I soliti vecchi inganni

di Costanza Miriano

L’altro giorno in edicola mi è caduto l’occhio sulla copertina dell’Espresso, che annunciava il ritorno dei maschi. La cosa ha acceso una scintilla, minuscola, di speranza in me, e andando contro i miei più radicati principi morali – non finanziare il gruppo editoriale – ne ho comprata una copia. Magari, mi sono detta, scriveranno che gli uomini hanno ricominciato a essere virili, a proteggere, sostenere e dare la vita per le donne, a fecondare il mondo, a generare figli, a prendersi responsabilità, a fare da muro che recinta e sostiene, a capire le paure e le ansie delle loro donne che sono rimaste incinte, ascoltarle e poi dire “no, questo figlio non lo ammazzeremo, ma ce ne prenderemo la responsabilità insieme, e lo cresceremo meglio che potremo”, come dovrebbe un vero uomo. Le speranze sembrano non morire neppure quando dalla copertina passo alla prima pagina dell’articolo. C’è un bicipite disegnato, e, in tempi di rammollimento generale, mi pare già qualcosa. Continua a leggere “I soliti vecchi inganni”

I cattolici lo fanno meglio

di Costanza Miriano per Il Timone

Come sappiamo bene noi che leggiamo queste pagine, la Chiesa è stata guardata dall’esterno con le lenti sfocate del pregiudizio in molti ambiti, ma quello in cui la vulgata è tanto lontana dalla realtà da diventarne quasi il contrario è quello che vuole i cattolici sessualmente insoddisfatti , repressi, infelici.

La verità è esattamente quella opposta. A essere infelici – almeno a quanto mi risulta dai racconti, dalle confidenze, da tanti dettagli che vedo, e certo a quanto risulta dall’instabilità delle coppie – sono i figli della liberazione sessuale, quelli che hanno ereditato da una generazione sciagurata di padri e di madri una visione della sessualità triste e sterile.

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Bilanci, giudizi e salami

di Costanza Miriano

“Come è difficile capirsi, mio caro” – ho detto ieri sera appunto al mio caro, dopo un banalissimo malinteso, indossando un sorriso da mogliettina anni ’50. “Cosa esattamente non capisci?” – mi ha stroncato lui, marito anni 2000 impermeabile a ogni moina (è un genio). E’ perché ho un marito che mi risponde così, e nonostante questo non volevo né andare in analisi né prendere a craniate la credenza lillà che mi sono risolta a scrivere un libro. Per imparare la lingua maschile. E’ evidente che non ci sono riuscita.

E per di più la cosa ha avuto degli effetti collaterali, non tutti necessariamente positivi. Voglio dire, ventimila copie, sì, un sacco di riconoscimenti, inviti, attestati di stima, molte nuove amicizie preziosissime, alcune diventate fondamentali. Ma da un punto di vista spirituale, mi chiedo, cosa ha significato questo ciclone che è entrato nella mia, anzi nella nostra vita? Continua a leggere “Bilanci, giudizi e salami”

Te Deum laudo per mio marito

CM

di Costanza Miriano

Te Deum laudo per mio marito, che è rimasto ancora quest’anno con me, nonostante dopo centomila chilometri di corsa le giunture di una vecchia signora andrebbero rottamate per legge.

Te Deum laudo per come tronca le mie lamentele, ascoltandomi solo quando serve (va be’, qualche volta anche un po’ meno, tipo quando gli parlo dei prof dei figli, e adesso non sappiamo con quale insegnante ha parlato: l’ho mandato da quella di latino e mi è tornato riferendomi di un tema di italiano che lui non ha mai fatto, e comunque lo sconosciuto ragazzo di cui parlava quella signora – chi sarà stata? – ha preso 8 e mezzo).

Te Deum laudo per le volte in cui invece le mie lamentele le ascolta, e cerca una soluzione pratica e si dimentica sempre che io invece volevo un complimento, ti lodo perché ha ragione lui, i complimenti non mi servono, le soluzioni pratiche moltissimo, i complimenti sono gratis, le soluzioni pratiche costano, i complimenti alimentano solo la mia vanità, le soluzioni pratiche fanno il mio vero bene. Continua a leggere “Te Deum laudo per mio marito”

Dio, ti ringrazio

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di Costanza Miriano

Dio, ti ringrazio per il disgusto. Ti ringrazio per tutte le cose e le situazioni che me lo suscitano, tante, perché in fondo sono una bambina viziata. Ti ringrazio per i piedi freddi (benedetti i mariti caldi a letto) e la signora delle poste che ci mette quarantasette minuti a chiudere un pacco, per il fantasmagorico capriccio di Lavinia, tesi di laurea in capricciologia avanzata, per la verdura da scegliere, piena di terra, e l’intervistato che non arriva e il dentista che ritarda e il clima da serra nella sua sala d’aspetto e il sudore che scorre a rivoli lungo la schiena e il figlio che intanto chiama per chiedere il temperamine da compasso che gli serve entro ieri. Ti ringrazio per il marito che qualche volta mi ama in un modo così lontano da quello che desidero, servendo nel silenzio la famiglia, concreto, fattivo, quando io vorrei chiacchiere e violini, e chissà quanto lui vorrebbe da me silenzio e concretezza, quando io chiacchiero e sviolino. Continua a leggere “Dio, ti ringrazio”

Questa è la mia vita

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di Costanza Miriano

Qualche giorno fa a mia madre è uscita di bocca una frase incauta. “Ma perché non me li mandi tutti, i ragazzi, qualche giorno a Perugia?” L’ha detto. L’ho sentita. Non so quanto poi ci abbia messo a pentirsene, ma l’ha detto.  Segue una lunga contrattazione: la mamma dei quattro in oggetto – che sarei io – è riluttante, il babbo pure: ci dispiace separarci dai figli, ma fa caldo, non c’è scuola, noi dobbiamo lavorare, e così si incastrano impegni e turni e si raggiunge l’accordo. Due giorni e mezzo dai nonni. Porta il babbo, riprendo io così sbaciucchio qualche nipote a caso. Continua a leggere “Questa è la mia vita”

L’erba del vicino

Le 8 precauzioni per  difendere il tuo matrimonio dall’infedeltà

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Precauzione 1: Compi scelte sagge.
Evita di trascorrere del tempo superfluo con qualcuno del sesso opposto. Ad esempio, se cerchi un allenatore personale in palestra, scegli una persona del tuo stesso sesso.

Precauzione 2: Condividi saggiamente.
Se un giorno ti rendi conto che stai condividendo con qualcuno segreti e intimità su di te e sul tuo matrimonio che non hai condiviso con il/la tuo/a sposo/a, è un segnale di allarme. Anche un legame emotivo con qualcuno, pur non arrivando a diventare sessuale, può danneggiare molto la relazione.

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