Il libretto di istruzioni dell’essere umano

E’ sera tardi. Squilla il telefono. Tutti i bambini dormono, e quindi visto che non può essere il pronto soccorso che mi avvisa che mio figlio giace riverso su una barella con il ginocchio frantumato, sfogo la mia ansia su altre amene ipotesi: dobbiamo evacuare il palazzo per una fuga di gas, ho parcheggiato sotto un albero che sta per cadere e devo uscire in camicia da notte a spostare la macchina (è successo davvero), qualcuno dei miei a Perugia non sta bene.

Invece è la mia amica che mi avverte della fine di una lunga e angosciosa ricerca.

Come molti di voi sapranno avevo accolto tra le mura domestiche Gatto Sergio, il felino di una cara amica che si era trasferita in una casa priva di giardino. Visto che lei andava a stare da Mister Right (spero che lui non legga il blog sennò mi strozza) avevo deciso di passare sopra alla mia repulsione per qualsiasi quadrupede che non si possa mangiare, e avevo iniziato l’avventura di tenere un gatto in casa, con gioia immensa dei miei cinque familiari.

Non avevamo fatto i conti, però, con il fatto che se a noi piaceva il gatto, non era detto che a lui piacessimo noi. Rumorosi, numerosi, sempre pieni di ospiti e di iniziative ricreative a lui dedicate (balletti, baci, giochi, carezze dalla mattina alla sera). E così appena ha potuto, il solitario e sdegnoso Gatto Sergio ha infilato la finestra e si è dato alla macchia. Prima è tornato, per biechi motivi mangerecci, e dopo due giorni ha deciso che eravamo veramente troppi e troppo rumorosi. Addio gatto. Pianti, richiami disperati in giardino a tutte le ore, preghiere serali, cartelli con annunci di ricompense, ma niente.

Questa sera lo hanno ritrovato in una pizzeria a due chilometri da qui, lo hanno circuito con del prosciutto e hanno telefonato al numero della mia amica che l’astuto felino aveva al collo.

Poveraccio, lo capisco. Anche io se potessi cenerei in pizzeria piuttosto che in questa gabbia di matti.

Per dovere di cronaca riferisco che la pizzeria si chiama Il Brigante. Mai nome mi è sembrato così appropriato.

Prima della telefonata stavo scrivendo che io personalmente le letture della Messa le capisco a rate, come le battute del mio amico Paolo, che ci rido più tardi. E per fortuna che ho il messale, perché la mattina o arrivo in ritardo o dormo; poi ripasso.

Il Vangelo di ieri all’inizio non mi era sembrato così pericoloso. Ci sono dei brani che ti scomodano – Lazzaro che sta all’inferno, le beatitudini, andate via da me o maledetti e molti altri – ma questo sembrava tutto sommato inoffensivo. Per quanto mi riguarda io ho una mia playlist di pagine evangeliche, ascolto con gioia quelle che mi danno meno fastidio. Le altre le ignoro con elegante noncuranza. Faccio la gnorri.

Comunque ieri il Vangelo diceva “finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure uno iota o un segno della legge senza che tutto sia compiuto”.

Sospiro di sollievo, posso andare tranquillamente al lavoro, anzi tornare a vagare con la mente (non c’è niente di meglio per farti venire in mente tutte le cose arretrate da fare che sederti su una scomoda panca di legno la mattina: la mente parte come un razzo verso liste della spesa, amichetti ospiti, telefonate, bonifici e arretrati di ogni sorta).

Poi però mi viene in mente che se neanche uno iota verrà cambiato, non è che si possono tanto ignorare le pagine antipatiche. Uno iota è un segnetto minuscolo, che fra l’altro ai tempi di Gesù neanche si scriveva, perché il testo in ebraico era senza vocali. E se neanche una cosa che non è scritta si potrà cambiare, stiamo freschi.

Se uno sta nella logica della legge, stiamo freschi davvero. Ma una chiave ce la dà la prima lettura, il Deuteronomio, che dice “questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”.

Insomma, la Bibbia non è una lista di prescrizioni, ma saggezza e intelligenza. Il libretto di istruzioni dell’essere umano. Chi prova a seguirle non è più bravo o più santo, semplicemente funziona meglio.

Romano Amerio, un grande studioso cattolico del ‘900, autore appunto di Iota unum, che è una critica “tradizionalista” di alcuni aspetti della Chiesa contemporanea, dice che la Chiesa non deve tradire il suo mandato di annunciare la Verità tutta intera, appunto senza cambiare una virgola, e (sempre se ho capito bene, tra una lista della spesa e una corsetta) che questo dovere viene prima ancora dell’amore. In Dio viene prima l’intelligenza, poi l’amore: non lo dico io e neanche Romano Amerio, ma il Vangelo, e san Paolo e sant’Agostino.

Adesso appellarsi a un amore universale e generale e indistinto va di moda, ma la Verità viene prima.

Viene prima perché dalla Verità discende tutto, anche l’amore, la fratellanza e le opere. A volte le parrocchie sono agenzie di animazione sociale, e si dimenticano l’annuncio.

La Verità ci dice chi siamo davvero – figli amatissimi del Todo Poderoso (mi piace più in spagnolo) – e quale è la nostra vera felicità.

Noi contemporanei siamo ormai insofferenti a ogni forma di gabbia, di costrizione, di limite alla nostra determinazione totalmente arbitraria.

Se abbiamo una speranza di conquistare a Dio qualcuno è parlandogli non di legge ma di felicità, di gioia, di cose che cominciano a girare per il verso giusto. Di come siamo fatti, tutti noi, di Quello per il quale il nostro cuore inquieto è fatto.

41 pensieri su “Il libretto di istruzioni dell’essere umano

  1. Alberto Conti

    Quanto è vero ciò che scrivi: la Verità esiste, è unica ed è ciò che converte e soprattutto, essendo un “libretto di istruzioni”, è ragionevole.
    Non ringrazierò mai abbastanza lo Spirito Santo di averci donato un Papa che su questo aspetto non transige.
    Mi ricordo un litigio di anni fa con un altro educatore della Parrocchia(allora con la mia fidanzata e altri 3 amici tenevamo un gruppo di ragazzi di 4/5 superiore per cui maggiorenni): i ragazzi si erano organizzati (molto bene) la festa di carnevale in oratorio, sapendo che c’erano gli educatori dei gruppi più giovani noi non eravamo andati anche per dare fiducia (ben riposta) ai nostri ragazzi; l’obiezione sollevataci era stata quella che saremmo dovuti andare lo stesso come esempio, ma in tutta onestà sono tutt’ora convinto che i ragazzi si divertirono di più senza di noi (c’erano alcuni ammiccamenti che la nostra presenza avrebbe potuto disturbare) e la nostra assenza gli impose di responsabilizzarsi verso i più giovani; a me premeva insegnargli il “libretto di istruzioni” e che imparassero ad utilizzarlo (anche nell’organizzarsi una festa).

  2. raffaella

    Scusa se per ora mi disinteresso della tua dotta disquisizione e di Romano Amerio (anche se già sulla definizione di parrocchia come “agenzia di animazione sociale” mi piacerebbe discutere) ma per il momento il “lieto annuncio” (spero di non sembrare blasfema a nessuno) mi pare la notizia del ritrovamente di Gatto Sergio, gattone sornione e sdegnoso, trovatosi catapultato in una famiglia senz’altro vivace e simpatica ma “impegnativa”. Non so quale sarà ora la sua destinazione ma gli auguro un periodo di relax gattesco assoluto.

  3. claudia

    Scusate se non prendo le difese di Gatto Sergio, gli animali stanno bene sempre in casa degli altri, perciò penso che a casa di Costanza gli inquilini sono già a sufficienza e ben consolidati, ma la presenza di un gatto potrebbe sconvolgere gli equilibri.
    Sappiate che non sono contro gli animali, ma non tutti siamo portati per accudirli come si deve…ed io sono una di quelle.

    Già è difficoltoso impartire le istruzioni a due figlie di undici e dodici anni(che non si accontentano!!!).
    Mi potrete contraddire ma io spendo tutto il mio amore per la mia famiglia e per i miei amici.

  4. Francesca Miriano

    Mi associo a Raffaella nel giubilo e confesso che ho 4 gatti (non sono del tutto normale non per niente sono una Miriano)amatissimi senza nulla togliere all’amore per figli ,marito,amici ,zii e cugini.In questo blog confesso anche di sentirmi inibita dall’esprimere i miei pensieri nel timore di ferire qualcuno che mi è caro.
    Voglio però chiedervi , nel rispetto delle vostre opinioni, come fate ad essere così certi che esista una sola verità. Se vi capita di navigare cercatevi le dichiarazioni a Radio Maria di tal De Mattei ,niente di meno che vicepresidente de CNR a proposito della tragedia del terremoto giapponese. Mi domando ..se questo è un uomo… Avrei tanto da dire su figli, libertà,vita da single,sciatteria domestica(sono docente universitaria in materia) ma devo correre all’ingrato compito di procurare la pagnotta

    1. Psss Francesca? Piacere di conoscerti , sono un amica di Costanza e Guido….anche io non solo tanto certa che ci sia una sola verità, o quantomeno che ci sia anche la realtà.
      Però è la spiritualità che nobilita l’uomo.

    2. Paolo

      Si confonde troppo spesso il piano soprannaturale della religione con quello terreno quindi si confonde verità con Verità. Il cristianesimo non è una ideologia, una corrente di pensiero, è (per chi ci crede), la via per la salvezza attraverso la Verità. Quello che viene detto da De Mattei, da Radio Maria, da Don Gallo, da Tarcisio Bertone, da Costanza Miriano non ha nulla a che vedere con la Verità. Per quella c’è Cristo (c’è venuto apposta, e non è stata una passeggiata).

    3. raffaella

      Ciao Francesca ben trovata, mi fa sempre piacere sentirti. Vedi per me Cristo è la Via, la Verità e la Vita: tutto il resto è secondario,nel senso che oguno ha un suo modo, che può essere più o meno valido e discutibile, per intendere e concretizzare questa Verità. Dopodichè, proprio perché credo che siamo tutti figli dello stesso Dio, penso che Egli abbia messo a tutti nel cuore la capacità di amare e di ricercare la Felicità, intesa come piena realizzazione della propria umanità. E di tutti coloro che, credenti o no, quotidianamente cercano di migliorare sè stessi e si mettono al servizio degli altri, io mi sento amica e sorella. Perché cristiana non mi sento né migliore né privilegiata, semmai più responsabile di quelli che Dio mette sulla mia strada. Ciao

      1. Un’altra cosa. Sant’Agostino, nella sue Confessioni, si accorge che il suo cuore ha incontrato Dio nel momento in cui ha cominciato a cercarlo. Molti dei frequentatori di questo blog potrebbero citare fatti e fatti nei quali hanno incontrato, nella concretezza della vita l’Amore di Dio.
        Dio Padre Buono ti guarda con gli occhi del Suo Figlio e della sua tenera Madre.
        Potrai resistere? …

        PS: ma come diavolo si fa a postare direttamente il video di YouTube?

  5. E se il gattuto Sergio avesse trovato una lei da “sottomettere”? Non ci avete pensato?
    Vengo stravolta da una scuola elementare dove oggi ho condotto in due quinte l’ultimo incontro del percorso di educazione relazionale-affettiva (solo per gli amici : educazione sessuale) e la domanda più ricorrente in questo ciclo è stata : perchè maschi e femmine sono diversi?
    Lo confesso : non ho fatto ricorso alla Bibbia e l’ho spiegato con parole mie.

    Un altra domanda bella è stata : QUANTE ORE/GIORNI CI VOGLIONO PER FARE UN BAMBINO ? (CIOE’ DUE PERSONE FANNO SESSO E QUANTO CI METTONO IN MODO CHE SI FORMI UNA “COSA” NELLA PANCIA DELLA DONNA E POI QUELLA COSA CRESCE ECC….?)

    Lo chiediamo al Gatto Sergio ?
    🙂 a tutti

    1. direi che più che fare ricorso alla bibbia in quel caso bisogna fare ricorso alla biologia. il corrso di educazione sessuale dovrebbe essere un corso legato alle scienze, più che alle sacre scritture. per quelle c’è già il corso di religione.
      fra l’altro non vedo cosa ci sia di antitetico fra le due cose, in fondo le leggi della natura sono qualcosa di perfetto e meraviglioso, se io fossi credente le interpreterei come una manifestazione della grandezza di Dio…

      1. paulbratter

        due cose;
        l’umanità si è riprodotta per millenni senza bisogno di corsi di educazione sessuale, tra l’altro l’educazione di qualsiasi tipo, finchè mi stanno a sentire, la do io ai miei figli
        son d’accordo che scienza e religione non sono antitetiche, ma una domanda: per te che non sei credente la natura allora la interpreti come una manifestazione della grandezza del Caso?

      2. Alcune scuole, la maggior parte, optano non solo per lo svolgimento tradizionale portato avanti all’interno del programma dall’insegnante che si occupa dell’insegnamento delle scienze, ma anche per rinforzare con un taglio di relazionale-affettivo portato avanti da un esperto esterno (è questo il mio caso). L’esclusiva trattazione biologica è da tempo ritenuta meccanica e riduttiva.
        Anche il relazionale-affettivo resta ben distinto anche dall’IRC, cioè dall’insegnamento della religione cattolica.
        Proprio stamattina ho avuto un contatto con una religiosa dirigente di una scuola confessionale a cui ho presentato un programma di lavoro sull’educazione relazionale-affettiva con i genitori e ne è stata molto soddisfatta.
        Il mio riferimento nel post alla Bibbia era perchè spesso negli interventi si fa riferimento alle letture bibliche.

      3. PER PAUL
        Infatti dici bene : finchè ti stanno a sentire l’educazione ai tuoi figli la dai tu. Sei nel giusto, ci mancherebbe. Ma tu sei veramente sicuro di riuscire ad accorgerti quando non ti staranno più a sentire ? Perchè “sbagliare” in questo campo può significare brutte esperienze o anche gravidanze indesiderate, il che potrebbe essere un punto molto avanti rispetto a quanto pensate.
        Allora magari farsi dare una mano anche dalla scuola potrebbe non essere male.

  6. calabrescia

    Sempre più ammirato dalla capacità di unire serio e ridereccio. E dalla tua conoscenza delle Scritture, non indifferente. W IL GATTO SERGIO!!! 🙂

  7. Quanto al gatto Sergio non è che l’ho cacciato perché non me ne potevo occupare: io la buona volontà ce l’ho messa, è lui che non ci ha voluti, giustamente.
    Quanto a Roberto De Mattei, mi dispiace Dada ma mi piace molto, credo che le parole siano state travisate, ma tu puoi dire tutto quello che vuoi, mica si litiga perché la si pensa diversamente, ci mancherebbe. Se è per questo neanche i miei la pensano come me, ma questo non sposta di un grammo l’affetto, anzi.
    De Mattei ha cercato di dire che il male naturale del terremoto, che non è un castigo, ma un fenomeno naturale è terribile ma deve comunque avere un senso, perché l creazione tutta lo ha. Il male è il problema cruciale per l’uomo. Il male esiste nel mondo e nella natura, e Gesù è venuto a dare un senso anche al dolore. Tutto quello che accade ha un senso, anche se noi non lo capiamo.
    Come diceva Padre Pio, il mondo è un ricamo con un disegno bellissimo, un disegno di salvezza. Solo che noi siamo piccoli, stiamo seduti sul banchetto ai piedi della mamma che ricama, e di quel ricamo vediamo il rovescio, i nodi, i fili tagliati e penzolanti. Un giorno capiremo tutto.
    Quanto alla Verità, esiste, ed è una sola, Gesù.
    Come faccio ad essere certa? In certi momenti mi sembra più chiaro del fatto che ho delle mani o dei piedi. in certi altri penso come Padre Emidio: non lo so se è vero, ma funziona.

    1. raffaella

      Scusa ma quello di travisare le parole mi sembra la solita scusa di quando si dice qualche castroneria. Le parole di De mattei non le ho lette su Repubblica ma le ho sentite in internet con le mie orechie e già come cristiana mi hanno fatto rabbrividire. Se poi penso che è il vice presidente del CNR mi viene da piangere (ma qui la questione diventa squisitamente politica!!)

    2. guido

      Questa volta su De Mattei non sono d’accordo con te Costanza. Tu dici che le sue parole sono state travisate perché “De Mattei ha cercato di dire che il male naturale del terremoto, che non è un castigo, ma un fenomeno naturale è terribile ma deve comunque avere un senso, perché nella creazione tutta lo ha”.
      Io ho sentito l’audio originale e testualmente ha detto:
      “Le catastrofi possono essere e talora sono esigenza della GIUSTIZIA divina”.
      Ecco l’errore sta proprio nell’uso del termine GIUSTIZIA perché De Mattei si arroga il diritto di dare un senso e una spiegazione umana a quella che è invece l’imperscrutabile VOLONTA’ divina.

    3. credo che sia difficile travisare le parole: “le catastrofi sono i giusti castighi di Dio” non hanno multiple possibili interpretazioni. la tua frase “Tutto quello che accade ha un senso, anche se noi non lo capiamo.” dice qualcosa di molto diverso. potrei essere d’accordo anche io, atea scientista, perchè tutto segue le leggi della fisica anche se noi non siamo sempre in grado di interpretarle e comprenderle correttamente. del resto, i terremoti sono a tutt’oggi imprevedibili a livello scientifico, ma non è che avvengano di punto in bianco. semplicemente ancora non abbiamo trovato delle grandezze fisiche – cioè quantità misurabili – che si possano correlare al sopraggiungere di un terremoto. il fatto che NOI non siamo in grado di prevederli non vuol dire che non ci sia un motivo per cui avvengano, insomma. quindi se vogliamo la tua frase non fa una piega, ma è l’opposto di quello che dice De Mattei: lui ha detto che il motivo lo conosce, ed è il CASTIGO (per lui fra l’altro anche GIUSTO).
      io non capisco perchè accanirsi tanto fra scienza e fede. ho tanti amici e colleghi di università cattolici credenti che non mettono in dubbio ciò che hanno studiato, semplicemente con buon senso accettano il fatto che la Bibbia, testo molto antico, usi delle simbologie per esprimere concetti universali (andiamo al di là dei dettagli, per favore! la grandezza di un’opera non è solo in ciò che esprime ‘alla lettera’ ma in ciò che si può interpretare andando al di là delle semplici parole!), e vedono nelle leggi della natura, della fisica da cui poi deriva tutto il resto (la chimica, la biologia, ecc.) un’espressione della grandezza di Dio. un Dio che ci ha dato l’intelligenza per permetterci di sopravvivere in questo mondo, di curare malattie, di fare progressi in campo tecnologico. io almeno la vedo così.

      1. raffaella

        Quando più di trenta anni fa cominciai a frequentare gruppi giovanili parrocchiali, nessuno, prete o catechista mi ha mai detto che la Bibbia aveva una valenza scientifica: tutti concordavano sul fatto che andava letta in modo non letterale secondo diverse tecniche interpretative. Il cuore del messaggio è che la vita è un atto della volontà e dell’amore di Dio ma per le modalità con le quali questa vita ha inizio, si sviluppa e si organizza dobbiamo affidarci alla scienza(con i suoi progressi e i suoi limiti). Dopo trent’anni sento parlare di creazionismo e di castighi divini: mi devo essere distratta e deve essere successo qualcosa che non capisco!

  8. quid

    Con tutto il rispetto, non credo che leggere e/o ascoltare certe riflessioni possano far comprendere bene quello che uno dice, soprattutto se quello lo dice alla luce della fede.
    Basti vedere la sollevazione “laica” a sentir parlare di “sottomissione” da parte della donna. Alla luce della fede questo ragionamento ha una sua logica, senza la fede non la si comprende, e, ovviamente, non è un fatto di intelligenza biologica che non fa difetto a nessuno.
    Non capisco poi perché se uno è credente e si pone delle domande sul dolore, la sofferenza ed eventi come un terremoto e un maremoto non possa essere presidente del CNR. Cosa vuol dire, che un credente non si può occupare di scienza?

    Aggiungo un link per approfondire la questione:

    Riflettere su Dio e il male ed essere accusato d’indegnità scientifica
    http://www.mascellaro.it/node/49639

    1. raffaella

      Per carità, abbiamo validissimi scienziati credenti che portano avanti la loro ricerca con grande competenza ma mi sembra che le parole di De Mattei prescindano da ogni valutazione scientifica del fenomeno terremoto e delle sue conseguenze. Liberissimo di esprimersi ma non come esponente di un Ente pubblico che dovrebbe avere il compito di valorizzare, promuovere e diffondere la conoscenza e la ricerca scientifica.

    2. nessuno dice che un uomo di scienza non possa essere credente. io ne conosco tantissimi. ho amiche ex colleghe di università – corso di laurea in fisica – neocatecumenali. è che posizioni come quelle da lui espresse e non solo sul terremoto, ma anche sull’evoluzionismo, farebbero rabbrividire chiunque abbia un minimo di competenze scientifiche. vuol dire mettere in discussione quel metodo scientifico che tu stesso dovresti promuovere, visto il ruolo che ricopri. e per me quella non è l’espressione del pensiero cristiano o cattolico, quella è superstizione.

  9. quid

    Ma infatti durante la trasmissione di Radio Maria non è stato fatto cenno della sua responsabilità al CNR, la sua rubrica esisteva anche prima di ricoprire questo incarico. Le sue parole erano semplici riflessioni e non volevano avere alcuna valenza scientifica.
    D’altro canto anche un grande scienziato come Stephen Hawking ha espresso pareri non scientifici, ma pure opinioni personali, quando ha sostenuto che l’esistenza dell’universo è dovuto “semplicemente a una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica”…

    1. raffaella

      Non seguo radio Maria e quindi non conosco il contesto di questa rubrica: come già detto, ho sentito l’intervento su internet e, in ogni caso, le sue parole non mi sono piaciute nemmeno come opinione.
      Il paragone con la frase virgolettata attribuita a Stephen Hawking non mi pare appropriato perchè le parole dello scienziato inglese esprimono un’ipotesi sull’origine dell’universo che può essere discussa e messa a confronto con molte altre (immagino che ce ne siano diverse ma non voglio entrare in merito perché non ho alcuna competenza in materia)ma non tirano in ballo nulla che non sia legato al mondo della fisica, almeno per quello che oggi conosciamo.
      In ogni caso, il termine “Giustizia” di Dio, collegato ad una tragedia così immane, evoca in me l’immagine di un dio cattivo e vendicatore, legato alle categorie umane di giustizia, colpa, castigo e non immensamente superiore e misericordioso

    2. il fatto che non si sia fatto cenno alla sua posizione non vuol dire nulla. non è che se non si fa cenno uno poi si trasforma in un’altra persona. lui ricopre un ruolo molto importante, e se non condivide la mentalità delle persone che dovrebbe rappresentare avrebbe fatto bene a non accettare l’incarico o adesso a dimettersi. io non diventarei mai vicepresidente di un’associazone teologica, così come non diventerei mai vicepresidente di un’associazione di astrologia, o di omeopatia. anni fa mi avevano proposto un lavoro in un’azienda che si occupava di magnetoterapia e ho rifiutato – non ostante fossi disoccupata – perchè è una tecnica che non è accettata dalla comunità scientifica e se non ci credo non posso certo far bene il mio lavoro. questo tipo di coerenza dovrebbe essere ancora maggiore agli alti livelli, purtroppo nel nostro paese non è così.
      è come se un presidente del consiglio giustificasse i cittadini che evadono le tasse… ops ma è successo!
      o come se un ministro della pubblica istruzione parlasse male della scuola che lei stessa amministra… ops ma è già successo anche quello!
      e come se il ministro della pari opportunità fosse una donna che ha fatto carriera sfruttando la mentalità sessista e maschilista dei nostri politici… ops, ma è successo anche questo!!!
      e che ci possiamo fare, il nostro paese è un mondo che va all’incontrario!
      allora aspettiamo con ansia il giorno in cui uno scienziato sarà fatto papa! 😀

      1. paulbratter

        scusa cosmic ma non capisco. poco fa hai detto. “fra l’altro non vedo cosa ci sia di antitetico fra le due cose, in fondo le leggi della natura sono qualcosa di perfetto e meraviglioso, se io fossi credente le interpreterei come una manifestazione della grandezza di Dio…” e poi dici che un credente non può essere vicepresidente del CNR (fermo restando che secondo me De Mattei ha detto una gran c…..).
        Ho capito che tu sei una donna di scienza, ma la scienza non è una religione e gli scienziati non sono i suoi sacerdoti (anche se molti la pensano diversamente)
        un ultimo appunto il ministro delle pari opportunità non ha sfruttato solo “la mentalità sessista e maschilista dei nostri politici…” ma per farlo immagino abbia usato un’altra cosa che si coniuga sempre al femminile e che gli ha donato Dio (o madre natura)… questo dovrebbe a far riflettere come si possono riempire le caselle delle quote rosa.

  10. Alessio Pesaro

    Io non sono d’accordo alle parole di De Mattei sul Terremoto in Giappone. E mi vengono subito in mente queste 2 citazioni: Ezechiele 18,23 “Forse che io ho piacere della morte del malvagio – dice il Signore Dio – o non piuttosto che desista dalla sua condotta e VIVA?”. L’altra citazione è di Gesù: Luca 13,4-5 “O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”.
    Io non so dire perchè accadono le disgrazie, ma sono certo che non è per esigenza della giustizia divina!!!
    Quando vado in montagna e affronto dei passaggi impegnativi mi viene sempre da ricordare a Dio il salmo: “La gloria di Dio è l’uomo vivente” mica quello morto!!!

    1. raffaella

      Mi piace moltissimo questo “memento” che fai a Dio! Me lo ricorderò quando mio marito e mio figlio se ne vanno per sentieri, lasciandomi in ansia ad aspettarli.

      1. Alessio Pesaro

        Grazie dell’apprezzamento!! Però dopo la tua affermazione, non posso non invitarti ad andare anche tu in gita in montagna con la tua famiglia!!

        Infine per allargare ancora il discorso sul terremoto del Giappone ho piacere di fare questa ultima citazione di Luigi Giussani del 2003 al Corriere: ” Caro direttore, osservando le immagini dello Shuttle che precipita, si impone una domanda: con tutto quel che accade, è giusta la vita? … Ora, c’è un’unica spiegazione cha dà ragione di tutto ciò che è accaduto: la croce di Cristo; la Sua morte è la risposta di Dio ai nostri limiti e alle nostre ingiustizie. Ci sarebbe un orizzonte di mancanza di ragione in tutte le cose. Qualsiasi evento capiti non troverebbe mai risposta adeguata, se non ci fosse Cristo: Lui segna l’ultima vittoria di Dio sulla realtà umana; qualsiasi cosa accada, è la «misericordia» che legge tutto ciò che è umano.”
        Per chi vollesse leggere tutto l’articolo “Mosè e lo Shuttle. Riflessione religiosa su una tragedia della modernità” metto il link http://www.tracce.it/default.asp?id=266&id2=218&id_n=6083

  11. Una osservazione. La natura, regolata dalle leggi della Sapienza Creatrice, dal Logos, è realmente voce di Dio. E i cataclismi degli ultimi tempi sono preannunciati nei vangeli. Ricondurre ogni evento, come facevano gli Ebrei, compresi gli eventi naturali, alla Causa Prima, che è Dio, non mi pare voglia dire che le vittime se la siano meritata, come quelli sepolti sotto la torre di Siloe (ciascuno di noi meriterebbe, probabilmente, ben di peggio). Credo, poi, che la natura stessa si ribelli agli abomini commessi dall’uomo. Insomma la Giustizia di Dio c’è, e probabilmente passa anche dagli eventi naturali, ma è molto più alta di noi ed è talora imperscrutabile. Diversa è, forse, l’opportunità di fare dichiarazioni come quella di De Mattei in concomitanza con eventi tragici come quello che ha colpito il Giappone.

  12. Alberto Conti

    Visto che si è lambito il rapporto con gli animali domestici e che mi sono imbattuto nell’odierno post del blog “la 27 ora” a titolo “Se un cane vale più di un bimbo” mi è parso interessante condividerlo:
    http://27esimaora.corriere.it/articolo/se-un-cane-vale-piu-di-un-bimbo/
    Preciso, a me piacciono un sacco gli animali (in particolare i cani, i gatti un po’ meno) ma siccome gestirne uno sarebbe troppo complesso (anzi proprio perchè non potremmo prendercene cura appieno) evitiamo accuratamente di prenederne uno più impegnativo dei pesci rossi (già mi sento in colpa per come si riduce l’acquario ogni volta prima di arrivare a cambiare l’acqua).

  13. @paulbratter: non posso replicare ai singoli commenti così ne scrivo uno unico.
    1)l’unamità di oggi è molto diversa da quella di due millenni fa, te ne accorgerai anche tu. per fortuna non siamo bestie. per quanto riguarda l’educazione dei figli, un genitore deve fare la sua parte ma dovrebbe farsi aiutare anche da persone competenti, la scuola serve a questo. fra l’altro io e te probabilmente siamo persone colte ma non lo sono tutti i genitori del mondo. e l’educazione di una persona è fatta anche di scambio di opinioni e conoscenze con persone al di fuori della famiglia. comunque, per me l’educazione sessuale dovrebbe essere un corso a base scientifica e vorrei che lo tenesse un professore di scienze.

    rispondo poi alla tua domanda: “per te che non sei credente la natura allora la interpreti come una manifestazione della grandezza del Caso?” sinceramente non mi pongo il problema. non escludo che ci possa essere un Dio, ma al momento non è un mio problema. si può vivere benissimo anche senza saperlo.

    2)non ho mai detto che un cattolico non possa essere vicepresidente del CNR. dico che uno che esprime un pensiero così bigotto al limite della superstizione non può esserlo.
    riguardo alla cosa femminile che il ministro ha usato (e che le ha dato Dio), quella funziona con o senza le quote rosa, come abbiamo visto. le quote rosa permetterebbero anche a donne che usino il cervello e non quella cosa lì di arrivare ai vertici. o almeno di arrivarci in percentuale maggiore rispetto a quelle di oggi.

    1. Ciao Cosmic! La parte sull’educazione sessuale l’ho scritta io. Se è Educazione, anche un Educatore non è poi tanto male

      1. si hai ragione, io parlavo dei ragazzi più grandi (medie, liceo) in cui ci sono i professori ognuno specializzato nella sua materia. ecco, secondo me a quel livello sarebbe bene che lo facesse il prof. di scienze naturali e biologia. per quanto riguarda bimbi più piccoli, un’educatore/educatrice ha senz’altro le competenze giuste, del resto gli educatori insegnano ai bambini anche l’aritmetica, e i fondamenti delle scienze naturali. sono convinta anche che siano preparati per trovare le parole giuste da adottare con bambini di quell’età. insomma ho visto in maniera parziale la cosa e me ne scuso. il punto però è che non sono d’accordo con chi pensa che l’educazione di un figlio debba essere risolta solo fra le mura domestiche, in questo sono sicura che sei d’accordo con me.

      2. volevo anche aggiungere che è chiaro che ci sia bisogno di un approccio interdisciplinare (anche l’aspetto psicologico è molto importante, ci mancherebbe!). ma a maggior ragione io come genitore mi farei aiutare da chi è più competente di me, oltre che sulla materia stessa, anche sulla didattica e sulla comunicazione ai ragazzi.

  14. Non devi scusarti, figurati, sono d’accordo in toto con le tue idee ! La famiglie è importante, ma poi viene la scuola. L’esperto in Educazione sa scegliere e plasmare contenuti e linguaggi adeguati; alla scuola superiore l’ambito che, ripeto, non si chiama più educazione sessuale, ma relazionale affettiva o socio affettiva al momento attuale viene trattata da psicologo/ginecologo/ostetrico perchè professioni sanitarie. Qui non sono molto d’accordo perchè il sanitario porta ad uno sbilanciamento sensibile sulla contraccezione…

  15. Roberto

    Buongiorno, Costanza! Stavo bighellonando per il web curiosando sul tuo libro (ne ho scoperto l’esistenza dalla Bussola Quotidiana!) e sono finito in questa discussione. Visto che si parla dell’intervento del Prof. DeMattei, inviterei i miei correligionari cattolici (non parlo di chi non crede, perché lì capisco lo sconcerto e la reazione di ripugnanza, anche se poco meditata… ) a leggere, intanto, l’intervento completo e a non fidarsi di “oculati estratti” operati ad hoc da una certa “intellighienza”: questo perché altrimenti fanno a DeMattei lo stesso, identico torto di tutti coloro che piombano qua giudicando il tuo libro per averne solo letto il titolo. Qua il testo:

    http://www.corrispondenzaromana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1560:intervento-del-prof-roberto-de-mattei-a-radio-maria-del-16-marzo-2011&catid=157:dibattito-de-mattei&Itemid=55

    Aggiungo che quanto detto da DeMattei è ineccepibile alla luce della Dottrina Cattolica e che non ci si può scandalizzare (un cattolico non può, quanto meno) nel ricordare che a volte Dio permette il male per esigenze di giustizia. Il che non significa che DeMattei abbia detto lui SA che stavolta (terremoto in Giappone) la ragione è questa (e allora sì che avrebbe detto un’assurdità!).

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