
Come diceva una mia amica qualche giorno fa: “Da noi la legge sui matrimoni gay ancora non c’è, ma è come se ci fosse”. Ed è vero: la pressione mediatica è fortissima: siamo circondati.
Peggio. Siamo letteralmente sovrastati da un battage mediatico che vorrebbe convincerci tutti che in Italia, buoni ultimi, siamo tanto arretrati ma comunque è solo questione di tempo: fra poco, finalmente, l’amore trionferà. Nel senso che anche noi avremo i matrimoni gay.
E poco importa che la Corte Costituzionale abbia stabilito che in Italia per una legge di questo genere è necessario cambiare prima la costituzione. La soluzione è già pronta, ed è la via tedesca: si mette su un’altra cosa, un’altra istituzione – per esempio si fa una legge sulle unioni di fatto – e poi si dice che tutto quello che vale per il matrimonio – diritti, doveri e prerogative – vale anche per questa nuova istituzione.
Semplice, no?
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