L’erba del vicino

di admin @CostanzaMBlog

Le 8 precauzioni per  difendere il tuo matrimonio dall’infedeltà

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Precauzione 1: Compi scelte sagge.
Evita di trascorrere del tempo superfluo con qualcuno del sesso opposto. Ad esempio, se cerchi un allenatore personale in palestra, scegli una persona del tuo stesso sesso.

Precauzione 2: Condividi saggiamente.
Se un giorno ti rendi conto che stai condividendo con qualcuno segreti e intimità su di te e sul tuo matrimonio che non hai condiviso con il/la tuo/a sposo/a, è un segnale di allarme. Anche un legame emotivo con qualcuno, pur non arrivando a diventare sessuale, può danneggiare molto la relazione.

Precauzione 3: Cerca di stare in luoghi pubblici.
Fai il proposito di non darti appuntamento da sola/o con qualcuno dell’altro sesso. Se un/a amico/a ti invita a mangiare o ad accompagnarlo/a, fa’ che venga una terza persona. Non esitare a spiegargli/le, se serve, che hai deciso così con il tuo coniuge. Può servire a dare l’esempio.

Precauzione 4: Non essere ingenuo/a.
La maggior parte della gente che finisce per avere una relazione non voleva averla; l’infedeltà inizia come una relazione innocente che alla fine raggiunge una profondità emotiva che attraversa la linea della fedeltà.

Precauzione 5: Aumenta il tuo “investimento” in casa.
I matrimoni forti si ottengono passando del tempo insieme, ridendo insieme, giocando insieme. Se non hai appuntamenti con il tuo partner, pianifica già appuntamenti per i prossimi mesi e fa’ che trascorrere del tempo insieme sia una priorità.

Precauzione 6: Fa’ attenzione a ciò che pensi.
Se pensi tutto il giorno ai difetti del tuo coniuge, se il tempo che dedichi a pensare a lui/lei si concentra su mancanze e rimproveri, è facile che qualsiasi altra persona possa sembrarti migliore e ti attiri. Scrivi una lista dei punti forti che ti hanno attratto inizialmente nel tuo partner. Sostieni, incoraggia, appoggia e diminuisci le critiche.

Precauzione 7: Non giocare a paragonare.
Tutti abbiamo comportamenti sbagliati, manie ed errori. È ingannevole paragonare tuo/a marito/moglie a un nuovo conoscente, perché non vediamo il nuovo arrivato nel mondo reale, in quello della condivisione del tetto, di curare i bambini alle tre del mattino, di far quadrare i conti…

Precauzione 8: Cerca aiuto.
Cercare aiuto è un segno di forza, non di debolezza. Cerca aiuto chi è disposto a combattere, è un primo passo di forza. Ricorri ai sacramenti, mantieniti saldo nella tua fede, cerca un sacerdote o un terapeuta familiare cristiano, un buon consigliere… Ti daranno una prospettiva serena per stabilire nuove strategie per proteggere, difendere o ricostruire il tuo matrimonio.

fonte: ALETEIA

57 commenti to “L’erba del vicino”

  1. Il tutto si riassume in un proverbio del mio paese di origine: la carne è carne e vicino al fuoco brucia!

  2. Saggi consigli! Bisogna essere semplici come colombe e prudenti come serpenti, per dirla con Uno che le cose le sapeva dire proprio bene. In tanti altri aspetti della vita siamo bravi a industriarci per farci furbi e proteggere le nostre conquiste, perché con il matrimonio no? Io e mio marito, spontaneamente, ci siamo trovati d’accordo nel regolarci sempre più o meno secondo queste “precauzioni.” Devo ammettere che spesso questo ci procura delle critiche e siamo costretti a subire battutine sul fatto di avere un coniuge troppo “possessivo” o “geloso,” però a noi sembra un ottimo sistema. Aggiungerei anche un uso prudente e trasparente dei social networks… Ho visto troppi matrimoni distrutti da infedeltà cominciate con una chiacchierata “innocente” su Facebook tenuta nascosta al marito/alla moglie!

  3. Sii sincero/a con te stesso… Se senti che trovi una persona dell’altro sesso affascinante, intrigante, attraente, fuggi a gambe levate!

    Sii sincero/a con il coniuge sugli incontri anche casuali che hai se questi ti hanno in qualche modo turbato. Non occorre parli del tuo turbamento per non ferirlo, ma ciò che nascondi oggi, domani potrebbe proseguire nella menzogna.

    Non farti ingannare dal credere di entrare troppo nella confidenza con una persona dell’altro sesso, perché a bisogno ed è in difficoltà. Domani avrai ben altre difficoltà da cui non saprai uscire.

    Se continuamente fai cortesie o ti vengono richieste da persona dell’altro sesso… Impara ad essere scortese.

    Se é una persona dell’altro sesso (o del tuo stesso) che ti insidia con continue avances, annunciagli Gesù Cristo, poni la Parola di Dio tra te e lei (lui), che ti sia di difesa… e se non puoi fare altro cambia luogo, lavoro, quel che serve… Non presumere delle tue forze.

    Se ti intrattieni troppo a lungo con persona dell’altro sesso fosse anche a parlar di Dio, non ti ingannare anche il Demonio di Dio parla…

  4. Avete mai sentito come Franco Nembrini racconta dell’episodio di Paolo e Francesca?
    A me sembra un bel suggerimento per star lontano dalle tentazione del tradimento.
    Lo posto a beneficio di chi vuole……
    http://www.youtube.com/watch?v=IVxQ9njv1QM

  5. Riconosci alla fedeltà che l’altro ha per te il valore che merita, cioè altissimo. Non darla per scontata, capiscine la fatica, apprezzala con gratitudine. È di grande motivazione per rimanere a tua volta fedele, anche nei momenti di debolezza.

  6. ot, ma mica poi tanto.( soprattutto la canzone/preghiera finale )

    http://www.tempi.it/videogallery/questa-e-la-fede-di-myriam#ixzz3ZuUeez00

    All’inizio di marzo l’emittente Sat 7 Arabic ha realizzato un servizio tra i cristiani iracheni rifugiati e fuggiti da Qaraqosh a causa delle violenze dell’Isis. Questa è l’intervista sottotitolata in italiano a una bambina, Myriam.

  7. http://www.tempi.it/matrimonio-e-secondo-vino#.VVMMao7tlHx

    Dopo l’approvazione del divorzio breve è arrivata alla Camera la proposta di legge sugli accordi prematrimoniali.

    In sostanza, prima di arrivare all’altare o dal sindaco si concorda come dividersi “la roba” in caso di divorzio. L’amore va e viene, almeno cerchiamo di non litigare. È un altro passo verso la riduzione a patti dei rapporti umani. In un mondo popolato da estranei, pare che il modo più civile per interloquire col prossimo sia quello della constatazione amichevole, come per i sinistri automobilistici.

    Mi è tornato in mente cosa disse Benedetto XVI a una coppia di fidanzati durante la “Giornata della famiglia” a Bresso nel 2012. A quelli, che gli chiedevano come fosse possibile oggi amarsi «per sempre», Ratzinger ricordò che la Chiesa non chiede agli sposi «sei innamorato?», ma «vuoi?», «sei deciso?». Alla base di un matrimonio non c’è un sentimento volatile, ma una decisione presa davanti a Dio e a tutti: «Sì, questa è la mia vita». Benedetto paragonò l’innamoramento al vino servito alle nozze di Cana: «È bellissimo, ma non dura fino alla fine: deve venire un secondo vino, cioè deve fermentare e crescere, maturare». E perché ciò possa avvenire è «importante che l’io non sia isolato, ma che sia coinvolta anche la comunità della parrocchia, la Chiesa, gli amici».

    Che è anche un bel suggerimento ai cattolici: non propinateci corsi fidanzati come fossero la versione clericale degli accordi prematrimoniali. Edificate la Chiesa, la comunità degli amici.

  8. e di come la crisi del matrimonio,il facilitare il divorzio, il rendere tutto più facile ,fluido e a breve termine faccia parte di una convergenza di più parti su uno stesso disegno.
    distruggere la famiglia fondata sul matrimonio stabile. e possibilmente cristiano.

    «Il punto vero è che le unioni civili sono un obiettivo simbolico formidabile. Rappresentano la legittimazione dell’identità gay e lesbica attraverso una battaglia di libertà come quelle sul divorzio o sull’aborto, che dispone di argomenti semplici e convincenti: primo tra tutti la proclamazione di un modello normativo di omosessualità rassicurante.

    Noi siamo un gruppo rivoluzionario di uomini e donne, costituitosi prendendo coscienza che la completa liberazione sessuale per tutti non può avvenire finché le istituzioni sociali esistenti non siano abolite. Noi rifiutiamo il tentativo della società di imporre ruoli sessuali e definizioni della nostra natura. Noi stiamo oltrepassando questi ruoli e semplicistici miti»

    nel 1969, Frederick Jaffe, primo presidente del Guttmacher Institute e vice-presidente della International Planned Parenthood Federation (enti statunitensi noti per la promozione di campagne abortiste e contraccettive) redige per Bernard Berelson, presidente del Population Council, e per l’Organizzazione Mondiale della Sanità un memorandum strategico per ridurre la fertilità umana. Tra i mezzi funzionali allo scopo di ridurre le nascite Jaffe individua i seguenti:

    «Ristrutturare la famiglia, posticipando o evitando il matrimonio; alterare l’immagine della famiglia ideale; educare obbligatoriamente i bambini; incrementare percentualmente l’omosessualità»2

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ecco-come-i-gay-sposarono-lideologia-del-gender-12642.htm

    dal libro recentemente uscito, intitolato “Gender” e scritto da padre Giorgio M. Carbone per le Edizioni Studio Domenicano (ESD), che spiega come l’ideologia del genere, lanciata dallo psicologo John Money, è stata fatta propria dall’attivismo gay. Un passaggio interessante che aiuta a capire anche la strategia attuale del movimento gay.

  9. mi era saltato questa parte, illuminante , sulla strategia di distruzione della famiglia:

    I mezzi strategici sono quattro.

    1) Desensitize, cioè anestetizzare o distrarre dalla minaccia omosessuale, inondando la società di messaggi omosessuali perché l’esposizione prolungata a tali messaggi fa diminuire il pregiudizio contro di essi. Ad es.: «Parla dell’omosessualità finché il tema non sia diventato assolutamente noioso» (178)5.

    2) Jam, cioè bloccare, mettere a tacere chiunque abbia un’opinione diversa. Ad es.: «Ritrai i gay come vittime, e non come provocatori violenti».

    3) Convert, cioè condurre la gente comune ad avere atteggiamenti positivi verso i gay e oltraggiosi verso gli anti-gay. Ad es.: «Dai ai potenziali simpatizzanti una giusta causa» (187).

    4) «Usare immagini che distraggano, blocchino o convertano il bigotto a un livello emotivo» e per converso «sfidare le opinioni e le azioni omofobiche su di un livello (non troppo) intellettuale. Ricorda che il messaggio razionale serve a mimetizzare la nostra sottostante richiesta emotiva» (173).

    Perciò non bisogna dare neanche l’impressione di voler essere contro la famiglia, bisogna chiedere appoggio, non a favore dell’omosessualità, ma solo contro la discriminazione (cf. 83 e 90).

  10. Se si hanno amici di sesso opposto precedenti con cui si è in confidenza? Io per esempio in questo caso non vedo male a continuare il rapporto.

    • Neanche io pensa che il mio migliore amico è un ragazzo, usciamo spesso da soli e ora che ci penso la maggior parte dei miei amici lo sono. Se dovessi dar retta a queste regole dovrei stare con il patema d’animo ogni volta che il mio ragazzo va a lavoro ( circondato da donne ). Anzi se lui mi dicesse che devo vedere il mio migliore amico solo in compagnia di qualcun altro inizierei a pensare che non si fida di me. Anche perché io a Vale confido proprio tutto come lui fa con me e possiamo anche dormire nella stessa stanza da soli senza che accada nulla. Lui scherzando ogni tanto mi chiama ” il fratello con la gonna “.

  11. http://www.papalepapale.com/cucciamastino/pensieri/la-romantica-canzone-damore-dei-gibboni-dalle-guance-rosa/

    I Gibboni dalle Guance Rosa, giallina la femmina e nero il maschio, si amano come nessun’altro, sono monogami, si mettono insieme intorno ai 10 anni e non si lasciano più nella loro vita lunga anche 45 anni. Fanno tutto insieme, 24 ore su 24, mangiano insime, giocano insieme con una perfetta sincronia, senza accavallarsi mai: la loro vita è un estenuante melodioso iperbolico passo di tango, lui e lei.

    Sono questi i momenti in cui speri che sia vera la leggenda metropolitana dell’uomo che discende dalla scimmia: ma gli uomini e le donne che si amano, preso o tardi finiscono per perdere la gioia e odiarsi, talora. I gibboni no.

  12. Devo dire che a pelle, quando leggo ricette del genere, mi viene l’orticaria, mi sembrano banalità da giornaletti come i 10 modi per dimagrire mangiando o i 15 consigli+1 per prepararsi a un parto… ma va beh, lo stile dell’elenco e dei consigli striminziti può avere il vantaggio che in questo modo siano facilmente divulgati e memorizzati, non per questo bisogna fermarsi nella riflessione più approfondita.
    E poi a volte le grandi riflessioni, specie di natura spirituale e morale, ci incantano, le possiamo interpretare a nostro favore, nascondendoci dietro le parole; mentre il bisogno di essere concreti, cioè attaccati alla realtà- di come siamo fatti noi e gli altri, delle nostre pulsioni e dinamiche, di come funzionano i rapporti ecc – è tanto scontato quanto disatteso. Con effetti disastrosi.
    Credo che disprezziamo le perle di saggezza della nonna, noi che abbiamo studiato tutti e letto e che parliamo e parliamo e sappiamo sempre tutto di tutto. Ma non sappiamo – o non vogliamo saperlo – che la paglia, appunto, vicino al fuoco brucia, e tra l’altro molto in fretta e senza scaldare. Puoi metterci tutti i “se” e i “ma” del mondo, ma quello è il risultato.
    MI scontro spesso con una totale e scoraggiante incapacità di vivere dei miei coetanei, capacissimi del resto di parlare della vita, e con profondità e cognizione di causa. Siamo tutti qui per imparare, sia chiaro, però noto come un handicap diffuso nel saper affrontare la vita di tutti i giorni. Capire nel fatti che, semplicemente, le azioni hanno delle conseguenze. Che se vado un colloquio con piercing e “cioè”, non verrò assunto; che se non riaccompagno una ragazza a casa perché devo dormire un quarto d’ora in più o le faccio pagare la cena fino all’ultimo centesimo, difficilmente la rivedrò; che se vado in giro mezza nuda, non dovrei lamentarmi che gli uomini mi guardano- se va bene; che se rincorro mio figlio per fargli mangiare qualcosa , sarà improbabile che imparerà a gustarsi il cibo e altre gioie della vita; se passo più tempo con un amico piuttosto che col marito, c’è qualcosa che non va; che se non sento il campanello di allarme che dovrebbe suonare a suon sbattuto, c’è molto, ma molto che non va. E si potrebbe continuare all’infinito.
    Cose così ovvie e molto pratiche che fa quasi vergogna ribadirle, ma siamo davvero all’ABC dell’umano.E se le dici, sei come minimo un moralista patetico. Però se ti cade un albero addosso e non ti sposti, ti ritrovi spiattellato all’altro mondo, non c’è dubbio, e non dipende mica da me che ti urlo di spostarti, ma dalla natura, dalle leggi della fisica, da come sono fatte le cose in sè e i tuoi desideri no, non hanno il potere di fermare l’albero o di non farti schiacciare! MI chiedo: ma è così difficile vedere le cose nelle loro forme proprie, così come sono fatte, accettarle e trarne delle conseguenze?!

    • No casa Saras, non è affatto così semplice…

      Perché semplicemente molte cose non le si vede (a volte non le si vuol vedere) per quello che sono… e anche questa è una ovvia realtà 😉

      Quindi ben vengano le 8 (9 – 10 – 11 – …) regolette, i manualetti da “nerds”…
      Non è detto ti cambino o ti salvino la vita, ma magari per un attimo ti chiamano a riflettere (anche se poi finisci per concludere: che cavolate! Che arriverà anche qui il “…ma abbiate pazienza!”) 😉

    • Cara saras
      anch’io un paio di anni fa avrei pensato la stessa cosa di questo elenco, poi nel mio matrimonio sono stati commessi almeno cinque o sei degli errori elencati e ci sono stati problemi.

      • sì sì ma infatti è quello che dico: istintivamente sembrerebbero le solite patacche, però sì, ammetto che ti possono aiutare specialmente nella carenza di educazione e di buon senso generale. Poi non è che io sappia già tutto, anzi, dico solo che persino per una non proprio sgamatona come me risulta abbastanza evidente che se cominci a vederti da sola con uno che non è tuo marito magari è meglio che ingrani la retro immediatamente. Mentre ci sono altre cose più “sottili”, una certa ingenuità , il rivestire di nobili intenzioni relazioni che non hanno nè devono avere un certo posto nella tua vita… tutte cose che si intuisce avendo un po’ l’umiltà (cosa che cresce col tempo, perchè è nel tempo che vedi i tuoi limiti), perchè capisci che tu e le tue nobili intenzioni potete ben poco di fronte alla fragilità innata e alla potenza del sentimento, e sopratutto perchè sai che non sarai mai furbo come il pezzente che tutto usa contro di te, specialmente i nobili sentimenti… lui ti frega, bisogna giocare d’anticipo! Specie ora che non sei difeso da niente intorno a te. Quindi grazie, meglio nerd che finire nel burrone:)

  13. Stavolta mi sento di mettere qualche dettaglio tra le righe del post che non mi vede del tutto d’accordo…
    Sembra di ritornare ai vecchi schemi dando delle direttive che ai saggi non servono e che i nonsaggi non capiscono. Secondo me cominciamo a spiegare che le attrazioni sono insite nella nostra umanità ma che non necessariamente dobbiamo seguirle e che anzi possono essere delle perfette cartine tornasole della nostra lucidità e maturità. Soprattutto per noi maschi proviamo a dirci e a condividere se necessario quanto forte è il desiderio e l’attrazione verso il femminile, diciamoci anche come mariti che a volte il femminile che ci attrae non il nostro coniuge, ma in tutto questo dobbiamo essere fermi sulla direzione intrapresa, non è forse questa una delle particolarità dei Padri, non è forse anche quella di insegnare ai figli che si può accedere e riconoscere desideri e sentimenti senza che questi debbano per forza soggiogarci. Possono ad esempio essere dei segnali che colgo per rifocalizzare l’attenzione e la mia cura verso il coniuge con il quale sono chiamato a vivere l’intimità. Aggiungo che la libertà dei figli di Dio non è solo quella sacrosanta di fuggire alle situazioni di tentazione, ma è anche quella di permettere alla Grazia di purificarci, magari confessando questi peccati, di liberarci da desideri che non ci permettono di vivere ed essere fedeli alle promesse date e agli impegni presi. Affinchè la fuga possa essere solo l’ultima delle possibilità, la prima dovrebbe essere quella di essere noi per primi allenati e forti nell’indirizzare il nostro amore e le nostre attenzioni e tutta la nostra energia psichica senza identificarci con i sentimenti passeggeri che pur non soffocati possono essere indirizzati in modo diverso. Gesù stesso non ha forse vissuto la tentazione? possiamo anche pensare che in fondo gli facesse comodo cedere, (allontana questo calice) sono però le sue scelte quelle che hanno qualificato il suo percorso come uomo, e credo che sia a questo modello quello a cui far riferimento, quello su cui orientare tutte le nostre scelte, quello da cui ispirare la nostra avventura di Padri.

    • Sul fuggire come ultima possibilità…ricorda che Gesù affrontò la tentazione. Lui è Dio, però. Tu non lo sei, non lo sono io, non lo è nessuno di noi. Quindi, quando intravedi la tentazione, scappa.

    • @Francesco,
      non vedo come tutto quanto correttamente esponi contraddica l’uso prudente e “preventivo” delle “regolette” di cui sopra, che sono tutt’altro che banali…

      La “fuga” poi come la definisc,i è anch’essa precisa scelta che richiede volontà e “virilità”, a volte un vero “combattimento”… non recitiamo forse “…e di fuggire le occasione prossime di peccato”?

      Le “tentazioni della carne” (o dei sentimenti incontrollati) come potremmo riassumere quelle di cui sopra, rispetto Tentazioni di Gesù – quelle del Deserto per intenderci (che racchiudono in sé TUTTE quelle dell’Uomo…) – sono forse solo il “primo gradino” o se vuoi solo una parte …magari neppure la più difficile… sempre che si applichino le regolette già menzionate… 😉 😀 😀

  14. Geniale la foto!!

  15. splendida lista di precauzioni! aggiungerei ciò che mi ripeteva spesso la mia nonna
    “nelle difficoltà (soprattutto di coppia ma vale per tutte) se sei il primo che trova la strada che porta alla pace devi essere il primo a percorrerla”
    grazie

  16. “Se senti che trovi una persona dell’altro sesso affascinante, intrigante, attraente, fuggi a gambe levate!”

    se invece senti che non è affascinante non è attraente non è intrigante (e magari non è nemmeno dell’altro sesso)
    frequentala tranquillamente, preferibilmente alla presenza di altre persone!

    • Ovviamente la frase poneva l’accento su un propria evidente debolezza nei confronti di persona dell’altro sesso…

      Se detta subitanea debolezza o attrazione o chiamala come vuoi non esiste, vale comunque la regola della prudenza, vale comunque la regola “se è dell’altro sesso” non prequentarla da solo.

      Se è dell’altro sesso (attraente o meno) coniuge altrui, ancor meno la si frequenti in solitario…

      Naturalemtne l’avevi ben compreso anche tui Alvise, ma grazie per sconsentire questa ulteriore precisazione… 😉

  17. A me sinceramente pare un tantino esagerato…
    Io non ho mai tradito nè sono stata tradita quindi forse parlo ingenuamente, ma credo che il tradimento non è l’unica cosa nociva per il matrimonio, e dalla quale ci si debba guardare.
    Occorre anche stare attenti a non desertificarsi la vita sociale, a non diventare ossessivamente preoccupati di aver dato l’impressione sbagliata, a non diventare, in sostanza, persone insicure, perchè anche questo è veleno per un rapporto.
    E’ ovvio che occorre evitare le tentazioni ancora prima che diventino tali ( questo lo do per scontato) ma i giusti paletti vanno messi al punto giusto, non , precauzionalmente 2 km prima, sa no paletto dopo paletto, precauzione dopo precauzione finiamo a chiuderci in casa col burka, quindi occorre anche essere capaci di dire a se stessi: non c’è nulla di male se mi prendo sto caffè, e se mi piace la compagnia di questo amico, che è simpatico, e non è altro che un amico.
    Naturalmente, se la conosco, chiedo di salutarmi la moglie e di dare un bacione ai bambini.
    Se no ci trasformiamo in paranoici…

    • @Elisa,

      “credo che il tradimento non è l’unica cosa nociva per il matrimonio…” come dire “ci sono mali peggiori” ?! 😉 😐
      Una coppia Cristiana che vive tenendo d’occhio i giusti “paletti” e appieno la sua vocazione credo possa correre tanti rischi ma non certo quella del “desertificarsi la vita sociale”!

      Probabilmente non vedi certi richi anche perché con rischi di tale specie la Donna ina generale ha un diverso approccio, ma io come uomo preferisco i paletti vederli 2 km prima del burrone piuttosto che sul ciglio 😉

      Ci sarebbe poi da domandarsi se l’amico con cui prendi il caffè (per carità nulla di male) ha i giusti paletti oppure no… magari tu si (a ristretto raggio), magari lui no (né a raggio ristretto, né ad ampio raggo…).

      Io sono un uomo sposato e per nulla insensibile al fascino femminile. Di caffè con donne che non siano mia moglie non ne prendo… non mi sento affatto insicuro e la mia vita ti assicuro che è tutto, fuorché “desertificata” 😉

      Ah… e mia moglie non gira con il burka

  18. …a parte il fatto che:
    1 non si sa mai da dove può arrivare il “pericolo” (cosiddetto)
    2 bisognerebbe essere anche noi affascinanti eccetra perché succedesse quello che non dovrebbe succedere
    3 la meglio sarebbe, allora, stare chiusi

  19. Bariom perdonami ,ma non riesco a capire, e le tue parole mi suonano un pò offensive: Forse è proprio la prospettiva maschile ad essere lontana da me.
    Io , giuro sono troppo ingenua anche solo per immaginare quel che intendi. quando dico che per me esiste solo mio marito al mondo, vedo solo lui, ecco io dico sul serio. Libero di non credermi.
    So che è molto presuntuoso dirlo ma questo tipo di tentazioni non mi riguarda, i miei punti deboli sono altri.
    In poche parole io non so di che cosa state parlando.

    • @Elisa,

      mi spiace se le mie parole ti sono suonate offensive… io non insinuavo nulla, se questo è il problema.
      Facevo presente che a volte noi siamo in perfetta buona fede e non abbiamo “secondi fini”, ma dobbiamo chiederci se anche gli altri non ne hanno.
      Non mi permetterei mai di mettere in dubbio tu abbia occhi solo per tuo marito.

      Ma alla fine se “in poche parole non sai di cosa si sta parlando”, non dovresti neppure liquidare tutto come “esagerazioni” o “ossessioni” o altro… non credi?

      😉

    • @ Elisa, per capire di cosa si sta parlando basta un semplice esercizio mentale: sostituisci al “tipo di tentazione” di cui si parla qui (e che per te non è tale) il tipo di tentazione che riguarda te e vedrai che la cosa funziona lo stesso.

      • Vero, anche se non è facile mettersi nei panni di un altro, soprattutto in quelli di un uomo…;)

        • “Mettersi nei panni di un Altro”, direi 🙂

          • Non capisco il vostro smarrimento, signore, anzi, mi stupisce assai!

            Chiunque abbia avuto un figlio (maschio) di quattro anni sa già tutto:
            – la mamma è mia
            – con la mamma ci dormo io
            – mamma cosa si mangia?
            – mamma dove sono i calzini?
            – guardiamo i cartoni assieme?
            – mamma ci pensi tu?
            – mamma, visto cosa riesco a fare?!

            Il resto è affinamento del linguaggio…

            • Considerando la cosa prosegue per qualche… decennio !! 😐 😦 😀

              Per non parlare di quando trasla da figlio a marito…. brrrr

              Beh:
              – la mamma (moglie) è mia
              – con la mamma (moglie) ci dormo io

              ci starebbe anche 😀

              Adesso mogli, mamme, donne, scatenatevi perché ho scitto/aggiunto la (moglie) è mia e lo avete inteso con l’orecchio sbagliato… 😐 😉

  20. PS: spesso i caffè si prendono anche solo per allontanarsi dalla scrivania, e sgranchirsi le gambe.

    • Certo, ma s e ci si accorge (non tu) che il caffè diventa un pretesto per incontrare la tal persona, meglio prenderlo da soli o non prenderlo proprio… giusto?

      E’ di questo sai che si sta parlando 😉

  21. Bariom:

    Se uno queste che scrivi cose non le vedesse scritte non ci credrebbe nemmeno che potessero essere scritte (e magari anche pensate?)!

    • Alvise:

      Ognuno crede in ciò che vuole, ma alle volte anche in ciò che si conosce.
      Spesso non crediamo in cose che semplicemente non conosciamo.

  22. Capisco la “praticità” dei punti per una loro comprensione più veloce, ma devo essere sincero… a me ha fatto un effetto di “chiusura”. Alcuni punti li considero piuttoso saggi, utili nell’immediato, altri un pò troppo bacchettoni ^^”
    Una persona della quale ho massima fiducia mi disse che considerava l’amore uno “scegliersi continuo”, ogni giorno senza interruzioni. Se ami una determinata persona dovresti come “averla con te” in ogni momento, quindi quando lo letto i punti 1 e 3 ho visto una totale sfiducia in sè stessi, e nel punto 5, alla frase “pianifica già appuntamenti per i prossimi mesi”, una sorta di blindatura forzata di un rapporto.
    Detto questo, non considero quello che ho letto parole buttate al vento ed inutili, solo da non seguire sempre pedissequamente. E’ la mancanza di libertà personale la causa di molti problemi, secondo me, anche in una coppia. Proprio perchè se tu la/lo ami lo “scegli sempre”. Se ti la/lo ami lotti per salvare un rapporto a costo di litigate, discussioni ed infine comprensioni. Se ti la/lo ami, preferisci la strada scelta, piuttosto che le deviazioni (per quanto belle siano).
    Grazie per l’attenzione. ^^

  23. Bariom:
    Grazie per la risposta:)
    Forse hai ragione tu: non basta non avere secondi fini, occorre anche stare attenti che anche altri non ne abbiano, senza dare per scontato che tutti siano come noi.
    Occorre forse essere un pò maliziosi e pensar male. Anche se mi sembra un pò triste.
    Quando mi capita che un uomo mi lancia un’occhiata per strada, la prima cosa che penso è di avere una macchia sulla maglietta! ( spesso è così! 😉 )

  24. …Ma “intravedere” la tentazione non è digià essere in tentazione!
    (intravedendo il mal sotto le stelle)

  25. …con il punto interrogativo in fondo, non esclamativo.

  26. @ The Lost Wanderer.
    Proprio così. Si resta insieme perché si “sceglie di continuo” di stare con quella persona e solo con quella giorno dopo giorno, spesso per anni, e se davvero bastassero i modi ammiccanti di una ragazza o una scollatura provocante per mettere in crisi un’unione, allora vuol dire che qualcosa non funziona.
    Le regolette riserviamole ai ragazzini, che come è noto non sono in grado di intendere e di volere, gli adulti dovrebbero essere consapevoli di ciò che fanno. Una unione, un matrimonio non dura perché qualcuno racconta che è indissolubile, ammesso poi che questo sia sufficiente per renderlo saldo e pare proprio di no, ma perché la persona scelta ci consente di esprimere l’amore, la passione, la complicità, la genitorialità e soprattutto di dar vita al proprio progetto di vita come l’avevamo sempre immaginato.
    Simone

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