Ama e fa’ ciò che vuoi

di admin @CostanzaMBlog

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 “Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto: ama e fa’ ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene”.

Se volete conservare la carità, fratelli, innanzitutto non pensate che essa sia avvilente e noiosa; non pensate che essa si conservi in forza di una certa mansuetudine, anzi di remissività e di negligenza. Non così essa si conserva. Non credere allora di amare il tuo servo, per il fatto che non lo percuoti; oppure che ami tuo figlio, per il fatto che non lo castighi; o che ami il tuo vicino allorquando non lo rimproveri; questa non è carità, ma trascuratezza. Sia fervida la carità nel correggere, nell’emendare… Non voler amare l’errore nell’uomo, ma l’uomo; Dio infatti fece l’uomo, l’uomo invece fece l’errore. Ama ciò che fece Dio, non amare ciò che fece l’uomo stesso…Anche se qualche volta ti mostri crudele, ciò avvenga per il desiderio di correggere. Ecco perché la carità è simboleggiata dalla colomba che venne sopra il Signore. Quella figura cioè di colomba, con cui venne lo Spirito Santo per infondere la carità in noi. Perché questo? Una colomba non ha fiele: tuttavia in difesa del nido combatte col becco e con le penne, colpisce senza amarezza. Anche un padre fa questo; quando castiga il figlio, lo castiga per correggerlo…ma è senza fiele. Tali siate anche voi verso tutti… Chi è quel padre che non dà castighi? E tuttavia sembra che egli infierisca. L’amore infierisce, la carità infierisce: ma infierisce, in certo qual modo, senza veleno, al modo delle colombe e non dei corvi”.

sant’Agosino, commento alla prima lettera di Giovanni

9 commenti to “Ama e fa’ ciò che vuoi”

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Ama e fà ciò che vuoi. Mai pensiero teologico fu più storpiato, proprio nel nostro mondo e nel nostro tempo, di questo del vescovo Agostino.
    Molti oggi lo ripetono, declinandolo come il romanesco ‘volemose bene’ e ‘famo un po’ come ce pare’.
    Ma leggete Agostino. La carità infierisce, la carità becca, difende, castiga quando ce n’è bisogno!

    “Ama ciò che fece Dio, non amare ciò che fece l’uomo stesso…Anche se qualche volta ti mostri crudele, ciò avvenga per il desiderio di correggere. Ecco perché la carità è simboleggiata dalla colomba che venne sopra il Signore. Quella figura cioè di colomba, con cui venne lo Spirito Santo per infondere la carità in noi. Perché questo? Una colomba non ha fiele: tuttavia in difesa del nido combatte col becco e con le penne, colpisce senza amarezza. Anche un padre fa questo; quando castiga il figlio, lo castiga per correggerlo…ma è senza fiele. Tali siate anche voi verso tutti… Chi è quel padre che non dà castighi? E tuttavia sembra che egli infierisca. L’amore infierisce, la carità infierisce: ma infierisce, in certo qual modo, senza veleno, al modo delle colombe e non dei corvi.”

    • Molte volte si prendono alcune parole e se ne dà il senso che fa più comodo in quel momento. Capita molto spesso anche con ciò che dice il Santo Padre. Non si ha la voglia di leggere tutto il contesto perché allora non fa più comodo. Allora può capitare che il Papa dice “Chi sono io per giudicare” ma non si dà risalto al continuo di quella affermazione. Allora ecco i titoloni tipo “La chiesa si rinnova”!!! Sarebbe molto semplice perché l’italiano è una lingua semplice. “A” vuol dire “A” non “B” ma molto spesso diventa “Z”. Questa è l’Italia.

  2. L’ha ribloggato su l'ovvio e l'evidentee ha commentato:
    AMARE E’ PROTEGGERE
    AMARE E’ CORREGGERE
    …miti come colombe senza fiele che in difesa del nido combatte col becco e con le penne…

  3. Secondo me chi ha compreso meglio di tutti questa frase è stato lo scrittore Michael Ende: nel suo romanzo “La Storia infinita” la frase “Fa’ ciò che vuoi” è incisa sul retro dell’Auryn, il talismano donato a Bastiano dall’Infanta Imperatrice. Solo alla fine, però, ne comprenderà il significato: “Fa’ ciò che vuoi” vuoi dire “fa’ quella che è la tua vera volontà”. Il suo viaggio in Fantàsia si trasformerà dunque in una ricerca di questa “vera volontà”, per scoprire che la sua vera volontà è quella di amare.

    • potrei ipotizzare che “la storia infinita” e la sua morale non siano completamente legate alla frase di Agostino, se non per qualche analogia.
      In pratica, anche Aleister Crowley (noto esoterista) scrisse “fai ciò che vuoi” ma con tutt’altro significato, lo stesso a me pare si possa dire dello scritto di Ende.
      Capire il vero significato di “fa’ ciò che vuoi” di Ende, è compito di Bastiano (di un uomo) e dopo un cammino comprende che è amare il suo “scopo”, il suo significato; ma la frase di Agostino è altro, non è una verità nascosta da interpretare ma rivelata ed esplicita data dall’Alto e non dal basso. A mio parere tutt’altro punto di vista.

  4. La frase è bella ma spesso e volentieri Ama e fa’ ciò che vuoi = io io e l’asino mio!
    Cioè meglio, la prima volta che lo ho sentita fu usata proprio in questo senso.
    E purtroppo non è l’unica volta: spesso accoppiata con “dal primo momento che ti ho visto” etc….
    Ok scusate lo sfogo, ma mamma ha un pò esagerato.

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