LUMEN FIDEI – La fede illumina la città degli uomini nella famiglia

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[…] Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia. Penso anzitutto all’unione stabile dell’uomo e della donna nel matrimonio. Essa nasce dal loro amore, segno e presenza dell’amore di Dio, dal riconoscimento e dall’accettazione della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne (cfr Gen 2,24) e sono capaci di generare una nuova vita, manifestazione della bontà del Creatore, della sua saggezza e del suo disegno di amore.

Fondati su quest’amore, uomo e donna possono promettersi l’amore mutuo con un gesto che coinvolge tutta la vita e che ricorda tanti tratti della fede. Promettere un amore che sia per sempre è possibile quando si scopre un disegno più grande dei propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l’intero futuro alla persona amata. La fede poi aiuta a cogliere in tutta la sua profondità e ricchezza la generazione dei figli, perché fa riconoscere in essa l’amore creatore che ci dona e ci affida il mistero di una nuova persona. È così che Sara, per la sua fede, è diventata madre, contando sulla fedeltà di Dio alla sua promessa (cfr Eb 11,11).

In famiglia, la fede accompagna tutte le età della vita, a cominciare dall’infanzia: i bambini imparano a fidarsi dell’amore dei loro genitori. Per questo è importante che i genitori coltivino pratiche comuni di fede nella famiglia, che accompagnino la maturazione della fede dei figli.

LumenFidei

[…] Assimilata e approfondita in famiglia, la fede diventa luce per illuminare tutti i rapporti sociali. Come esperienza della paternità di Dio e della misericordia di Dio, si dilata poi in cammino fraterno. Nella “modernità” si è cercato di costruire la fraternità universale tra gli uomini, fondandosi sulla loro uguaglianza. A poco a poco, però, abbiamo compreso che questa fraternità, privata del riferimento a un Padre comune quale suo fondamento ultimo, non riesce a sussistere. Occorre dunque tornare alla vera radice della fraternità.

LETTERA ENCICLICA LUMEN FIDEI DEL SOMMO PONTEFICE FRANCESCO
AI VESCOVI AI PRESBITERI E AI DIACONI ALLE PERSONE CONSACRATE E A TUTTI I FEDELI LAICI SULLA FEDE

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96 pensieri su “LUMEN FIDEI – La fede illumina la città degli uomini nella famiglia

  1. admin


    2013-07-05 Radio Vaticana
    Questa mattina, nei Giardini Vaticani, Papa Francesco ha consacrato lo Stato della Città del Vaticano a San Giuseppe e a San Michele Arcangelo ed ha benedetto una statua dedicata a quest’ultimo. Era presente Benedetto XVI, che aveva approvato il progetto tempo fa. Papa Francesco e il Papa emerito si sono abbracciati con affetto e sono rimasti vicini per tutta la cerimonia. Nell’atto di consacrazione Papa Francesco ha affidato a San Giuseppe le attese e le speranze della Chiesa e ha pregato l’Arcangelo Michele a vegliare sulla Sede Apostolica, a difendere la Chiesa da ogni macchinazione che ne minaccia la serenità e a rendere gli uomini vittoriosi contro le tentazioni del potere, della ricchezza e della sensualità.
    “Anche se il diavolo tenta sempre di scalfire il volto dell’Arcangelo e il volto dell’uomo – ha affermato Papa Francesco – Dio è più forte; è sua la vittoria e la sua salvezza è offerta ad ogni uomo. Nel cammino e nelle prove della vita non siamo soli, siamo accompagnati e sostenuti dagli Angeli di Dio, che offrono, per così dire, le loro ali per aiutarci a superare tanti pericoli, per poter volare alto rispetto a quelle realtà che possono appesantire la nostra vita o trascinarci in basso. Nel consacrare lo Stato Città del Vaticano a San Michele Arcangelo, gli chiediamo che ci difenda dal Maligno e che lo getti fuori”.

      1. Giusi, non immagini quanto sia concorde con ciò che scrivi… tra i tanti pregi di Papa Francesco, quello che più mi colpisce è il suo metterci costantemente in guardia da Satana, lo menziona un sacco di volte… e pensare che c’erano pure cardinali che sostenevano allegramente di non credere alla sua esistenza…

        http://www.paolorodari.com/2012/02/09/il-satana-dimenticato-chi-pensa-piu-agli-esorcisti-parla-gabriele-amorth-dal-1986-in-prima-linea-contro-il-grande-nemico-su-quel-fronte-purtroppo-siamo-rimasti-in-pochi/

        se non conosci il tuo nemico, non puoi nemmeno sconfiggerlo.

        1. Giusi

          C’erano? Ci sono! Conosco purtroppo bene l’argomento perchè ho un’amica posseduta da 30 anni per essere finita in mano a uno dei capi dei satanisti. Ho scelto di non avere paura e non l’ho mai abbandonata. Non si può nemmeno lontanamente immaginare come queste persone siano sole, quanti pochi esorcisti validi ci siano e quanti vescovi (che li dovrebbero nominare) e preti non ci credano!

              1. Lidia

                ma allora il diavolo agisce anche se uno non vuole? Cioè, una cosa non capisco: se la tua amica non vuole il diavolo e prega di esserne liberata, perché non succede? Ci vuole per forza l’esorcista? io pensavo che bastasse pregare perché Dio cmq è più forte del diavolo.

                1. @Lidia, il tema della possessione diabolica – e degli interventi assolutamente straordinari e rarissimi del demonio – non è liquidabile o spiegabile in due parole o riducibile a due semplici regolette… Però non bisogna neppure perderci il sonno o averne l’angoscia.

                  Se stai in Grazia di Dio, in preghiera e in “compagnia” dei Sacramenti, non ti devi preoccupare di un granché d’altro… se non degli attacchi “ordinari” del demonio, che fanno leva sulle nostre “basse passioni” (come usava dire), sulle nostre debolezze, sulla menzogna e l’insinuazione che in fondo Dio non ti ama…
                  Beh, poi ci vuole discernimento perché “Lucifero” (portatore di luce…) non ti presenta un male opposto ad un bene, ma un “bene” (senza discernimento appare tale) contrapposto al vero bene.

                2. Giusi

                  Si Lidia agisce pure se uno non vuole. Certo i casi di possessione non sono tantissimi. Tutti siamo soggetti alla tentazione, poi c’è la vessazione, l’infestazione e la possessione. Il caso della mia amica è uno dei più gravi (riconosciuto da svariati esorcisti). La sua è una storia molto complessa che ha radici nell’infanzia. Comunque ha ragione Bariom: stai tranquilla, ci vuole qualcuno che voglia farti del male, qualcuno che ha venduto l’anima al diavolo e, per svariati motivi, deve anche trovare terreno fertile, non è semplice se no saremmo tutti posseduti. Io le sto vicino da sempre e, a parte qualche rischio (perchè il maledetto ci prova ogni tanto a farmi paura), non mi è mai successo niente. Su una cosa devo dare torto a Bariom: gli interventi del demonio non sono nè straordinari nè rarissimi anche perchè trova sempre più adepti ed è poco contrastato: pochi esorcisti e non tutti capaci nè tutti disponibili soprattutto con i casi gravi. La mia amica si è sentita dire (anzi esiste proprio una lettera): conosco il tuo caso ma è troppo difficile e io non ho tempo…. Come se un medico dicesse ad un ammalato di cancro: non ti posso operare perchè ho una serie di casi di appendicite….

                  1. Giusi

                    P.S. Io non lo so perchè non succede. Padre Amorth dice che ci sono casi nei quali la liberazione non c’è mai e non dobbiamo nemmeno chiederci perchè, non saremmo in grado di darci una risposta. Ne parla pure nel suo ultimo libro.

                  2. Intendevo Giusi che gli interventi del tipo possessione sono “straordinari” e “statisticamente” rari (anche se se ne contano a centinaia…), come lo stesso Padre Amorth insegna 😉

                    Buona Santa Domenica.

    1. Angelina

      http://www.liberoquotidiano.it/news/1274720/Parola-di-Papi-Francesco-e-Benedetto–Fuori-il-diavolo-dal-Vaticano.html

      Di solito Langone mi convince poco (chiaramente, si tratta di gusti personali..), ma questo articolo è molto azzeccato. Un Papa che, annunciando la sua visita a Lampedusa, rischia di essere annoverato d’ufficio tra le file di un certo “irenismo/solidarismo”, sorprende non poco quando poi con parole non equivocabili e forti consacra
      ‘ l’intero Vaticano all’arcangelo antisatanico per eccellenza che l’iconografia ci mostra con tanto di spada, corazza, piede sulla testa del demonio, e che l’Apocalisse ci rivela mentre combatte il gran drago insieme agli altri angeli: insomma il Santo meno pacifista che si possa immaginare. ‘

      ‘Ovvio: dal punto di vista di Satana la presenza di un Papa di grande fede è un grosso problema. E allora penso che il sorridente, determinatissimo Francesco sarà, per quel cattivo soggetto, la prova che al peggio non c’è limite. E mi rassereno.’

      La fede del Papa conferma e infonde fiducia.

      Auguro a tutti una buonissima giornata!

  2. …sempre i soliti discorsi, un po’ raffazzonati, che ha sempre fatto la Chiesa, per tenere insieme ogni cosa, senza potere eliminare la conclusione che è: la luce(cosiddetta) o uno ce l’ha o non ce l’ha. Con la luce ci si può spiegare tutto, ovviamente, alla luce di una luce, o di un’altra. Senza la luce il buio(cosiddetto) ma non necessariamente la paura!

      1. …raffazzonamenteo: messa insieme alla meglio di vari autori e argomenti (in questo caso) (con lo spazio prima della parentesi) (che è tutta un’altra cosa!).

        1. Alessandro

          Ovviamente tu l’enciclica non l’hai ancora letta (e chissà se mai la leggerai), ma sei già passato a recensirla…

    1. Alvise ammettiamo che la Chiesa tenti da un paio di millenni di unire tutto e il contrario di tutti, nella speranza che qualche miliardo di fessi non si renda conto delle evidenti incoerenze di fondo.
      Ammettiamo anche tu sia tra quei pochi che non ci sta a giocare con la propria vita in nome di fesserie.

      Cosa ti fa pensare che il tuo verbo possa finalmente illuminarci? Una grande autostima? 😀

      Però concordo con Giusy quando scriveva che ci mancavano i tuoi interventi! Ci permettono ogni giorno di convincerci sempre più della bontà della nostra fede! Pensa te…

  3. Mi sovviene il celebre discorso di Giovanni Paolo I in cui citava la poesia di Trilussa sulla fede e la definiva “graziosa come poesia, ma carente come teologia”. Mi sembra che in quel discorso avesse già dato le linee fondamentali di questa enciclica, ma ovviamente la mia meoria comincia a perdere colpi (senilità, presumo) c’è qualcuno che mi sa dare un riferimento preciso per rintracciare quel discorso?

    1. Esattamente questo grazie. Ricordavo questa bellissima frase: “Ecco che cosa è la fede: arrendersi a Dio, ma trasformando la propria vita.”

  4. “Ecco che cosa è la fede: arrendersi a Dio, ma trasformando la propria vita.”

    …trasformando quando, prima, durante, o dopo, che uno si arrende? A ogni modo, per arrendersi a qualcuno, bisogna prima che questo qualcuno mettesse tutti alla prova, o li atterrassse, o almeno che avesse la cortesia di farsi vivo (o morto).

  5. admin

    è stato aggiornato l’estratto dell’enciclica con la parte che riguarda fede,famiglia e matrimonio (tra uomo e donna…guarda un po’).

    1. SilviaB

      …appunto!
      Però c’è tanta gente che questo dono lo rifiuta, lo rigetta con tutte le proprie forze.
      E non sa cosa si perde.

  6. …e come fai te a saperlo che lo hannno avuto questo dono? O te dici che lo rifiutano prima di avercelo?
    Ma un dono si può rifiutare solo quando viene donato, o no?

    1. Il dono è universale, è stato fatto a tutti gli uomini. Altrimenti come spiegare le conversioni, Alvise? Non certo con un Dio infinitamente buono che dona a casaccio e quando meno te l’aspetti la fede.

      A noi la risposta per questo dono.

      Quindi nessun merito per noi (non è certo un merito rispondere all’Amore).

      1. …ma come puoi non pensare che te, e gli altri tuoi “fratelli e sorelle”, per esempio non aveste il cuore puro e libero da pregiudizi essendo stata/i in grado di accogliere la fede, e l’incontrario, invece, per quelli che la fede non l’hanno (come dite voi) accolta?

            1. SilviaB

              Io so che il dono viene fatto a TUTTI gli uomini perché il “donatore” è Dio e non un uomo.
              Dio non fa preferenze (altrimenti sarebbe ingiusto e quindi non Dio), è immensamente creativo e trova modo di bussare alla porta di ogni uomo nel corso della sua vita.
              Il problema è che (l’ho sentito ieri in una omelia di un giovane prete) questa porta si apre solo dall’interno, il Signore non fa violenza e ci lascia liberi di aprirgli oppure no.
              Come bussa in concreto? Attraverso i fatti della vita.
              Spesso sono fatti di sofferenza perché come dice il Salmo “l’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono”.
              La definizione “cuore puro” non penso sia una visione moralistica di uomo senza peccato (che tanto non esiste!), secondo me si ha un cuore puro quando ci si ritrova in una particolare situazione esistenziale, quando la vita ti insegna che né le tue forze, né l’intelligenza, né i soldi, né la cultura, né gli affetti… nulla sazia, nulla dà pienezza, nulla ti dà una risposta alla sofferenza, alla morte, al senso della vita.
              Cuore puro, in sostanza, è quando sei spogliato da tutto e sei nella migliore condizione per “accorgerti” che Dio c’è e ti ama per quello che sei.

              1. SilviaB:

                …non sottovalutare le persone, non pensare che a TANTI non sia successo di trovarsi nella condizione di vuoto e di sconforto di cui parli, non credere che succeda solo a quelli che poi allora trovano la fede e vi si abbandonano (per sempre?), perché succede anche a chi non abbraccia la fede, ma trova in se stesso, nella sua stessa pena e tormento il bisogno di trovare la forza di vivere in modo semplice e onesto e alla fine sereno.

                1. “… perché succede anche a chi non abbraccia la fede, ma trova in se stesso, nella sua stessa pena e tormento il bisogno di trovare la forza di vivere in modo semplice e onesto e alla fine sereno.”

                  Questo succede solo perché “nella vita si deve pur andare avanti” e molte cose semplicemente uno se le getta alla spalle…
                  “… e alla fine sereno” è una parola un po’ grossa… e per i più non è così.

                  Io poi che ho vissuto metà della mia vita SENZA e metà CON la Fede (e non ho vent’anni…), posso assicurarti che non è lo stesso vivere!

                2. SilviaB

                  Non sottovaluto proprio nessuno… quella di cui parlo è una condizione favorevole per incontrare Gesù Cristo, per accorgersi della presenza, della sua misericordia.
                  Ma rimane una possibilità, poi ognuno è libero di vivere sulle proprie forze o affidandosi a Dio, e non è mai un fatto acquisito, ogni giorno siamo chiamati a fare una scelta.
                  Liberi, sempre.

                1. … ok quindi non ti interessa sapere perché.

                  Finché si continua ad immaginare cosa dirà l’altro, a tentare in ogni modo di prevenirlo, quasi fosse destabilizzante o spiacevole cosa sta per dirci, non potrà mai esserci dialogo.

                  La Chiesa lo sa bene, nei suoi feroci conflitti interni.

                  Prova ad ascoltare, chissà che l’altro non abbia qualcosa di interessante da dirti.

                  P.S.; e ora non scrivermi: “Dai parla, ti ascolto!”. La capacità di ascolto non è mica conquista da 5 minuti 🙂

        1. Giusi

          Non è così Alvise, è una lotta continua. Che credi che noi che abbiamo la fede siamo dei superuomini? Siamo sempre dei poveretti che ogni giorno devono convertirsi e riscoprire Dio.

  7. Angelina

    “Una verita’ comune ci fa paura, perche’ la identifichiamo con l’imposizione intransigente dei totalitarismi. Se pero’ la verita’ e’ la verita’ dell’amore, se e’ la verita’ che si schiude nell’incontro personale con l’Altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura nel singolo e puo’ fare parte del bene comune la fede”.
    Caro Alvise: la verità, l’incontro personale, la liberazione dalla chiusura, il bene comune, roba raffazzonata immagino…neanche a sprecarci un commento? Anche togliendo “l’Altro”, spero che noi si possa almeno riconoscere insieme quel po’ di ‘verità che si schiude nell’incontro personale con gli altri.’ Che l’essere umano è fatto per la relazione (amore, è troppo?) non è mica una questione di fede. O non ti sta bene neanche questo?

    1. Questa Alvise è la stupidaggine del “buon mattino”?

      Allora Gesù (che tu stimi tanto) – che l’Amore lo “predicava” – non aveva capito nulla e sprecava il Suo Tempo…
      E se non c’è come lo si porterà dove non c’è (oltre a “praticarlo” s’intende, prima di “predicarlo” ;-))

    1. Giovanni 14,12

      In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre.

      Ergo… t’inganni

  8. Angelina

    Alvise. Con la domanda del commento precedente cercavo di capire quale potrebbe essere un presupposto comune tra te e qualcuno con cui entri in relazione. Fede o non fede nel soprannaturale, l’incontro tra due persone contiene comunque una sua verità, l’essere in relazione è ciò che ci definisce come persone e ci tiene in vita. Fossero pure relazioni di tipo oppositivo, ognuno di noi ha sempre bisogno di un ‘altro’ per esistere e crescere come soggetto. Cercavo di chiederti se sei d’accordo, ma non ho capito se mi hai risposto (cioè, se il commento in risposta era ‘l’amore c’è o non c’è’ mi pare che nunciazzecca un bel nulla).

  9. Il che non toglie che, come ho già detto altre volte, causa immense letture passate, io sia (tra le altre cose) uno dei massimi conoscitori delle Sacre Scritture (ora anche con lo spazio prima della parentesi).

    1. “… uno dei massimi conoscitori.. ecc”. E che ti serve?

      Mi sembra un po’ come conoscere a memoria la toponomastica del posto tale… e poi non sapere come orientarsi 😉 😐

        1. Alvise, non infierisco… sei tu che ti sei autoproclamato uno dei maggiori conoscitori ecc, ecc.
          La “indi per cui” è sorta spontanea la considerazione 😉

          Io non sono più “fortunato” di te… la fortuna NON ESISTE (come la sfortuna…). Non lo sapevi?

    2. E riesci anche tu, come ogni biblista, a stupirti ogni giorno di quanto ogni lettura ti arricchisca sempre più?

      O ti sembrano sempre le stesse “vuote”, “anacronistiche” parole?

  10. Angelina

    Ok, tempo perso come al solito. Ogni tanto mi capita di voler tentare un dialogo, un ragionamento, un esile filo di comunicazione con Alvise, ma è inutile, non ci riesco. Solo battute surreali, risposte fuori tema ed apodittiche. Un po’ mi spiace, ma cercherò di farmene una ragione. 😦 Ahimè, bisognerebbe che non leggessi mai nulla.

  11. “Ogni tanto mi capita di voler tentare un dialogo, un ragionamento, un esile filo di comunicazione”

    …mi sembra a me di avere provato anch’ io a ragionare con voi: fiato sprecato!

    1. Angelina

      Boh! Voi? Il monolitico voi della tua invincibile convinzione. Mi sembra a me. Dai Alvise, non essere piccato. Scusa!

      1. Si, questo “voi” ritorna spesso e non solo in Alvise… a me da sempre un po’ sui nervi.
        Uno dice di ragionare con chicchessia (e che io sappia lo si fa con un “tu”) poi improvvisamente diventi un “voi” e poi “tutto fa brodo”.

        Cmq Alvise, da che ti conosco qui, “rarissimissimamente” hai portato avanti un vero ragionamento con qualcuno per più di due battute. E non puoi dire (se vuoi dillo ma non corrisponde a verità) che non hai trovato chi ti avrebbe dato attenzione!
        (Il sottoscritto compreso… ;-))

          1. E DAGLI CON IL PLURALE !!

            La risposta te lo data io… e non un immanente “voi”.
            Cmq se e quando ci incontreremo (a Dio piacendo) voglio vedere se mi darai del voi o del “te”.

  12. …nessuna differenza, solo un augurio a te di vivere più a lungo (anche se per voi questa vita non è la vera vita, ma un semplice transito, o dico ancora cazzate?).

  13. No, stavolta ci hai proprio preso… 🙂

    Penso conoscerai il significato etimologico della parola “parrocchia”….: “soggiorno temporaneo in terra straniera” 😀

  14. Superficialità e luoghi comuni:

    “Dunque l’unica grande opzione della vita sta in questo: fidarsi di Gesù Cristo o di qualche idolo. Non è possibile per nessuno sottrarsi a questa scelta. Chi è più affidabile? Chi merita veramente fiducia? Gesù di Nazaret, colui che è morto per me e per te, o un qualunque idolo?”

    [da Lo straniero di Socci]

    1. bariom

      Luoghi comuni?

      I luoghi comuni sono le ovvietà sulla bocca di tutti. Non mi pare proprio questo il caso…

      1. …luogo comune (dei cattolici) è chiamare col nome di idolo tutto quello non adorato da loro….
        …superficialità è non approfondire mai questo discorso o farlo solo meccanicamente dicendo che chi non crede ha anche lui il suo idolo nel non credere (come minimo) eccetra…

  15. …sarebbe come dire che se qualcuno pensa, qualsiasi cosa uno pensi, è un dogmatico e un idolatra (voi esclusi, ovviamente, voi non pensate, voi vedete direttamente attraverso la luce della fede)

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