Precipitare a piccoli passi nell’assurdo

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di Costanza Miriano

Come colpire meglio il bambino per ucciderlo senza danneggiare il fegato? Quale prezzo contrattare?  Perché ci impressioniamo a sentire manager di aziende sanitarie che parlano così? Perché troviamo disturbanti le infermiere che sollevano con le pinze braccia e gambe di bambini conservati in frigo, dentro una bacinella? Perché mai un medico non dovrebbe mettere le sue abilità – costruite dopo aver giurato con Ippocrate “neppure fornirò mai a una donna un mezzo per procurare l’aborto – al servizio di una tecnica che gli permetta di prendere il cervello al bambino quando è ancora vivo? Dal momento che è possibile, legale, addirittura un diritto uccidere bambini, perché dovrebbe darci fastidio l’idea che i loro organi siano smistati e poi, tanto che si buttavano, pure venduti qua e là dalla maggiore organizzazione abortista d’America, dal sinistro nome di “genitorialità pianificata” e dall’ancora più sinistro fatturato (oltre un miliardo di dollari per uccidere innocenti)?

Eppure ci impressioniamo, e molto, tanto che in America i video che raccontano l’orribile commercio di Planned Parenthood stanno sollevando un bel po’ di polemiche, sui giornali e in politica, e ci saranno anche seri guai giudiziari (vendere organi è un reato, e in America la legge si rispetta). In Europa invece silenzio di tomba, a parte La Croce e qualche organizzazione pro-vita. I giornali pro-morte, invece, si guardano bene dal parlare di questa notizia – bisogna dare spazio all’orto biologico di Michelle Obama – e sanno benissimo perché: in ogni persona nella quale sia rimasta traccia di umanità sentir parlare di bambini uccisi nella pancia della mamma, smembrati e venduti suscita repulsione, orrore, e una pena, una pena infinita. Io per esempio quando ho sentito l’infermiera dire che il più grande dei “feti” uccisi quel giorno era un gemello di venti settimane ho quasi vomitato. Mamma di gemelle, ho pensato a cosa possa portare una mamma a scegliere di uccidere uno dei suoi due bambini, chissà magari perché malato o solo perché di troppo – uno sì ma due no, eh – e al dolore che rimarrà per sempre a quel fratellino lasciato solo. E un giorno a quella mamma (che Dio perdonerà, ma lei riuscirà perdonarsi?).

Lo sanno bene i giornali pro-morte perché non si può parlare di questa storia: perché, semplicemente, non fa che portare, con logica, alle estreme conseguenze il discorso dell’aborto, confermando quello che disse Santa Teresa di Calcutta ritirando il premio Nobel per la pace: “ma io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa. Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla”.

Appunto. Dall’aborto alla vendita di organi umani, e addirittura alla modifica dell’esecuzione dell’aborto per avere questi organi meglio conservati  non c’è alcuna soluzione di continuità. Solo, l’orrore è un passetto più avanti, e forse anche nelle coscienze più anestetizzate dalla legge che ha legalizzato l’aborto – cambiando la nostra mentalità – rimane ancora un barlume di resistenza a questa idea. È per questo che non parlano di Planned Parenthood i nostri giornali, perché sanno che vedere le conseguenze logiche dell’aborto portate all’estremo (tanto che li buttavamo, ricaviamone qualcosa e aiutiamo la ricerca) così esplicite, così palpitanti carne e sangue (i video sono dolorosissimi da guardare), potrebbe mettere in crisi qualcuno di quelli che chiama l’aborto diritto. Se permettiamo di uccidere un bambino nella pancia della mamma, quale alto principio morale potrebbe impedirci di venderlo? In nome di cosa? Della tutela della dignità umana? Se mio figlio può essere ucciso e buttato nei rifiuti ospedalieri, quale principio può impedire ai medici di venderlo?

Se l’uomo perde il senso del limite, allora siamo al libera tutti. Compriamo, vendiamo, fabbrichiamo, torturiamo (far nascere un bambino per ucciderlo con un colpo di pinza che tranci di netto il collo cos’altro è, se non tortura, mentre la mamma si fa sedare per non sentire dolore…). Perché no? Tutto, tolto il limite, è permesso. E allora hanno ragione quelli di Planned Parenthood, ad arrotondare i loro già mostruosi incassi con altri milioni di dollari. Perché no, ripeto? Quale può essere il limite? Il più forte, quello che ha la tecnica, o la forza, o i soldi, fa quello che vuole.

Il limite, anche per chi non crede in Dio ma semplicemente vuole che gli uomini vivano, potrebbe essere per esempio che nessuna persona umana può essere uccisa, torturata, maltrattata, né, dobbiamo aggiungere di recente, fabbricata artificialmente. È qualcosa che ogni uomo avverte profondamente, ma poi quel baco che inceppa a tutti gli umani il funzionamento interno (noi credenti lo chiamiamo peccato originale, ma credo che l’esistenza del male nel mondo non la possa negare nessuno) ha permesso non solo che si facesse il male (che so, un tempo l’esistenza della schiavitù, o, oggi, l’aborto) ma che lo si giustificasse come progresso.  Aborto, eutanasia, fecondazione artificiale, utero in affitto non sono che conseguenze della rimozione del limite: l’uomo si sente signore della vita e della storia, e incaricato di giudicare quale vita sia degna di essere vissuta, da chi e come. Le conseguenze sono mostruose, infernali, e il caso Planned Parenthood lo prova. Eppure c’è chi continua a pensare che l’aborto sia una conquista, l’eutanasia una forma di carità, l’utero in affitto un’amichevole via per permettere a qualcuno di realizzare il suo sogno di essere genitore.

Come è avvenuto questo slittamento nel sentire comune? Di solito tutta la propaganda parte da un caso estremo: una povera ragazza violentata, che proprio non può tenere il suo bambino, e la cui vita sarebbe rovinata da una maternità, in quel momento. Da qui parte, in tutti i paesi del mondo, è partita la propaganda. Spesso i casi erano inventati, come per la sentenza Roe vs Wade (la donna non avrebbe abortito, ma dato in adozione sua figlia), ma costruiti ad arte per bersi l’opinione pubblica. Tante persone che stimo, anche credenti, in Italia hanno votato a favore della 194, opportunamente esposti alla propagande: la libertà della donna “soggetto debole”, la violenza sulle donne, la scelta eccetera. Partendo dall’immagine della povera ragazza violentata e sola – chi mai può essere a favore della violenza sulla donna? – si arriva a far accettare un’idea che istintivamente ogni persona rifiuta: una madre che uccide il suo bambino nel luogo in cui lui è più protetto, il grembo. Quando poi si è passati, grazie a battaglie all’inizio solo radicali, imperniate come dicevo su casi estremi e singolarissimi, dal rendere accettabile alle masse l’inaccettabile, si può cercare di renderlo legale. La legge, si sa, cambia la mentalità comune, e quando una cosa diventa legale, diventa insieme anche una delle possibilità: e anche se la legge non dice così, nel sentire comune è passata l’idea che l’aborto è una delle scelte possibili per ogni donna, come se fosse una evenienza al pari delle altre (quando sono rimasta incinta il primo medico mi chiese “allora, cosa vuole fare?”). Infatti i movimenti pro-morte si fanno chiamare pro-choice, e noi tutti sappiamo che la scelta è sempre una cosa positiva (la manipolazione del linguaggio meriterebbe un capitolo a parte). Ho scoperto, grazie all’articolo di un amico, Roberto Dal Bosco,  che questo procedimento ha delle tappe precise, ed è stato anche teorizzato, ha addirittura un nome: si chiama finestra di Overton, è la precisa tecnica per rendere scelta politica di massa un’idea che all’inizio ci è inaccettabile.

Credo che combattere contro certi processi culturali sia un’impresa impossibile a noi umani. Quando penso così mi risuonano subito in testa le parole del mio amico Padre Maurizio Botta, che dice spesso “tranquilli, la vittoria verrà dagli hobbit”. Io, come gli ho confessato rischiando la mia amicizia con lui, il Signore degli Anelli non l’ho letto, però ho capito che gli hobbit sono piccoli, semplici, non aggressivi, e pure un po’ bruttarelli secondo i canoni del mondo. Mi ricordano i cristiani, quelli che sanno solo una cosa: Cristo, e Questi crocifisso.

fonte: La Croce quotidiano

101 pensieri su “Precipitare a piccoli passi nell’assurdo

  1. Dire che gli Hobbit sono bruttarelli e non avere letto Il Signore degli Anelli! Doppio sacrilegio! 🙂

    Un abbraccio comunque! ♥

  2. lele

    E’ involontariamente ironico il fatto che tale articolo appaia in concomitanza con la facolta’ concessa da Papa Francesco a tutti i sacerdoti (inclusi quelli della FSSPX) di assolvere dal peccato di aborto? come peraltro gia’ fatto dal suo predecessore S. Giovanni Paolo in occasione del Giubileo del 2000?

    Comunque se il peccatore e’ pentito e si propone di non farlo piu’…mica vorremo metterci a giudicarlo!! Guai a giudicare!

    1. Roberto

      Magari mi sbaglio perché non ho letto il documento ufficiale, ma mai credere alle sintesi mediatiche. Mi risulta che il sacerdote già possa assolvere: quello che -non- può fare è rimuovere la scomunica latae sententiae che colpisce chi si macchia del peccato di aborto, poiché tale scomunica può essere rimossa solo dal Vescovo della diocesi relativa al sacerdote che amministra la confessione, previo breve processo in merito. Causa l’afflusso di penitenti in periodo giubilare presso Roma, è sempre (sempre) stato uso estendere il potere di rimuovere la scomunica ai sacerdoti, innanzi tutto per evidenti ragioni organizzative e pratiche.

      Noto un certo tono caustico a danno del Santo Padre, by the way.

      1. lele

        http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1638 (ma uno vale l’altro)

        “Questo peccato può essere assolto solo dal vescovo.
        Ma la Chiesa sa che la gente non può fare la coda dal vescovo per confessarsi, tanto più che si esporrebbe a manifestare in qualche modo di avere commesso un peccato cui è legata una scomunica.
        Allora proprio per questo è previsto che in ogni chiesa cattedrale ci sia il canonico penitenziere, che ha tutti i poteri del vescovo in materia di confessione.
        Questo potere di assolvere, oltre il vicario generale, ce l’hanno anche i vicari episcopali e i sacerdoti degli ordini mendicanti (domenicani, francescani…).”

        1. Roberto

          Ottimo e grazie della precisazione; resta intatta la sostanza della prassi giubilare a cui accennavo.

          Ciao Bariom, ciao Thelonious!

        2. duxcunctator

          Permettimi una domanda, Raffaele (immagino sia questo il tuo nome di Battesimo, vero?)… ma tu lo hai letto, dall’inizio fino alla fine, il link che hai postato?

          Ne riporti soltanto il punto 2 (che peraltro, non toglie la liceità di un atto giuridico attuato dal Sommo Pontefice: che ha appunto, in forza del Potere di “legare e sciogliere, sia sulla Terra che in Cielo” esercitabile in modo pieno ed immediato su tutta la Chiesa Universale, la facoltà -a sua discrezione- di “allargare le maglie” di coloro che possono esercitare la remissione del peccato di aborto volontario. Del resto, come sai, un Sacerdote se non fosse in ciò espressamente autorizzato dal Suo Vescovo: non potrebbe rimetterne neanche uno di peccato… manco quelli veniali. Appunto perché NON HA la Pienezza del Sacerdozio e il grado del Sacramento dell’Ordine che ha ricevuto non lo mette, ipso iure, in grado di amministrare il Sacramento della Confessione. Dovrebbe esserti anche razionalmente chiaro, a questo punto: la liceità di un atto giuridico come quello fatto da San Giovanni Paolo II in occasione dell’evento stra-ordinario del Giubileo del 2000)

          Se si legge anche il punto 1 ed il punto 3, cosa vi si trova?
          Andiamo a vedere:

          1. Per l’aborto si incorre in una scomunica riservata al vescovo.
          Essa tocca la madre, il medico, l’infermiere, il mandante (can. 1398).
          Giovanni Paolo II in Evangelium vitae dice che “colpisce tutti coloro che commettono questo delitto conoscendo la pena, inclusi anche quei complici senza la cui opera esso non sarebbe stato realizzato: con tale reiterata sanzione, la Chiesa addita questo delitto come uno dei più gravi e pericolosi, spingendo così chi lo commette a ritrovare sollecitamente la strada della conversione. Nella Chiesa, infatti, la pena della scomunica è finalizzata a rendere pienamente consapevoli della gravità di un certo peccato e a favorire quindi un’adeguata conversione e penitenza” (EV 62).

          e poi:

          3. Tuttavia per incorre in questa censura (scomunica) è necessario saperlo.
          Probabilmente il tuo parroco ha capito che tu non sapevi della scomunica e ti ha dato l’assoluzione.
          Se è così, puoi stare tranquilla.

          Capisci, allora, Raffaele: che il fatto di effettuare (come richiedente o come a qualsiasi titolo “complice”: e tra i “complici” della donna che richiede l’aborto c’è pressoché sempre un UOMO. E, anzi: uno o più uomini, di quell’aborto volontario sono addirittura la causa e persino i “mandanti”) un aborto volontario non è ipso facto causa di scomunica latae sententiae?

          Perché ci sia la scomunica latae sententiae è necessario (come ricorda magisterialmente l’Evangelium Vitae di San Giovanni Paolo II) che chi commette il delitto sia al corrente delle pena.
          Oltre che, più a monte ancora: sia consapevole di star commettendo un delitto.

          Da qui, la contro-strategia di tanti uomini di Chiesa di lasciare il gregge quanto più possibile nell’ignoranza… considerata da molti, a tutti gli effetti, una sorta di “ottavo sacramento”.
          Io stesso sono testimone di un Presbitero che ha affermato quanto detto sopra: aggiungendo che tale “ottavo sacramento” è quello che salva più Anime dall’Inferno di tutti e gli altri Sette messi assieme.

          Peccato, tuttavia, per questo Presbitero e per tutti quelli che si sono lasciati inoculare il medesimo veleno dalla “testa del serpente” e che quindi si sono lasciati deformare intellettualmente come costoro: che Gesù dica una cosa RADICALMENTE diversa, a proposito dell’ignoranza.
          “Il Mio Popolo sta perendo per mancanza di conoscenza”.

          Dio ti benedica, Raffaele.

          Fabio Massimo, figlio e fratello di Dio, Cattolico Apostolico Romano

          1. “E poi pregasi di trarne le logiche conclusioni, circa l’attuale stato canonico di gran parte degli attuali Ministri Ordinati” (!!)

            In base di grazia a quale statistica certa in suo possesso… o siamo al caso di temerario giudizio?
            O la cosa si risolve nel dare dell’ “addormentatore” a chi confuta una simile indimostrabile ma perentoria affermazione (vedi gran parte)?

            1. duxcunctator

              Ma magari, l’Innominato fosse SEGUITO ED ASSECONDATO solo da uno su dodici: non staremmo nella situazione in cui siamo.

              Quanti Papi possono esservi contemporaneamente vivi sulla Terra, Mario?

                1. E per inciso, dissento totalmente dal credere che un “orribile mostro” come il Tytannosaurus Rex (o le inutili zanzare), solo perchè tu lo trovi tale, non sia stato creato da Dio…

                  1. duxcunctator

                    E quale sarebbe il mio “ringhio”, Mario?

                    E’ “ringhio” affermare che di Papa ve ne può essere soltanto uno?
                    E’ “ringhio” affermare che il Papa è colui che viene canonicamente eletto Vescovo di Roma dai Cardinali riuniti in Conclave (i quali, se attuano un’elezione non canonica, ossia non rispettante una delle regole stabilite dal Diritto Canonico: non eleggono un Papa bensì un Antipapa)?
                    E’ “ringhio” affermare che può indirsi il Conclave se e solo se il Papa precedente è venuto meno?
                    E’ “ringhio” affermare che il Papa viene meno se e solo se si realizza una tra le due condizioni:
                    1) morte di Pietro (ossia, passaggio a “miglior vita”: assumendo, così come ne sono convinto, che nessun Pietro sia mai andato all’Inferno)
                    2) rinuncia all’incarico pietrino, ossia al Papato
                    E’ “ringhio” affermare che NESSUNA di queste due condizioni si è realizzata, nel caso di Benedetto XVI? Che ha rinunciato SOLO E SOLTANTO all’esercizio del Ministero di Vescovo di Roma… ma IN NESSUN MODO al Papato? E quindi è ancora Sommo Pontefice pur essendo Vescovo di Roma Emerito?
                    E’ “ringhio” affermare che, non essendo venuto meno Benedetto XVI come Papa: l’assemblea di Cardinali entrati in Cappella Sistina il 12 marzo e uscitine il 13 marzo… NON era un Conclave? Ma, appunto: una semplice “assemblea di Cardinali”?
                    E’ “ringhio” affermare che, per i suddetti motivi (che Dio Stesso ha Rivelato): colui che tu chiami con blasfema espressione che io NON ripeto… NON è:
                    – né Papa (perché ancora vivente Benedetto XVI: che NON ha dato le dimissioni da Sommo Pontefice ma solo da Vescovo di Roma)
                    – né Vescovo di Roma (che è eletto da un Conclave: il quale si può indire SE e SOLO SE il Papa precedente viene meno)
                    – né Antipapa (che pure è eletto da un Conclave: seppure NON canonicamente)

                    Da quando, Mario: la verità è “ringhio”?

                    Se ho parlato male, mostrarmi il mio errore.
                    Ma se ho parlato bene: perché mi prendi a ceffoni sul volto, dandomi del “lupo travestito da agnello”?

                    Grazie in anticipo per le tue meditate risposte

                    Dio ti benedica

                    Fabio Massimo, figlio e fratello di Dio, Cattolico Apostolico Romano

                    1. admin

                      per duxcunctator

                      In questi ultimi giorni sei piombato in questo blog con decine e decine di commenti interminabili e abbastanza strani. Già il fatto di postare oltre 60 commenti in tre giorni non è di solito un buon segnale, ma soprattutto sono per noi inaccettabili le tue considerazioni sul Santo Padre Francesco, quindi in quanto inaccettabili non le accettiamo.
                      Saluti.

                    2. Roberto

                      Questo è il modus operandi di dux, dovunque si abbia la sventura di vederlo piombare coi suoi interminabili e sbalestrati ‘walls of text’, tra Conchiglie, preesistenza di anime, Francesco falso profeta ecc ecc. Basta non dargli spago che poi la smette.

                    3. …non intendo discutere il caso di elefantiasi religiosa da cui fosse affetto duxcuntator, piuttosto mi sembra risulti da parte di numerosi assidui del blog una forte critica, direi quasi antipatia (nel senso etimologico) (o può esistere antipatia
                      anche in senso teologico?) questo ultimo Papa della Chiesa Cattolica (cosa del resto evidente anche in altre prese doi posizione di cattolici, Socci in primis).Siccome sono vecchio e ne ho visti passare di Papi, non mi ricordo che ci sia mai stata una critica così forte (chiamiamola critica) nei confronti del Sommo Pontefice (cosiddetto). Non vi risulta lo stesso anche a voi? Cominciò tutto (ma non così aspramente) con Papa Roncalli?

                    4. Anonimo69

                      Ho letto le dimissioni in latino di Benedetto 16°, e, secondo un noto latinista e valente storico (nonchè uomo di sinistra, peraltro) il prof. Canfora, ci sarebbero degli errori grammaticali, che vengono interpretati da certa stampa tradizionalista (Socci e non solo) come dei “segnali” del fatto che Ratzinger non era sincero nel vergare quelle dimissioni.

                      Mah! degli errori grammaticali ne possono avere 1000 di spiegazioni, compresa quella più banale di una svista del redattore. Nè è appurato che sia stato lo stesso Benedetto 16° a redigerle e, se così fosse, io posso testimoniare che a molti dirigenti di alto livello sfuggono dei particolari minuti dei provvedimenti che gli vengono presentati per la firma.

                      Insomma, le prove a sostegno della tesi di Socci (e di Fabio Massimo) sono palesemente insufficienti a sostenerle.

                      Non basta un pilastrino per costruirci sopra un grosso edificio, ci vogliono solide fondamenta. A69

    2. Il fatto che si possa assolvere il peccato di aborto implica il giudizio dell’aborto come peccato.
      Giudizio sull’aborto, non sul peccatore, quello lo giudicherà solo Dio.
      Dare poteri speciali ai sacerdoti durante un giubileo non mi sembra una cosa poi così brutta. Quanta gente non si reca a confessarsi negli orari stabiliti in una parrocchia, perchè pensa di non avere tempo, e si confessa se gli capita il prete durante la messa? Anche questa è misericordia.

      1. @Cacciatrice, si è misericordia… ma che in questo preciso caso esigerebbe anche una correzzione dell’eventuale abitudine del fedele penitente (qualora abitudine fosse) anche a costo di apparire poco misericordiosi… 😉

        1. Certo, hai ragionissimo. Ma sai, quando ami, a volte la giustizia, intesa umanamente, va a farsi benedire…
          Esempio: io vivo vicino ad una chiesa dove c’è un sacerdote disponibile a confessare tutte le sere, tra le 5 e le 6. Ci fosse andato mezza volta, mio marito, anche quando si è ritrovato in stato di bisogno! Quando nella nostra parrocchia hanno smesso di confessare durante la messa, lui si è trovato, per così dire, a piedi. Il mio senso di giustizia mi ha detto: bene! Così è la volta buona che cambia abitudine e la capisce. Il che naturalmente non è successo…e a quel punto la preoccupazione per l’anima di chi ami prende il sopravvento sul tuo senso di giustizia (per quanto ragionevole e sacrosanto) e allora vai a fermare un sacerdote, anche se è durante la messa, perchè chi ami si possa confessare…a me sembra la stessa identica dinamica. L’obiettivo è salvare l’anima di chi ami, non insegnare una buona abitudine. Quella secondo me viene di conseguenza, quando si capisce di essere amati.

          PS. perdonami ma leggere correZZione mi fa venire i brividi…grammar-nazi mode OFF

          1. Come sempre accade essere coinvolti personalmente fa perdere un pochino l’obiettività e ha messo il discorso che sta tranquillamente su due piani diversi su un unico piano… come se io parlassi di tuo marito o della specifica sua situazione che accomuna molti (e che potrebbe anche essere stata mia per lungo tempo, per esempio…)

            Sulla correzzzzzione, hai perfettamente ragione, ma potrei ad esempio, soffrire di dislessia da tastiera 😉

            L’obbiettivo qui è comunicare, non insegnare la buona ortografia…
            ( sorridi… è una battuta! 😀 😀 )

              1. Ma no Cacciatrice, è proprio per il motivo contrario… non volevo sembrarti permaloso io e che la frase fosse un risposta risentita 😉

                Se mi permetti ritornare su ciò che hai definito come “insegnamento di buone abitudini”, qui non si tratta di abitudini come quelle di “lavarsi le mani prima di sedersi a tavola”, ma di “sante abitudini”… Come prendersi un adeguato tempo per l’esame di coscienza, un adeguato tempo per la confessione che possa così divenire “direzione spirituale”, avere un adeguato tempo per il “colloquio” con Cristo che ci ha perdonati, non sottrarre tempo e attenzione alla Santa Eucaristia, ecc, ecc.
                Tutte cose che forse (e dico forse) non ti “salvano l’anima” come una confessione con il cuore contrito in punto di morte, ma certamernte ti fanno camminare più speditamente sulla via della Santità (o quanto meno della conversione). Un cammino di progressione a cui tutti indistintamente siamo chiamati, perché quello della conversione è un piano inclinato e se ci si arresta… si scivola indietro (le sante abitudini in queso aiutano).
                Non è quindi mero formalismo o attenzione alle “leggi”… ma una opportunità da cui trarre vantaggio personale e i cui benefici ricadono sulla nostra famiglia e sulla intera Comunità.

                😉

    3. “Comunque se il peccatore e’ pentito e si propone di non farlo piu’…mica vorremo metterci a giudicarlo!! ”

      Libero lele di farlo, per essere a suo tempo giudicare con il metro con cui avrà giudicato…
      Auguri!! 😐

  3. L’ha ribloggato su mammacioccolatae ha commentato:
    Dopo aver letto questo articolo mi chiedo verso quale umanità stiamo andando se ancora si può parlare di umanità. Vogliamo andare verso le stelle ma ogni stella che brilla nel cielo per me è un bimbo mai nato. Le bestie sono meglio di noi.

  4. “Mamma di gemelle, ho pensato a cosa possa portare una mamma a scegliere di uccidere uno dei suoi due bambini, chissà magari perché malato o solo perché di troppo – uno sì ma due no, eh – e al dolore che rimarrà per sempre a quel fratellino lasciato solo. E un giorno a quella mamma (che Dio perdonerà, ma lei riuscirà perdonarsi?)”

    Con la giusta enfasi giornalistica militante pro causa boni!

    Quando il vero problema in definitiva è l’aborto. A proposito del quale potrebbe ulteriormente predicare (qualche Socci di turno):
    ” Riuscirà mai un essere umano che considera gli aborti come milioni di omicidi a perdonarsi (e Dio lo perdonerà?)
    di non essersi adoprato in tutti i modi per impedire questi assasini?”

    p.s.altro che braccini e gambine e cervellini in mostra!

        1. Vanni

          @filosofiazzero

          Parla per te, io non ci vado neanche se mi ci mandano.

          E, per rispondere a ” se sapessi che al tuo paese stanno assassinando dei bambini, che faresti?”.

          Anzitutto è sbagliato usare il periodo ipotetico del secondo tipo. Io “so” che stanno assassinando bambini. Che faccio?
          Cerco di dirlo a tutti, opportune importune. Poi divulgo cose come fa Vale, qui sotto. Poi prego. E sono d’accordo con l’appello di Alberto Dellepiane.

    1. vale

      questa, invece, non è il Socci di turno. questa,almeno,va bene?

      il discorso della Beata Madre Teresa di Calcutta per l’accettazione del Premio Nobel per la pace

      http://www.lanuovabq.it/it/articoli-aborto-la-piu-grande-minaccia-per-la-pacela-grande-lezione-di-madre-teresa-11218.htm

      …ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla.

      abbiamo reso ogni bambino desiderato? Vi darò qualcosa di impressionante. Stiamo combattendo l’aborto con le adozioni, abbiamo salvato migliaia di vite, abbiamo inviato messaggi a tutte le cliniche, gli ospedali, le stazioni di polizia – per favore non distruggete i bambini, li prenderemo noi. Così ad ogni ora del giorno e della notte c’è sempre qualcuno, abbiamo parecchie ragazze madri – dite loro di venire, noi ci prenderemo cura di voi, prenderemo il vostro bambino, e troveremo una casa per il bambino. E abbiamo un’enorme domanda da parte di famiglie senza bambini, per noi questa è una grazia di Dio

      nella sola Calcutta – abbiamo avuto 61.273 bambini in meno da famiglie che li avrebbero avuti, ma perché praticano questo metodo naturale di astinenza, di auto-controllo, con amore reciproco. Insegniamo loro il metodo della temperatura che è molto bello, molto semplice, e la nostra povera gente capisce. E sapete che cosa mi hanno detto? La nostra famiglia è sana, la nostra famiglia è unita, e possiamo avere un bambino ogni volta che vogliamo. Così chiaro – quelle persone nelle strade, quei mendicanti – e io penso che se la nostra gente può farlo tanto più potete voi e tutti gli altri che potete conoscere i metodi e i mezzi senza distruggere la vita che Dio ha creato in noi.

      ed anche questo

      S.Padre Pio: “basterebbe un giorno senza nessun aborto e Dio concederebbe la pace al mondo fino al termine dei giorni” ( nota mia: anche se uno non crede,perché non provare? un giorno. un giorno solo senza ammazzare un innocente indifeso in cambio della pace sino alla fine dei tempi.)

      oppure Ghandi:” mi sembra chiaro come la luce del sole che l’aborto è un crimine”

      1. …ma voi cattolici perché invece che per l’utero in subaffitto, perché non scendete in piazza
        contro l’aborto, se l’aborto è un crimine che si consuma tutti i giorni sotto casa vostra?

        1. Thelonious

          Sono avvenuti più volte cortei contro l’aborto, in varie parti del mondo tra l’altro.
          Se tu non intervenissi quasi sempre per far vana polemica, ti farei presente che il problema dell’aborto non riguarda i cattolici, dato che il fatto che il feto sia un essere umano è un problema di ragione, e non di fede.

        2. duxcunctator

          Questa tua domanda, Alvise, mi ha fatto tormare in mente un episodio risalente al 1998 o 1999, quando ero ancora in mezzo ai porci.
          E pensavo, come lo pensi tu adesso: che l’aborto non è un omicidio perché non è ancora un essere umano colui che viene abortito.
          Era una sera di fine estate ed ero in pizzeria, con le mie due amate sorelle carnali.
          Entrambe, tornate alla Casa terrena del Padre anni prima di me… ed entrambe entrate nell’Opus Dei che era per me “il peggio del peggio”: non solo cattoliche ma pure “fanatiche” e “lavate di testa”.
          Eravamo in pizzeria e, ad un certo punto, la più grande delle due lasciò cadere lì, con noncuranza: che l’aborto è omicidio (non ricordo come si arrivò all’argomento ma non è importante).
          Io restai con la forchetta a mezz’aria, nonostante fossi (e sia ancora): un divoratore di pizze.
          E, guardandola negli occhi, mi venne spontaneo dire: “Scusa, Simona… ma se fosse come dici tu… e io sono sicuro che così non è… allora, come puoi stare qui, con me, seduta in questa pizzeria, a mangiarti tranquillamente questa pizza margherita: mentre oggi, lì fuori, sono stati fatti a pezzi degli esseri umani? Scusami tanto, ma se io fossi al posto tuo e pensassi che quello che viene abortito è un bambino e non un ammasso informe di cellule: allora non potrei tollerare questo massacro quotidiano. E qualcosa farei, per fronteggiarlo. Al limite pure incatenarmi davanti agli ospedali per richiamare l’attenzione su quanto vi avviene. Ma certo non starei qui a mangiare una pizza ed a fare filosofia”.

          Ti risparmio la reazione di mia sorella Simona, caro Alvise.
          Ma ricordo che fu forte, e dovette intervenire l’altra mia sorella, per calmarla.
          Del resto, la provocazione fu assai forte.

          Tuttavia, c’era Qualcun Altro ad ascoltare quella conversazione: che mi prese in parola.
          Ed oggi, infatti, dopo aver aperto gli occhi che prima erano ricoperti di scaglie… ed aver aperto gli occhi che l’essere umano è tale dal momento in cui si costituisce il suo patrimonio genetico identicamente simile dallo zigote ai miliardi e miliardi di cellule formanti il corpo di un adulto… e quindi dal momento del concepimento, così come la Chiesa insegna già da molto prima che fosse scoperto il DNA:
          mi ritrovo a far parte del NO194, che è il costituendo comitato referendario costruito “a rete” in tutt’Italia che, quando Dio vorrà, presenterà i quesiti per il nuovo referendum abrogativo della “legge” (che legge, in sostanza, non è: perché una legge ingiusta non è una legge) 194/78 e quindi raccoglierà le firme necessarie.

          Quindi, un obiettivo molto concreto e specifico, come vedi.
          Tuttavia, siccome le battaglie si svolgono allo stesso tempo “in pianura” e “sul monte”, e per un Giosué che combatte “in pianura” occorre un Mosé che prega “sul monte” senza smettere di levare le mani al Cielo: tra le nostre iniziative c’è persino la “scandalosa” iniziativa di andare a pregare davanti gli ospedali dove si realizzano gli omicidi volontari dei bambini in utero che che il Ministro Ordinato Nunzio Galantino chiama “interruzioni volontarie di gravidanza”.
          E sai come ci andiamo, davanti agli ospedali, Alvise caro?
          Ci andiamo armatissimi. E per questo siamo considerati molto più pericolosi di quelli che vanno a schiamazzare in piazza, per qualsivoglia motivo non essenziale.
          E la nostra arma, anzi: super-Arma: è quella catenella di varie foggie e tipi alla quale la Donna Divina ha dato un Potere che tu, Alvise, non avresti neanche se fossi armato di bombe nucleari.
          Quell’Arma si chiama Rosario: e la sua potenza è stra-conosciuta da colui che è nemico pure tuo, benché tu non lo voglia ancora riconoscere.
          E talmente è temuta, la “recita” del Rosario davanti agli ospedali in cui si effettua anche oggi la strage degli innocenti, da colui che è nemico tuo, mio e di qualsiasi essere umano, anche non appartenente alla mia stessa semenza: che di fronte a quei “visi inespressivi” che “recitano” il Rosario, si riuniscono sistematicamente le cosiddette “femministe”… che sono in realtà “femminicide” anche se nessuno gliel’ha ancora detto.
          Né, tantomeno, loro si sono ancora prese la briga di ragionarci sopra.
          Del resto, fintantoché non si “torna in sé”: si continua a stare, seppure da schifo, in mezzo ai porci.
          Chiedendosi come mai ci si è ridotti così.

          Hai capito, Alvise, come ci prende in parola Colui che secondo te non esiste?
          Io dissi quello che dissi a mia sorella Simona: e, a distanza di meno di 200 mesi da allora, sabato prossimo sarò davanti al Niguarda, assieme ai miei “compagni d’Arma”, per combattere “in pianura” (mentre ci sarà qualcun altro a pregare “sul monte”). Appunto perché sento, prima ancora che pensarlo, inconcepibile che si possano strappare dal ventre materno i concepiti, che sono già esseri umani come lo sono io e come lo sei te.
          Semplicemente: più piccoli e meno formati.
          Ma che bello sarebbe se potessero arrivare a formarsi compiutamente ed illuminare questo mondo sempre più spento. E sempre più buio come l’avatar che ti sei scelto.

          Se tanto mi da tanto: tra un po’ anche tu non farai più filosofia, come la fanno tanti che si dicono cristiani, e ti unirai anche tu a quelli che si “incatenano” davanti agli ospedali con i Rosari recitati con “volto inespressivo”.
          E, mentre lo farai: avrai anche tu pena e pietà, oltre che sana e santa indignazione, nei confronti del Ministro Ordinato Nunzio Galantino.

          A cui nel suo ultimo giorno, il Giusto Giudice chiederà, se non si sarà pentito sinceramente, per allora:
          “Nunzio, perché non Mi hai annunziato così come sarebbe stato tuo dovere di servo? E perché, invece che annunziarMi: Mi hai tradito?”

          E allora sarà tremore di denti, per Nunzio.
          Prima ancora che la sua Anima decida di andare nell’unico posto dove saprà essere giusto andare: lì dov’è pianto e stridore di denti. Per tutta l’Eternità.

          Ciao, Alvise.

          Dio ti benedica

          Fabio Massimo, figlio e fratello di Dio, Cattolico Apostolico Romano

  5. Stefano

    “che Dio perdonerà, ma lei riuscirà perdonarsi?”

    Qualche anno fa, quando io o mia moglie accompagnavamo il nostro settimo figlio, un bimbo Down, all’asilo, incontravamo una mamma che al vederci si incupiva e, a volte, piangeva.
    Un giorno si è confidata con mia moglie: aveva abortito sulla base di una diagnosi di probabile sindrome di Down.
    All’invito di mia moglie a cercare un percorso per ritrovare le pace, dicendole fra l’altro “coraggio che se sei pentita seriamente il Signore ti perdona”, lei rispose: “lo so che il Signore perdona; sono io che non mi perdonerò mai!”

    1. Verissima realtà Stefano…
      Comune a molte donne che hano preso coscienza di ciò che hanno fatto.

      Questa pena si potrebbe assimilare a quella che attende molti nel Purgatorio (me certamente) dove anche se l’Amore ci avrà già perdonato nella Sua Misericordia, la Giustizia chiede lo scontare il male commesso e non “riparato”.

      Così per alcuni che sperimentano le Realtà del Cielo già su questa terra, questo purgatorio ha qui inizio.

    2. duxcunctator

      Sia Lodato Gesù Cristo,
      sia lodata Maria Santissima.

      Carissimo Stefano,
      anche a me è suonata “falsa” l’affermazione di Costanza

      che Dio perdonerà, ma lei riuscirà perdonarsi?

      E colgo l’occasione per ringraziare Costanza per questo suo articolo, in cui ha iniziato anche lei ad usare il nome italiano per l’associazione titolare delle cliniche dell’orrore che hanno l’unico merito di rendere ancora più evidente e manifesta (rispetto agli abortifici italiani, dove tale realtà è più velata: e quindi il diavolo ci sguazza meglio) la natura di sacrificio satanico di massa (come meritoriamente affermato dal tuo amico Roberto Dal Bosco, Costanza: dal quale ho acquisito la preziosa informazione della maggiore gravità della situazione italiana, ed europea in generale, rispetto a quella statunitense: essendo negli USA l’omicidio dei bambini in utero un’operazione che la “paziente” deve pagarsi da sé ed essendo invece in Italia gratuita in quanto pagata dallo “Stato”. Il che ci rende, alla fine: TUTTI colpevoli. E, davanti a Dio, ciò non si traduce in: NESSUN colpevole. Perché, come ha detto qualcun che mi pare fosse Mario: con Dio non funziona il “tana libera tutti”): basta annacquare la verità continuando a “spacciare” l’espressione inglese (capita dalla minoranza del popolo italiano e cattolico) “Planned Parenthood”.
      Ed iniziamo a dire, con parresia, il vero nome di questi signori: “Genitorialità programmata”.

      Ma, tornando alla frase di Costanza:
      anch’io vi ho rilevato l’assenza del fattore pentimento.
      Che invece è stato sottolineato da tua moglie, allorquando si è rivolta alla mamma che scelse di uccidere il suo piccolo angelo sceso Down per portare lei Up… nel modo seguente:

      coraggio che se sei pentita seriamente il Signore ti perdona

      E la risposta di quella mamma il cui piccolo angelo sceso Down è stato da le rinviato forzosamente, violentemente e sanguinosamente Up:

      lo so che il Signore perdona; sono io che non mi perdonerò mai!

      attesta palesemente ed inequivocabilmente ciò di cui sono convinto da un po’.
      Ossia che la mamma sia la seconda vittima in questa immanemente tragica vicenda, in cui lei sceglie di lasciare che suo figlio le venga maciullato in grembo in un modo che quello degli egiziani con i primogeniti ebrei appare pietoso.

      Anzi, sul piano spirituale: la mamma può essere financo la PRIMA vittima.
      Perché non ci sono dubbi di sorta sul fatto che quei bambini triturati vivi e bruciati vivi: vadano direttamente in Cielo, per quanto attiene la Salvezza.
      Tuttavia, il fatto di essergli stato così traumaticamente impedito di svilupparsi e di fare esperienza del mondo in cui le loro Anime erano discese: NON E’, in alcun modo, senza conseguenze.
      Nè per loro né per le loro mamme.
      E l’hai verificato tu stesso, da quella risposta datati da quella donna.
      Che è la stessa identica risposta che un Sacerdote di Dio mi disse gli veniva data addirittura in confessionale, dalle donne che erano ricorse all’aborto volontario.

      Dio perdona tutto, quando siamo pentiti.
      Ma se noi non perdoniamo noi stessi: allora Dio non ci forza a farlo.
      E quindi, in base allo stesso principio che pronunciamo almeno una volta al giorno:
      “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”…
      ecco delinearsi come COSA CERTA che la mamma che ha abortito e che non si è perdonata neanche dopo l’assoluzione sacramentale… ha almeno un debitore nei cui confronti NON ha rimesso il debito: ed è lei stessa.
      Da qui l’IMPOSSIBILITA’ della remissione dei debiti interamente in questo secolo.
      E la CERTEZZA della perdita del Paradiso, nel senso di accesso diretto in esso (e ricordo a tutti che quando San Filippo Neri cantava ed insegnava a cantare: “Paradiso, Paradiso, preferisco il Paradiso” non si riferiva alla “semplice” salvezza attraverso la “sosta” in Purgatorio, magari fino alla Fine del Mondo. Ma all’ACCESSO DIRETTO in Paradiso, senza soste in quel luogo/stato dove si soffre TREMENDAMENTE e che, per tantissimi aspetti è persino indistinguibile dall’Inferno: che è il Purgatorio).
      Già in questo senso (ossia della perdità della Santità conseguibile già su questa Terra): la mamma che si è lasciata ingannare al punto da lasciar uccidere suo figlio nel suo grembo… è IMMENSAMENTE vittima, pur essendo carnefice.

      Hanno bisogno di preghiere “speciali”, queste donne vittime… che non riescono a perdonarsi nonostante aver ricevuto l’assoluzione sacramentale.
      Hanno bisogno di Acqua Viva, che solo Dio può dare: ed è la Sua Parola che è Parola Eucaristica e che spiega OGGI le cose del Regno dei Cieli così come Gesù le spiegava IERI con quella medesima Parola ai Suoi discepoli, in quei quaranta giorni dopo la Resurrezione e prima dell’Ascensione.

      Queste donne sono donne vittime, oltre che essere state carnefici.
      E sono vittime di colui che odia le donne IMMENSAMENTE di più di quanto non odi gli uomini.

      Ed infatti, dietro o avanti o sopra o sotto un aborto volontario: vi sono sempre MOLTO PIU’ uomini che donne

      https://costanzamiriano.com/2015/08/29/pezzi-di-orrore-nuovi-video-del-caso-planned-parenthood-sottotitolati-in-italiano/#comment-99896

      Dio ti benedica, Stefano, assieme alla tua bellissima famiglia: già particolarmente benedetta dall’arrivo del vostro settimo angelo.

      Fabio Massimo, figlio e fratello di Dio, Cattolico Apostolico Romano

  6. bruno rossi

    Di fronte all’orrore qualcuno si crogiola con l’ironia e il sarcasmo ritenendosi “inattaccabile” perché in fondo non dice niente di preciso niente di “confutabile” e si sente tranquillo nella coscienza, non si espone mai del tutto, critica, ironizza, fa battute delicate… lo fa lievemente in modo da poter pretendere che gli altri rispondano con la stessa levità. Qualsiasi cosa gli si dica lui si sposta sempre così che il tiro vada a vuoto… Oso sperare che ci sarà un momento della sua vita in cui si troverà davanti al suo vuoto senza più poter mentire a se stesso, in cui non potrà più negare la sua disperazione e avrà bisogno di qualcuno… per ora la sua disperazione è la peggiore : essere disperati e non volerlo sapere…

  7. bruno rossi

    L’articolo di Costanza è come al solito lucido acuto ineccepibile, e se a qualcuno sembra avvenire in coincidenza ironica con le disposizioni del papa circa la confessione dell’aborto presso i sacerdoti ordinari a me non sembra, essendo preceduto largamente da tutta una serie di articoli analoghi precedenti, appunto, le disposizioni del papa. Ma pur volendo considerarlo come una “coincidenza voluta”, non sarebbe affatto ironico nel verso contrario alla misericordia indicata dal papa, piuttosto invece ne risaltarebbe il valore (della misericordia), perché non ha senso parlare di misericordia senza la coscienza (e la coscienza più “sincera” possibile) del proprio peccato; la misericordia non nega il peccato, ma lo perdona, “dopo” il pentimento, e lo perdona per redimere, ovvero per vincerlo, per impedire che avvenga di nuovo. Il padre va incontro al figliol prodigo, va incontro al suo pentimento ed esalta il suo pentimento, diversamente lo avrebbe aspettato in casa “non hai fatto nulla figliolo… è normale… sei giovane… hai solo sbandato un po’…”.

    1. lele

      bravi bravi, perdonate.

      Infatti le vittime….alla fin fine sono vittime. Morto per morto, pensiamo al vivo!

      Peccato che ci sia stata una sola vittima che ha goduto della resurrezione. Le altre…son morte. Ma ci pensera’ il giudizio universale a mettere a posto le cose!

      1. “Le altre…son morte.” (!?)

        E quindi la resurrezione di Cristo è stato solo un “giochetto di prestigio” del Padre, destinato al Figlio solo!
        Complimenti, questa mi mancava, ma direi si pone tra le “top ten”…

    2. duxcunctator

      Quel figlio sono io che ti scrivo, Bruno.
      E che so per esperienza vissuta per due decenni e passa: quale sia il regime della casa di un padrone che non è mio Padre, e quale sia lo stato del porcile in cui tale padrone tiene coloro che non gli sono figli, e quale sia il sapore delle ghiande che mi ero ridotto a mangiare.
      E quindi te lo confermo per esperienza di prima mano, e te lo può confermare con me qualsiasi altro “figlio minore ex-fuoriuscito” (a proposito, domanda personale: tu sei un figlio maggiore mai uscito dalla Casa del Padre? O hai anche tu trascorsi da “scappato di casa”?): il passo preliminare, nel processo descritto nel Santo Vangelo secondo San Luca, è quello del “tornare in sé”.
      E “tornano in sé” coloro che erano in precedenza “usciti da sé”… magari ritenendo che le “periferie” fossero più attraenti del “centro”.

      Una volta “tornati in sé” (e questo primo, apparentemente semplice, passaggio: è l’Evento più importante in assoluto, nella vita di un figlio “disperso”. E quello dove si manifesta, in modo spiritualmente sensibile, il Miracolo della Grazia: agente BEN PRIMA dei Sacramenti, evidentemente. Perché chi “torna in sé”, è ancora nel “porcilaio”. Ed non si è ancora alzato manco in piedi, per manifestare l’intenzione di tornare alla Casa Paterna)… ecco che giunge il momento della libera scelta.
      Quella in cui scegliamo, appunto, se corrispondere oppure no a quel Miracolo di Grazia che è il “tornare in sé”.
      E se lo scegliamo: la conseguenza è appunto quella di alzarsi, nonostante si sia laceri e sporchi, e di mettersi in cammino per compiere “à rebours” il percorso fatto all’andata.
      E che è un percorso che può essere anche decisamente “contro-corrente”, laddove il flusso di “scappati di casa” è molto più quantitativamente significativo di quello dei “rientranti”.

      Farlo, questo percorso “contro-corrente”: è già manifestazione di pentimento.
      E infatti il Padre, che stava fuori ad aspettare il figlio ben prima che lui fosse visibile all’orizzonte… perché è un Padre ha il Cuore di una Madre e quindi “resta in piedi” ad attendere il figlio “scappato di casa”: accoglie il pentimento del figlio pieno di Gioia.
      E gli ridona l’integrità del rapporto filiale, contro ogni aspettativa del mondo.
      Quel mondo che tutto permette e nulla perdona… laddove la Chiesa fondata DA e SU Gesù, se fosse pur vero che nulla permette (e non lo è): certamente tutto perdona a chi il perdono lo richiede sinceramente.
      Ed è immagine, in questo del Suo Divino Fondatore: che ascrive a richiesta di perdono anche frasi smozzicate, anche semplici occhiate, anche una sola e singola lacrima, dette e fatte in extremis.
      Ma i Sacramenti dei morti, Gesù ce li ha lasciati appunto per evitare il rischio della “roulette russa” e della “zona cesarini”: e per aprirci, anzi: SPALANCARCI innanzi quelle che sono le Vie Ordinarie di Grazia e della conseguente Salvezza.
      Ci chiede, in contropartita: di almeno dischiuderGli uno “spiraglio”, del nostro cuore.
      Anche se è ben più contento se arriviamo ad aprirGlielo, anzi: a SPALANCARGLIELO, il nostro cuore.

      La Misericordia è tuttavia una cosa seria, anzi serissima.
      Appunto perché è l’atto in cui Dio mette a Nudo il Suo stesso Cuore… al punto da lasciarseLo traforare dalla lancia di Longino.
      “Così serissima” che un Santo come San Pio di Pietrelcina disse, mentre era ancora in questa valle di lacrime:
      “Temo di più la Misericordia di Dio, che la Sua Giustizia. Perché se mi faccio beffe della Sua Giustizia, posso sempre rifugiarmi nella Sua Misericordia. Ma se mi prendo gioco della Sua Misericordia, non mi resta che presentarmi davanti alla Sua Giustizia”

      Ecco perché la Misericordia non è “misericordina”.

      Ecco perché un pentimento senza riparazione corre il rischio di essere una contraddizione di termini, come “cerchio quadrato” e come “fuoco idrico” o come “Dio non esiste”.

      E alla domanda, immediata, che potreste pormi:
      “Ma scusa, nella parabola del “padre misericordioso” o “figliol prodigo” che dir si voglia: “riparazione” non ce n’è e il figlio viene completamente reintegrato nella sua dignità filiale dal padre”.
      E invece no.
      La riparazione c’è: e sta tutta in quella volontà manifestamente espressa dal figlio di essere trattato come servo e non più come figlio.
      Ed è il Padre a decidere altrimenti: mostrando la Sua Natura di Padre.

      Che il pentimento non sia qualcosa di semplicemente “espresso a parole” ma debba corrispondere ad una REALTA’ INTERIORE: è del resto insegnato da sempre, dalla Chiesa.
      Si parla infatti di “sincero” pentimento.
      E compito IMMANE, tra gli altri, di un Sacerdote che sia anche Ministro Ordinato… è appunto quello di cercare di capire, lasciando agire in sé Colui nella cui Persona egli agisce, in quel sacro ed inviolabile momento che è la Confessione, quale sia lo stato del cuore di colui o colei che gli è dinanzi.
      E, come voi sapete bene: un Sacerdote di Dio com’è stato San Pio di Pietrelcina… a volte financo cacciava via in malissimo modo i falsi penitenti che avevano tentato di profanare il Sacramento della Confessione, tentando quindi di fare un IMMANE danno a se stessi.
      Dono del discernimento dei cuori, direte.
      Certamente: ma anche prova provata di quanto sia essenziale il discernimento del Ministro celebrante il Sacramento della Penitenza e Riconciliazione.

      Ed ora vado a rispondere a Costanza ed a Stefano, all’unisono

      Dio ti benedica, Bruno

      Fabio Massimo, figlio e fratello di Dio, Cattolico Apostolico Romano

  8. vale

    La storia non può esser fatta dal disordine gnostico e nichilista, non ci si può limitare a osservare e dare opinioni che risultino gradite dalla cultura dominante, non ci si può occupare di consolare e non di insegnare, di far pregare, di riaffermare e impartire Sacramenti. E’ scritto anche nell’Enciclica Lumen Fidei, è così che si riprendono le redini della storia. Non dobbiamo avere paura soprattutto. Ciò che va bene ai lupi non può andare bene agli agnelli…

    Ettore Gotti Tedeschi

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-terza-guerra-e-gia-scoppiata-contro-la-chiesa-13698.htm

    1. duxcunctator

      Curioso… anche Ettore Gotti Tedeschi pare fare una differenza netta tra lupi ed agnelli.
      A differenza dei tanti “cani muti”, “guardiani ciechi”, pastori che “si astengono dai discorsi”.

      E che mostrano, con il loro fare e con il loro dire: di essere i più pericolosi, tra quei “lupi vestiti da agnelli” nei cui confronti Gesù ci mette in guardia da DUEMILA anni.

      Del resto, Chi è l’Agnello, Immolato ma Vincitore?
      E chi sono gli “agnelli” del Suo Gregge, la cui funzione di “pascolatore” Egli conferisce a Simone di Giovanni: il primo Pietro della serie di 265 che conduce, ininterrotta, fino all’attuale “Gloria Olivae” che è Benedetto XVI?
      E cosa vuol dire la parola ebraica corrispondente ad “agnello” se non anche “servizio”?
      E chi è che ha il compito di “servire”, nella Chiesa fondata DA e SU Gesù?

      Ergo: gli “agnelli” sono i Sacerdoti e coloro che del Sacerdozio Eterno di Gesù sono pienamente partecipi, quindi i Vescovi.
      Ergo: i peggiori, tra i “lupi travestiti da agnelli”… sono quei “lupi” (ossia “figli del maligno”, non seminati nel Mondo dal Figlio dell’Uomo perché ribelli, in Anima, sin dall’Origine) che si sono auto-chiamati nella Chiesa di Cristo Gesù, nato da Maria Perfetta Vergine e che NON vi sono stati chiamati da Lui.
      Esattamente come il figlio della perdizione che fu (e, all’Inferno: è per l’eternità) Giuda Iscariota.
      Fu chiamato da Gesù, l’Iscariota, nel Circolo Apostolico?
      NO.
      Chi ha letto l'”Evangelo” di Maria Valtorta lo sa benissimo.
      Ma anche coloro che non l’hanno letto né hanno intenzione di leggerlo perché “tanto è solo una rivelazione privata che, nel caso migliore, nulla aggiunge alla nostra Fede: perché noi siamo di quelli che la verità la possediamo… invece che farcene possedere”: possono constatarlo coi loro stessi occhi, leggendo le prime parole degli Atti degli Apostoli.

      Giuda NON fu chiamato da Gesù: che chiamò ognuno dei Suoi Undici figli e fratelli “scelti nello Spirito Santo”.
      Ma si auto-chiamò, insistendo molto per essere accettato da Gesù: e, alla fine, Gesù scelse di acconsentire alla sua richiesta. Pur pre-conoscendo che egli era colui che Lo avrebbe consegnato ai Suoi carnefici.
      E che vedeva in Lui qualcuno che esisteva solo e soltanto nel suo cuore di figlio della perdizione.

      Grazie, vale, per la segnalazione.

      Dio ti benedica

      Fabio Massimo, figlio e fratello di Dio, Cattolico Apostolico Romano

  9. Annarita

    a parte che il giuramento di Ippocrate non lo fanno più, ciò che disturba, a parte l’orrore di una vita innocente uccisa, ciò che disturba è anche l’ipocrisia dei nostri capoccioni, che sono pronti ogni anno a tirar fuori il fazzolettino per asciugarsi le lacrime al solo ricordo dell’olocausto degli ebrei (come se non ci fossero stati anche altri olocausti e non ce ne fossero tutt’ora in giro per il mondo). I nazisti in confronto a quello che oggi legalmente (per modo di dire) si fa erano dei pivellini alle prime armi. Oggi si fanno sperimentazioni genetiche, si usano feti per ogni porcheria, si ammazzano bambini in seno alla madre, in alcune parti del mondo, icone delle civiltà come l’Olanda (da dove ogni schifezza è uscita: aborto divorzio, eutanasia, pedofilia) arrivano i deliri di onnipotenza dell’uomo, tali e quali e molto peggiori di quelli attuati e pensati dai nazisti. Oggi siamo in un regime anticristiano e anti umano che fa rabbrividire, ma la maggior parte della gente approva o se ne infischia. Poi ci domandiamo: come fecero i tedeschi a non sapere ciò che Hitler faceva? Come facevano a non sapere e a tollerare tali crimini? Noi come facciamo a non sapere ciò che i nostri stati fanno? come facciamo a tollerarlo? perchè tolleriamo l’omicidia di tanti piccoli innocenti? perchè tolleriamo i gulag dei nostri patner i commercio? Perchè ce ne infischiamo che bambini, malati e anziani siano ammazzati per falso pietismo (come faceva Hitler con i pazzi, e i portatori di handicap). Un giorno qualcuno si meraviglierà di come eravamo indifferenti a tanti orrori e allora faranno la giornata del ricordo e noi saremo i cattivi da conmdannare, mentre altri cattivi faranno indisturbatamente il loro sporco lavoro.

  10. Alberto Dellepiane

    Cara Costanza, guardiamo le cose come stanno: se andiamo avanti cosi, contando solo sulle ns forze magari vinceremo qualche battaglia ma perderemo la guerra. Per forza, parliamo troppo e preghiamo troppo poco.
    Va bene la lotta, vanno bene gli incontri, le conferenze, i libri, gli articoli, le proteste, le dichiarazioni a destra e a manca, le battaglie parlamentari ecc, tutte ottime cose. Ma ricordiamoci le parole di Gesù: “senza di me non potere fare nulla”. Abbiamo un aiuto molto potente e non lo usiamo. Ma noi ci crediamo o non ci crediamo?
    C’erano quasi un milione di persone in piazza s.giovanni, più tutti quelli rimasti a casa. Che cosa ci vuole a chiedere a tutti, tramite facebook, una decina del Rosario tutti insieme perché la Madonna ci aiuti a vincere questa battaglia contro il demonio? Mettetevi d’accordo con Adinolfi, con padre Maurizio Botta, il prof Gandolfini, l’avv. Amato, Pillon, il Forum delle Ass.Familiari, i Giuristi x la vita, la Bussola, Tempi, le Sentinelle, i neocatecumenali (che sono tanti!) e chi più ne ha più ne metta… È sufficiente un appello via fb, un milione di persone che dicono 10 Avemarie/giorno per un mese, ognuno a casa sua, fanno 300 milioni di Ave marie! Scegliete voi le modalità e i tempi; il passaparola farà il resto. Ma voi pensate che con 300.000.000 di Ave Marie la Madonna se ne starà con le mani in mano? Se poi le diciamo in famiglia, meglio ancora! Scommettiamo che i primi risultati si vedono subito? Ricordiamoci, lo ripeto ancora una volta: “Senza di me non potere fare nulla”.
    Forza, che ci costa? Ci divertiremo un sacco a vedere cosa riuscirà a combinare la Madonna per cambiare le sorti di questa lotta sacrosanta per la famiglia e per la società.
    Allora, lo facciamo? Ci crediamo o non ci credimo?

      1. Alberto Dellepiane

        Nella bilancia terrena pesa di più il bisturi; nella bilancia celeste, ovviamente i rosari. Secondo te la Madonna che bilancia usa?

    1. Lucia

      Alberto, sarebbe meraviglioso riuscire a portare a compimento questa proposta; tutti insieme in preghiera e promuovere anche un digiuno in concomitanza ancor meglio.
      Con la preghiera e il digiuno si possono fermare le guerre e cos’è questa se non una guerra all’umanità indifesa?

  11. Rosanna

    Dietro a donne che hanno abortito ci sono degli uomini vigliacchi che si sono tirati indietro, che hanno girato la testa dall’altra parte lasciando alle donne il fardello. Nessuno nomina mai questi padri mancati, colpevoli quanto le donne ma che rimangono nell’ombra quasi non fosse un problema loro.

    1. Vanni

      @Rosanna

      In molti casi è così, Lei ha ragione. Ma la realtà è più complessa, legga qui.

      Tre domande all’Avv. Franco Vitale di Laboratorio Giuridico della FederVita Lombardia:

      1 – Nella interruzione volontaria della gravidanza quale ruolo si configura per il padre del concepito?
      E’ indubbio che il padre del concepito assume una funzione molto importante, direi determinante, con riguardo alla decisione della donna di abortire o tenere il bambino.
      La vicinanza del padre conforta la gestante che cos√¨ puù superare le inquietudini che si presentano specie per una gravidanza non desiderata o quando vi sono situazioni di difficoltà.

      2 – Che cosa dice la legge 194/1978 sul padre del concepito?
      L’art. 5 della legge 197/78, prevede la presenza del padre del concepito nel consultorio o nella struttura socio-sanitaria, o presso il medico di fiducia (commi 1 e 2 dell’art. 5 cit.) per valutare le circostanze che determinano la donna a chiedere l’interruzione della gravidanza e per esaminare le possibili soluzioni per evitare l’aborto.
      La prevista partecipazione del padre tende indubbiamente ad escludere il timore della donna di essere lasciata sola nell’affrontare la gravidanza e nella decisione dell’aborto.
      Tuttavia la legge, in aperta contraddizione con quanto sopra rilevato, condiziona la presenza e l’apporto del padre del concepito al consenso della donna. Si dice espressamente che la partecipazione del padre è ammessa “ove la donna lo consenta”.
      E con questo al padre del concepito si toglie ogni responsabilità nella decisione di aborto che dalla legge viene lasciata con tutta la sua drammaticità alla donna.

      3 – Quale è l’atteggiamento in relazione all’aborto del marito o partner, considerata la normativa stabilita dalla legge 194/78?
      Per rispondere in concreto a questa domanda mi sembra significativo riportare alcuni dati di uno studio effettuato dalla Segreteria di Collegamento dei Centri di Aiuto alla Vita del Movimento Italiano.
      Su 9.500 casi seguiti dai Centri di Aiuto alla Vita nel 2008, 3.230 padri dei concepiti si sono dichiarati contrari all’aborto (34%), mentre consenzienti solo 895 (9,42%), indifferenti 1.014 (10,67%).
      Chiudo queste brevi note osservando che l’esclusione del padre del concepito viola l’uguaglianza dei coniugi e nega il diritto del padre al concepimento, con palese contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione.

      1. … quando il padre del concepito è contrario all’aborto che succede?

        p.s. 3.230+1014+895=4.139 non 9.500 . Vuole dire che la presenza dei padri mancanti
        non era stata consentita dalla donna?

      2. Quasi la metà dei casi (la maggioranza) vede l’assenza dell’uomo – attiva (è scappato) o passiva (la donna non l’ha voluto presente). Inoltre il campione non sarebbe statisticamente molto attendibile in quanto macchiato dal fatto che si tratta di coppie (quando si sono presentati in coppia) che si sono rivolti al Centro (ed hanno acconsentito a collaborare allo studio in questione). Tutto sommato, la stima di “maschi alla macchia” dovrebbe essere sottostimata, quindi.
        Quindi ribadisco che il margine per un ottimo lavoro -prima di tutto culturale- c’è, eccome!
        @Vanni: permetti i due appunti
        – tu dai per scontato che i potenziali genitori siano anche coniugi… Ma evidentemente mi pare che la coppia non abbia ben chiaro il cammino comune, l’indirizzo familiare da condividere! Con questi presupposti non mi stupisce che sia finita in ospedale…
        – mancando il condiviso indirizzo di vita familiare, come può l’uomo chiedere che il suo parere venga riconosciuto vincolante per la donna quando si ammette (entro i limiti generali di accesso alla ivg) che quello della donna sia prevalente su quello del concepito? Nessun contrasto, quindi…

  12. stefania

    Trovo vergognoso e anche morboso questo postare foto di feti abortiti per suffragare le vostre tesi. Se considerate quei feti come bambini dovreste avere più rispetto per loro. Non è certo una foto di un feto abortito che convincerà una donna a non abortire.

    1. admin

      In questo articolo non ci sono foto di feti abortiti.
      Se si riferisce ai filmati dello scandalo Planned parenthood fanno parte della documentazione giornalistica esattamente come i filmati dei cadaveri di Auschwitz.
      Comunque mi sembra che lei invece intende suffragare le sue tesi chiudendo gli occhi.

    2. Stefania, è scritto piccolo e in inglese ma se prima di dar fiato alle trombe avesse provato con google traduttore avrebbe capito che “Sonogram of a male fetus at 20 weeks 4 days” vuol dire ecografia di un feto di sesso maschile a 20 settimane e 4 giorni. Vivo, si presume.

    3. Thelonious

      Stefania, quella mostrata è l’immagine di un feto (o meglio di un bambino) e basta, NON di un feto abortito.
      Ad ogni modo grazie della sua osservazione, che rende evidente che quando uno si muove col paraocchi ideologico non è più in grado nemmeno di distinguere quello che vede

      1. Sara

        “quando uno si muove col paraocchi ideologico non è più in grado nemmeno di distinguere quello che vede”.
        Eh, già!

    4. duxcunctator

      Cara Stefania,
      mi permetta due domande:

      1) lei, chi dice che sia Gesù?
      2) un essere umano, da quando inizia ad essere tale?

      Grazie in anticipo per le sue meditate e consapevoli risposte.

      Fabio Massimo, figlio e fratello di Dio, Cattolico Apostolico Romano

      1. duxcunctator

        @lele

        Giusto, Raffaele.
        Ma il convincemento è un processo nel quale agiscono tre Libertà.
        La Libertà Assoluta di Dio.
        La libertà integrale di chi si fa Suo strumento per convincere colui o colei che sta prendendo una via sbagliata
        La libertà altrettanto integrale di chi sta prendendo una via sbagliata.

        La tragedia della “legge” 194/78 (che, lo ripeto: NON è una legge. E lo ripeto perché “ripetuta iuvant” e perché in tempi di tambureggiante “pnl satanica”: chi sa e può è chiamato ad effettuare un’inesausta PNL Divina. E quindi a “sgolarsi” ripetendo la verità, in ogni modo possibile ed in tutti i modi che lo Spirito Santo gli/le suggerisce) è appunto quella che contribuisce in modo DETERMINANTE al convincimento che l’aborto volontario sia qualcosa di diverso dall’uccisione di un bambino che si sta sviluppando nell’utero della madre.

        Ecco perché la 194/78 ha ATTIVAMENTE contribuito a deformare le coscienze.

        Ed ecco perché deve essere abolita quam primum: ed è IMMENSAMENTE più importante della battaglia, pur giusta, contro la “fiumana-gender”.
        Che, assieme a tante altre “fiumane”: sta ormai imperversando, in questo mondo.

        A quelli che hanno (o ritengono di avere) occhi ed antenne “lunghe”… richiamo quanto scritto qui:

        [15]Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. [16]Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca.

        Trattasi di quel Dodicesimo capitolo della Rivelazione giovannea, il cui proseguimento è La Rivelazione data a Conchiglia… accolta il 9 maggio scorso nei Giardini Vaticani, dal Vicario di Cristo che è Benedetto XVI.
        Trattasi di quel Dodicesimo capitolo della Rivelazione giovannea, che stiamo pienamente vivendo: e che si è già pre-innestato sul capitolo successivo… il Tredicesimo

        Dio ti benedica, Raffaele

        Fabio Massimo Patricelli, figlio e fratello di Dio, Cattolico Apostolico Romano

  13. Alberto, hai ragione! Io da sola non muovo un milione di persone, però, e il comitato di Piazza san Giovanni è aconfessionale. C’erano anche Ebrei e Musulmani e atei che trovano la deriva culturale del gender dannosa. Però concordo sulla necessità di pregare di più, e adesso penso a come dare voce al tuo appello.

    1. Claudio B

      Noi cattolici possiamo pregare come suggerisce Alberto, gli altri se vogliono possono pregare secondo la loro fede. Lo si è fatto per la pace, lo si può fare contro l’aborto. Però, mi raccomando, facce espressive mentre si prega! (il Cielo mi perdoni, non ho resistito …)

      1. lele

        Scismatico!! Eretico!!! cattivista!!! stai contestando le affermazioni di un consacrato! dicesi…C O N S A C RA T O!!!

        mica un feto qualunque.

    2. Alberto Dellepiane

      Grazie Costanza, se non saranno 300 milioni saranno 200 o anche solo 100… ma credo sia questo che la Madonna ci chiede: dobbiamo darle gli strumenti per intervenire. E’ ‘na roba strana ma a quanto pare funziona così..

  14. M.Cristina

    Consiglio questo video, perché le forze he cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo; infatti il problema da noi in occidente, come Costanza evidenzia benissimo nel suo scritto, prima che morale è di giudizio, di cuore anestetizzato e di testa resa incapace di pensare…. dobbiamo educarci ed educare i nostri figli come questa bambina….
    http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/video-myriam-bambina-profuga-iraq-testimonianza-fede.aspx

  15. vale

    …finestra di Overton, è la precisa tecnica per rendere scelta politica di massa un’idea che all’inizio ci è inaccettabile.

    ecco, per chi volesse farsi un’idea pratica di come funziona si legga l’articolo di oggi su “la croce” a pag.3

    Ecco l’indice dei libri proibiti
    perché anti-#gender
    Pubblicato col sostegno del Parlamento europeo, tenta di “schiacciare a destra” chi resiste agli LGBT
    di Elisabetta Pittino

    ne traggo piccola parte dalle ultime due colonne:

    “…La sociologa, pubblicista e critica letteraria tedesca Gabriele Kuby, citata nella pubblicazione tra le persone antigender, ma non nell’indice, precisa che il FES( Il FES è il centro culturale del Partito Social Democratico (SPD) tedesco che attualmente governa la Germania in coalizione con il partito Cristiano Democratico, sotto la Cancelliera Angela Merkel), pubblica rapporti con l’intenzione di “nominare e disonorare”individui, associazioni, network, partiti che hanno posizioni a favore della vita e della famiglia.

    La soluzione all’incompatibilità della teoria
    di genere con il senso comune, scrive la
    Kuby, sembra apparentemente essere il lasciar
    cadere interamente il concetto di genere.
    “L’uso del concetto di genere come
    categoria nel lungo termine sembra essere
    più distruttivo che utile nell’incontro con
    questa nuova sfida politica” scrivono gli
    autori.
    I progressisti quindi, spiega la Kuby, intendono
    allontanarsi dal “quadro delle politiche
    di uguaglianza” e reclamare “i reali
    valori di sinistra, utilizzando il linguaggio
    della solidarietà, creando un’antilingua che
    rigetti le paure emotive del linguaggio della
    destra”.

    Gli autori consigliano caldamente i progressisti
    e i partiti di sinistra di “mettersi
    in contatto con le organizzazione popolari,
    locali e le iniziative individuali”.
    Inoltre bisognerà fornire al pubblico “informazioni
    concrete sugli studi e le politiche
    di genere attraverso conferenze accademiche,
    articoli e dichiarazioni di esperti”.
    Detto fatto dal 15 al 17 ottobre ci sarà un
    convegno presso l’università Europea Viadrina
    di Francoforte sull’Oder in Germania
    e di Słubice in Polonia, dal titolo “Liberal
    Rights for Illiberal Purposes? Comparing
    Discursive Strategies of Conservative Religious
    and Right-wing Actors in the Public
    Spheres” (Destra liberale per scopi illiberali?
    Le strategie discorsive pubbliche dei
    conservatori religiosi e degli attori della
    destra a confronto)
    Si suggerisce inoltre un pubblico dibattito
    tra femministe e Cattolici al fine di “ridicolizzare
    la campagna antigender”.
    La Petö nella sua conclusione individua
    tutta una serie di aspetti comuni all’onda
    anti-gender che si manifesta in Europa.
    Sottolinea come la “retorica e i fondamenti
    intelletuali” in comune provengono dalla
    chiesa cattolica, citando tra i testi base
    in particolare la e la Lettera alle donne di
    Giovanni Paolo II.

    Altro elemento in comune
    che viene stigmatizzato sono i “legami
    personali e la reciproca partecipazione alle
    varie manifestazioni”.

    1. Bri

      Non ho visto i video “più famosi”
      Ho sbagliato a guardare questo
      Ma si può? [… qui immaginatemi proferire una serie di irripetibili …]
      Daleiden: un grande. Punto.
      Ma questi si mettono a “giurare”che non ci guadagnano. Che prendono soldi unicamente a rimborso delle spese sostenute.
      E quindi la questione è tutta qui.
      E’ solo un discorso di legalità e in nessun modo di etica
      E anche la giornalista della CNN che riporta instancabile le difese della Planned, e ricorda come anzi gli scienziati (ah, gli scienziati) si siano serviti di quello che la Planned gli poteva procurare per “salvare vite” piantando così la bandiera del comportamento etico nella metà campo della Planned
      Così alla fine se la Planned chiuderà sarà solo perchè ha infranto una legge che consente azioni ributtanti prescrivendo solo di andare in pari invece che guadagnarci qualche dollaro
      Mi vien da pensare all’arresto di al Capone per evasione fiscale, con la differenza che almeno in quel caso lo stato cooperò per fermare il criminale, qui invece è schierato al suo fianco, anzi lo finanzia pure.
      Altro che PICCOLI passi verso l’assurdo …

    2. vale

      Giovanni Paolo II nell’enciclica Evangelium Vitae, al n. 74: «I cristiani sono chiamati, per un grave dovere di coscienza, a non prestare la loro collaborazione formale a quelle pratiche che, pur ammesse dalla legislazione civile, sono in contrasto con la Legge di Dio. Infatti, dal punto di vista morale, non è mai lecito cooperare formalmente al male».

      1. …sapete come la penso io sull’aborto, ma, dal vs. punto di vista, credo che sarebbe stato più chiaro se il Papa avesse scritto “non prestare la loro collaborazione, anche solo formale” etc.

        1. Bri

          @filosofiazzero
          Credo vada interpretato diversamente quel “formale”.
          Suppongo sia da intendere come “esplicito”
          Sicuramente non è adatto ad un’interpretazione “ridotta” come fai premettendo un “anche solo”
          Concordo che a prima vista appare superfluo
          Forse qualcun altro può chiarirlo meglio

          1. Bri:

            …io credo, il Papa (quello santo, quello che vi piace tanto a voi) alla fine, volesse dire che lo siamo tutti responsabili (e dunque colpevoli) del male che ci circonda.
            O è così o non è così!
            Del resto (è scritto) non lo siamo tutti colpevoli anche della morte di Cristo?

            1. Bri

              @filosofiazzero
              sinceramente non saprei ho dubbi in merito. Molti.
              suppongo (suppongo, qualcuno mi corregga o conforti) che ci sia colpa nella formale partecipazione al male,
              non ce ne sia nel non far nulla per impedirlo quando questo non far nulla non è “formale partecipazione”:
              Prendi ad es. una guerra in qualunque parte del mondo: eventi per i quali io non sto facendo nulla, ma proprio nulla.
              Eh … boh … io mi autogiustifico e convinco che la mia inazione non sia formale partecipazione … però …

              1. BRI:..

                …nella “sostanziale” partecipazione al male, vuoi dire?
                (o stai adoprando il termine “formale” nel senso, che vorresti te,?)

                Prendiamo, ad esempio, il caso della Miriano. Non è anche la sua formalissima posizione, come le mia, ma un po’ meno, la mia, formalissima (siccome essendo tutti, in fondo, a tutti gli effetti, cittadini di questo Stato) una accettazione di fatto dello stato delle cose così come furono decise dalla politica (duole dirlo) da tutti noi.
                O siete voi cittadini dello Stato del Vaticano?
                O, come dice il Vangelo, non siete del mondo?

                1. Bri

                  @filosofiazzero
                  l’ho già detto che non so come interpretare “formale”? Necessito aiuto, peccato che … mi risponda solo tu ;-D

                  Per la seconda parte del tuo scritto, mi pare che almeno Costanza (non certo io) un po’ di cose per contrastare le “cose così come furono decise dalla politica ” lo stia facendo
                  Magari a te non sembra, magari nemmeno a lei, ma intanto (lei) semina.

                  Se infine conosci un modo per poter essere libero da una nazionalità (da una qualunque) ti sarei grato se mi spiegassi come fare
                  Modo legale e non violento, s’intende 🙂

                  1. Bri:

                    …no, non conosco alcun sistema né legale né illegale!
                    No, nessun aiuto, per ora!
                    Quello che sta facendo la Miriano è anche quello (duole dirlo) politica!
                    Che altro potrebbe essere la pretesa di un cittadino di pesuadere altri cittadini?

                    1. Bri

                      @filosofiazzero
                      Non penso che la politica sia qualcosa di cui dolersi. Anzi.
                      Son piuttosto gli interpreti di questa nobile arte (senza ironia) che si meritano più di un lancio di ortaggi sul palco per la loro pessima intrepretazione
                      Infine … pretesa o tentativo? persuadere o accompagnare?
                      Ma lasciam cadere quest’ultimo punto sul quale sarebbe corretto ti confrontassi direttamente con lei

  16. Anonimo69

    @ Fabio Massimo

    io non ho letto il testo delle dimissioni di Benedetto 16°, però mi suona strano affermare che abbia rinunciato alla cattedra lateranense (quella di VdR) e NON a quella di s. PIetro………

    Poi, immagino che abbia adoperato la formula di abdicazione usata da Celestino V (che Bonifazio 8°, Caetani, inserì nel diritto canonico), la quale dice esplicitamente che la rinuncia è totale e che viene lasciato al collegio cardinalizio il pieno diritto di scegliere un “nuovo pastore per la chiesa universale”.

    Veramente a lei e a Socci, risulta una rinuncia parziale? Sarebbe oltretutto in contrasto con l’atteggiamento concreto (i c.d. “facta concludentia”) assunto da Ratzinger, DOPO le dimissioni (assume un nuovo abito, abbandona il palazzo apostolico, fa mostra di riconoscere papa FRancesco).

    Mi sembra il vostro asserto (speriamo che l’Admin mi passi l’espressione che segue), una “masturbazione” intellettuale, non suffragata da alcuna prova.

    Lei ha letto, FM, il testo delle dimissioni di Benedetto 16°?

    Bah?! A69

  17. L’ha ribloggato su l'ovvio e l'evidentee ha commentato:
    Assurdo significa contrario alla ragione, all’evidenza, al buon senso… è in se stesso una contraddizione ed essendo privo di ogni fondamento nella ragione non dovrebbe nemmeno essere pensato… eppure, eccolo qui, l’assurdo…
    […]”c’è chi continua a pensare che l’aborto sia una conquista, l’eutanasia una forma di carità, l’utero in affitto un’amichevole via per permettere a qualcuno di realizzare il suo sogno di essere genitore.”

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