L’amore al tempo dei reality

di autori vari

290979-400-629-1-100-temptation-island-cast-coppie-tentatori-e-tentatrici di Lucia Annibali

Va in onda in questi giorni, su canale 5, la trasmissione Temptation Island. Si tratta di un reality show che racconta la storia, gli avvenimenti, i sentimenti e il destino di sei coppie non sposate e senza figli, chiuse per tre settimane in un villaggio. Le coppie, alcune nate nell’ambito di altri reality, altre invece formatesi nella “vita reale”, sono divise in due gruppi separati (uomini da una parte, donne dall’altra) e vengono “tentate” rispettivamente da dodici ragazze e dodici ragazzi single. Ogni settimana i membri delle coppie si riuniscono attorno a un falò, durante il quale vengono consegnati loro dei filmati che mostrano come il partner stia interagendo con i single “tentatori” e reagendo alle loro provocazioni. Tutto ciò al fine di decidere, durante l’ultimo falò, se continuare oppure interrompere la propria storia d’amore. La motivazione alla base della scelta di partecipare alla trasmissione è quella di mettere alla prova se stessi e il proprio rapporto, per capire quanto il legame sia vero e forte. E così, con la scusa che lo scopo del programma di testare la propria capacità di resistere alle varie tentazioni, i telespettatori assistono, da una parte, a uomini fidanzati che si prestano volentieri al corteggiamento, alle lusinghe e al contatto fisico da parte della ragazza single di turno; dall’altra, a donne fidanzate che si lasciano andare a confidenze, confessioni e, a volte, a momenti di intimità fisica con giovani seduttori perfettamente calati nella parte. In questo continuo scambio di ruoli, fondato sul motto “è un’esperienza che voglio vivermi fino in fondo”, con il passare delle settimane i membri delle coppie, chi più, chi meno, si lasciano andare ad atteggiamenti sempre più espliciti. Immaginiamo per un momento che tutto questo sia reale, che non sia cioè una semplice operazione commerciale che punta dritto all’audience, facendo leva sulla curiosità, morbosità e tendenza al voyeurismo di molti, e sul desiderio di apparire di altri. Le riflessioni che ne scaturiscono sono: qual è il senso di mettere alla prova i propri sentimenti in questo modo? L’incontro con l’altro, dove l’altro è, in questo caso, il primo che capita, può essere da solo sufficiente a incrinare un rapporto di coppia? In questo gioco di provocazioni, che fine fanno valori come la fedeltà e il rispetto verso il proprio partner? Non so se i protagonisti di Temptation Island si siano domandati tutto ciò, prima, durante e dopo la loro partecipazione al programma. Certo è che quello che interpretano è un modo superficiale di vivere l’amore, secondo cui, in nome della propria libertà, si acquista il diritto di essere egoisti. Tutto questo, per fortuna, ha poco a che fare con la realtà. Chi vive un amore nella vita reale, infatti, sa quanto esso vada e debba essere protetto, perché ci pensa la vita, da sola, a metterlo alla prova con le sue difficoltà, i dolori, le malattie improvvise. Sa che un rapporto ha bisogno di essere coltivato ogni giorno e ha capito che la tenerezza, l’accoglienza e il perdono sono la strada giusta per costruire un legame che sia fonte di benessere per se stesso e per l’altro. Cerca di superare il proprio egoismo per lasciare spazio sufficiente al partner di esprimere se stesso. Si impegna per essere una persona migliore per l’altro, così che non esista alcun confronto per l’altro, perché quello che ha è tutto ciò che desidera. Trasforma il proprio amore in un luogo sicuro in cui il partner deciderà sempre di tornare. E pensa che la fedeltà, oggi così sottovalutata tanto da essere considerata una sorta di optional, sia invece l’ingrediente magico che dona romanticismo al proprio rapporto, perché è la promessa di esserci sempre e comunque per l’altro, fino alla fine. L’amore dovrebbe essere questo, nella vita reale. Come sempre, però, la vita è fatta di scelte. Così, si può scegliere di prendersi gioco dell’amore oppure di prenderlo sul serio.lucia-annibali-papa-francesco

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  Questo articolo è stato pubblicato su IO DONNA il settimanale de Il Corriere della Sera. Grazie a fr. Filippo Maria per avercelo segnalato e per aver chiesto il permesso a Lucia di poterlo pubblicare sul nostro blog

53 commenti to “L’amore al tempo dei reality”

  1. Il programma mi sembra triste e tragico,poi una domanda ai partecipanti:che valore ha per la coppia superare oggi questa “prova”?L cose cambiano,le persone cambiano ,quello che supero oggi quello a cui cedo oggi non da garanzie per il futuro, a meno che l nostra union non poggi su qualcosa di certo come una promessa indissolubile che questa promessa indissolubile non fondi la su forza sui Sacramenti

  2. ……e il peggio è che questi reality (finty) sono appunto finti (si vede lontano un miglio. I partecipanti sicuramente seguono un copione e sono selezionati sulla base di caratteristiche personali favorevoli ad imbastire quello che vuole poi apparire la trasmissione…….Insomma c’è premeditazione. Si premedita un qualcosa di vuoto e frivolo da propinare a migliaia di persone che finiscono per “nutrirsi” di frivolezze per quanto riguarda ambiti delicati come le relazioni…..è una forma di Nazi sociale….

    • Giustissimo, Paolo.
      Qualche anno fa, mio figlio e la sua compagna dell’epoca, parteciparono ad un programma simile, in onda su un canale RAI. Furono “pescati” in un ristorante da un inviato del programma.
      Ebbene era tutto finto: il finto tentatore, i finti litigi, le finte riappacificazioni.
      Loro già sapevano se avrebbero dovuto “lasciarsi” oppure no.

  3. Si, effettivamente può essere benissimo che sia “premeditazione”, anche perchè esplicare certe “attività molto intime” davanti ad una telecamera, non è cosa facile.

    Ma, mi scuserete se do alla cosa una spiegazione economicistica (che NON esclude il concorso di cause morali e psicologiche: beninteso!), perchè, secondo me, il prevalere del liberismo economico, senza più alternative, anche nell’ambito del capitalismo, ha fatto sì che TUTTO sia mercificato.

    Con il liberismo, anche se certi suoi alfieri (magari sedicenti “cristiani”) dicono il contrario, tutto è dentro il mercato, niente ne è fuori o, peggio, contro. E’ questa una lezione che si ricava dai fatti e dalla storia e non c’è verso di sfuggire (se non eccezionalmente e molto limitatamente).

    E’ dunque ovvio che anche i sentimenti ed il sesso, diventino spettacolo e quindi merce. Questi reality, quindi, non mi stupiscono, in quanto sono una conseguenza logica di un processo storico cominciato con la presidenza Reagan e il premierato Thatcher (questi 2 nomi dovrebbero essere ritenuti funesti al pari di quello di Hitler). A69

    • Poche idee e ben confuse.
      Dunque i sentimenti ed il sesso sono diventati “spettacolo e quindi merce” grazie a Reagan ed alla Thatcher.
      Mai sentito parlare di Komos (da cui secondo Aristotele deriva la parola “commedia”)? Mai sentito parlare delle Dionisie? Servio Mario Onorato (V sec A.C.)racconta di tre bellissime donne “di spettacolo” che, grazie al “sesso”, si procacciavano interi patrimoni…
      Il liberismo nasce, addirittura, con la Rivoluzione Francese per svilupparsi con l’Illuminismo.
      Ergo: “ci faccia il piacere!” direbbe Totò.

      • @ lister

        critiche vacue e poca preparazione storico-economica. Che il mondo pagano avesse minori problemi in fatto di libertà sessuale (non era ancora intervenuto il cristianesimo!) è cosa certa. Ma ciò che probabilmente lei ignora è che il mondo antico era dominato dal sistema economico schiavistico il quale mercificava tutto ancor più del capitalismo (tanto è vero che non solo la forza-lavoro era merce, come nel capitalismo, ma la persona stessa del lavoratore).
        Quindi è normale che, a quell’epoca si verificassero eventi come quelli da lei citati, peraltro effettivamente somigliamenti a quelli dei reality odierni. Ma erano ricollegabili all’azione congiunta del paganesimo e dello schiavismo (che sopravvisse, quest’ultimo, ben oltre l’avvento del cristianesimo).
        Per quanto riguarda il mondo capitalistico c’è da dire questo: secoli di cristianesimo (e la fine dello schiavismo) avevano fatto si che non tutto (e in particolare i sentimenti) fosse classificabile come merce. Inoltre il capitalismo nella versione keynesiana (imperante fino a Reagan e alla Thatcher) aveva avallato e confermato la tesi per cui NON tutto doveva essere sottoposto alle leggi del mercato. Si trattava infatti di un capitalismo “moderato”.
        Ma la fine del keynesismo (ed altre cause, che in questa sede non è possibile approfondire) ed il ritorno al capitalismo “spinto” (quello dei funesti economisti neoliberisti), hanno nuovamente ricreato le condizioni per RI-mercificare tutto, come ai tempi dello schiavismo.
        Ed è con Reagan e la Thatcher che è avvenuto, politicamente, questo passaggio epocale.
        La scristianizzazione de facto della società, INTERAGENDO con il ritorno del liberismo, ha reso praticamente possibile questa spettacolarizzazione a fini di lucro del sesso e dei sentimenti.
        Il liberismo non nasce con la Rivoluzione francese, perchè una compiuta rivoluzione che aveva creato una società capitalistica e liberista si era già verificata: quella inglese degli anni 40 del 600.
        Ed anche la guerra d’indipendenza americana aveva creato un mondo in cui i rapporti capitalistici ed il liberismo erano il fondamento, ancor più che in Inghilterra.
        La Rivoluzione francese non fece altro che far diventare compiutamente capitalistica la Francia e, attraverso Napoleone, l’Europa in gran parte. Ma elementi di capitalismo e di liberismo, nella Francia pre-rivoluzionaria, ce n’erano, eccome!
        L’illumismo è precedente alla Rivoluzione francese: si può dire che quest’ultima ne fu il coronamento e l’effetto, non la sua conseguenza.
        Guardi che “con me: non è cosa!”. A69

        • Caro amico (detto senza sarcasmo), se c’è qualcosa di certo è che coloro con i quali davvero «non è cosa» non sentono il bisogno di dimostrarlo 24/7. E con questo mi taccio per un po’ 🙂

        • errata corrige: “ne fu il coronamento e l’effetto, non la sua CAUSA”. A69

        • In effetti, per refuso, ho scambiato Illuminismo con Rivoluzione Francese, ma ciò non toglie che mi sembra siano ambedue antecedenti al “processo storico cominciato con la presidenza Reagan e il premierato Thatcher”, o no?
          Tanto per precisare, lo schiavismo non c’entra un’emerita cippa col suo “spettacolo e quindi merce” anche perché agli schiavi non era concessa alcuna attività e tanto meno fare teatro (v. spettacolo-sesso).
          Ha scritto solo un cumulo di parole in libertà, senza un minimo di costrutto, uscendo dal tema delle sue affermazioni del 30/7 alle 15,26 e sfoggiando una narcisistica, oltre che confusa, “preparazione storico-economica”.
          Il tutto, solo per ribadire la sua avversità al Capitalismo ed il suo odio nei confronti di Reagan & Thatcher.
          A proposito, le rendo noto che perfino la Cina comunista ha ammesso che il Capitalismo “è cosa buona e giusta”…
          Stavolta lo dico io, senza scomodare Totò: “Ci faccia il piacere!”.

          • @ Lister

            In primis la sua risposta mi dimostra che è profondamente ignorante in materia di storia economica (e non solo) e quindi non è stato in grado di comprendre le mie parole.
            Agli schiavi, caro il mio lister erano affidate tutta una serie di attività relative al sesso, in particolare la prostituzione, inoltre gli attori (che non godevano di buona di reputazione) nell’antica Roma, erano frequentemente degli schiavi o dei liberti (posso ampiamente documentare il mio asserto).
            Ma a parte questo, il fatto che la società fosse schiavistica c’entra parecchio con lo “spettacolo e quindi merce”, perchè in una società schiavistica era logico che tutti i rapporti fossero basati basati sulla violenza e sulla degradazione dei valori umani (specialmente se lo schiavismo si poneva in un contesto pagano).
            Un mondo schiavistico e pagano (dove tutto si poteva comprare per il proprio piacere, anche le persone) poneva i presupposti sociali, morali e strutturali, perchè avvenissero mercificazioni come quelle di cui parlavamo.
            Io ho fatto un parallelo (cosa che lei non è stato in grado di comprendere) fra la società capitalistica nella fase attuale e la società schiavistica ed ho argomentato che si sono degli elementi, nell’attuale struttura socio-economica per spiegare eventi come gli spettacoli di cui al tema del topic.
            Ho tentato di individuare l’eziologia del fenomeno descritto nell’articolo di Lucia Annibali.
            La Cina comunista (e io NON sono comunista) ha ammesso quanto lei dice, perchè ECONOMICAMENTE E’ DIVENTATA UN PAESE ULTRACAPITALISTA! Non a caso si prepara ad affrontare la prima delle sue crisi ciciliche (precipue del modo di produzione capitalisitico).
            La Cina non può più dirsi comunista, perchè, il comunismo è sostanzialmente una dottrina economica e, conseguenzialmente, politica. La Cina perciò è’ sempiicemente uno stato capitalista autoritario, con una dittatura sedicente comunista.
            La informo che ci sono e ci sono state anche dittature NOn comuniste…..
            Reagan e la Thatcher, non hanno tanto fatto vincere il capitalismo, ma il capitalismo nella sua peggiore versione: quella NEOLIBERISTA, e l’hanno esteso al mondo intero. Neoliberismo che può benissimo coniugarsi indifferentemente con la democrazia o la dittatura (pure questo posso documentare)..
            Ed è stato il neoliberismo, con il concorso di altre cause, ovviamente,, a determinare questa degradazione di tutti i valori che ingenera eventi come quelli lamentati.
            Le sue argomentazioni, oltre che essere un po’ rozze, le ritrovo spesso in bocca a molti politici attuali e ogni volta che ne sento di simili (o ne leggo, come nel suo caso) mi viene in mente una battuta di G. B. Shaw: “Non sa nulla; e pensa di sapere tutto. Ciò indica chiaramente una propensione per la carriera politica”..A69

            • Sempre e solo parole in libertà dopo aver letto qua e là nozioni su nozioni (divertente il fatto che può “documentarle”), senza aver mai avuto la capacità di formulare una propria tesi valida se non questa sciocchezza secondo cui Reagan e Thatcher sono il Male Assoluto e “Temptation Island” è consequenziale alla loro politica.

              Quanto al concetto di schiavitù, è talmente informe, vario, dissimile che c’è che dice che gli antichi Egizi fossero schiavisti e c’è, invece, chi dice il contrario (Christian Jacq).
              Le tre bellissime attrici teatrali di cui racconta Servio Mario Onorato, non erano schiave.

              Anche al tempo dell’URSS, i comunisti Italiani dicevano che quello non era Comunismo, ora lei afferma stucchevolmente che neanche la Cina lo è(!). Sta a vedere che nemmeno Marx ed Engels…

              Devo dire, comunque, che è veramente commovente il suo tentativo di dimostrare, anche se con errori di grammatica, la sua -da lei presunta- conoscenza della storia economica: altro non è che misero nozionismo infarcito di parole trovate sul Dizionario dei Sinonimi e Contrari.
              Concludo anch’io con una frase di Oscar Wilde, però:
              “Non discutere mai con uno sciocco: ti trascina al suo livello e ti batte per esperienza”.
              Mi adeguo e la lascio alle sue fatue elucubrazioni.

              • @ Lister

                aveva ragione Wilde: non bisogna discutere con uno stupido, infatti io lo faccio solo contro la mia volontà (quando vi vengo trascinato).
                Che io possa documentare le mie asserzioni, lei, che non ha nemmeno un “misero nozionismo”, lo sa benissimo, tanto è vero che non approfondisce il discorso, perchè sa che potrei sommergerla con nomi e dati.
                La base sociale dell’antico Egitto NON era schiavistica, C. Jacq aveva ragione (ma non è stato il primo a dirlo). Anche se gli schiavi non erano un fatto sconosciuto (specialmente nel Nuovo Regno), essi erano un fenomeno economicamente marginale.
                Anche se le tre bellissime attrici di Servio M. Onorato (che lei ha conosciuto tramite le “spigolature” della Settimana enigmistica). non erano schiave, il contesto sociale della Roma antica era basato sulla schiavitu, ed essa informava (insieme ad altri fattori) la mentalità corrente dell’epoca.
                Marx ed Engels erano socialisti e comunisti (dato che, per loro, fra i termini socialismo e comunismo, vi è soltanto una differenza logica e cronologica, NON ideologica: “prima viene l’uno poi l’altro”), ma la Cina, che ha una classe capitalistica, che è integrata nel mercato, che produce secondo le logiche del mercato, che ha una borsa valori attivissima (e tante altre cose caratteristiche del capitalismo), NON può essere ritenuta COMUNISTA ma CAPITALISTA.
                Il marxismo è una dottrina economica (si istruisca almeno un po’ su di esso, anche se lo aborrisce) e, se non viene applicato all’economia, NON si ha logicamente “marxismo” (e quindi nè comunismo nè socialismo),
                NOn è quello che si dice o si crede quello che conta, ma quello che effettivamente E’ (come lei, tanto per dire, “crede” di essere una persona colta); per cui la Cina “dice” di essere comunista, ma siccome non lo è sul piano economico (che, per i marxisti, è quello che conta) non può essere un paese comunista ma è soltanto una dittatura sedicente “comunista”, ad economia liberista.:
                So benissimo che lei non è in grado di poter comprendere le mie argomentazioni (proprio perchè è “povero” di nozioni), ma il dialogo con me, l’ha iniziato lei, se poi le è capitata la stessa sorte di colui che, andando a rubare la frutta, ha trovato sul posto il padrone del fruttetto, la colpa non è mia.
                Non mi sembra di aver fatto nei miei post precedenti, errori di grammatica, non rapportabli a refusi dattilografici ed alla fretta di replicare.
                Si segni il mio nick ed eviti di dibattere con me in futuro, che è meglio per lei. A69

                • Aveva ragione Euripide:
                  “Parla in modo sensato ad uno stolto (lei) e lui (lei) ti chiamerà stupido”

                  “Si segni il mio nick ed eviti di dibattere con me in futuro, che è meglio per lei.”

                  Ma chi si crede di essere, povero ignorante egocentrico egolalico? Scenda da quella cattedra […] e si faccia un bagno di modestia, poi le sarà concesso di rispondermi.

                  • @ lister

                    ha citato Euripide a proposito: infatti lei mi ha chiamato stupido!

                    Mi credo d’essere uno che argomenta con i fatti e la logica ciò che dice, e non si limita a slogan (“fatue elucubrazioni” “senza costrutto” “ben confuse” ecc.) senza argomentare alcunchè!

                    E sicuramente sono una persona più educata di lei (manco il rispetto e la cortesia con chi non la pensa come lei, conosce?) che non si mette, di punto in bianco, ad offendere il suo interlocutore (“povero ignorante egocentrico egolaliaco”).

                    Non ho bisogno della sua concessione per rispondere, nell’ambito di un civile e libero dialogo, è piuttosto lei che non ha i mezzi culturali e l’urbanità, per colloquiare serenamente con chi ha idee antitetiche alle sue.

                    Io non credo proprio di essere egocentrico: so bene di avere i miei grandi difetti e limiti. E non mi stupisce che lei inveisca contro di me, anche perchè, come diceva G. Courteline: ” Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo buongustaio.”.

                    Mi permetta dunque di salutarla molto distintamente. A69

                    • Ma sa leggere? Ha imparato a leggere? Legge ciò che scrive?
                      Prende qualche parola a caso quali “liberismo”, “economia”, “storia”, “capitalismo”, “schiavitù (?!)”, le mette in un barattolo e ne pesca una a caso per costruire frasi slegate tra di loro, per confezionare un discorso strampalato, senza un filo logico, con errori di Grammatica, di Sintassi, perfino di punteggiatura, col risultato di ottenere delle risibili gag buone per uno spettacolo (ora sì) di Cabaret.
                      Il tutto per cercare, vanamente, inutilmente, puerilmente, di dimostrare la sua ridicola, nonché illogica, tesi, secondo cui Reagan e Thatcher sono i responsabili del programma televisivo “Temptation Island”. Roba da Oscar del nonsense.
                      Io ho cercato di avvertirla dei suoi inciampi, ma lei ha continuato ad allungare il brodo (perché di brodo si tratta) con ulteriori stramberie e dandomi, lei per primo, dello stupido (“non bisogna discutere con uno stupido” parole sue).
                      Ma la cosa più grave è che se ne bea, si autoconvince e si dice “bravo” da solo, pavoneggiandosi nella pia illusione di una, invero, inesistente conoscenza di materie che, al contrario, le sono decisamente ignote.
                      Allora, ricominci daccapo: studi la Grammatica e la Sintassi Italiana ed eviti di crogiolarsi in materie che non sono alla sua portata. Ci sono tante altre belle letture in cui tuffarsi tra cui Topolino, Il Corriere dei Piccoli, le fiabe…

                      Su, coraggio: la vita è bella, nonostante lo studio.
                      Ringrazio e ricambio i graditi, distinti saluti.

                    • lister e anonimo:
                      questo è l’ultimo commento che pubblico di questo battibecco. Se ci tenete a litigare ancora scambiatevi le mail e fatelo in privato.
                      Grazie.

                    • @ Admin

                      la prego di invitare il sig. lister ad scambiare con me la sua mail personale (se ne ha il coraggio). A69

  4. Che tristezza questo tipo di tv Ma c è chi ha tempo da perdere dietro q.ste stupidaggini?’ Non basta la tragica realtà della coppia di oggi?

  5. Così dei costumi accettati nella finzione tv vengono poi incarnati da persone in carne e ossa. E’ successo quando le attricette che si strappavano i capelli ai concerti dei Beatles furono imitate da ragazze nella loro vita reale, quando le donne iniziarono a fumare dopo la campagna stampa sulle sigarette al femminile passate da volgari a stilose, quando i ragazzetti che giocavano ai videogame poi hanno sparato sul serio a persone in carne ed ossa nelle utime guerre. Tanti modi di comportarsi, apparentemente spontanei, sono stati invece scritti come copioni perché l’attitudine del pubblico verso le cose e la morale venisse cambiata.

    Funziona, avviene per imitazione; si chiama ingegneria sociale.
    Nota: funziona meglio in assenza di figure guida accessibili e meritevoli agli occhi dei ragazzi.

  6. …quasi meglio Mangiacavallo, a questo punto!

    • Ah! certo Mangiacavallo non fa danno, mentre Reagan, la Thatcher e i teorici che gli stavano dietro (von Hayek, von Mises, Milton Friedman ecc.) sono paragonabili alla peste del ‘300. A69

      • Mettici anche Kalergi.

        • Non conoscevo Kalergi, però, ora che ho visto chi era………….e considerando l’esito che ha avuto l’europa unita………….beh………..non hai tutti i torti, effettivamente. A69

          • Anche per me è una scoperta recente: un padre dell’ unità europea così importante e così sconosciuto. Gatta ci cova? Chi ne sa di più?

            • @vanni

              poi, dopo aver letto i panegirici ufficiali, trovati qualche altro sito per vedere chi erano veramente…

              http://europa.eu/about-eu/eu-history/founding-fathers/index_it.htm

              per esempio : uno come jean monnet mi pare che puntasse fin dall’inizio ad una tecnocrazia ferrea che considerasse i popoli europei dei bovi buoni solo da condurre al pascolo..

              mi pare che ci siamo.

              ( tra l’altro bella notizia, si fa per dire, sul foglio di oggi a pag.4: “tutti i rischi che il brevetto europeo comporta per le nostre imprese.”
              di fatto un tribunale di londra, parigi o monaco- sono le tre città scelte per le sedi di questi nuovi tribunali- potrà sequestrare beni e conti correnti ovunque solo sul sospetto di presunta contraffazione e tali misure potranno essere prese e notificate( in lingua straniera) ancor prima del giudizio..pensa un po’ per fare ricorso…)

              ok dalla UE: nasce la macro regione alpina che tratterà direttamente l’uso dei findi con bruxellles.( addio Italia…)

              aggiungici eurogendfor, la gestapo o nkvd della commissione europea, e vedi il bel futuro che ci aspetta…

              • @Vale

                Forse ho dato l’impressione di essere un ammiratore di Kalergi e della sua famigerata Paneuropa: tutto il contrario. Quello che ho letto di lui e delle sue idee mi fa paura. Per questo ho chiesto se qualcuno ne sapeva di più.

                • A Vanni
                  Avevo capiti.
                  Ti segnalò un altro spunto:
                  L’articolo di de Mattei su riscossa cristiana sulla supertassa europea che stanno creando e la storia della unione tecnocratica europea di monnet e la sua teoria dei piccoli passi.assieme alla visione del moloch europeo di saint_Simon..sembra roba vecchia.invece èquello che stanno costruendo.

      • La peste del Trecento? Mmmmm, fatemi pensare un momento… ah sì…
        Tra le conseguenze più durevoli dell’epidemia del 1347-1350 ci fu la crescita dei salarii… si dovette aspettare il Seicento prima che riscendessero. Cose curiose capitano 😉
        http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2013/10/economic-history-1

        • @ senm_webmrs

          corretto. A69

        • webmrs

          …Lei sì che ha capito tutto! Noi nulla!

          (o non era una antimalthusiana, una volta?)
          (o non era una sostenitrice del fedaulesimo?)
          (o non va sempre avanti a suon di linkesse?)

          Bridbury, A. R. (1973). The Black Death. The Economic History Review, 26(4), 577-592. [Good general discussion. Particularly interesting is the discussion of how the upper strata of medieval society responded to fears of reduced labour supply. He also discusses the gradual dissolution of feudalism post-1375]

          Clark, G. (n.d.) Microbes and markets: was the Black Death an economic revolution? Online. [A discussion of the effect of Black Death on the efficiency of agriculture. Clark can spot no improvements until the mid-16th century].

    • Anonimo69:

      …sì, dici bene, ma io intendevo quasi meglio de “L’amore al tempo dei reality”!

  7. Ci penseranno i cinesi, in poco tempo, a spazzare via l’Europa, e non solo!

  8. …saranno le sentinelle in piedi? O un altro diluvio universale (con Bariom capo-barca)?

  9. Ti prego, Costanza, urge un tuo post su cosa voglia dire ” amarsi e onorarsi” nell’anno del Signore 2015! Ho bisogno di sentire parole ” rinfrescanti “! Grazie.

    • Preghiera prima di collegarsi a Internet

      Dio eterno e onnipotente,
      che ci hai creati a tua immagine e somiglianza
      e ci hai fatto cercare tutto ciò che è buono, vero e bello,
      soprattutto nella persona divina
      del tuo Figlio Unigenito, nostro Signore Gesù Cristo,
      permettici che,
      attraverso l’intercessione di Sant’Isidoro, vescovo e dottore,
      durante le nostre giornate in Internet,
      rivolgiamo le nostre mani e i nostri occhi
      solo a ciò che è gradito a Te
      e trattiamo con carità e pazienza
      tutte le anime che incontreremo.
      Per Cristo, nostro Signore.

      Amen.

  10. Purtroppo e´ dove sta andando il mondo ma non c´e´ peggio al peggio. Ogni tanto vado in una pizzeria qui vicino dove lavoro per la pausa pranzo. Vivo in Germania ormai da 5 anni e ci sono delle differenze culturali. Tornando alla pizzeri, in questa c´e´ un grande televisore per il pubblico e ogni tanto danno la publicita´ di un reality che danno qui : Adam sucht Eva (Adamo cerca Eva). Da quello che ho capito dalla pubblicita´, il reality e´ambientato in un´isola e i ragazzi/e sono tutti nudi. Nulla di eclatante oggi giorno… ma fare la pubblicita´ a mezzogiorno ?!?! Poi non so dove questo reality si spinga, la TV la tengo quasi sempre spenta.

    • E meno male che hanno la buona creanza di “semioscurare” le parti intime in “Adamo cerca Eva”. Ma forse lo fanno per suscitare ancor più curiosità ed accrescere così gli ascolti. A69

    • Purtroppo sta per arrivare in italia anche la versione italiana di quel reality. Lo stanno girando in questi giorni in Croazia, conduce Vladimir luxuria. E si prospetta come il programma “cult” dell’autunno. Che dire, importiamo sempre il meglio.

  11. …così la moda fu ingeneristicamente inventata perché fosse di moda) (morale “gender” inclusa e quant’altro) (che fieramente avversano le sentinelle in piedi e Adinolfi)!

  12. ah siii? ed io che mi credeva che i dazi sulle importazioni li avessero messi i capitalisti del nord facendo incazzare pesantemente i “cotonieri” del sud. e che durarono-un bel pezzo- anche dopo la fine della guerra.
    un preclaro esempio di liberismo.( è ironia,ovviamente)
    ( guerra civile americana. per info chiedere ad admin)
    ‘azz! non si finisce mai d’imparare qualche novità storica….

    • Ah il Nord. Quello che faceva la guerra per liberare gli schiavi?
      «Negli stati liberi del Nord medesimo, dove si fa tanto chiasso dai predicatori fanatici contro il peccato enorme della schiavitù, i neri liberati formano una classe inferiore e sdegnata, non possono restare nel medesimo albergo con bianchi; non possono ordinariamente viaggiare nelle medesime carrozze, non possono visitare famiglie bianche, e molto meno sperare di unirsi con esse in matrimonio. …» (Considerazioni di un cattolico del Kentucky sulla guerra civile americana. L’Osservatore Romano, 19-22 ottobre 1863)

      • @senmweb

        che vuoi farci quando la storia la si cerca non solo sui libri- e bisogna vedere che libri e se attendibili
        ( che,ovviamente, non sono quel che legge qualcuno che è già inattendibile di suo) ma si va anche a guardare i documenti,finisce per scoprire cose interessanti e non proprio politicamente corrette

  13. …dunque, se esiste una ingegneria sociale pianificata, cosiddetta, esiste una cupola che ingegnerizza.
    Per ragioni, alla fine, economiche, immagino. O i framassoni (per esempio) non sono interessati al guadagno, ma solo
    a sradicare il cattolicesimo?

    • @ Senm_webmrs

      rispondo al suo: “Ah il Nord. Quello che faceva la guerra per liberare gli schiavi?”

      Credo, reputo e opino che NESSUNO (a meno che non sia assolutamente digiuno in storia americana) ritenga veramente, che la guerra di secessione, fu fatta per liberare gli schiavi negri del sud……almeno spero……..A69

  14. Il colmo è che Canale 5 presenta come una novità un programma che in America è ormai decotto e stracotto, tant’è vero che in un film di qualche anno fa (La fabbrica delle mogli) se ne faceva già la parodia. Nel film un marito lasciato si vendicava sparando al tentatore e l’organizzatrice del programma (la sempre brava Nicole Kidman), implacabilmente, progettava un reality che mostrasse la riconciliazione della coppia.

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