Lo spirito del mondo, no (ovvero chi ha sostituito Dio con il ciarpame)

Zanzibar Day 18 «Gente infedele! Non sapete che l’amore per il mondo è nemico di Dio?

Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio».

(Giacomo 4,4)

di Matteo Donandoni      

A volte ho il difetto di cercare con il lanternino del filosofo cinico chi sia cattolico e chi no. E devo ammettere che spesso, alla tenue luce del cinico, trovo tanti uomini vagamente cristiani e pochi cattolici. Ma i filosofi non sono forse in eterna lotta con la tentazione del cinismo?

D’altra parte non sta a me stabilire chi sia dentro e chi sia fuori dall’ortodossia, soprattutto non sta a noi mortali il giudicare le persone; sta (anche) a me, però, smantellare ragionamenti fallaci o deliberatamente sofistici qualora vi incappi. Ad esempio uno degli argomenti ricorrenti nelle discussioni teologiche è la cosiddetta fede nell’unico Dio. Ma chi crede in Dio può dirsi cattolico? Anche i massoni credono nel “grande architetto del mondo”, anche l’islam crede in un unico Dio, chiamato Allah, ma non è certo Cristo incarnato e presente nell’Eucarestia. «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita» (Gv 6,53): per un islamico sostenere una cosa del genere sarebbe scandalo e bestemmia gravissima, un’oltraggiosa blasfemia che rende passibili di morte, come in effetti spesso accade ai cristiani in Asia in questi giorni di nuovo martirio.

Credere genericamente in un Dio equivale a credere in un dio generico, e non nell’alto Fattore di dantesca memoria, bensì in un fattore di comodo, e cioè equivale ad avere le idee confuse. Dunque, non è sufficiente credere in un unico Dio per essere cattolici. Non solo, per cattolici è necessario essere cattolici nella dottrina ed anche nelle opere, nella vita.

Come ha ricordato il Pontefice «non basta dire: “Ma io credo in Dio, Dio è l’unico Dio”. Va tutto bene, ma come vivi tu questo nella strada della vita? Perché noi possiamo dire: “Il Signore è l’unico Dio, soltanto, non ce ne è un altro”, ma vivere come se Lui non fosse l’unico Dio e avere altre divinità a nostra disposizione… C’è il pericolo dell’idolatria: l’idolatria che è portata a noi con lo spirito del mondo. E Gesù, in questo, era chiaro: lo spirito del mondo, no. E chiede al Padre che ci difenda dallo spirito del mondo, Gesù, nell’ultima cena, perché lo spirito del mondo ci porta all’idolatria». Chi dice che Dio è sempre Dio, ma poi vive come se Dio fosse un azionista della General Motors è un idolatra, non è cattolico. Anzi, secondo il rimprovero del figlio del tuono egli è nemico di Dio. «L’idolatria – ha detto Papa Francesco – è sottile», tutti «abbiamo i nostri idoli nascosti» e «la strada della vita per arrivare, per non essere lontano dal Regno di Dio» comporta lo «scoprire gli idoli nascosti». Siamo tutti un po’ come Rachele, moglie di Giacobbe, che per sicurezza portò con sé gli idoli del padre nascosti dietro la sua cavalcatura: anche noi cristiani abbiamo idoli «nascosti in una cavalcatura, nostra… Ma dobbiamo cercarli e dobbiamo distruggerli», perché per seguire Dio occorre un amore fedele, «e la fedeltà ci chiede di cacciare via gli idoli, scoprirli: sono nascosti nella nostra personalità, nel nostro modo di vivere.

Ma questi idoli nascosti fanno che noi non siamo fedeli nell’amore. L’Apostolo Giacomo, quando dice “Chi è amico del mondo, è nemico di Dio”, incomincia dicendo: “Adulteri!”. Ci rimprovera, ma con quell’aggettivo: adulteri. Perché? Perché chi è “amico” del mondo è un idolatra, non è fedele all’amore di Dio! La strada per non essere lontano, per avanzare, per andare avanti nel Regno di Dio, è una strada di fedeltà che assomiglia a quella dell’amore nuziale». L’unica strada è la fedeltà piena, la nostra società, invece, sta pensando ad altro, anche la civiltà cattolica cede alle mondanità di chi vorrebbe eliminare Dio per il proprio comodo. Ma ciò è impossibile senza che si generi il caos. Come dice il filosofo conservative Roger Scruton: «come lo sposo o la sposa nel sacramento del matrimonio, Dio è ineludibile, o eludibile solo creando una voragine, un abisso spalancato davanti a noi quando stravolgiamo non solo il volto dell’uomo ma il volto del mondo». Inoltre le elite culturali, se così possiamo chiamarle, vorrebbero eliminare insieme al divino anche l’anima, come prodotto immaginifico del passato medievale e con essa ciò che ne consegue e cioè la religione e la filosofia, che dell’anima si occupano. Una conseguenza evidente di questo declino del pensiero umano (e della sua ragionevolezza) provocato dalla rimozione del divino è l’idea sempre più dominante secondo la quale «le neuroscienze ora devono rimpiazzare la filosofia come la vera capacità di spiegare la mente umana». Le neuroscienze! Sarebbe sufficiente aver studiato un po’ di sana filosofia classica (la metafisica) per sapere che i pensieri – così come l’anima – non sono nel cervello, perché per essere in un luogo dovrebbero occupare uno spazio e ciò è evidentemente impossibile. Peccato, conclude infatti Scruton, che «nessun tentativo di rintracciare il soggetto nel mondo degli oggetti potrà mai avere successo».

Però, le neuroscienze non vengono insegnate solamente nelle facoltà di medicina, affinché se ne faccia un uso salutare, ma anche altrove e con altri fini, come se fossero una risposta filosofica, o meglio, dovremmo dire una promessa filosofica. Oggi molti neuro scienziati sono persuasi che la scienza con i suoi successi mostri che l’uomo non sia che un meccanismo e pensano che le neuroscienze un giorno o l’altro saranno in grado di spiegare tutte le attività che noi attribuiamo all’anima. Ma la conoscenza degli universali, ossia la comprensione di che cosa siano le cose che si incontrano nell’esperienza, non può essere espressione di nessun organo, perché nessun episodio particolare quale può essere un qualsiasi processo neuronale, può avere un contenuto universale. Per aver conoscenza di concetti universali dobbiamo infatti avere una facoltà che ecceda i cinque sensi, quindi non corporea, spirituale. La materia non può determinate cose immateriali. L’anima umana dunque organizza e vivifica il corpo, ma può anche essere sussistente senza il corpo e compiere alcune delle proprie attività senza l’operazione del corpo, come ad esempio la volontà o la fede. Dunque si può inferire che da questo punto di vista l’uomo non può essere compreso integralmente dalle scienze empiriche su cui si basano le neuroscienze. Per non lasciarsi confondere le idee, però, occorre uno sforzo, mentale per ricercare la verità e di fede, per lasciarsi guidare dallo Spirito di Verità. Aprirsi a Dio. Anche se costa sacrificio.

«Il nostro mondo conteneva molte aperture al trascendente, che sono state ostruite dal ciarpame. Alcuni diranno che non importa, che l’umanità ne ha abbastanza dei misteri religiosi e dei loro ben noti pericoli. Ma credo che a nessuno piaccia il risultato. L’uomo postmoderno negherà che il suo disagio abbia un significato religioso. Ma penso che egli sia in errore». Restare saldi nella fede e non cedere alla tentazione che ci fa sviare rispetto alla strada dello Spirito Santo, quella tentazione che il pontefice ha chiamato «progressismo adolescente»: la tentazione di sentirsi a posto. «Prendiamo di qua, prendiamo di là i valori di questa cultura… Vogliono fare questa legge? Avanti con questa legge. Vogliono andare avanti con quello? Allarghiamo un po’ la strada. Alla fine, come dico, non è un vero progressismo. È un progressismo adolescente: come gli adolescenti che vogliono avere tutto con l’entusiasmo e alla fine? Si scivola… È come quando la strada è col gelo e la macchina scivola e va fuori strada… È l’altra tentazione in questo momento! Noi, in questo momento della storia della Chiesa, non possiamo né andare indietro né andare fuori strada!». Il progresso, al contrario, la via da intraprendere «è quella della libertà nello Spirito Santo, che ci fa liberi, nel discernimento continuo sulla volontà di Dio per andare avanti su questa strada, senza andare indietro e senza cadere fuori strada».

Senza il discernimento l’uomo contemporaneo finisce per smarrire l’umiltà e il timor di Dio e, come aveva già previsto un altro filosofo conservatore Joseph De Maistre: «si mette a credere di essere realmente l’autore diretto di tutto ciò che si fa per suo mezzo: in un certo senso, è la cazzuola che si crede architetto».

Mi piace molto l’apostolo Giacomo, perché, iracondo come me, mi fa sentire umano e degno dell’amore di Dio, ma soprattutto perché infine capisce che, prima che piova fuoco dal cielo e consumi gli idolatri (Lc 9,54), dobbiamo vuotare il nostro calice amaro e lodare Dio: «Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi. Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi. Peccatori, purificate le vostre mani; uomini dall’animo indeciso, santificate i vostri cuori. Riconoscete la vostra miseria, fate lutto e piangete; le vostre risa si cambino in lutto e la vostra allegria in tristezza. Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà» (Gc 4, 7-10).

58 pensieri su “Lo spirito del mondo, no (ovvero chi ha sostituito Dio con il ciarpame)

  1. margaret

    Com’e’ che gli articoli che poi si rivelano per una espressione di giudizio (pure se legittimo, percarita’) partono sempre con ” non sta a me giudicare etc etc” … a sto punto basterebbe per esser piu’ onesti dire: intendo giudicare e/o esprimere un mio pensiero su… e farlo 🙂

    1. Giusi

      Dici? A me sembra che sia un’autocritica perchè prima afferma che a volte ha il difetto di cercare con il lanternino da filosofo cinico chi è cattolico e chi no. Ma poi va oltre parlando di contenuti. Scusa ma il post è talmente interessante che fermarsi a questa premessa mi pare riduttivo.

  2. 61Angeloextralarge

    Questo non è un post che si può leggere passando velocemente nel blog… Al primo passaggio posso dire solo che ringrazio i signore per aver perso “il difetto di cercare con il lanternino del filosofo cinico chi sia cattolico e chi no”. Non ho gli occhi adatti per fare questo. Il cuore lo conosce solo Dio.

  3. Lidia

    Del post mi piacciono il ragionamento che smantella le convinzioni di chi dice “mah, credo genericamente in Dio”, dicendosi cattolico e così gli altri ragionamenti seguenti.
    Ma: 1. forse Dio preferisce che noi si esalti questo barlume di fede (che poi tanto piccolo non è, nel mondo attuale già credere in qualcosa è positivo!) e da lì si parta per costruire, spiegare e accogliere, e non che si invochi il divino fuoco sugli idolatri. 2. bisogna capire PERCHE le persone parlano così. In altre parole, perché X “crede in un Dio generico?”. Per pigrizia, abitudine? O per cattiva formazione? L’uno e l’altro, probabilmente; a questo punto, bisogna dare buona formazione – che si dà solo ed esclusivamente capendo l’altro e costruendo su ciò che lui già ha.

    1. matteo donadoni

      Si infatti Gesù ha sgridato Giacomo, ma cosa vuoi? carattere.. Per il resto sì, è un cammino, vale per tutti e dura tutta la vita. No?

  4. Giusi

    Esattamente come il tuo cervello limitato e limitante. E sì che avresti delle potenzialità inespresse….. se solo non ti alzassi la mattina con l’intento di dire sempre le stesse cose a commento del blog a prescindere….. Apri la tua mente! Elevati! Vai oltre! Togli il paraocchi! Secondo me neanche leggi, inserisci il pilota automatico….

    Post bellissimo di rara lucidità!

    1. Io direi inserisci “l’idiota automatico” 😉

      dal greco: [idiotes] uomo privato, da [idios] proprio.

      E’ un dispregiativo, sì, ma di grande nobiltà.
      Quali sono le caratteristiche dell’uomo privato? Per approssimazione rispetto all’uomo pubblico, egli ha un’ottica circoscritta al proprio orticello, ai propri interessi, incompetente circa i grandi meccanismi che muovono il mondo, sprezzante verso contesti e necessità più ampie e meno provinciali. Il passo che porta ad associare questo status alla stupidità è brevissimo e molto antico.

    1. Giusi

      Ecco passo successivo, mettere tutto nel calderone, fritto misto! Secondo me non hai letto nè il post, nè hai ascoltato il discorso del Papa che, contrariamente alle tue farneticazioni, resterà nella storia!

  5. Sara

    “Sta (anche) a me, però, smantellare ragionamenti fallaci o deliberatamente sofistici qualora vi incappi”

    Eh, sì! Un post molto bello!
    Sono convinta che sia davvero necessario e urgente che i cattolici riscoprano fortemente la loro identità autentica e profonda e trovo che il magistero di BXVI sia stato (anche) in questo senso fondamentale. Papa Francesco sta continuando su questa strada: questo Anno della Fede è veramente ricco di grandi opportunità che non dovremmo lascirci sfuggire!

  6. Sperando poi che “…prima che piova fuoco dal cielo e consumi gli idolatri” chi si dice o crede di essere “fedele a Dio”, abbia scoperto tutti i suoi idoli (spesso ben nascosti come ci ricorda Matteo nell’articolo), per non essere trovato idolatra e quindi anche adultero (sempre correttamente dal testo dell’articolo).

    Dobbiamo poi ricordare che, seppure spesso gli idoli siajo dall’Uomo costruiti con le sue stesse mani, questi finiscono per esercitare un serio potere sull’animo umano, sino a portarlo ad una vera schiavitù. A quel punto è illusorio credere di potersi liberare da soli (con quella stessa volontà che l’idolo ha costruito), perché dietro all’idolo muto, al “feticcio”, si nasconde ben altro potere e padrone. E’ Dio solo che ha la forza di ditruggere i nostri idoli e liberarci (vedi Storia della Salvazza). Condizione sine qua non: desiderare che lo faccia… lassciarlo operare, allearci con Lui il Dio Potente in battaglia, il Dio Vincitore.

    La mente dell’Uomo poi è a volte contorta e pervesa, capace di creare un idolo anche da ciò che è buono… i propri affetti; la propia stessa fede; la propria immagine di “buon cristiano”; la “legge” (biblicamante intesa); la propria comunità parrocchiale o “religiosa”; ecc., ecc. L’elenco sarebbe infinito.

    Vigilare dunque, vigilare sempre e chiedere a Dio con umiltà di mostrarci i nostri idoli, per invocarde la distruzione che a volte, non è indolore, perché agli idoli – sempre – consegnamo un pezzo del nostro cuore (che tutto intero dovrebbe invece appartenere a Dio).

  7. Senza capo né coda né nulla, ovviamente!

    “Contrordine fratelli. Dimenticate le carezze di padre Aldo Trento a bambini malformati che non sarebbero mai nati con i nuovi esami del Dna, dimenticate Chiara Corbella, la donna incinta ammalata di tumore che ha rinunciato alla chemioterapia per salvare il figlio: i mammasantissima di Cl hanno chiamato a presentare la sagra della controtestimonianza denominata Meeting di Rimini l’abortista ed eutanasista Emma Bonino. Contrordine ulteriore. Dimenticate i digiuni di quaresima, le vie crucis, il capo chino alle Ceneri: ieri a Lampedusa quel sant’uomo di Papa Francesco ha approvato il ramadan capace di produrre “abbondanti frutti spirituali”. Insomma: dimenticate abbondantemente e ricordate liberamente, magari anche nulla. ”

    © – FOGLIO QUOTIDIANO
    di Camillo Langone

  8. “L’anima umana dunque organizza e vivifica il corpo, ma può anche essere sussistente senza il corpo e compiere alcune delle proprie attività senza l’operazione del corpo, come ad esempio la volontà o la fede.”(???)

        1. matteo donadoni

          La volontà. E’ italiano. Basta rispondere “non lo so” se non lo sai, non fare domande inutili.

  9. «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita» (Gv 6,53): per un islamico sostenere una cosa del genere sarebbe scandalo e bestemmia gravissima, un’oltraggiosa blasfemia che rende passibili di morte, come in effetti spesso accade ai cristiani in Asia in questi giorni di nuovo martirio.”

    …più che altro, direi, è come credere nella magìa (senza stare a scomodare i musulmani)

    1. E’ come credere che Dio si è fatto Uomo (ha assunto una carne…) e per di più nel seno di una Vergine…
      E allora? Cosa vuoi? Un certificato medico?

      Sai quanti sono i Miracoli Eucaristici (scientificamente attestati) che riportano di particole trasformatesi in tessuto umano (molto spesso muscolo cardiaco – guarda caso…) che tra l’altro dopo la transustanziazione, non si è più decomposto (altro fatto inspiegabile)?

      Oh Alvise, apri gli occhi e destati dal sonno!! Non essere incredulo ma credente (che sarebbe ora, ti rimane poco tempo ;-))

    2. matteo donadoni

      Non c’entra un tubo la magia. Francamente non capisco quale sia il tuo problema. Cosa è successo di brutto nel tuo passato perchè tu odi Dio? Ti danno fastidio i credenti? Dio? Parlarne? Scriverne? Si sente che c’è una domanda nella tua rottura di scatole quotidiana. Entri a gamba tesa con commenti a volte sconclusionati, se qualcuno ti rintuzza rispondi con idiozie evasive tipo “ovvio”, “ovviamente!” “naturalmente” ecc.
      penso che chiunque qui sia disposto ad aiutarti se hai dei dubbi o dei problemi. Non sei felice? Non capisco. Devo dire a che a volte mi fai incazzare veramente e mi devo trattenere da commentare. Dicci perchè ti comporti così.

      Poi, per quanto riguarda il commento: nessuno ti obbliga a credere alla magia nè ad altro. Nessuno ti obbliga a leggere i post. Eppure stai qua. Non hai una vita? A volte vieni insultato. Io avevo suggerito semplicemente di ignorarti (forse è la cosa migliore). Non ho capito se cerchi Dio, ma non hai il coraggio di ammetterlo, sei dunque un pusillanime. O se sei solo stupido.

      1. Matteo, pretendi troppo… il disvelarsi, agli altri e anche a sè, è già un segno di conversione e di un desiderio di cambiamento.
        In Alvise c’è, ma prevale sempre (per ora) il personaggio, la maschera che si è costruito e che offre, se non al mondo, almeno a questo bolg… a questa “parrocchietta” 😉 🙂

      2. …mi stai chiedendo perché io non mi sappia capacitare (e lo senta quasi come un’offesa all’umanità dell’uomo) del fatto che tante persone come voi con cui vivo insieme nel mondo, e che trovo anche su un blog, credano ai diavoli e alla magìa (e pretendano invece che sìano degli sfortunati o dei superbi quelli che non credono a queste cose) e che perdipiù vogliano convertire gli altri alle loro, diciamolo pure, farneticazioni?

        1. Giusi

          Ma che accrocco stai facendo? Chi è che crede alla magia? E in quanto ai diavoli non sai di cosa parli e non posso neanche fartene una colpa perchè in realtà al demonio come essere personale forse non ci credevo nemmeno io. Credevo fosse una metafora del male. Poi ho dovuto ricredermi. Purtroppo l’ho visto all’opera perchè una mia amica, una professoressa di matematica dopo aver peregrinato per tutti i medici (i migliori) d’Italia e aver subito diversi interventi inutili è arrivata senza neanche cercarlo (perchè lungi da lei l’idea) da un esorcista, un bravissimo esorcista che purtroppo poi è morto e lì è successo di tutto. Ometto i racconti. Ti dico solo che forse è meglio che non parli di cose che non conosci.

    3. Giusi

      Non c’è nulla di più antitetico della magia a Cristo. Infatti una delle vie di elezione per aprire le porte a Satana è proprio dilettarsi di magia, tarocchi, oroscopi, sedute spiritiche: insomma pretendere di avere i poteri, di sostituirsi a Dio come Scalfari pretende di sostituirsi al Papa riscrivendo e integrando le encicliche. In realtà tali poteri possono talora arrivare ma vengono da quell’altro. Il Corpo e il Sangue di Cristo non sono una pozione, un filtro magico, sono il dono sublime di Dio che si è fatto uomo, ha preso su di sè i nostri peccati ed è morto per noi, per salvarci. Almeno non offendere la tua e la nostra intelligenza mostrando di non cogliere questa clamorosa differenza!

    1. Giusi

      Che, a pensarci bene, è una frase che non significa assolutamente nulla. Pare uno di quei messaggi TAO che ogni tanto mi arrivano non richiesti sul telefonino: affermano tutto e il contrario di tutto e alla fine non significano un cavolo!

  10. admin

    Nicolas, il manifestante della Manif pour Tous condannato in Francia a 4 mesi di reclusione, è libero! Pena ridotta a 3000 euro di multa. Grazie anche ai Veilleurs Debout

      1. admin

        sì buona, ma se non avesse avuto 3000 euro? Se non avessimo 3000 euro? La libertà di pensiero a quanto pare ha un costo: 3000 euro.

        1. Giusi

          E’ buona rispetto a quella peggiore ma è comunque terribile, per tutti, per la libertà di pensiero e di religione.

          1. Vero anche che la “gabella” sarà da sborsare ad ogni futura “esternazione di pensiero” 😐 😉

            Non si acquisisce alcun diritto futuro…
            Neanche chessò una promozione in speciale: “A SOLI 3000 EURO L’ANNO CON TUTTI ILLIMITATAMENTE QUEL CHE VOI, QUANDO VUOI E DOVE VUOI – SENZA ARRESTI ALLA RISPOSTA!”

            (Un po’ d’ironia, giusto per non farsi il sangue troppo amaro :-|)

  11. Michael Mc D.

    Direi che oramai il problema non si pone più; in ambito cattolico si va dal sacerdote apertamente abortista, a quello che non crede all’Inferno, al peccato, al Male o alla Madonna e a quelli che pensano l’opposto passando per quelli che negano l’esistenza di un Aldilà e che conta solo la società di qua. Ci sono anche quelli che dicono che la Chiesa dovrebbe sciogliersi e che la verità si trova in altre fedi più mature a cui dovremmo ispirarci. Non è necessario cercare in altre religioni: abbiamo già tutto ciò che serve in casa.

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