Uccise in Yemen quattro suore di Madre Teresa

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Sanaa (AsiaNews) – Stamattina alle 8.30 “persone in uniforme hanno fatto irruzione nel compound dove vivono le missionarie della Carità e hanno ucciso il guardiano e tutti gli impiegati che si sono frapposti sul loro cammino. Poi hanno raggiunto le suore e hanno aperto il fuoco, quattro sono morte e una di loro è riuscita a nascondersi e si è salvata. Ora è in un posto sicuro”. È un racconto drammatico quello che fa AsiaNews mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale, sull’assalto “per motivi religiosi” di questa mattina al convento delle Suore Missionarie della Carità ad Aden, città nel sud dello Yemen.

Le vittime sono suor Anselm, dell’India, suor Marguerite del Rwanda, suor Judit del Kenya e suore Reginette originaria del Rwanda. Si è invece salvata la superiora, che è riuscita a rifugiarsi in un nascondiglio. Gli assalitori avrebbero inoltre sequestrato padre Tom Uzhunnalil, un sacerdote salesiano che viveva nella struttura, il quale al momento dell’assalto “era nella cappella a pregare”. Le vittime totali sono 14: quattro religiose e dieci laici, impiegati della comunità che accoglieva anziani e disabili.  Continua a leggere “Uccise in Yemen quattro suore di Madre Teresa”

Il Bambino Ardente

babeGrazie ad un bellissimo articolo di Antonio Socci (che potete leggere QUI), sono venuto a conoscenza della storia di Robert Southwell,  gesuita mandato in Inghilterra nel 1586 come missionario, nonostante il decreto della regina Elisabetta che vietava ai sacerdoti cattolici di soggiornare più di 40 giorni in Inghilterra, pena la morte. Svolse il suo lavoro missionario di sacerdote cattolico come clandestino. Fu denunciato nel 1595 e accusato di tradimento e giustiziato il 20 febbraio 1595 a Tyburn. Beatificato nel 1929, fu canonizzato da papa Paolo VI il 25 ottobre 1970 insieme ai Quaranta Martiri di Inghilterra e Galles.

 Di Robert Southwell è questa poesia. Continua a leggere “Il Bambino Ardente”

Una spada per la vita. Riscoprire la virilità cristiana con Fabrice Hadjadj

hadjadjdi Andreas Hofer

All’indomani della strage di Parigi, con la Francia ancora sanguinante dopo essere stata colpita al cuore dalla ferocia islamista, Fabrice Hadjadj ha preso la penna alla sua maniera scrivendo per Famille Chrétienne un editoriale dal sapore ignaziano. E lo ha fatto non certo per chiamare a raccolta le potenze telluriche o per schiumare indignazione, ma per mobilitare prima di tutto le potenze dell’anima: memoria, intelletto, volontà. Perché è qui, nelle profondità dello spirito, che allignano i mostri più pericolosi: «Avevamo perduto la guerra», esordisce. «Non parlo di un’assenza di successo. Al contrario, avevamo preso l’abitudine di cullarci nel comfort e nei successi, fintanto che una malattia, un incidente, un fatto di cronaca, un male senza lotta né nemico non ci avessero portati via come un computer impallato, in una insignificanza al di qua dell’assurdo». Continua a leggere “Una spada per la vita. Riscoprire la virilità cristiana con Fabrice Hadjadj”

Sacerdote senza mani

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di Cristina Righi
Non so se abbiamo mai pensato cosa potrebbe  fare un sacerdote se non avesse le mani.
Sinceramente, nel rifletterci, si possono scoprire questioni determinanti. Durante le persecuzioni il più grande oltraggio ai vescovi e ai sacerdoti era quello di amputare loro le mani perché non potessero più  nè benedire nè consacrare.
I cristiani “raccoglievano” quelle mani e le conservavano come reliquie tra gli aromi. Cosa sarebbe dunque un sacerdote senza le mani?
Ma andiamo per ordine.

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Piccola ma amata di un amore immenso

Un‘altra bella lettera di padre Carlo Salvadori missionario in Camerun

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Douala, 09 maggio 2015

Care amiche e amici della missione, ciao.
Questo lungo silenzio è segno dell’impegno missionario qui a Douala, senza tregua.
Vi scrivo con il cuore pieno di gioia per ciò che i miei occhi vedono e sentono in quest’Africa che ha una voglia matta di vivere la vita di Gesù Cristo. Sì cari amici è questo il tenore della lettera odierna. Continua a leggere “Piccola ma amata di un amore immenso”

Il primo genocidio del XX secolo

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[…] In diverse occasioni ho definito questo tempo un tempo di guerra, una terza guerra mondiale ‘a pezzi’, in cui assistiamo quotidianamente a crimini efferati, a massacri sanguinosi e alla follia della distruzione. Purtroppo ancora oggi sentiamo il grido soffocato e trascurato di tanti nostri fratelli e sorelle inermi, che a causa della loro fede in Cristo o della loro appartenenza etnica vengono pubblicamente e atrocemente uccisi – decapitati, crocifissi, bruciati vivi –, oppure costretti ad abbandonare la loro terra.

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Missionari martiri

 

Un amico ci manda questa bellissima lettera del fratello missionario in Camerun e noi volentieri la pubblichiamo.

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di padre Carlo Salvadori*

Douala, 23 marzo 2015

Care amiche e amici della missione,
quest’ultimo periodo è stato marcato da un avvenimento diocesano importante per noi missionari: la settimana dei “missionari martiri”.

Ciò ha richiesto un sacco di energie per poter animare tutta la diocesi attraverso due strumenti semplici: un libretto accompagnato da un film e le trasmissioni alla Radio.
Nel libretto abbiamo suddiviso i martiri (testimoni) in 4 categorie: Continua a leggere “Missionari martiri”