiamo peccato originale. Proprio nella festa dell’Immacolata Concezione emerge in noi il sospetto che una persona che non pecchi affatto sia in fondo noiosa; che manchi qualcosa nella sua vita: la dimensione drammatica dell’essere autonomi; che faccia parte del vero essere uomini la libertà del dire di no, lo scendere giù nelle tenebre del peccato e del voler fare da sé; che solo allora si possa sfruttare fino in fondo tutta la vastità e la profondità del nostro essere uomini, dell’essere veramente noi stessi; che dobbiamo mettere a prova questa libertà anche contro Dio per diventare in realtà pienamente noi stessi. Con una parola, noi pensiamo che il male in fondo sia buono, che di esso, almeno un po’, noi abbiamo bisogno per sperimentare la pienezza dell’essere. Pensiamo che Mefistofele – il tentatore – abbia ragione quando dice di essere la forza “che sempre vuole il male e sempre opera il bene” (J.W. v. Goethe, Faust I, 3). Pensiamo che patteggiare un po’ col male, riservarsi un po’ di libertà contro Dio, in fondo, sia bene, forse sia addirittura necessario.
    Guardando però il mondo intorno a noi, possiamo vedere che non è così, che cioè il male avvelena sempre, non innalza l’uomo, ma lo abbassa e lo umilia, non lo rende più grande, più puro e più ricco, ma lo danneggia e lo fa diventare più piccolo. Questo dobbiamo piuttosto imparare nel giorno dell’Immacolata: l’uomo che si abbandona totalmente nelle mani di Dio non diventa un burattino di Dio, una noiosa persona consenziente; egli non perde la sua libertà. Solo l’uomo che si affida totalmente a Dio trova la vera libertà, la vastità grande e creativa della libertà del bene. L’uomo che si volge verso Dio non diventa più piccolo, ma più grande, perché grazie a Dio e insieme con Lui diventa grande, diventa divino, diventa veramente se stesso. L’uomo che si mette nelle mani di Dio non si allontana dagli altri, ritirandosi nella sua salvezza privata; al contrario, solo allora il suo cuore si desta veramente ed egli diventa una persona sensibile e perciò benevola ed aperta.”

  11. avrei anche io una domanda teologica, che in maniera più infantile mi è stata posta da mio figlio, quello di 6 anni, dopo aver assistito ad un battesimo. In sostanza mi ha chiesto perchè, anche dopo il battesimo, continuiamo a fare il male, visto che dovremmo essere “purificati” dal peccato originale. Chiedo ai più preparati di fornirmi una risposta semplice, di modo che io non mi impapocchi in astrusi discorsi incomprensibili per il pargolo!

    1. Alessandro

      Risposta per il pargolo: è come quando si hanno certe malattie, si guarisce (grazie al battesimo) ma si è soggetti a riammalarsi della stessa malattia. Contro le ricadute c’è la confessione, che ti fa guarire ancora.

  12. 61Angeloextralarge

    Bene nene! Dopo l’agenzia matrimoniale si aprirà anche un’agenzia educativo-spirituale? Questo blog ha grandi speranze! 😉

  13. 61Angeloextralarge

    Paoloooooooo! Cercavo un’immagine che mi potesse rappresentare la “forza”, allora ho digitato PUGNI su google: alla 5 e alla 11 pagina mi sei “apparso” tu! Wow! 😉

  14. “Il bene è sempre frutto di una scelta, di una decisione, per fare il male invece basta che mi lasci andare un attimo, che mi abbandoni alle spinte primordiali che si agitano dentro di me.”
    Così ho trovato scritto nel blog di Fabio Bartoli indicato da emidiana.
    Questa affermazione NON è vera, NON per tutti, NON sempre, NON necessariamente.
    Naturalmente non lo posso dimostrare. Papa ratzinger invece potrebbe benissimo, secondo voi, dimostrare che è vero.Ma sono io che ho ragione. L’altro giorno mi raccontava, per esempio, una ragazza ucraina, che, avendo trovato un portafoglio non le è nemmeno venuto in mente di tenerselo, e era gonfio di soldi, ma lo aveva subito portato alla Posta per farlo restituire. La faceva stare male solo il pensiero di poter fare in un altro modo. Avrebbe dovuto farsi forza a fare “il male”. Ma forse voi, credo, pensate solo agli “atti impuri” siete fissati con gli “atti impuri”, che solo la parola è
    una dimostrazione di malo-sguardo.

  15. Roberto

    Sono stato citato! Sono onorato, grazie. 🙂

    Joe, domanda fondamentale: se pazienti un po’, vorrei provare a risponderti con completezza.

  16. Roberto

    Tiriamo una linea, innanzi tutto.

    Lascio in questo primo commento alcuni dei principali riferimenti a sostegno di cosa si intenda con il peccato originale per noi cattolici. Siamo tutti preparati a sufficienza, e perciò si tratta di certo di una premessa inutile (che come tale può perciò essere bellamente saltata) ma, parlando di queste cose, sento l’imperativo di mettere in evidenza ciò che dice la Chiesa, prima di aggiungere delle considerazioni mie.

    Catechismo Universale, punti 399-400:

    399 La Scrittura mostra le conseguenze drammatiche di questa prima disobbedienza. Adamo ed Eva perdono immediatamente la grazia della santità originale [Cf Rm 3,23 ].
    400 L’armonia nella quale essi erano posti, grazie alla giustizia originale, è distrutta; la padronanza delle facoltà spirituali dell’anima sul corpo è infranta; [Cf Gen 3,7 ] l’unione dell’uomo e della donna è sottoposta a tensioni; [Cf Gen 3,11-13 ] i loro rapporti saranno segnati dalla concupiscenza e dalla tendenza all’asservimento [Cf Gen 3,16 ]. L’armonia con la creazione è spezzata: la creazione visibile è diventata aliena e ostile all’uomo [Cf Gen 3,17; Gen 3,19 ]. A causa dell’uomo, la creazione è “sottomessa alla caducità” ( Rm 8,20 ). Infine, la conseguenza esplicitamente annunziata nell’ipotesi della disobbedienza [Cf Gen 2,17 ] si realizzerà: l’uomo tornerà in polvere, quella polvere dalla quale è stato tratto [Cf Gen 3,19 ]. La morte entra nella storia dell’umanità [Cf Rm 5,12 ].

    Compendio, punto 72:

    Il Compendio, alla domanda:

    72. Qual era la condizione originaria dell’uomo secondo il progetto di Dio?
    374-379; 384
    Dio, creando l’uomo e la donna, aveva loro donato una speciale partecipazione alla propria vita
    divina, in santita e giustizia. Nel progetto di Dio l’uomo non avrebbe dovuto né soffrire né morire.
    Inoltre regnava un’armonia perfetta nell’uomo in se stesso, tra creatura e Creatore, tra uomo e
    donna, come pure tra la prima coppia umana e tutta la creazione.

    Catechismo Maggiore di San Pio X, 56 – 62:

    56 D. In quale stato pose Dio i nostri primi progenitori Adamo ed Eva?
    R. Dio pose Adamo ed Eva nello stato di innocenza e di grazia; ma presto ne decaddero per il peccato.

    57 D. Oltre l’innocenza e la grazia santificante conferì Dio altri doni ai nostri progenitori?
    R. Oltre l’innocenza e la grazia santificante Iddio conferì altri doni ai nostri progenitori, che essi dovevano trasmettere insieme con la grazia santificante ai loro discendenti ed erano: l’in­tegrità, cioè la perfetta soggezione del senso alla ragione; l’immortalità; l’immunità da ogni dolore e miseria; e la scienza proporzionata al loro stato.

    58 D. Quale fu il peccato di Adamo?
    R. Il peccato di Adamo fu un peccato di superbia e di grave disobbedienza.

    59 D. Quale fu il castigo del peccato di Adamo ed Eva?
    R. Adamo ed Eva perdettero la grazia di Dio e il diritto che avevano al cielo, furono cacciati dal paradiso terrestre, sottoposti a molte miserie nell’anima e nel corpo, e condannati a morire.

    60 D. Se Adamo ed Eva non avessero peccato, sarebbero stati esenti dalla morte?
    R. Se Adamo ed Eva non avessero peccato, ma si fossero mantenuti fedeli a Dio, dopo una
    dimora felice e tranquilla su questa terra, senza morire sarebbero stati trasferiti da Dio nel Cielo a godere una vita eterna e gloriosa.

    61 D. Erano questi doni dovuti all’uomo?
    R. Questi doni non erano dovuti in verun modo all’uomo, ma erano assolutamente gratuiti e soprannaturali; e perciò, disubbidendo Adamo al divino precetto, poté Iddio senza ingiustizia privarne Adamo e tutta la sua posterità.

    62 D. Questo peccato è proprio solamente di Adamo?
    R. Questo peccato non è solo di Adamo, ma è anche nostro, sebbene diversamente. È proprio di Adamo, perché questi lo commise con un atto di sua volontà e perciò in lui fu personale. È proprio nostro, perché, avendo Adamo pec­cato come capo e fonte di tutto il genere umano, viene trasfuso per naturale generazione in tutti i suoi discendenti, e perciò per noi è peccato originale.

    Lo so, sono una persona orribilmente pedante; ma è necessario innanzi tutto bandire il benché minimo dubbio sul fatto che il peccato originale sia un evento reale posto in essere dai due soli progenitori di tutto il genere umano.

    Per ultimo, Enciclica Humani Generis del futuro San (voglio essere ottimista 😀 😀 ) Pio XII, punto IV:

    Rimane ora da parlare di quelle questioni che, pur appartenendo alle scienze positive, sono più o meno connesse con le verità della fede cristiana. Non pochi chiedono instantemente che la religione cattolica tenga massimo conto di quelle scienze. Il che è senza dubbio cosa lodevole, quando si tratta di fatti realmente dimostrati; ma bisogna andar cauti quando si tratta piuttosto di ipotesi, benché in qualche modo fondate scientificamente, nelle quali si tocca la dottrina contenuta nella Sacra Scrittura o anche nella tradizione. Se tali ipotesi vanno direttamente o indirettamente contro la dottrina rivelata, non possono ammettersi in alcun modo.
    Per queste ragioni il Magistero della Chiesa non proibisce che in conformità dell’attuale stato delle scienze e della teologia, sia oggetto di ricerche e di discussioni, da parte dei competenti in tutti e due i campi, la dottrina dell’evoluzionismo, in quanto cioè essa fa ricerche sull’origine del corpo umano, che proverrebbe da materia organica preesistente (la fede cattolica ci obbliga a ritenere che le anime sono state create immediatamente da Dio). Però questo deve essere fatto in tale modo che le ragioni delle due opinioni, cioè di quella favorevole e di quella contraria all’evoluzionismo, siano ponderate e giudicate con la necessaria serietà, moderazione e misura e purché tutti siano pronti a sottostare al giudizio della Chiesa, alla quale Cristo ha affidato l’ufficio di interpretare autenticamente la Sacra Scrittura e di difendere i dogmi della fede (Cfr. Allocuzione Pont. ai membri dell’Accademia delle Scienze, 30 novembre 1941; A. A. S. Vol. , p. 506). Però alcuni oltrepassano questa libertà di discussione, agendo in modo come fosse già dimostrata con totale certezza la stessa origine del corpo umano dalla materia organica preesistente, valendosi di dati indiziali finora raccolti e di ragionamenti basati sui medesimi indizi; e ciò come se nelle fonti della divina Rivelazione non vi fosse nulla che esiga in questa materia la più grande moderazione e cautela.
    Però quando si tratta dell’altra ipotesi, cioè del poligenismo, allora i figli della Chiesa non godono affatto della medesima libertà. I fedeli non possono abbracciare quell’opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l’insieme di molti progenitori; non appare in nessun modo come queste affermazioni si possano accordare con quanto le fonti della Rivelazione e gli atti del Magistero della Chiesa ci insegnano circa il peccato originale, che proviene da un peccato veramente commesso da Adamo individualmente e personalmente, e che, trasmesso a tutti per generazione, è inerente in ciascun uomo come suo proprio (cfr. Rom. V, 12-19; Conc. Trident., sess. V, can. 1-4).

  17. Roberto

    Dopo la pedanteria del copincolla, comincia la pedanteria mia. Ma sulla questione dell’evoluzionismo ci giochiamo qualcosa di troppo importante per poter commettere il benché minimo errore.
    Dico davvero: il successone della teoria dell’evoluzionismo ha ragioni NON scientifiche ma ideologiche. Lo straordinario successo dell’evoluzionismo ha origine in primis “massmediatiche” – viene capillarmente insegnato e spacciato come una realtà dimostrata, mentre sempre più scienziati tendono a riconoscere che è una bufala, vergognandosi però di dirlo ad alta voce.
    Il sostegno pre-giudiziale che tale ipotesi riceve è dovuto al fatto che, se non maneggiato con la dovuta cautela, è prono al servizio dell’ideologia ateista. L’unica alternativa credibile, infatti, implica immediatamente l’ammissione di un qualche Dio. Perciò, viene rifiutata pregiudizialmente.
    Un ateo è “costretto” a essere evoluzionista.

    E un cattolico?
    Un cattolico no, questo lo sappiamo bene e lo sappiamo già da molto tempo. Vi è infatti la leggenda che vorrebbe far credere che l’evoluzionismo sia stato sdoganato da Papa Giovanni Paolo II, mentre in realtà già dall’inizio del secolo scorso l’intellighenzia cattolica affermava non esservi un’incompatibilità tra Fede cattolica e tesi evoluzionista (in ciò a differenza di alcune confessioni protestanti).

    Allora mi sto contraddicendo?
    No.
    Come è anche indicato chiaramente nell’Enciclica Humani Generis, ciò che non è ammissibile è la tesi del poligenismo contrapposta al monogenismo: non è dogma; ma affermare il poligenismo è, così me la pone il Casali nella sua Summa, affermazione “prossima all’errore”. In quanto tale, anche se non eretica, è materia grave di peccato contro la Fede.
    L’evoluzionismo può essere invece creduto; è certo importante ribadirlo. E poi può servire a non fare fuggire in preda al panico i nostri eventuali interlocutori, terrorizzati all’idea di avere a che fare che dei brutti fanatici oscurantisti.
    Cioè! IO sono un brutto fanatico oscurantista, poche storie, ma non c’è bisogno di avere fretta di dimostrarlo.
    L’evoluzionismo per un cattolico serve solo per rispondere alla seguente domanda: i corpi (e solo i corpi) della coppia originaria, sono stati creati da Dio immediatamente o mediatamente?
    Gli Angeli furono creati tutti immediatamente. Tutti i corpi degli altri esseri umani furono creati da Dio mediatamente. Ovvio.
    Le anime umane sono create tutte immediatamente da Dio.
    Le anime umane dei progenitori furono create immediatamente E dotate dei doni di immortalità, impassibilità, scienza e integrità.

    E’ quest’ultimo punto che non viene MAI precisato e risulta essere il cavallo di Troia ateista che distrugge di fatto, silenziosamente, velenosamente, il dogma del peccato originale. Sempre più preti e predicatori mettono infatti, a causa di ciò, in dubbio la verità di Fede della originale immortalità umana. Ho avuto più di un riscontro in merito.

    Un cattolico, per salvare la tesi evoluzionista, deve riconoscere che, non si sa bene da cosa, diciamo un animale antecedente, siano maturati due e non più né meno di due corpi umani i quali, O raggiunto un certo grado di maturità OPPURE da subito ricevettero il soffio vitale di un’anima immortale e dotata di doni sovrannaturali (preternaturali) tra cui immortalità, impossibilità di essere feriti, libertà da qualsiasi ignoranza specialmente nelle cose spirituali (non si parla qui di onniscenza, si badi bene!) e perfetto dominio dell’anima sui moti passionali e del corpo.

    I cattolici, purtroppo, oggi come oggi hanno subito tante e tali sconfitte sul piano culturale, sentono talmente tanto il bisogno di rassicurare gli interlocutari (e se stessi) di non essere dei brutti-cattivi-oscurantisti-fanatici, che accolgono subito, in tutta fretta e con un sospiro di sollievo l’affermazione che non vi è incompatibilità tra evoluzionismo e Fede, ma ignorano quali sono i requisiti necessari da ammettere affinché tale incompatibilità non sorga.
    Ciò è gravissimo: è di una gravità inaudita, e dimostra una volta di più il disprezzo per la fede dei semplici (che siano persone meno dotate intellettualmente, o che siano persone in ricerca, che vengono fatte girare in tondo per anni come topi in un barile… ) e che pervade fasce sempre più ampie di cattolici, il cui unico obiettivo sembra quello di essere accolti nel “salotto buono” degli intellettuali, a ricevere pacche sulle spalle dallo spirito del mondo. E Dio ci scampi in particolare dai biblisti storico-critici! Viene dimenticato perciò il pressante richiamo alla “moderazione e cautela” di cui parlava Pio XII nell’Humani Generis nell’affrontare questa questione. Ormai il danno è fatto e affonda in profondità le sue radici.

    E’ evidente infatti il bel risultato che viene da una impostazione imprudente della “questio”: ciò che si fissa nell’immaginazione è una errata percezione, che spontaneamente muove l’intelligenza razionale a porgersi la domanda di Joe “CHI ha commesso il terribile peccato di superbia verso Dio, uno scimmione che sapeva a malapena grugnire?”
    Ed è ovvio che l’insensatezza che deriva da tale immagine, UNITA all’assicurazione che (realmente) non vi è incompatibilità tra Fede/evoluzionismo, porta a uccidere silenziosamente e indirettamente il dogma del peccato originale.
    In realtà, mettiamola un po’ sul tappeto, l’ipotesi di creazione non immediata, ma mediata, del corpo umano.
    Allora, Dio avrebbe mosso la storia attraverso la Provvidenza, facendo evolvere le forme di vita, fino a sviluppare una vita animale attraverso la quale sarebbero stati concepiti due (e non più di due) animali “vestiti” di un corpo umano, i progenitori, a cui Dio avrebbe infuso lo spirito, l’anima umana RAZIONALE corredata dei doni sovrannaturali di cui si diceva, poi perduti.
    Ah!
    E il Concilio di Trento, attenzione bene, nella quinta sessione chiarisce anche che Adamo, per il “peccato di prevaricazione” che commise fu “peggiorato nell’anima e nel corpo”.
    Perciò posso almeno presumere che tale infusione, viceversa, MIGLIORO’ il corpo di queste non meglio precisate creature.

    Per quanto tutto ciò possa essere creduto e di fatto, poiché parliamo di realtà metafisiche, sia al di fuori dalla portata di qualsiasi obiezione scientifica, con buona pace anche dell’ateo più incallito, si vede bene come “l’ansia da accettazione” che porta tanti cattolici ad accorrere al cappezzale delle (peraltro agonizzante) tesi evoluzionista, non può trovare alcuna soddisfazione.
    Inoltre, a mio modo di vedere per accogliere tale tesi bisogna superare una doppia ripugnanza: la ripugnanza che il corpo umano, che ha comunque un NOBILTA’ e una bellezza infinitamente superiore a quella animale, derivi mediatamente da un animale. In secondo luogo, non si capisce bene quel genere di anima avessero i progenitori PRIMA di ricevere(?) l’anima umana. Perché noi sappiamo che una forma vitale DEVE avere e da subito un’anima (anima vegetativa / anima sensitiva / anima razionale).
    Allora, o i progenitori, pur nascendo da un animale… già quando furono partoriti (anzi, già concepiti!) erano: immortali e coscienti di sé, impassibili e integri… oppure vi è stata una (sostituzione?? aggiunta??) di anima a un certo momento. Quest’ultima, neppure so se sia una tesi che sta teologicamente in piedi.

    Domande, domande… domande che trovano soluzione più adeguata nel creazionismo. O almeno nella creazione immediata dell’uomo (in fondo, come Dio abbia fatto gli animali conta poco o nulla). Si vede poi bene che “l’evoluzionismo cattolco” assomiglia di fatto a una forma “un po’ diversa” di creazionismo.

    Commesso il peccato originale, non ci è dato sapere il modo in cui la condizione umana sia precipitata (a quel punto potremmo anche esserci trovati all’improvviso nello stato di bruti apparentemente poco più che animaleschi); questo ha un’importanza molto relativa.

    Per quanto concerne la poca credibilità delle tesi evoluzioniste, chi volesse approfondire può scaricare il pamphlet “La bufala evoluzionistica”
    http://www.totustuus.it/modules.php?name=Downloads&d_op=viewdownload&cid=41
    e se non ha voglia di registrarsi sul sito, e Admin vuole, posso procurare io i files.

    Di fatto l’utilità, in quanto cattolico, di ammettere l’evoluzionismo, io la trovo solo allo scopo di non spaventare i non-credenti in ricerca. Ricordo perfettamente quando anch’io boccheggiavo alla sola idea che il mio divenire cattolico dovesse passare attraverso la messa in discussione della “realtà scientifica dell’evoluzione”. Dato che è comunque vero che la tesi può essere creduta, finché c’è da rassicurare e da non sovraccaricare un’anima in ricerca, passi. E’ molto divertente, invece, usare il piede di porco a danno dei “dogmatici evoluzionisti”, atei o cattolici che siano 🙂 per mandarli un po’ in crisi.

    Fatta chiarezza sul punto che i progenitori, a prescindere da come Dio decise di creare il loro corpo, diede loro doni di sapienza, intelligenza, virtù naturali, di innocenza, integrità e familiarità con Lui, tali per cui noi non possiamo neppure immaginare la magnificenza naturale di Adamo ed Eva, e la consapevolezza che avevano di se stessi e di Dio, la chiarezza con la quale erano in grado di ragionare, la perfetta consapevolezza del peccato che avrebbero commesso, faccio scorrere (molto più alla svelta, per la gioia e il gaudio di tutti coloro che non sono ancora piombati nel sonno più profondo) alle altre domande.

    Angeli ed esseri umani sono creature diversissime. Gli Angeli furono tutti e subito creati da Dio. Il genere umano, Dio ha deciso di crearlo mediatamente, attraverso la collaborazione umana.
    Basterebbe questa semplice considerazione, tra l’altro, per rendersi conto del perché la contraccezione in ogni sua forma è considerata dalla Chiesa un peccato così grave…
    Bene. Di conseguenza, ogni Angelo sceglie per sé. Gli esseri umani sono invece legati da un legame solidale sovrannaturale. Tutti e senza eccezione.
    Ora, la prima risposta al peccato originale, come dicevo l’altro giorno, è in estrema sintesi la Croce. Il luogo nel quale il Signore ha potuto dare la vita per noi.

    Ma se vogliamo delle risposte più mediate allora mi viene da dire:
    – i doni sovrannaturali che Dio aveva previsto originariamente per il genere umano non erano e non sono “dovuti alla natura umana”. Erano doni, per così dire, “molto convenienti” in ragione dei destini eterni ai quali Dio ci chiama. Molto convenienti al progetto che Dio ha da sempre su di noi e alla conseguente dignità che da essi ci viene. Ma non dovuti. Sì, si sono perduti. Altri però ne sono venuti; di migliori, per quanto tutti noi ci ribelliamo di primo acchito a tale risposta: “preferivo l’immortalità, Signore!!”.
    E certo. 🙂 Ma l’amore che il Signore ci ha così potuto dimostrare dove lo mettiamo? E l’opportunità di partecipare, anche solo per una goccia, di tale amore? Tutto ciò non sarebbe mai stato.
    – era prevista dalla Sapienza di Dio che i doni venissero trasmessi attraverso la vita e la generazione. Adamo ed Eva, come nostri progenitori, avevano una solidarietà unica, speciale, irripetibile con tutti noi, tale che solo il Verbo Incarnato ha potuto sovrapporne un’altra maggiore.
    Noi ben sappiamo che: più un dono di grazia è prezioso, più il Signore può permettere, per ragioni di opportunità, che colui che riceve tale dono venga provato. Questa è una “norma” che, di riffa o di raffa, vale per la vita spirituale e soprannaturale di noi tutti. E’ molto opportuno il momento della prova. Trovo perciò del tutto ragionevole che il Signore abbia permesso a Satana di provare e tentare i progenitori a tale riguardo: essi potevano resistere ed erano coscienti sia dell’offesa che avrebbero inflitto a Dio, sia che quel che avrebbero perduto sarebbe stato perduto non solo per loro ma per tutto il genere umano. Ingannati e superbi, credettero di potere mettere le mani su qualcosa di meglio.
    E di fatto – e questa E’ Sapienza di Dio – di fatto MISERO le mani su qualcosa di meglio. Solo, tutto al contrario di come la immaginavano loro. 🙂 …. brutti zucconi…

    1. lidiafederica

      bello Roberto!!!
      per combinazione, ci pensavo proprio oggi!!! Il tuo post risponde alle mie preghiere 😉
      Mia sorella mi ha chiesto la stessa cosa: “ma scusa, sarebbe una scimmia ad ever peccato?”. E mi sono trovata in difficoltà.
      Io ho pensato, probabilmente l’homo abilis, ecc ecc potevano essere simili all’uomo nel corpo, ma ancora non dotate di anima; poi Dio ha infuso l’anima in una coppia di questi esseri che da quel momento sono diventati a tutti gli effetti uomini. sarebbe questo più o meno la tua creazione mediata?
      Io personalmente penso che la tesi evoluzionistica sia l’unica accettabile, non ovviamente perché non credo Dio capace di creare ciò che vuole quando vuole, ma perché mi pare che sia 1) supportata dai fossili (altrimenti cosa sarebbero homo abilis, etc? E i Neandertal? Che posizione hanno loro nella visione cristiana della storia? per caso lo sai?) 2) mia pare che sia più lo “stile” di Dio, che non irrompe nella creazione con grandi interventi ma governa il corso naturale delle cose (dell’evoluzione diciamo).
      però adesso mi viene un dubbio. La teoria creazionista dice che l’uomo fu creato direttamente come lo vediamo oggi, o piuttosto che fu creato come tipo Homo erectus, abilis, etc che poi si sono sviluppate nell’Homo sapiens? perciò nega solo l’evoluzione dalla scimmia (o quel che fosse)? però obbiettivamente la somiglianza c’è…cioè, fra un orangutan e un uomo c’è obbiettivamente somiglianza.
      Cioè visto che tu non credi nella teoria evoluzionistica (l’unica cosa che un po’ non piace del tuo post è il sarcasmo: alla fine pensa che anche a Galileo e Copernico dicevano le stesse cose, e poi alla fine avevano ragione loro…ma magari tu ti riferisci a quelli alla Odifreddi, che pur di denigrare la Chiesa sono pronti a rinunciare a scienza e coscienza), come credi che sia stata fatta la creazione dell’uomo?
      Oh Roberto mi raccomando non sparire senza aver risposto ai miei quesiti!! Della tua scienza mi fido, e al momento sono in partenza, pensa che volevo giusto parlare con un sacerdote per farmi spiegare questo punto, ma oggi dopo la confessione ero di frettissima…e poi ho visto il tuo post 😉

      1. lidiafederica

        PS: mi viene in mente una cosa. accettando l’ipotesi creazionistica, le somiglianze genetiche con scimpanzè et similia potrtebbero derivare dal fatto che Dio ha creato un essere che potesse vivere sulla Terra, così come Lui l’aveva già progettata (e cioè che fosse un mammifero, che respirasse ossigeno, si riproducesse per via di un rapporto eterosessuale etc.). Però, ecco…una creazione diretta a me non sembra lo stile di Dio. Un Dio che si nasconde, che invia il Figlio mite, povero fra i poveri, che rifugge dai grandi miracoli…mi pare tanto il “Suo” stile, l’evoluzione….vabbè, vaneggio, ok 😉

        1. vale

          @lidiafederica:
          non sono roberto nè ho la sua erudizione, ma la bufala dell’evoluzionismo sembra dura a morire.
          non stò qui a linkarti tutto quel che si può trovare in rete e che è facilmente reperibile, compreso il cosidetto ritrovamento in sudafrica dell’anello mancante tra uomo e scimmia( bufala anche questo).
          quantro a galileo e copernico se ne era giàparlato: galileo fece affermazioni( e non entro nel merito della condanna che avvenne per motivi teologici e non scientifici- e se ne è già parlato anche di questo)supportate da prove erronee.
          se la scienza è la falsificabilità delle affermazioni addotte a supporto di una tesi, l’evoluzionismo è peggio di una bufala andata a male..idem per le ricerche di paleoarcheologia( che confermano, se mai, che non esiste nessun legame genetico diretto tra ,che so , neanderthal e homo erectus( incompatibili dal punto di vista genetico e sterili se si fossero accoppiati…così, per esempio).
          la realtà, allo stato dell’arte, è che, scientificamente, non si può provare la discendenza dell’uomo da qualcosa o qualcuno che uomo-essere umano- non era…

          1. lidiafederica

            grazie, vedo però che lo stile polemico è duro a morire, e mi dà un po’ fastidio, ma non importa.
            Invece ti sarei grata dei link! In Rete si trova anche che Dio è una massa di spaghetti roteante attorno alla Terra, se tu sai di siti attendibili ti ringrazio se me li mostri!

            1. vale

              ….d’altronde ,rileggendo Bloy, la mia vis polemica non fa che autoalimentarsi….
              http://www.bastabugie.it/it/filtra_argomenti.php?id=21
              questo è abbastanza leggibile( si tratta di una serie di articoli relativi all’argomento, da zichichi a sermonti, a cammilleri-non quello dei romanzi polizieschi,eh!, a de mattei) e si trovano,all’interno degli articoli, innumerevoli riferimenti,fonti e testi citati..
              buona lettura

              1. vale

                una anticipazione( da zichichi):L’uomo di Neanderthal, estintosi “solo” 25 mila anni fa (già esisteva l’uomo moderno), non solo ha perso il posto di nostro “antenato”, ma anche quello di parente collaterale. Due studi recenti hanno ricavato il DNA del Neanderthal: è cosi diverso dal nostro, che le due specie non potevano unirsi ed avere prole

                1. lidiafederica

                  Grazie dei link!
                  anche io ho poi cercato qualcosa:
                  http://www.pnas.org/content/104/18/7367.full
                  secondo questo autore (che ha pubblicato sul giornale dell’accademia americana delle scienze) invece le due specie si sono unite, e la scomparsa dei neandertaliani può essere attribuita alla loro assimiliazione.
                  Mah…io stessa sono una riceratrice e so bene che una “favolosa scoperta” nel 2009 può essere smentita appena qualche mese dopo, è la scienza. Cmq forse non è questo il luogo per discettarne…

    2. admin

      BELLISSIMO ROBERTO! era proprio quello che mi aspettavo uscisse fuori quando ho programmato questo post; devo ammettere che è stato come andare a pesca 😉
      GRAZIE!

      PS naturalmente quanto prima gli daremo il rilievo che merita….

      1. lidiafederica

        sì!!!
        admin, utilizza persino metodi coercitivi affinché Roberto non si dimentichi di continuare la discussione qui! 😀

    3. Grazie Roberto
      MI è capitato di discutere con un cattolico convinto evoluzionista e poligenista, (non so quanto credito possa avere tra i biologi, ma francamente è difficile da provare il poligenismo) questo ragazzo mi ha detto che ci sono studiosi cattolici che lo avvalorano nonostante il richiamo dell’Humani Generis.
      Strumia, Facchini (poligenista convinto) nel libro “Il peccato originale tra teologia e scienza”, propongono teorie alternative di propagazione del peccato originale.
      In pratica riescono (o riusciranno a parer loro) a superare l’obiezione di (San-speriamo) Pio XII.
      Ti cito un passo del vescovo di Ratisbona G.L. Muller:
      “Nell’enciclica Humani generis del 1950 Pio XII dichiarò che “non si vede” come il poligenismo possa essere conciliato con al dottrina rivelata del peccato originale. (DS 3897)
      Tale affermazione non va certo interpretata nel senso che il monogenismo è una parte costitutiva del dogma. Qui può trattarsi solo di un “factum dogmaticum”, di una condizione esteriore della possibilità della consistenza dell’affermazione dogmatica.
      Ma l’idea teologica della creazione non è affatto legata all’idea di una costanza della specie, frutto di un atto della creazione categorialmente concepito. La creazione, quale relazione trascendentale, va posta in rapporto all’evoluzione continua, che è orientata all’autotrascendenza di una soggettività spirituale e libera, che chiamiamo uomo.
      Gli uomini costituiscono una unità come specie biologica e con la loro unità spirituale costituiscono la storia quale spazio dell’intercomunicazione e dell’interazione.
      L’unità della storia dell’umanità e la sua dipendenza dall’origine, necessarie per il dogma del peccato originale, sono così sufficientemente garantite. Tale unità non poggia su una teoria biologica di un’unica coppia di progenitori esistente all’inizio o della derivazione dell’umanità da una o più popolazioni di primati.” (G. L. Muller, “Dogmatica cattolica. Per lo studio e la prassi della teologia”, pp 197-198)
      Ora io penso che spesso su queste cose l’atteggiamento sia di fasciarsi la testa subito, arrendersi a quelle che sono sempre solo teorie scientifiche, farsi prendere troppo dalla foga e dallo scientismo (che ha i suoi dogmi), ma è bene sapere la varietà che c’è nella chiesa, speriamo non diventi un dogma pure tra noi cattolici evoluzionismo e poligenismo.
      Per quanto riguarda l’evoluzionismo dai reperti fossili possono pure prendere uno scimmione e dirci che era un uomo, che ne sappiamo noi? L’unico modo certo per avere tracce di umanità primitiva è vedere le pitture rupestri (ne parava Chesterton nell’uomo eterno).
      UN saluto

    4. JoeTurner

      Roberto, grazie anche da parte mia è veramente interessantissimo quello che scrivi soprattutto mi interessa molto la questione della creazione mediata; ho trovato alcune similitudini con la versione della genesi biblica di don Guido Bortoluzzi; la conosci? cosa ne pensi?

  18. Grazie Roberto,
    Ho apprezzato anch’io tantissimo quanto hai scritto e mi conforta sapere che quanto ho sempre creduto in maniera se vogliamo ingenua è supportato dalle tue argomentazioni.
    Per me esiste solo il creazionismo così come descritto nella Genesi: Adamo, Eva, l’Eden.
    Il voler andare oltre al disegno che Dio ci svela attraverso le immagini bibliche lo vedo come un primo passo di superbia.
    Vedo una certa analogia con l’argomento inferno. Va di moda parlare ora di luogo dove Dio è assente. Sembra che il fuoco eterno sia stato spento, cancellato. Invece io sono convinto che l’inferno con il fuoco esista proprio. Per chi crede a Medjugorie esiste anche la testimonianza di alcuni veggenti che sono stati trasportati in questo luogo e ne hanno riportato la testimonianza da cui risulta l’immagine tradizionale dell’inferno.

  19. vale

    tra l’altro mi stavo rileggendo delle pagine di Leon Bloy sul miracolo di La Salette. vi sono pagine anche sul peccato originale. sembra che Roberto e Bloy abbian detto-con accenti diversi- cose simili. sarà mica Bloy redivivo(per i buddisti,ovviamente)?

  20. lidiafederica

    una cosa che non capisco è l’eden, cioè: da quello che sappiamo della Terra PRIMA dell’uomo non era proprio un eden (dinosauri, meteoriti, glaciazioni, ecc.). In più, sappiamo che la morte esisteva prima del peccato. Ma qui infatti anche il catechismo dice che anche Adamo ed Eva sarebbero morti, perciò una forma di morte esisteva pure prima. Possiamo pensare che quando Dio crea l’uomo gli crea uno spazio protetto sulla Terra, o che la Terra stessa, per il breve periodo dell’esistenza umana pre-peccato sia diventata un paradiso…

  21. matrigna di cenerentola

    nel link di Alessandro al discorso di (santo) GPII all’Assemblea plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze (grazie, Alessandro, era un testo che cercavo da tempo) leggo:

    “l’Enciclica Humani generis considerava la dottrina dell’“evoluzionismo” un’ipotesi seria, degna di una ricerca e di una riflessione approfondite al pari dell’ipotesi opposta.” “Oggi, circa mezzo secolo dopo la pubblicazione dell’Enciclica, nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi. È degno di nota il fatto che questa teoria si sia progressivamente imposta all’attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere. La convergenza, non ricercata né provocata, dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri, costituisce di per sé un argomento significativo a favore di questa teoria.”

    Questa è l’opinione di GPII, che conoscevo come citata da Steven Jay Gould per far capire quanto fosse diversa la posizione del nuovo papa rispetto a quella (possibilista, ma che metteva creazionismo ed evoluzione sullo stesso piano) di Pio XII.
    Non mi sembra che GPII parli di “bufale dell’evoluzione”, anche se i distinguo tra le teorie evoluzionistiche (come GPII dice in seguito, non c’è una teoria, ma molte strade di ricerca) e le fesserie che ci si costruiscono sopra non sono mai sufficienti. Inoltre purtroppo viviamo in un periodo in cui i Dawkins, i Telmo Pievani (sic) e altri sono ancora in vita, mentre Jay Gould (agnostico, ma non ateo arrabbiato) se ne è andato.

    Il confronto tra la situazione attuale con il problema dell’evoluzione e la situazione al tempo di Galileo non è perfetto, ma un po’ ci sta. Leggendo i titoli dei giornali su questioni scientifiche che conosco un po’ meglio di questa, mi rendo conto di come sia difficile non buttare il bambino con l’acqua sporca.
    Un solo pensiero: se avesse voluto, il Padreterno poteva crearci dal nulla su una piattaforma sospesa (?). Forse è quello che avremmo fatto noi al suo posto. Invece Lui ragiona in grande, e ha creato un universo che ha permesso la formazione degli elementi necessari alla vita attraverso la nucleosintesi stellare, la nascita di pianeti “giusti” intorno a stelle tranquille come il Sole, la nascita della vita… ci sono voluti 13 miliardi di anni. Solo da pochi anni abbiamo capito che tutto lo spazio dell’Universo (quello del quale Galileo stesso e altri pensatori si chiedevano a cosa servisse!) e tutto questo tempo sono stati indispensabili. Se Galileo avesse preteso di capire il mistero delle dimensioni dell’universo nel contesto della creazione dell’uomo, a suo tempo non avrebbe avuto gli elementi per farlo. Poteva diventare ateo anche solo per questo.
    Ci vorrà un sacco di tempo per avere gli elementi per mettere la creazione dell’uomo e il peccato originale in un contesto di comprensibilità, Nel frattempo che facciamo: diventiamo come Telmo Pievani o diciamo che Dio ha fatto Adamo ed Eva così come sono gli uomini “moderni” plasmando della materia inanimata? L’uomo di Neandertal seppelliva i morti.

    “La considerazione del metodo utilizzato nei diversi ordini del sapere consente di conciliare due punti di vista apparentemente inconciliabili. Le scienze dell’osservazione descrivono e valutano con sempre maggiore precisione le molteplici manifestazioni della vita e le iscrivono nella linea del tempo. Il momento del passaggio all’ambito spirituale non è oggetto di un’osservazione di questo tipo, che comunque può rivelare, a livello sperimentale, una serie di segni molto preziosi della specificità dell’essere umano. L’esperienza del sapere metafisico, della coscienza di sé e della propria riflessività, della coscienza morale, della libertà e anche l’esperienza estetica e religiosa, sono però di competenza dell’analisi e della riflessione filosofiche, mentre la teologia ne coglie il senso ultimo secondo il disegno del Creatore.”

      1. Roberto

        Non solo il valore di un’Enciclica e di un discorso sono molto differenti (le Encicliche sono documenti di Magistero Ordinario; i discorsi, in linea di massima, no): c’è proprio il fatto che, a prescindere da questo, al Magistero Ordianario noi dobbiamo obbedienza in materie di Fede e morale, non in materia scientifica.
        Cioè a precisare: se il Magistero ci istruisce sul fatto che una teoria scientifica non può essere creduta in quanto incompatibile con la Fede, noi non possiamo crederla – vedi poligenismo, che non comporta un’eresia, ma uno (anzi due) peccati gravi: uno di disubbidienza (o almeno temerarietà) e uno di prossimità all’errore.

        Se invece il Magistero ci lascia liberi di optare per una ipotesi piuttosto che l’altra, allora un pronunciamento papale che esprime una mera opinione su una delle due ipotesi non ha alcuna autorità sulla coscienza del cattolico. Non si deve infatti confondere Magistero e convincimenti personali dei singoli Papi che, qualora esorbitino da Fede e morale sia chiaro, vengono ascoltati con la dovuta attenzione e rispetto ma non hanno valore vincolante.

        Comunque, ritornerò prossimamente su questi schermi a riprendere le questioni sollevate (Lidia, la pazienza è la virtù dei forti, ricorda! 😉 )

        Joe, di don Boroluzzi non ho letto nulla; l’ho sentito nominare un paio di volte, ma non ne ho sentito parlare bene.

        http://www.totustuus.biz/showpost.php?p=32564&postcount=4

  22. Roberto

    La questione si dilata: ahi, ahi, lo temevo!

    Per ora ringrazio per l’apprezzamento manifestato. Avrò però bisogno di un po’ di tempo per rispondere. 🙂

  23. Pingback: Il ricatto evoluzionista | Il blog di Costanza Miriano

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