Passeranno con gli anfibi sulle nostre certezze (replay)

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di Costanza Miriano

Sono una mamma di un adolescente, un preadolescente e due bambine, e grazie alla mia rispettabile esperienza ho una forte, incrollabile, solida certezza: ho totalizzato fino a oggi almeno sedicimilasessanta errori educativi. E questo nella migliore delle ipotesi, cioè nell’auspicabile caso di avere sbagliato una sola volta al giorno con ciascuno dei figli. Nella realtà potrebbero essere molti di più ma preferirei non indagare.

Nonostante conosca i limiti con cui mi occupo dei figli (dopo le ansie dei primi tempi ho eletto a mio stile un’allegra trascuratezza), mi aggiro nel mondo con incoscienza. È che io so che non sono io, né lo è mio marito, il garante della riuscita della nostra prole. Il loro Padre è un altro, ed è in cielo anche la loro vera Madre. Noi siamo supplenti, con un incarico a t.d. e pure abbastanza limitato nel tempo. Continua a leggere “Passeranno con gli anfibi sulle nostre certezze (replay)”

Quello che le donne non dicono

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di Costanza Miriano

Qualche tempo fa mi ha chiamato fra Pasqualino. Non mi ricordo bene di lui, ma mi conquista subito, perché la telefonata esordisce con “prego spesso la tua preghiera…” Mi inorgoglisco. Finalmente qualcuno scopre e valorizza le mie doti di mistica (il fatto che appena mi metto nel mio angoletto a pregare mi addormenti, la sera, non le inficia assolutamente, quella è estasi, non sonno). “Ah, e quale sarebbe la mia preghiera”. “Signore, ti chiedo la pace nel mondo e delle cosce toniche”. Ecco, io non ricordavo di averla mai formulata, ma comunque sono d’accordo con me: mi sembrano due richieste essenziali. Continua a leggere “Quello che le donne non dicono”

Il contrario dell’amore è… l’irrazionalità?

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di Paolo Pugni

Leggo, su un social, una di queste frasi melense che affascinano tanto quanto inquinano: “il cuore dell’uomo è naturalmente portato all’amore e non al suo contrario”. È un falso storico, è la ripresentazione del mito del buon selvaggio sotto altre spoglie. Non è vero. Ma piace e fa presa. Lo scrivo, twittando il mio sdegno, e mi risponde una brava persona che dice: non vale per tutti, solo per alcuni. Continua a leggere “Il contrario dell’amore è… l’irrazionalità?”

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona”. L’inganno dell’amore omosessuale spiegato da Dante

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di Benedetta Frigerio   Intervista per TEMPI a Anthony Esolen, fra i maggiori traduttori inglesi della Divina Commedia. «Si ama davvero una cosa quando si riconosce la sua natura e il suo fine ultimo»

«“Amor, ch’a nullo amato amar perdona”. È questa la menzogna su cui si fonda la recente sentenza della Corte Suprema americana». Spiegando il verdetto federale che ha fatto dei rapporti omosessuali un diritto costituzionale pari al matrimonio, Anthony Esolen, fra i traduttori inglesi più noti della Divina Commedia di Dante Alighieri e professore di letteratura inglese al Providence College di Rhode Island, non può che tornare «all’inganno antico di cui parla Francesca nel canto V dell’Inferno». Continua a leggere ““Amor, ch’a nullo amato amar perdona”. L’inganno dell’amore omosessuale spiegato da Dante”

L’amore al tempo dei reality

290979-400-629-1-100-temptation-island-cast-coppie-tentatori-e-tentatrici di Lucia Annibali

Va in onda in questi giorni, su canale 5, la trasmissione Temptation Island. Si tratta di un reality show che racconta la storia, gli avvenimenti, i sentimenti e il destino di sei coppie non sposate e senza figli, chiuse per tre settimane in un villaggio. Le coppie, alcune nate nell’ambito di altri reality, altre invece formatesi nella “vita reale”, sono divise in due gruppi separati (uomini da una parte, donne dall’altra) e vengono “tentate” rispettivamente da dodici ragazze e dodici ragazzi single. Ogni settimana i membri delle coppie si riuniscono attorno a un falò, durante il quale vengono consegnati loro dei filmati che mostrano come il partner stia interagendo con i single “tentatori” e reagendo alle loro provocazioni. Tutto ciò al fine di decidere, durante l’ultimo falò, se continuare oppure interrompere la propria storia d’amore. Continua a leggere “L’amore al tempo dei reality”

Ama e fa’ ciò che vuoi

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 “Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto: ama e fa’ ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene”. Continua a leggere “Ama e fa’ ciò che vuoi”

L’uomo impara la donna, la donna impara l’uomo

 

 

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Il fidanzamento è un lavoro, partecipe e condiviso, non un’emozione incantata, una felicità spensierata – ha detto oggi il Papa parlando del fidanzamento all’udienza generale. E’ un tempo in cui l’uomo impara la donna, questa donna; la donna l’uomo. L’alleanza d’amore tra l’uomo e la donna è un lavoro artigianale, che richiede tempo e cura, perché fare di due vite una sola è quasi un miracolo, e forse su questo le nostre coordinate sentimentali sono andate un po’ in confusione: occorre la volontà di custodire insieme qualcosa che mai dovrà essere comprato o venduto, tradito o abbandonato, per quanto allettante possa essere l’offerta. continua a leggere su

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L’erba del vicino

Le 8 precauzioni per  difendere il tuo matrimonio dall’infedeltà

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Precauzione 1: Compi scelte sagge.
Evita di trascorrere del tempo superfluo con qualcuno del sesso opposto. Ad esempio, se cerchi un allenatore personale in palestra, scegli una persona del tuo stesso sesso.

Precauzione 2: Condividi saggiamente.
Se un giorno ti rendi conto che stai condividendo con qualcuno segreti e intimità su di te e sul tuo matrimonio che non hai condiviso con il/la tuo/a sposo/a, è un segnale di allarme. Anche un legame emotivo con qualcuno, pur non arrivando a diventare sessuale, può danneggiare molto la relazione.

Continua a leggere “L’erba del vicino”

Succede oggi. Ritorni

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 di Sara Nevoso

Succede oggi che Costanza aveva ragione quando, parlando nella nostra bellissima cattedrale di Genova, diceva che in ogni matrimonio c’è un momento (magari più di uno) in cui arriva la disillusione.

E’ il momento in cui la nostra bolla di sapone scoppia. E’ il momento in cui lo spazio diviso due sembra non bastare più, in cui le esigenze, i sogni di uno sembrano troppo ingombranti, ed è il momento in cui ci si sente trasformati in revisori dei conti, e i bilanci con DARE/AVERE sono irrecuperabilmente in passivo.

Fin qui nulla di buono… ma il buono c’è sempre. Continua a leggere “Succede oggi. Ritorni”

La famiglia è naturale?

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di Andrea Torquato Giovanoli

L’altro giorno in macchina stavo ascoltando “The King”, e canticchiando con lui il ritornello di “Can’t help falling in love”, mi sono accorto di come l’espressione inglese per definire l’innamoramento renda molto bene il senso dell’amore cristiano.

“To be in love”: essere in amore.

Essere nell’Amore dona l’idea esatta di come l’amore, di cui l’uomo è pur capace, abbia in realtà origine al di fuori di esso. L’uomo, infatti, non ha in sé l’Amore, egli è creatura e come tale finita, limitata, fatta però ad immagine di Dio è stata creata adatta a farsi veicolo dell’Amore, incarnandoLo con un’adesione libera e volontaria, ma non possedendoLo in sé può rimanervi soltanto frequentandoLo. Continua a leggere “La famiglia è naturale?”

Per non finire in tragedia l’amore ha bisogno della compagnia di un adulto

romeo_and_juliet_movie_68di Renato Calvanese

Per non finire in tragedia l’amore ha bisogno della compagnia di un adulto Nel corso della vita e in special modo quando si tratta di faccende d’amore, può capitare di confondere le cose che sono con quelle che sembrano. E così Giulietta può sembrare morta quando in realtà è viva, e Romeo sulla base di quello che sembra può mandar giù una mistura velenosa preparata dalle mani di un esperto speziale e morire un istante dopo. Per squarciare il velo dell’apparenza e non perdersi nel caos delle forme c’è bisogno di qualcosa che ai due tristi amanti di Verona è mancato. C’è bisogno di qualcuno. C’è bisogno della presenza di un adulto. Continua a leggere “Per non finire in tragedia l’amore ha bisogno della compagnia di un adulto”

Everybody needs somebody to love

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di Paolo Pugni 

Love is love. Che non vuol dire nulla detto così, anzi sembra una vanità allo specchio. Peggio ancora un capriccio che guardandosi si illude di determinarsi. Onanismo dell’istinto. Però vuol dire molto. Eccome.

Che tutti hanno bisogno di amore. E di amare. Non si riesce a vivere senza.

E questa è una scoperta, perché ci parla di noi, se solo volessimo stare ad ascoltare questa tensione che porta fuori, che ci descrive come incapaci di sussistere da soli, che ci implica una relazione. Che non viviamo senza altri. Senza un Altro che ci ama.

Aut duo aut nemo. Lo dice lo psicologo Maurice Nédoncelle. Mica io. Continua a leggere “Everybody needs somebody to love”

La professoressa si sposa

 

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di Noemi Ferrari

“ La prossima ora abbiamo lezione di latino…con la professoressa che si sposa!”

Questa è ormai diventata la perifrasi preferita con cui mi apostrofano i miei alunni, tra stima e incomprensione, incredulità e commozione. Quando in classe ho comunicato loro la data ormai prossima del mio matrimonio, tra le desinenze del gerundivo e la perifrasi passiva, è calato li silenzio più commovente che un insegnante possa desiderare e, dopo qualche istante di incertezza, si è scatenato il putiferio (decretando la fine del silenzio commovente e il ritorno traumatico nella scuola reale).

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Passeranno con gli anfibi sulle nostre certezze

 

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di Costanza Miriano

Sono una mamma di un adolescente, un preadolescente e due bambine, e grazie alla mia rispettabile esperienza ho una forte, incrollabile, solida certezza: ho totalizzato fino a oggi almeno sedicimilasessanta errori educativi. E questo nella migliore delle ipotesi, cioè nell’auspicabile caso di avere sbagliato una sola volta al giorno con ciascuno dei figli. Nella realtà potrebbero essere molti di più ma preferirei non indagare. Continua a leggere “Passeranno con gli anfibi sulle nostre certezze”

L’Avvento è riconoscere di avere bisogno

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di Costanza Miriano

L’Avvento è riconoscere di avere bisogno. O meglio, forse non nell’ordine, cercare di imparare a cucinare entro il pranzo di Natale che ormai si è grandi ed è ora, trovare quella bambola mai prodotta che ci è stata chiesta perché tanto Gesù trova tutto, spedire qualche biglietto come se si fosse vere signore almeno qualche secondo prima della messa di mezzanotte, e riconoscere di avere bisogno.

Perché, cosa si aspetta se non si ha bisogno di nulla?

L’Avvento dunque è innanzitutto riconoscere la propria sofferenza o fatica o pesantezza di vivere, o vero e proprio dolore. È dirlo, una buona volta. Io da sola non posso nulla. Non posso neanche fare felici le persone a cui voglio bene, guarda un po’, perché non basto a me stessa figuriamoci se posso bastare a un altro.

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La grande storia di Gregorio il piccolo

Molti, anche contrari in linea di principio all’aborto, ammettono l’aborto “terapeutico” come fosse un atto d’altruismo nei confronti del bambino e dei suoi genitori. A costoro risponde la storia di Gregorio, pubblicata sul numero di dicembre del mensile Notizie Pro VitaPer leggere questa testimonianza, chiediamo ai lettori, credenti e non, di porsi in atteggiamento di religioso silenzio, per aprire il cuore al mistero dell’Amore che a volte si presenta intimamente intrecciato al dolore: ma che lo sublima e lo riscatta.

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di Jacopo e Giuditta Coghe

Non possiamo raccontare la storia di Gregorio senza parlare della nostra storia di sposi e di genitori. Ci chiamiamo Jacopo e Giuditta Coghe, ci siamo sposati il 28 Dicembre 2008 e quel giorno sapevamo che Dio Padre ci avrebbe mostrato meraviglie, ma non avremmo mai potuto immaginare di vedere i Cieli aperti sopra di noi.

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La vita in ghiaccio

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di Costanza Miriano

Amiche ultratrentacinquenni senza figli, mi raccomando, congelate i vostri ovuli se sperate di concepire nel futuro. Ve lo consiglia l’esperto britannico di fecondazione in vitro, Paul Serhal, uno che sulla manipolazione della vita umana ha costruito la sua carriera, valutate voi se c’è da fidarsi. Certo non siete fortunate come le dipendenti delle aziende della Silicon Valley, a cui l’operazione viene finanziata dal datore di lavoro: ventimila dollari, un po’ di stimolazione ormonale, un po’ di devastazione fisica e psicologica, ma la carriera è salva.

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