La Croce e le rose

CHARLIE BROWN, SNOOPY

di Costanza Miriano

Sarà che sono di Perugia, e san Valentino è il patrono di Terni, e si sa che il campanilismo provinciale raggiunge agilmente le vette del ridicolo; sarà che ero la ragazzina secca e lunga a cui nessuno regalava cioccolatini; sarà che Mister Right per lunghi anni è sembrato introvabile, dovendo rispettare canoni di perfezione elevatissimi – leggermente più affascinante del Grande Gatsby, leggermente più bravo a scrivere di Michel Houellebecq, leggermente più brillante dei fratelli Marx messi insieme…

Insomma, San Valentino io non l’ho mai festeggiato. Mi sono chiesta cosa c’entri una cosa molto seria come l’amicizia con il Dio incarnato che muore in croce per noi con le rose, i cioccolatini, gli apostrofi rosa tra le parole ti amo. Continua a leggere “La Croce e le rose”

Te Deum laudo per mio marito

CM

di Costanza Miriano

Te Deum laudo per mio marito, che è rimasto ancora quest’anno con me, nonostante dopo centomila chilometri di corsa le giunture di una vecchia signora andrebbero rottamate per legge.

Te Deum laudo per come tronca le mie lamentele, ascoltandomi solo quando serve (va be’, qualche volta anche un po’ meno, tipo quando gli parlo dei prof dei figli, e adesso non sappiamo con quale insegnante ha parlato: l’ho mandato da quella di latino e mi è tornato riferendomi di un tema di italiano che lui non ha mai fatto, e comunque lo sconosciuto ragazzo di cui parlava quella signora – chi sarà stata? – ha preso 8 e mezzo).

Te Deum laudo per le volte in cui invece le mie lamentele le ascolta, e cerca una soluzione pratica e si dimentica sempre che io invece volevo un complimento, ti lodo perché ha ragione lui, i complimenti non mi servono, le soluzioni pratiche moltissimo, i complimenti sono gratis, le soluzioni pratiche costano, i complimenti alimentano solo la mia vanità, le soluzioni pratiche fanno il mio vero bene. Continua a leggere “Te Deum laudo per mio marito”

“Bridget Jones’s baby” e le solitudini contemporanee

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di Giacomo Bertoni

Lo ammetto, non ho resistito: sono andato al cinema a vedere “Bridget Jones’s baby”. Parliamoci chiaro, in questi tempi di incertezza e spaesamento, l’immagine di noi soli su un divano, con la musica alta e una confezione di gelato (personalmente preferisco la pizza surgelata), è molto reale. Sì, siamo divisi fra scuola o università, lavoro, volontariato, sport… Ma il momento “chi sono?” “dove vado?” “cosa sto combinando?” è spesso presente, e il gelato è una compagnia ottima. Il terzo capitolo delle disavventure di Bridget Jones si apre con questa immagine storica, nella quale è facile identificarsi. Ma l’evoluzione (che, prometto, farò di tutto per non spoilerare) è un limpido specchio dei nostri tempi. Continua a leggere ““Bridget Jones’s baby” e le solitudini contemporanee”

Preghiera dell’amore fedele

Pubblichiamo il testo della «Preghiera dell’amore fedele», trovata da un lettore de IL TIMONE in una chiesa della diocesi di Varasdino, in Croazia.

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Dio Onnipotente,

a Te devo tutto. Mi hai creato dal nulla e mi hai dato una vita che non avrà mai fine. Mi hai dato la fede e mi hai chiamato a far parte del tuo popolo santo. Hai tenuto il tuo sguardo su di me e mi hai accompagnato lungo il cammino, anche quando mi sembrava di essere solo.  E proprio perché non hai voluto che io fossi solo su questa terra mi hai fatto incontrare la mia/il mio sposa/o. Continua a leggere “Preghiera dell’amore fedele”

Manuale di sopravvivenza per fidanzati e giovani sposi

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di Costanza Miriano

Hai presente quando leggi una cosa e ti viene di andare a bussare alla gente porta a porta, di metterti a fare il volantinaggio in strada, per dire a tutti di non perdersi quel libro, quell’articolo? Quando cominci a dire agli amici “c’è una cosa che proprio non ti puoi perdere”, e quelli alla prima volta annuiscono distratti, poi dalla terza in poi ti mandano a farti benedire? Ecco, a me succede, raramente, con due tipi di letture: o quelle che mi stupiscono perché non avrei mai saputo concepirle, eppure un inatteso riconoscimento mi fa battere il cuore, un innamoramento di qualcuno che non avresti mai pensato e che ti rapisce l’anima, e ti sprofonda nel lutto quando finisci l’ultima pagina.

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Merende di Lettura Femminili

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di Francesca Nardini

Quello di cui vi parliamo oggi è un’esperienza nata da poco nella provincia di Latina. L’iniziativa si chiama “Merende di Lettura Femminili” ed è un modo per stare insieme tra donne leggendo libri e scambiando le proprie opinioni. L’idea è nata soprattutto per sopperire ad una grossa lacuna nella nostra città: la mancanza di occasioni per stare insieme tra noi, ragazze, donne adulte, madri, e parlare della propria vita in relazione ad un testo scelto di volta in volta. Definirlo “circolo” lettura sarebbe riduttivo: il proposito è quello di condividere invece la propria vita oltre ai gusti e alle opinioni. La variabilità delle tematiche che abbiamo in mente di proporre è molto ampia, anche se siamo ancora al primo incontro.

Lo scorso 15 aprile, per iniziare l’avventura, abbiamo affrontato come tema quello che secondo noi risulta di maggiore interesse tra il pubblico femminile : la relazione di coppia tra l’uomo e la donna, le loro differenze e tutte le dinamiche specialmente comunicative che ne derivano. Caratteristica di questi incontri è la presenza di una persona che funge da relatore, scelta in quanto particolarmente esperta in materia. Stavolta è stato il turno di una psicologa di Latina molto in gamba la quale che ci ha aiutato non soltanto ad analizzare il libro (trattasi di “Gli Uomini vengono da Marte, le Donne da Venere” di  J. Gray) ma a focalizzarci sul senso profondo dell’argomento trattato.

Anzi forse in questo caso il libro è risultato molto marginale rispetto alla tematica.

È stata una prima esperienza  talmente significativa che abbiamo sentito l’esigenza di condividerla con voi del blog di Costanza Miriano. Continua a leggere “Merende di Lettura Femminili”

Come quella strana coppia

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di Federico Pichetto  Il Sussidiario.net

Strana “coppia” Maria e Giuseppe. Lei desiderosa di essere tutta di Dio e chiamata invece a essere madre, e Lui, volendo solo un matrimonio giusto – secondo la Legge di Mosè –, spinto al contrario ad assumersi una paternità irregolare e, per quel tempo, sconveniente. Entrambi hanno dovuto imparare, senza ombra di dubbio, che il compimento della propria vita non consisteva in un loro progetto, ma nel rapporto con un Altro. La festa della Santa Famiglia ci porta quindi a chiederci che cosa veramente tenga in piedi un matrimonio o un rapporto, per quanto controverso o problematico sia. Maria e Giuseppe, in questo senso, ci appaiono adulti non perché “bravi” o “santi”, ma per il fatto di non essere per niente protesi a cercare l’uno dall’altro il compimento della vita. In loro il matrimonio appare veramente come la strada scelta per camminare verso il destino e non come un’istituzione dove cercare rifugio, pace o tranquillità.

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