I will survive

Quando sono uscita da casa dei miei non ho potuto da subito permettermi una casa da sola. Poi, per un breve periodo, ce l’ho fatta. Dopo di che ho incontrato mio marito e il resto lo sapete.

In quella parentesi solitaria ho avuto modo di dare il peggio di me, liberamente, in casa. Ho lasciato letti sfatti e piatti accumulati nell’acquaio, dove i semi di un melone hanno prodotto dei bei germogli lunghi e forti, grazie alla lunga permanenza indisturbata; ho fatto viceversa morire piante;

ho incrostato interi set di padelle bruciando ogni sorta di cibo;  ho cantato a squarciagola   I will survive usando il mestolo di legno come microfono; sono passata da picchi di passione per l’igiene domestica allo svacco più totale; mi sono addormentata vestita con la faccia nel libro; ho inscenato il Lago dei cigni sul cotto della mia casetta a Campo de’ Fiori ballando scalza e in accappatoio con la grazia di una mucca.

Indisturbata, in casa mia, sola, ho fatto una piccola scorta di abiezione che tuttora mi basta, perché invece oggi sono una dignitosa padrona di casa: dopo le 23 la mia magione, che di giorno ha la densità abitativa di Calcutta, diventa addirittura presentabile.

Il marito e ancor più i figli ti costringono a darti una regolata (non puoi correre tre ore tutti i giorni), a seguire degli orari congrui (non puoi svegliarti a mezzogiorno per almeno una ventina di anni, credo), un’alimentazione che abbia un minimo di coerenza (tre pacchetti di Center Fresh ciancicati rivedendo Operazione Sottoveste non possono in alcun modo essere omologati come cena), a rispettare degli impegni (ma di quante partite dall’altra parte della città consta un campionato categoria Primi Calci?), un minimo di igiene (quanto potrà mai sporcare un bambino così piccolo?, ti chiedi beatamente ignara quanto ti consegnano il fagotto chiavi in mano alla nursery), un minimo di organizzazione  (ma quanti piedi bisognosi di calzini accoppiati hanno quattro bambini?).

Lo stesso, però, anche se una cerca di darsi un tono, ci sono nel quotidiano – di tutti, sospetto – delle piccole e grandi bassezze inconfessabili. Appunto perché inconfessabili, non le dirò.

C’è una persona che le mie le conosce tutte. La mia tata.

Le persone che ci aiutano in casa sanno tutto di noi, e infatti credo che i loro giudizi sulle nostre famiglie siano i più affidabili in  assoluto.

A. sa della colonia di calzini appallottolati che ha preso possesso del parquet sotto il letto di mio figlio Bernardo, sa delle bassezze alle quali posso giungere pur di dormicchiare un quarto d’ora sul divano in pace – promettere Barbie Rapunzel, un viaggio a Londra, il permesso di non ripetere le tabelline –, sa della rigorosa assenza di verdure dal menù di Lavinia, delle mie arrabbiature incoerenti (lo stesso episodio può avere esiti differenti a seconda della stanchezza e della lucidità), dei proclami disattesi, sa dei calzini bucati, sa delle tovaglie macchiate. A. sa proprio tutto di noi, vede le dinamiche interne, le arrabbiature, i limiti.

Proprio per questo il complimento che mi ha fatto l’altro giorno me lo tengo caro, carissimo. “Questi bambini si accontentano. Non sono lamentosi. Non sono litigiosi, ma quasi sempre sorridenti…”

Non so che faranno i miei ragazzi da grandi, ho superato da tempo la fase in cui credevo che i miei figli fossero perfetti, specialmente dotati, e che solo per questioni organizzative non avevano ancora composto la sinfonia più bella della storia o scoperto la cura del tumore.

Si possono insegnare loro tante cose, si possono fare tanti errori, e io ne ho collezionato con rigore scientifico un certo campionario.

Ma penso che se prima di tutto si parte, cercando di fornire uno straccio di linea educativa, dalla Buona Notizia che tutti noi abbiamo ricevuto, grazie alla quale tutti noi possiamo, anzi – in questi tempi di nonsenso, indignazione e depressione diffusa – dobbiamo, essere felici, ecco, questo mi sembra un buon modo per affacciarsi alla vita. Macchiati, imperfetti, ma contenti.

14 pensieri su “I will survive

  1. 8…i piedi bisognosi sono 8 e, mi rendo conto, non sono affatto pochi!
    Buongiorno !! Farò una figuraccia, ma qualcuno (Prevert? Wilde) ha scritto
    “Tentiamo di essere felici,
    almeno per dare il buon esempio”
    !!!
    Cara Costanza , tu mi inviti a nozze :

    penso che se prima di tutto si parte, cercando di fornire uno straccio di linea educativa, dalla Buona Notizia che tutti noi abbiamo ricevuto, grazie alla quale tutti noi possiamo, anzi – in questi tempi di nonsenso, indignazione e depressione diffusa – dobbiamo, essere felici, ecco, questo mi sembra un buon modo per affacciarsi alla vita. Macchiati, imperfetti, ma contenti.

    “Uno straccio di linea educativa” : se facessimo “almeno” questo, le cose andrebbero sicuramente meglio.
    Il complimento che ti ha fatto la tua Tata (beata te!!Io me la sogno la notte). I figli contenti, “che si accontentano”, è una cosa grande! Brava Cost : con il libro e il marito + i figli contenti puoi sentirti arrivata!
    Io i miei li vedo sempre “adombrati” : mio marito è insoddisfatto e quello si sa. Lavoro, Università, Sindacato, Politica, Rappresentanze di classe varie (di ENTRAMBI i figli; io non vado se no mi arrabbio troppo), è sempre alla ricerca di qualcosa. Sono 20 anni che stiamo insieme, 17 di matrimonio, 16 che siamo genitori e io ho solo capito che lui è alla costante ricerca di qualcosa che non sia io e i suoi figli…noi ci siamo, veniamo “appresso”, siamo importanti, ci segue, ci coccola ma..appena può..scappa.
    Io collaboro in un Consultorio Familiare e,credetemi, ne sento di tutti i colori. Perciò quando ho sorpreso mio marito di notte, di fronte al computer mi ha preso un colpo…ma lui guardava Saviano; Floris, al massimo AnnoZero, le puntate che si era perso per torpore sul divano!!
    Invece i due ragazzi certe volte mi sono indecifrabili : mai figlia piccola ha deciso che deve andare male di ..ginnastica! Ha tutti ottimi , i professori le dicono che può studiare anche meno (non siete stati perseguitati anche voi dal famoso “Può fare di più!”?) e lei in ginnastica fa piangere. Sarebbe facile : è un intellettuale, porta gli occhiali…macchè! Lei fa danza, classica e moderna, da quando aveva 4 anni (ne sta per compiere 13) , salta come un grillo più di 3 ore a settimana, eppure l’altro giorno la prof le ha fatto fare il lancio del giavellotto che le è caduto ad una distanza giusta per salvare le falangi dei piedi..un pianto. La prof, ieri ad udienze, mi ha detto che c’è anche di peggio ma insomma…
    L’altro, invece, più grande è adolescente franco ed un momento imita Silvestro ed un altro pare Baudelaire con lo Sturm und drang nel petto..è solo perchè la morosa ha girato la frangia dall’altra parte e allora significa che..
    E hai voglia a legger libri : l’adolescenza più la mandi giù e più ti torna su..
    A proposito, se interessa a qualcuno : un libro confortante è
    Capire un adolescente di Barbara Strauch (come cambia il cervello dei ragazzi fra i 13 e i 18 anni).
    Quindi, alla fine, cosa succede ?
    Che rimpiango i momenti in cui vivevo da sola : quei 3 anni di viaggio di nozze con me stessa !

  2. paola

    Ieri ho assistito ad una scena che mai nella vita avrei voluto,nè mi sarei aspettata di vedere.
    Salgo in macchina con stefanino(mio secondogenito…ha quasi 10 anni..grande e grosso..ma stefanino..)per accompagnarlo a catechismo.Due metri di strada e in una piazzetta vedo due ragazzini,lui e lei,che si strattonano…ragazzate.penso..un secondo e vedo volare un telefonino..un bambinetto mi si piazza davanti per fermarmi.il telefonino mi finisce davanti all’auto..intanto però il ragazzo continua a strattonare lei:la prende per le braccia e poi per i capelli e poi iniziano gli improperi.Mio figlio mi guarda..allora(tra l’indifferenza più assoluta della gente vi assicuro)tiro giù il finestrino e grido:ma cosa fai?lui si gira e mi dice,non gentilmente, di farmi gli strac…zzi miei..però la lascia.Stefano si agita e comincia a sproloquiare(quando è agitato diventa logorroico….)Allora ce ne andiamo..ma sono colpita…si può a 15-16 anni picchiare la fidanzata?
    Ecco gente..ci preoccupiamo bene per i nostri figli ed è vero che non siamo perfetti…più di tante parole..prediche e raccomandazioni fanno i nostri comportamenti(lo dici anche tu nel libro Costanza mi pare) e quindi penso a quei due poveri ragazzetti che probabilmente fanno ciò che vedono.
    Così stamattina ho inziato con una preghiera speciale per loro..il Signore saprà sicuramente trovare il modo di arrivare al loro cuore!
    Buona giornata(anche se sono già le 10.30) è ancora lunga!
    Pace a tutti

  3. Alberto Conti

    Anche a me è capitato che i genitori dei compagni e le maestre delle mie figlie mi dicessero che sono sempre contente e vanno d’accordo con tutti (e onestamente cammini a 10 cm da terra), inizialmente rispondevo “è fortuna”, in realtà mi è stato chiaro che “è solo una Grazia”: Grazia di aver ricevuto la Fede dai miei genitori, di aver incontrato una Comunità viva (che è la Chiesa), di cercare, in un tentativo ironico, di trasmettere ciò che io ho incontrato e soprattutto tutti i rosari che mia nonna e sua sorella hanno detto nella loro lunga vita.
    Mi commuove (nel senso etimologico del termine) sentire la nostalgia di Paola e mi vien da pensare che forse la posizione di suo marito è più umana: infatti è sempre alla ricerca, vi consiglio di continuare a cercare (magari insieme) stando però attentissimi a non ridurre questo desiderio, non accontentatevi di cose che vi corrispondono solo in parte (i Saviano come le cose materiali) ricercate ciò che soddisfa pienamente il vostro Cuore (cfr. intervento di Alessio su “un Pulitzer per Geremia”) perchè se esiste il desiderio esiste la risposta.

  4. Carissimi grazie!
    Mi rivolgo in particolare ad Alberto..però non credo che marito e moglie debbano sempre cercare le stesse cose e nella stessa direzione..poi io e lui siamo così diversi!
    Potremmo mettere insieme le nostre qualità, certo : ci piacerebbe aprire insieme una libreria, ma dove si parla anche con la gente e non si vende e basta; oppure stiamo pensando ad elaborare insieme dei percorsi educativi per l’Educazione Civica…però per il resto è bene anche fare ricerche separate e distinte, con le proprie velocità..
    Guardate anche Guido e Costanza : c’è qualcosa di più diverso? Io Guido l’ho conosciuto a 15 anni (l’età di mio figlio 😉 ) : fischiettava, cantava, suonava, appariva, riappariva, sempre con un’espressione da Gioconda sul volto. Se mi avessero detto che un giorno avrebbe avuto 4 figli (e che figli : due maschiotti e due gemelle…femmine!!!Con gonnellette rose e tutto il resto) avrei strabuzzato gli occhi e avrei detto: – Noooooo! E da dove li tira fuori?-…e io non ero certo più sveglia di altri…
    Poi è arrivata Costy e ho capito la sua (di Guido) parte mancante …
    🙂

    A proposito di educazione civica, mi riferisco al commento della mia omonima :

    si può a 15-16 anni picchiare la fidanzata?

    Si può eccome, purtroppo…e purtroppo i comportamenti-modello sono importanti ma non bastano, perchè spessissimo si manifestano dei meccanismi reattivi..per cui più è un buon esempio il genitore, più il/la figlio/a è un disgraziato/a.
    Contano di più, e non solo in adolescenza, i Bisogni e quello che vogliono dire…
    Ne parliamo quando volete, il discorso è lungo…

    Intanto mio figlio , l’Adolescente, non si perde più un commento a questo blog : la sera arriva e mi chiede “Cosa scrive oggi Costanza?”. Ieri si è un po’ perso sui discorsi spirituali (anche la madre), anche perchè non ha una formazione catechistica …e poi cerca quello che scrivo io, la madre, anche perchè ha capito che scrivo anche di lui.

    Poi, quando va bene, viene lì e mi fa una linguaccia… 🙂
    Anche io credo nella Grazia, in giro ce n’è molta ma non dappertutto…

    1. paola G.

      Hai ragione Paola…i comportamenti modello non bastano,anche perchè non credo esistano:tutti siamo imperfetti con gli altri e soprattutto con i figli…quello che ci chiediono,come noi lo chiediamo al mondo,è di accoglierli,accettarli per quelli che sono,amarli,ascoltarli ed essere guide,binari per loro.
      Non credo però alla storia:”ma sono delle brave persone..guarda che figlio disgraziato”…no..no..non ci credo…pechè in fondo non credo alle “brave persone”..credo in genitori che si accorgono dei loro limiti,che accolgono la vita dei figli come un dono,come una vita consegnata loro da lassù perchè sia custodita.
      Certo anche che noi genitori siamo a nostra volta frutto di una storia e quindi commetiamo errori a volte inconsapevolmente..questo per dire che non voglio assolutamente giudicare il ragazzino di ieri..però sono rimasta molto colpita..perchè una cosa è pensare che succedono(e si sa),una cosa è vederlo vdi persona e sapere che a casa hai un figlio di 17 anni….e due figlie femmine che un giorno incontreranno un principe…come pensava fosse per lei quella ragazzina dai capelli arruffati e gli occhi terrorizzati!

      Sicuro è che la grazia del Signore arriva veramente ovunque e nei modi a noi più inspiegabili:anche il sacerdote di cui parlavo credo non fosse diverso da quel ragazzino ed ora è un uomo nuovo..grazie al Signore che ha sempre veramente misericordia.
      Grazie Paola omonima..leggendoti mi sembra ci assomigliamo un po’ non solo nel nome!
      Pace

  5. Laura

    Ah,ah,ah,ah,ah,ah,ah,ah,ah!!!!!
    Anche la mia colf conosce tutti i miei trucchetti per tenere la casa in ordine senza alzare un dito!!!
    E che dire dei figli? Ne ho 3 di 15, 14 e 9 anni. I primi 2 maschi in piena fase pre e adolescenziale con i cambi di voce alla Fiorello (avete mai visto le sue imitazioni degli adolescenti? Sono spassosissime!) i silenzi,le ribellioni i primi amori; la terza è femmina, rosa fin dalla pancia ,come dice Costanza. I miei figli ne hanno passate tante ,purtroppo,per una malattia del padre ma come dice Alberto per me è una Grazia vedere come crescono sereni nonostante tutte le imperfezioni (che poi a guardarle bene sono delle perfezioni anche loro).E mi viene in mente un salmo 127(126)(non ho mai capito qual è il vero numero),che non vi riporto ,ma andatelo a leggere perché è la risposta al tema di oggi. Allora è piu’ importante cercare il senso della vita ….il resto viene da se’.Ovviamente non la mozzarella!!!
    Roma 30/3/2011

  6. sposatiesiisottomessaadmin

    Salmi 127

    Se il SIGNORE non costruisce la casa,
    invano si affaticano i costruttori;
    se il SIGNORE non protegge la città,
    invano vegliano le guardie.
    2 Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare
    e mangiate pane tribolato;
    egli dà altrettanto a quelli che ama,
    mentre essi dormono.
    3 Ecco, i figli sono un dono che viene dal SIGNORE;
    il frutto del grembo materno è un premio.
    4 Come frecce nelle mani di un prode,
    così sono i figli della giovinezza.
    5 Beati coloro che ne hanno piena la faretra!
    Non saranno confusi
    quando discuteranno con i loro nemici alla porta.

  7. scusate se abbasso notevolmente i toni della discussione, ma tornerei per un attimo alla vita da single cui accennava Costanza nel post.
    Anche io ne ho avuta una, durata circa 3 anni, vissuta più o meno allo stesso stato brado.
    E confesso che solo con la nascita del secondogenito (cioé 1 anno fa) le cose sono un po’ cambiate, ma solo perché, nel frattempo, sono invecchiata.

    Dopo questa bella premessa, vorrei solo aggiungere che da qualche tempo a questa parte mi gira in testa un pensiero positivo, che ovviamente non è farina del mio sacco, ma ho sentito ad un incontro con Mariolina Ceriotti Migliarese: La maggior parte dei figli viene su bene, MALGRADO NOI.

    e malgrado tutto lo stress educativo che cerchiamo di infilare in ogni momento passato con loro , in ogni conversazione, ogni loro gesto, che osserviamo dal pulpito dell’educatore che deve valutare se fatto bene o fatto male.
    Parlo di me, ovviamente, non di persone sane di mente.

    e malgrado l’imperfetto e a volte, confesso, burrascoso rapprto quotidiano che ho con mio marito.

    Perché tutti i pomeriggi, quando torno a casa, vorrei solo quella casa, con quei figli e quel marito, e nessun altro, tantomeno tornare alla vita da single, che, credetemi, pure mi dava tante soddisfazioni.

    E spero che questo almeno la mia famiglia lo veda.

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