Il contrario dell’amore è… l’irrazionalità?

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di Paolo Pugni

Leggo, su un social, una di queste frasi melense che affascinano tanto quanto inquinano: “il cuore dell’uomo è naturalmente portato all’amore e non al suo contrario”. È un falso storico, è la ripresentazione del mito del buon selvaggio sotto altre spoglie. Non è vero. Ma piace e fa presa. Lo scrivo, twittando il mio sdegno, e mi risponde una brava persona che dice: non vale per tutti, solo per alcuni.

Alt, fermi tutti. Qui c’è in ballo il solito errore di prospettiva, non è un caso che la persona in oggetto sia una donna, con le quali, mi accorgo, è sempre più difficile fare un discorso generale, di massimi sistemi. Personalizzano. Infatti quando chiedo spiegazioni mi risponde che anche lei pensava come me poi quando è diventata mamma ha scoperto l’istinto materno. E aggiunge errore ad errore. Ricapitoliamo.

La parola chiave della bestialità da bacio perugina è “naturalmente”, cioè per natura.  La persona sarebbe portata ad amare come slancio primario. Per natura. Lo ripeto. Il che impedisce che si risponda dicendo: per alcuni sì, per altri no. Se così fosse vorrebbe dire che ci sono due nature umane, una per la quale l’amore è il modo tipico di essere, l’altra per cui non lo è. E questo, fosse vero, sarebbe gravissimo. Come potremmo distinguere di quale natura sono le persone? E da che cosa dipenderebbe?

Quindi l’osservazione che la frase, o il suo contrario, non vale per tutti è un errore filosofico da matita blu. Poi contesto fortemente che l’istinto primario sia verso l’amore: a parte che lo si constata facilmente nei piccoli, ma il punto essenziale è nel confondere il doppio verso della freccia.

Torniamo alla frase iniziale: il cuore dell’uomo è naturalmente portato all’amore e non al suo contrario”. Adesso ditemi: qual è il contrario dell’amore? L’odio?

Sbagliato! Quello è una conseguenza. Il vero contrario dell’amore è l’egoismo. Neppure l’indifferenza, perché essa non è moto primo, è conseguenza dell’amore per me: mi amo così tanto da non provare nulla per te. Sì, ma… attenzione: non provo nulla per te fino a quando non ti metti di traverso, fino a quando non diventi per me un ostacolo. Allora spunta l’odio. La madre di entrambi però è l’egoismo, che diventa madre anche dell’altro vizio trascinato con sé dall’amore, quello per eccesso: il possesso. L’amore che tracima e diventa ossessione: anche questo è una forma sottile di egoismo; sottile perché nascosto sotto un apparente altruismo, in realtà forse anche più greve dell’odio, perché quest’ultimo allontana, il primo soffoca.

L’egoismo dunque è naturalmente nel cuore dell’uomo, dalla prima età. E, come si diceva, genera l’odio. Perché vede nell’altro un nemico dei sui diritti. Se non si comprende questo, si sbaglia antropologia. E senza tirare in ballo il peccato originale: se non volete crederci, pazienza. Non volete credere all’origine di questa inclinazione? Pazienza. Quello che conta è sapere che esiste. Se fate finta di nulla, è la devastazione.

Infatti. Partendo da questo falso assunto la Sinistra, perché sta lì culturalmente l’antropologia sbagliata che crede nel buon selvaggio, ha assestato un colpo decisivo alla società distruggendo le fondamenta grazie al suo “liberi tutti” sessantottino. Come scrive lo storico Giovanni Orsina: “In un Paese con un debole senso dello Stato, la contestazione di ogni autorità e tradizione ha finito per assecondare e accentuare le spontanee tendenze anarcoidi degli italiani, scassando ulteriormente un sistema istituzionale già molto fragile, fino a rendere la società ingovernabile. Sul piano del costume si è giustamente posto l’accento sull’autodeterminazione dell’individuo, ma purtroppo è stato trascurato il correlativo principio di responsabilità. Così ha preso piede una concezione della libertà disgiunta da qualsiasi indirizzo etico, che reclama sempre più diritti e non vuol sentir parlare di doveri”.

Anche lui commette il medesimo errore: l’autodeterminazione dell’individuo non può che trascinare all’assoluzione continua, alla rimozione del principio di responsabilità. Se io sono Dio e Legislatore a me stesso, per forza divento irresponsabile. Etica e autodeterminazione dell’individuo sono in inconciliabile contrasto: o al centro dell’universo ci sono io, o dei valori che mi precedono ontologicamente. Non ci può essere libertà assoluta se ci sono valori pre-esistenti. Se, e solo se, esistono fondamenti che precedono  l’uomo, allora libertà è scegliere la verità.

Per capire come la pensa una persona, un movimento, una associazione, un partito, un amico, un nemico –presunto o dichiarato- un collega, la domanda è sempre quella: per te che cosa è l’uomo?

46 pensieri su “Il contrario dell’amore è… l’irrazionalità?

  1. Amatevi come fratelli/ sorelle. Cristo non trovo’ necessario dire di piu’di tanto: chi ha orecchi per intendere: intenda. Se fosse stato necessario che…” il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno” ce lo avrebbe detto, come lo fece ripetutamente in parabole e fatti, quale Maesto piu’ che sovrabbondante del necessario per la salvezza delle nostre anime. Non chi dice “Signore, Signore entra nel Regno dei Cieli ma chi fa la Volonta’ del Padre mio che e’ nei Cieli” (Dieci comandamenti non nove). Aggiungere o togliere, interpretare o razionalizzare: futile uso del pensare e proprio non so da che: “pulpito possa venire questa predica quando la dottrina evangelica e’ completa per la salvezza dell’uomo/donna redento dal sangue di Cristo”. Fraterni saluti, Paul

  2. bruno rossi

    E’ impossibile raggiungere il livello dell’amore a partire da un egoismo originario e primario. Se la nostra natura fosse egoistica radicalmente neppure ci verrebbe in mente la sola parola amore non ci accorgeremmo mai di essere egoisti. Quello che dice Paolo Pugni è vero ma a partire dalla natura “deviata” “assopita” “sepolta” dal peccato originale. Ma la natura prima dell’uomo è quella di una dimensione di amore. Dio non ci ha creato egoisti e questa è la vera origine. Che poi si ritenga di poter partire da questa bontà originaria senza la Grazia è tutto l’errore del pensiero laicista dall’illuminismo in poi. Ma a cosa si appellava Gesù quando ci chiedeva di essere perfetti come il Padre che è nei cieli ? Ad un uomo radicalmente egoista ? E come potrebbe ascoltare queste parole e capirle un uomo radicalmente egoista ? No. Noi nasciamo dall’amore e nell’amore, quello di Dio innanzitutto anche se trasmesso attraverso l’amore umano, ma anche un uomo che non abbia mai sperimentato l’amore può infine trovarlo perché l’amore fondante precede quello umano. Nessuno può essere davvero egoista se non deformando la realtà, l’egoista per amare se stesso deve pensarsi deve relazionarsi come l’assoluto che non è; è lui, l’egoista quello che odia se stesso perché non sa amarsi umilmente e accettando di essere ciò che è ovvero un uomo creato ad immagine di Dio che ha dentro di sé l’amore di Dio e dunque un’inclinazione incancellabile ad amare Lui e tutte le creature in Lui, non accettando questo è impossibile amare se stessi, l’egoista si odia…. perché la sua vera natura quella prima del peccato originale è una natura definita dall’Amore.

    1. Francesca

      Concordo con Bruno e con Fabio…. e infatti non mi convinceva la prospettiva di Paolo Pugni. È giusto se si riferisce alla natura decaduta. Mentre sbaglia se si riferisce alla vera natura umana, che è ben descritta da Bruno.
      ” Noi nasciamo dall’amore e nell’amore, quello di Dio innanzitutto anche se trasmesso attraverso l’amore umano, ma anche un uomo che non abbia mai sperimentato l’amore può infine trovarlo perché l’amore fondante precede quello umano”.

      1. Verosimilmente Paolo Pugni guarda all’Uomo che ha tutti i giorni intorno, all’Uomo storico (fa difatto in chiusura precisi appunti storico-sociali).
        Dove sterebbe quindi l’errore in concreto o l’errore di prospettiva?
        Pur guardando al Cielo e alla natura dell’Uomo come Dio l’ha pensata, non dobbiammo dare conto e fare i conti con la natura decaduta che riguarda noi stessi e non solo gli altri attorno a noi?
        Come potremo non partire dicendo la verità sulla realtà decaduta a coloro che non la conoscono (e già che l’accettino sarebbe un gran passo avanti…) per mostrarne loro tutti i limiti – che sono oggettivi – così che dediderino le cose del Cielo?
        Non facciamo sempre bei discorsi, che certo contengono La Verità, ma che riduciamo (noi) a vaqui angelismi o perentori tracciati di linee di demarcazione.

        L’Uomo nasce nell’Amore di Dio (o non esisterebbe). Vero!
        Ma tanti uomini e donne nascono nell’egoismo! Crescono nell’egoismo, conoscono solo l’egoismo e molto spesso nell’egoismo muoiono (e generalmente queste misere esistenze generano solo odio nei loro cuori), di questo non possiamo tener conto.

        Non possiamo continuamente solo affermare che i tumori non esistevano e non esisteranno nella “vera” natura dell’Uomo, perché esistono… e non chinarci sul malato, prendere atto della loro (e nostra) infermità sarebbe gravissimo peccato oltre che mancanza a quell’amore di cui tanto parliamo (che lo si porti nel DNA o ci sia stato donato).

      2. paolopugni

        quindi dove esiste la vera natura umana? esiste qualcuno che NON ha il peccato originale o le sue conseguenze?

  3. “Penso che c’è più barbarie nel mangiare un uomo vivo che nel mangiarlo morto; nel lacerare con tormenti e supplizi un corpo ancora sensibile, farlo arrostire a poco a poco, farlo mordere e dilaniare da cani e da porci piuttosto che nell’arrostirlo e mangiarlo dopo che è morto (come noi abbiamo letto e visto anche di recente, non tra antichi nemici, ma tra vicini e concittadini e, quel che è peggio, sotto il pretesto della pietà religiosa)”

    [Montaigne, Essais]

  4. Mario

    « Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò » (Gn 1,27) e sappiamo che “Dio è Amore” (1Gv 4,8). La capacità d’amare però, di realizzare il proprio essere, è una conquista attimo per attimo e costa, infatti, : “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9,18-24).

  5. bruno rossi

    Noi possiamo (dobbiamo) diventare ciò che siamo, né potremmo fare altrimenti (anche se possiamo mancare a questa realizzazione…), se Dio ci dà il comandamento dell’amore è perché crede in noi, sa, avendoci creato così, che siamo esseri-che-amano, altrimenti l’amore non potrebbe essere un comandamento, infatti come tale sarebbe contraddittorio e irrazionale. Dio ci comanda di amare perché noi siamo come narcotizzati nella nostra coscienza, amiamo Dio, come un innamorato che non sa di esserlo, ma senza il “bacio” della Grazia la nostra anima rimarrebbe assopita per sempre proprio come la Bella Addormentata della fiaba…

  6. bruno rossi

    Scusa caro Barion ma non sono angelismi… Se cerchi di portare un egoista all’amore come puoi farlo senza credere che quella non è la sua realtà più profonda e d’altra parte come farebbe un egoista a convincersi di non dover esserlo più e di cambiare se dentro di sè non trovasse che egoismo ? Mai come oggi è importante incoraggiare l’uomo a prendere coscienza della sua vera grandezza, della sua bellezza, della sua altissima dignità, tutto questo si fonda sul suo essere creato da Dio nell’amore e per l’amore… e bisogna vivere questo… non il fatto che l’uomo è egoista… credo che i santi siano riusciti a farlo e vedessero così ogni persona…

    1. Caro Bruno, non mi pare di aver fatto un discorso tanto diverso… Ho solo cercato di affermare a chi nega la “propensione naturale” dell’Uomo decaduto (di questo parla Paolo o sbaglio?) rischia di fare “angelismi” NON che le Verità ultime lo sono. Non mi fraintendere.

      Se non credessi che la natura “prima e ultima” (ma siamo per così dire nella “terra di mìezzo” con una gran zavorra ai piedi) è quella della Santità e della “immagine e somiglianza” di Dio, non mi preoccuperei tanto di chi è “malato”… tanto sarebbe senza speranza!

      1. paolopugni

        ecco infatti, di quale uomo parliamo? di quello pensato da Dio? o di quello che ti passa davanti alla coda in Posta? Del primo onestamente non so che farmene, non ne trovo traccia in giro.
        Del secondo invece mi interessa, perché ci lotto tutti i giorni, sono io innanzitutto.
        E di me parla san Paolo “vedo il bene e faccio il male”… quindi NON siamo NATURALMENTE portati ad amare, possiamo amare, ma con fatica. Perché abbiamo la Grazia e lo vogliamo.

        1. fra' Centanni

          Io, caro Paolo, sarei anche un pochino più severo nel giudizio sull’uomo: noi siamo radicalmente incapaci di amare. Tanto è vero che “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” dice Gesù. Non dice che, senza di Lui, possiamo fare poco, dice che non possiamo fare nulla. Nulla di buono, nulla di bene, certamente non possiamo amare.

          Invece con Lui, quindi con il battesimo e attraverso la fede che ci viene dal battesimo, possiamo imparare ad amare con l’amore di Dio, chè è l’unico amore vero, perché l’amore umano non è amore.

          1. Paul Candiago

            Signori,Signore, nel Vangelo e’ scritto in modo semplice, chiaro ed inequivocabile, per la immediata e completa comprensione della mente di un bambino o di un adulto: “ senza di Me non potete far nulla”: che ulteriore spiegazione ci sia da aggiungere per caprine il significato non penso sia necessaria essendo la sentenza piu’ che esplicita, mostrando nella sua brevita’ la divina Sapienza. Troviamo anche “ il vostro parlare sia: si,si e no,no, tutto il resto viene dal maligno: tanto per continuare in vera indottrinazione da fonte Divina. Per un Cristiano cattolico “complicare/deformare” l’ortodossia catechetica ufficiale della Chiesa o dare l’impressione al fedele di penetrare i misteri di Dio perche’ pensa, con errore, di aiutare l’ evangelizzazione e’ equivalente alla piu’ diabolica forma di apostasia. Per di piu’ chi si pone in questa posizione, dirttamente o meno, entra nella possiibile e terribile Verita’ “che i peccati contro lo Spirito Santo non verranno perdonati . (Quanti oggi giorno si trovano in quella possibile condizione da dentro la Chiesa (preti, suore, frati e molti dell’ordine ecclesiastico, fedeli) e fuori della Chiesa per fomentare dissenzione catechetica nella Chiesa con le loro “vedute di aggiornamento razionale/liberale” per confondere, sviare e creare dubbi nella fede del cristiano. ) Cordiali saluti, Paul

  7. vale

    l’autodeterminazione dell’individuo non può che trascinare all’assoluzione continua, alla rimozione del principio di responsabilità. Se io sono Dio e Legislatore a me stesso, per forza divento irresponsabile.

    “Relativismo.
    Poiché ogni uomo ha bisogno di verità, si crede che di fatto tutti sono nella verità intesa come carità. Quindi tutti sono buoni e in buona fede, seppure ognuno a modo proprio. Infatti il rispetto della diversità, della libertà e del pluralismo richiede che la verità non sia un dato oggettivo, universale, vincolante, uno per tutti, ma sia qualcosa di relativo alla coscienza soggettiva e creativa di ciascuno, in quanto ognuno è diverso dagli altri.

    Da qui un falso concetto della libertà religiosa, che praticamente è l’assolutizzazione della coscienza individuale, è liberalismo ed indifferentismo religiosi: perché affannarsi ad annunciare il Vangelo? Tanto tutti conoscono già la verità, tutti si salvano, tutti sono in grazia, tutti sono perdonati, tutti hanno buona intenzione e buona volontà. Nessuno fa il male volontariamente. Secondo costoro tutti sono nella verità, anche se la mia verità contraddice alla tua. Ma comunque Dio è in tutti e salva tutti.
    ….”

    Giovanni Cavalcoli, OP

    Filosofo metafisico e teologo dogmatico

    docente emerito di metafisica nello Studio Filosofico Domenicano di Bologna

    e di Teologia Dogmatica nella Facoltà Teologica di Bologna

    Membro ordinario della Pontifica Accademia di Teologia

    http://isoladipatmos.com/la-pastorale-inadeguata/

    1. In estrema sintesi: a tutti è data la possibilità di salvarsi (cosa diversa dal Dio “salvatutti”).
      Talvolta (il più delle volte ed è la via ordinaria) tale possibilità o opportunità è affidata a coloro che hanno ricevuto e a loro volta accettato tale possibilità (dono gratutito) e questa è grave responsabilità.

      In tale responsabilità siamo tutti coinvolti, tutti coloro che si dicono Cristiani. Agli altri la responsabilità di accettare o rifiutare tale opportunità, accettazione o rifiuto da cui non sono esentati coloro che già un tempo aderirono a Cristo. Il tutto è ben riassunto nel Libro del Profeta Ezechiele:

      Ezechiele 3,20

      «Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l’iniquità, io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli morirà; poiché tu non l’avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate; ma della morte di lui domanderò conto a te.»

  8. “Sorgeranno falsi profeti e ne seduranno moltissimi” non corriamo dietro a “canne sbattute dal vento” ma rimaniamo ancorati integralmente alla dottrina di Cristo e la sua Sposa la Chiesa e non abbiamo nulla da temere dal principe delle tenebre che con tutti i mezzi e sofismi cerca solo la rovina delle nostre anime. E’ vero che sono tempi “turbolenti” per il Cristiano cattolico ma come sempre senza sacrificio non c’e’ virtu’. Chi mi ama prenda la sua croce e mi segua. Paul

    1. vale

      non abbiamo nulla da temere dal principe delle tenebre che con tutti i mezzi e sofismi cerca solo la rovina delle nostre anime

      come ricorda la Miriano su “la croce” di oggi,citando padre Botta:
      «Tranquilli,
      la vittoria verrà dagli hobbit».

      1. vale:

        “non abbiamo nulla da temere dal principe delle tenebre”, tu dici, eppure è tutto un insistente lamentio continuo
        contro il male (cosiddetto) che c’è nel mondo!

  9. Passando da un blog a un altro (e da un crogiolamento a un altro:: quacheduno più anziano si ricorda la annosa polemica sulla educazione sessuale nelle scuole?
    Sembrava che stesse crollando (come fa sempre) il mondo!
    Ora è arrivato il momento dell’indottrinamento forzato, per legge, all’ideologìa gender!
    E chissà cosaq altro ci spetta!

  10. Signor Filosofiazzero, glielo dico io cosa le/ci aspetta senza dubbio alcuno: le/ci “taglieranno la testa”
    per la sua/nostra fede e per le sue idee sociali perche’ non coformi all’adorazione dell’ Idolo. E’ gia stato scritto il “testamento” nell’Apocalisse …e le mie parole sono vere …dice l’ autore. Ci vedremo lassu’ se Dio ce lo concede. Paul

  11. OH MAMMA!!

    Quanto tempo abbiamo? 😐 😀

    A presto Fabio Massimo (mi aspettavo una tua ulteriore replica alla mia ultima risposta… ma sopravviverò) 😉

    1. Bri

      @Bariom (quanto tempo abbiamo?)
      Forse non molto (con faccine ma senza faccine) se non traviso
      Che poi “molto” è comunque relativo

      Colgo l’occasione per ringraziare tutti voi che negli ultimi post in particolare avete scritto con passione e che con passione ho letto (e son sicuro molti altri come me)

      1. Era ovviamente domanda ironico-retorica…
        Nella concretezza guarda, io non mi racconto frottole, questo potrebbe anche essere l’ultimo mio inutile scrivere qui, per quel che ne so.. e lo dico senza fare scongiuri né senza averne terrore.

        Penso a volte proprio stando in questa “piazza” (come la chiama Fabio Massimo) che oggi ci sei, magari con codazzo di estimatori o di detrattori e domani PUF… non più un rigo, e nessuno saprebbe nulla (di molti di noi per lo meno)… nemmeno il tempo di un saluto, di un ricordo, di una preghiera.

        Quindi chi si trovasse a salire al Padre all’improvviso, abbia la gentilezza almeno prima di avvisare… 😉 🙂

        1. Bri

          @Bariom
          “salire al Padre all’improvviso” 🙂
          Ma magari, se non temessi fraintendimenti, te lo augurerei subito, lasciandoti almeno il tempo di fare altrettanto

          1. In realtà caro Bri non è un gran augurio da farsi a chi termina il suo pellegrinaggio… (ma apprezzo l’intenzione).
            Come recita una antica litania dei Santi: “Da morte improvvisa liberaci Signore”.

            Che non abbia il repentino termine del mio pellegrinaggio, a cogliermi impreparato o ancor peggio in situazione di peccato. Che possa io implorare la Misericordia Divina e ricordare alla Nostra Santissima Madre l’intercessione chiestaLe (“prega per noi nell’ora della nostra morte”).
            Se mi fosse concesso un ultimo saluto che sia un “a presto” rivolto ai miei cari, per morire col nome di Cristo sulle labbra.

            Amen

            1. Bri

              @Bariom
              Grazie per la correzione sulla morte improvvisa
              In realtà, trattandosi di “salire al Padre”, davo per esaudita la preghiera

  12. Bri

    Paolo Pugni scrive: “Il vero contrario dell’amore è l’egoismo”

    Solo a me pare che l’egoismo sia una forma ripiegata di amore?
    Tant’è che se vi chiedessi qual è il contrario di egoismo mi immagino a sentire un unisono di “altruismo” ma nemmeno un pallido “amore”

      1. Bri

        @Bariom
        Attendiamo allora che la sviluppi in un prossimo post: questo ha un filo logico … pindarico (poi magari son io che mi son perso, eh)

  13. Francesca

    @Fabio
    Ah, solo ora ho capito la tua tesi!
    Ti ringrazio anche per la risposta sull’altro tema. Sei molto paziente e gentile, almeno con me, ed è qualità che solitamente non si trova in chi sostiene (apertamente o meno) le tue idee.

    Quindi, riassumendo: quando qua sopra io dicevo di concordare con Bruno e Fabio praticamente non avevo capito che cosa stavi sostenendo tu Fabio… e ti pensavo sulla linea di Bruno.
    In poche parole…tu sostieni…. la predestinazione?
    Gulp, gasp, stra-gulp!
    Mio svenimento temporaneo.
    Ok, rieccomi.
    Perdonami ma io credo che…. guardare qualcuno e appioppargli il giudizio che è cattivo perché è nato bastardo-cattivo , oltre che una tentazione che ci prende tutti quanti (e una grande via d’uscita, una via bella larga nel vivere quotidiano) , corrisponde a sostenere:
    – l’inesistenza del libero arbitrio
    – l’esistenza del male di per sè (quando invece non può esistere se non in relazione al bene. E non viceversa)
    – la deresponsabilizzazione dell’uomo, anche sul piano pratico concreto

    E quindi per me è corretta la descrizione di Bruno.

    ….temo di chiederlo, ma tu Fabio quindi rigetti il magistero della Chiesa lungo duemila anni?
    (attento che svengo di nuovo).

    (scusami le battutine…. davvero sono battutine fraterne)

  14. Leggendo questi commenti ho chiesto a Kafka se mi istruisce a riguardo di che cosa parlano e scrivono. Mi ha risposto, scusandosci, che non sa spiegnarmi ci che cosa parlano. Lo ringraziai e mormorai una preghierina : Gesu’ misericordia perdonatemi. Paul

  15. vale

    tanto per la cronaca

    amore o irrazionalità?( o follia,semplicemente)

    http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/quattro-genitori-bebe-due-coppie-gay-si-litigano-figlio-107887.htm

    QUATTRO GENITORI PER UN BEBE’ – DUE COPPIE GAY SI LITIGANO UN FIGLIO ”CONDIVISO”: GLI UOMINI HANNO MESSO IL SEME, LE DONNE L’UTERO. DOPO 9 MESI, IL LORO PIANO È ‘CROLLATO’, E ORA IL PROCESSO POTREBBE CAMBIARE IL DIRITTO DI FAMIGLIA AMERICANO

    Uno degli uomini aveva donato lo sperma alla coppia femminile. Il bambino avrebbe dovuto vivere tra le due case, cambiando ogni tre mesi. Le due coppie avevano stabilito di acquistare due appartamenti identici, arredati allo stesso modo. Nove mesi più tardi, il “piano perfetto” è crollato…

    ( tratto dal ” New York Post”)

  16. Abbiamo capito che l’autore dell’articolo su facebook lancia i sondaggi e poi altrove scrive le riflessioni che ne trae.
    Io nel sondaggio avevo scritto l’indifferenza, ma concordo che sia un effetto di una causa primaria.

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